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	<title>Perugia Online &#187; Ast</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Sciopero metalmeccanici: alte adesioni in Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 14:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “<span style="font-size: medium;">Con la larga adesione allo sciopero di oggi anche i metalmeccanici umbri mandano un messaggio chiaro a Federmeccanica: il contratto nazionale è un diritto di tutti i lavoratori e noi siamo qui, unitariamente, per difendere questo sacrosanto diritto”. Sono molto soddisfatte Fiom, Fim e Uilm dell’Umbria per la riuscita della prima giornata di protesta unitaria (dopo 8 anni) per il rinnovo del contratto nazionale con Federmeccanica, scaduto da 5 mesi. I primi dati disponibili dicono che la grande maggioranza dei lavoratori metalmeccanici umbri ha incrociato le braccia per lo sciopero generale di 4 ore. All’Ast di Terni nel turno del mattino l’adesione ha toccato l’80% e una delegazione di lavoratori di Fiom, Fim e Uilm ha manifestato sotto la sede di Confindustria, per ribadire l’inaccettabilità delle condizioni poste da Federmeccanica.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> Alte adesioni anche nel polo aerospaziale di Foligno con il 90% di lavoratori fuori alla Oma Tonti e il 60% alla Umbra Cuscinetti. Ma il risultato dello sciopero è stato abbastanza uniforme su tutto il territorio regionale: da Terni (90% Faurecia, 80% Ilserv, 90% Tct) all’Alto Tevere (70% Renzacci, 85% Metalmeccanica Tiberina, 90% Terex), passando per il Marscianese (95% Emu) e il Trasimeno (90% Tomassini Style, 70% Rampini). Da segnalare la totale adesione (100%) alla Dewalt Industriale Tools di Corciano e alla Tfa di Spello.</span></p>
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		<title>Acciaierie Terni: incontro tra Regione Comune e organizzazioni sindacali</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 17:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ncontro si è tenuto in vista della riunione del tavolo nazionale convocato al Ministero dello sviluppo economico per il prossimo 22 marzo per la verifica dell&#8217;accordo sulle Acciaierie di Terni, siglato nel dicembre 2014. All&#8217;incontro di oggi hanno partecipato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il vice-presidente e assessore regionale allo sviluppo economico, Fabio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> L&#8217;ncontro si è tenuto in vista della riunione del tavolo nazionale convocato al Ministero dello sviluppo economico per il prossimo 22 marzo per la verifica dell&#8217;accordo sulle Acciaierie di Terni, siglato nel dicembre 2014. All&#8217;incontro di oggi hanno partecipato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il vice-presidente e assessore regionale allo sviluppo economico, Fabio Paparelli, il sindaco Leopoldo Di Girolamo e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze dei lavoratori aziendali di Ast. Al termine dell&#8217;incontro è stato concordato il seguente comunicato congiunto: &#8220;La riunione del tavolo nazionale al Mise del prossimo 22 marzo non dovrà essere un incontro rituale, bensì una occasione di verifica reale dello stato di attuazione degli impegni assunti con l&#8217;accordo del dicembre 2014, anche in considerazione delle prospettive e del futuro del sito Ast di Terni. In quella sede, istituzioni locali ed organizzazioni sindacali ribadiranno la necessità di conoscere quali siano le reali intenzioni in relazione agli assetti proprietari dell&#8217;azienda. Ciò anche in considerazione della politica degli investimenti che Tk intende sviluppare, sia in relazione agli impegni assunti circa gli assetti impiantistici e volumi produttivi, sia in relazione alle tematiche energetiche ed ambientali.<br />
Istituzioni locali ed organizzazioni sindacali sottolineano come in questo periodo, per parte loro, abbiano operato per un concreto e coerente rispetto degli impegni assunti.<br />
Istituzioni locali ed organizzazioni sindacali ribadiscono infine la piena e totale disponibilità a collaborare affinché al sito Ast di Terni vengano garantite adeguate prospettive di sviluppo, confermando inoltre la centralità che tale sito, leader nella produzione di acciai speciali in Europa, riveste per l&#8217;economia regionale e per l&#8217;industria siderurgica nazionale e internazionale&#8221;.</p>
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		<title>Acciaio pagato e non pervenuto, scoperto giro di furti di rottami ai danni dell’Ast</title>
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		<pubDate>Fri, 29 May 2015 10:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Altri furti di rottame perpetrati ai danni dell’Ast nel corso del 2014, per un danno complessivo stimato in circa 300 mila euro: questo è quanto venuto alla luce da un’indagine condotta dal nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del comando provinciale di Terni del corpo forestale dello Stato. Nel corso delle indagini relative ai furti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Altri furti di rottame perpetrati ai danni dell’Ast nel corso del 2014, per un danno complessivo stimato in circa 300 mila euro: questo è quanto venuto alla luce da un’indagine condotta dal nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del comando provinciale di Terni del corpo forestale dello Stato. Nel corso delle indagini relative ai furti di materiale dal centro di finitura dell’Ast del febbraio scorso, sfociata nell’operazione “Acciaio d’oro” (che aveva portato all’arresto di sei persone e all’esecuzione di perquisizioni e sequestri) erano scaturiti alcuni indizi che lasciavano ipotizzare altri furti di rottame di acciaio. La documentazione sequestrata nel corso dell’operazione ha fornito agli investigatori le prove che mancavano per completare il quadro investigativo.</p>
<p>Mettendo in atto alcuni accorgimenti per sfuggire al sistema dei controlli da parte dell’Ast, la ditta che effettuava per conto dell’azienda i trasporti del materiale, lamierino in acciaio proveniente da uno stabilimento del frusinate,  è riuscita a sottrarre  ventidue camion di rottame di acciaio che, anziché essere conferiti all’acciaieria, venivano condotti presso un centro di Foligno per essere poi rivenduti. L’Ast, ignara, provvedeva comunque al pagamento della merce al fornitore, anche se mai entrata nello stabilimento.</p>
<p>Per questo sono stati denunciati per associazione a delinquere e furto aggravato il titolare della ditta di trasporti, gli autisti che hanno sottratto il materiale ed il titolare del centro di rottamazione, deferito anche per il reato di ricettazione. Nel gennaio del 2015, i controlli più accurati disposti dall’Ad dell’Ast avevano evidenziato alcune anomalie nei quantitativi di rottame acquistati, segnalate dall’Ast al trasportatore il quale, temendo che venissero scoperti i furti, ha elaborato un piano per cercare di coprirli, reperendo cioè altro rottame e tentando di consegnarlo all’Ast con i documenti di trasporto del materiale rubato mesi prima.</p>
<p>Il personale del corpo forestale, a questo punto, accorgendosi di anomale movimentazioni di rottame, nel frattempo scaricato su un piazzale di un’altra azienda (non coinvolta nella vicenda), era intervenuto sequestrando un cumulo di circa 3.500 quintali di rottame. Per questi fatti sono state deferite all’Autorità giudiziaria altre tre persone per i reati di truffa e riciclaggio. Proprio in questi giorni il Pm titolare dell’indagine Elisabetta Massini ha disposto il dissequestro e la riconsegna del rottame in acciaio all’Ast, ritenendo l’azienda siderurgica legittima proprietaria del materiale.</p>
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		<title>Ast, sospesi dal lavoro i dirigenti-funzionari indagati</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 13:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> L&#8217;Ast ha sospeso dal lavoro gli 11 dipendenti, tra dirigenti e funzionari, raggiunti nei giorni scorsi dagli avvisi di conclusione indagine emessi dalla procura di Terni nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta su presunti favori richiesti ad un imprenditore in cambio di un appalto. Tra gli indagati c&#8217;è anche il capo del personale, Arturo Ferrucci. L&#8217;indagine è partita dopo la denuncia del titolare della ditta, specializzata ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> L&#8217;Ast ha sospeso dal lavoro gli 11 dipendenti, tra dirigenti e funzionari, raggiunti nei giorni scorsi dagli avvisi di conclusione indagine emessi dalla procura di Terni nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta su presunti favori richiesti ad un imprenditore in cambio di un appalto. Tra gli indagati c&#8217;è anche il capo del personale, Arturo Ferrucci. L&#8217;indagine è partita dopo la denuncia del titolare della ditta, specializzata nella manutenzione delle caldaie dell&#8217;acciaieria, che aveva segnalato gravi problemi di sicurezza degli impianti e sarebbe stato oggetto di pressioni e vessazioni per mantenere l&#8217;appalto.</p>
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		<title>Favori in cambio di appalti, indagati 11 dipendenti dell&#8217;Ast</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 11:17:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Gli uomini del nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) e del comando provinciale di Terni del corpo forestale dello Stato stanno notificando in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad 11 dipendenti dell’Acciai Speciali Terni s.p.a., tutti di nazionalità italiana, tra i quali figurano tre alti dirigenti ed otto funzionari ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Gli uomini del nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) e del comando provinciale di Terni del corpo forestale dello Stato stanno notificando in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari ad 11 dipendenti dell’Acciai Speciali Terni s.p.a., tutti di nazionalità italiana, tra i quali figurano tre alti dirigenti ed otto funzionari a livello apicale, indagati per reati che vanno dall’estorsione all’appropriazione indebita, a reati connessi al decreto legislativo 81/08 sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.</p>
<p>L’indagine della Forestale, nata dalla denuncia di un imprenditore ternano, aveva portato ad accertare che alcuni degli indagati avevano preteso favori personali o per conoscenti ed amici, consistenti nell’effettuazione di lavori di manutenzione e/o ristrutturazioni di abitazioni, da parte di operai della ditta che aveva ricevuto appalti dall’Ast s.p.a., senza pagare alcun corrispettivo. Uno degli indagati aveva “preteso” anche alcuni oggetti di antiquariato.</p>
<p>In un caso addirittura si è accertato che è stato realizzato, presso la proprietà di uno degli indagati, un fabbricato utilizzando un progetto commissionato e pagato dall’Ast ad uno studio esterno, con manodopera prestata sempre dagli operai della ditta che aveva ricevuto appalti dall’Ast s.p.a..</p>
<p>Tra le contestazioni mosse dalla procura della Repubblica di Terni figurano anche reati di natura contravvenzionale legati  all’applicazione della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro.</p>
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		<title>Ast, Di Girolamo: &#8220;Preoccupato per l&#8217;inasprirsi dei rapporti aziendali&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 16:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ast]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Terni &#8211; Si dice preoccupato il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, sul “nuovo inasprirsi dei rapporti aziendali all’interno della Ast”, dopo che l&#8217;azienda ha comunicato l&#8217;applicazione della nuova pianta organica, contestata dalle rsu, a partire dal 2 marzo.  Serve cooperazione &#8211; &#8220;Dopo le lotte in difesa della competitività industriale del sito e del mantenimento dell&#8217;occupazione, che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Terni</strong> &#8211; Si dice preoccupato il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, sul “nuovo inasprirsi dei rapporti aziendali all’interno della Ast”, dopo che l&#8217;azienda ha comunicato l&#8217;applicazione della nuova pianta organica, contestata dalle rsu, a partire dal 2 marzo.</p>
<p><strong> Serve cooperazione</strong> &#8211; &#8220;Dopo le lotte in difesa della competitività industriale del <span style="line-height: 1.5;">sito e del mantenimento dell&#8217;occupazione, che hanno portato all&#8217;accordo del 3 dicembre 2014 &#8211; commenta Di Girolamo – sono indispensabili atteggiamenti e comportamenti che siano il più possibile cooperativi per far ripartire la produzione a pieno regime, riconquistare clienti e raggiungere gli obiettivi che ci </span><span style="line-height: 1.5;">si e&#8217; posti nell&#8217;accordo&#8221;. Secondo il primo cittadino, &#8220;decisioni unilaterali o strappi </span><span style="line-height: 1.5;">non sono utili ad alcuno e mettono a rischio la tenuta omplessiva dell&#8217;accordo ed il futuro stesso dell&#8217;impianto&#8221;.</span></p>
<p><strong>L’invito</strong> – Il primo cittadino di Terni quindi chiede di “mettere in campo, senza indugiare, il metodo del confronto e dell’intesa che, solo, può portarci fuori da questa situazione. Al contrario, sarà inevitabile attivare il tavolo di verifica previsto dall&#8217;accordo stesso. Ma non sarà certo un buon segnale che come città nel suo complesso daremo&#8221;.</p>
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		<title>Furti all&#8217;Ast di Terni, sei misure cautelari nell&#8217;operazione &#8220;Acciaio d&#8217;oro&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2015 08:56:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[acciaio]]></category>
		<category><![CDATA[Ast]]></category>
		<category><![CDATA[furti]]></category>
		<category><![CDATA[Terni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Terni &#8211; Sei misure cautelari sono in corso di esecuzione per ordine dal GIP dr.ssa Simona Tordelli del Tribunale di Terni, su richiesta del PM dr.ssa Elisabetta Massini della Procura della Repubblica di Terni, in esito ad una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale CFS di ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/furto-di-acciaio-allast-di-terni/">Furti all&#8217;Ast di Terni, sei misure cautelari nell&#8217;operazione &#8220;Acciaio d&#8217;oro&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Terni</strong> &#8211; Sei misure cautelari sono in corso di esecuzione per ordine dal GIP dr.ssa Simona Tordelli del Tribunale di Terni, su richiesta del PM dr.ssa Elisabetta Massini della Procura della Repubblica di Terni, in esito ad una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale CFS di Terni. L&#8217;accusa è di furto di acciaio nell&#8217;Ast. L’ordinanza emessa dal GIP prevede sei arresti tra cui tre custodie cautelari in carcere e tre misure detentive domiciliari. I soggetti interessati sono accusati di reati che vanno dall’associazione a delinquere per la commissione di furti aggravati e continuati, alla ricettazione di materiale rubato.</p>
<p align="LEFT"><strong>I furti</strong> &#8211; I furti sarebbero avvenuti all’interno del Centro di Finitura dell’AST ACCIAI SPECIALI TERNI (sito a Terni, strada di Confini), reparto dedito alla “rifinitura” ulteriore dei vari prodotti in acciaio realizzati dall’azienda; i residui di tale specifica lavorazione sono costituiti da materiale, sempre in acciaio, che viene trasportato e conferito alla sede principale dell’AST (viale Brin) per essere riutilizzato tramite ri fusione nel ciclo produttivo dell’acciaieria. E’ proprio questo materiale che, come accerterebbero i riscontri effettuati dal NIPAF di Terni, sarebbe stato sottratto piu’ volte e conferito illegittimamente ad un centro che commercia in materiale ferroso, a Foligno, in complicita’ con l’organizzazione.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><strong>Le indagini</strong> &#8211; Le indagini infatti farebbero emergere ipotesi di un’organizzazione criminosa formata da un dipendente interno all’azienda, un soggetto compiacente alla portineria, tre soggetti tra cui il titolare appartenenti alla Ditta che ha in appalto il servizio di trasporto di tale materiale alla sede di viale Brin e il titolare del centro di recupero rottami. Si stima, dai pedinamenti appostamenti ed intercettazioni, che solo in un mese sarebbe stato sottratto all’azienda un quantitativo di circa 80 tonnellate, pari ad un valore stimabile in oltre 100.000 euro (il materiale, infatti, oltre che essere utilizzabile all’interno del ciclo di produzione AST, potrebbe essere rivenduto a clienti esterni ad una cifra variabile dai 1.000 ai 2.000 euro/tonnellata, a seconda della qualità del materiale stesso). Ovviamente i quantitativi sottratti nel corso di un periodo di tempo che e’ presumibilmente di anni e’ in corso di accertamento e consequenziali indagini.</p>
<p align="JUSTIFY"><strong>Le attività</strong> &#8211; Per arrivare alla individuazione delle responsabilità, il NIPAF ha messo in atto, sotto la guida del PM titolare delle indagini, tutta una serie di attività che vanno dalle intercettazioni telefoniche, all’installazione di GPS sui veicoli addetti al trasporto, al pedinamento e alla ripresa diretta dei furti, ecc. Per l’esecuzione delle misure e l’effettuazione di piu’ perquisizioni (sia domiciliari che negli uffici delle Ditte interessate) è in corso un’operazione che impiega circa 60 tra ufficiali sottufficiali e agenti del Corpo Forestale piu’un mezzo ad ala rotante , coordinati dal NIPAF di Terni, con l’ausilio di vari Comandi Stazione del ternano e del perugino, oltre al personale dello stesso Comando provinciale. L’operazione, denominata “Acciaio d’Oro” è iniziata alle ore 15 del 18 febbraio ed e’ tutt’ora in corso<span style="font-size: large;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Terni, i sindacati pronti ad aprire la vertenza per l&#8217;indotto Ast</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2015 14:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Terni &#8211; &#8220;I lavoratori dell’indotto non possono essere la valvola di sfogo delle tensioni che la politica di ThyssenKrupp su Ast Terni sta generando dopo l’accordo del 3 dicembre. La multinazionale sta portando all’estremo la sua strategia di contenimento dei costi sugli appalti e, a catena, le ditte appaltatrici, pur di non perdere commesse vitali, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p class="western"><strong>Terni</strong> &#8211; &#8220;I lavoratori dell’indotto non possono essere la valvola di sfogo delle tensioni che la politica di ThyssenKrupp su Ast Terni sta generando dopo l’accordo del 3 dicembre. La multinazionale sta portando all’estremo la sua strategia di contenimento dei costi sugli appalti e, a catena, le ditte appaltatrici, pur di non perdere commesse vitali, scaricano sui lavoratori tutto il peso degli sconti imposti. La conseguenza, già ben visibile, è la perdita di posti di lavoro, oltre all’abbassamento di salari e diritti attraverso una modifica dei contratti applicati. Di fronte a questa situazione: Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria e di Terni sono pronte ad aprire una vera vertenza dell’indotto di Ast”. I sindacati lo hanno messo in chiaro oggi, 17 febbraio, nel corso dell’attivo dei delegati dell’indotto delle acciaierie ternane che si è svolto presso la sala degli edili di Terni, con la partecipazione, tra gli altri, di Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria.</p>
<p class="western"><strong>Difficoltà</strong> &#8211; Un mondo complesso quello dell’indotto di Ast, fatto di almeno 1500 lavoratori (non si conosce un numero preciso per la difficoltà di penetrare a fondo un universo molto articolato, composto anche da tantissime piccole e piccolissime realtà) che sta attraversando una fase di grande difficoltà. “La gestione dell’accordo del 3 dicembre su Ast, che era l’unico accordo possibile – hanno spiegato i sindacati nel corso dell’iniziativa – sta comunque generando effetti negativi sugli appalti in termini di volumi e occupazione. Le nostre organizzazioni hanno già denunciato la perdita di posti di lavoro, almeno un centinaio quelli accertati, ma se non si inverte la tendenza le cifre sono destinati a crescere”.</p>
<p class="western"><strong>Interventi &#8211;</strong> Nei numerosi interventi, i delegati, tra i quali anche diversi migranti, presenti in gran numero nel sistema dell’indotto Ast, hanno sottolineato la gravità della situazione: “Gli sconti selvaggi richiesti da Thyssen alle ditte dell’indotto attraverso il ricatto ‘o accetti o sei fuori’ stanno ricadendo sulle nostre spalle. Molte aziende hanno già messo mano ai contratti, altre ai licenziamenti”. “Basta guardare quello che è successo alla portineria ‘Serra’ (quella riservata ai lavoratori delle ditte terze, <i>ndr</i>) – ha detto uno dei delegati intervenuti – dove fino a qualche anno fa c’era una fila interminabile, mentre oggi in un minuto si riesce ad entrare”. Di qui la necessità di un’azione compatta dei lavoratori (significativa a riguardo la presenza dei delegati di Tk-Ast all’attivo) e dei sindacati, per pretendere, in primo luogo, il rispetto di quanto previsto dall’accordo del 3 dicembre: accordo sottoscritto da tutte le istituzioni, dal governo, alla Regione, agli enti locali – hanno ricordato sindacati e lavoratori &#8211; e che prevedeva garanzie anche per il sistema degli appalti, in termini di ricollocamento e formazione. “Ad oggi quegli impegni sono rimasti sulla carta”, è la denuncia di Cgil, Cisl e Uil, mentre sul versante delle imprese “è assordante il silenzio delle associazioni datoriali, che dura ormai da anni”.</p>
<p class="western"><strong>Le responsabilità delle istituzioni</strong> &#8211; Chiamare le istituzioni alle proprie responsabilità rispetto agli impegni sottoscritti, “costringere” le associazioni delle imprese a confrontarsi sul sistema complessivo degli appalti, continuare il percorso in prefettura per monitorare anche le ricadute in termini di legalità sul territorio: questi i punti fondamentali della vertenza che Cgil, Cisl e Uil, attraverso il coordinamento delle Rsu/Rsa dell’indotto Ast, intendono portare avanti, pronte a mettere in campo “qualsiasi iniziativa si renda necessaria, a partire da una manifestazione sotto la Regione”. “Il fatto che oggi siano qui insieme lavoratori metalmeccanici, dei trasporti, dell’edilizia, del commercio, della cooperazione – ha osservato nel suo intervento conclusivo Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria intervenuto anche a nome di Cisl e Uil regionali – è già un elemento importante e non scontato. Per questo Cgil, Cisl e Uil regionali hanno il dovere di dare seguito a questa iniziativa, non solo per l’enorme importanza che il sistema Ast riveste nell’economia umbra (20% del Pil), ma per sanare una contraddizione: tutti, a partire dal governo, esaltano l’accordo del 3 dicembre, frutto di 40 giorni di sciopero e mobilitazione dei lavoratori delle acciaierie, come una medaglia da lucidare, poi però quando si tratta di tradurre in fatti concreti tutte le cose che l’accordo prevede, vediamo un ritardo e un’inerzia inaccettabile. I lavoratori degli appalti non sono invisibili – ha concluso Bravi – e il nostro impegno sarà quello di chiedere alla presidente Marini un incontro immediato per fare chiarezza sulle azioni concrete che la Regione intende mettere in campo da subito per rispettare gli impegni presi. E senza risposte, sarà mobilitazione”.</p>
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		<title>Quelle proteste che fanno male alla Regione</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Dec 2014 16:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Altro giro, altra corsa. Direbbe qualcuno. Ma no è solo il semplice giro di boa, nessun turnover, nessun colpo di scena. Direbbe qualcun altro. Ci si saluta, si tirano le somme e si guarda al futuro (leggasi al prossimo mandato). Si, perché, ieri, la presidente della Regione Catiuscia Marini ha fatto il bilancio di fine ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Altro giro, altra corsa. Direbbe qualcuno. Ma no è solo il semplice giro di boa, nessun turnover, nessun colpo di scena. Direbbe qualcun altro. Ci si saluta, si tirano le somme e si guarda al futuro (leggasi al prossimo mandato).</p>
<p>Si, perché, ieri, la presidente della Regione Catiuscia Marini ha fatto il bilancio di fine anno, in una conferenza stampa iniziata con un fuori programma e continuata con momenti di tensione e di imbarazzo in un clima a volte surreale con i punti all’ordine del giorno scanditi dai colpi che i dipendenti delle Province davano al portone della sala della Giunta a palazzo Donini.</p>
<p>E a ragion veduta. Ma con modi poco adatti al luogo e al momento. Non colpevolizziamo di certo i lavoratori, lungi da noi pretendere di comprendere cosa prova un dipendente provinciale in questo momento. Ma i lavoratori delle Province avrebbero dovuto parlare con il governo centrale e non con la Presidente della Giunta regionale dell&#8217;Umbria. Nonostante Presidente e Giunta abbiano tentato in tutte le sedi di evitare gli effetti della riforma delle Province, è anche vero che i lavoratori ad oggi aspettano ancora di sapere che fine faranno i propri posti di lavoro e quali saranno gli impegni della classe dirigente umbra.</p>
<p>La presidente Marini un’idea ce l’ha visto che ad inizio conferenza stampa ha posato il caschetto dell’Ast di Terni sul tavolo ovale ricordando di averlo fatto “non soltanto per ricordare una vertenza che ha coinvolto tutti e richiesto l’impegno di tutti per arrivare ad una soluzione positiva, ma anche e soprattutto per sottolineare un metodo: con quelle modalità dovranno essere affrontate anche altre vertenze in Umbria, altrettanto importanti ed ancora aperte”. La Regione Umbria è accanto ai suoi lavoratori. Ai cassintegrati e a tutti quelli senza lavoro. La presidente ha tenuto a sottolinearlo. E a chiesto rispetto, all’ennesimo colpo dei lavoratori dato sulla porta “invito al rispetto dei 22 mila cassa integrati dell’Umbria. Questi atteggiamenti &#8211; ha detto Marini &#8211; non aiutano a portare solidarietà. Nessun dipendente delle Province ha perso un euro”.</p>
<p>Ma nulla di fatto. La protesta è andata avanti fino alla fine della conferenza stampa. I lavoratori, insieme ai sindacalisti, hanno messo in scena una protesta che rimarrà sicuramente come uno degli episodi negativi del 2014. Si, perché a differenza dei tanti cassintegrati e lavoratori dell’Ast o delle tante aziende umbre in crisi i lavoratori che, ieri, bussavano alle porte e urlavano sulle scale del palazzo della Regione non sono a rischio licenziamento ma solo una parte di loro sarà ricollocata in altri enti. A partire dalla Regione stessa magari.</p>
<p>Non è accettabile che chi non rischia il posto di lavoro si comporti in questo modo, non è accettabile perché c’è chi sta davvero perdendo il posto di lavoro e c’è chi l’ha perso davvero. Non è accettabile calpestare i diritti di chi tutti i giorni combatte per arrivare a fine mese e mettere a tavola un piatto caldo per i propri figli. Non è accettabile protestare in questo modo.</p>
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		<title>Ast, i lavoratori approvano l&#8217;accordo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 10:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Grande affluenza e l&#8217;affermazione del sì. L&#8217;ottanta per cento dei lavoratori delle acciaierie di Terni hanno approvato ieri sera l&#8217;accordo che era stato siglato dai sindacati con i vertici dell&#8217;azienda al Ministero dello sviluppo economico lo scorso 3 dicembre. Una svolta epocale per una delle vertenze più dure e complesse della storia industriale della regione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Grande affluenza e l&#8217;affermazione del sì. L&#8217;ottanta per cento dei lavoratori delle acciaierie di Terni hanno approvato ieri sera l&#8217;accordo che era stato siglato dai sindacati con i vertici dell&#8217;azienda al Ministero dello sviluppo economico lo scorso 3 dicembre. Una svolta epocale per una delle vertenze più dure e complesse della storia industriale della regione e dell&#8217;Italia intera. Dopo mesi di mobilitazione e uno sciopero di 40 giorni consecutivi quasi 2000 operai hanno votato al referendum. Solo 386 hanno espresso un parere negativo.</p>
<p><strong>La Cgil</strong> &#8211; Per la Camusso, segretario generale Cgil, l&#8217;esito del referendum ha premiato la fermezza della lotta condotta da operai e sindacati e la lungimiranza degli obiettivi messi in campo. &#8220;Si è trattato di un risultato che premia una straordinaria lotta unitaria di tutti i lavoratori delle acciaierie &#8211; ha detto la Camusso. &#8211; Aver modificato il piano industriale e rafforzato l’assetto produttivo con investimenti e nuovi sbocchi di mercato, significa aver riaperto una prospettiva positiva per un’azienda strategica del sistema industriale italiano. Un successo così netto nel referendum non solo permetterà di affrontare con ampio consenso e autorevolezza un percorso comunque difficile di gestione dell’accordo, ma premia anche il ruolo del sindacato, la sua capacità di rappresentanza degli interessi dei lavoratori e di un’intera comunità. La Cgil &#8211; conclude Camusso &#8211; ringrazia tutti i lavoratori, della Ast di Terni, la Rsu, il sindacato territoriale per la tenuta dimostrata in una lotta difficile e complessa”. Anche Maurizio Landini, segretario della Fiom Cgil, ha accolto positivamente l&#8217;esito del referendum. &#8220;E&#8217; un voto che impegna tutta la Fiom nazionale e territoriale ad avviare fin da ora una fase di fattiva gestione dell’accordo &#8211; ha affermato Landini &#8211; per valorizzare tutti gli impegni previsti sul piano degli investimenti, per qualificare l’occupazione e la qualità del lavoro e dell’organizzazione aziendale ad ogni livello.E&#8217; un voto che parla al Paese, confermando la responsabilità e il valore di una lotta dura e difficile che è stata capace di difendere il lavoro e un pezzo decisivo del sistema industriale&#8221;.</p>
<p><span data-reactid=".2l.$mid=11418897963533=2ed5e79e77edd5c3646.2:0.0.0.0.0.0.$end:0:$0:0"><strong>La Marini</strong> &#8211; Soddisfatta anche la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini: &#8220;</span><span data-reactid=".2l.$mid=11418897963533=2ed5e79e77edd5c3646.2:0.0.0.0.0.0.$end:0:$4:0">i lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno gestito con competenza e responsabilità una lunga vertenza in difesa non soltanto dei loro importanti diritti e del posto di lavoro, ma soprattutto dell&#8217;industria di Terni e del suo futuro”. </span><span data-reactid=".2l.$mid=11418897963533=2ed5e79e77edd5c3646.2:0.0.0.0.0.0.$end:0:$8:0">“I lavoratori &#8211; ha proseguito la presidente &#8211; hanno affrontato questa vertenza con profondi sacrifici personali, sia sul piano economico in un momento non certo facile per la loro vita e quella delle famiglie, sia sul piano di una mobilitazione anche fisica straordinaria”. </span><span data-reactid=".2l.$mid=11418897963533=2ed5e79e77edd5c3646.2:0.0.0.0.0.0.$end:0:$10:0">“L&#8217;alta partecipazione al referendum &#8211; ha aggiunto &#8211; ha il merito di dimostrare anche la rappresentatività e la maturità nella gestione della trattativa, da parte di tutti, a cominciare dalle rappresentanze sindacali unitarie, di una così difficile vertenza”.</span><span data-reactid=".2l.$mid=11418897963533=2ed5e79e77edd5c3646.2:0.0.0.0.0.0.$end:0:$14:0">&#8220;che hanno permesso di incidere in maniera sostanziale sui contenuti del piano industriale presentato lo scorso mese di luglio dall&#8217;azienda, salvaguardando così il futuro produttivo delle acciaierie e la prospettiva industriale della regione. Anche per questo &#8211; ha concluso la presidente &#8211; la Giunta regionale ha affiancato e sostenuto convintamente queste ragioni, nella definizione dei contenuti dell&#8217;accordo sottoscritto al Mise”.</span></p>
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		<title>Ast Terni, finalmente trovato l&#8217;accordo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 14:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ast]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Raggiunto l&#8217;accordo al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza della Ast di Terni. Lo ha annunciato il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova dopo 24 ore di trattave spiegando che tutte le parti stanno firmando il documento. L&#8217;accordo &#8211; Quattro intensi anni di lavoro che si baseranno su un piano di rilancio specifico che ha come ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span>Raggiunto l&#8217;accordo al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza della Ast di Terni. Lo ha annunciato il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova  dopo 24 ore di trattave spiegando che tutte le parti stanno firmando il documento.</p>
<p><strong>L&#8217;accordo &#8211;</strong> Quattro intensi anni di lavoro che si baseranno su un piano di rilancio specifico che ha come obiettivo di garantire almeno un milione di tonnellate di fuso con il mantenimento dei due forni. Ma, cosa ancor più importante, non ci saranno licenziamenti ma 290 esuberi con adesione volontaria. </p>
<p><strong>La vicenda &#8211;</strong> I lavoratori dell&#8217;Ast aspettano un piano industriale e indicazioni precise sul futuro del sito da marzo scorso. Tra gli operai e la ThyssenKrupp si creano alcuni malumori. E papa Francesco, durante l&#8217;anniversario dei 130 anni delle acciaierie, ad incontrare i lavoratori dell&#8217;Ast e a dire: &#8220;Il lavoro non ha solo finalita&#8217; economica e di profitto, ma interessa la dignita&#8217; dell&#8217;uomo e chi e&#8217; sottocupato o disoccupato rischia di diventare una vittima dell&#8217;esclusione sociale&#8221;.<br />
Il segretario Fim CISL di Terni, Riccardo Marcelli, intervenuto sulla vicenda, ha affermato che la ristrutturazione dell&#8217;industria siderurgica stava generando problemi sociali dovuti al calo dei posti di lavoro. A maggio, successivamente all&#8217;incontro tra i sindacati europei aderenti a IndustriAll, venne sottolineata la necessita&#8217; di conoscere e discutere il progetto e il piano industriale prima che venisse elaborato per garantire la competitività&#8217; del sito nel panorama dei produttori di acciaio inox in Europa. La multinazionale tedesca, alle richieste rispose che entro agosto massimo avrebbe presentato un piano ed un progetto idoneo ai sindacati, impegnandosi in un confronto con il governo, gli enti locali e i lavoratori.  A luglio, l&#8217;amministratore delegato Marco Pucci dopo la sua conferma alla guida del colosso dell&#8217;acciaio si dimise dalla carica a causa del contenuto del documento industriale in lavorazione e pronto per la pubblicazione, probabilmente contenente il blocco di una linea di lavorazione e il conseguente esubero di centinaia di operai. Ed ecco che scattare il primo sciopero operaio di tre ore. Il  17 luglio, dalla stessa multinazionale tedesca, che confermo&#8217; il taglio del personale di circa 550 dipendenti. La Fiom attivò diverse iniziative di protesta fino a quando il Governo non avesse deciso di mediare con i vertici dell&#8217;Ast cambiando il piano. Il 31 luglio è la data di inizio della manifestazione degli operai con il blocco  del casello di Orte, impedendone la circolazione per ore.  Il 17 agosto la ThyssenKrupp ha annunciato la volontà&#8217; di cedere le Acciaierie Terni. Dopo scioperi della fame e l&#8217;avvio di più trattative, i sindacati ottennero il ritiro dei 550 licenziamenti annunciati, accordandosi con il governo e la multinazionale tedesca per definire un accordo all&#8217;interno di un piano industriale di rilancio del polo siderurgico umbro. Ancora nel dubbio e dopo ulteriori 290 esuberi, il 22 ottobre le acciaierie si sono bloccate. Dopo il blocco dell&#8217;Autosole da parte di un centinaio di lavoratori e il ritorno al lavoro a garanzia delle trattative del Mise, il premier Renzi intervenne in merito confermando che la soluzione sarebbe stata vicina. </p>
<p><strong>I primi commenti &#8211;</strong> I primi commenti arrivano dagli esponenti del Pd. I tre senatori Gianluca Rossi, Valeria Cardnaline Nadia Ginetti dichiarano come &#8220;L&#8217;accordo su AST è un fatto importante e pieno di significato, perchè offre continuità produttiva e certezza industriale a un asset strategico del nostro Paese, anchese siamo consci che in esso sono contenuti sacrifici salariali e sociali, come la revisione del contratto integrativo e le uscite volontarie. Tuttavia ci auguriamo che l’accordo verrà validato dai lavoratori con le forme e i modi che le organizzazioni sindacali riterranno più opportune&#8221;.  I senatori umbri aggiungono che &#8220;unitamente all&#8217;accordo raggiunto per Piombino, possiamo finalmente cominciare ad affermare che la siderurgia italiana è capace di futuro: questo è reso possibile dall&#8217;impegno costante del Governo Renzi, delle Istituzioni locali e dal sacrificio dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. Ora sarà compito di tutti vigilare e monitorare gli impegni assunti e contenuti nell’accordo, rafforzando la parte di competenza delle istituzioni così come indicato dal Senato qualche settimana fa con una mozione approvata a larga maggioranza&#8221;.</p>
<p><strong>Ottimismo &#8211;</strong> Ancor più ottimista è il segretario regionale Giacomo Leonelli: &#8220;Abbiamo organizzato assemblee – ha detto Leonelli &#8211; abbiamo partecipato a manifestazioni anche se ‘sconsigliati’, abbiamo agevolato l&#8217;incontro alla Leopolda tra il nostro segretario Matteo Renzi e i lavoratori dell&#8217;Ast, al quale ho partecipato personalmente; abbiamo passato le notti a consultare siti internet e ad attendere sms con buone notizie dal Mise. In poche parole, il Partito Democratico dell&#8217;Umbria ci ha messo la faccia, dal primo minuto al 90esimo, tempi supplementari compresi. Sapevamo che era rischioso. Perché se tutto fosse naufragato, come ad un certo punto sembrava più che probabile, il contraccolpo sarebbe stato pesantissimo. Ma questo è il nostro ruolo. Questo è il ruolo del Pd. Dalla parte dei cittadini e dei lavoratori dell&#8217;Umbria. Voglio pensare che questa sia la vittoria dell&#8217;Umbria migliore.e aggiunge: &#8220;Voglio ringraziare oltre a sindacati e lavoratori per la loro responsabilità, forza e tenacia, e Governo Renzi per aver lavorato alacremente per la positiva conclusione della vertenza, due persone in particolare, due di noi per l&#8217;appunto: Leopoldo Di Girolamo e Catiuscia Marini, che hanno rappresentato l&#8217;Umbria a quel tavolo in tutte queste settimane, in giornate e nottate estenuanti”.</p>
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		<title>Ast, la soddisfazione della Regione: &#8220;chiusa una vertenza durissima&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2014 09:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> “È stata una vertenza durissima. Con il piano presentato da ThyssenKrupp a luglio il rischio era quello di un drastico ridimensionamento del sito siderurgico di Terni, un’infrastruttura essenziale per l’industria italiana e umbra, con impatti devastanti sull’occupazione diretta di Ast e dell’indotto”. È quanto sottolineano, a conclusione della trattativa, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Vincenzo Riommi.</p>
<p>“Fin dall’inizio &#8211; ricordano &#8211; Regione e Comune di Terni hanno sostenuto con forza la posizione dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che con 45 giorni di sciopero si sono posti a tutela delle prospettive di sviluppo e del futuro di Ast e delle imprese dell’indotto. Ora, finalmente, grazie a questa intesa, i lavoratori e le organizzazioni sindacali del gruppo Ast, delle altre imprese dell’indotto, ma anche Terni e l&#8217;Umbria possono guardare al futuro con maggior fiducia. La straordinaria azione di lotta dei lavoratori, la loro generosa mobilitazione, la loro profonda compostezza e quella di tutta la collettività di Terni, che ha potuto godere di un sostegno forte e convinto di tutta la comunità regionale , il ruolo fondamentale svolto da tutte le organizzazioni sindacali che con determinazione, ma anche con un alto senso di responsabilità hanno condotto il negoziato con l&#8217;azienda, hanno permesso che venisse scongiurato il rischio di un inaccettabile  ridimensionamento dell’Acciaieria  di Terni”.</p>
<p>“La Regione ed il Comune di Terni – sottolineano Marini, Di Girolamo e Riommi &#8211; sono state in questi mesi accanto ai lavoratori ed hanno sostenuto con convinzione le loro ragioni perché eravamo e restiamo convinti che la difesa delle Acciaierie significava difendere non soltanto il posto di lavoro di quanti erano minacciati di licenziamento, ma soprattutto la prospettiva di sviluppo di tutta la regione e del paese intero. Con forza, in questi difficili mesi abbiamo cercato di offrire il nostro contributo, mettendo a disposizione anche un importante pacchetto integrato di strumenti e risorse finanziarie,  affinché il negoziato &#8211; pur in momenti di grande tensione e di dialogo a volte difficile potesse proseguire nella ricerca di una intesa che desse le opportune garanzie affinché il sito siderurgico di Terni potesse continuare a rappresentare un asset strategico per l’industria umbra e nazionale”.</p>
<p>“Il sistema di interventi che la Regione Umbria ha messo a disposizione – rilevano &#8211; prevede in primis risorse per almeno 5 milioni di euro finalizzati al sostegno degli investimenti sull’efficienza energetica  e sulla sostenibilità ambientale delle produzioni”.</p>
<p>“Con le risorse dei fondi strutturali europei – aggiungono – abbiamo assunto l’impegno di sostenere con specifici programmi strumenti ed iniziative gli investimenti, l’innovazione, la qualificazione delle imprese dell’indotto. Per i lavoratori di queste ultime, ci siamo impegnati su iniziative per rafforzarne le competenze e la qualificazione al fine di favorirne la continuità occupazionale e il reimpiego presso le aziende subentranti in esito a procedure di appalto.  Sempre per i lavoratori prevediamo, qualora necessario, modalità concordate di gestione degli ammortizzatori sociali”.</p>
<p>Dal punto di vista del miglioramento delle condizioni insediative e della logistica del territorio “intendiamo procedere rapidamente alla realizzazione della bretella San Carlo &#8211; Prisciano, ed al completamento della base logistica di Terni anche con riferimento alla realizzazione del collegamento ferroviario con la rete ferroviaria RFI”.</p>
<p>“Insieme al Ministero dello Sviluppo Economico &#8211;  riferiscono i rappresentanti delle istituzioni &#8211; stiamo assumendo tutte le iniziative utili per il finanziamento del completamento della superstrada Orte-Civitavecchia”.</p>
<p>Marini, Di Girolamo e Riommi ringraziano “il Governo per il ruolo attivo svolto nella vertenza a cominciare dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, per aver considerato Ast una delle grandi vertenze del Paese e questione di  interesse nazionale. Un grazie particolare – proseguono &#8211; al Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi che in prima persona, unitamente al sottosegretario del Ministero del Lavoro Teresa Bellanova, al vice ministro allo Sviluppo Economico  Claudio De Vincenti, al  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Del Rio, ha condotto in prima persona la  difficile trattativa interloquendo in prima persona con il ‘board’ di ThyssenKrupp ed il vertice di Ast, mantenendo sempre aperto il dialogo con l’azienda e con le organizzazioni sindacali anche nei momenti più difficili in cui la situazione sembrava precipitare, dando il suo contributo sostanziale ai contenuti fondamentali dell’accordo ed alla positiva soluzione della vertenza”.</p>
<p>“Dall’altro lato, in queste settimane abbiamo aperto un confronto con i parlamentari e le istituzioni europee che continuerà per poter garantire nella dimensione delle politiche industriali comunitarie un ruolo sostanziale dell’industria siderurgica per lo sviluppo del nostro paese e dell’Europa intera. Tutti – concludono Marini, Di Girolamo e Riommi &#8211; hanno svolto con impegno, rigore e serietà la loro parte per favorire una intesa che mirasse innanzitutto a salvaguardare un pezzo fondamentale e strategico, quale è l’Ast di Terni, per l’industria siderurgica nazionale, e con essa l’occupazione e l’economia di una intera regione”.</p>
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		<title>Tutta l&#8217;Umbria al fianco degli operai del gruppo Ast</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 08:42:32 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>C&#8217;e&#8217; simbolicamente tutta l&#8217;Umbria, oggi, a sfilare per le strade di terni al fianco degli operai Ast. Un&#8217;adesione piena e bipartisan, a partire dalla risoluzione approvata martedì scorso dal consiglio regionale con cui l&#8217;Assemblea regionale ha aderito ufficialmente alla giornata. Hanno annunciato la loro presenza praticamente tutti i gruppi politici, dal Pd a Forza Italia, da Rifondazione al Psi. In marcia c&#8217;e&#8217; la presidente della Regione, Catiuscia Marini, al fianco del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo. Accanto agli operai Ast i lavoratori di tutte le categorie, compresi i poliziotti del Silp Cgil, che hanno aderito alla protesta. Uno sciopero che ha anche valicato i confini provinciali con la proclamazione di analoga astensione dal lavoro per 8 ore da parte della Fiom Cgil della provincia di Perugia. Poi tanti gruppi e associazioni, presenti con la propria insegna o il proprio striscione, compreso quello che domenica mattina sfilerà in testa alla Marcia della Pace Perugia-Assisi. Tra gli enti<br />
locali da segnalare, infine, il comune di Alviano che ha deliberato all&#8217;unanimità che a sfilare con la fascia tricolore non sia il sindaco, ma Maurizio Giulivi, un operaio dell&#8217;Ast attualmente consigliere di maggioranza.</p>
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		<title>Ast Terni, procedure di licenziamento collettivo per 537 dipendenti</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 12:32:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il gruppo Ast licenzia 537 dipendenti. Questa mattina (9 ottobre), alle 11.46, sono pervenute comunicazioni ufficiali presso i competenti servizi regionali della Regione Umbria, da parte delle aziende del gruppo Ast, relativamente all’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per riduzione di personale ex art 4 e 24 legge 223/91 per 537 dipendenti. Per Ast la procedura ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Il gruppo Ast licenzia 537 dipendenti. Questa mattina (9 ottobre), alle 11.46, sono pervenute comunicazioni ufficiali presso i competenti servizi regionali della Regione Umbria, da parte delle aziende del gruppo Ast, relativamente all’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per riduzione di personale ex art 4 e 24 legge 223/91 per 537 dipendenti.</p>
<p>Per Ast la procedura riguarda 473 dipendenti, di cui 381 operai e 92 impiegati e quadri. 45 dipendenti sono invece in quota Fucine: di questi 30 sono operai e 15 impiegati e quadri. Per il Tubificio di Terni saranno 7 i licenziamenti, che riguardano 2 operai e 5 impiegati e quadri. Infine, 12 impiegati e quadri di Aspasiel Srl perderanno il proprio posto di lavoro.</p>
<p>Le procedure prevedono la conclusione del rapporto nel termine massimo di 75 giorni, decorrenti dalla data di avvio. Esiste altresì la possibilità di derogare tale termine, ma soltanto in caso di espressa e congiunta manifestazione di volontà da parte delle aziende e delle rappresentanze sindacali.</p>
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		<title>Ast, continua la protesta dei lavoratori. Ad sotto scorta</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 09:15:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Non cessa la protesta degli operari dell’Ast di Terni. Dopo l’invasione pacifica dell’autostrada A1 ad Orte ieri mattina, i lavoratori hanno raggiunto gli stabilimenti di Terni dove era in corso una riunione tra i vertici dell’azienda, dando vita ad una protesta spontanea che è andata avanti tutta la notte. La protesta andrà avanti fino alle ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> Non cessa la protesta degli operari dell’Ast di Terni. <a title="Tk-Ast, gli operai invadono l’A1 ad Orte" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/tk-ast-gli-operai-invadono-la1-ad-orte-4525/"><strong>Dopo l’invasione pacifica dell’autostrada A1 ad Orte</strong></a> ieri mattina, i lavoratori hanno raggiunto gli stabilimenti di Terni dove era in corso una riunione tra i vertici dell’azienda, dando vita ad una protesta spontanea che è andata avanti tutta la notte.</p>
<p><strong>La protesta andrà avanti fino alle 14 di oggi pomeriggio</strong>, sono circa 300 gli operai radunati in assemblea nel piazzale davanti all&#8217;ingresso dell&#8217;Ast mentre i vertici dell&#8217;azienda hanno chiesto questa mattina a Confindustria di avviare immediatamente le procedure di mobilità per 550 lavoratori.</p>
<p><strong>Infine, è  uscita dal suo ufficio intorno alle 5,20</strong> di questa mattina, scortata dalle forze dell&#8217;ordine, dopo circa 14 ore trascorse all&#8217;interno, l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Ast Lucia, Morselli, bloccata nella palazzina della dirigenza dell’acciaieria di Terni dalla protesta spontanea dei lavoratori proclamata ieri pomeriggio.</p>
<p><strong>La polizia &#8211; secondo quanto si apprende</strong> &#8211; è riuscita a creare un diversivo, facendo uscire l&#8217;ad da una porta diversa rispetto a quella presidiata dai circa 200 manifestanti rimasti sul posto. C’è stato qualche momento di tensione con i lavoratori ma non si sono comunque registrati feriti, mentre, nel corso della notte, un dirigente della questura impegnato a parlare con gli stessi manifestanti è stato ferito ad un’arcata sopraccigliare a causa del lancio di un corpo contundente.</p>
<p><strong>Continua intanto lo sciopero</strong> ad oltranza proclamato dai lavoratori, con blocco delle portinerie. Stamani è in programma un’assemblea nel piazzale centrale dell’acciaieria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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