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	<title>Perugia Online &#187; brescia</title>
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		<title>Brescia &#8211; Perugia: il Grifo ritorna a vincere fuori casa con i gol di Ardemagni e Falcinelli. Le pagelle dei biancorossi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2015 17:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Palmieri]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Al &#8220;Rigamonti&#8221; finisce 1-2 , Falcinelli decide una partita ricca di occasioni da entrambe le parti. La squadra di Camplone torna a sorridere, 3 punti d’oro che servono per la lotta playoff. Si aggrava invece la situazione del Brescia in piena zona retrocessione e con dei punti di penalizzazione in arrivo. LE PAGELLE &#8211;Koprivec 7: ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Al &#8220;Rigamonti&#8221; finisce 1-2 , Falcinelli decide una partita ricca di occasioni da entrambe le parti. La squadra di Camplone torna a sorridere, 3 punti d’oro che servono per la lotta playoff. Si aggrava invece la situazione del Brescia in piena zona retrocessione e con dei punti di penalizzazione in arrivo.</p>
<p><strong>LE PAGELLE</strong></p>
<p>&#8211;<strong>Koprivec</strong> <strong>7</strong>: Parte titolare e ripaga la scelta di Camplone più di una volta. Si rende protagonista di grandi parate come nel 30’ del primo tempo, quando respinge un gran tiro angolato di Caracciolo.</p>
<p>&#8211;<strong>Goldaniga</strong> <strong>6.5</strong>: Fa il suo solito lavoro di centrale difensivo sempre attento e concentrato.</p>
<p>&#8211;<strong>Giacomazzi</strong> <strong>6.5</strong>: Insieme ad Hegazy fanno a sportellate con Caracciolo e Corvia.</p>
<p>&#8211;<strong>Hegazy</strong> <strong>6.5</strong>: Il centrale di forza che serve per una difesa a 3.</p>
<p>&#8211;<strong>Faraoni 5</strong>: Non si vede quasi mai, da lui ci si aspetta ben altro.</p>
<p>&#8211;<strong>Rizzo 6.5</strong>: Ottimo assist per Ardemagni, che non deve fare altro che insaccare.</p>
<p>&#8211;<strong>Fossati 6</strong>: Si vede poco ma serve sempre palloni perfetti.</p>
<p>&#8211;<strong>Verre 6</strong>: Fa il suo lavoro da centrocampista, esce per Lanzafame.</p>
<p>&#8211;<strong>Lanzafame 6.5</strong>: Entra al 15’ del secondo tempo si fa valere in campo tenendo palla e servendo assist.</p>
<p>&#8211;<strong>Crescenzi 7</strong>: Corre per tutti i 94 minuti, ottima prova sia in fase difensiva che offensiva. Un’ala instancabile.</p>
<p>&#8211;<strong>Fabinho 7.5</strong>: A vederlo non sembra una seconda punta, rientra sempre, difende, recupera palla e imposta le azioni grande prestazione. Gli è mancato solo il gol.</p>
<p>&#8211;<strong>Ardemagni 6</strong>: Nel primo tempo spreca grandi occasioni, deve essere più incisivo e soprattutto non sbagliare gol quasi fatti. Il 6 è merito del pareggio. Esce per far posto a Falcinelli.</p>
<p>&#8211;<strong>Falcinelli 8</strong>: La scossa che ci voleva, entra e segna da vera prima punta, complimenti per il gol. Subentra al 30’ del secondo tempo al posto di Ardemagni.</p>
<p>&#8211;<strong>Parigini S.V</strong>: Entra al 40’ del secondo tempo per l’instancabile Fabinho.</p>
<p>&#8211;<strong>Camplone 7</strong>: Azzecca il cambio che porta i 3 punti ed ha tutto il diritto di festeggiare dopo le dure critiche ricevute.</p>
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		<title>Perugia sempre più primo! Taddei stende il Brescia</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2014 15:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Partenzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[camplone]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia Calcio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Certo, è prematuro parlare di fuga dopo appena 6 giornate di campionato. Il Perugia, però, continua a dettare la propria legge in campionato e al “Curi” batte meritatamente 1 a 0 il Brescia: decide un rigore di Taddei, che corona una prestazione grintosa degli uomini di Camplone, sempre alla ricerca della vittoria. Con questo risultato i Grifoni salgono a quota 14 punti, a +3 dall&#8217;Avellino. Deludente, invece, la prestazione delle rondinelle, troppo remissive e aggrappate a Caracciolo, chiuso nella morsa di Goldaniga e Comotto.</p>
<p>Il Brescia batte il primo calcio d’angolo della partita ma la palla arriva docile tra le mani di Provedel. L’occasione per il Perugia arriva subito ma Falcinelli, servito in area da Rabusic, al momento dello stop scivola e così l’azione sfuma. Gli ospiti si rendono pericolosi con una conclusione da lontano di Bentivoglio ma Provedel si fa trovare pronto ed in tuffo devia in calcio d’angolo. Verre recupera a centrocampo su Olivera e serve subito sulla corsa Falcinelli, messo giù da Budan che viene ammonito: sugli sviluppi del calcio d’angolo, Rabusic dopo un contatto finisce a terra ma per l’arbitro Pairetto è tutto regolare. Il Perugia ora spinge forte e con Goldaniga sfiora ancora il gol del vantaggio ma il difensore, lasciato solo dalla difesa bresciana, di testa non inquadra la porta. Il Perugia attacca principalmente sulla destra ma pecca di precisione: Falcinelli scivola spesso mentre Rabusic dimostra di avere ancora uno scarso feeling con i centrocampisti. Verre allora prova a fare tutto da solo e dal limite dell’area lascia partire una conclusione potente che finisce di poco alta. Il Brescia si affida soprattutto ai centimetri di Caracciolo e alla sua capacità di tenere la squadra alta e costruisce poco. Il Perugia cerca quindi di approfittarne: il “treno” Del Prete sfonda centralmente, vince un contrasto e va vicinissimo al gol sblocca-partita ma il suo tiro viene respinto dalla traversa. L’occasione infiamma i tifosi biancorossi che aumentano l’intensità dei propri cori. Il Brescia, in affanno, è costretto a fare a meno dell’infortunato Corvia e al suo posto entra Valotti. Il fortino delle rondinelle resiste e si va quindi al riposo sullo 0 a 0.</p>
<p>Come nel primo tempo, la palla del possibile vantaggio capita sui piedi di Falcinelli ma il suo tiro viene respinto da Arcari. Il Perugia conquista un calcio di punizione dal limite dell’area avversaria con Rabusic, atterrato da Coly: sul punto di battuta va Taddei ma il suo tiro finisce di poco a lato. Al 9° il Brescia passa in vantaggio con Valotti, bravo a deviare in rete un tiro di Bentivoglio, ma l’arbitro Pairetto annulla per fuorigioco. Camplone vuole i tre punti ed inserisce Parigini, richiamando in panchina Fazzi. Taddei serve in mezzo Rabusic che prima di prima intenzione colpisce, Arcari si fa trovare pronto e blocca. I padroni di casa continuano ad attaccare: Parigini serve Falcinelli che dopo aver disorientato Budel si gira e conclude di sinistra ma Arcari in bello stile devia. La palla poco dopo arriva a Rabusic che di testa, a due metri dalla porta, spedisce fuori. Camplone decide allora di togliere la punta ex Hellas Verona per inserire Perea. La mossa regala subito i frutti sperati visto che l’attaccante colombiano partecipa subito all’azione che libera in area avversaria Taddei: il numero 10 salta un difensore e viene messo giù fallosamente da Arcari. Per Pairetto non ci sono dubbi: è calcio di rigore. Sul dischetto va Taddei che sigla il gol del vantaggio, facendo esplodere il “Curi”. Il Brescia cerca di reagire con Caracciolo mentre Camplone si copre mandando in campo Vinicius, al posto di Falcinelli. Olivera si fa espellere per doppia ammonizione (l’ultima ricevuta dopo un fallo su Crescenzi): è notte fonda per il Brescia. Il Perugia amministra senza problemi il vantaggio nei minuti che mancano e alla fine può esultare: la matricola terribile continua a spaventare la serie B.</p>
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		<title>FOCUS ON: Brescia. La storia, la rosa, la tifoseria</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 13:35:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Raggiotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La nascita del calcio a Brescia affonda le sue radici nella leggenda, la storia cittadina narra di un gruppo di operai milanesi, impegnati nell’anno 1905 alla realizzazione del campo fieristico che, nei momenti di pausa “prendevano a calci una sfera di cuoio”. Sempre secondo il mito fondativo furono proprio questi meneghini ad insegnare ai giovani ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/focus-on-brescia-storia-rosa-tifoseria/">FOCUS ON: Brescia. La storia, la rosa, la tifoseria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La nascita del calcio a Brescia affonda le sue radici nella leggenda, la storia cittadina narra di un gruppo di operai milanesi, impegnati nell’anno 1905 alla realizzazione del campo fieristico che, nei momenti di pausa “prendevano a calci una sfera di cuoio”. Sempre secondo il mito fondativo furono proprio questi meneghini ad insegnare ai giovani bresciani regole, ruoli e posizioni in campo. Ufficialmente il calcio nella Leonessa d’Italia nacque nel 1908 con la società calcistica “liberi e forti” che verrà affiancata negli anni successivi dal “club sportivo brixia”. Successivamente le due realtà calcistiche si fonderanno nella “Victoria”. Questa società darà vita all’attuale “Brescia calcio” insieme alle società “Unione Sportiva Bresciana” e “Gimnasium” nel 1911 con la denominazione “F.C. Brescia”.</p>
<p>I campionati pre bellici vedono le rondinelle disputare gironi minori senza mai salire alla ribalta e sarà solo nel 1914-15 che il Brescia riuscirà ad arrivare terzo nel campionato emiliano-lombardo, ma, a causa della vicinanza della città al fronte dell’Adamello l’anno successivo non il Brescia poté disputare la coppa federale.</p>
<p>Finta la guerra il calcio tornò a farla da padrone nei cuori dei bresciani anche grazie ai buoni risultati della squadra cidnea che nel 1919-20 si classificò per le finali nazionali. Gli anni seguenti videro il Brescia vivacchiare nei gironi del Nord Italia senza risultati di rilievo fino al campionato 1928-29 dove le rondinelle si posizionarono seconde in condominio con la Juventus. Gli anni trenta si aprono con risultati abbastanza positivi per i lombardi fino al campionato 1935-36 quando i bresciani retrocessero in B, proprio di quell’anno è, inoltre, il cambio di nome in Associazione Calcio Brescia imposto dalle leggi autarchiche del fascismo. La permanenza nella serie cadetta è breve, infatti le rondinelle nel 1937-38 sprofondano in B anche a causa di problemi societarie e al cambio di vari allenatori. Il riscatto arriverà presto e i cidnei torneranno in B nel 1939-40 e addirittura la serie A nel 1942-43.</p>
<p>Il campionato 1945-46, dopo le devastazioni della guerra, vede le rondinelle posizionarsi nelle zone alte della classifica senza riuscire ad accedere alle finali nazionali, mentre nel 1946-47 anche a causa della promozione d’ufficio della Triestina (la città era da poco tornata italiana) i bresciani vennero retrocessi in B. Gli anni ’50 vedono il Brescia anonimo comprimario in serie B fino al 1960-61 quando il Brescia rischiò di retrocedere di nuovo in C. La situazione societaria si fece drammatica, addirittura ci furono le dimissioni in blocco del consiglio d’amministrazione che rimise il mandato nelle mani del Sindaco che istituì un comitato di gestione. La serie A venne riconquistata nel 1964-65 e difesa per tre campionati di seguito, fino alla nuova retrocessione in B.</p>
<p>Negli anni ’70 il Brescia conduce anonimi campionati di B rischiando più volte di retrocedere e solo nel campionato ’80-81 riassaporerà la serie A. Il sogno della massima serie dura pochissimo e le rondinelle retrocedono subito in B, qui, dopo un campionato disastroso, precipitano in C1 fino alla metà degli anni ’80, quando, grazie ad una indovinata campagna acquisti, riescono a risalire in B e poi sul finire del decennio in serie A, salvo poi retrocedere di nuovo in B. Gli anni &#8217;90 confermano le fasi altalenanti del calcio bresciano, per tutto il decennio il Brescia sale in serie A con esaltanti vittorie e retrocede repentinamente in cadetteria, sono anni in cui a Brescia si avvicendano molti allenatori tra cui Reja e Lucescu. Nel 2000, con i cidnei appena promossi in serie A, il presidente Corioni mette alla testa della compagine lombarda l&#8217;allenatore Carletto Mazzone, i colpi di mercato, in quell&#8217;estate, sono molti, il più importante dei quali è l&#8217;acquisto del pallone d&#8217;oro 1993 Roberto Baggio. Grazie al divin codino le rondinelle riescono a restare nella massima serie per quattro anni e a disputare una finale di coppa intertoto persa contro il Paris Saint Germain. Dopo la parentesi d&#8217;oro di Baggio il Brescia torna in serie B dove, nonostante importanti allenatori come Zeman e Cosmi, permane fino ad ora.</p>
<p><strong>Tifoseria</strong></p>
<p>Il primo gruppo organizzato nacque agli inizi degli anni settanta col nome 21+ (questo nome derivò dal numero dei soci fondatori, tutti ragazzi della città, che erano appunto 21). Nel 1979 furono invece fondati gli Ultras Brescia (conosciuti anche come &#8220;U*BS&#8221;), gruppo che ha guidato la Curva Nord del Rigamonti, si è fatto apprezzare per calore e attaccamento alla maglia, ma si è anche reso famoso negli anni per essere stato un gruppo intransigente e molto turbolento, scontri con le tifoserie rivali e con le forze dell&#8217;ordine erano frequenti, allo stadio Rigamonti come in trasferta. Dopo la partita Brescia-Roma del campionato 1994-1995, famosa per l&#8217;accoltellamento del vice questore Selmin da parte dei tifosi giallo-rossi, si sciolsero gli Ultras Brescia. Da allora si è creata una divisione nella tifoseria organizzata, in curva Nord si posizionarono i Brescia 1911 ed il gruppo dei Brixia. In curva Sud i Brescia Curva Sud ed il gruppo Sezione. Nel 2011 i gruppi Brigata Sballata, Brescia Curva Sud, Brixia, Castel Brigata Leonessa e Sezione capendo che la situazione era oramai diventata insostenibile, a causa delle continue scaramucce tra tifosi bresciani, riunendosi diedero vita al gruppo Curva Nord Brescia, cercando di soffocare le diatribe interne, sistemandosi in curva Nord, mentre i &#8216;Brescia 1911&#8242; si trasferirono in gradinata bassa</p>
<p>I gruppi ultras del Brescia hanno forti rivalità con molte altre tifoserie, prima tra tutte quella con i supporters atalantini, altre rivalità si hanno con: Verona, Napoli, Roma, Lazio, Fiorentina, Ancona, Modena, Sampdoria, Genoa, Cosenza, Inter, Livorno, Torino, Vicenza, Lecce, Ternana, Juventus, Como, Bologna, Cagliari, Varese, Avellino</p>
<p>Importante per i bresciani è il gemellaggio col Milan, altri rapporti di amicizia si hanno con: Salernitana, Cesena, Mantova, Catanzaro, Saint-Étienne, Norimberga.</p>
<p>I convocati contro il Perugia</p>
<p>Portieri: 1. Arcari; 12. Minelli; 30. Tognazzi;</p>
<p>Difensori: 2. E. Lancini; 3. Ant. Caracciolo; 5. Budel; 15. Zambelli; 24. Coly;</p>
<p>Centrocampisti: 4. Ragnoli; 8. Scaglia; 11. Ruben Olivera; 17. Benali; 18. H&#8217;Maidat; 19. Sestu; 20. Gargiulo; 21. Quaggiotto; 23. Morosini; 29. Bentivoglio;</p>
<p>Attaccanti: 7. Corvia; 9. Caracciolo; 28. Valotti; 33. Razzitti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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