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	<title>Perugia Online &#187; BCC Spello</title>
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		<title>Oleide 2014: dall&#8217;olio, una via per uscire dalla crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2014 17:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Spello. </span> Partendo da un prodotto che caratterizza il nostro paese, l&#8217;olio, nel corso del talk show di apertura di Oleide 2014 si è affrontato il tema fondamentale della capacità effettiva di sopravvivenza dei piccoli in uno scenario globale come il nostro. Come possono le piccole organizzazioni, le piccole banche, i piccoli comuni, le piccole imprese sopravvivere in un mondo di giganti? Si può gettare un ponte tra locale e globale? Come si può affrontare e superare la crisi? Sono questi i principali quesiti su cui si è riflettuto. L&#8217;evento ideato e promosso da BCC Spello e Bettona in collaborazione con Iccrea holding e Federlus (Spello, 14-16 novembre)</p>
<p>Per Roberto Mazzotti (direttore generale di Iccrea Holding) il piccolo ha un futuro se fa parte di una rete e l&#8217;esempio della Germania lo dimostra:  “In  Italia  ci sono 381 BCC che, si dice, non fanno crescere il Paese, ma  in Germania, dove le imprese sono più grandi e organizzate, ci sono ben 1100 banche di credito cooperativo con una media di 12 sportelli”. I piccoli, quindi, hanno la possibilità di sopravvivere e crescere ma devono imparare a lavorare insieme. Ma anche nella vicina Francia il sistema del credito cooperativo ha più del 30%  del mercato. Insomma, piccolo è bello se è organizzato e se funziona.</p>
<p>Come sottolineato da Alcide Casini (presidente della BCC Spello e Bettona), in Italia il credito cooperativo è già un esempio di rete, una rete che però deve essere resa più efficiente, senza sovrastrutture, e deve rispettare l&#8217;autonomia e l&#8217;identità delle piccole banche.</p>
<p>Alla domanda su quali siano le strade per superare la crisi, Giovanni Lo Storto (direttore generale Luiss Roma) non ha dubbi: “La crisi non si supera se pensiamo di restaurare la situazione che c&#8217;era prima e il modello del passato. Quello che ci può essere domani è quello che possiamo ricostruire”. Esiste dunque una ricetta o una proposta concreta?  “Sfruttiamo il territorio per renderci riconoscibili” ha detto Anna Rita Fioroni portando l&#8217;esempio dell&#8217;Università dei Sapori di Perugia da lei presieduta, mentre il sindaco di Spello Moreno Landrini ha ribadito la necessità di mettere a rete le risorse e andare al di là di ogni campanile.</p>
<p>Non c’è  quindi una strada unica per tutti, ma l’unica strada da percorrere è quella dell’efficienza, della valorizzazione della qualità, delle identità e delle differenze.  In altri termini, lavorando insieme, anche i piccoli possono fare e fare bene. “In questo senso – commenta i il direttore generale di BCC Spello e Bettona Maurizio Del Savio – il modello di rete delle BCC può essere un esempio anche per altri settori dell’economia e per altre piccole imprese, che, solo attraverso la filiera, possono avere un mercato e una rete distributiva che li faccia resistere alla concorrenza delle multinazionali”.</p>
<p>Evidenziando che quello che è mancato al paese Italia in questi ultimi anni è stata la capacità del locale di confrontarsi con il globale,  Paolo Grignaschi (direttore generale Federlus) ha sottolineato: “Non dobbiamo cercare vie di fuga dall&#8217;Europa – ha aggiunto Grignaschi &#8211; perché è l&#8217;Europa che ci apre le porte al mondo globale e per fare questo l&#8217;unica soluzione possibile è quella di fare rete,  per mantenerci nella dimensione della competitività, non soltanto sul piano del prezzo ma anche in termini di qualità, differenza, innovazione e di know how del territorio”.</p>
<p>L’Europa, d’altronde pone dei vincoli ma anche delle opportunità. E di questo si è parlato dettagliatamente nel convegno di sabato 15 novembre “Tutti in campo per accogliere la sfida dello sviluppo agroalimentare”, analizzando  i vantaggi per l’agroalimentare e in particolare per l’olivicoltura offerti dalla nuova normativa europea, dalla PAC e ai PSR 2014-2020. Al convegno hanno partecipato Paolo Grignaschi, direttore generale Federlus, Andrea Benassi, referente per il Servizio Rapporti Internazionali e responsabile Programmi Comunitari di Iccrea Holding, Fernanda Cecchini, assessore alle politiche agricole della Regione Umbria, Corrado Moalli, ufficio agricoltura BIT S.p.A. e Luigi Duranti di Iccrea BancaImpresa.</p>
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