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	<title>Perugia Online &#187; atleta</title>
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		<title>Caffeina e performance atletica</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2015 14:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cagnazzo (*)]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cibo e Nutrizione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La caffeina è la sostanza alcaloide contenuta nei chicchi di caffè. E&#8217; velocemente assorbita dal tratto gastrointestinale e passa attraverso le membrane cellulari distribuendosi rapidamente in tutti i tessuti. Elevati livelli di caffeina nel sangue possono comparire nel giro di 15-45 minuti dalla sua assunzione, mentre i picchi di concentrazione si ottengono dopo circa un&#8217;ora dalla ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[La caffeina è la sostanza alcaloide contenuta nei chicchi di caffè. E&#8217; velocemente assorbita dal tratto gastrointestinale e passa attraverso le membrane cellulari distribuendosi rapidamente in tutti i tessuti. Elevati livelli di caffeina nel sangue possono comparire nel giro di 15-45 minuti dalla sua assunzione, mentre i picchi di concentrazione si ottengono dopo circa un&#8217;ora dalla sua ingestione. L&#8217;eliminazione della caffeina dall&#8217;organismo avviene dopo metabolizzazione da parte del fegato . Circa il 3-10% di caffeina è eliminata dal rene senza subire modificazioni, mentre il restante è rappresentato dai prodotti che derivano dal suo metabolismo. L&#8217;emivita della caffeina è di 2,5-4,5 ore nell&#8217;adulto. Quindi, tale molecola è velocemente eliminata dal nostro corpo così come rapidamente viene assorbita.</p>
<p>A causa della sua solubilità in ambiente grasso (liposolubilità), la caffeina supera la barriera emato-encefalica e svolge un&#8217;azione stimolante a livello del sistema nervoso mediante il blocco dei recettori dell&#8217;adenosina, mantenendo così lo stato di veglia. Ha anche un effetto ergogenico in quanto aumenta l&#8217;energia cellulare grazie all&#8217;incremento dell&#8217;AMP ciclico, componente di una cascata di reazioni enzimatiche che portano alla glicogenolisi (degradazione del glicogeno) e alla lipolisi (degradazione di trigliceridi),aumentando il rilascio di glucosio e di acidi grassi come fonte energetica. Inoltre, la caffeina promuove l&#8217;ingresso nella cellula muscolare del calcio, minerale essenziale per la contrazione muscolare.</p>
<p>La letteratura scientifica riguardante l&#8217;utilizzo della caffeina nello sport è ampia. Dal suo esame emerge quanto segue:<br />
• La caffeina svolge un&#8217;azione ergogenica maggiore quando assunta in forma anidra (compresse o polvere) piuttosto che per mezzo del caffè.<br />
• La maggioranza delle ricerche ha utilizzato un protocollo in cui la caffeina è ingerita 60 minuti prima della prestazione fisica per avere il massimo assorbimento; tuttavia, è stato dimostrato che la caffeina può migliorare la performance anche quando viene consumata solo 15-30 minuti prima dell&#8217;esercizio fisico.<br />
• La caffeina è efficace nello stimolare la prestazione fisica quando è consumata a dosaggi medio-bassi (circa 3-6 mg/kg); dosaggi superiori (pari o superiori ai 9 mg/kg) non si sono dimostrati utili.<br />
• Durante periodi di privazione del sonno la caffeina può migliorare i livelli di vigilanza e prontezza, come dimostrato in atleti che svolgevano esercizi intensi che richiedevano un&#8217;attenzione elevata.<br />
• La caffeina è un efficace sostegno ergogenico in attività massimali di resistenza e ha dimostrato di aumentare la durata della prestazione fisica.<br />
• La caffeina può essere utile nel migliorare la prestazione in esercizi ad alta intensità e di lunga durata (inclusi sport di squadra tipo calcio), ma tale efficacia è stata vista solo in atleti allenati.<br />
• La letteratura è discordante nel caso di sport di potenza, quindi ad oggi non è possibile definire con certezza l&#8217;utilità della caffeina in tale contesto, anche se recenti studi hanno dimostrato effetti positivi in donne altamente allenate alla forza.<br />
• La letteratura scientifica non supporta l&#8217;effetto diuretico della caffeina durante l&#8217;esercizio fisico. Infatti, numerosi studi non sono riusciti a dimostrare alcun cambiamento riguardo a: velocità di sudorazione, perdita di acqua totale (nemmeno in condizioni di stress termico) o squilibrio nel bilancio dei fluidi che influirebbe negativamente sulla prestazione sportiva.<br />
In conclusione, la caffeina ha sicuramente un&#8217;azione ergogenica, ma la sua efficacia nella prestazione sportiva è specifica alla condizione fisica dell&#8217;atleta così come all&#8217;intensità, alla durata e al tipo di esercizio svolto.</p>
<p>Riferimenti bibliografici<br />
E. R. Goldstein et al.: ISSN position stand: caffeine and performance. JISSN 2010, 7:5</p>
<p>(*) Dottore Specialista in Scienze dell&#8217;Alimentazione e della Nutrizione Umana &#8211; Nutrizionista (<a href="mailto:cagnazzofrancesco@libero.it">cagnazzofrancesco@libero.it</a>, &#8211; <a href="https://www.facebook.com/pages/Dr-Francesco-Cagnazzo/126314684221365?fref=ts">Pagina Facebook</a>).</p>
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		<title>Nutrizione e sport: un connubio inscindibile</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 14:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Cagnazzo (*)]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La nutrizione costituisce il fondamento per la prestazione fisica fornendo il carburante per il lavoro biologico e le specie chimiche per l’estrazione e l’utilizzo del potenziale energetico contenuto negli alimenti. Essa, inoltre, fornisce gli elementi essenziali e i costituenti di base per il mantenimento della massa magra, l’ottimizzazione della struttura scheletrica, la riparazione delle cellule ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[La nutrizione costituisce il fondamento per la prestazione fisica fornendo il carburante per il lavoro biologico e le specie chimiche per l’estrazione e l’utilizzo del potenziale energetico contenuto negli alimenti. Essa, inoltre, fornisce gli elementi essenziali e i costituenti di base per il mantenimento della massa magra, l’ottimizzazione della struttura scheletrica, la riparazione delle cellule esistenti e la sintesi di nuovi tessuti, il mantenimento dell’equilibrio idrosalino e la regolarizzazione di tutti i processi metabolici. Situazioni di assunzione sub-ottimale di nutrienti (tali da non generare manifestazioni cliniche di una malattia) possono comunque essere dannose in quanto alterano le vie biochimiche cellulari e compromettono le funzioni dell’organismo.</p>
<p>Già Ippocrate (460-377 a.C.), considerato il padre della medicina, affermava: “Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute”. In realtà, la scienza dell’alimentazione applicata all’esercizio fisico e allo sport ha origine fin da prima dell’età dell’oro della Grecia. L’attenzione allo sforzo fisico, all’alimentazione e allo stato di buona salute hanno interessato i pensatori Sumeri, quelli dell’India, di Persia, Cina, Egitto e di altre civiltà antiche. I primi popoli nomadi si alimentavano con il cibo disponibile in natura, quale pesce, carne, fagioli, cereali e frutta selvatica. Coloro che erano in grado di percorrere lunghe distanze in ambienti ostili e non familiari erano quelli maggiormente dotati dal punto di vista fisico e rappresentano i “primi atleti”.</p>
<p>Come in tutti i campi, anche in quello della nutrizione sono necessarie le adeguate competenze. Da un lato servono conoscenze di fisiologia dell’esercizio, biochimica dei metabolismi, metodologia dell’allenamento e nozioni di farmacologia per poter capire quali sono gli effetti dell’attività fisica sull’organismo umano; dall’altro sono necessarie solide basi di chimica e tecnologia degli alimenti, di fisiologia e di biochimica della nutrizione. Gli allenamenti, le gare e i recuperi richiedono una pianificazione strategica dell’alimentazione. La figura del nutrizionista esperto in campo sportivo è cruciale in quanto permette di gestire i pasti dell’atleta nelle seguenti situazioni: variazioni del carico d’allenamento e dell’orario in cui esso viene svolto; ricerca della modulazione della composizione corporea sia in termini di incremento di massa muscolare che di riduzione della massa grassa; necessità di viaggi o trasferte sportive; infortuni che costringono l’atleta ad un riposo forzato. Vanno inoltre apportate delle correzioni dietetico-nutrizionali in soggetti sportivi particolari, quali giovani atleti, donne atlete, atleti vegetariani. E’ indispensabile anche saper indirizzare l’atleta alla corretta integrazione alimentare, quando l’alimentazione non riesce da sola a coprire tutte le necessità richieste dall’organismo in caso di prestazioni che richiedono un notevole impegno fisico.<br />
L’alimentazione dello sportivo, se improvvisata, non solo non è utile ma è anche dannosa alla salute. L’atleta ha necessità di essere orientato verso un approccio alimentare sano ed efficace e di essere allontanato da pratiche esasperate e ingiustificate che nell’ambiente sportivo, purtroppo, sono difficili da eradicare.<br />
(*) Dottore Specialista in Scienze dell&#8217;Alimentazione e della Nutrizione Umana &#8211; Nutrizionista (<a href="mailto:cagnazzofrancesco@libero.it">cagnazzofrancesco@libero.it</a>, &#8211; <a href="https://www.facebook.com/pages/Dr-Francesco-Cagnazzo/126314684221365?ref=ts&amp;fref=ts">Pagina Facebook</a>).</p>
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