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	<title>Perugia Online &#187; african shop</title>
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		<title>Operazione &#8220;Mama boys&#8221;, latitante nigeriano &#8220;beccato&#8221; in aeroporto</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2016 14:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> All’alba del 25 febbraio 2015, esattamente un anno fa, scattava l’operazione “Mama boys”, condotta dalla prima sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Perugia, svolta con la collaborazione delle squadra mobili di Ancona e Viterbo e del reparto prevenzione crimine “Umbria e Marche” e coordinata dal servizio centrale operativo della direzione centrale anticrimine della polizia di Stato, finalizzata alla disarticolazione di un sodalizio criminale composto da cittadini nigeriani dediti alla gestione di una vera  e propria “piazza di spaccio” avente quale base logistica e di coordinamento un “african shop” ubicato in zona Stazione Ferroviaria “Fontivegge”.</p>
<p>L’operazione, finalizzata alla esecuzione di 13 misure cautelari (9 custodie in carcere e 4 obblighi/divieti di dimora), nonché all’esecuzione di 6 provvedimenti di espulsione quale “misura di prevenzione” a carico di altrettanti indagati a carico di altrettanti importanti spacciatori di eroina, cocaina, hashish e marijuana, si sta svolgendo su vari obiettivi di questa Provincia, costituiva l’esito di una delicata attività d’indagine condotta senza lo strumento classico dell’intercettazione telefonica ma secondo due diverse tecniche di acquisizione probatoria: da una parte, la predisposizione di un complesso sistema di videoregistrazione sull’area di interesse, nonché di telecamere e microfoni per l’intercettazione ambientale all’interno del predetto “african shop”, luogo di “raccordo” tra i vari pushers, e dall’altra continui e puntuali interventi nell’immediatezza delle cessioni di stupefacente, con il recupero ed il sequestro dello stesso e la successiva escussione a SIT dei vari tossicodipendente/acquirenti ai fini di una ancor più compiuta identificazione degli spacciatori.</p>
<p>A tutti gli indagati veniva contestato il reato previsto e punito dall’art. 73 D.P.R. 309/1990 (Testo Unico Stupefacenti): traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope (la versione più “lieve” prevista dal comma 5° nei casi di cessione di sostanze più “leggere”, e invece nella fattispecie più “grave” ex comma 1° nei casi in cui l’indagato si sia reso responsabile di più cessioni di sostanze “pesanti” quali l’eroina e la cocaina).</p>
<p>Alcuni dei soggetti interessati dall’indagine, appresa la notizia dell’operazione in corso, facevano perdere ogni loro traccia, rifugiandosi anche all’estero. Ma il lavoro degli investigatori di Perugia, che non si è concluso con l’esecuzione delle catture e ha consentito di attivare e predisporre ogni strumento utile al loro rintraccio, anche con la collaborazione degli organismi di cooperazione internazionale di polizia ed allertando tutti i principali scali aerei internazionali.</p>
<p>Uno di essi, tale A.M., nigeriano del 1990, scappato in Austria, è stato rintracciato ieri, mercoledì 24 febbraio, su un volo proveniente da Vienna e diretto a Fiumicino. In territorio austriaco il latitante era stato colpito da un provvedimento emesso in ottemperanza alla Convenzione di Dublino, per la quale i soggetti irregolari ed indesiderati vengono rinviati nel paese, tra quelli dell’area “Schenghen”, dal quale sono partiti. La sinergia operativa tra la squadra mobile di Perugia e la Polaria di Fiumicino, il cui personale ha provveduto prontamente a consultare la banca dati delle forze dell’ordine, che ha messo in evidenza l’esistenza di un provvedimento cautelare da eseguire a carico del clandestino nigeriano.</p>
<p>Appena atterrato, il giovane si è visto notificare l’ordinanza in argomento, cosicché è stato immediatamente accompagnato presso la più vicina casa circondariale. Il catturato, a Perugia, annovera diversi pregiudizi di polizia, tutti legati alla sua posizione irregolare sul territorio nazionale nonché al suo pieno coinvolgimento nel settore criminale dello spaccio di sostanze stupefacenti, come la stessa operazione “Mama boys” aveva ampiamente evidenziato.</p>
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		<title>Operazione &#8220;Mama Boys&#8221;, arrestato uno spacciatore latitante a Crotone</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 09:49:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[african shop]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/operazione-mama-boys-arrestato-uno-spacciatore-latitante-a-crotone/">Operazione &#8220;Mama Boys&#8221;, arrestato uno spacciatore latitante a Crotone</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> L’operazione “Mama Boys”, condotta da ottobre a dicembre 2014 dagli uomini della squadra mobile<strong>,</strong> in particolare dalla sezione criminalità organizzata ha permesso di smantellare un nutrito gruppo criminale che gestiva, agli ordini di Joseph Maureen, detta “Mama” e titolare dell’omonimo african shop ubicato in largo Curtatone e Montanara, in zona Fontivegge, un’importante “piazza di spaccio” a cielo aperto, una sorta di “supermarket” della droga dove chiunque, in orario di apertura del predetto negozio etnico, poteva acquistare, rivolgendosi al pusher “di turno”, cocaina, eroina, hashish e marijuana, spesso approfittando del riparo sicuro costituito dal vicino tunnel di collegamento con la via Campo di Marte.</p>
<p>L’indagine, condotta da una task-force investigativa composta da personale della S.c.o di Perugia ma anche delle squadre mobili di Ancona e Viterbo, sotto il coordinamento del servizio centrale operativo della direzione centrale anticrimine, nonché grazie al supporto tecnico del servizio polizia scientifica di Roma ed operativo del reparto prevenzione crimine “Umbria e Marche”, si era caratterizzata per la totale assenza di intercettazioni telefoniche, strumento tipico delle ordinarie indagini antidroga, mentre si era basata su un complesso sistema di videoregistrazione attraverso l’installazione di telecamere esterne ed interne al negozio, nonché sui continui recuperi operati direttamente sui singoli tossicodipendenti acquirenti, spesso italiani ma in alcuni casi anche maghrebini, consumatori ed anche spacciatori a loro volta.</p>
<p>Tra le cessioni “filmate” e documentate con ogni dovizia di particolari, e quelle con il “recupero” dello stupefacente, si è arrivati anche a contare oltre 50 diversi episodi di spaccio al giorno, messi in atto dal gruppo dei nigeriani alle dirette dipendenze di “Mama”. All’esito dell’indagine, all’alba dello scorso mercoledì 25 febbraio erano stati catturati 11 pusher, tutti puntualmente rintracciati grazie ad una capillare conoscenza del territorio nonché dei loro spostamenti, essendo quasi tutti senza fissa dimora, ed altri 6 connazionali non destinatari di misura cautelare, contestualmente, erano stati sottoposti alla misura di prevenzione dell’espulsione dal territorio nazionale e tempestivamente accompagnati presso il Centro di espulsione di Bari. Alla “coordinatrice” del gruppo di spaccio, “Mama”, oltre all’applicazione della misura cautelare del divieto di dimora a Perugia, è toccata una sanzione ancor più pesante: il sequestro probatorio del negozio.</p>
<p>Ma prima di apporre i sigilli al suo negozio etnico, inoltre, gli investigatori della Mobile hanno richiesto anche l’intervento ispettivo del personale dell’Asl Umbria, che ha rilevato diverse e gravi violazioni amministrative relative all’igiene: l’aspetto più eclatante, si ricorda, il rinvenimento della carcassa di un topo nelle immediate vicinanze dei cibi, anche “sfusi”, in vendita accanto alle parrucche ed ai cosmetici africani.</p>
<p>Tra i soggetti da ricercare ma che avevano fatto perdere le tracce di sé, Ose Bright, nigeriano ventiquattrenne, tra i più attivi nello spaccio davanti al “Mama” e destinatario di un provvedimento di divieto di dimora a Perugia, esattamente come il loro boss al femminile ha pensato bene non solo di non farsi trovare al domicilio indicato nella richiesta di permesso di soggiorno, bensì addirittura di allontanarsi dall’Umbria. I successivi accertamenti effettuati hanno consentito la sua individuazione a Crotone, dove frattanto si era provvisoriamente stabilito: nella cittadina calabrese, infatti, è stato individuato dagli uomini della locale squadra mobile e, accertata la sua esatta identità, grazie ad una sinergica e rapida collaborazione con quest’ufficio, gli è stato notificato il provvedimento relativo al procedimento al quale ha cercato di sottrarsi, con l’invito, stavolta, di stare alla larga da Perugia.</p>
<p>Il provvedimento cautelare prevede per Ose un divieto di dimora nel Comune di Perugia. Adesso, anche l’ultimo giovane pusher individuato dovrà trovare un&#8217;altra località per spacciare sostanze stupefacenti e qualora dovesse trasgredire alle prescrizioni imposte potrebbe anche andare a fare compagnia ai suoi amici a Capanne.</p>
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