martedì, 26 marzo 2019 Ultimo aggiornamento il 25 marzo 2019 alle ore 20:04

‘SettePiani’ di libri, e manoscritti inediti

L'agenzia letteraria umbra di Costanza Lindi ed Elena Zuccaccia è stata presentata al Balù, in via Cartolari 26, a Perugia, con un evento dedicato a Buzzati e al jazz, in collaborazione con la libreria Mannaggia - Libri da un altro mondo.

 
‘SettePiani’ di libri, e manoscritti inediti
Perugia. Dopo un giorno di viaggio in treno, Giuseppe Corte arrivò, una mattina di marzo, alla città dove c’era la famosa casa di cura. Aveva un po’ di febbre, ma volle fare ugualmente a piedi la strada fra la stazione e l’ospedale, portandosi la sua valigetta. Benché avesse soltanto una leggerissima forma incipiente, Giuseppe Corte era stato consigliato di rivolgersi al celebre sanatorio, dove non si curava che quell’unica malattia. Ciò garantiva un’eccezionale competenza nei medici e la più razionale ed efficace sistemazione d’impianti. Quando lo scorse da lontano – e lo riconobbe per averne già visto la fotografia in una circolare pubblicitaria Giuseppe Corte ebbe un’ottima impressione. Il bianco edificio a sette piani era solcato da regolari rientranze che gli davano una fisionomia vaga d’albergo. Tutt’attorno era una cinta di alti alberi. Dopo una sommaria visita medica, in attesa di un esame più accurato Giuseppe Corte fu messo in una gaia camera del settimo ed ultimo piano. I mobili erano chiari e lindi come la tappezzeria, le poltrone erano di legno, i cuscini vestiti di policrome stoffe. La vista spaziava su uno dei più bei quartieri della città. Tutto era tranquillo, ospitale e rassicurante. Giuseppe Corte si mise subito a letto e, accesa la lampadina sopra il capezzale, cominciò a leggere un libro che aveva portato con sé. Poco dopo entrò un’infermiera per chiedergli se desiderasse qualcosa. Giuseppe Corte non desiderava nulla ma si mise volentieri a discorrere con la giovane, chiedendo informazioni sulla casa di cura. Seppe così la strana caratteristica di quell’ospedale. I malati erano distribuiti piano per piano a seconda della gravità. Il settimo, cioè l’ultimo, era per le forme leggerissime. Il sesto era destinato ai malati non gravi ma neppure da trascurare. Al quinto si curavano già affezioni serie e così di seguito, di piano in piano. Al secondo erano i malati gravissimi. Al primo quelli per cui era inutile sperare (…)’. Sette piani, dunque. Una escalation dell’orrore, un po’ come quella narrata da Janne Teller in Niente. Ma, qui, nell’omonimo racconto di Dino Buzzati, datato al 1937, non v’è traccia alcuna della cosiddetta ‘catasta del significato’. Solo dei piani, sette per l’appunto, di una casa di cura, ed altrettanti livelli di stadi patologici. In occasione della presentazione, venerdì 14 luglio, alle 19, al Balù, in via Cartolari 26, della nuova agenzia letteraria umbra ‘SettePiani’, attiva dallo scorso maggio a Perugia, grazie all’intraprendenza, alla caparbietà ed alla passione per la lettura e la scrittura, e per la letteratura e l’editoria di due giovani perugine, entrambe scrittrici emergenti – Costanza Lindi, editor freelance ed agente letterario, collaboratrice di alcune case editrici del centro Italia, fra le quali Bertoni Editore, direttrice del blog letterario Regina Mab, e membro di giuria di alcuni concorsi letterari, e del comitato organizzativo del progetto Umbria Poesia, ed Elena Zuccaccia, laureata in Giurisprudenza, appassionata di poesia e anche lei membro del comitato organizzativo di Umbria Poesia –, Lorenza Di Genova ha prestato la propria voce all’omonimo racconto di Buzzati, da cui ha tratto origine il nome della neonata attività culturale. Con un evento incentrato sulla lettura di alcune opere di Buzzati e sulle note della musica jazz – Leonardo Radicchi e Pietro Paris (fiati e contrabbasso) –, ed in collaborazione con la libreria di Francesca Chiappalone e Carlo Sperduti, Mannaggia – Libri da un altro mondo – per l’occasione, Costanza Lindi ed Elena Zuccaccia hanno selezionato alcuni libri, Le cose inutili di Carlo Sperduti, I giorni della nepente. Una storia tossica di Matteo Pascoletti, Il Signor Bovary di Paolo Zardi, Efemeri di storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori di Cesare Catà, Poema a fumetti di Dino Buzzati, oltre che una serie di edizioni a tiratura limitata, impresse con caratteri mobili su carta di una grammatura consistente e con pagine intonse, firmate Henry Beyle, fra cui L’antiquario e La spada di Dino Buzzati, ed i suoi Dispiaceri del re – SettePiani si è presentata al pubblico perugino, accettando le sfide del mercato editoriale e radicandosi, così, nel tessuto urbano, pur ambendo ad ampliare il proprio target di riferimento anche in altre regioni del Bel Paese. “Un progetto originatosi dalla passione per la lettura e per la scrittura di due autrici esordienti – ha dichiarato Costanza Lindi –, con all’attivo pubblicazioni ed una costante frequentazione dell’ambito editoriale. È allora – ha proseguito Lindi – che sono venute fuori delle problematiche comuni fra gli autori emergenti, quali, ad esempio, la giusta valutazione di un contratto, la buona promozione di un libro, la scelta delle opere da leggere, le tecniche di scrittura, la cernita delle case editrici, delle collane, la distribuzione. Sono problemi che possono insorgere, nel mondo editoriale, sia prima che dopo la pubblicazione di un libro, e anche nell’alveo delle piccole case editrici, che non hanno la possibilità di seguire completamente la diffusione delle opere che promuovono. Le agenzie letterarie esistono: non ci siamo inventate nulla (ride, n.d.r.)! Da parte mia, ho collaborato con un’agenzia letteraria romana. In Umbria non ce ne sono, al momento, altre, a differenza delle grandi città, come Milano e Roma: le agenzie si pongono come degli intermediari fra autore ed editore, e fra editore e libraio, o editore e lettore. Fanno tutto tranne che pubblicare. Dopo di che, si fanno per il lettore garanti di qualità. Noi abbiamo già degli autori che si sono affidati a noi: le richieste vengono fuori soprattutto per quanto riguarda la promozione, in realtà. Comunque in Umbria gli editori sono molti, e a noi non andava di aprire un’altra casa editrice. Volevamo offrire una rete di servizi diversa: spesso ci è stato chiesto di trovare l’autore per l’editore, magari autori che hanno già raggiunto la media e piccola editoria e che desiderano andare un po’ oltre, quindi ci stiamo organizzando per renderci riconoscibili anche nell’ambito delle grandi case editrici, con mailing-list e quant’altro. Da poco, abbiamo aderito ad un progetto di crowdfunding – piattaforma Edita Books, di cui siamo collaboratrici e di cui gestiamo la campagna di auto-finanziamento –: è il lettore che acquista il libro prima che venga pubblicato, e con quei fondi si compra il libro, si stampano le copie che servono. Secondo me è una modalità che per il futuro dell’editoria potrebbe rivelarsi ottima! La distribuzione la facciamo solo in Umbria’. E di servizi, rivolti ad autori emergenti e non, e ad editori, abbiamo parlato con Elena Zuccaccia, che ha sottolineato come i ‘sette piani’ dell’edificio della neonata agenzia letteraria corrispondano, appunto agli altrettanti tipi di servizi da loro proposti: ‘dalla correzione di bozze, ovvero dalla verifica della correttezza e della coerenza, dal punto di vista formale, grafica e stilistica del testo, all’editing, quale intervento più consistente sul testo, anche per quanto riguarda il contenuto, fino ad un editing step by step col quale affianchiamo l’editore, appunto, passo passo in tutte le fasi di stesura del testo. Dalla ricerca di editori alla consulenza, dalla promozione alle fasi di writing, rewriting e ghostwriting, anche grazie ad una rete di professionisti che collaborano con noi, fra cui traduttori, critici, grafici, fino all’idea, ancora in nuce, di realizzare laboratori di lettura e di scrittura creativa, legati alle parole, e al linguaggio’.

Accompagnando l’autore nel suo percorso verso l’editore ed il proprio target di riferimento, dunque, l’agenzia letteraria di Costanza Lindi ed Elena Zuccaccia, rappresenta un edificio di ‘sette piani’, che ambisce alla vetta della promozione del manoscritto inedito. Dopo un giorno di viaggio in treno, l’autore arrivò, una mattina di marzo, alla città dove c’era la famosa agenzia letteraria. Aveva un po’ di febbre, ma volle fare ugualmente a piedi la strada fra la stazione e l’agenzia, portandosi il suo manoscritto inedito. Benché avesse soltanto una prima bozza della sua silloge poetica, l’autore era stato consigliato di rivolgersi alla celebre agenzia, dove, fra gli altri, si promuovevano servizi per quella specifica tipologia testuale. Quando lo scorse da lontano – e lo riconobbe per averne già visto la fotografia in una circolare pubblicitaria – l’autore ebbe un’ottima impressione. Il bianco edificio a sette piani era solcato da regolari rientranze che gli davano una fisionomia vaga d’albergo. Tutt’attorno era una cinta di alti alberi’. Ecco, un esempio di rewriting.
 

 

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