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	<title>Perugia Online &#187; alluvione</title>
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		<title>Diluvio nel Perugino</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2016 12:26:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Elisabetta Ruina]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Molti automobilisti in mattinata sono rimasti intrappolati nei sottopassaggi allagati nel tratto di strada tra Perugia e Assisi. Le zone più critiche individuate sono Bastia Umbra, Santa Maria degli Angeli e la zona dei Ponti. Secondo i vigili del fuoco, che sono stati prontamente chiamati assieme alle forze dell&#8217;ordine in oltre una quarantina di interventi, la causa di questa alluvione è stato un diluvio burrascoso avvenuto la scorsa notte. Il nubifragio ha compromesso la normale viabilità delle strade causando non pochi disagi nel percorso interessato. Strade e sottopassi non sono state le uniche infrastrutture danneggiate da pioggia e grandine violente, purtroppo sono rimasti compromessi anche i piano terra di molte abitazioni. Il temporale ha anche causato la caduta di rami e alberi che non hanno per buona sorte contuso nessuno né provocato danni a oggetti circostanti. Fortunatamente il buon funzionamento delle fogne, unito al tempestivo intervento dei vigili del fuoco, ha permesso una rapida risoluzione delle situazioni di temporanea emergenza. La situazione si è risolta nel migliore dei modi e tutte le persone coinvolte ne sono uscite illese.</p>
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		<title>Viabilità, transitabile il tratto fra ponte Rio e via Sperandio. Si lavora per riaprire il Bulagaio</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jun 2016 15:51:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Gli uffici del Comune di Perugia stanno lavorando senza sosta per superare le principali criticità legate all’emergenza alluvione. Dalle 14.30 di oggi è stato riaperto il tratto di strada compreso fra ponte Rio e via Sperandio. Contemporaneamente verrà chiuso il tratto fra via Sperandio e viale Sant’Antonio per consentire gli ulteriori interventi di ripristino. Entro il pomeriggio di domani, la situazione tornerà alla normalità con l’apertura al transito di tutta la strada, che è stata oggetto di massima attenzione da parte dell’amministrazione e dei tecnici, consapevoli che essa è spesso interessata da smottamenti.</p>
<p>“La manutenzione del territorio &#8211; afferma il vice sindaco Barelli &#8211; è una priorità della nostra amministrazione. Ricordo che fin dal nostro insediamento abbiamo iniziato a lavorare su queste problematiche tant’è che già nel dicembre 2014 la Giunta Comunale, all’interno del progetto generale ‘Perugia Smart City’, ha approvato lo specifico progetto ‘Perugia rischio zero’ riguardante proprio la prevenzione e la mitigazione dei dissesti idrogeologici della città. Queste iniziative hanno consentito, nello stesso mese di dicembre, di presentare alla Regione Umbria ed alla presidenza del Consiglio dei Ministri, degli studi di fattibilità riguardanti il bacino del bulagaio, il bacino Santa Margherita, il bacino Scaffaro &#8211; Pretola – Casaglia, l’area di Fontivegge, l’area del torrente Genna e l’area Valcastagno per un valore complessivo iniziale di circa 62 milioni di euro.”</p>
<p>Nel maggio del 2015 la Regione ha richiesto un aggiornamento della documentazione trasmessa, al fine di stabilire le priorità di attribuzione delle risorse. Tale richiesta è stata però riferita ai soli interventi di bonifica idrogeologica dei bacini del Bulagaio e di Santa Margherita in quanto i soli rispondenti ai criteri individuati dalla programmazione del piano nazionale “Italia Sicura”. I progetti preliminari del fosso del Bulagaio (27.072.293,60) e di quello di Santa Margherita (53.673.730,00), redatti interamente dal personale del Comune, sono stati, quindi, approvati il 23 dicembre 2015 e poi inseriti dalla Regione dell’Umbria nel repertorio nazionale degli interventi per la difesa del Suolo (ReNDiS-web) finalizzati al finanziamento dei progetti nell’ambito del Piano Nazionale Italia Sicura – 2015/2020. “Al fine di sollecitare l’accoglimento delle nostre istanze &#8211; conclude il vice sindaco &#8211; ho incontrato già due volte il Direttore della Struttura di Missione di Palazzo Chigi Mauro Grassi al quale ho rappresentato l’importanza che tali interventi ricoprono per la città&#8221;.</p>
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		<title>Comune svela per la prima volta atto eroico del cardinale Bassetti, durante alluvione a Firenze nel 1966, salvò il quartiere San Salvi da esplosione</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 14:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[alluvione]]></category>
		<category><![CDATA[atto eroico]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/comune-svela-per-la-prima-volta-atto-eroico-del-cardinale-bassetti-durante-alluvione-a-firenze-nel-1966-salvo-il-quartiere-san-salvi-da-esplosione/">Comune svela per la prima volta atto eroico del cardinale Bassetti, durante alluvione a Firenze nel 1966, salvò il quartiere San Salvi da esplosione</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Il Comune di Firenze, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica ufficiale per il 50° dell’alluvione, nel quartiere 2, altra tappa di avvicinamento, nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’alluvione, promosse dall’associazione Firenze Promuove (che dal 1994 organizza le cerimonie annuali), ha svelato, assieme a Firenze Promuove, portandolo alla luce per la prima volta, in quanto non se ne trova traccia sui giornali dell’epoca, l’atto eroico del Cardinale Bassetti e di alcuni giovani del rione di San Salvi che si prodigarono per sventare l’esplosione di diversi fusti di carburo che avrebbero provocato morte e distruzione. Don Gualtiero Bassetti, curato della parrocchia di San Salvi, assieme ad Aldo Bernardini, con la fidanzata Luciana Buccioni, a Franco Toti e ad un altro paio di giovani la mattina del 4 novembre 1966 si prodigò per mettere in salvo, in via San Salvi, 60 bidoni di idrocarburo stipati illegalmente in un magazzino, decidendo di aprirli in modo che non esplodessero a contatto con l’acqua. I quattro agirono da veri eroi perché il loro pronto intervento scongiurò un’esplosione che avrebbe provocato danni ingenti, e forse anche dei morti, come avvenne invece in via Scipione Ammirato, sempre nel quartiere 2, poco distante da via San Salvi, dove era presente un deposito del genere, e dove si registrò 1 morto. Sull’episodio di San Salvi, come su quello di via Scipione Ammirato, indagò la Procura di Firenze, che affidò l’indagine al Sostituto Procuratore Vittorio La Cava. Le indagini però non portarono all’individuazione dei proprietari dei fusti stipati illegalmente in via San Salvi. Al momento dell’inchiesta ci fu anche chi propose Bernardini, Toti e Bassetti per una onorificenza al Valor Civile, ma alla fine non se ne fece niente. Una pagina come tante altre, rimasta sconosciuta per tutti questi anni fino a quando, un paio di anni fa, la signora Luciana – spinta dalla volontà di commemorare gli scomparsi e ringraziare tutte quelle persone che agirono d’istinto, salvando, oltre alla propria, anche altre vite umane – si è rivolta al giornalista Franco Mariani e all’Associazione Firenze Promuove. “Sai Franco – ha detto recentemente il Cardinale Bassetti a Mariani – è tutto vero quello che racconta la signora Luciana. Mi ero dimenticato di quell’evento, e mi ha fatto piacere riviverlo, anche se è legato a un evento tragico per noi fiorentini”. Il Cardinale Bassetti ha già confermato a Franco Mariani che il 4 novembre sarà a Firenze per ricordare quanto avvenne 50 anni fa. “Oggi siamo contenti, come Consiglio di Quartiere 2, &#8211; ha detto il Presidente Michele Pierguidi &#8211; di poter contribuire a far rivivere una pagina importante della storia del nostro quartiere legata all’alluvione. Grazie poi all’energia signora Luciana Buccioni Bernardini, e all’approfondimento del giornalista Franco Mariani – che assieme al collega Mattia Lattanzi ha curato anche la mostra fotografica – abbiamo avuto anche la gioia di venire a conoscenza di un’atto di coraggio non registrato all’epoca dalle cronache cittadini. La signora Luciana per 50 anni ha custodito gelosamente quella memoria di quanto fecero ldo Bernardini, lei stessa, Franco Toti e un altro paio di giovani residenti della zona assieme ad un giovane pretino del nostro quartiere, don Gualtiero Bassetti, oggi diventato Arcivescovo e Cardinale. All’epoca, per il loro atto eroico, che consentì di mettere in sicurezza il carburo, che se fosse esploso sicuramente avrebbe provocato morti, feriti e distrutto case e negozi, i protagonisti furono segnalati per un riconoscimento pubblico, che non arrivò; oggi a distanza di 50 anni vogliamo noi dare a loro il giusto risalto e il ringraziamento della città e dell’intero quartiere di San Salvi”. “Quella di oggi – ha evidenziato Franco Mariani, Presidente di Firenze Promuove – è una delle tante pagine di storia dell’alluvione che sono state “scritte” con la loro azione da personaggi come la signora Luciana, ma che non sono mai fissate sulla carta. In vista del 50° anniversario da qui a dicembre prossimo ne racconteremo diverse, soprattutto in occasione delle varie tappe della mostra fotografica che vi ricordo è stata inaugurata dal Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione, On. Gabriele Toccafondi e vista anche da Papa Francesco quando ha visitato la Basilica della Santissima Annunziata”. L’Associazione Firenze Promuove dal 1994 organizza le cerimonie annuali in ricordo dell’alluvione e delle 35 vittime, oltre ad avere il più grande archivio video e fotografico sull’argomento. La mostra è composta da oltre 50 pannelli, curati dal giornalista Franco Mariani, storico dell’alluvione, assieme al giornalista Mattia Lattanzi, con tanto materiale inedito, grazie anche alla collaborazione dell’Archivio Storico del Comune, con tante nuove informazioni e storie mai raccontate sul tragico evento che ha colpito la città, e buona parte del nostro quartiere, la mattina del 4 novembre 1966 e che sapientemente e pazientemente Mariani sta raccogliendo da ben 20 anni. La mostra presenta foto a colori e in bianco e nero dell’alluvione e del dopo alluvione, fino ad arrivare alla storica visita di Papa Paolo VI la notte di Natale del 1966, 50 giorni dopo l’inondazione. Tra i documenti inediti: i principali giornali nazionali dell’epoca, oltre alle pagine del quotidiano La Nazione, foto provenienti dagli archivi della Scuola Sottufficiali dei Carabinieri di Piazza Stazione, della Scuola di Guerra Aerea delle Cascine, della Comunità ebraica, oltre a foto di privati cittadini. Pannelli interessanti anche quelli dedicato ai frati del laboratorio di restauro del libro a di Grottaferrata, che recuperarono oltre un migliaio di libri della biblioteca nazionale</p>
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