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	<title>Perugia Online &#187; anna maria cenciarini</title>
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		<title>Omicidio Città di Castello: &#8220;Insulti, minacce e botte alla madre già prima del tragico epilogo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2016 15:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[anna maria cenciarini]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di Capanne]]></category>
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		<category><![CDATA[omicidio citt? di castello]]></category>
		<category><![CDATA[procura della repubblica di perugia]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Insulti, minacce di morte e botte con il bastone della scopa: questi episodi avrebbero caratterizzato il rapporto tra Federico Bigotti e la madre Anna Maria Cenciarini. È quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare richiesta dai magistrati Antonella Duchini e Carmen D’Onofrio ed emessa dal gip Carla Maria Giangamboni, a seguito delle testimonianze del padre e del fratello di Federico.</p>
<p><strong>Le modalità dell&#8217;omicidio &#8211;</strong> La procura, oltre a ufficializzare l’accusa di maltrattamenti, ha provato a ricostruire le modalità dell’omicidio: &#8220;Almeno nove coltellate utilizzando un coltello da cucina&#8221;, colpi inferti &#8220;all’emitorace sinistro, al mento e nella parte sinistra del collo, con crudeltà verso la vittima, continuando a colpirla con numerose coltellate mentre la medesima, priva di difese e non in grado di opporre resistenza alle ferite mortali, versava già in stato agonico&#8221;.</p>
<p><strong>Il movente &#8211;</strong> Movente sarebbe &#8220;l’ennesima lite familiare&#8221;, tragicamente degenerata in omicidio. Anna Maria cercava infatti di spronare Federico, che da sempre aveva avuto numerosi problemi, a trovare una strada nella sua vita: per questo insieme al padre lo accompagnava a portare curriculum nei negozi e ristoranti della zona, ma tale aiuto non era affatto gradito dal figlio, stando alla ricostruzione dei pm.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La strategia dei difensori &#8211;</strong> Proprio sui problemi del ragazzo si concentra la difesa da parte degli avvocati Francesco Areni e Vincenzo Bochicchio:&#8221;Federico aveva bisogno di aiuto già da prima e nessuno lo ha capito. Erano due anni che non usciva di casa, e di fatto viveva dentro la camera. Non aveva mai preso la patente, non studiava e non lavorava, negli ultimi mesi è stato protagonista di un drammatico dimagrimento perdendo circa 30 chili&#8221;. Allo stato attuale &#8220;Federico non solo è sotto shock, ma è letteralmente terrorizzato. È in isolamento guardato a vista: lo faremo visitare da un consulente psichiatrico di nostra fiducia perché ne ha assoluto bisogno. Al consulente chiederemo di valutare il suo stato psichico, prima durante e dopo i fatti». I legali annunciano inoltre ricorso al Tribunale della libertà per il riesame delle risultanze indiziarie in merito alla contestazione di maltrattamenti.</p>
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