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	<title>Perugia Online &#187; assessore Severini</title>
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		<title>Perugia 1416, decisa la nuova data per il corteo storico e la corsa al drappo: si ricomincia sabato 19</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2016 10:42:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si terranno sabato, a partire dalle ore 15.30, il corteo storico e la corsa al drappo di , originariamente in programma il 12 giugno ma poi rinviate a causa del maltempo. La decisione è stata presa ieri sera, nel corso di una lunga riunione, dal Comune e dai rappresentanti del direttivo della manifestazione insieme ai referenti dei rioni e dei cortei evitando sovrapposizioni con eventi già in calendario. Intanto l’assessore comunale Teresa Severini ha voluto ringraziare tutti i soggetti che si sono impegnati per realizzare “Perugia 1416”. “Una cosa voglio dire con chiarezza: quando domenica pomeriggio verso le 14,30 girando per le vie del centro ho visto tante famiglie, anche con bambini piccoli, parecchi con i fazzoletti dei loro Rioni, mi sono quasi commossa. Un’emozione mista a stupore. I miei concittadini sono usciti di casa, di domenica, subito dopo pranzo, smentendo il luogo comune che vede i perugini apatici e restii a farsi coinvolgere. Una cosa del genere forse – ha detto &#8211; l’avrebbero fatta per andare allo stadio a vedere il Perugia, non per salire in centro, col tempo che minacciava pioggia e per assistere ad un evento che, probabilmente, nemmeno sapevano benissimo cosa fosse. Ma hanno sentito un richiamo, si sono muniti di ombrelli, kway e scarpe di gomma e soprattutto si sono fidati del passaparola di chi era salito sabato ed aveva assistito, in una palpabile atmosfera di festa, alla coinvolgente sfida della Mossa della Torre. Ed hanno resistito fino all’ultimo, finché non abbiamo dovuto annunciare che la sfilata e la gara finale erano rinviate. Del resto, una bomba d’acqua così potente a giugno, con addirittura piazza Matteotti allagata, chi se la ricorda? Per questo devo ringraziare tutti i miei concittadini per aver creduto sulla parola a quanto avevamo annunciato e per l’attesa e il desiderio di sapere chi vincerà il Palio”.</p>
<p>Il gran finale, quindi, è stato rinviato solo di qualche giorno. “Vorrei esprimere il dispiacere mio e dell’amministrazione per i danni e i disagi che il nubifragio ha creato. Un’emergenza che ha richiesto l&#8217;intervento degli uomini della protezione civile e della Municipale, che tempestivamente sono intervenuti nelle aree critiche. Quindi, oltre a ringraziarli per il sostegno dato fino a pochi minuti prima affinché la manifestazione potesse svolgersi in sicurezza, vanno ringraziati per lo sforzo che ha richiesto la giornata. Come anche ringrazio i ristoratori e bar del centro per l&#8217;impegno messo nel liberare da tavoli e ombrelloni le vie interessate dal passaggio del corteo storico. Un disagio, questo, che abbiamo sempre cercato di contenere, concentrando la sfilata nelle ore pomeridiane, così da poter acconsentire loro di riallestire per la cena. Sabato, come accennavo, è stata comunque un grande giornata, l&#8217;afflusso di visitatori, fra cittadini, turisti e curiosi, è stato evidente. Le immagini parlano da sole. L&#8217;entusiasmo delle persone si toccava con mano. In tanti hanno manifestato con slancio la volontà di voler partecipare il prossimo anno, di voler esserci assolutamente, chi nel partecipare alla sfilata, chi nel mettere gli stendardi alle finestre. Cittadini che sulla scia di quanto stava accadendo sotto i loro occhi, ora vogliono prendere parte all&#8217;evento, alla vita dei Rioni. Persone che si sono rammaricate di non aver preso parte quest&#8217;anno. Nell&#8217;idea di rifarlo, e stiamo scegliendo il giorno della prossima edizione, siamo certi che daranno la loro collaborazione perché hanno capito che questo evento, che ci sarà ogni anno, è accolto con grande calore. Come con grande passione è stato portato avanti il lavoro nei rioni, dalle iniziative messe in piedi prima dell&#8217;evento fino alla giornata clou del corteo storico, attraversano con orgoglio il proprio Rione, per omaggiarlo. Neppure la pioggia è riuscita a fermali. I figuranti hanno voluto sfilare nelle proprie vie e arrivare in piazza Italia. E lì, tutti pronti, riparati sotto le logge della Provincia, volevano comunque continuare a sfilare. Tutto questo è il vero risultato di Perugia 1416. Che ha dimostrato le sue grandi potenzialità, generare coesione sociale e senso di appartenenza alla propria città, all&#8217;indotto economico. Facendo un giro sabato fra gli operatori, quindi bar e ristoranti, si sono detti soddisfatti. Non riuscivano neppure a rispondere al telefono tanto erano occupati a servire i clienti. Un successo a priori, nonostante la manifestazione non si sia ancora conclusa”.</p>
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		<title>Presentato il programma di &#8220;Perugia 1416&#8243;, il sindaco Romizi: &#8220;Manifestazione dovuta alla città&#8221;. Alex Bachiorri nel ruolo di Braccio</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2016 12:34:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si è tenuta questa mattina alla sala dei Notari di palazzo dei Priori, alla presenza del sindaco Andrea Romizi e dell’assessore alla cultura Teresa Severini, la presentazione della prima edizione di Perugia 1416, l’attesissimo evento che si svolgerà nel prossimo week-end dell&#8217;11 e 12 giugno. Una rivisitazione storica incentrata sul passaggio di Perugia dal Medioevo al Rinascimento, in occasione dei seicento anni dalla signoria di fatto di Andrea Braccio Fortebracci. La manifestazione, organizzata in collaborazione con l’accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”, l’archivio di Stato, il conservatorio di musica “F. Morlacchi”, l’Università degli Studi di Perugia, l’Università per Stranieri, l’Università dei Sapori ed altre associazioni culturali promuove il risveglio della città, attraverso la riproposizione di arti e mestieri tradizionali, il recupero dei legami culturali e il dialogo tra Città e Territorio, attraverso i cinque Rioni.</p>
<p><strong>Tanti volontari</strong> Negli ultimi tre mesi la messa a punto della macchina organizzativa ha subito un&#8217;accelerata importante, grazie anche ai tanti volontari, artigiani e addetti ai lavori che hanno prestato e presteranno la loro opera o che hanno semplicemente partecipato ed appoggiato le fasi organizzative. Ė stato calcolato che alla fine dell’evento le persone coinvolte a vario titolo, saranno diverse migliaia, a partire dai componenti (e collaboratori) della neonata associazione “Perugia1416”, passando per il supporto della struttura di tutti coloro che si sono rimboccati le maniche nei cinque Rioni, dimostrando un attaccamento alla città ed una voglia di fare, veramente encomiabili, e poi i figuranti che daranno vita alla grande sfilata (si pensa di arrivare a quota 1000, un serpentone che riempirà tutto corso Vannucci, da piazza Italia a piazza IV Novembre), i partecipanti a congressi, conferenze, cene, tour guidati, sartorie, forni, macellerie, calzolai, artigiani artistici, attori, elettricisti, meccanici, restauratori di strumenti musicali, musicisti, falegnami, albergatori, ristoratori, commercianti, cuochi, gourmet, animatori e partecipanti a mostre e mercati medievali, artisti di strada, attori, parrucchieri, elettricisti, allestitori, vigilanza, gruppi teatrali, guide, tour operator, modellisti, studenti, storici, professori nonché tecnici, fotografi, cameramen e giornalisti.</p>
<p><strong>Le Porte e i Rioni</strong> Tra mercati medievali dimostrativi, artisti di strada, esibizioni di sbandieratori, rappresentazioni teatrali, laboratori, conferenze, spettacoli itineranti, corteo storico e sfide, i Rioni si contenderanno il Palio 2016, disegnato da Sofia Ferrari e Fikrete Topalli, studentesse dell&#8217;Accademia. A corredo del programma ufficiale della due giorni, tante le iniziative già avviate e che si susseguiranno anche dopo l’evento con la partecipazione dei cinque Rioni: Porta Eburnea, Porta Sant’Angelo, Porta San Pietro, Porta Santa Susanna, Porta Sole.  Oltre al programma con le iniziative in calendario a partire subito da oggi (nel pomeriggio si inaugura una mostra in Corso Bersaglieri, in serata convegno su “Ambiente politico e spirituale in Umbria tra Trecento e Quattrocento”), sono stati illustrati i percorsi dei cortei dei cinque Rioni, della Reggenza Comunale e di Braccio Fortebracci.</p>
<p><strong>Il personaggio di Braccio</strong> Per l&#8217;occasione è stato presentato ufficialmente anche colui che interpreterà il personaggio di Braccio, ossia Alex Bachiorri, 29 anni, perugino, appassionato di rievocazioni storiche, di archivi, di combattimenti storici in armatura, per i quali utilizza proprio lo stemma di Braccio, “figura con la quale &#8211; ha detto durante la conferenza &#8211; convivo fin da piccolo grazie ai racconti di mio nonno.” Bachiorri, che già ha interpretato Braccio nel “processo” che aveva visto protagonista il condottiero a Montone, si è detto “contento che, dopo il grande omaggio riservatogli da Montone, ora anche a Perugia si celebri il personaggio di Braccio Fortebracci nella città di cui è stato l’unico vero signore”.</p>
<p><strong>Soddisfatta la Severin</strong>i Oltre a sindaco e assessore, presenti i rappresentanti delle istituzioni e di tutti e cinque i rioni che prendono parte alla manifestazione. “Eravamo qui alcuni mesi fa – ha evidenziato l’assessore Teresa Severini – per presentare un progetto nuovo, un’autentica sfida per noi e per la città. Oggi, a distanza di tempo, siamo in grado di presentare il programma ufficiale, possibile grazie alla collaborazione di tutta la città, a conferma del fatto che Perugia 1416 è un patrimonio di tutti”. L’assessore ha confermato che il lavoro di preparazione ha coinvolto un vero e proprio “esercito” di cittadini, sia coloro che abitano dentro che fuori le mura, che hanno avuto la possibilità di conoscersi e di riscoprire l’identità della città e la voglia di fare. Un grazie è stato rivolto all’Associazione Perugia 1416 che ha preso in mano l’organizzazione dell’evento “senza chiedere nulla in cambio ai rioni o alle persone, ma con l’obiettivo di ridare slancio a componenti della città in difficoltà, dall’artigianato al commercio, dal turismo alla riscoperta delle radici del territorio”.</p>
<p><strong>Tutte le iniziative</strong> Perugia 1416 non sarà solo 11 e 12 giugno, perché da oggi e per tutta la settimana le iniziative saranno innumerevoli: 150 spettacoli, 7 mostre, 5 laboratori, 4 incontri-conferenze, 3 concerti, 3 sfide, un film, mercatini medievali, taverne. Tornando al merito della rievocazione, Severini ha ribadito che la manifestazione è volta alla riscoperta di un periodo storico, non l’unico che ha nobilitato Perugia. Si è posto l’accento sul 1416 per la sua bellezza ed importanza, ma senza dimenticare tutti gli altri: il periodo etrusco (grazie a Velimna), il Risorgimento che sarà al centro delle celebrazioni del XX giugno. “Purtroppo ho qualche perplessità sulla conoscenza che i nostri giovani hanno della nostra storia, qualunque essa sia. Ed allora mi aspetto che questi “ponti” che abbiamo costruito tra il presente ed il passato possano diventare nel tempo sempre più solidi coinvolgendo un numero di cittadini sempre maggiore”. Saranno circa mille, come detto, i figuranti, la metà dei quali perugini; mentre gli altri arriveranno dalle città “ospiti”.</p>
<p><strong>La viabilità</strong> Nei prossimi giorni verranno diffusi tutti i dettagli sul piano del traffico. Di sicuro il minimetrò, per l’occasione, sabato 11 e domenica 12 giugno prolungherà l’orario di esercizio fino alle 00.15 (ultima corsa). E poi una precisazione per rispondere alle critiche: “nessuno sguardo al passato o nostalgia del passato, perché Perugia 1416 vuole inviare un preciso messaggio ai giovani: bisogna capire, cioè, da dove veniamo per costruire un grande futuro. Voglio ringraziare la città che ha raccolto questa sfida; sono certa che prevarrà la voglia dei cittadini e dei rioni di costruire un evento, che ha importanti risvolti storici, economici e socio-culturali, perché ci saranno tantissimi contenuti in grado di farci sentire tutti uniti”.</p>
<p><strong>Il sindaco Romizi </strong>Felice il primo cittadino. “Oggi si dà il via a qualcosa che, dunque, era dovuto alla città e sentito dalla gente. Per troppo tempo, infatti, a Perugia si è avuto un approccio provinciale sul tema, avendo sostenuto molti che una città di queste dimensioni non dovrebbe occuparsi di tali eventi. Invece ritengo sia provinciale non riscoprire la nostra storia, perché solo riappropriandoci della radici possiamo farci trovare pronti per le sfide future”. Il sindaco ha riferito di aver seguito con attenzione il percorso di avvicinamento a Perugia 1416, un progetto convincente perché non si concluderà in due giorni, bensì ha l’ambizione di durare per tutto l’arco dei 365 giorni dell’anno. Questo è il terreno che si sta preparando. “Diamo atto a coloro che c’hanno lavorato così tanto di aver gettato le basi per una manifestazione di grande respiro; un evento straordinario che, tuttavia, essendo alla sua prima edizione, ha enormi margini di miglioramento”.</p>
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		<title>La vita al tempo del primo conflitto mondiale: presentata la mostra &#8220;La Grande Guerra. Un viaggio attraverso la memoria e le immagini da Perugia alle altre città dell’Umbria&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 14:24:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ “La Grande Guerra. Un viaggio attraverso la memoria e le immagini da Perugia alle altre città dell’Umbria” è il titolo della mostra che prenderà il via domani, sabato 16 aprile, per concludersi domenica 29 maggio a Palazzo della Penna. Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione, a cui hanno preso parte, insieme all’assessore alla cultura Teresa Severini, il Soprintendente archivistico dell’Umbria e delle Marche Mario Squadroni, il direttore dell’archivio di Stato di Perugia Giovanna Giubbini e il presidente della della Deputazione di Storia Patria Paola Monacchia. “Questa mostra arriva dopo altre sul primo conflitto mondiale, arricchita da queste esperienze &#8211; ha detto l’assessore Severini &#8211; è il risultato di un corposo lavoro di gruppo, attento e scrupoloso. Perugia non ha un monumento ai caduti della prima guerra mondiale, ma questa mostra vuole essere un omaggio a loro e a tutti gli umbri che hanno vissuto direttamente e indirettamente quell’esperienza”.</p>
<p>Promossa dal Comune di Perugia, questa iniziativa espositiva s’inserisce del quadro delle progettualità di Perugia Capitale italiana della Cultura 2015. Essa è frutto di un corposo lavoro di ricerca e di riflessione storica e critica, volto a produrre una sintesi capace di illustrare in maniera esauriente la complessa realtà nella quale la Prima Guerra mondiale, a livello di territorio perugino, maturò le sue premesse, il suo svolgimento e gli esiti conseguenti. Materiali iconografici, documentari e bibliografici, oltre che la presenza di cimeli, illustreranno la grande rilevanza che ebbe per la città e per la sua composizione antropologica e sociale la vicenda della Grande Guerra. Una rilevanza testimoniata dalla memoria viva ancora oggi, dopo più di 100 anni, di quella tragica circostanza che, seppure derivata da un contesto nazionale e internazionale e svoltasi in teatri di guerra lontani dall’Umbria, non ha mancato di far sentire i suoi sconvolgenti effetti anche lontano dalla linea del fronte. L’evento bellico generò cambiamenti irreversibili a Perugia e nel territorio circostante così come ovunque in Europa, e di esso sono giunte fino a noi, indelebili, alcune tracce artistiche, monumentali, culturali e sociali che non potremmo comprendere se non ricostruendo il contesto in cui si generarono.</p>
<p>Un grande affresco, dunque, nel quale si mossero anche alcuni protagonisti della vita artistica, politica e culturale locale, dal giovane Gerardo Dottori, artista futurista della prima ora, ai veterani garibaldini e repubblicani Guglielmo Miliocchi a Giuseppe Evangelisti che combatterono sulle Argonne, da Amedeo Fani a Fulvio Riccieri, dal giovane Enzo Valentini  ai fratelli  Demetrio e Leopoldo Pellas. Costoro, insieme a migliaia di loro concittadini offrirono, spesso con entusiastico slancio,  il loro contributo alla “causa” italiana, ignari, forse, che quell’evento avrebbe distrutto per sempre il vecchio mondo ottocentesco e avrebbe aperto la strada a una modernità in perenne e rapida trasformazione.</p>
<p>La mostra esporrà un ricco materiale documentario proveniente dall’Archivio di Stato (dai ruolini di guerra alla documentazione dell’Albo d’oro fino agli atti comunali e provinciali relativi al periodo); importanti fonti bibliografiche provenienti dalla Biblioteca Augusta &#8211; ricche di memorialistica, di miscellanee riportanti discorsi e incontri pubblici cittadini e umbri, di pubblicazioni scientifiche, storiche e di narrativa coeva sia in italiano che in altre lingue -; un ricco apparato iconografico del quale fanno parte alcune opere “a tema” di Gerardo Dottori, progetti di Ugo Tarchi, ma anche preziosi e spettacolari inediti come il grande manifesto di Mauzan  <em>Prestito della liberazione</em>; un corpus di cimeli di grande interesse storico e documentario, dalle camicie rosse della brigata garibaldina perugina,  ai numerosi reperti (divise, munizioni, armi messi a disposizione dai  AIRR WW2 e da alcuni privati cittadini, che conservano ancora le “care memorie” dei nonni e dei bisnonni. Faranno da corollario alcuni video d’epoca e numerosi materiali fotografici, fruibili dal pubblico attraverso la moderna tecnologia.</p>
<p>La mostra verrà corredata da un ricco catalogo a colori e da una brochure rivolta specificatamente alle scuole. Entrambi i materiali a stampa ripercorreranno le sezioni della mostra:</p>
<p><strong>Prima sezione </strong>– L’entrata in guerra (interventisti e neutralisti), con breve testo introduttivo della Professoressa Luciana Brunelli ;</p>
<p><strong>Seconda sezione </strong>– Mobilitazione, partecipazione alla guerra e smobilitazione dopo il conflitto, testo introduttivo del Colonnello Riccardo Caimmi e Tenente Colonnello Giovanni Riccardo Baldelli</p>
<p><strong>Terza sezione</strong> – Aspetti economici e social , testo del Professor Ruggero Ranieri</p>
<p><strong>Quarta sezione </strong>– Vita istituzionale e memoria della guerra, testo del Professor Mario Tosti.</p>
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		<title>&#8220;Perugia 1416&#8243; è realtà: ecco i membri e le cariche. L&#8217;affondo del Pd: &#8220;Più che un&#8217;associazione, un centro di collocamento per candidati non eletti&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/perugia-1416-e-realta-ecco-i-membri-e-le-cariche-laffondo-del-pd-piu-che-unassociazione-un-centro-di-collocamento-per-candidati-non-eletti/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 11:21:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> È nata ufficialmente l’associazione “Perugia 1416”. I 20 soci fondatori, il Comune di Perugia, l’Università degli Studi di Perugia, l’Università per Stranieri di Perugia, l’Accademia di Belle Arti, l’Università dei Sapori, l’Aics, l’associazione italiana cultura sport, l’associazione Ipso Gallery, l’associazione Radici di Pietra, l’associazione Priori, l’associazione Porta Eburnea, ed i soggetti privati Franco Nucciarelli, David ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> È nata ufficialmente l’associazione “Perugia 1416”. I 20 soci fondatori, il Comune di Perugia, l’Università degli Studi di Perugia, l’Università per Stranieri di Perugia, l’Accademia di Belle Arti, l’Università dei Sapori, l’Aics, l’associazione italiana cultura sport, l’associazione Ipso Gallery, l’associazione Radici di Pietra, l’associazione Priori, l’associazione Porta Eburnea, ed i soggetti privati Franco Nucciarelli, David Orsini, Fabrizio Mosci, Michele Antonioni, Francesco Forlin, Giovanni Pedercini, Antonio Chimisso, Leonardo Cenci, Marco Nicoletti e Giancarlo Barboni hanno sottoscritto l’atto costitutivo ed approvato, nel contempo, lo statuto.</p>
<p><strong>Le cariche</strong> In seguito i membri dell’assemblea hanno nominato i cinque componenti del consiglio direttivo: si tratta del Municipio rappresentato dall’assessore Teresa Severini, cui è stata attribuita la presidenza, del consigliere Franco Nucciarelli (vice presidente) di David Orsini (segretario), Francesco Forlin (tesoriere) e del professor Tosti, delegato dal rettore Moriconi, in rappresentanza dell’Università degli studi di Perugia. Eletti anche i tre membri del Collegio dei Probiviri: si tratta di Mario Orsini rappresentante dell’associazione &#8220;Ipso Gallery&#8221;, nominato presidente, di Antonio Chimisso e di Michele Antonioni.</p>
<p><strong>Le dichiarazioni</strong> A chiusura delle formalità di rito, l’assessore Severini ha voluto ringraziare tutti i presenti per aver condiviso questo progetto, nonché tutti coloro che, con grande impegno e dedizione, hanno reso possibile questo primo risultato. Intanto Perugia 1416 non si ferma qui, come confermano le innumerevoli iniziative che giorno dopo stanno animando l’attività culturale della città. “Si stanno costituendo spontaneamente nell’ambito dei vari rioni &#8211; ha detto &#8211; tantissimi comitati. Questa è la conferma che il primo scopo del progetto ‘Perugia 1416’ è stato già raggiunto, ossia aver unito il centro con le aree della periferia, realizzando quella comunità d’intenti che in passato si era in parte perduta. Credo fermamente che i valori che stanno alla base di questo progetto, siano valori condivisi sia da tutti coloro che siedono intorno a questo tavolo sia, soprattutto, dai nostri concittadini. Perché Perugia 1416 vuole essere proprio questo: identità, condivisione, partecipazione di giovani ed anziani al rilancio di un’intera città”.</p>
<p><strong>La replica del Pd </strong>Non si placano però le polemiche nate con la fondazione di “Perugia 1416”, ritenuta dal Partito Democratico “più che un’associazione cittadina un centro di collocamento per candidati non eletti, visti i nomi coinvolti”. Gli esponenti dell’opposizione, inoltre, hanno censurato il comportamento tenuto dall’assessore nel corso dell’assemblea pubblica promossa a palazzo Cesaroni dal titolo “Ritorno al passato” che contestava &#8220;Perugia 1416&#8243;. “Di fronte ad oratori del calibro del professore di storia economica all’Università di Perugia e tra i più profondi conoscitori della storia cittadina Alberto Grohmann, del professore di storia delle tradizioni popolari a Perugia Giancarlo Baronti, dell’autore televisivo e scrittore Enrico Vaime, dell’ex assessore regionale alla cultura Fabrizio Bracco, dello storico Attilio Bartoli Langeli e del presidente de ‘La città di tutti’ Renzo Massarelli, la Severini ha rilasciato delle dichiarazioni incredibili e del tutto fuori luogo. Al di là delle posizioni espresse durante l’iniziativa, la sua reazione scomposta è inaccettabile: ha aggredito i relatori dicendo che dovrebbero starsene a casa, che non amano la città di Perugia, accusandoli addirittura di essere vigliacchi. Le sue dichiarazioni sono davvero molto gravi e offensive”.</p>
<p><strong>Rispetto per le associazioni</strong> Le associazioni, i relatori e gli studiosi che hanno partecipato al convegno, fa notare il Pd, hanno sempre dedicato tempo alla città, “ben prima dell’attuale assessore, contribuendo sotto varie forme alla crescita civile e sociale della città, non risparmiando mai critiche e sollecitazioni alle amministrazioni indipendentemente dal colore politico e nessuno li ha mai apostrofati così. Stiamo parlando di associazioni che negli anni si sono impegnate per coltivare il tessuto culturale della città e dei suoi quartieri e a cui le istituzioni devono molto. E di illustri studiosi la cui opinione non si può liquidare con spocchia e fastidio. <span style="line-height: 1.5;">Avrebbe forse fatto meglio a evitare commenti, si sarebbe di certo risparmiata una brutta figura”.</span></p>
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		<title>Università per Stranieri, gli studenti cinesi dei programmi &#8220;Marco Polo&#8221; e &#8220;Turandot&#8221; a Perugia: l’accoglienza che passa per l’Ateneo e la città</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 09:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<category><![CDATA[capodanno cinese]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “So che qualcuno di voi – ha commentato l’assessore alla Cultura, Turismo, Università del Comune di Perugia rivolgendosi ai circa 600 studenti cinesi dei programmi &#8216;Marco Polo&#8217; e &#8216;Turandot&#8217;, provenienti da Pechino, Shangai, Nanchino e dalla provincia dello Zhejiang, cui, oggi, l’Università per Stranieri di Perugia ha dato il benvenuto – starà già facendo lo Yoga della risata&#8221;. Perché Perugia, ha ricordato Teresa Severini, oltre che vantare gioielli dell’arte antica ed espressioni della contemporaneità e offrire manifestazioni culturali che vogliono, anche, gettare un ponte tra i diversi costumi e stili di vita, &#8220;è una città in cui si studia, ci si diverte e nella quale si può ridere”.</p>
<p>I circa 600 studenti cinesi dei programmi Marco Polo e Turandot – destinati, sulla base dell’accordo governativo italo-cinese siglato nel 2006, a coloro che intendono frequentare corsi di laurea e di laurea magistrale nelle Università e nelle istituzioni di Alta Formazione Artistica e Musicale del Bel Paese, con l’obbligo di frequentare un corso propedeutico di lingua italiana finalizzato al conseguimento del livello B1/B2, della durata complessiva di 8 mensilità, con sede presso l’Università per Stranieri di Perugia –, che oggi sono stati accolti in una gremita Aula Magna di Palazzo Gallenga, in occasione della cerimonia di benvenuto inserita nella cornice dei &#8220;Festeggiamenti per il Capodanno Cinese 2016: l’anno della Scimmia&#8221;, non hanno potuto fare altro, appunto, che sorridere. Sorridere di fronte ad una politica dell’accoglienza e dell’inclusione che, oggi, ha simbolicamente raccordato l’Ateneo perugino alla città che lo ospita, nella direzione di un inserimento nel tessuto sociale, culturale e urbano. Di cui loro stessi possono, poi, farsi ambasciatori.</p>
<p>Oltre all’assessore alla Cultura, Turismo ed Università del Comune di Perugia, Severini, che ha rimarcato l’interesse e la curiosità del capoluogo umbro nel conoscere e nel farsi conoscere – un interesse, questo, che si è concretizzato nel portale Turismo e Cultura del Comune di Perugia in lingua cinese, promosso dall’assessorato alla Cultura e la cui traduzione è stata realizzata con il contributo della Società Verto Group, e che offre la possibilità di navigare e filtrare le singole sezioni dedicate all’Alta Formazione, agli eventi culturali e agli itinerari turistici, passando per i luoghi di interesse museali e monumentali e l’enogastronomia –, numerosi sono stati gli interventi dei rappresentanti della comunità accademica e delle autorità civili, tutti incentrati sulla propensione all’ospitalità e sull’integrazione e la sicurezza.</p>
<p>&#8220;Diamo il benvenuto, anche quest’anno, agli studenti cinesi, numerosissimi, presentando loro l’ambiente nel quale vivranno e facendoci promotori di un’accoglienza sicura&#8221; è stato il saluto del Rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, Giovanni Paciullo, che ha evidenziato l’importanza dei percorsi didattici di formazione linguistica, workshop e laboratori promossi dall’Ateneo perugino. Gli oltre 8mila chilometri di distanza che separano l’Italia dalla Cina, la cultura italiana da quella cinese, ha affermato il Console del Consolato Cinese di Firenze Wang Jian, rappresentante del forte legame che l’Università per Stranieri di Perugia ha instaurato fin dalla sua fondazione con la Cina, non devono costituire un ostacolo all’ambientazione degli studenti cinesi, che possono, ha ricordato, mettersi facilmente in contatto con il Consolato Cinese di Firenze.</p>
<p>&#8220;Uno scambio dei talenti e delle intelligenze – ha sottolineato il Vice Sindaco di Perugia, Urbano Barelli –, all’insegna di una internazionalità di cui l’Università per Stranieri è rappresentante vivente&#8221;: in un’inclusione che si rispetti, ha affermato Barelli, l’accento va posto anche sull’aspetto del decoro urbano, di cui la questione dei rifiuti rappresenta un tassello importante (agli studenti cinesi verrà, infatti, inviato un decalogo di regole da seguire nella loro lingua-madre). Integrazione che passa anche per gli alloggi, per esempio: nel 2015 è stato istituito con le principali associazioni di categoria del settore immobiliare un servizio di supporto nella ricerca di una abitazione alla comunità studentesca, il cosiddetto ‘City Campus’.</p>
<p>&#8220;Dalla fine dell’anno corrente – ha dichiarato Maurizio Oliviero, Amministratore Unico dell’Adisu (Agenzia per il Diritto allo Studio dell’Umbria) – verrà istituito a Perugia il primo collegio internazionale che ospiterà molti dei ragazzi cinesi che intendono diventare protagonisti, e non solo ospiti, in questa bella e speciale città che è Perugia&#8221;. L’auspicio, ha proseguito Olivieri, è anche quello di rendere internazionale il servizio di mensa universitaria, portando in tavola piatti tipici della cucina cinese. Il tema della sicurezza è stato, poi, uno dei capi-saldi della cerimonia di benvenuto di oggi: gli interventi del Questore di Perugia, del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Perugia, del Direttore Commerciale Area Umbria di Unicredit e del Vice Area Manager Distretti Umbria di Unicredit hanno fatto leva sulla messa in sicurezza e sull’importanza delle Forze di Polizia, nella vita civile e ordinaria.</p>
<p>&#8220;Perugia è una città perfetta per vivere e per studiare&#8221;, ha commentato, sorridendo, la studentessa-tutor alla Stranieri, Chen Hongle. Lo ha fatto, poco prima di immergersi nei “Festeggiamenti del Capodanno Cinese 2016”, con esibizioni di danze tradizionali, canto (esibizione, nell’Aula Magna di Palazzo Gallenga, del coro dell’Università per Stranieri “Voci dal mondo”, diretto dal maestro Alberto Burtos) e musica (tipica, la ‘Pipa’, uno strumento musicale cinese a quattro corde, della famiglia dei liuti). E Chen Hongle sa bene che il 2016, iniziato l’8 febbraio scorso per il calendario cinese, non è un anno qualunque: è l’anno della Scimmia (‘Houzi’), segno zodiacale connotato da creatività e ingegno, intelligenza e intuito, a tratti da protagonismo. Lo stesso, che gli studenti cinesi, questo l’auspicio di tutte le istituzioni, possano vivere a Perugia.</p>
<p><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160217-WA0009.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-33072" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160217-WA0009-525x700.jpg" alt="IMG-20160217-WA0009" width="525" height="700" /></a> <a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160217-WA0010.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="aligncenter size-large wp-image-33073" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2016/02/IMG-20160217-WA0010-525x700.jpg" alt="IMG-20160217-WA0010" width="525" height="700" /></a></p>
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		<title>L&#8217;associazione &#8220;Perugia 1416&#8243; si presenta alla città: sabato 13 la giornata informativa aperta a tutti</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 15:37:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[assessore Severini]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Dopo la nascita dell’associazione che avrà il compito di organizzare l’appuntamento con &#8220;Perugia 1416&#8243;, la manifestazione di carattere storico in calendario l’11 e il 12 giugno prossimo, e la messa online del sito www.perugia1416.com, in cui è possibile trovare le tutte le informazioni aggiornate sull’appuntamento, si entra ora nel vivo delle iniziative che accompagneranno, per tutti i prossimi mesi, la prima edizione di &#8220;Perugia 1416&#8243;. Sabato 13 febbraio si svolgerà alla sala Cannoniera della Rocca Paolina la giornata informativa aperta ai cittadini e agli operatori, con l’obiettivo di offrire a giovani, associazioni, artigiani e commercianti la possibilità concreta di essere parte attiva nell&#8217;organizzazione e realizzazione della manifestazione di giugno, ma anche di partecipare ad un progetto complessivo per la città.</p>
<p>Perugia 1416 incontra la città dalle 10.30 alle 19 con una serie di tavoli tematici a disposizione di chi sia interessato. Ci sarà, dunque, il tavolo costumi e corteo/animazione e spettacolo, per tutti coloro che intendono proporsi per essere protagonisti della rievocazione, quelli dedicati all’artigianato, ai mercati, agli alberghi e ristorazione e al turismo dedicati a tutti gli operatori del settore che vogliano rendersi partecipi, proporre idee e aprire le proprie strutture all’evento. Infine, ci sarà il tavolo dedicato ai Rioni, per avere informazioni e reperire adesioni.</p>
<p>“L’evento costruito per e con la città – ha spiegato l’assessore alla cultura Maria Teresa Severini &#8211; intende così sollecitare i cittadini a farsi attori e protagonisti della manifestazione perché questo è il valore aggiunto e il carattere distintivo per raggiungere l’obiettivo di rinforzare l&#8217;identità cittadina, riallacciare i legami che collegano l&#8217;acropoli al suo contado, rivitalizzare il tessuto economico della nostra tradizione artigianale e aumentare l’attrattività turistica sul territorio. La partecipazione alla manifestazione, soprattutto dei giovani – ha ribadito l’assessore &#8211; sarà un motore fondamentale perché Perugia 1416 non sia un momento rievocativo fine a se stesso, ma possa diventare, nel tempo, parte integrante del patrimonio culturale e turistico della città”.</p>
<p>Proprio l’aspetto culturale che sottende alla kermesse sarà approfondito a partire dal prossimo 22 febbraio con l’incontro, aperto a tutti e ad ingresso libero, con lo storico e saggista, studioso del Medioevo, Franco Cardini che spiegherà Braccio da Montone e il suo tempo. L’Appuntamento è all’Aula magna dell’Università per Stranieri di Perugia, lunedì 22 febbraio a partire dalle ore 17,30. Per maggiori info: <a href="http://www.perugia1416.com">www.perugia1416.com</a> e <a href="mailto:perugia1416@gmail.com">perugia1416@gmail.com</a></p>
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		<title>Il tesoro più utile ed eccellente, quello dei libri: Perugia ricorda Prospero Podiani</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 17:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[assessore Severini]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “Fondare una biblioteca è come costruire un grande granaio”. Dove conservare riserve per l’inverno del nostro spirito. Ad affermarlo è Marguerite Yourcenar ne Le memorie di Adriano. Perugia celebra i 400 anni della morte di un altro intellettuale, uno dei più importanti bibliofili italiani ed europei tra Cinquecento e Seicento, un letterato “coltissimo”, come lo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Fondare una biblioteca è come costruire un grande granaio”. Dove conservare riserve per l’inverno del nostro spirito. Ad affermarlo è Marguerite Yourcenar ne <em>Le memorie di Adriano</em>. Perugia celebra i 400 anni della morte di un altro intellettuale, uno dei più importanti bibliofili italiani ed europei tra Cinquecento e Seicento, un letterato “coltissimo”, come lo ebbe a definire il Vermiglioli, un uomo convinto che il tesoro più utile ed eccellente fosse quello dei libri e che tutto si possa conoscere da quelli, tanto che “a casa non dovremmo avere altro”. A Prospero Podiani, il cui nome è indissolubilmente legato alla fondazione della Biblioteca Augusta del capoluogo umbro, quando, nel lontano 1582, l’accademico fece dono della sua nutrita collezione privata di volumi e manoscritti, in tutto 10mila, è dedicata una serie di iniziative atte a celebrarne l’intensa e lungimirante attività culturale, che lo fa precursore del concetto di biblioteca pubblica.</p>
<p>“Et amicorum &#8211; ha commentato l’assessore alla cultura, turismo ed Università Teresa Severini, che ha presenziato la cerimonia <em>Prospero Podiani e la Biblioteca Augusta. 400 anni di cultura a Perugia</em>, tenutasi nella sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria in palazzo dei Priori &#8211; non rappresenta una semplice nota di possesso o un ex-libris di matrice umanistica”. È una chiara dichiarazione di intenti: il Podiani immaginava i volumi da lui acquistati come suoi e dei suoi amici, immettendoli nella rete di un circolo letterario in cui il libro, la custodia, il concetto di biblioteca fisica che ne rappresenta una ideale, con funzione di uso pubblico delle raccolte librarie, si pongono come fondamenti ineludibili della cultura e dello scibile umano.</p>
<p>Al tavolo della cerimonia di commemorazione dei 400 anni della morte del Podiani (nel 1615 i documenti d’archivio attestano che i Priori dessero la notizia dell’avvenuta scomparsa del fondatore dell’Augusta), si sono seduti, oltre all’assessore Severini, il vicesindaco, Urbano Barelli, il presidente del Consiglio Comunale, Leonardo Varasano, in rappresentanza delle massime istituzioni comunali, il professor emerito dell’Università degli Studi di Perugia, Alberto Grohmann ed Alessandra Panzanelli Fratoni, postdoctoral researcher presso l’Università di Oxford, che hanno ripercorso, attraverso lo studio di fonti storiche ed archivistiche, l’itinerario della Perugia di Prospero, “città dello splendore e della miseria”, fatta di architetture più o meno effimere, che testimoniano il potere del capitale nobiliare.</p>
<p>All’ambizioso progetto del Podiani, come l’ha definito Panzanelli Fratoni nel corso del suo intervento, si sono seduti Apollo e le Muse, in un suntuoso simposio culturale, popolato di libri in greco, latino, toscano, manuziani (questo è anche l’anno manuziano) o messi all’indice, opportunamente catalogati e inventariati, tutti, o quasi, riconoscibili dall’immagine frontespiziale, arrecante il grifo. Allora la biblioteca, che per Umberto Eco è un organismo vivente, diventa un enorme laboratorio di ricerca, pullulante di attività, come quelle che, ha ricordato Severini, sono consultabili in rete, sul portale dedicato alla cultura e al turismo del comune di Perugia (<a href="http://turismo.comune.perugia.it">http://turismo.comune.perugia.it</a>: ne sono un esempio, gli eventi con il social Instagram, che prevedono visite guidate al fondo antico della Biblioteca Augusta).</p>
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		<title>Que reste-t-il? Ciao, Marco</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 18:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[assessore Severini]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo dei Lettori]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Rufini]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Cerco di raccontare, narrare, sentire, condividere emozioni”. Marco Rufini, giurista perugino, avvocato specializzato in tecnica legislativa, giornalista, felicemente “prestato alla letteratura” dopo i 40 anni scomparso lo scorso 11 settembre, l’assessore alla cultura del Comune di Perugia Teresa Severini lo ricorda così. Come un intellettuale aperto, dalla penna fine, capace di solcare tempi, luoghi, generi diversi. Nella serata-tributo della sua amata città, “Que reste-t-il? Caro Marco&#8230; la città di Perugia ricorda Marco Rufini”, promossa dal Circolo dei Lettori di Perugia (con cui ha attivamente collaborato), inserita nel cartellone dell’edizione classe 2015 di Umbria Libri e tenutasi ieri sera nella suggestiva cornice della Sala dei Notari, molti sono stati gli amici a salutarlo così. Lui, che amava definirsi “un pizzico anarchico, agnostico, asociale, apparentemente anaffettivo”.</p>
<p>Apparentemente, già. Perché, a osservare una Sala dei Notari gremita, viene da affermare l’esatto contrario. Oltre all’assessore Severini, infatti, un tripudio di voci ha reso omaggio “ad uno dei figli che più ha amato il capoluogo umbro”, da Giovanna Zaganelli, ordinario all’Università per Stranieri di Perugia e coordinatrice del Dottorato di ricerca dello stesso Ateneo, a Giulio Mogol, amico di sempre, cui Marco “giungeva gradito, leggero”, anche quando, magistralmente, curava l’editing dei suoi aforismi. Dal professor Fabio Grassi Orsini, che lo ricorda come un convinto assertore delle potenzialità culturali di Perugia, e come un appassionato intellettuale, a tratti profeta (è il caso del suo ultimo romanzo, Assisi 2060, in cui anticipa, per certi versi, la strage di Charlie Hebdo e degli attentati di Parigi), al professor Ruggero Ranieri, che definisce lo stesso romanzo, “un libro magnifico, colto, divertente, intelligente. L’apice della sua carriera di romanziere”. E ancora, alla foscoliana tavola rotonda dell’amicizia, si sono seduti Serena Innamorati, che lo ha celebrato come “figlio della stirpe che è Perugia, accademica, medica, giuridica, cui, quarantenne, ha preferito la letteratura, il cinema”; Corrado Zaganelli, cui Marco fa pensare: “ci sono persone che dopo essere scomparse non lasciano un vuoto emotivo, ma fanno – appunto – pensare”.</p>
<p>E fanno pensare la sua narrativa, la sua cifra stilistica, la sua scelta artistica che poggia sull’acutezza del percepire l’evoluzione di alcuni meccanismi socio-culturali. Lo si è evinto, ieri sera, durante la seconda fase dell’evento, orchestrata da Bruno Taburchi, coordinatore del Circolo dei Lettori, in una full immersion all’interno dei romanzi di Rufini, quando anche il gesto di voltare pagina diviene drammatico: da Sotto un cielo lontano (1997), la sua opera più proustiana, alle suggestioni de Il Lago (2003), passando per Braccio da Montone – Vita d’un capitano di ventura (2004) e Afa (2007), fino ad approdare a Quasi Re (2013) e ad Assisi 2060 (2014), oggetto di riflessione critica per Dacia Maraini, Stefano Giovanardi, Arnaldo Colasanti. In cantiere, alcuni progetti che avrebbe voluto organizzare quest’autunno. Nell’inchiostro della sua penna, ancora certe considerazioni dell’amato Nabokov. Sullo sfondo, le note di Que reste-t-il de nos amours? di Charles Trenet. E poi un’esortazione: “Vi spetterà occuparvi della cosa culturale, come se doveste ricostruire il tempio di Palmira”.</p>
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