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	<title>Perugia Online &#187; andrea smacchi</title>
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		<title>Giornalisti licenziati, per Smacchi &#8220;urgente rivedere legge sull&#8217;editoria&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 15:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>“La notizia dei licenziamenti di due giornalisti e dell&#8217;allontanamento di un terzo da due emittenti radiotelevisive regionali conferma l&#8217;urgenza e la necessità di inserire nella legge regionale sull&#8217;Editoria, alla quale si sta lavorando, paletti e vincoli che possano essere di tutela al lavoro dei giornalisti”. Così il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) sul caso sollevato dall&#8217;Associazione stampa umbra relativamente “al licenziamento di due giornalisti ai quali non sono state versate le spettanze dovute e all&#8217;allontanamento di un terzo”.</p>
<p>Smacchi esprime “piena solidarietà nei confronti di questi lavoratori dell&#8217;informazione che hanno subìto comportamenti molto gravi. In un caso, oltre al licenziamento, come riferisce l&#8217;Asu (Associazione stampa umbra), non c&#8217;è stato il versamento neanche del trattamento di fine rapporto (Tfr) da parte di una emittente che beneficia degli ammortizzatori sociali attraverso l&#8217;applicazione del contratto di solidarietà. Il tutto, senza convocare un tavolo sindacale”. È opportuno ricordare dunque che, Giunta regionale e Assemblea legislativa sono impegnate, proprio in queste settimane, nella redazione di una legge sull&#8217;Editoria, in grado di rilanciare il settore dell&#8217;informazione regionale, permettendo ad esso un importante salto di qualità. È anche in questo quadro che vanno tutelati i giornalisti, in un panorama regionale dell&#8217;informazione che si è rivelato troppo debole e poco strutturato sul fronte degli editori”.</p>
<p>Smacchi definisce l&#8217;iniziativa legislativa regionale “uno strumento d&#8217;aiuto per i giornalisti perché prevede, tra i requisiti degli interventi previsti, la regolarità del pagamento degli stipendi al personale e dei relativi oneri, con il versamento dei contributi agli specifici istituti di previdenza. Inoltre – conclude &#8211; dovrebbe essere presa in considerazione l&#8217;idea che possa essere escluso dagli strumenti regionali anche chi si rende responsabile di comportamenti antisindacali, che ledono la dignità di professionisti e collaboratori”.</p>
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		<title>Ex Merloni, maxi conguagli Irpef per i lavoratori in mobilità</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 13:59:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I conguagli Irpef arrivati in questi giorni ai lavoratori ex-Merloni in mobilità dallo scorso mese di ottobre, hanno messo in seria ed ulteriore difficoltà tante famiglie del territorio della fascia appenninica, che oltre a subire il dramma della perdita del posto di lavoro si vedono recapitare, in questi giorni, le spettanze degli ammortizzatori sociali decurtati ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Gualdo Tadino. </span>I conguagli Irpef arrivati in questi giorni ai lavoratori ex-Merloni in mobilità dallo scorso mese di ottobre, hanno messo in seria ed ulteriore difficoltà tante famiglie del territorio della fascia appenninica, che oltre a subire il dramma della perdita del posto di lavoro si vedono recapitare, in questi giorni, le spettanze degli ammortizzatori sociali decurtati del sopra citato conguaglio. Una situazione che impedisce nei fatti la sussistenza di molti nuclei familiari gualdesi.<br />
La problematica si inserisce in un quadro che da ormai troppi anni vede la vertenza Merloni senza uno spiraglio concreto di soluzione. Sulla delicata vicenda è intervenuto nuovamente il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti per cercare di trovare un rimedio efficace. “In queste ore – ha sottolineato Massimiliano Presciutti – ho personalmente contattato il Direttore Provinciale Inps per cercare di sollecitare una possibile soluzione che possa consentire un adeguato emolumento economico per i lavoratori coinvolti. Non possiamo aggravare ulteriormente una situazione di disagio economico e sociale che dura ormai da troppo tempo. La vertenza Merloni va affrontata e risolta in tavoli nazionali, come è stato fatto per analoghe situazioni, su tutte quelle delle acciaierie di Terni e di Piombino. Ritengo necessario, pertanto, che anche su questa vicenda si possa aprire fin da subito una mobilitazione ed un impegno istituzionale forte e concreto come avvenuto per i casi sopra citati, in grado di dare le adeguate risposte alle tante famiglie gualdesi che ne hanno bisogno”.</p>
<p><strong>La denuncia di Smacchi &#8211;</strong> &#8220;E&#8217; un 2015 amaro quello che si prospetta per i lavoratori Ex Merloni. Gli auguri di buon anno sono arrivati, con le sembianze di maxi conguagli Irpef”. Anche il consigliere regionale Andrea Smacchi denuncia la situazione del colosso dell&#8217;elettrodomestico.  “Come possono andare avanti questi lavoratori, con 10 euro a disposizione per 30 giorni? Saranno chiamati all&#8217;ennesimo sacrificio e questo non è più giusto né sostenibile. Per questo – continua Smacchi – confermo la mia vicinanza alla loro situazione, con l&#8217;impegno di mettere in campo quanto necessario per cercare al più presto di trovare uno sbocco positivo alla vertenza. Per i lavoratori si tratta infatti dell&#8217;ennesima prova, dopo il non essere stati riassunti dalla nuova azienda, la Jp Industries di Giovanni Porcarelli, e dopo la mobilità scattata ad ottobre”.</p>
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		<title>Riforma legge elettorale, la proposta del Pd umbro</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2014 09:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Abolizione del listino, collegio unico, turno unico, doppia preferenza di genere, impianto proporzionale con premio di maggioranza e senza sbarramento. Sono questi gli elementi più importanti della proposta del Partito Democratico per la riforma della Legge elettorale regionale. Ne hanno parlato questa mattina il segretario del Pd Umbria Giacomo Leonelli, il presidente del gruppo Pd ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Abolizione del listino, collegio unico, turno unico, doppia preferenza di genere, impianto proporzionale con premio di maggioranza e senza sbarramento. Sono questi gli elementi più importanti della proposta del Partito Democratico per la riforma della Legge elettorale regionale. Ne hanno parlato questa mattina il segretario del Pd Umbria Giacomo Leonelli, il presidente del gruppo Pd in consiglio regionale Renato Locchi e il presidente della Commissione riforme in Consiglio regionale Andrea Smacchi, in occasione di una “conferenza stampa convocata – spiega Leonelli &#8211; per portare un elemento di chiarezza intorno alla discussione”. Anche alla luce di alcune “dichiarazioni sopra le righe – come le definisce Locchi &#8211; di quanti hanno parlato di legge truffa, di presunto lutto perugino non ancora elaborato, di un Pd che ha paura”.</p>
<p>Certo, quello della legge elettorale regionale è un “tema che non turba i sogni degli umbri – secondo il segretario democratico. C’è ben altro di cui discutere – sottolinea – e lo dico pensando in primo luogo alle crisi industriali che attraversano la nostra regione, Ast e ex Antonio Merloni su tutte, e sui cui rimane alta la nostra attenzione e forte il nostro impegno”.</p>
<p>“A sostenere la nostra proposta per la legge elettorale regionale, su cui ovviamente cercheremo discussione, mediazione e la più ampia convergenza possibile, c’è il modello di regione che andremo a costruire” chiarisce Leonelli. </p>
<p>Sono tre, per il segretario, le questioni sul tavolo “che danno l’idea di un partito che si mette in gioco”. La prima riguarda l’abolizione del listino, “una rivoluzione copernicana che rompe un elemento di conservazione. Con questa proposta si elimina quello che veniva spesso considerato un salvacondotto per i segretari di partito e si restituisce centralità ai cittadini, che hanno diritto a scegliersi i propri rappresentanti. Che lo faccia una segreteria di partito – inoltre &#8211; come elemento di una battaglia ingaggiata e portata avanti con convinzione, è un fatto ancora più importante”. C’è poi la doppia preferenza di genere, “nella consapevolezza che la qualità delle istituzioni migliora con la presenza delle donne”. Per questo “abbiamo l’ambizione – sottolinea uancora il segretario &#8211; di avere un consiglio il più paritario possibile”. Infine il collegio unico, “su cui abbiamo tenuto un approccio laico”. “Abbiamo registrato – le parole di Leonelli – la legittima presa di posizione di una parte rilevante di una delle federazioni provinciali, ma all’interno del consiglio c’è una convergenza maggioritaria sul collegio unico. Per il Pd questo significa scommettere su un nuovo regionalismo, archiviando battaglie di campanile e rendite di posizione territoriali e sostenendo l’idea di una regione che ragiona da regione &#8211; spiega Leonelli con un gioco di parole &#8211; e non per campanili che rischiano di raccogliere le briciole. L’Umbria ha bisogno di uno scatto in avanti, di scelte coraggiose, di una classe dirigente all’altezza, di un Pd che sia un Pd regionale, non un insieme di piccoli Pd dei territori”.</p>
<p>E’ evidente che gli elementi illustrati in conferenza sono parte integrante di una proposta che è del Pd “e su cui – dice Locchi – ci è stato chiesto di approfondire alcuni dettagli”. Sarà compito della commissione e del consiglio regionale cercare nuove convergenze, nella convinzione che “le leggi elettorali devono essere patrimonio di tutti”.</p>
<p>Sui tempi: “Non c’è un caso umbro di presunto ritardo” secondo Locchi. “Da mercoledì inizierà la discussione in commissione – aggiunge Smacchi – poi ci sarà una fase di partecipazione, in cui saranno organizzate audizioni con quanti saranno interessati. Quindi l’approvazione nel primo consiglio utile” indicativamente nel mese di novembre, “così da poter prevedere quattro mesi di tempo per eventuali adempimenti”.</p>
<p>Quella che presentiamo è “una legge seria – sottolinea Locchi – a chiaro impianto proporzionale, il sistema più democratico, senza sbarramento ma che tiene conto del principi della governabilità, una legge che ha il compito di rimotivare i cittadini umbri rispetto al voto e che non contiene fregature”. Elemento importante per “una delle tre regioni in cui storicamente si è espressa la massima partecipazione al voto” ma che ha perso questo primato. Primo punto di innovazione la cancellazione del listino: “Il mondo che attraverso – dice Locchi – è un mondo che vuole esprimersi con le preferenze”. Tanto che il Pd le propone doppie: “Allibisco – commenta il capogruppo – rispetto al darsi di gomito su questo tema di forze che siedono in consiglio regionale. Oggi la presenza femminile in parlamento è in linea con i numeri dell’Europa”  e con la tornata amministrativa della scorsa primavera “in Umbria si è passati dal 22 al 33% di elette nelle istituzioni in cui si è votato”. Il capogruppo Locchi ha, poi, voluto spendere qualche parola sul turno unico: “Oggi tutte le regioni hanno presidenti eletti con il turno unico e tra quelle che stanno modificando i loro sistemi elettorali solo la Toscana ha scelto il doppio turno”. Per Locchi il doppio turno era valido nella realtà in cui è nato, quando “al voto ci andava il 90% degli aventi diritto e si cercava di favorire una logica di bipolarismo”. Oggi il mondo è cambiato. Alcuni esempi: il sindaco di Perugia, che stravince al ballottaggio col 58% dei voti, ottiene in realtà 4mila voti in meno rispetto a quelli presi da Boccali il 25 maggio, in totale circa un quarto dei voti. La coalizione che sostiene Romizi siede in consiglio col 30% dei voti e il 60% dei seggi, così che chi ha dato la propria preferenza a una delle liste di centrodestra “ha un voto che vale doppio” sottolinea Locchi. A Terni Di Girolamo è stato confermato sindaco con 20mila voti. “Nella pratica il doppio turno è diventato una realtà appannaggio di una minoranza assoluta”. Per altro “le regioni non sono organi amministrativi ma di rappresentanza” e “con elezione diretta del presidente – aggiunge Leonelli. “Non sono aprioristicamente contrario al doppio turno – ancora il segretario – ma con l’elezione diretta si rischia una distorsione della volontà dell’elettore”. Con la proposta di legge a firma Pd, dunque, chi supera il 40% dei voti ottiene 12 seggi, con il 60% dei voti si ottengono 13 seggi, se nessuno arriva al 40% alla coalizione vincente andranno 11 seggi.</p>
<p>A Smacchi il compito di illustrare, nel dettaglio, l’impianto della proposta del Partito Democratico. “La riforma delle legge elettorale – premette – rappresenta il completamento di 4 anni di riforme storiche”, dalla riduzione del numero di consiglieri e assessori a quello dei membri dell’ufficio di presidenza, fino all’abolizione dei vitalizi. “Una stagione dinamica riforme unica – per Smacchi – nei 40 anni di vita della Regione”. Tra gli elementi di novità, oltre a quelli citati, anche l’abbassamento della soglia minima di firme da raccogliere per presentare una lista: saranno 3mila per tutta la regione. Quindi la non introduzione di una soglia di sbarramento – è previsto il metodo del quoziente naturale per la ripartizione dei seggi –, considerato “un segnale nei confronti dei piccoli partiti”, e l’eliminazione del voto disgiunto, “punto che dà limpidezza al voto e una conseguenza di coerenza tra preferenza, programma, coalizione e candidatura a presidenza”. C’è, poi, compatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere e nelle liste non potrà esserci un genere rappresentato con meno del 40% dei candidati. Ancora: “I candidati alla presidenza sconfitti entreranno in consiglio a patto che la lista che li ha sostenuti abbia ottenuto almeno un seggio”. Sul premio di maggioranza: “La soglia del 40% è una soglia indicativa e significativa. Dobbiamo garantire una governabilità funzionale e certa alla nostra regione”. Riguardo alle spese elettorali, infine, è ad oggi prevista una soglia massima di circa 30mila euro, “che potremmo pensare di abbassare – parola di Leonelli – almeno come norma interna al Partito Democratico. E comunque “oggi – aggiunge Locchi – le campagne elettorali sono diventate molto meno costose”.</p>
<p>Archiviata la pratica della legge elettorale, per il Pd è tempo di imbastire il percorso verso le regionali. La direzione di marcia la ribadisce Leonelli: il 18 ottobre è convocata la direzione regionale, quindi si aprirà una fase di partecipazione nei circoli per istruire l’assemblea regionale in programma per l’8 novembre. Poi il programma, a gennaio la coalizione, in ultimo la lista, “l’ultimo tassello”.</p>
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		<title>Grifo Latte, presidio dei lavoratori a palazzo Cesaroni</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 13:17:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Presidio dei lavoratori della Grifo Latte e dei sindacati davanti a palazzo Cesaroni. In piazza Italia per manifestare contro l&#8217;inizio della procedura di mobilità (dall&#8217;11 agosto) per 18 persone che lavorano nel magazzino dei Grifo Latte. Infatti, l&#8217;azienda ha deciso di dismettere l&#8217;attività di magazzino presso lo stabilimento di Perugia Ponte San Giovanni o farla ...</p>
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<span id="areaSingle">Perugia. </span>Presidio dei lavoratori della Grifo Latte e dei sindacati davanti a palazzo Cesaroni. In piazza Italia per manifestare contro l&#8217;inizio della procedura di mobilità (dall&#8217;11 agosto) per 18 persone che lavorano nel magazzino dei Grifo Latte. Infatti, l&#8217;azienda ha deciso di dismettere l&#8217;attività di magazzino presso lo stabilimento di Perugia Ponte San Giovanni o farla in appalto ad un&#8217;altra cooperativa esterna e per questo procede al licenziameno di 18 operai. &#8220;Chiediamo chiarezza &#8211; dicono i lavoratori radunati &#8211; su questa l procedura che, ne siamo sicuri, sarà solo l&#8217;inizio di una serie di proposte preoccupanti.La Grifo Latte usufruisce di ingenti finanziamenti pubblici oltre che provenienti da istituti bancari, quindi non è un&#8217;azienda privata e delle sue decisioni deve rendere conto anche alla Regione&#8221;. </p>
<p><strong>La richiesta del consigliere Smacchi (Pd) &#8211;</strong> Il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) ha chiesto all’assessore Vincenzo Riommi cosa intende fare la Giunta regionale per avere chiarimenti dalla Grifo latte circa la possibile esternalizzazione del magazzino di Ponte San Giovanni della società e sul futuro dei lavoratori, che sono in sciopero per tutelare il proprio posto di lavoro. “Dopo la chiusura dello stabilimento di Osteria del gatto, quindi di Amatrice, dopo il mancato rinnovo dei contratti a tempo indeterminato e adesso anche una lettera che ‘freddamente’ anticipa l’esternalizzazione del magazzino di Ponte san Giovanni, azzerando le aspettative e le speranze dei dipendenti, forse possiamo dedurre – continua il consigliere Smacchi – che sta finendo un ciclo e se ne apre uno più difficile, dove viene meno il ruolo anche sociale di questa azienda e con un clima di tensione tale che a qualche dipendente è stato fatto un ‘ripassino’ per evitare l’adesione allo sciopero dei 18 lavoratori, fra cui 3 categorie protette, che si vedranno arrivare lettere di mobilità e una possibile riassunzione senza garanzie contrattuali e di stipendio. Ricordo che la Regione è intervenuta in favore dell’azienda per tamponare la crisi con un contributo di 500mila euro, per cui si chiede a questo ente, che detiene il 21 per cento del capitale della Grifo latte, di contrastare la precarizzazione e i possibili travasi di una riorganizzazione aziendale, posto che quello di Ponte San Giovanni non è un magazzino come tanti altri e che in futuro i problemi potrebbero riguardare anche gli altri dipendenti&#8221;.</p>
<p><strong>La risposta di Riommi &#8211;</strong> L&#8217;assessore Riommi ha detto che “al di là dell&#8217;episodio in questione c&#8217;è un insieme di atti e di comportamenti da chiarire per un&#8217;azienda di trasformazione che detiene il 90 per cento del mercato umbro e, come osservato correttamente nell&#8217;interrogazione, si pone anche un problema di prospettiva futura. Fin dal momento in cui è esplosa la vicenda c&#8217;è stato un primo incontro con l&#8217;azienda e i sindacati, da cui non si è usciti con un sufficiente livello di approfondimento su livelli strategici e prospettive generali, a prescindere dalla questione dell&#8217;esternalizzazione del magazzino<br />
che, si ribadisce, non è mera attività strumentale ma parte del core business aziendale. Siamo già attivati per la convocazione di un tavolo istituzionale alla presenza di tutta l&#8217;agricoltura, per capire se si può intervenire su questa scelta. Ci sono profili lavorativi da vagliare e l&#8217;interezza del personale da salvaguardare. Se si tratta di scelta<br />
strategica, non vale solo per Ponte San Giovanni, c&#8217;è rischio di altre situazioni simili. Non potendo entrare sul versante contrattualistico, proviamo a lavorare per il futuro sulla quantità e sulla qualità della presenza. Abbiamo fatto scelte strategiche investendo sulla filiera del latte per farne un progetto solido, quindi la responsabilità sociale per il futuro<br />
va discussa e organizzata. Non si tratta di una semplice crisi aziendale. Stiamo definendo la data dell&#8217;incontro”.<br />
Nella replica conclusiva, Smacchi ha ringraziato per la disponibilità e la sensibilità dimostrata dall&#8217;Esecutivo ed ha aggiunto: “questa prova di forza della Grifo latte evidenzia un atteggiamento presuntuoso e arrogante di cui non c&#8217;è davvero bisogno. Ci preoccupa l&#8217;inizio di questa  nuova fase in<br />
cui si parla solo di costi e di riduzione delle spese, scaricando tutto sul personale senza dare loro la possibilità nemmeno di dialogare. Inoltre – ha concluso il consigliere – rinnovo la richiesta di impegno alla Seconda commissione per<br />
discutere e capire quali sono le prospettive future dopo i contributi concessi all&#8217;azienda&#8221;.</p>
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		<title>Polemica Don Matteo, dibattito Smacchi-Cecchini sul tipo di scelta promozionale</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 13:56:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> “Quale l&#8217;ammontare delle risorse impegnate  per la serie televisiva &#8216;Don Matteo&#8217;”, la cui location è stata spostata da Gubbio a Spoleto, e quali “i particolari dell&#8217;azione di promozione delle risorse artistiche, culturali ed ambientali che questa scelta sarà in grado di produrre”. È quanto ha chiesto Andrea Smacchi (Pd), durante la seduta di question time del Consiglio regionale, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Quale l&#8217;ammontare delle risorse impegnate  per la serie televisiva &#8216;Don Matteo&#8217;”, la cui location è stata spostata da<br />
Gubbio a Spoleto, e quali “i particolari dell&#8217;azione di promozione delle risorse artistiche, culturali ed ambientali che questa scelta sarà in grado di produrre”. È quanto ha chiesto Andrea Smacchi (Pd), durante la seduta di question time del Consiglio regionale, all&#8217;assessore regionale alle Politiche agricole ed agroalimentari, Fernanda Cecchini che, dopo aver ringraziato la città di Gubbio che ha ospitato per diversi anni &#8216;Don Matteo&#8217; esaltando sempre la bellezza del territorio umbro, ha quantificato l&#8217;azione<br />
promozionale integrata dell&#8217;Umbria in 679mila euro, di cui 160mila dall&#8217;assessorato al Turismo e 520mila dall&#8217;Agricoltura (sviluppo rurale). “Nel contratto con la Rai (158.600 euro) sono previste – ha detto l&#8217;assessore – 13 &#8216;pillole&#8217; (video promozionali di due minuti) messe in onda a ridosso di ogni puntata e dedicate alla valorizzazione del territorio regionale. Riguardano la città di Spoleto, Orvieto, Città di Castello, Assisi, Todi, Terni, Lago Trasimeno, Marmore, Gubbio, Perugia, Narni, Foligno, Norcia.<a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/01/CS_Don_Matteo_4.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="size-medium wp-image-1188 alignleft" alt="CS_Don_Matteo_4" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/01/CS_Don_Matteo_4-239x160.jpg" width="239" height="160" /></a> I video promozionali, che saranno ritrasmessi anche nelle repliche Rai in Italia, faranno anche parte della distribuzione all&#8217;estero della fiction che riguarderà: Spagna, Portogallo, Finlandia, Polonia, Bulgaria, Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Est Europa, Corea, America Latina, Usa, Australia. Il contratto con la casa di produzione &#8216;Lux Vide&#8217; (520.400 euro) prevede la realizzazione di 46 scene della nona serie ambientate nel territorio umbro, oltre alla menzione di specialità proprie del nostro patrimonio enogastronomico. Riguardano, nel dettaglio, il prosciutto di Norcia, il Sagrantino di Montefalco, l&#8217;Orvieto classico, le lenticchie di Castelluccio, l&#8217;olio extravergine Dop Umbria, lo spezzatino di chianina, la fagiolina del Trasimeno, il pecorino di Norcia, gli strangozzi al sugo di chianina, la torta al testo con il prosciutto, la torta al formaggio di Pasqua, il pane di Strettura, il Rosso di Torgiano ed il Tartufo”.<br />
Nella replica, Smacchi ha evidenziato la poca gratitudine riservata alla città di Gubbio da parte della Lux Vide, raccomandando alla Regione di “non dare adito a guerre di campanili nell&#8217;ambito regionale. La Regione – ha concluso – deve prestare sempre la massima attenzione ad una fascia territoriale che ha bisogno di aiuti particolari, per situazioni oggettive, rispetto ad altri territori”</p>
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