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	<title>Perugia Online &#187; Elena Tiracorrendo</title>
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		<title>Storie di imprese che decidono di superare se stesse</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 21:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Elena Tiracorrendo]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Non solo la crisi: a detta di molti imprenditori la cosa più difficile da affrontare in azienda sono le relazioni tra le persone, sia a livello di management che di gruppi di lavoro. Incomunicabilità, rigidità, fazioni, lotte ostacolano il lavoro di squadra e si ripercuotono su clima e business aziendale. Che fare? Su questi temi si sono confrontati a Villa Pieve di Corciano direttori del personale, manager e imprenditori in un evento promosso dal Gruppo regionale Umbria di Aidp (Associazione italiana per la direzione del personale), in collaborazione con Adaci sezione Toscana/Umbria e Compagnia delle Opere Umbria.</p>
<p>Quando si affrontano problemi di relazione si è convinti che la colpa sia dell’altro. La realtà è un&#8217;altra: il problema siamo noi stessi, il nostro Ego che, sentendosi minacciato, attiva comportamenti controproducenti, ostacolando un’efficace comunicazione. La soluzione è acquisire una maggiore conoscenza e padronanza di sé. Sono questi gli assunti di base del metodo LOL- Leadership Organizational Learning &#8211; presentato all’incontro. Ma funziona? Sembrerebbe di sì, a detta di alcuni imprenditori. Ad esempio, Andrea Maghetti, titolare dell’azienda McTrans: “Ero sempre in ansia, in tensione, tanto da cominciare ad accusare problemi di salute. Stavo pensando di mollare tutto. Ho partecipato ad un seminario LOL e la mia vita lavorativa e personale è profondamente cambiata: ho preso coscienza dei miei punti di rigidità, dovuti ad esperienze dell’infanzia, ed ho deciso di cambiare. Visti i risultati, ho proposto il seminario LOL ai miei collaboratori. Ora siamo un gruppo in cui a prevalere non è la gerarchia ma la voglia di crescere e il piacere di lavorare”. Analoga esperienza riferisce Laura Malgrati di MaxModa, in collegamento Skype, che attraverso i seminari LOL ha risolto problemi di relazione a livello di management e incrementato il business aziendale.</p>
<p>“La chiave sta nella padronanza personale”, ha detto Roberto De Bacco del Team LOL. “Il nostro metodo, frutto di oltre 30 anni di ricerca e applicazione sul campo, favorisce un cambiamento personale graduale e di lunga durata. La nostra migliore pubblicità sono i nostri clienti”.</p>
<p>Di altro genere l’approccio proposto da Filippo Vasta di MBYM srl che ha illustrato un modello matematico per rendere più efficienti i processi decisionali. “Le imprese che decidono di superare se stesse hanno bisogno di buone relazioni ma anche di strumenti gestionali adeguati”, ha sottolineato Gianni Cicogna, Consigliere Aidp Umbria. “Il filo conduttore è la persona, che si esprime attraverso la parte tecnica”. “Quanti imprenditori sanno che esistono questi strumenti?”, è stato chiesto dalla platea, sottolineando l’importante ruolo di Aidp nel diffonderli, con l’obiettivo di ridurre il gap tra potenzialità e performance aziendale.</p>
<p>Concludendo i lavori, la presidente Aidp Umbria Adriana Velazquez ha invitato i presenti a partecipare al Congresso nazionale “Scommettiamo su persone e lavoro”, che si terrà a Bari a maggio 2016.</p>
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		<title>Sharing economy al femminile: rischi e opportunità dell’economia collaborativa</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 15:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Elena Tiracorrendo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Leadership umbra al femminile” di Unioncamere Umbria. La sharing economy: rischio o opportunità? Su questo tema si sono confrontate le imprenditrici intervenute il 16 ottobre a Perugia-Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni per il IX meeting “Leadership umbra al femminile” promosso da Unioncamere Umbria, Coordinamento regionale dei Comitati per la promozione dell’imprenditoria femminile.  La sharing economy ed è un modello economico emergente basato sul riuso e sulla condivisione delle risorse ma soprattutto sull’eticità dei rapporti tra persone. Assume diverse forme, che spesso prevedono lo scambio senza intermediazione di denaro, come nel caso di abbigliamento e case per le vacanze. Oppure la condivisione di risorse, come nel “Bla Bla Car”, una piattaforma informatica che consente l’incontro tra viaggiatori che, avendo una meta comune, utilizzano lo stesso mezzo di trasporto privato, dividendo le spese. Ma si parla anche dei GAS-Gruppi di Acquisto Solidale, gruppi di famiglie che acquistano beni alimentari e di varia natura direttamente dai produttori. Forme di consumo alle quali molti imprenditori cominciano a guardare con sospetto, temendo ripercussioni sul proprio business. Come si è arrivati alla sharing economy? Almeno due gli elementi che hanno contribuito alla sua affermazione, evidenziati da Luca Ferrucci, ordinario di economia e gestione delle imprese dell’Università di Perugia: la trasformazione tecnologica, che ha facilitato la comunicazione diretta tra molti a distanza, e la crisi economica, che ha costretto ad una maggiore sobrietà nei consumi. A questo si aggiunge &#8211; secondo Fabio Santini, docente di economia aziendale &#8211; la grande quantità di laureati che si affacciano al mondo del lavoro per i quali la sharing economy offre la possibilità di fare esperienza e sviluppare competenze. Le regole giuridiche attuali – afferma Francesco Vitelli, docente di diritto dell’economia – non sono in grado di regolamentare questa nuova forme di economia, che diventa perciò una sfida per il legislatore: la realtà si evolve con una rapidità tale che legislatori e giuristi non riescono a stare al passo. Dopo gli interventi in programma, le imprenditrici hanno dato vita a vivaci laboratori dai quali sono emerse posizioni condivise. Innanzi tutto una sostanziale apertura nei confronti della sharing economy, vista più come un’opportunità che come una minaccia. In effetti, i valori alla base – eticità, condivisione, riuso – sono tipicamente femminili ed appartengono alla tradizione più autentica dei nostri borghi, dove da sempre le donne  hanno collaborato, soprattutto nella gestione dei figli. In un certo senso la sharing economy è femminile. Se timori ci sono riguardano il rischio di un eccesso di regolamentazione, o peggio di una regolamentazione fatta senza comprendere a fondo il fenomeno, volendo imbrigliare troppo queste forme spontanee di relazioni economiche tra persone. L’evento è stato preceduto dai saluti istituzionali di Giorgio Mencaroni, Presidente Unioncamere Umbria, Maria Zappelli Cardarelli, Presidente del Coordinamento regionale per la promozione dell’imprenditoria femminile e Donatella Porzi, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria.</p>
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		<title>“Aiutarella@san marco”: per un quartiere più bello e vitale</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 16:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Elena Tiracorrendo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il quartiere perugino di San Marco ospita nel fine settimana “Aiutarella@san marco”, laboratorio di riqualificazione urbana con la partecipazione attiva dei cittadini. Si tratta di uno Short Oasis Game Training, metodologia nata nelle favelas brasiliane che si sta diffondendo nel resto del mondo. A proporla &#8211; su iniziativa di Deborah Rim Moiso dell’associazione culturale La ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Il quartiere perugino di San Marco ospita nel fine settimana “Aiutarella@san marco”, laboratorio di riqualificazione urbana con la partecipazione attiva dei cittadini. Si tratta di uno Short Oasis Game Training, metodologia nata nelle favelas brasiliane che si sta diffondendo nel resto del mondo. A proporla &#8211; su iniziativa di Deborah Rim Moiso dell’associazione culturale La Rabatta, la proloco di San Marco e gli Amici di Sant’Orfeo – sono Melania Bigi e Giulio Ferretto di ComuniTazione, un’associazione attiva in Puglia che si occupa di progettazione partecipata.</p>
<p>Si parte dal creare relazioni tra le persone e condividere sogni, che si trasformano in progetti immediatamente realizzati dalla comunità. Diverse le applicazioni possibili, dalla riqualificazione di un’area urbana alla creazione di una rete per la promozione dei talenti e delle professionalità individuali. San Marco è un quartiere cresciuto in fretta, con gravi problemi di viabilità: un nucleo storico, un tempo sede di una vivace vita sociale, e vari complessi abitativi sorti attorno negli ultimi decenni. Sono gli abitanti stessi a lamentare l’assenza di spazi vivibili dalla comunità, dove tessere relazioni. Nell’unica area rimasta libera era prevista la costruzione di un centro commerciale, progetto modificato dall’attuale amministrazione comunale. Il piazzale è oggi sede del Mercatezio, mercato contadino che si tiene il secondo sabato del mese e che sta registrando un successo crescente.“Aiutarella@san marco” è patrocinata dal Comune di Perugia e rientra tra le iniziative di Perugia 2015 Capitale italiana della cultura.</p>
<p>All’aperitivo di presentazione, presso la Sala Proloco di Villa Van Marle, era presente Emanuele Prisco, assessore all’urbanistica del Comune di Perugia e residente a San Marco, il quale ha ribadito la volontà dell’amministrazione di condividere con i cittadini i progetti che riguardano il quartiere e di ascoltare le loro istanze. Presente anche Mariano Sartore, professore di Urbanistica dell’Università di Perugia.</p>
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