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	<title>Perugia Online &#187; abolizione</title>
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		<title>Dilagano i voucher in Umbria: ora pure l&#8217;amministrazione pubblica del Comune di Assisi ne fa uso, attacco della Cgil</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 11:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione]]></category>
		<category><![CDATA[caporalato]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> Come abbiamo sottolineato più volte siamo di fronte ad un imbarbarimento del mercato del lavoro anche in Umbria. Lo dimostrano i dati sulla diffusione crescente dei voucher. Il buono lavoro che costa 10 euro al cosiddetto committente, retribuisce con 7,5 euro quella che dovrebbe essere una ora di lavoro. Sottolineiamo il ”dovrebbe” perché non essendoci alcuna verifica né controllo, spesso un voucher viene utilizzato per coprire un periodo molto più lungo. Inoltre nel buono lavoro sono cancellati tutti i diritti, dalla maternità, alle ferie, alla sicurezza e la tutela previdenziale è solo formale e non reale. Da un indagine svolta dal Ministero del Lavoro risulta che il reddito medio annuo di un voucherista è di 500 euro e solo il 20% supera i 1000 euro. E’ quindi evidente che ci troviamo di fronte alla legalizzazione del lavoro nero. Questo uso dei voucher sta cannibalizzando sempre di più i potenziali rapporti di lavoro subordinato. E tutto questo si manifesta con forza anche in Umbria, dove nel 2015 ne sono stati venduti 2 milioni e hanno interessato 17mila persone. Il ministro del Lavoro Poletti si è impegnato a contenere il fenomeno attraverso la cosiddetta ”tracciabilità”. Questa proposta dal governo è una misura del tutto inadeguata e inefficace come ha sottolineato anche la Cgil nazionale e come dimostra il fatto che il fenomeno voucher invece che ridursi si sta progressivamente allargando. Clamorosa da questo punto di vista è la scelta della amministrazione comunale di Assisi che ha addirittura emanato un bando pubblico per la formazione di una graduatoria finalizzata all’utilizzo di lavoratori con lo strumento dei voucher. Siamo quindi di fronte ad un ente pubblico che si impegna a diffondere e ad allargare un fenomeno strutturale di caporalato. E&#8217; vero che il Jobs Act consente questa forma di nuova barbarie, ma ci permettiamo di segnalare che gli amministratori della città serafica sono i primi nella pubblica amministrazione a prevedere questa possibilità. Un triste primato. Segnaliamo inoltre due ulteriori anomalie del bando in questione: si parla di una retribuzione oraria di 10 euro, nascondendo il fatto che quella netta, vera, è in realtà di 7,5 euro e si escludono i cittadini extracomunitari dalla possibilità di poter partecipare. La Cgil invita il Comune di Assisi a cancellare quel bando che è un obbrobrio nel merito e nel metodo e un offesa per tutti gli abitanti del Comune e dell&#8217;Umbria. Ricordiamo infine che la Cgil, nella carta dei diritti dei lavoratori, chiede l’abolizione dei voucher e che anche su questo tema, oltre che su l&#8217;estensione del diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo e a questioni legate agli appalti, nei prossimi mesi verranno raccolte le firme necessarie a livello nazionale per alcuni referendum abrogativi.</p>
<p>Mario Bravi,<br />
Istituto Ricerche Economiche e Sociali<br />
Cgil Umbria</p>
<p>Filippo Ciavaglia,<br />
Segretario Generale Cgil Provincia di Perugia</p>
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		<title>Consigliere Mori Pd: &#8220;La tassa di soggiorno va abolita&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 16:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[abolizione]]></category>
		<category><![CDATA[tassa di soggiorno]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> “Oggi ho presentato un ordine del giorno in cui chiedo a questa amministrazione di abolire la tassa di soggiorno”- dichiara la consigliera del PD Emanuela Mori – “Si trattava di una delle promesse elettorali del Sindaco Romizi e rappresentava un punto così importante del suo programma politico da essere stato inserito anche tra le sue ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Oggi ho presentato un ordine del giorno in cui chiedo a questa amministrazione di abolire la tassa di soggiorno”- dichiara la consigliera del PD Emanuela Mori – “Si trattava di una delle promesse elettorali del Sindaco Romizi e rappresentava un punto così importante del suo programma politico da essere stato inserito anche tra le sue linee programmatiche.”<br />
“Ritengo, infatti, che la tassa di soggiorno rappresenta ad oggi un freno all’attività turistica della città. Con la mia proposta chiedo, quindi, di abolire questa imposta, che è di difficile comprensione, oltre che un deterrente turistico, che a Perugia ha frenato il movimento turistico verso il territorio, soprattutto per il turismo organizzato, per il quale pochi euro influiscono nella scelta di una destinazione a scapito di un&#8217;altra. Credo sia necessario, inoltre, coinvolgere gli imprenditori, che svolgono il ruolo di “esattori “ per il Comune, nella definizione dei progetti da finanziare per la promozione del turismo e dell’economia del territorio con gli introiti ottenuti fino ad oggi, grazie all’applicazione della tassa di soggiorno, dal momento che nelle casse comunali le relative entrate dovrebbero aggirarsi intorno ad 1 milione di euro. Occorre sfruttare al meglio le potenzialità della realtà turistica locale per capirne i limiti e le opportunità, senza dover penalizzare nessuno.”<br />
“Ci tengo poi a sottolineare”- continua la consigliera Mori – “che Perugia è una delle poche città della nostra regione in cui ancora esiste questa imposta. E’ quindi logico che un turista scelga di pernottare in Comuni vicini dove non è obbligato a pagare nessun importo maggiore per il suo soggiorno”.</p>
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