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	<title>Perugia Online &#187; affitto</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Perugia tra le città dove calano di più gli affitti</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 08:22:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Perugia è una delle città italiane dove sono calati di più i canoni di locazione nel 2016: -4,9% contro una media nazionale sostanzialmente invariata (-0,2%). È quanto emerge dal Rapporto 2016 di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), elaborato con il supporto scientifico di Nomisma. I canoni d’affitto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Perugia è una delle città italiane dove sono calati di più i canoni di locazione nel 2016: -4,9% contro una media nazionale sostanzialmente invariata (-0,2%). È quanto emerge dal Rapporto 2016 di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 340 agenzie (40 in Spagna), elaborato con il supporto scientifico di Nomisma. I canoni d’affitto sono diminuiti di più solo a Catanzaro (-9%), Genova (-7%), Potenza (-6,5%), Palermo (-5,6%) e Bari (-5,4%) mentre nel resto d’Italia il mercato delle locazioni nel 2016 si è mosso a macchia di leopardo: a diffuse contrazioni dei prezzi nel Sud Italia si sono contrapposti aumenti nelle città del Nord, a Trieste (+10,3%), Trento (+6,3%), Venezia (+2,1%) e Milano (+1,7%), con eccezioni a Bologna (-3,7%) e Torino (-0,1%).</p>
<p><strong>I canoni di locazione. </strong>Perugia è fra i capoluoghi di regione più a buon mercato per le locazioni: in città occorrono appena 376 euro per prendere un appartamento in affitto, contro i 515 della media nazionale. L’esborso mensile sale a 412 euro per gli immobili dotati di garage (573 in Italia) e a 434 euro per quelli arredati (563 a livello nazionale). Milano, dove il canone medio è di 931 euro, è la città più cara d’Italia e precede Roma, seconda, con 823 euro mensili. Seguono nell’ordine Firenze (661 euro) e Venezia (578 euro). Solo Affitti ha rilevato canoni superiori ai 500 euro mensili a Trento (575 euro), Bologna (547 euro), Napoli (546 euro), Trieste (518 euro) e Cagliari (503 euro). Vivere in affitto costa meno che altrove, oltre che a Perugia, anche a Potenza (354 euro), Campobasso e Catanzaro (363 euro ciascuno), e Genova (422 euro).</p>
<p><strong>Perché si vive in affitto. </strong>Nel capoluogo umbro cresce la quota di inquilini che sceglie l’affitto per motivi di lavoro (40% rispetto al 20% del 2015) sulla scia di un trend nazionale che nel 2016 fa registrare una dato pari al 27%, in aumento sia rispetto all’anno scorso (22,6%) sia rispetto al 2014 (25,1%). Una crescita riconducibile al maggior numero di lavoratori trasfertisti che molte agenzie Solo Affitti hanno riscontrato negli ultimi mesi. In questo senso ha avuto un peso il ‘movimento’ dal Sud Italia degli insegnanti che, all’inizio dell’anno scolastico, sono stati assegnati nelle sedi definitive del Nord, e che hanno dovuto gestire in tempi rapidi il trasferimento cercando una nuova abitazione. I perugini utilizzano molto la casa in affitto come abitazione principale (50% dei casi) e poco per motivi di studio (10%).</p>
<p><strong>I contratti d’affitto più utilizzati. </strong>Dallo studio di Solo Affitti emerge che a Perugia si utilizzano di più i contratti d’affitto con canone concordato: nel 2016 sono stati impiegati nel 65% dei casi, contro il 36,2% della media italiana. Questa tipologia di contratto viene utilizzata molto anche a Firenze (73,3% dei contratti), Trieste (70%) e Torino (53,8%), poco a Potenza (10%) e per niente a Trento e Campobasso. Nel capoluogo umbro vengono impiegati, anche se in misura marginale, contratti di locazione liberi 4+4 (15%), per studenti universitari (10%) e transitori (7,5%).</p>
<p><strong>La permanenza nello stesso appartamento</strong>. Perugia è il capoluogo di regione dove gli inquilini si trattengono meno in un immobile (18 mesi contro i 26,2 della media nazionale) al pari di Trento e Trieste. Tempi di permanenza bassi si registrano anche a Potenza (20 mesi) e Bologna (20,7%). La città dove gli affittuari restano per più tempo in affitto è Palermo (42 mesi), seguita da Cagliari (36 mesi) e Napoli (36 mesi).</p>
<p><strong>Chi vive in affitto</strong>. Perugia è il secondo capoluogo di regione dove ci sono più single che prendono casa in affitto: in città sono quattro su dieci, contro una media nazionale del 23,8%. Numerosi i single in affitto anche a Trieste (50% del totale) e Torino (31,7%) mentre scarseggiano a Trento, Catanzaro, Campobasso e Bari (15% ciascuno). A far ricorso alla locazione nel capoluogo umbro sono anche le coppie senza figli (in 4 casi su 10) mentre le coppie con figli (12,5%) e i gruppi di persone che condividono un appartamento (7,5%) si ritagliano una fetta minore del mercato.</p>
<p><strong>Quanto tempo per trovare casa</strong>. Perugia è uno dei capoluoghi di regione dove occorre più tempo per trovare casa in affitto (2,8 mesi contro i 2,2 della media italiana). La ricerca dell’immobile è molto lenta anche a Napoli (3,4 mesi), Trieste (3), Genova e Potenza (2,8 ciascuno) mentre risulta più veloce a Cagliari (0,9), Trento (1,4) e Firenze (1,5).</p>
<p><strong>Le tipologie di immobile più richieste.</strong> A Perugia la tipologia di abitazione in affitto più richiesta è il trilocale (37,5% dei casi) soprattutto in centro. Molto ricercati anche i bilocali (34,4%) in particolare nelle zone di pregio, meno i quadrilocali (18,1%) per lo più in periferia, e poco i monolocali (6,3%).</p>
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		<title>Perugia, scendono i prezzi delle abitazioni nel primo semestre 2016: registrato un calo dell&#8217;1,6%. In aumento le domande (+5,1%)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2016 10:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[affitto]]></category>
		<category><![CDATA[appartamenti]]></category>
		<category><![CDATA[casa.it]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Scendono i prezzi delle abitazioni a Perugia. A rivelarlo sono i dati contenuti nello studio effettuato dall’osservatorio di casa.it sul mercato residenziale italiano: nel primo semestre, rispetto all’inizio dell’anno, è stato registrato un calo dell’1,6% (1.460 €/ mq) mentre la domanda è aumentata dell’. Una percentuale, quest’ultima, ben al di sopra della media nazionale ferma ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Scendono i prezzi delle abitazioni a Perugia. A rivelarlo sono i dati contenuti nello studio effettuato dall’osservatorio di casa.it sul mercato residenziale italiano: nel primo semestre, rispetto all’inizio dell’anno, è stato registrato un calo dell’1,6% (1.460 €/ mq) mentre la domanda è aumentata dell’. Una percentuale, quest’ultima, ben al di sopra della media nazionale ferma al +2,6%. A livello nazionale rimane, invece, ancora alta la forbice dei prezzi fra i valori di chi vende e quelli proposti dai potenziali acquirenti, soprattutto nelle città di provincia rispetto ai principali comuni capoluogo. Si riduce però l’ampiezza: in percentuale, lo scarto fra i due valori a giugno 2016, è del 10,3%, comunque in miglioramento rispetto a giugno 2015 (12,2%).</p>
<p><strong>Cosa cercano gli italiani</strong> Sul fronte della domanda, dall’analisi di Casa.it sui primi sei mesi dell’anno, emerge una crescita superiore alla media nazionale in tutti i capoluoghi di regione, con punta maggiore nella città di Bologna (+5,9%), seguita da Firenze, Genova e Roma, tutte con +5,7%. Sempre per quanto riguarda la domanda, gli italiani cercano prevalentemente bilocali (29%) e trilocali (26%) situati in zone semicentrali o periferiche e sono disposti a investire, in media, circa 161mila euro, con un range che va, prendendo come riferimento i capoluoghi di regione, dai 71.500 euro di Campobasso ai 253.500 di Milano.</p>
<p><strong>I prezzi nelle principali città</strong> Per quanto riguarda i prezzi degli immobili residenziali in offerta sul mercato, se rispetto a gennaio 2016 sono rimasti stabili, confrontando il dato con lo stesso periodo dello scorso anno il calo è del -1,6% e di ben il 15,3% se rapportato a dieci anni fa. Tra le città capoluogo di regione, segno positivo per Napoli (+1,1%), Firenze (+0,8%), Trento (+0,7%) e, seppur in misura minore, Torino(+0,2%). Al contrario, le città che hanno sofferto maggiormente, sono Catanzaro (-2,7%), Potenza (-2,6%), Campobasso (-2,4%) e Aosta (-2,3%). I capoluoghi in cui si registra il prezzo a metro quadro più “economico” sono, nell’ordine, Catanzaro (1.220 €/mq), Campobasso (1.600 €/mq) e Potenza (1.620 €/mq). Al contrario, le più care sono Milano (3.880 €/mq) e Roma (3.580 €/mq), seguite da Venezia (3.430 €/mq) e Firenze (3.350 €/mq).</p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/07/unnamed1.png" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-full wp-image-37559" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/07/unnamed1.png" alt="unnamed" width="287" height="427" /></a></p>
<p>“La stabilizzazione dei prezzi è uno degli aspetti più importanti di questo I semestre – afferma Alessandro Ghisolfi, Responsabile del Centro Studi Casa.it -. Anche nei capoluoghi di regione, che in passato hanno registrato cali importanti, si assiste a un rallentamento della diminuzione dei prezzi. Inoltre, un segnale positivo arriva dalla crescita della domanda, indicatore importante per valutare il livello di salute del mercato immobiliare”.</p>
<p><strong>Cosa ci si aspetta per il 2016?</strong></p>
<p>“Se le stime per il 2016 erano a inizio anno molto positive, negli ultimi due mesi, tuttavia, la spinta propulsiva sembra aver perso brillantezza, proprio nel periodo in cui storicamente il mercato immobiliare ha sempre dato le migliori performance – aggiunge Alessandro Ghisolfi –. Sulle decisioni di acquisto pesa nuovamente il clima di incertezza generale che rimane di sfondo alle evoluzioni del mercato. Incertezza particolarmente legata alle vicende politico-economiche non solo del nostro Paese ma internazionali, come Brexit. In sostanza si stanno rivedendo le previsioni che parlavano di un 2016 come dell’anno della definitiva ripresa del mercato. Probabilmente non sarà così e si dovrà attendere ancora prima di avere la certezza di essere definitivamente usciti da una fase di ciclo non positiva”.</p>
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		<title>Affitti agli studenti universitari, canoni in ribasso dell&#8217;oltre 1%</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 15:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Ateneo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L’affitto per gli studenti universitari fuori sede è sempre o quasi sempre un salasso. E come se non bastasse ad aggiungersi alle cifre da capogiro delle abitazioni sempre più spesso si aggiungono le condizioni fatiscenti e al limite delle norme di legge a rendere sempre più difficile la vita dei fuori sede. Però a quanto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>L’affitto per gli studenti universitari fuori sede è sempre o quasi sempre un salasso. E come se non bastasse ad aggiungersi alle cifre da capogiro delle abitazioni sempre più spesso si aggiungono le condizioni fatiscenti e al limite delle norme di legge a rendere sempre più difficile la vita dei fuori sede. Però a quanto pare la situazione sta cambiando.</p>
<p><strong>Ma procediamo per gradi.</strong> Dagli ultimi dati in possesso, nel primo semestre del 2014 sul mercato delle locazioni si sono registrati canoni in ribasso: con valori, nelle grandi città che hanno segnato una diminuzione dell’1,8% per i monolocali, dell’1,5% per i bilocali  e dell’1,7% per i trilocali. Nei capoluoghi di provincia la contrazione è stata dell’1,3% per i monolocali e dell’1,2% per bilocali e trilocali.</p>
<p><strong>Ma che tipo di appartamento cerca uno studente che, valigia al seguito, decide di andare a studiare lontano da casa?</strong> In primis, la vicinanza alla sede universitaria è di fondamentale importanza e per questo la scelta è orientata verso le case vicine agli atenei o che siano ben collegate ad essi. Inoltre, dall’analisi dei dati, risulta che il taglio più affittato è il bilocale con cucina abitabile (41,4%), seguito dal trilocale (28,5%).</p>
<p><strong>Quali sono, invece le zone universitarie che a Perugia vanno per la maggiore? E quanto si spende?</strong> A questa domanda possiamo rispondere grazie alle tabelle presenti nei dati dei primi sei mesi di quest’anno. A Perugia, i prezzi variano dai 180 euro chiesti per un monolocale a Madonna Alta, fino ad un massimo di 450 euro per un trilocale a San Sisto. Continuando l’analisi dei prezzi per zone e tipologia di appartamento la situazione è la seguente: a Perugia un fuori sede spenderebbe in media nella zona Filosofi-Pallotta 200 euro per un monolocale 270 per un bilocale e 370€ per un trilocale. A Madonna alta i monolocali costano 180 euro, i bilocali 300 e i trilocali 400. Sempre in zona centrale, a Monteluce, la richiesta per un monolocale è di 200 euro, 300 per un bilocale e 380 per un trilocale. A San Sisto, infine la spesa è di 220€ per un bilocale, 350 per un bilocale e 450 euro per un trilocale.</p>
<p><strong>La qualità è importante.</strong> Negli ultimi anni è in costante crescita l’attenzione alla qualità abitativa, forse anche a causa della maggiore offerta immobiliare presente sul mercato: si guarda sia alla qualità dell’abitazione (sia dell’appartamento sia del condominio) sia alla qualità dell’arredamento. A discapito d quei “furbetti” che sempre più spesso tentano di affittare agli studenti fuori sede case fatiscenti o veri e propri box auto adibiti a mini appartamento.</p>
<p>Per contrastare questo cattivo costume che spesso è balzato alle cronache come routine l’Università degli Studi di Perugia e il Comune di Perugia hanno siglato un accordo per l’affitto di alloggi agli studenti. Ma non solo, la convenzione è stata sottoscritta anche da Bruno Biagiotti, Presidente collegio provinciale di Perugia della FMAA. L’apporto della Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari (FIMAA), aderente alla Confcommercio, è stato determinante per coinvolgere le agenzie immobiliari,  di cui già un centinaio partecipano al progetto (altre possono aderire d’ora in avanti) esponendo un apposito logo sulla vetrina dell’agenzia immobiliare così da accogliere nel modo migliore gli studenti e di assisterli nella loro permanenza a Perugia e nelle altre città umbre sedi decentrate dell’Ateneo, così da garantire un alloggio sicuro e certificato agli studenti universitari. Sarà impossibile, si spera, con il nuovo sistema, che agli studenti siano consegnati alloggi fatiscenti e insalubri nei sottoscala e risulterà più agevole l’attività di contrasto agli affitti in nero.</p>
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		<title>Perugia, calano gli affitti: canoni tra i più bassi di Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 13:03:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> A Perugia gli affitti sono sempre più bassi. È il capoluogo di regione dove i canoni di locazione hanno registrato un’inflazione maggiore di tutto il territorio nazionale, raggiungendo punte di -20% sul prezzo stabilito per i monolocali. A fornire i dati e l’analisi è stata l’agenzia “Nomisma” per “Solo Affitti” presentando il rapporto sulle locazioni ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <span style="line-height: 1.5em;">A Perugia gli affitti sono sempre più bassi. È il capoluogo di regione dove i canoni di locazione hanno registrato un’inflazione maggiore di tutto il territorio nazionale, raggiungendo punte di -20% sul prezzo stabilito per i monolocali. A fornire i dati e l’analisi è stata l’agenzia “Nomisma” per “Solo Affitti” presentando il rapporto sulle locazioni 2013.</span></p>
<p>Infatti dopo la drastica “riduzione dei canoni del 2012 – fa sapere Solo Affitti &#8211; , anche quest&#8217;anno gli affitti sono scesi in media del 4,5%. Ma mentre in alcune città come Perugia (-14,2%),  e Trieste (-11,8%) il calo è a due cifre, nei centri metropolitani si va verso la stabilizzazione dei prezzi. A Roma si è registrato un calo dello 0,5%, a Napoli dell&#8217;1,4% e a Milano del 2,3%”.</p>
<p>Il ribasso, secondo il report, ha interessato tutte le tipologie di immobili, con i bilocali (-4,7%) un po’ sopra la media nazionale, i trilocali (-4,5%) e quadrilocali in linea (-4,4%), e i monolocali che hanno tenuto meglio (-4,3%) degli altri.</p>
<p>Inoltre, secondo le rilevazioni dell’agenzia immobiliare, “la presenza dell’arredamento nell’immobile o la disponibilità del garage costa mediamente tra i 42 e i 53 euro in più al mese. Nel  2013 il prezzo medio di locazione nelle città capoluogo del nostro paese è di 516 euro, che salgono a 558 se l’appartamento è ammobiliato e a 569 se l’abitazione è dotata di garage. Si spendono mediamente 394 euro al mese per un monolocale (430 ammobiliato) e 464 euro per un bilocale (504 con mobili). la spesa arriva fino a 551 euro per alloggiare in un trilocale (con un incremento di 47 euro in presenza di mobili), e tocca i 653 euro per un quadrilocale (701 arredato)”.</p>
<p>Gli affitti più alti si registrano ancora una volta a Roma  (canone medio di 875 euro) e Milano (838 euro), seguiti da Firenze (628 euro), Venezia (600 euro), Bari (512 euro) e Napoli (511euro). Di contro, gli alloggi in affitto più economici si trovano a Catanzaro (363 euro), Perugia (385 euro), Campobasso (403 euro), Potenza (420 euro).</p>
<p>Dato interessante, infine, che emerge dal rapporto Nomisma, è la tipologia e il tempo di permanenza del locatario in un appartamento. Anche se in diminuzione rispetto al 2012, anche l’anno scorso chi affitta un appartamento adibendolo ad abitazione “principale” (46%) rappresenta la quota maggiore dei locatari, doppiando praticamente i lavoratori in trasferta per brevi periodi (29%) e gli studenti fuori sede (22%). Sono anche le giovani coppie senza figli (36%) a prediligere l’affitto e si conferma attorno al 25% la quota di single in affitto, mentre continua il successo della condivisione degli appartamenti da parte di 2 o più persone non legate da vincoli di parentela (12%).</p>
<p>Infine per quello che riguarda i tempi di permanenza in un immobile si può affermare che nell’ultimo anno è diminuita da 27 a 25 mesi la permanenza media. A Perugia i locatari non “resistono” più di 18 mesi nella stessa casa a differenza dei più “fedeli” torinesi (38 mesi), degli aostani (36) e napoletani (36).<b></b></p>
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