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	<title>Perugia Online &#187; Assunzioni</title>
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		<title>Calo record delle assunzioni a tempo indeterminato in Umbria, l&#8217;allarme di Cgil e Ires: &#8220;Jobs Act ha fallito&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 15:10:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Crollano le assunzioni a tempo indeterminato, in Umbria più che in tutte le altre regioni italiane. Il dato emerge dall’ultimo aggiornamento (agosto 2016) dell’Osservatorio nazionale sul precariato dell’Inps riferito al periodo gennaio-agosto 2016 che evidenzia per la nostra regione una flessione dell&#8217;impiego. Nei primi otto mesi del 2016 le assunzioni a tempo indeterminato sono state 7.822, quelle a termine 28.444, i contratti di apprendistato 2.910, le assunzioni stagionali 2.124. Nello stesso periodo le cessazioni dei contratti a tempo indeterminato sono state 11.656, mentre il complesso delle cessazioni ammonta a 35.396 unità.</p>
<p>Il dato positivo in termini assoluti (le assunzioni superano le cessazioni), secondo le sezioni regionali dell&#8217;Ires e dela Cgil, &#8220;nasconde un evidente peggioramento sul versante della qualità del rapporto di lavoro, che si sostanzia sia nel crollo delle assunzioni a tempo indeterminato, sia nella costante esplosione del fenomeno dei voucher, che ad agosto 2016 avevano già superato quota 1,6 milioni di buoni staccati, con un aumento del 37,8% sul 2015 (superiore alla media nazionale) e addirittura del 68,3% sul 2014. Questi dati confermano ancora una volta i limiti e gli errori strutturali delle politiche del lavoro messe in campo dal Governo Renzi, il fallimento sostanziale del Jobs Act e l’esigenza di politiche economiche alternative&#8221;.</p>
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		<title>Umbria: economia in bilico</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2016 13:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">È “un’economia in bilico” quella umbra secondo l’ultimo studio dell’Ires Cgil, presentato questa mattina a Perugia nella sede della Cgil regionale. Dopo un anno di leggera ripresa, soprattutto da una punto di vista occupazionale, i primi mesi del 2016 sembrano infatti delineare un rallentamento, anche piuttosto marcato, delle dinamiche positive, mentre si evidenziano alcune importanti criticità. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;">“<span style="font-family: Times New Roman,serif;">Le previsioni per il contesto internazionale non sono buone – ha detto nella sua presentazione Marco Batazzi, dell’Ires Cgil Toscana, che continua la sua collaborazione con l’Umbria – e naturalmente anche questa regione, come tutta l’Italia, risente di questo quadro complessivo”. Entrando nel dettaglio Batazzi ha evidenziato la “forte incertezza” che caratterizza la fase economica per l’Umbria: “Sebbene si resti su valori ancora positivi – ha spiegato – è evidente il rallentamento dell’occupazione (+1% occupati nel primo trimestre), così come quello dell’export (+5,4%), sul quale pesa anche l’incognita Brexit, mentre si può parlare di un vero e proprio crollo delle assunzioni, in particolare quelle a tempo indeterminato”. Questo è forse l’aspetto più preoccupante sul quale ha posto l’accento anche il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla: “La nostra regione – hanno spiegato – è quella in cui il calo delle assunzioni a tempo indeterminato nel 2016 è più accentuato. Non solo arretriamo di quasi il 50% rispetto al dato ‘dopato’ dagli incentivi nel 2015, ma torniamo indietro anche rispetto al 2014, quando gli incentivi non c’erano”. Una chiara dimostrazione – secondo la Cgil – di come il jobs act e le politiche del governo in materia di occupazione si dimostrino “inefficaci”, ma anche del fatto che gli imprenditori umbri “evidenzino una buona dose di opportunismo e una scarsa lungimiranza, unita alla mancanza di volontà di investire davvero sul lavoro”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Per quanto riguarda gli altri indicatori, i disoccupati (40.468), anche se in netto calo, restano su livelli molto alti (10,2%) rispetto a quelli fisiologici, e, sommati a cassaintegrati (in aumento, soprattutto la cig straordinaria) e inattivi, vanno ad alimentare quell’area del “disagio occupazionale” che in Umbria coinvolge ancora circa 80mila persone, una cifra doppia rispetto alla situazione precrisi. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Altro campanello d’allarme, secondo l’Ires e la Cgil, è il boom dei voucher, la cui ascesa non si arresta. “Siamo già oltre 1,2 milioni di buoni staccati – ha osservato Mario Bravi, responsabile dell’Ires Umbria &#8211; e sicuramente supereremo abbondantemente i 2 milioni di voucher nel 2016, un dato che preoccupa fortemente la Cgil che, come noto, chiede l’abolizione di questa forma di lavoro, anche attraverso un referendum abrogativo”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;">Infine, c’è il dato sui consumi, che tornano in negativo, con il commercio al dettaglio che fa registrare un -2,6% nel primo trimestre 2016.Insomma, accanto ad alcuni dati di tenuta, si evidenziano molti segnali di arretramento (peraltro confermati anche dai più recenti studi di carattere nazionale), che rendono, secondo la Cgil, sempre più necessario “un intervento di rilancio dell’economia e dell’occupazione, soprattutto giovanile, attraverso investimenti pubblici e privati, l’unico verso strumento in grado di creare lavoro”. </span></span></p>
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		<title>Fondi per gli enti territoriali: Giulietti soddisfatto</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2016 08:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;onorevole Giampiero Giulietti esprime soddisfazione per l&#8217;esito dell&#8217;esame del dl 113/2016 &#8220;Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio&#8221; in sede di Commissione Bilancio che ha apportato modifiche importanti in termini di benefici per gli Enti locali.  Come spiegato dallo stesso Giulietti, &#8220;nello specifico il disegno di legge prevede l&#8217;allentamento selettivo del blocco del ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[L&#8217;onorevole Giampiero Giulietti esprime soddisfazione per l&#8217;esito dell&#8217;esame del dl 113/2016 &#8220;Misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio&#8221; in sede di Commissione Bilancio che ha apportato modifiche importanti in termini di benefici per gli Enti locali.  Come spiegato dallo stesso Giulietti, &#8220;nello specifico il disegno di legge prevede l&#8217;allentamento selettivo del blocco del turn over dei Comuni (il tetto sale dal 25% al 75% nei comuni sotto i 10.000 abitanti); la rideterminazione delle sanzioni del patto di stabilità interno per i comuni (viene ridotta dal 100% al 30% dello sforamento la sanzione economica e vengono scomputate dalla sanzione le spese per l&#8217;edilizia scolastica. Inoltre il piano straordinario di assunzioni negli asili nido e nelle scuole dell&#8217;infanzia riguarderà anche i comuni che non hanno rispettato il patto nel 2015); l&#8217;attribuzione diretta alle Province di 100 milioni di euro per la manutenzione delle strade e 48 milioni di euro aggiuntivi per le funzioni fondamentali; lo stanziamento di 136 milioni di euro nel triennio 2016-2018 per i comuni che estinguono anticipatamente i mutui CDP.<br />
Nel disegno di legge sono inoltre previste norme per indennizzare le persone affette da sindrome di talidomide, un provvedimento atteso da anni, l&#8217;allargamento della possibilità di dilazionare il pagamento delle tasse, lo stanziamento di 10 milioni per le vittime del disastro ferroviario di Andria e Corato, norme per prorogare le concessioni demaniali marittime e lacustri per l&#8217;esercizio delle attività turistiche e ricreative, 600 nuove assunzioni nei vigili del fuoco e 10 milioni di euro per l&#8217;ammodernamento dei mezzi del corpo.</p>
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		<title>Tre milioni a disposizione delle aziende umbre che investono sullo sviluppo occupazionale</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 08:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Ammontano a 3 milioni di euro le risorse destinate dalla Regione per favorire la ripresa del sistema produttivo regionale sostenendo le imprese che investono nella realizzazione dei loro piani di sviluppo con l’obiettivo di incrementare l’occupazione nel territorio regionale e migliorare l’efficacia e la qualità dei servizi per il lavoro anche attraverso l’azione congiunta tra i centri per l’impiego e gli Enti di Formazione accreditati: lo rende noto il vicepresidente della Regione Umbria con delega allo Sviluppo economico Fabio Paparelli, annunciando che la Giunta regionale ha approvato lo schema di sintesi di un avviso  pubblico per le imprese con piano di sviluppo occupazionale 2016/17. “Su disposizione della Giunta, la somma stanziata per finanziare l’avviso potrà essere incrementata in caso di fabbisogno con ulteriori assegnazioni e che gli incentivi che saranno concessi a favore dei lavoratori disoccupati sono cumulati con la decontribuzione prevista dal Jobs Act e confermata dalla legge di stabilità 2016”.</p>
<p><strong>I destinatari</strong> L’avviso, a valere sulle risorse del Por Umbria Fse 2014/2020, asse I ‘Occupazione’ e asse III ‘Istruzione e Formazione’ prevede il finanziamento di progetti a sostegno della realizzazione di piani aziendali di sviluppo o di riconversione tecnologica e organizzativa, che contemplino anche assunzioni a tempo indeterminato di persone disoccupate da parte di una o più imprese del medesimo settore o filiera produttiva, attraverso l’attivazione di brevi percorsi formativi specialistici connessi a domanda espressa dalle imprese, tirocini formativi extracurriculari, incentivi alla creazione di rapporti di lavoro, formazione continua. Con il bando quindi, si vuole offrire alle imprese del territorio regionale, che manifestino la concreta sussistenza di un piano di sviluppo o di riconversione tecnologica e organizzativa, con la necessità di incrementare l’organico aziendale, strumenti formativi e incentivi finalizzati ad agevolare l’attuazione del piano stesso attraverso l’attivazione di procedure a sportello.</p>
<p><strong>Gli altri Enti coinvolti</strong> Pertanto, si vuole finanziare, con modalità “just in time”, progetti presentati a tal fine da enti di formazione accreditati, su delega specifica di una o più imprese di un medesimo settore o filiera produttiva, elaborati a seguito di un’attenta rilevazione dei fabbisogni di risorse umane e di competenze professionali, nonché offrire alle persone in stato di disoccupazione iscritte ai Centri per l’Impiego della regione strumenti di sostegno all’inserimento lavorativo, attraverso la promozione di esperienze formative tese ad accrescerne le competenze richieste dal mercato del lavoro e l’erogazione alle imprese di incentivi per l’assunzione. “I disoccupati da inserire negli organici aziendali – ha aggiunto il vicepresidente &#8211; saranno individuati attraverso il servizio di preselezione, mediazione e incontro domanda/offerta svolto dai Centri per l’Impiego della regione tra i propri iscritti &#8211; con il supporto degli enti di formazione accreditati, e all’esito di uno specifico intervento formativo realizzato nell’ambito degli strumenti previsti”.</p>
<p><strong>La durata del bando</strong> L’avviso avrà validità generale fino al 31 dicembre 2017 e prevede che i progetti presentati da parte di un organismo di formazione pubblico o privato accreditato, programmino per ogni azienda anche un incremento occupazionale almeno un’assunzione a tempo indeterminato di persone disoccupate nei 12 mesi successivi alla domanda. Saranno ammissibili esclusivamente progetti che prevedano l’assunzione presso unità operative dell’impresa localizzate nel territorio della regione e che saranno presentati, esclusivamente a mezzo Pec in materia di industria, commercio, artigianato e formazione professionale. Ad ogni progetto non sarà comunque attribuibile un finanziamento pubblico complessivo superiore a 300 mila euro.</p>
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		<title>Osservatorio sul precariato, in Umbria aumento delle assuzioni a tempo indeterminato, + 56 %</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 10:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Assunzioni]]></category>
		<category><![CDATA[contratti a tempo indeterminato]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio precariato]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nei primi dieci mesi del 2015 è aumentato, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nel settore privato (+329.785: da 1.107.762 a 1.437.547). Diminuiscono invece le assunzioni con contratti a termine (-59.782) e le assunzioni in apprendistato (-43.834). La variazione netta  vale a dire il saldo tra le ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nei primi dieci mesi del 2015 è aumentato, rispetto al corrispondente periodo del 2014, il numero delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nel settore privato (+329.785: da 1.107.762 a 1.437.547). Diminuiscono invece le assunzioni con contratti a termine (-59.782) e le assunzioni in apprendistato (-43.834). La variazione netta  vale a dire il saldo tra le assunzioni e le cessazioni  per i primi dieci mesi del 2015 è pari a 616.543 posizioni; ciò che è rilevante è il confronto con l&#8217;analogo valore per l&#8217;anno precedente, pari a 309.569 unità: il miglioramento è dunque superiore alle 300mila unità. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato nel settore privato stipulate in Italia  sono state 1.437.547, il 29,8% in più rispetto all&#8217;analogo periodo del 2014. Le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine, comprese le trasformazioni degli apprendisti, sono state 406.691 (lincremento rispetto al 2014 è del 17%). La variazione netta dei contratti a tempo indeterminato risulta fortemente positiva (+507.691) e nettamente superiore a quella registrata per il corrispondente periodo dell&#8217;anno precedente (+92.114). Tali andamenti spiegano anche il cambiamento nell&#8217;incidenza delle assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati/variati, passata dal 32,0% dei primi dieci mesi del 2014 al 38,2% dello stesso periodo del 2015. Nella fascia di età fino 29 anni, l&#8217;incidenza dei rapporti di lavoro stabili sul totale dei rapporti di lavoro è passata dal 24,6% del 2014 al 31,5% del 2015. L&#8217;incremento delle assunzioni a tempo indeterminato 2015 su 2014 risulta superiore alla media nazionale (+30%) in Friuli-Venezia Giulia (+78%), in Umbria (+56%), in Piemonte (+52%), nelle Marche (+47%), in Trentino-Alto-Adige (+47%), in Emilia-Romagna (+46%), in Veneto (+45%), in Liguria (+44%), nel Lazio (+38%), in Lombardia (+35%), in Val d&#8217;Aosta (+32%), in Toscana (+35%), in Sardegna (+31%). Le variazioni più modeste si registrano nelle regioni del Sud: Sicilia (+4%), Puglia (+11%) e Calabria (+12%). La quota dei nuovi rapporti di lavoro full time sul totale dei nuovi rapporti registra un modestissimo incremento di 0,9 punti percentuali, passando dal 61,6% del 2014 al 62,5% del 2015. Rispetto al 2014, il peso dei nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni mensili inferiori a 1.000 euro diminuisce di un punto percentuale, passando dal 6,3% al 5,3%; una diminuzione si riscontra anche nella fascia retributiva immediatamente superiore (1.001-1.250 euro), la cui incidenza passa dall&#8217;8,8% del 2014 al 7,9% del 2015. Risulta in lieve diminuzione (da 22,9% a 22,7%) il peso dei nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni comprese nella fascia tra 1.251 e 1.500 euro, mentre aumenta di 0,8 punti percentuali il numero dei rapporti che si collocano nella fascia retributiva da 1.501 a 1.750 euro e di 0,7 punti percentuali quello nella fascia da 1.751 a 2.000 euro; per i nuovi rapporti di lavoro con retribuzioni comprese fra 2.001 a 3.000 euro, gli aumenti sono pari a 0,2 punti percentuali, mentre risulta pressoché stabile l&#8217;incidenza delle fasce retributive superiori a 3.000 euro. Per quanto riguarda i buoni lavoro, nei primi dieci mesi del 2015 risultano venduti 91.867.175 voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro, con un incremento medio nazionale, rispetto al corrispondente periodo del 2014 (54.800.369), pari al 67,6%, con punte del 98,5% in Sicilia, dell&#8217;85,9% in Liguria e dell&#8217;85,2% in Puglia.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/osservatorio-sul-precariato-in-umbria-aumento-delle-assuzioni-a-tempo-indeterminato-56/">Osservatorio sul precariato, in Umbria aumento delle assuzioni a tempo indeterminato, + 56 %</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Eurochocolate, siglato l’accordo per le assunzioni</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 11:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Assunzioni]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
		<category><![CDATA[Eurocholate]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Non più voucher, ma contratti di lavoro a tempo determinato. È questo il punto centrale dell’accordo che è stato raggiunto ieri, 5 ottobre, presso la Cgil di Perugia da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Perugia con la società Gioform Srl che organizza l’evento Eurochocolate, l’ormai celebre kermesse del cioccolato che si svolge ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Non più voucher, ma contratti di lavoro a tempo determinato. È questo il punto centrale dell’accordo che è stato raggiunto ieri, 5 ottobre, presso la Cgil di Perugia da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil di Perugia con la società Gioform Srl che organizza l’evento Eurochocolate, l’ormai celebre kermesse del cioccolato che si svolge ogni anno a Perugia.</p>
<div>L’accordo, prevede che la società contrattualizzerà per il periodo della manifestazione (14 giorni) tutti i lavoratori necessari allo svolgimento dell’evento stesso, che godranno quindi pienamente dei diritti previsti dal contratto nazionale del terziario.</div>
<div>“Le organizzazioni sindacali – si legge nell’accordo – valutano positivamente la volontà di strutturare i rapporti di lavoro in linea con le previsioni contrattuali e con una visione unitaria e certa del diritto del lavoro e della contrattualistica nazionale applicabile all’interno di un contesto di relazioni sindacali condivise”. Nell’accordo, le parti si impegnano anche reciprocamente ad incontrarsi nuovamente per gli anni a venire con l’obiettivo di “rinnovare, migliorare e integrare” l’accordo raggiunto per il 2015.</div>
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		<title>Assunzioni in Regione: &#8220;si effettueranno con procedura pubblica&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2015 08:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Assunzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> Nessuna assunzione di “privilegiati”, né un atto di “campagna elettorale” e né tantomeno discrezionale, bensì un adempimento di legge imposto dalla Commissione Europea. E tutte le assunzioni previste a tempo determinato saranno effettuate previa procedura pubblica aperta. E’ quanto precisa una nota di Palazzo Donini, rispetto ad alcune affermazioni rese da un consigliere regionale. Nella ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Nessuna assunzione di “privilegiati”, né un atto di “campagna elettorale” e né tantomeno discrezionale, bensì un adempimento di legge imposto dalla Commissione Europea. E tutte le assunzioni previste a tempo determinato saranno effettuate previa procedura pubblica aperta. E’ quanto precisa una nota di Palazzo Donini, rispetto ad alcune affermazioni rese da un consigliere regionale.</p>
<p>Nella nota si afferma che il Piano di rafforzamento amministrativo adottato dalla Giunta regionale con atto n. 1622 del 09.12.2014 e atto n. 1762 del 22.12.2014 costituisce un adempimento richiesto dalla Commissione europea a tutte le Regioni  per la attuazione dei Fondi comunitari 2014 – 2020 e non un atto di discrezionalità politica della Giunta regionale della Regione Umbria. Nel Piano, la Giunta ha assunto precisi impegni di potenziamento e rafforzamento della capacità amministrativa delle strutture dedicate alle attività di programmazione, gestione, attuazione, rendicontazione e controllo dei fondi comunitari in relazione a obiettivi quali–quantitativi puntualmente definiti nel Piano stesso, da realizzare entro termini predefiniti.</p>
<p>Il Piano di rafforzamento amministrativo costituisce una componente integrata dei Programmi operativi presentati dalla Regione Umbria per accedere ai finanziamenti europei e l’approvazione di tale Piano da parte della Commissione europea ha costituito una condizione necessaria per l’approvazione dei Programmi operativi stessi con particolare riferimento ai fondi FESR e FSE.</p>
<p>Per la realizzazione degli obiettivi definiti nel Piano di rafforzamento amministrativo, che mirano sostanzialmente ad una netta riduzione dei tempi delle procedure e degli oneri amministrativi sia esterni che interni a favore dei beneficiari esterni pubblici e privati, si prevedono più interventi sia sugli strumenti e procedure di lavoro sia di potenziamento della forza lavoro dedicata alle attività. Le 69 unità, di vari profili professionali ( economico, amministrativo, giuridico, informatico)  che si prevede di assumere con contratti a tempo determinato, nel rispetto della normativa vigente, saranno reclutate attraverso bandi di concorso pubblico, precisando quindi che non si tratta in alcun modo di procedure riservate, speciali o di stabilizzazione di personale già individuato, ma di procedure pubbliche aperte, per le quali la Giunta ha altresì ritenuto di fissare requisiti di partecipazione e modalità di selezione che garantiscano la individuazione delle professionalità più idonee e al contempo la massima accessibilità.</p>
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