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	<title>Perugia Online &#187; Fabio Raggiotti</title>
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		<title>Le pagelle dei Grifoni</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 17:39:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Perugia pareggia 2 a 2 con la Ternana al termine di una gara dalle mille emozioni. Ecco le pagelle dei Grifoni: Provedel: 5 colpevole sul secondo gol quando Faletti lo salta troppo facilmente. Troppo spesso inutilmente fuori dai pali. Impreciso. Goldaniga: 5 spesso fuori partita e non cerca di fermare Faletti sul gol. Pernicioso. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Perugia pareggia 2 a 2 con la Ternana al termine di una gara dalle mille emozioni. Ecco le pagelle dei Grifoni:</p>
<p>Provedel: 5 colpevole sul secondo gol quando Faletti lo salta troppo facilmente. Troppo spesso inutilmente fuori dai pali. Impreciso.<br />
Goldaniga: 5 spesso fuori partita e non cerca di fermare Faletti sul gol. Pernicioso.<br />
Comotto: 6 punto fermo della difesa perugina. Fa quel che può. Esperienza.<br />
Giacomazzi: 4.5 un suo tocco involontario lancia Bojinov in occasione dell&#8217;1-1. Sfortunato.<br />
Del Prete: 6 i suoi assist non permettono ai difensori ternani di tirare il fiato. Suo l&#8217;assist per il gol di Parigini. Pericoloso.<br />
Taddei: 6 ha bisogno di riposo e si vede. Tra i migliori nel primo tempo cala drasticamente nella ripresa. Stanco.<br />
Fossati: 6 buona la sua gara soprattutto in copertura. Muro. (72&#8242; Fazzi: s.v.)<br />
Verre: 6 crossa per le punte buone palle e gestisce bene il non possesso. Attento.<br />
Crescenzi: 6 spinge bene nella fascia di sua competenza. Locomotiva. (86&#8242; Perea: s.v.)<br />
Falcinelli: 6 trasforma il rigore più importante della vita. Assurda l&#8217;espulsione. Solido.<br />
Parigini: 6.5 colpo di testa da vero bomber. Rapace.<br />
Camplone: 5 la sua squadra gioca al calcio solo fino al gol del momentaneo vantaggio. Non riesce a dare un miglior assetto alla squadra con il primo cambio che fa con colpevole ritardo. Il secondo cambio al 41&#8242; è inutile. Il terzo cambio? non pervenuto. Testardo.</p>
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		<title>Le pagelle dei Grifoni</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Nov 2014 17:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
		<category><![CDATA[varese]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>VARESE Il Perugia pareggia in casa del Varese 1 a 1 dopo i gol di Parigini e di Miracoli. Ecco le pagelle dei Grifoni: Provedel: 6 incolpevole sul gol del Varese nel finale. Positivo. Flores: 6,5 buona prestazione in difesa ed ha l&#8217;istitnto del gol. Completo. Comotto: 6,5 gestisce bene il reparto difensivo. Egregio. Rossi: 5 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VARESE</strong> Il Perugia pareggia in casa del Varese 1 a 1 dopo i gol di Parigini e di Miracoli. Ecco le pagelle dei Grifoni:</p>
<p>Provedel: 6 incolpevole sul gol del Varese nel finale. Positivo.</p>
<p>Flores: 6,5 buona prestazione in difesa ed ha l&#8217;istitnto del gol. Completo.</p>
<p>Comotto: 6,5 gestisce bene il reparto difensivo. Egregio.</p>
<p>Rossi: 5 colpevole sul gol e in molte occasione si fa sfuggire gli attaccanti vicentini. Impreciso.</p>
<p>Del Prete 6: buona prestazione, fornise buoni palloni in tutta la partita. Generoso.</p>
<p>Fazzi: 6 a buone prestazioni alterna errori e imprecisioni. Ondivago.</p>
<p>Fossati: 6 è un disel, parte un poco impacciato, ma poi si pone al servizio della squadra. In crescita.</p>
<p>Verre: 6,5 riscatta la prestazione opaca di sabato scorso con buone giocate. Detta i tempi giusti. Lucido.</p>
<p>Crescenzi: 6 ad un buon primo tempo alterna un po&#8217; di imprecisioni nella ripresa. Combattivo. (37&#8242; s.t. Lo Porto s.v.)</p>
<p>Falcinelli: 6,5 gioca molto per la squadra anche se con poca incisività. Altruista.</p>
<p>Perea: 6 un po&#8217; egoista, passa poco la palla a Falcinelli. Il portiere vicentino gli nega nel secondo tempo la gioia del gol. Sfortunato (30&#8242; s.t. Parigini 6,5)</p>
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		<title>Le pagelle dei Grifoni</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2014 17:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[entella]]></category>
		<category><![CDATA[pagelle]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Perugia batte meritatamente la Virtus Entella 2 a 1. Ecco le pagelle dei Grifoni: Koprivec: 6,5 il gol non è certo colpa sua. Per il resto gestisce con sicurezza gli affondi liguri. Preciso. Flores: 6,5 bene sia su Lanini che su Mazzarani, buone anche le sue ripartenze. Prezioso. Comotto: 6 ha qualche colpa sul ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[ Il Perugia batte meritatamente la Virtus Entella 2 a 1. Ecco le pagelle dei Grifoni:</p>
<p>Koprivec: 6,5 il gol non è certo colpa sua. Per il resto gestisce con sicurezza gli affondi liguri. Preciso.</p>
<p>Flores: 6,5 bene sia su Lanini che su Mazzarani, buone anche le sue ripartenze. Prezioso.</p>
<p>Comotto: 6 ha qualche colpa sul gol del pareggio, ma per il resto c&#8217;è. Capitano.</p>
<p>Rossi: 6 si lascia sfuggire Battocchio sul gol e subisce troppo la pressione. Sufficiente.</p>
<p>Del Prete: 7 gestisce la sua fascia come meglio non si potrebbe. Buoni anche i suoi cross. Imperioso. (50&#8242; Fazzi: 6)</p>
<p>Verre: 4,5 sbaglia clamorosamente il passaggio sul gol del pareggio e anche durante il resto della partita gioca con troppa paura. Impreciso.</p>
<p>Fossati: 6,5 permette alla squadra di girare a dovere.  Direttore d&#8217;orchestra. (88&#8242; Nicco: s.v.)</p>
<p>Taddei: 6,5 ottima prestazione a favore di tutta la squadra. Attento.</p>
<p>Crescenzi: 7 la corsia esterna è la sua arena di gioco preferita, copre bene gli errori di Rossi. Gladiatore.</p>
<p>Falcinelli: 7 ha trovato in Parigini un compagno che lo segue e si vede, fallisce il 3-1. Robusto.</p>
<p>Parigini: 7,5 primo gol stagionale, finalmente si è sbloccato. Grande. (71&#8242; Perea: 6)</p>
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		<title>Santopadre: &#8220;ci ho sempre messo la faccia, a settembre ho salvato la società dal fallimento&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 00:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Perugia Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[presidente santopadre]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il presidente Santopadre inizia la conferenza all’interno della sala stampa del Perugia, il rumore della pioggia battente sulla copertura è molto forte, ma non riesce a impedire alle parole del presidente di risultare chiare e decise. Inizia subito citando alcune frasi apparse sulla stampa locale “il presidente è sparito” e “ridateci i soldi degli abbinamenti” ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il presidente Santopadre inizia la conferenza all’interno della sala stampa del Perugia, il rumore della pioggia battente sulla copertura è molto forte, ma non riesce a impedire alle parole del presidente di risultare chiare e decise. Inizia subito citando alcune frasi apparse sulla stampa locale “il presidente è sparito” e “ridateci i soldi degli abbinamenti” e addirittura “sta con Goretti perché c’è qualcosa dietro”. Frasi così hanno fatto veramente male a chi come Santopadre ci ha messo la faccia e ha cercato in tutti i modi di risollevare le sorti della società. Alle prime battute già si capisce che quella di Santopadre sarà una conferenza stampa all’attacco, prima di tutto comunque ci tiene ad esprimere “riconoscenza verso la Curva e i tanti che hanno creduto nel progetto”.</p>
<p>Dice un  sì deciso alle critiche dove abbiano un fondamento, ma un no altrettanto forte alle malelingue e ai “gufi”. Addirittura lancia la provocazione: “se rivogliono i soldi possono avere il rimborso, da domani i botteghini sono a disposizione”, anche perché i soldi li ha spesi in prima persona, all’inizio del campionato ricorda che gli abbonati erano all’incirca una metà di quelli attuali e comunque la squadra era già stata formata. Attacca i giornali rei di aver fatto conti in tasca, errati oltretutto, a lui e al Perugia.  Durante il fiume in piena di dichiarazioni Santopadre alza la voce e fa veramente un grosso sforzo per mantenersi seduto sulla poltroncina della sala stampa, ricorda un fatto poco trattato dai giornali: a settembre il Perugia rischiava il fallimento a causa dei lavori fatti all’antistadio dalle precedenti gestioni fidando nel credito sportivo, credito che, a causa di problemi finanziari, non ha potuto ridare le somme pattuite. Santopadre precisa quindi che per evitare problemi e per pagare i fornitori ha messo i soldi mancanti lui stesso e tiene a sottolineare, con un giusto moto di orgoglio, che si tratta di oltre un milione di euro. Sul caso Goretti, rimanda al mittente le illazioni che vorrebbero un intreccio, soffocante per la squadra, tra l’andamento del campionato e il caso Goretti. Si dichiara vicino a Goretti che comunque è il direttore sportivo che ha permesso al Perugia di conseguire due promozioni. Ricorda con fare sarcastico che molti, soprattutto della carta stampata e delle trasmissioni di approfondimento sul Perugia lo hanno accusato di essere lontano e qui, con un gesto di stizza batte i pugni sul tavolo e precisa con una certa irruenza di averci messo la faccia, sempre.</p>
<p>A queste parole molti in sala stampa sicuramente hanno rivisto l’orgoglio di presentare il Grifo tatuato sul braccio il giorno della storica promozione in B segno e simbolo di attaccamento ad una città e ad una tifoseria che vale più di qualsiasi intervista o di qualsiasi presenza in trasmissioni televisive. Sul problema delle punte non si schermisce, sostiene che valgano e che siano state pagate quanto tutte le altre di B, riconosce comunque che “possiamo aver sbagliato a scegliere ma sono tre punte importanti”. Quando parla più approfonditamente della squadra è diretto, proprio come nel suo stile, “I problemi ci sono” dice, ma anche in questo caso tiene a precisare che la B è diversa dalla C1: “qui gli stipendi li paga la società Perugia e non le squadre di A” che danno in prestito i giocatori, e riguardo ai rendimenti “non dovete pensare che io sia disinteressato all’andamento della squadra, io sono avvelenato per come abbiamo giocato!”.</p>
<p>Poi torna di nuovo ad attaccare la stampa che fino alla sesta giornata, inebriata dalla situazione di classifica ha cantato vittoria e cita alcuni roboanti titoli dei quotidiani, sostiene giustamente che “serve razionalità nello scrivere”. Smorza sul nascere ipotesi di avvicendamento sulla panchina del Perugia “Camplone è l’allenatore del Perugia e lo resterà, non è mio costume abbandonare le persone in difficoltà”. Poi l’affondo finale è da vero condottiero, quasi da gladiatore: “basta con le chiacchiere da bar, occorre stringersi intorno alla squadra e alla società. Vogliamo la gente che sta con noi non i gufi. Dobbiamo lottare per arrivare ai 50 punti della salvezza. Voglio una squadra che morde le caviglie degli avversari”.</p>
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		<title>Le pagelle dei Grifoni</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2014 00:05:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Perugia non va oltre lo 0 a 0 con l&#8217;Avellino, sbagliando a pochi minuti dalla fine con Taddei il rigore del possibile vantaggio. Ecco le pagelle dei Grifoni: Provedel: 6 mai realmente impegnato, salvo qualche sporadica uscita. Flores: 6 tiene a bada le scorrerie avversarie. Goldaniga: 6,5 buona prestazione, chiude bene su Castaldo e ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pagelle-dei-grifoni-5/">Le pagelle dei Grifoni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Perugia non va oltre lo 0 a 0 con l&#8217;Avellino, sbagliando a pochi minuti dalla fine con Taddei il rigore del possibile vantaggio. Ecco le pagelle dei Grifoni:</p>
<p>Provedel: 6 mai realmente impegnato, salvo qualche sporadica uscita.</p>
<p>Flores: 6 tiene a bada le scorrerie avversarie.</p>
<p>Goldaniga: 6,5 buona prestazione, chiude bene su Castaldo e non si fa mai trovare impreparato.</p>
<p>Rossi: 6 fa a sportellate con i campani e si impegna molto nelle palle alte.</p>
<p>Crescenzi: 6 presidia a dovere la sua area di competenza cercando di sfuggire a Zito.</p>
<p>Taddei: 5 lento e macchinoso, sbaglia il rigore decisivo.</p>
<p>Verre: 6 uomo di lotta e di governo prova in più riprese a scalfire la difesa dell’Avellino anche da fuori</p>
<p>Nicco: 5,5 poca lucidità a centrocampo, parecchio sottotono rispetto al Nicco di sempre. (Fazzi 10’ s.t. 6)</p>
<p>Lo Porto: 6 si impegna molto, cerca di far ripartire la squadra, ma non è molto preciso. (Parigini 25’ s.t. 6)</p>
<p>Perea: 6 Partita difficile, non si trova con Falcinelli e si vede dal numero di scambi sbagliati, si ricatta conquistando il rigore a fine partita.</p>
<p>Falcinelli: 5 stenta ad entrare in partita, spesso fuori posizione. Non riesce a far giocare Perea.</p>
<p>Camplone: 5,5 dispone la squadra in modo prevedibile e, seppur dagli spogliatoi dopo un’espulsione molto fiscale, fa soltanto due cambi.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pagelle-dei-grifoni-5/">Le pagelle dei Grifoni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>FOCUS ON: Pro Vercelli. La storia, la rosa, la tifoseria</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Oct 2014 21:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[pro vercelli]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il calcio a Vercelli nasce nel 1903 con la fondazione all’interno della società ginnastica Pro Vercelli (costituita nel 1892) di una sezione dedicata al football. La squadra, una delle prime in Italia e la più blasonata dell’epoca pionieristica del calcio nel nostro paese, ha come colore delle maglie il bianco che venne adottato proprio in ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/focus-on-pro-vercelli-storia-rosa-tifoseria/">FOCUS ON: Pro Vercelli. La storia, la rosa, la tifoseria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il calcio a Vercelli nasce nel 1903 con la fondazione all’interno della società ginnastica Pro Vercelli (costituita nel 1892) di una sezione dedicata al football. La squadra, una delle prime in Italia e la più blasonata dell’epoca pionieristica del calcio nel nostro paese, ha come colore delle maglie il bianco che venne adottato proprio in onore dei vercellesi da molte formazioni calcistiche tra cui lo Spezia, il Derthona e, per le prime due gare ufficiali, anche dalla Nazionale. Nel 1908 la Pro Vercelli disputò per la prima volta la prima categoria vincendo subito il campionato battendo Juventus, U.S. Milanese (che insieme all’Inter in epoca fascista si fonderà nell’Ambrosiana) e l’Andrea Doria (progenitrice della Sampdoria). L’anno successivo la Pro vinse di nuovo il campionato sconfiggendo Torino, Genoa e U.S. Milanese. I campionati successivi videro i bianchi vincere per tre volte consecutive il titolo. Dopo la Prima Guerra Mondiale nel 1920-21 e nel 1921-22 vinse altri due campionati divenendo a tutt’oggi l’unica squadra non rappresentativa di un capoluogo di regione ad aver vinto più di uno scudetto. La crisi di quella che i giornali sportivi definivano la mitica Pro si ebbe perché stavano crescendo i team del triangolo industriale del Nord (Milano, Torino e Bologna) grazie allo sviluppo del professionismo e alle maggiori disponibilità economiche delle squadre di queste città. La Pro continuò a vivacchiare in serie A senza mai raggiungere risultati di rilievo, negli anni ’30 la Pro lanciò molti giocatori famosi tra cui Silvio Piola a cui i vercellesi (nel 1996) hanno dedicato il loro stadio. Nel 1934-35 i piemontesi retrocessero in B rischiando, fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale di retrocedere in terza serie. Nel campionato 1940-41 la Pro retrocesse in C. Nel secondo dopoguerra i vercellesi tornarono in B, ma, dopo un paio di campionati buoni, nel 1947-48 i bianchi retrocessero in C. La caduta dei vercellesi non si arrestò e nel 1949-50 la Pro rischiò la retrocessione in IV serie che arrivò inesorabile nel 195-52. I bianchi tornarono nel 1956-57 per restarci cinque stagioni, in C. Nel 1960-61 la Pro cadde in D e, nel 1964-65 addirittura in prima categoria. Gli anni ’70 videro la Pro tornare in C dopo un doppio spareggio infruttuoso con la Biellese (4-4 e 2-2) risolto dal lancio della monentina, visto che all’epoca la lotteria dei rigori ancora non esisteva. Nel 1977-78 con la riforma dei campionati la Pro venne assegnata alla C2, l’anno successivo i bianchi retrocessero in D dove rimasero fino al 1983-84. Nell’estate del 1990 la Pro, dopo aver perso la promozione in C1 per un soffio, non si iscrisse al campionato a causa di problemi economici e societari. Scansato il rischio radiazione la Pro Vercelli venne fatta iscrivere al campionato di Promozione. Sono anni difficili per la Pro che riuscì a tornare al professionismo solo nel 1994 dopo aver vinto anche lo scudetto dilettanti, da quell’anno la Pro divenne una presenza fissa in C2 per molti anni fino al 2010 quando, a causa di problemi economici gravissimi, la società viene esclusa dalla lega Pro. Il panorama calcistico vercellese vedeva un’altra società della cittadina piemontese in C2 la Pro Belvedere molto più florida economicamente. Per salvare i sette scudetti e la mitica maglia bianca il Comune di Vercelli e parte della dirigenza della ex Pro decisero di passare il titolo sportivo alla Pro Belvedere che cambiò la propria denominazione in Pro Vercelli 1892. Nel 2011 grazie ad un ripescaggio i bianchi vengono ripescati in C1, dopo aver vinto il campionato la Pro conquista la serie B dopo sessantaquattro anni. La cadetteria dura solo un anno dove torneranno grazie alla vittoria nel campionato 2013-14.</p>
<p>TIFOSERIA</p>
<p>I gruppi organizzati della tifoseria della Pro siedono in Curva Ovest e i principali sono West Side, Old Style, Vercelli Front, Diabolici Leoni, Mai Domi e Giovani Leoni. Le principali rivalità sono con le altre squadre del Piemonte e non si registrano gemellaggi o rivalità importanti.</p>
<p>ROSA</p>
<p>P Francesco Anacoura</p>
<p>P Danilo Russo</p>
<p>P Entonjo Elezaj</p>
<p>D Andrea Marconi</p>
<p>D Umberto Germano</p>
<p>D Mattia Bani</p>
<p>D Francesco Cosenza</p>
<p>D Luca Milesi</p>
<p>D Matteo Liviero</p>
<p>D Stefano Negro</p>
<p>D Massimiliano Scaglia (Cap)</p>
<p>D Coly</p>
<p>D Michele Ferri</p>
<p>C Giuseppe Statella</p>
<p>C Manuel Scavone</p>
<p>C Gianni Fabiano</p>
<p>C Simone Emmanuello</p>
<p>C Luca Castagna</p>
<p>C Francesco Ardizzone</p>
<p>C Nicolò Bellone</p>
<p>C Ronaldo Da Silva</p>
<p>C Dejan Danza</p>
<p>C Matute</p>
<p>A Ettore Marchi</p>
<p>A Aladje</p>
<p>A Daniele Regatzu</p>
<p>A Cristian Bunino</p>
<p>A Nunzio Di Roberto</p>
<p>A Giacomo Beretta</p>
<p>Allenatore Cristiano Scazzola</p>
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		<title>FOCUS ON: Lanciano. La storia, la rosa, la tifoseria</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2014 09:26:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il calcio a Lanciano nasce nel 1919 grazie alla fondazione della Polisportiva Virtus Lanciano, club che raccoglieva appassionati di vari sport, solo dal 1924 la società si specializzò nel calcio e sul finire degli anni ’20 cominciò a partecipare ai primi campionati interregionali, unico club abruzzese. Nel 1930 la squadra, impegnata nella prima divisione di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il calcio a Lanciano nasce nel 1919 grazie alla fondazione della Polisportiva Virtus Lanciano, club che raccoglieva appassionati di vari sport, solo dal 1924 la società si specializzò nel calcio e sul finire degli anni ’20 cominciò a partecipare ai primi campionati interregionali, unico club abruzzese. Nel 1930 la squadra, impegnata nella prima divisione di allora (un prodromo della serie C), dovette ritirarsi per mancanza di liquidità e il club fu radiato. Per tutti gli anni ’30 molte squadre tentarono di raccogliere l’eredità della Virtus Lanciano, ma solo nel campionato 1940-41 una rinnovata Virtus dopo aver conquistato laserie C si sciolse per motivi economici e bellici con molti giocatori, soprattutto liguri e piemontesi, che lasciarono la città abruzzese. La Virtus rinacque per la terza volta nella stagione 1946-47 dove disputò la prima categoria (una sorta di quarta serie) e conquistò la promozione in C. L’esperienza di C durò solo un anno, e la Virtus dovette accontentarsi per vari campionati della Promozione Interregionale fino al 1950-51 quando addirittura retrocesse in Promozione Regionale. I ferentani conquisteranno il ritorno nell’Interregionale solo cinque anni più tardi nel campionato 1955-56, le speranze di riscossa durano pochissimo e la Virtus nel 1959 fallisce e cessa la sua esistenza. Il campionato di Prima Categoria regionale vede approdare una nuova squadra Frentana, la Pro Lanciano. La squadra si barcamena in Prima Categoria fino alla metà degli anni ’60 quando sfiora la promozione in D che arriverà nel campionato 1967-68. Negli anni ’70 la Pro Lanciano cerca di fare il suo ritorno in C ingaggiando anche giocatori di rilievo provenienti dalla serie B, ma senza possibilità di sfondare. Con la risutturazione dei campionati e la nascita della C2, nel 1972-73, la Pro Lanciano verrà relegato in questa nuova serie dove otterrà buoni risultati fino al campionato 1982-83 quando la Pro Lanciano retrocede in Interregionale. Dopo due campionati interlocutori sotto la presidenza Angelucci il Lanciano torna in C2. Durante il campionato 1986-87 il Lanciano passa di mano e viene acquistato da Felice Paolucci esponente DC locale che a sua volta cederà la squadra, nei primi anni ’90, all’imprenditore Mazziotti. La presidenza Mazziotti è funestata nel 1992 dall’ennesimo fallimento, la retrocessione d’ufficio tra i dilettanti e la non iscrizione al successivo campionato. La nuova società calcistica di Lanciano assume il nome di Lanciano ’90 che milita in Promozione e dopo due anni conquista l’Eccellenza. Dopo anni travagliati nel 1997-98 la S.S. Lanciano (nuovo nome della società) conquista la D, l’anno successivo lo scudetto dilettanti. Nel 1999-2000 i frentani raggiungono la C2 e l’anno dopo la C1 dopo circa mezzo secolo di assenza. Gli anni della C1 danno buoni risultati e spesso il Lanciano sfiora la promozione tra i cadetti. Nel campionato 2006-07 la proprietà tratta la cessione della squadra ad una cordata guidata da Giorgio Chinaglia, ma senza esito. Si fanno avanti due imprenditori del posto, ma per dissidi societari il socio di minoranza si defila dopo pochi mesi. Nel 2008 il Lanciano subisce un nuovo fallimento, la squadra abruzzese dovrebbe ripartire dalla serie inferiore, ma, grazie al salvataggio ad opera dell’imprenditore Franco Maio e ad un ripescaggio la nuova Virtus Lanciano 1924 riparte dalla serie C. Nel 2011-12 la Virtus riesce a vince il campionato e l’anno successivo si iscrive, per la prima volta nella sua storia al campionato di serie B.</p>
<p>Tifoseria gemellaggi e rivalità</p>
<p>Gli ultrà a Lanciano cominciano a strutturarsi intorno agli anni ’70 con la nascita dei Boys e delle Brigate Rossonere. Nel 1986 nasce il Commando Ultrà Curva Sud (CUCS) che si scioglierà nel 1992 per tornare tra gli spalti nel 1993, da  una costola dei CUCS nel 1995 nascono gli Ultras Lanciano. Alla fine degli anni ’90 nascono vari gruppi dalla vita breve: Diffidati Lanciano, Nuova Guardia, Sangre y Muerte e Scottisch clan. Nel 2004 i vari gruppi si riuniscono dietro un solo striscione quello de gli Ultras Curva Sud Lanciano. Da notare che ci sono molti club di tifosi del Lanciano in giro per l’Italia tra cui Bologna, L’Aquila e Perugia.</p>
<p>Il principale gemellaggio dei tifosi del Lanciano è con l’Andria, rapporti di amicizia si hanno anche con i tifosi del Bisceglie, Montevarchi, Losanna e Ravenna. La rivalità principale è con il Chieti e pessimi rapporti si hanno con Rimini, Sambenedettese, Sora, Ternana, Pescara, L’Aquila e Giulianova.</p>
<p>Rosa</p>
<p>P Vincenzo Aridità</p>
<p>P Nicolas</p>
<p>P Laurentiu Branescu</p>
<p>D Leonardo Nunzella</p>
<p>D Andrea Conti</p>
<p>D Stefano Ferrario</p>
<p>D Antonio Aquilanti</p>
<p>D Carlo Mammarella (capitano)</p>
<p>D Magnus Troest</p>
<p>D Federico Amenta</p>
<p>C Gaetano Vastola</p>
<p>C Fabrizio Paghera</p>
<p>C Paolo Grossi</p>
<p>C Domenico Di Cecco</p>
<p>C Armin Bacinovic</p>
<p>C Davide Agazzi</p>
<p>C Marco Pinato</p>
<p>A Manuel Turchi</p>
<p>A Gaetano Monachello</p>
<p>A Mame Thiam</p>
<p>A Antonio Piccolo</p>
<p>A Simone Fioretti</p>
<p>A Pasquale De Vita</p>
<p>A Alberto Cerri</p>
<p>A Leonardo Gatto</p>
<p>All. Roberto D’Aversa</p>
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		<title>Dionisi punisce il Perugia: il Frosinone vince 1 a 0</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 22:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> L&#8217;ottava giornata di serie B vede confrontarsi Perugia e Frosinone in una gara che sa di rivincita per il 4 maggio 2014, quando gli umbri, grazie ad un gol di Moscati (ora in forza al Livorno), conquistarono la promozione diretta nella serie cadetta. La cornice di pubblico è quella delle grandi occasioni con la Curva Nord gremita all&#8217;inverosimile e con gradinata e tribuna affollate di spettatori complice anche il clima quasi estivo, buona anche la presenza di supporters laziali. Entrambe le tifoserie esprimono solidarietà a Genova e alla Liguria con quattro striscioni (uno del Frosinone e tre del Perugia da parte dei tre principali gruppi di tifo). I biancorossi hanno anche affisso alla parte bassa della gradinata uno striscione unitario di tutta la Curva Nord di solidarietà ai lavoratori AST di Terni, dal valore altamente simbolico visto che si parla comunque degli &#8220;odiati cugini&#8221;.</p>
<p>La partita si apre con le due formazioni che cercano di scontrasi a viso aperto, infatti, già al quinto minuto il Frosinone si fa pericoloso con Paganini che, dopo un presunto contatto in area, reclama la massima punizione negata dall&#8217;arbitro Minelli. All&#8217;ottavo minuto ancora Frosinone che con Glucher prova a sorprendere Koprivec, leggermente fuori dai pali, con un pallonetto, ma il portiere biancorosso para in sicurezza. Poco dopo è Dionisi a cercare di concludere a rete all&#8217;altezza del dischetto del rigore, ma Flores è attento nel togliergli la palla. Il Perugia si fa vedere al sedicesimo con Falcinelli che ha un contatto con il portiere del Frosinone in area, ma Minelli lascia correre. Quattro minuti dopo, al ventesimo, Del Prete cerca di sorprendere Zappino con una botta di collo pieno, ma il portiere devia in angolo. Sugli sviluppi del calcio d&#8217;angolo Zappino si supera respingendo un tiro di Rabusic. La partita riprende con grossi scontri a centrocampo fino quasi allo scadere del primo tempo quando Gori, su contropiede, calcia debole tra le braccia di Koprivec. Si va all&#8217;intervallo a reti bianche.</p>
<p>Ad inizio ripresa Stellone inserisce Gessa per l&#8217;ammonito Massucci. Proprio Gessa cerca di impensierire la difesa umbra guadagnando un angolo, nello sviluppo successivo Russo cicca una buona occasione. Poco dopo è di nuovo la squadra di Camplone con Rabusic, il migliore del suo reparto, a cercare di sbloccare il risultato: spunto sulla destra, salta due uomini, rasoiata potente, ma Blanchard è sulla traiettoria e devia la palla. Al ventesimo del secondo tempo si fa rivedere Ciofani che tira una potentissima bordata ed impatta contro il palo della porta difesa da Koprivec, sulla palla si avventa Soddino che sparacchia la palla addosso a Koprivec, ma il secondo assistente dell&#8217;arbitro aveva già segnalato il fuorigioco. La partita prosegue abbastanza tesa con un&#8217;occasione per parte fino all&#8217;ottantanovesimo quando Dionisi, con una buona girata, calcia il pallone verso la porta umbra, Flores smorza l&#8217;intensità del pallone, ma un Koprivec in bambola non può far altro che guardare la palla finire in fondo al sacco. Perugia 0 Frosinone 1, tifosi ciociari in visibilio e umbri attoniti. Pochi istanti dopo Koprivec,  ancora stordito dall&#8217;azione del gol, atterra in area Paganini, rigore. Dal dischetto ci prova Ciofani, ma Koprivec intuisce e para. Il Perugia prova ad attaccare, ma non riesce ad agguantare il pateggio. Il match si chiude con la vittoria dei ciociari per 1-0. Il pubblico ospite è al settimo cielo considerando la vittoria come un riscatto della sconfitta nell&#8217;ultima partita dello scorso campionato di Lega Pro, quello di fede perugina, nonostante alcuni mugugni soprattutto riguardo alla scelta di inserire Koprivec al posto di Provedel applaude la squadra al rientro negli spogliatoi.</p>
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		<title>Le pagelle dei Grifoni</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Oct 2014 22:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[camplone]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il Perugia dice momentaneamente addio al primo posto della classifica dopo la sconfitta con il Frosinone. Ecco le pagelle dei grifoni: Koprivec 5 per la quasi totalità della partita non viene chiamato in causa, al momento del bisogno fa una papera colossale. Inutile il tentativo di riscatto sul rigore parato a Ciofani. Flores 6 buona ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Perugia dice momentaneamente addio al primo posto della classifica dopo la sconfitta con il Frosinone. Ecco le pagelle dei grifoni:</p>
<p><strong>Koprivec 5 </strong>per la quasi totalità della partita non viene chiamato in causa, al momento del bisogno fa una papera colossale. Inutile il tentativo di riscatto sul rigore parato a Ciofani.</p>
<p><strong>Flores 6</strong> buona prestazione. Pur dovendo marcare un brutto cliente come Ciofani non sbaglia nulla.</p>
<p><strong>Comotto 6.5</strong> seppur ammonito gestisce al meglio la partita da vero leader. Buona la marcatura su Dionisi.</p>
<p><strong>Crescenzi 6</strong> pur in un ruolo non suo gioca una buona partita.</p>
<p><strong>Vinicius 6.5</strong> buona gara, prende parecchie botte dai ciociari ma non perde mai la testa.</p>
<p><strong>Del Prete 6.5</strong> solito giocatore di lotta e di governo, prova un paio di volte a segnare, peccato il calo fisico nel secondo tempo.</p>
<p><strong>Fossati 6.5</strong> procura buoni palloni che le punte biancorosse non riescono a concretizzare. (Fazzi 15&#8242; s.t. 5.5)</p>
<p><strong>Verre 6.5</strong> cerca di fare da collante tra attacco e difesa con risultati abbastanza buoni.</p>
<p><strong>Perea 5.5</strong> prestazione buona nel primo tempo, cerca di essere su ogni pallone, nella ripresa sparisce dal campo.</p>
<p><strong>Falcinelli 5.5</strong> manca di cinismo e sbaglia troppo sotto porta.</p>
<p><strong>Rabusic 6</strong> il migliore del reparto offensivo, due buoni tiri da fuori area. (Lignani 38&#8242; s.t. SV)</p>
<p><strong>Camplone 6</strong> ha la rosa ridotta ai minimi termini, ma non se la sente di risciare qualche ragazzo della primavera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/pagelle-dei-grifoni-4/">Le pagelle dei Grifoni</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>FOCUS ON: Frosinone. La storia, la tifoseria, la rosa</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 13:45:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Frosinone calcio nasce ufficialmente solo negli anni trenta (anche se già dal primo decennio del novecento si hanno alcune squadre “spontanee” nella città ciociara e addirittura per un anno si ha il Frosinone A e il Frosinone B disputarsi alcuni tornei locali) col nome di Bellator Frusino, nome derivato dall’appellativo latino della città. Alla ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/focus-on-frosinone-storia-tifoseria-rosa/">FOCUS ON: Frosinone. La storia, la tifoseria, la rosa</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Frosinone calcio nasce ufficialmente solo negli anni trenta (anche se già dal primo decennio del novecento si hanno alcune squadre “spontanee” nella città ciociara e addirittura per un anno si ha il Frosinone A e il Frosinone B disputarsi alcuni tornei locali) col nome di Bellator Frusino, nome derivato dall’appellativo latino della città. Alla metà degli anni ’30 i canarini (dal colore della maglia giallo azzurra) conquistano la serie C salvo poi sciogliersi e venendo sostituita dal Fascio Giovanile di Combattimento Frosinone (F.G.C.) che disputò vari tornei a livello interprovinciale. Dopo lo stop bellico i ciociari, cambiato il nome della società in Frosinone Calcio, disputarono vari tornei regionali e interregionali per poi venire ammessi d’ufficio alla serie C della lega del Centro Italia. Con l’istituzione dei gironi unici nazionali i leoni giallo blu (dal nuovo simbolo adottato) vennero assegnati alla quarta serie nazionali che disputarono dal ’52 al ’58 anno in cui, a causa di grossi problemi finanziari, i ciociari vennero dichiarati falliti e radiati dal campionato nonostante i calendari fossero già stati redatti. Nella stagione 1959-60 nacque l’U.S. Frosinone che, partendo dalla seconda divisione, riuscì a raggiungere la Serie D in cui rimase senza grandi risultati fino al 1963 quando, grazie allo storico presidente Cristofari insieme a Dante Spaziani e Augusto Orsini, nacque lo Sporting Club Frosinone. La società laziale, grazie al nuovo slancio, riuscì a riagguantare la Serie C nel ’66, salvo poi retrocedere l’anno successivo. Nel 1970-71, il Frosinone del presidente Marocco vantò il record nazionale per la migliore difesa (solo 8 reti subite dal portiere Recchia) e raggiunse di nuovo la promozione in Serie C, dove i canarini disputarono quattro buoni campionati (il miglior piazzamento fu un settimo posto nel 1972) e lanciarono nel firmamento calcistico la stella Massimo Palanca, capocannoniere del girone meridionale della terza serie nel 1974, e poi bandiera del Catanzaro. Nel 1975 i canarini tornarono in D dove militarono con risultati abbastanza buoni fino alla promozione nella neonata C2 nel 1978. Gli anni ’80 vedono il Frosinone, con una situazione economico-societaria, difficile vivacchiare tra C1 e C2. Fra i calciatori più importanti che negli anni &#8217;80 vestirono la maglia gialloblù troviamo Davato, Atzori, Di Liso, Cari, Cristiano, Bellini, Perrotti, Poli e Edoardo Artistico. Nell&#8217;estate del 1990, dopo aver mancato per tre soli punti la promozione in C1 (categoria dalla quale venne retrocesso l&#8217;anno precedente) il Frosinone venne radiato dalla FIGC. Secondo la tifoseria frusinate e l&#8217;ex patron del club ciociaro Alfredo Scaccia la società fu ingiustamente radiata su decisione di Antonio Matarrese, reo di aver voluto il fallimento dei ciociari al fine di avvantaggiare il Bisceglie Calcio, squadra della città del suo bacino elettorale. Per questa vicenda, nel 1999 Matarrese fu indagato dalla Procura di Frosinone.  A tal proposito nel 2003 Scaccia ha inoltrato un dossier ai tribunali di Taranto e Lecce. Il Frosinone calcio, appena rifondato, venne inserito in Interregionale dove rimase per quattro anni (da regolamento sarebbe dovuto ripartire dalla Promozione). Quando ormai le speranze di promozione dei tifosi ciociari sembravano svanire la squadra venne promossa d’ufficio nel 1994 in C2. Tra i professionisti i canarini rimasero per sei anni senza particolari successi, nel 1999-2000 dettero l’addio alla C2 per ripiombare nella serie D dopo un tiratissimo spareggio salvezza con il Tricase. La D dura solo un anno infatti, grazie all’ennesimo ripescaggio i leoni giallo blu tornano in C2 dove rimarranno fino alla stagione 2003-04 che vedrà i ciociari vincere il campionato e conquistare la C1.  La C1 regala buone soddisfazioni alla squadra laziale che arriva vicinissima alla storica promozione in B grazie alla fantasia e all’estro del mister Dino Pagliari. Il Frosinone, nonostante un inizio altalenante con prestazioni superbe in casa (4-1 con il Perugia) e deludenti risultati in trasferta, nella stagione 2005-06, trascinata da Ciro Ginestra, dopo i play-off arriva allo storico traguardo della B. I ciociari resteranno nella serie cadetta per cinque campionati consecutivi senza mai lottare per la promozione, ma, va ricordato, sono gli anni in cui in serie B giocano squadre importanti del panorama calcistico italiano come Juventus, Napoli, Brescia e Genoa e non è facile primeggiare. Nel campionato 2010-11 i risultati per i frusinati sono scarsi e la retrocessione arriva inesorabile. I due campionati successivi, dopo l’esonero di mister Corini e l’arrivo in panchina di Stellone sono di transizione, solo nel campionato 2013-14 i canarini saranno protagonisti della Lega Pro contendendosi con il Perugia la promozione diretta in serie B. Il calendario della Lega Pro vede lo scontro tra le due squadre avvenire l’ultima giornata di campionato, il 4 maggio 2014, in terra umbra. I perugini, dopo una partita molto sentita da entrambe le tifoserie, riusciranno a vincere la partita e a conquistare la B, i ciociari dovranno accontentarsi dei play-off che comunque li vedranno vincitori e promossi in B.</p>
<p><strong>Tifoseria</strong></p>
<p>La tifoseria del Frosinone è sempre stata considerata come una delle piazze più calde del centro sud, con un pubblico relativamente numeroso. Gli inizi del tifo organizzato a Frosinone si hanno a partire dai primi anni settanta, con la nascita dei <em>Fedayn</em>. La curva del tifo organizzato è la Curva Sud. Nel 1979 nascono gli <em>Heroes</em>, il cui primo nome era <em>The Heroes</em>; dal 1982 si chiameranno con la denominazione attuale ovvero <em>Heroes Korps</em>. Nel 1989 prendono vita <em>I Ragazzi della Sud</em>, gruppo ufficialmente attivo per due anni, con uno striscione grande quanto il settore che li ospitava, allora il più grande della Serie C2 i cui componenti venivano tutti dal quartiere del Sacro Cuore. <em>I Ragazzi della Sud</em>, per l’eco delle loro imprese, vengono soprannominati gli “atalantini del sud”. In quegli anni sorge anche uno dei primi gruppi ultras di sole ragazze, le <em>Freak Sisters</em>. Nel frattempo la tifoseria organizzata si sposta in Curva Nord sebbene, fino alla fine degli anni &#8217;80, era consuetudine che una grossa fetta degli ultrà si &#8220;trasferisse&#8221; dalla curva Nord alla Sud durante l&#8217;intervallo delle partite. Nel 1989 nascono gli <em>Uber Alles</em>, che, così come gli <em>Heroes Korps</em>, sono sempre in prima linea ad organizzare il tifo. Tra gli altri gruppi ultras frusinati si ricordano anche: <em>Alcool Trip</em>, uno dei gruppi storici del settore distinti, <em>Vecchio Leone, Gruppo Sciacqua, Monelli e Ultras</em> (uniti poi dietro il nome di <em>Ultras Frosinone</em>). In seguito all&#8217;avvento della Tessera del Tifoso, il gruppo <em>Uber Alles</em> si sposta nei distinti accanto ai <em>FRVSNA</em> ed è protagonista della lotta contro tale provvedimento, tornando ad occupare la propria posizione nel cuore della Nord solo al termine della stagione 2013-2014, mantenendo però la posizione di gruppo non tesserato. Numerosi nel corso degli anni sono stati gli incidenti e gli scontri che hanno visto protagonista la tifoseria frusinate, in particolar modo negli anni ottanta con scontri a Siena e Potenza o in casa contro Latina, Campobasso e Reggina nonché in numerose altre circostanze, anche nei decenni successivi.</p>
<p><strong>Gemellaggi e rivalità</strong></p>
<p>La tifoseria del Frosinone è gemellata esclusivamente, dal 1984 con i tifosi della Paganese, ma dal 1987 mantiene ottimi rapporti anche con quella del Messina. Risalente al 2002 l&#8217;amicizia con i tifosi sardi dell&#8217;Olbia. Risalente al 2007 l&#8217;amicizia con i tifosi del Vicenza e al 2012 quella con i tifosi dell&#8217;Avellino. In passato vi furono rapporti di amicizia anche con le tifoserie di Casertana e Cassino, oggi rivali. In particolare con la Casertana, la tifoseria frusinate ebbe dapprima una grossa rivalità che fu pian piano sanata e che portò addirittura ad un gemellaggio tra le due tifoserie, gemellaggio che durò alcuni anni e si interruppe definitivamente nel 1996. Per quanto riguarda le rivalità, la più accesa è senza ombra di dubbio quella contro gli odiati &#8220;cugini&#8221; del Latina, rivalità che va ben oltre il calcio. Tra le rivalità più sentite ci sono anche quelle con le tifoserie della Reggina (tifoseria gemellata con Latina e rivale con i messinesi), della Nocerina (acerrima rivale della Paganese), del Sora (altra squadra della Provincia di Frosinone), e più recentemente con quella del Foggia. Tra le rivalità più recenti spiccano quelle con Perugia, Pisa, Grosseto, Salernitana e Mantova. Le rivalità con Siena, Campobasso, Potenza e Monopoli risalgono agli anni ottanta e sono ormai &#8220;sopite&#8221;.</p>
<p>Rosa</p>
<p><strong>Portieri</strong></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td><strong>12</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/victor-de-lucia/">Victor De Lucia</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>1</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/massimo-zappino/">Massimo Zappino</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>22</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/mirko-pigliacelli/">Mirko Pigliacelli</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7"><strong>Difensori</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>21</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/davide-bertoncini/">Davide Bertoncini</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>6</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/leonardo-blanchard/">Leonardo Blanchard</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>13</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/matteo-ciofani/">Matteo Ciofani</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>3</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/roberto-crivello/">Roberto Crivello</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>30</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/fabio-formato/">Fabio Formato</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>16</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/luis-fraiz/">Luis Fraiz</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>4</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/adriano-russo/">Adriano Russo</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>23</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/raffaele-schiavi/">Raffaele Schiavi</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>2</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/damiano-zanon/">Damiano Zanon</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7"><strong>Centrocampisti</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>25</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/daniele-altobelli/">Daniele Altobelli</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>28</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/enrico-crescenzi/">Enrico Crescenzi</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>7</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/alessandro-frara/">Alessandro Frara</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>20</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/andrea-gessa/">Andrea Gessa</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>5</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/mirko-gori/">Mirko Gori</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>8</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/robert-gucher/">Robert Gucher</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>26</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/gianluca-musacci/">Gianluca Musacci</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>17</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/luca-paganini/">Luca Paganini</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>24</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/lorenzo-ranelli/">Lorenzo Ranelli</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7"><strong>Attaccanti</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>29</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/massimiliano-carlini/">Massimiliano Carlini</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>9</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/daniel-ciofani/">Daniel Ciofani</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>11</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/davis-curiale/">Davis Curiale</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>18</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/federico-dionisi/">Federico Dionisi</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>26</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/gaetano-masucci/">Gaetano Masucci</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><strong>10</strong></td>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/danilo-soddimo/">Danilo Soddimo</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="7"><strong>Allenatore</strong></td>
</tr>
<tr>
<td><a href="http://www.calcio.com/profilo_giocatori/roberto-stellone/">Roberto Stellone</a></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>FOCUS ON: Spezia. La storia, la rosa, la tifoseria</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 15:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
		<category><![CDATA[spezia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Lo Spezia calcio nasce nel 1906 ad opera di alcuni svizzeri presenti in città, comunque fino alla prima guerra mondiale lo Spezia disputò solo gare contro ciurme di marinai attraccate nel porto cittadino. Dopo il primo conflitto mondiale i liguri si iscrissero al campionato di promozione che vide gli spezzini vincitori e promossi in prima ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Lo Spezia calcio nasce nel 1906 ad opera di alcuni svizzeri presenti in città, comunque fino alla prima guerra mondiale lo Spezia disputò solo gare contro ciurme di marinai attraccate nel porto cittadino. Dopo il primo conflitto mondiale i liguri si iscrissero al campionato di promozione che vide gli spezzini vincitori e promossi in prima categoria dove permarranno fino al 1924-25 quando lo Spezia si iscrive alla nuova serie B. Per una decina d&#8217;anni gli aquilotti vivacchiano in serie B per retrocedere in C nel 1934-35. Dopo una promozione lampo in B nel 1938-39 torna di nuovo in serie C. Durante la guerra, e precisamente nel campionato 1943-44 lo Spezia vince il Campionato Alta Italia che, dopo il duemila la FIGC riconoscerà assegnando agli spezzini non uno scudetto, ma un titolo onorifico (come quello concesso al Torino-Fiat per il campionato 1944-45). Alla ripresa dei campionati regolari lo Spezia è costretto ad iscriversi in I divisione poi, dopo una serie di ricorsi, viene riammesso d&#8217;ufficio alla serie B nel1946-47. Gli anni &#8217;50 vedono lo Spezia retrocedere in C e poi in promozione Regionale da cui riusciranno ad affrancarsi nel campionato 1960-61. Nel campionato successivo una considerevole crisi di liquidità causerà la retrocessione in D dove permarrà fino alla metà degli anni &#8217;60. Il ritorno degli aquilotti in C1 porta entusiasmo nella tifoseria spezzina, entusiasmo mal riposto, visto che nel giro di pochi anni lo Spezia retrocede in C2. Il campionato di C2 è avaro di soddisfazioni per i liguri che alla metà degli anni&#8217;80 vedono il loro presidente Rossetto arrestato e la squadra fallita, i giocatori spezzini vogliono comunque onorare la maglia e scendono comunque in campo fino alla fine del campionato dove conquistano sul campo la promozione. Lo Spezia, superata la crisi ha buoni risultati in serie C1 fino agli nni &#8217;90 quando, nel campionato 1996-97 retrocede. Passa qualche anno e gli aquilotti nel 1999-2000 grazie al neo allenatore Mandorlini conquista la C1. Alcuni anni dopo nel 2004-05 lo Spezia rivede, dopo cinquanta anni, la serie B e vince la Coppa Italia di C. I guai per gli aquilotti non sono finiti, infatti nel 2007-08 la società fallisce ed è costretta a ripartire dalla C1. L&#8217;anno d&#8217;oro dei liguri è, per ora, il campionato 2011-12 grazie al &#8220;triplete&#8221; promozione in B coppa Italia di C e supercoppa di lega vinta in finale con la Ternana.</p>
<p><strong>TIFOSERIA: GEMELLAGGI E RIVALITA&#8217;</strong></p>
<p>Nel corso degli anni sono maturate delle accese rivalità tra i tifosi dello Spezia e quelli di altre tifoserie; fra le rivalità più sentite vi sono senza dubbio quelle con i sostenitori delle squadre toscane, in particolar modo di Lucchese, Pisa, Carrarese e Massese, Arezzo, Empoli, Pistoiese e Prato, ma anche quelle con i tifosi di Reggiana, Genoa e numerose altre squadre dell&#8217;Italia settentrionale, come Como, Triestina, Padova, Brescia, Verona, Vicenza, Bologna, Modena, Spal, Alessandria e Rimini. Altre rivalità, meno sentite si sono registrate nel corso di eventi occasionali, si possono citare quella con la Torres Calcio, oppure la recentissima con il Trapani Calcio. Storico invece il gemellaggio con i tifosi del Parma, terminato nel 2007, senza dimenticare altri rapporti, a livello amichevole, intrattenuti in passato con gli Ultras Tito Cucchiaroni della Sampdoria, mentre si è rinnovata negli anni l&#8217;amicizia con gli ultras del Savona, sono venute invece meno, sino a trasformarsi in accese rivalità, le relazioni instaurate con i sostenitori di Modena e Livorno. Il gemellaggio con la tifoseria del Varese, costituito negli anni novanta, si è concluso dopo qualche anno con l&#8217;auto-scioglimento del gruppo Boys Varese, anche se permangono rapporti di amicizia con alcuni varesotti. Amichevoli sono anche i rapporti con i tifosi del Bari.</p>
<p><strong>ROSA</strong></p>
<p>PORTIERI: Chichizola Leandro, Nocchi Timothy.</p>
<p>DIFENSORI: Acampora Gennaro, Ceccarelli Luca, Ceccaroni Pietro, Datkovic Niko, Migliore Francesco, Valentini Nahuel.</p>
<p>CENTROCAMPISTI: Bakic Marko, Bastoni Simone, Brezovec Josip, Cisotti Juri, Culina Antonini, De Col Filippo, Gagliardini Roberto, Juande Juan de Dios Prados Lopez, Madonna Nicola, Rivas Emanuel Benito, Sammarco Paolo, Schiattarella Pasquale, Situm Mario.</p>
<p>ATTACCANTI: Ardemagni Matteo, Catellani Andrea, Ciurria Patrick, Ebagua Osariemen e Giannetti Niccolò.</p>
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		<title>Camplone non si fida: &#8220;Lo Spezia farà la partita della vita&#8221;.</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/camplone-non-si-fida-spezia-fara-partita-vita/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 14:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Camplone]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
		<category><![CDATA[spezia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Camplone è un pò teso all&#8217;inizio della conferenza stampa che precede la gara con lo Spezia. Già dalle prime battute si capisce che i suoi pensieri vanno a Parigini e Lo Porto convocati in nazionale e agli infortunati Rossi e Verre. Parlando dello Spezia è anche convinto che i liguri faranno “la partita della vita” ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Camplone è un pò teso all&#8217;inizio della conferenza stampa che precede la gara con lo Spezia. Già dalle prime battute si capisce che i suoi pensieri vanno a Parigini e Lo Porto convocati in nazionale e agli infortunati Rossi e Verre. Parlando dello Spezia è anche convinto che i liguri faranno “la partita della vita” e giudica l’undici allenato da mister Bjelica “una squadra con un potenziale notevole e molto più rodata rispetto a quella vista in Coppa Italia”. Sa perfettamente che il suo omologo spezzino è in bilico ed è altrettanto sicuro che i liguri, soprattutto perché in casa, cercheranno di mettere alle corde il suo Perugia. Definisce la sua squadra come un diesel impostato in modo da adattarsi alla tattica dell&#8217;avversario cosa che dovrà sicuramente fare nella sfida di sabato. Parlando degli infortuni della compagine umbra Camplone parla di “fatalità” e non incolpa assolutamente la preparazione che invece “considera adeguata”. Mano a mano che le domande proseguono Camplone si scioglie e si concede anche una battuta sul rischio appagamento che potrebbe colpire il i suoi uomini. Sa perfettamente che questo rischio c’è ma è altrettanto convinto che uomini come Taddei Giacomazzi e Comotto siano in grado di non far deviare lo spogliatoio dall&#8217;impegno e dall&#8217;attenzione necessari. Per chiudere sui possibili titolari come al solito il mister non si sbilancia su nessun nome, dice soltanto che Perea, Giacomazzi e Fossati si allenano normalmente e hanno bisogno di minuti nelle gambe.</p>
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		<title>Le pagelle dei Grifoni</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2014 17:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il Perugia consolida il primo posto in classifica battendo 1 a 0 il Brescia. Ecco le pagelle dei Grifoni: Provedel: 6 non si fa trovare impreparato sulle conclusioni dei bresciani che respinge con qualche affanno di troppo. Goldaniga: 7 partita perfetta tiene a debita distanza Caracciolo &#38; company. Comotto: 7 ha la stoffa del capitano ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Perugia consolida il primo posto in classifica battendo 1 a 0 il Brescia. Ecco le pagelle dei Grifoni:</p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444;">Provedel: 6 non si fa trovare impreparato sulle conclusioni dei bresciani che respinge con qualche affanno di troppo.</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444;">Goldaniga: 7 partita perfetta tiene a debita distanza Caracciolo &amp; company.</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444;">Comotto: 7 ha la stoffa del capitano nel DNA e lo dimostra.</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444;">Rossi: 7 riscatta il suo buon nome nel bloccare le scorrerie di Sestu.</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;">Del Prete: 8 uomo partita, dove c&#8217;è azione lui è sempre presente nonostante nel primo tempo giochi nella fascia assolata.<span class="apple-converted-space"> </span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444; line-height: 15.95pt;">Fazzi: 6 fa la sua parte, ma risente del caldo. (15&#8242; st Parigini: 6)</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444; line-height: 15.95pt;">Taddei: 7 &#8220;don Rodrigo&#8221; è il motore della squadra e si procura il rigore decisivo con molta esperienza.</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444; line-height: 15.95pt;">Verre: 6,5 attore primario di un reparto da serie superiore.</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444; line-height: 15.95pt;">Crescenzi: 6,5 fa molto gioco e offre buone palle gol.</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444; line-height: 15.95pt;">Rabusic: 5,5 gioca in un ruolo non suo, si danna l&#8217;anima, ma non riesce ad andare in gol. (31&#8242; st Perea: 6)</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444; line-height: 15.95pt;">Falcinelli: 6 un poco appannate le sue giocate sia per il gran caldo che per la mancanza di riposo. (43&#8242; st Vinicius s.v.)</span></p>
<p style="line-height: 15.95pt; background: white; orphans: auto; text-align: start; widows: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px; word-spacing: 0px; margin: 0cm 0cm 16.2pt 0cm;"><span style="color: #444444;">Camplone: 7 dispone bene i giocatori in campo e azzarda il cambio fortunato Rabusic-Perea. Proprio grazie all&#8217;ex laziale nascerà l&#8217;azione da cui Taddei troverà il rigore.</span></p>
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		<title>FOCUS ON: Brescia. La storia, la rosa, la tifoseria</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/focus-on-brescia-storia-rosa-tifoseria/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 13:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La nascita del calcio a Brescia affonda le sue radici nella leggenda, la storia cittadina narra di un gruppo di operai milanesi, impegnati nell’anno 1905 alla realizzazione del campo fieristico che, nei momenti di pausa “prendevano a calci una sfera di cuoio”. Sempre secondo il mito fondativo furono proprio questi meneghini ad insegnare ai giovani ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La nascita del calcio a Brescia affonda le sue radici nella leggenda, la storia cittadina narra di un gruppo di operai milanesi, impegnati nell’anno 1905 alla realizzazione del campo fieristico che, nei momenti di pausa “prendevano a calci una sfera di cuoio”. Sempre secondo il mito fondativo furono proprio questi meneghini ad insegnare ai giovani bresciani regole, ruoli e posizioni in campo. Ufficialmente il calcio nella Leonessa d’Italia nacque nel 1908 con la società calcistica “liberi e forti” che verrà affiancata negli anni successivi dal “club sportivo brixia”. Successivamente le due realtà calcistiche si fonderanno nella “Victoria”. Questa società darà vita all’attuale “Brescia calcio” insieme alle società “Unione Sportiva Bresciana” e “Gimnasium” nel 1911 con la denominazione “F.C. Brescia”.</p>
<p>I campionati pre bellici vedono le rondinelle disputare gironi minori senza mai salire alla ribalta e sarà solo nel 1914-15 che il Brescia riuscirà ad arrivare terzo nel campionato emiliano-lombardo, ma, a causa della vicinanza della città al fronte dell’Adamello l’anno successivo non il Brescia poté disputare la coppa federale.</p>
<p>Finta la guerra il calcio tornò a farla da padrone nei cuori dei bresciani anche grazie ai buoni risultati della squadra cidnea che nel 1919-20 si classificò per le finali nazionali. Gli anni seguenti videro il Brescia vivacchiare nei gironi del Nord Italia senza risultati di rilievo fino al campionato 1928-29 dove le rondinelle si posizionarono seconde in condominio con la Juventus. Gli anni trenta si aprono con risultati abbastanza positivi per i lombardi fino al campionato 1935-36 quando i bresciani retrocessero in B, proprio di quell’anno è, inoltre, il cambio di nome in Associazione Calcio Brescia imposto dalle leggi autarchiche del fascismo. La permanenza nella serie cadetta è breve, infatti le rondinelle nel 1937-38 sprofondano in B anche a causa di problemi societarie e al cambio di vari allenatori. Il riscatto arriverà presto e i cidnei torneranno in B nel 1939-40 e addirittura la serie A nel 1942-43.</p>
<p>Il campionato 1945-46, dopo le devastazioni della guerra, vede le rondinelle posizionarsi nelle zone alte della classifica senza riuscire ad accedere alle finali nazionali, mentre nel 1946-47 anche a causa della promozione d’ufficio della Triestina (la città era da poco tornata italiana) i bresciani vennero retrocessi in B. Gli anni ’50 vedono il Brescia anonimo comprimario in serie B fino al 1960-61 quando il Brescia rischiò di retrocedere di nuovo in C. La situazione societaria si fece drammatica, addirittura ci furono le dimissioni in blocco del consiglio d’amministrazione che rimise il mandato nelle mani del Sindaco che istituì un comitato di gestione. La serie A venne riconquistata nel 1964-65 e difesa per tre campionati di seguito, fino alla nuova retrocessione in B.</p>
<p>Negli anni ’70 il Brescia conduce anonimi campionati di B rischiando più volte di retrocedere e solo nel campionato ’80-81 riassaporerà la serie A. Il sogno della massima serie dura pochissimo e le rondinelle retrocedono subito in B, qui, dopo un campionato disastroso, precipitano in C1 fino alla metà degli anni ’80, quando, grazie ad una indovinata campagna acquisti, riescono a risalire in B e poi sul finire del decennio in serie A, salvo poi retrocedere di nuovo in B. Gli anni &#8217;90 confermano le fasi altalenanti del calcio bresciano, per tutto il decennio il Brescia sale in serie A con esaltanti vittorie e retrocede repentinamente in cadetteria, sono anni in cui a Brescia si avvicendano molti allenatori tra cui Reja e Lucescu. Nel 2000, con i cidnei appena promossi in serie A, il presidente Corioni mette alla testa della compagine lombarda l&#8217;allenatore Carletto Mazzone, i colpi di mercato, in quell&#8217;estate, sono molti, il più importante dei quali è l&#8217;acquisto del pallone d&#8217;oro 1993 Roberto Baggio. Grazie al divin codino le rondinelle riescono a restare nella massima serie per quattro anni e a disputare una finale di coppa intertoto persa contro il Paris Saint Germain. Dopo la parentesi d&#8217;oro di Baggio il Brescia torna in serie B dove, nonostante importanti allenatori come Zeman e Cosmi, permane fino ad ora.</p>
<p><strong>Tifoseria</strong></p>
<p>Il primo gruppo organizzato nacque agli inizi degli anni settanta col nome 21+ (questo nome derivò dal numero dei soci fondatori, tutti ragazzi della città, che erano appunto 21). Nel 1979 furono invece fondati gli Ultras Brescia (conosciuti anche come &#8220;U*BS&#8221;), gruppo che ha guidato la Curva Nord del Rigamonti, si è fatto apprezzare per calore e attaccamento alla maglia, ma si è anche reso famoso negli anni per essere stato un gruppo intransigente e molto turbolento, scontri con le tifoserie rivali e con le forze dell&#8217;ordine erano frequenti, allo stadio Rigamonti come in trasferta. Dopo la partita Brescia-Roma del campionato 1994-1995, famosa per l&#8217;accoltellamento del vice questore Selmin da parte dei tifosi giallo-rossi, si sciolsero gli Ultras Brescia. Da allora si è creata una divisione nella tifoseria organizzata, in curva Nord si posizionarono i Brescia 1911 ed il gruppo dei Brixia. In curva Sud i Brescia Curva Sud ed il gruppo Sezione. Nel 2011 i gruppi Brigata Sballata, Brescia Curva Sud, Brixia, Castel Brigata Leonessa e Sezione capendo che la situazione era oramai diventata insostenibile, a causa delle continue scaramucce tra tifosi bresciani, riunendosi diedero vita al gruppo Curva Nord Brescia, cercando di soffocare le diatribe interne, sistemandosi in curva Nord, mentre i &#8216;Brescia 1911&#8242; si trasferirono in gradinata bassa</p>
<p>I gruppi ultras del Brescia hanno forti rivalità con molte altre tifoserie, prima tra tutte quella con i supporters atalantini, altre rivalità si hanno con: Verona, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina, Ancona, Modena, Sampdoria, Genoa, Cosenza, Inter, Livorno, Torino, Vicenza, Lecce, Ternana, Juventus, Como, Bologna, Cagliari, Varese, Avellino</p>
<p>Importante per i bresciani è il gemellaggio col Milan, altri rapporti di amicizia si hanno con: Salernitana, Cesena, Mantova, Catanzaro, Saint-Étienne, Norimberga.</p>
<p>I convocati contro il Perugia</p>
<p>Portieri: 1. Arcari; 12. Minelli; 30. Tognazzi;</p>
<p>Difensori: 2. E. Lancini; 3. Ant. Caracciolo; 5. Budel; 15. Zambelli; 24. Coly;</p>
<p>Centrocampisti: 4. Ragnoli; 8. Scaglia; 11. Ruben Olivera; 17. Benali; 18. H&#8217;Maidat; 19. Sestu; 20. Gargiulo; 21. Quaggiotto; 23. Morosini; 29. Bentivoglio;</p>
<p>Attaccanti: 7. Corvia; 9. Caracciolo; 28. Valotti; 33. Razzitti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>FOCUS ON: Modena. La storia, la rosa, il possibile modulo tattico</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2014 19:48:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[Perugia Calcio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il Modena F.C. nasce nell’omonima città emiliana nel 1912, ma fino allo scoppio del primo conflitto mondiale i “canarini” modenesi (così chiamati per il colore giallo delle maglie) ebbero vicende calcistiche travagliate. Dopo il periodo bellico disputò vari campionati interregionali fino al 1929-30 primo campionato di serie A a girone unico; la serie A si dimostrò da subito un campionato difficile per il Modena che si salvò dalla retrocessione per un soffio, la retrocessione in B arriverà, dopo problemi societarie nel campionato 1932-33. Nei successivi anni il Modena “vivacchia” in serie B sfiorando più volte la promozione, ma sarà solo nel campionato 1937-38 che gli emiliani riusciranno a tornare in serie A. Nel periodo bellico il Modena (nel frattempo divenuto Modena calcio per assecondare il volere autarchico in fatto di vocaboli del regime fascista) compie una continua altalena tra A e B. Il Modena in quegli anni si trasformò in fucina di giocatori importanti che, viste le difficoltà societarie, spesso spiccavano il volo verso “lidi migliori” come ad esempio Sergio Brighenti, attaccante di razza andato prima all’Inter e poi al Padova e Giorgio Ghezzi solido portiere approdato anch’egli prima all’Inter poi al Genoa e al Milan. In quegli anni i problemi finanziari che da sempre attanagliavano il Modena (tornato nel frattempo a chiamarsi football club) si fecero più seri e costrinsero la società ad “abbinare” il proprio nome al marchio Zenith, mossa atta ad aggirare le leggi contro le sponsorizzazioni e, per la cifra record di cento milioni la squadra divenne lo Zenith Modena. L’iniezione di denaro fresco non risollevò le sorti dei canarini e dopo un disastroso campionato di B, e il ritiro dei finanziamenti da parte della Zenith, gli emiliani retrocessero in serie C. La retrocessione diede una scossa alla città, alla dirigenza e alla squadra infatti il Modena nel 1960-61 vinse il campionato ottenendo il ritorno nella serie cadetta e, nel 1961-62, smentendo tutte le previsioni, riuscì a conquistare la serie A, in quegli anni vestì i colori gialloblu la mezzala brasiliana Cinesinho, ma questo non servì a garantire la permanenza nella massima serie e, nel 1964 i canarini retrocessero in B restandovi per sette anni al termine dei quali precipitarono addirittura in C. Dopo la retrocessione non ci fu lo scatto d’orgoglio della prima retrocessione in C e i modenesi dovettero penare al lungo per tornare tra i cadetti. La promozione venne vanificata dall’ennesima crisi finanziari modenese che vide i gialloblu retrocedere prima in C1 e poi addirittura in C2. Sarà solo alla fine degli anni ottanta che i modenesi torneranno ad assaporare la serie B conquistando il record di minor gol subiti in un campionato professionistico (solamente 9 reti al passivo). Dopo aver conquistato tre salvezze in B i canarini tornano in serie C1 e sprofondano in C2, addirittura rischiando la retrocessione nella quarta serie, scongiurata solo grazie alla non iscrizione in serie C2 della squadra emiliana del Crevalcore e al conseguente ripescaggio del Modena. Grazie ad un cambio ai vertici societari e all’arrivo di fondi consistenti la marcia verso la promozione nel calcio che conta riprende e tra alterne vicende e nella stagione 2001-02 la compagine emiliana sale in serie A anche grazie ai gol di Ciro Ginestra. La permanenza in A è breve infatti già nel 2004-05 i canarini tornano in B pronti però al riscatto grazie ad un trascinante Cristian Bucchi che con 30 gol si laurea miglior cannoniere della serie B. I play off non arridono ai modenesi che, la stagione successiva, anche a causa della cessione di Bucchi al Napoli, devono lottare per non retrocedere in C. I modenesi mantengono la loro permanenza in B negli anni successivi con campionati abbastanza anonimi non arrivando mai a disputare i play off per la promozione in A.</p>
<p>Tifoseria</p>
<p>Il primo gruppo organizzato fu quello dei <em>Fedelissimi</em> nei primi anni settanta, che dal settore gradinata dello stadio Alberto Braglia si spostarono in curva spogliatoio (l&#8217;attuale curva Sud). Nel dicembre 1975 nacquero le “Brigate gialloblu”, vero fulcro della vita ultras a Modena. Dallo stesso gruppo, verso la fine del decennio nacquero gli <em>Sconvolts</em>, che ebbero vita breve, così come il gruppo <em>C.u.C.s.</em> nei successivi anni ottanta ci fu il trasferimento di tutta la tifoseria dalla curva Sud alla Nord del Braglia, per motivi di maggiore capienza del settore.</p>
<p>Nacquero così gli <em>Ultras</em>, le <em>Vecchie brigate</em> ed il gruppo <em>Sezione</em> (primo in Italia ad usare quel nome), seguaci di quell&#8217;estradizione casual appena nata nel mondo anglosassone. Negli anni duemila, con la completa ristrutturazione dello stadio Braglia, la tifoseria gialloblu fece ritorno in curva Sud (appena intitolata allo scomparso presidente del Modena, Gigi Montagnani). Durante la militanza in Serie A, dopo una breve apparizione del gruppo <em>I fedelissimi</em> (primo tentativo fallito di riunificazione dei vari gruppi presenti), si decise di adottare un unico stendardo, ovvero <em>Curva Sud 1912</em>, in risposta a ciò, i reduci delle <em>Brigate gialloblu </em>decisero lo spostamento in gradinata laterale, in contrasto con l&#8217;unificazione di tutti i gruppi ultras della curva Sud sotto un unico striscione. La tifoseria modenese è gemellata principalmente con gli ultras del Messina e del Sevilla.</p>
<p>Rosa</p>
<p><strong>Portieri:</strong> I due portieri della rosa sono il classe ’90 Pinsoglio, e Manfredini, 26 anni di scuola Fiorentina, confermato per la terza stagione nella rosa emiliana.</p>
<p><strong>Difensori:</strong> 3 acquisti interessanti per il reparto difensivo, con Cionek, Zoboli e Rubin subito titolari: l’ex Brescia e l’ex Chievo certamente daranno una mano ai più giovani e garantiranno qualità. Assieme a loro sono stati confermati il terzino Gozzi e Manfrin, ed è arrivato anche il classe ’86 Marzorati, ex Sassuolo.</p>
<p><strong>Centrocampisti:</strong> Anche in mediana tanti acquisti importanti: dal Trapani è arrivato Nizzetto, che farà reparto stasera con l’ex Padova Osuji, ai quali si è aggiunto Schiavone, scuola calcio Juve classe 1993, e Martinelli, giovane del Venezia. Confermati dall’anno scorso Nardini, Salifu e Signori.</p>
<p><strong>Attaccanti:</strong> Reparto pieno di ottimi elementi, che garantiranno a Novellino gol, nonostante i numeri potrebbero mettere in difficoltà il tecnico sulle scelte. Beltrame, Ferrari, Granoche e Luppi sono i nuovi acquisti, a cui si aggiungono Acosty e i giovani Marsura e Gatto.</p>
<p><strong>Allenatore</strong>: Walter Alfredo Novellino</p>
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