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	<title>Perugia Online &#187; Assessore Francesco Calabrese</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Parte il piano per combattere la povertà: 59 milioni di euro a disposizione della Regione</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 15:14:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Nei prossimi tre anni in Umbria, grazie alle azioni congiunte di Governo e Regione, potremo disporre di quasi 59 milioni di euro per la lotta alle povertà e le azioni di inclusione sociale”. Lo ha confermato oggi il vicepresidente ed assessore alle politiche sociali Fabio Paparelli, intervenuto all’incontro tra il Ministero del Lavoro, la Regione, i sindaci ed i rappresentanti delle dodici zone sociali dell’Umbria, tenutosi a palazzo Donini. “Si tratta di una risposta organica nella lotta alla povertà che darà prospettive di stabilità e di autonomia alle famiglie in difficoltà. Non un mero contributo assistenziale dunque, ma un sostegno concreto e speriamo efficace per aprire il mondo del lavoro a famiglie che non riescono ad entrarci e, per questo, abbiamo anche destinato notevoli risorse per le imprese che parteciperanno attivamente alla realizzazione di questi progetti”.</p>
<p><strong>Assistenza attiva e passiva</strong> Grazie alla combinazione tra azioni nazionali e regionali sarà possibile attivare misure “passive” e cioè di assistenza alle famiglie in difficoltà che attive, comprendenti la formazione, l’inserimento nel mondo del lavoro e la governance dell’intero sistema. Nel triennio 2016-2018 dunque l’Umbria avrà a disposizione 31 milioni di euro per la cosiddetta “Sia passiva” erogati da Inps attraverso Poste italiane (fondi Ministero), circa 8 milioni di “Sia attiva” per azioni di sistema, borse lavoro, formazione e rafforzamento personale, 12,6 milioni di euro dalla Regione per il “Sia attivo”, 6,3 milioni da Fondo nazionale e regionale gestito dalle Regioni (fondi da bilancio regionale) e un milione circa per il centro per l’impiego.</p>
<p><strong>L’erogazione </strong>Il Sistema per l’inclusione attiva, così come approvato a livello nazionale, è stato illustrato da Pietro Tagliatesta, Coordinatore Pon inclusione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ha sottolineato come “l’Umbria è quella che ha investito maggiormente, rispetto alle altre Regioni, in queste attività”. Il Sia prevede l&#8217;erogazione di un sussidio economico alle famiglie con minori in condizioni di povertà con un indicatore Isee pari o inferiore a 3.000 euro. Il contributo economico, erogato attraverso una attività di profilazione effettuata da Inps, è calcolato in base una serie di indicatori economici e patrimoniali riferiti al nucleo famigliare e viene quantificato su base di 80 euro mensili a componente del nucleo familiare e va da un minimo di 160 euro per un nucleo familiare formato da due componenti fino a raggiungere un massimo di 400 euro mensili per un nucleo familiare formato da cinque o più membri. L’erogazione del sussidio economico è subordinato all&#8217;adesione, da parte del richiedente, ad un progetto di attivazione sociale e lavorativa. Per accedere al Sia è quindi necessaria una valutazione multidimensionale dei bisogni e la costruzione di un patto con i servizi territoriali, finalizzato al miglioramento del benessere della famiglia e quindi alla graduale riconquista dell&#8217;autonomia.</p>
<p><strong>La situazione in Umbria</strong> In Umbria i nuclei familiari con figli minori ed un Isee pari o inferiore a 3.000 euro nell’anno 2015 sono stati 6.363 (dati forniti dall’Inps regionale Umbria). In base agli indicatori precedentemente descritti, alla Regione Umbria, potrebbero essere assegnate per l’anno 2016 risorse pari ad 8.373.875 euro mentre si può stimare che per l’anno 2017 le risorse aumenteranno ad 11.018.230 euro. Le  azioni regionali saranno rivolte ad una platea di destinatari finali in parte coincidenti con i nuclei familiari eligibili al Sia e nuclei diversi, ad esempio persone adulte anche senza figli minori e comunque con Isee ricompreso nel limite previsto per il Sia.</p>
<p><strong>Le misure regionali</strong> Saranno due le iniziative regionali di accompagnamento al Sia. La prima sarà indirizzata al sostegno all’occupazione di disoccupati e inoccupati per l’estensione del Sia. Il disoccupato/inoccupato da almeno 6 mesi con un Isee che evidenzia una condizione reddituale del nucleo familiare di basso livello, a seguito della fruizione dell’orientamento erogato dal Centro per l’Impiego competente, profilato e preso in carico, risulta assegnatario di una misura di tirocinio extra-curriculare (di durata di 6 mesi indennità complessiva € 3.600), scelta tra le offerte disponibili nella apposita sezione del Catalogo unico Regionale.  L’azione dovrebbe raggiungere circa 1.500 persone e sono previste inoltre azioni per l’attivazione di tirocini ed uno stanziamento per gli incentivi a favore delle imprese che assumono soggetti deboli.</p>
<p><strong>Lotta alla povertà</strong> La seconda misura invece sarà indirizzata all’inclusione sociale e lotta alla povertà. Obiettivo specifico è quello dell’incremento dell’occupabilità e della partecipazione al mercato del lavoro delle persone maggiormente vulnerabili. Le azioni saranno rivolte al rafforzamento della capacità di inclusione attraverso il lavoro delle persone adulte maggiormente vulnerabili e a rischio discriminazione.  In generale verso quelle persone che per diversi motivi sono prese in carico dai servizi sociali e per le quali si rende necessario attivare percorsi di empowerment. La modalità prevalente dell’intervento è basata sulla definizione di azioni di presa in carico multi professionale ed è finalizzata all’inclusione sociale e lavorativa di quelle persone che non sono ricomprendibili nelle altre azioni. Nel periodo di riferimento 2016 – 2020, l’intervento specifico, di cui alla presente descrizione, raggiungerà 1.172 persone in condizione di vulnerabilità. Per queste persone saranno attivati servizi di orientamento, tutoraggio e accompagnamento al lavoro. Il percorso sarà supportato dall’attribuzione di tirocinio extra-curriculare della durata massima di 12 mesi. L’importo annuo della misura è pari nel massimo ad 4.800 euro pro-capite, cifra comprensiva dell’attività di tutoraggio e accompagnamento al lavoro.</p>
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		<title>Revisione della spesa: in Comune mancano 20 milioni di euro</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2015 14:37:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Tagliare di almeno il 10% la spesa e recuperare così almeno 18 mln all’anno. è questo l’obiettivo che la nuova giunta Romizi ha in cima alla lista delle cose da fare. Tutte le spese del comune sotto la lente d’ingrandimento della “Commissione per la revisione della spesa comunale”, idea dell’assessore Francesco Calabrese, e che ha consegnato ieri, martedì 24 marzo, una relazione di 80 pagine a consiglieri, assessori e sindaco.</p>
<p><strong>Conti in rosso e bilancio difficile &#8211; </strong>Nella lunga premessa, 11 pagine, della corposa relazione vengono ripercorsi i primi mesi della nuova Giunta Romizi, vengono analizzate le difficoltà che ha incontrato la nuova amministrazione  nel momento dell’insediamento. “Ci siamo assunti la responsabilità della necessaria reazione d’emergenza nel prioritario interesse della nostra Comunità – si legge”. Un impegno concreto per far fronte alle reali difficoltà cui andrà in contro l’organismo e che spera di risolvere nel corso della legislatura. A conclusione della premessa Calabrese ci tiene a sottolineare un principio chiave che, a suo avviso, la Giunta Romizi dovrà rispettare: “Si può e deve spendere quanto si dispone”. “L’obiettivo programmatico di riduzione della spesa corrente del 10% &#8211; sottolinea &#8211; è difatti divenuto immediata necessità, alla luce delle nuove previsioni di entrata che si sono presentate nella fase di elaborazione del bilancio di previsione 2015. D’altronde – continua &#8211; , è finanche banale osservare che, nel normale mondo che conosciamo, ogni e qualsiasi bilancio, che sia familiare piuttosto che aziendale e tutti gli altri così, consente di spendere per quanto si dispone”. E con questa logica che, a dicembre 2014, proprio in vista di minori entrate, sono stati comunicati i limiti entro i quali i responsabili degli uffici possono programmare le spese riferibili alle loro attività per il 2015. Ognuno, infatti, dovrà riorganizzare la propria spesa, “calibrando al suo interno le misure, anche di emergenza, che si rendono necessarie”. E così per il 2015 significa necessariamente dover spendere 18 milioni di euro in meno, così come prevedono i tagli previsti dal governo Renzi.</p>
<p><strong>La mannaia della spending review &#8211;</strong> Nella relazione consegnata ieri, inoltre, vengono analizzate tutte le spese che il Comune di Perugia affronta e tutti i tagli ai quali dovrà far fronte per rimpinguare le casse oramai allo stremo. Capitoli che vanno dalla spesa la cultura, alla mobilità passando per la nettezza urbana e i servizi educativi con un occhio puntato anche ai costi della politica. Analizziamoli uno ad uno.</p>
<p><strong>Mobilità &#8211; </strong>Ogni anno se ne vanno 15,7 milioni di euro. Voce che va ridotta già da quest’anno. Secondo quanto si legge nella relazione è “necessaria riduzione di spesa nei limiti previsti per il 2015, in questo caso combinata con un rinnovato intervento delle risorse destinate al trasporto pubblico, come gestite dalla Regione Umbria”. E di mobilità parliamo anche quando affrontiamo il capitolo Minimetrò, la spada di Damocle che da tempo pende sulle casse del comune e che ha fatto tanto discutere in questi anni. Il costo che il Comune di Perugia deve affrontare è ogni anno è di “circa 13 milioni di euro, in parte coperti dalla bigliettazione, ma in larga parte è costo che grava sul bilancio comunale, nella sua parte di spesa corrente, per una cifra superiore ai 10 milioni di euro”. Un costo considerato insostenibile dall’amministrazione attuale ma che necessita l’impegno di “tutti i protagonisti di quei conti” “per ridurre drasticamente costi insostenibili e non giustificabile per un Comune”.</p>
<p><strong>Servizi educativi &#8211;</strong> In questo caso il Comune spende qualcosa come 9,9 milioni di euro l’anno. Secondo la relazione, alcune voci tra cui i servizi per l’infanzia, sono comprimibili. Soprattutto nel caso dei servizi per l’infanzia, dove una gestione pubblica crea degli squilibri che possono essere corretti. Privatizzando si abbatterebbero i costi o gestendo i servizi in modo pubblico/privato quantomeno si conterrebbero.</p>
<p><strong>Organi politici &#8211;</strong>È già stata operata una “serie di tagli di spese, dalle auto di servizio (eliminate), alla riduzione del personale di segreteria, alle riduzioni di sedi e servizi” – si legge. Altre riduzioni sul tema sono ancora indicate nella relazione, come “l’eliminazione dei telefoni cellulari, risparmio significativo, ma anche ritratto di una rinnovata visione di cosa sia un pubblico ruolo di rigoroso servizio reso alla propria Comunità” così facendo si riuscirebbero a ridurre le spese. Considerando anche  quelle previste per i gettoni di presenza: “risparmi più significativi – sottolinea Calabrese nella relazione &#8211;  potranno essere conseguiti limitando, come per la gran parte dei comuni italiani, il diritto al gettone di presenza e permesso retribuito per assenza dal lavoro (rimborsato dal Comune al datore di lavoro) ai soli componenti effettivi (sono 16), di ciascuna commissione”.</p>
<p><strong>Nettezza urbana &#8211;</strong> Per questo capitolo Perugia è stata confrontata con Ravenna che risulta essere molto simile al nostro Comune per caratteristiche territoriali e sociali. Scoprendo che il Piano economico finanziario della città emiliana per la gestione dei rifiuti nel 2014 ammontava a 25 milioni di euro contro i 36 milioni di Perugia. Possiamo fare meglio e avremmo potuto spendere di meno, lascia intendere nella relazione l’assessore Calabrese. “A Perugia siamo totalmente fuori misura – scrive &#8211; , persino clamorosa la differenza di costo per la raccolta differenziata, il doppio, con oltre 8 milioni pagati in più dai perugini rispetto ai ravennati”. Per arginare il problema e recuperare risorse Calabrese prevede la necessità di un taglio di almeno il 20% della spesa attuale, ovvero oltre 7 milioni.</p>
<p><strong>Attività culturali-turismo &#8211;</strong><strong> </strong>In questo caso parliamo di una spesa di circa 4,5 mln di euro. Spesa che potrebbe essere contenuta tagliando alcune voci come quelle relative ad alcuni contributi nei confronti dell’Accademia delle belle arti, Umbria Jazz, Teatro stabile dell’Umbria.</p>
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		<title>Confronto con il Pd? Calabrese: &#8220;Mi pare una buona idea&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 17:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
Il Pd chiama, Calabrese risponde. Dopo aver pubblicato, questa mattina, la <a href="http://www.perugiaonline.net/politica/caso-calabrese-il-pd-chiede-un-confronto-consiglio-comunale-16094/" title="Caso Calabrese, il Pd chiede un confronto in consiglio comunale" target="_blank">richiesta di audizione</a> da parte del Gruppo consiliare del Comune all&#8217;assessore alle infrastrutture, Calabrese accetta al confronto sulla pagina facebook di perugiaonline.it<br />
&#8220;Se sono consapevoli che non ho il dono della sintesi &#8211; scrive l&#8217;assessore, ironizzando &#8211; mi pare anche una buona idea&#8221;<br />
Il confronto, come richiesto, probabilmente avverrà in apertura della seduta consiliare di lunedì 2 marzo. </p>
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		<title>Palazzo dei Priori, le dimissioni dell&#8217;assessore Calabrese</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 16:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il caso Centralcom fa le sue prime vittime. La prima rottura in Giunta arriva con le dimissioni dell&#8217;assessore Francesco Calabrese che negli ultimi giorni aveva preso una posizione rispetto al futuro del Comune con Centralcom. L&#8217;assessore non avrebbe infatti gradito la decisione presa dal sindaco Romizi di rinviare la questione Centralcom a mercoledì e avrebbe ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Il caso Centralcom fa le sue prime vittime. La prima rottura in Giunta arriva con le dimissioni dell&#8217;assessore Francesco Calabrese che negli ultimi giorni aveva preso una posizione rispetto al futuro del Comune con Centralcom. L&#8217;assessore non avrebbe infatti gradito la decisione presa dal sindaco Romizi di rinviare la questione Centralcom a mercoledì e avrebbe presentato le sue dimissioni. A quanto dicono da Palazzo, i toni del diverbio tra Calabrese e il sindaco sarebbero stati tali da far accettare le dimissioni. Domani l&#8217;ex assessore ha indetto una conferenza stampa per spiegare le sue motivazioni.</p>
<p><strong>I primi commenti &#8211;</strong> La bufera ha raggiungo Palazzo dei Priori e arrivano i primi commenti. Claudia Bastianelli, segretaria del Psi di Perugia, commenta: &#8220;È finita la luna di miele che vedeva la Giunta Romizi come la migliore espressione del cambiamento che avrebbe risollevato Perugia dalle sue difficoltà? Le dimissioni dell&#8217;Assessore Calabrese dimostrano che nella maggioranza iniziano ad esserci degli scricchiolii e delle oggettive fratture. Attendiamo la conferenza stampa che lo stesso Calabrese ha convocato per domani (martedì) prima di aggiungere riflessioni e commenti, nel frattempo però una cosa è certa: tra fare campagna elettorale e governare c&#8217;è una enorme differenza e alle prime criticità le fragilità di questa maggioranza emergono in maniera netta e oggettiva&#8221;.<br />
Nilo Arcudi, capogruppo dei Socialisti Riformisti utilizza i Social per dire la sua sulle dimissioni di Calabrese. &#8220;La scelta del sindaco Romizi oggi in consiglio, di chiedere il rinvio della pratica, ha obbligato l&#8217;assessore ad una scelta coerente con le posizioni espresse in questi giorni. Per questo, pur avendolo fortemente contrastato, esprimo rispetto e apprezzamento per un atto non scontato. Le dimissioni di Calabree aprono un grave problema politico in questa amministrazione, visto il suo ruolo centrale in questa Giunta ed il ruolo fondamentale nella nascita della lista civica a sostegno di Romizi. Governare è molto più difficile che vincere le elezioni &#8211; continua Arcudi &#8211; e le contraddizioni emergono ed emergeranno&#8221;.</p>
<p><strong>Satira &#8211;</strong> Ma sui social la notizia delle dimissioni di Calabrese ha viaggiato alla velocità della luce. Tra appelli al ripensamento e qualche &#8220;In bocca al lupo&#8221; per il futuro, anche il gruppo Facebook &#8220;è tutta colpa di Boccali&#8221; ironizza sul fatto che la Giunta arranchi fino a Pasqua, mettendo in dubbio la capacità della nuova Amministrazione di completare il mandato.</p>
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