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	<title>Perugia Online &#187; Antonella duchini</title>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, 21 arresti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 12:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ad appena un mese di distanza dall&#8217;operazione &#8220;Quarto Passo&#8221;, con 60 ordinanze di custodia cautelare, si torna a parlare di cosche e di &#8216;Ndrangheta in Umbria. La scorsa notte i carabinieri del Ros, insieme ai comandi territorialmente competenti, hanno eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Direzione distrettuale antimafia guidata dal Pm Antonella Duchini. Due diversi filoni di inchiesta, stessi protagonisti, tutti affiliati alla cosca calabrese dei Farao-Marincola.</p>
<p><strong>I dettagli</strong> &#8211; I dettagli delle due operazioni &#8220;Trolley-Sotto Traccia&#8221; sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa in cui erano presenti il colonnello Cosimo Fiore, il generale Roberto Boccaccio e il generale Parente nonchè il pm Antonella Duchini. Oltre 150 i carabinieri impegnati nelle due operazioni, gli interventi hanno interessato anche le province di Catanzaro, Crotone, Terni, Prato, Roma oltre che Perugia. Quindici sono finiti in manette per traffico di droga, sei per l&#8217;omicidio, avvenuto nel 2005 a Ponte Felcino, di Roberto Provenzano. Molti dei nomi dei protagonisti, la provenienza, le modalità con cui agivano, si ricollegano alla presenza della cosca in Umbria e sono legati, a vario titolo, anche all&#8217;operazione Quarto Passo dello scorso dicembre.</p>
<p><strong>Il prezzario delle intimidazioni</strong> &#8211; Omicidio, spaccio di droga ma anche azioni intimidatorie. Il sodalizio criminale aveva istituito un vero e proprio prezzario per questo genere di azioni: con 500 euro incendiavano attività commerciali, 3 mila euro era invece il prezzo per &#8220;spezzare le gambe a qualcuno&#8221;. Con sei mila euro invece si usava la pistola per intimidire o ferire chi sgarrava.</p>
<p><strong>L&#8217;omicidio Provenzano</strong> &#8211; La notte tra il 28 e il 29 maggio 2005 in via Monte Fumaiolo, a Ponte Felcino, Roberto Provenzano viene raggiunto da un colpo di pistola alla testa. Nei giorni precedenti aveva espresso timore perché sapeva che qualcuno gliel&#8217;avrebbe fatta pagare per dei debiti di droga contratti. Unico imputato per il suo omicidio è stato Gregorio Procopio, ora in attesa della pronuncia della Cassazione dopo l&#8217;assoluzione in appello. Grazie a queste nuove indagini, come ha ricordato questa mattina il Pm Duchini, hanno permesso di rivisitare alcune intercettazioni relative all&#8217;omicidio. E&#8217; stato quindi possibile individuare i mandanti, Salvatore Papaianni, Vincenzo Bartolo e Giuseppe Affatato, e gli altri esecutori oltre a a Gregorio Procopio, Antonio Procopio, Francesco Elia e Platon Guasi. &#8220;Lo dobbiamo tummare,lo ha detto Salvatore Papaianni&#8221;, si ascolta nelle intercettazioni. L&#8217;ordine di uccidere, dunque, era partito direttamente dalla Calabria.</p>
<p><iframe width="618" height="348" src="http://www.youtube.com/embed/VV72lfSY4tk?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>La droga</strong> &#8211; La cosca riforniva l&#8217;intera regione con partite di droga che arrivavano direttamente a piazza Partigiani con autobus di linea provenienti dalla Calabria. Arrivava nascosta dentro ai trolley, ogni 15 giorni, 7-10 chili per volta di cocaina. Sempre dalle intercettazioni è emerso come gli affiliati alla cosca andavano a ritirare la droga mettendosi daccordo al telefono e riferendosi a &#8220;dobbiamo andare dal dottore&#8221; o &#8220;sono pronte le patate rosse&#8221;. Dopo aver ritirato la droga una fidata rete di spacciatori la distribuiva in entrambe le province di Perugia e Terni.</p>
<p><strong>Umbria covo di &#8216;Ndrangheta</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;Umbria non è più quell&#8217;isola felice di cui si poteva parlare fino a 10 anni fa&#8221;, ha detto il Pm Antonella Duchini e le operazioni di questi mesi lo confermano. I clan della &#8216;Ndrangheta penetrano nella nostra regione con il traffico di droga e con attività economiche illecite. &#8220;Le modalità sono le stesse dei clan di riferimento &#8211; ha spiegato il generale Parente &#8211; c&#8217;è una stretta dipendenza con le cosche d&#8217;origine e si utilizzano gli stessi modi intimidatori&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma &#8211; ha escluso la Duchini &#8211; non c&#8217;è alcun tipo di correlazione con personaggi politici e istituzionali&#8221;.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, 61 arresti e sequestri per 30 milioni</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 11:01:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La ‘Ndrangheta ha mani in pasta anche in Umbria: i Carabinieri del Ros, nel corso di una brillante operazione,  hanno arrestato 61 persone e sequestrato beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con cosche calabresi. L&#8217;inchiesta ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La ‘Ndrangheta ha mani in pasta anche in Umbria: i Carabinieri del Ros, nel corso di una brillante operazione,  hanno arrestato 61 persone e sequestrato beni per oltre 30 milioni di euro. Nel mirino degli investigatori un sodalizio radicato nella regione, con “diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale” e “saldi collegamenti” con cosche calabresi.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta &#8211;</strong> Diversi i reati contestati negli arresti, richieste dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia: <strong>associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione</strong>. L’inchiesta, secondo quanto riferito dagli investigatori, “ha documentato le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi e intimidazioni con finalità estorsive”.</p>
<p><strong>Il sequestro &#8211;</strong> Il sequestro riguarda beni mobili e immobili riconducibili alle attivita&#8217; degli indagati e ritenuti provento dei reati. I particolari dell&#8217;operazione, denominata &#8220;Quarto passo&#8221;, saranno illustrati in una conferenza stampa, alla quale parteciperà il procuratore nazionale antimafia, in programma alle 11 a Perugia, nella sede del Comando Legione Carabinieri.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione quarto passo &#8211; </strong><strong>&#8216;Ndrangheta in Umbria collegata a cosca Farao Marincola</strong> &#8211; L&#8217;operazione &#8216;Quarto Passo&#8217; eseguita stamane dai carabinieri del Ros scaturisce da un&#8217;articolata manovra investigativa nei confronti di un&#8217;organizzazione &#8216;ndranghetista collegata alla cosca Farao Marincola di Ciro&#8217;capeggiata dal pregiudicato Natalino Paletta, attiva nel capoluogo umbro dal 2008. Le 61 ordinanze di arresto sono stati eseguiti nelle province di Perugia, Roma, Crotone, Cosenza, Arezzo, Siena, Ancona, Macerata, Viterbo, Caserta, Bologna e Varese, nonchè in Germania.</p>
<p><strong>Autentica holding criminale &#8211;</strong> Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti intervenendo durante la conferenza stampa sull&#8217;operazione &#8216;Quarto passo&#8217; che ha portato all&#8217;esecuzione di 61 ordinanze di custodia cautelare ad opera del Ros a Perugia e in altre città, ha parlato di un&#8217;operazione di &#8220;autentica holding criminale&#8221;. &#8220;Non chiamiamola omertà ma paura&#8221; spiega il Procuratore della Repubblica Antonella Duchini in conferenza stampa, riferendosi al silenzio per anni portato avanti da imprenditori estorti, minacciati anche con la violenza in cambio del silenzio. &#8220;L&#8217;Umbria non è Roma ma c&#8217;è una presenza ultra decennale di soggetti calabresi radicati in Umbria con delle facciate pulite (imprese edili ma anche ristoratore) ma con un&#8217;ombra criminale&#8221;. &#8220;la criminalità non ha confini, è una lezione che dobbiamo imparare tutti &#8211; continua la Duchini &#8211; . possiamo comunque dire che una zona come quella di ponte San Giovanni interessa più faccende quali usura, traffico di droga mentre le altre attività sono diffuse su tutto il territorio&#8221;. 61 indagati, 54 custodie cautelari e 8 domiciliari, in gran parte calabresi ma anche egiziani e albanesi. Numeri importanti in una realtà come quella del territorio.</p>
<p><strong>Nessun paragone con Mafia Capitale &#8211;</strong> L&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta &#8216;Quarto passo&#8217; &#8220;non c&#8217;entra niente con &#8216;mafia capitale&#8217;, non si possono fare paragoni&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti parlando dell&#8217;indagine che ha portato all&#8217;emissione di 61 ordinanze cautelari a Perugia e in altre province. &#8220;Qui &#8211; ha spiegato &#8211; non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c&#8217;era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo perche&#8217; &#8211; ha aggiunto il procuratore &#8211; questo gruppo criminale puntava anche a settori dell&#8217;economia e dell&#8217;imprenditorialità molto avanzati come la green economy, del fotovoltaico che questo presuppone rapporti con le pubbliche amministrazioni&#8221;.</p>
<p><strong>Interessi anche nel fotovoltaico &#8211;</strong> Sequestrati beni per 30 milioni di euro I &#8220;considerevoli proventi illeciti&#8221; dell&#8217;organizzazione criminale affiliata a una cosca calabrese, operante a Perugia da 6 anni &#8220;sono stati reimpiegati per acquistare beni immobili ed attivita&#8217; commerciali nel settore dell&#8217;intrattenimento e del fotovoltaico, anche intestati a prestanome&#8221;, per &#8220;dissimulare la reale riconducibilita&#8217; dei beni alla cosca&#8221;, spiegano i Ros. Il tribunale ha posto sotto sequestro beni immobili, mobili, conti correnti e societa&#8217; nelle disponibilita&#8217; degli indagati, per oltre 30 milioni di euro.</p>
<p><strong>Lo stato deve combattere la mafia &#8211;</strong> Roberti, corruzione e criminalità economica stessa realtà. &#8220;Lo Stato deve dare il segnale di volere veramente combattere la mafia e credo che lo stia dando con gli interventi, non solo gli ultimi, ma da molti anni lo Stato sta facendo molto contro le mafie&#8221;. Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti a Perugia per la conferenza stampa sull&#8217;operazione contro la &#8216;ndrangheta &#8216;Quarto passo&#8217;. &#8220;Dovrebbe &#8211; ha aggiunto &#8211; fare altrettanto contro la corruzione e contro la criminalita&#8217; economica, che sono altre facce della stessa realta&#8217; criminale e credo che anche gli interventi annunciati negli ultimi giorni di maggior rigore nel contrasto alla corruzione vadano in questa direzione giusta&#8221;.</p>
<p><strong>Gli arresti &#8211;</strong> Sono 54 gli arresti eseguiti dai carabinieri del Ros nell&#8217;ambito del&#8217;operazione &#8220;Quarto passo&#8221;, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Perugia, guidata dal pm Antonella Duchini. I risultati sono stati illustrati stamani in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, il comandante del Ros, generale Mario Parente, quello della Legione Umbria dell&#8217;Arma, generale Roberto Boccaccio e quello provinciale, colonnello Cosimo Fiore. Nell&#8217;inchiesta &#8211; e&#8217; stato spiegato &#8211; figurano complessivamente 61 indagati. Oltre 54 in carcere, 8 soggetti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, mentre per gli altri il gip di Perugia ha disposto obblighi di varia natura. Si tratta in gran parte di calabresi ma anche, in misura minore, di albanesi ed egiziani. Sequestri sono stati operati tra Umbria, Calabria, Toscana, Lazio, Piemonte, Marche ed Emilia Romagna. Hanno riguardato 39 imprese, 106 immobili, 129 autoveicoli, 28 contratti assicurativi e 300 rapporti bancari e di credito.</p>
<pre></pre>
<pre><em>Maggiori informazioni nel corso della giornata</em></pre>
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