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	<title>Perugia Online &#187; camorra</title>
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		<title>Discarica di Orvieto, livelli di mercurio ben oltre il consentito e l’ombra della camorra e di mafia capitale</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 10:08:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Un impatto ambientale che definire disastroso è dire poco. Mai come oggi si sente la necessità di ridefinire il futuro della discarica &#8220;Le Crete&#8221; di Orvieto”. Lo dichiara il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini, per il quale “è arrivato il momento di azzerare quanto fatto fino ad ora, dimenticare l’apertura del terzo calanco e impostare un confronto, ad ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/discarica-di-orvieto-livelli-di-mercurio-ben-oltre-il-consentito-e-lombra-della-camorra-e-di-mafia-capitale/">Discarica di Orvieto, livelli di mercurio ben oltre il consentito e l’ombra della camorra e di mafia capitale</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Conca Ternana. </span> &#8220;U<span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">n impatto </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">ambientale che definire disastroso è dire poco. Mai come oggi si sente la </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">necessità di ridefinire il futuro della discarica &#8220;Le Crete&#8221; di Orvieto”. </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">Lo dichiara il capogruppo regionale della Lega Nord, Emanuele Fiorini, per </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">il quale “è arrivato il momento di azzerare quanto fatto fino ad ora, </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">dimenticare l’apertura del terzo calanco e impostare un confronto, ad ogni </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">livello politico e istituzionale, che preveda lo sviluppo di un percorso il </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">cui fine ultimo guardi alla salute dei cittadini e alla salvaguardia </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">ambientale e non più al mero interesse economico”. </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">Secondo Fiorini “non è più tempo dei rinvii, dei segreti, degli accordi </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">sottobanco presi in un caldo e anonimo pomeriggio di agosto: i cittadini </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">orvietani sono stanchi di essere presi in giro e vogliono risposte serie. Il </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">comune di Orvieto e la Giunta regionale non possono più sottrarsi alla </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">verità. Quella verità scomoda che ha visto la discarica Le Crete balzare </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">agli onori della cronaca solo per nefaste vicende legate ad inquinamento, </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">organizzazioni criminali e aule di tribunale”. </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">“La storia – ricorda Fiorini &#8211; è lunga. Ci limiteremo a citare alcune </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">delle vicende più vergognose e inquietanti che l’hanno caratterizzata </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">negli ultimi 20 anni. Tra il 1997 e il 1998 un violento evento atmosferico </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">liberò liquami e detriti che finirono diretti nel fiume Paglia. Dal 2001 </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">abbiamo assistito allo scandalo campano di strani sversamenti notturni nella </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">seconda discarica (da poco aperta) e più volte denunciati dai cittadini </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">orvietani. La mano lunga della camorra e gli strani rapporti Orvieto-Napoli </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">hanno portato in Umbria oltre 60 mila tonnellate di rifiuti (tre volte il </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">quantitativo previsto da precedenti accordi) di dubbia provenienza e </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">consistenza. Inchieste, processi e aule di tribunale si sono aperte più </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">volte per funzionari e dirigenti Sao, gestore della discarica, esponenti </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">comunali e regionali, tutti indagati per abusi, e reati ambientali, poi </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">prosciolti per decorrenza dei termini”. </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">“Negli anni più recenti – prosegue il capogruppo della Lega &#8211; la </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">gestione dei rifiuti in Umbria, ad appannaggio della Ati, è stata appaltata </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">ad alcune aziende umbre e laziali. Tra queste la Cosp-Tecno Service, azienda </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">citata nelle indagini di mafia capitale per la relazione con le cooperative </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">di uno degli indagati. Lo scandalo di mafia capitale non ha fermato lo </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">scandalo orvietano che ancora oggi vede personaggi di dubbia identità morale </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">spingere per l’apertura del terzo calanco della discarica, accordi </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">pluriennali che mirano all’ampliamento del sito e con la Regione che si </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">volta dall’altra parte facendo finta di niente. Arrivando fino all’anno </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">corrente, dove dalla stessa Sao e dall’Arpa, vengono rilevati elevati i l</span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">ivelli di mercurio nel suolo e sedimenti nei pressi del fiume Paglia. Il </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">comune di Orvieto fa finta di niente, ancora una volta, e permette lo scempio </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">del proprio territorio mettendo a rischio la salute dei cittadini”. </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">“Per la Lega Nord – continua Fiorini &#8211; è arrivato il momento di dire </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">basta. La politica deve sedersi intorno ad un tavolo e fare chiarezza sul </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">reale potenziale inquinante della discarica. Bisogna disporre nuove e più </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">approfondite analisi in relazione al suolo dell’area circostante e i </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">sedimenti del fiume Paglia. Bisogna opporsi ad ogni tentativo di ampliare il </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">sito, rivedere gli accordi presi, agire nella più totale trasparenza ed </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">allontanare immediatamente ogni corrotta pretesa di fare dell’Orvietano la </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">discarica preferita delle organizzazioni criminali. Non è più tempo di </span><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;">voltarsi dall’altra parte. La questione va affrontata subito”. </span></p>
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		<title>Camorra, arrestato a Terni un affiliato del clan dei Casalesi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 09:20:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un arresto anche a Terni nel blitz anti-camorra che ha portato 40 persone in manette in tutta Italia. Gli indagati sono  accusati di essere affiliati alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi. Tra loro, Carmine e Nicola Schiavone, figli di Francesco &#8220;Sandokan&#8221; Schiavano. L&#8217;operazione &#8211; Il blitz è scattato questa mattina, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un arresto anche a Terni nel blitz anti-camorra che ha portato 40 persone in manette in tutta Italia. Gli indagati sono  accusati di essere affiliati alla fazione Schiavone del clan dei Casalesi. Tra loro, Carmine e Nicola Schiavone, figli di Francesco &#8220;Sandokan&#8221; Schiavano.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione</strong> &#8211; Il blitz è scattato questa mattina, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli &#8211; Direzione Distrettuale Antimafla. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di 42 indagati, gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (art. 416 bis c.p.), estorsione (art. 629 c.p.), detenzione e porto illegale di armi (artt. 10,12 L.497/74, art. 23 L. 110/75 e art. 7 L.203/91), ricettazione (art. 648 c.p.) con l’aggravante del metodo mafioso (art. 7 L. 203/91).</p>
<p><strong>L&#8217;indagine</strong> &#8211; L’indagine, condotta dall’ottobre del 2012 ad oggi, attraverso attivitã tecniche,  dinamiche  e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, <em>c</em>ome ritenuto dal G.I.P. nella ordinanza di custodia cautelare, ha consentito di ricostruire l’intero organigramma dell’organizzazione camorristica denominata clan <em>“del casalesi </em>— <em>fazione Schiavone”, </em>individuando il reggente del gruppo criminale in SCHIAVONE Carmine, figlio di SCHIAVONE Francesco alias Sandokan, al quale, dopo il suo arresto, ê subentrato CORVINO Romolo, e negli altri indagati gli affiliati al sodalizio, sia quelli operativi sul territorio che quelli reclusi in case circondariali. E&#8217; stato anche possibile accertare che la fazione Schiavone aveva costituito una “cassa comune” per il pagamento degli stipendi agli affiliati della fazione Schiavone, Zagaria e lovine, estendendo il controllo del territorio a tutto l’agro aversano, compresi i comuni storicamente appannaggio della fazione Bidogneffi, esclusa tuttavia dalle attivitâ illecite; gli affiliati reclusi presso le case circondariali continuavano a percepire lo stipendio mensile per importi variabili dai 500 ai 2.500 euro, mentre gli affiliati ancora operativi sul territorio beneficiano di una parte dei proventi dei reati fine del gruppo (ovvero estorsioni su attività private e lavori pubblici, su quest’ultimi la tangente versata variava dal 3% al 5%, illecita concorrenza con l’imposizione di macchinette per giochi online), con importi variabili in base alle entrate. Si sono individuati e sequestrati i libri contabili dell’organizzazione (alcuni dei quali trascritti a mano dab stesso Carmine Schiavone, così come accertato con una perizia calligrafica eseguita dal I.S. di Roma), con una  situazione,  aggiornata  al marzo  2013,  delle  liste  di affiliati  che percepivano  lo stipendio,  nonche  di imprenditori  e comniercianti  estorti,  con <em>in </em>volume  di  “affari”  registrato,  mensilmente,  the ammontava  a circa 200.000  euro di incassi  dai soli proventi  estorsivi  (altri  100.000 euro mensili venivano  incassate  dai proventi  delle imposizioni  delle  slot machine  e  dalle  scommesse  online),  mentre  per  le spese  “correnti”, relative al pagamento  delle mensilitâ  agli affiliati detenuti, era prevista  la sonuna in uscita  di circa 60.000 euro. E&#8217; stato possibile individuare e sequestrare numerosi armi da fuoco nella disponibilitâ del sodalizio investigato (complessivamente 2 kalashnikov, 1fucile d’assalto, 2 fucile a pompa, 1fucile sovrapposto, 1mitragliatrice e 4 pistole, oltre a vario munizionamento  di diverso calibro); accertare, complessivamente, la commissione di oltre 20 eventi estorsivi, in danno di imprenditori ecommercianti, con importi variabili dai 500 ai 5.000 euro per ogni vittima (le estorsioni venivano incaricatedal reggente del gruppo, SCHIAVONE Carmine, o nel corso dei “summit” direttamente nei confronti degli affiliati o attraverso la consegna di c.d. “pizzini”, alcuni dei quali individuati e acquisiti dai carabinieri, che contenevano il nominativo  della ditta da estorcere); individuare e sequestrare a Villa Literno (CE) <strong><em>in </em></strong>nascondiglio — bunker utilizzato per la latitanza degli affiliati; eseguire complessivamente 3 misure cautelairi e 4 fermi nei confronti di altrettanti affiliatiresponsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso; arrestare 1affiliato in flagranza di reato per detenzione illegale di arma di arma clandestina; documentare il protrarsi delle vane condotte criminali dall’ottobre del 2012 al settembre del 2014.</p>
<p><strong>Le attività</strong> &#8211; A gennaio veniva eseguito un decreto di fermo nei confronti del reggente del gruppo criminale, ovvero SCHIAVONE Carmine, resosi irreperibile da alcuni giorni, individuato e bloccato da i carabinieri nel centro storico di Aversa. A febbraio dello stesso anno veniva eseguito un decreto di fermo nei confronti di 1 affiliato, mentre il 14.03.2013 veniva eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 affiliati al clan <strong><em>“</em></strong>dei casalesi — fazione Schiavone”<strong><em>, </em></strong>tra i quali SCHLAVONE Carmine, reggente del gruppo criminale, ritenuti responsabili dei reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore locale. A marzo,<span style="text-decoration: underline;"> </span>a Casal di Principe, venivano rinvenuti e sottoposti a sequestro: i libri contabili dell’organizzazione, con una situazione aggiornata al marzo 2013 delle liste di affiliati che percepivano lo stipendio, nonché di imprenditori e commercianti estorti; le armi da guerra del gruppo investigato in perfetto stato di efficienza (costituite da 2 kalashriikov, 1 fucile d’assalto, 1 fucile a pompa, 1 niitragliatrice e 3 pistole, oltre a vario munizionamento di diverso calibro). Il 03.2013, a Casal di Principe, venivano rinvenute altre due armi (1 fucile a pompa e 1 fucile sovrapposto) appartenenti al gruppo criminale, bruciate dagli affiliati e abbandonate in un canale. Il mese successivo veniva rinvenuto e sottoposto a sequestro in Villa Litemo un sofisticato bunker, costituito da due vani, con ii secondo ulteriormente occultato all’intemo del primo, accessibili mediantecomplessi meccanismi idraulici occultati nel pavimento; dall’attività di indagine è emerso che il predetto bunker era stato utilizzato, nei mesi precedenti, per favorire l’irreperibilita di affiliati al sodalizio. Veniva arrestato in flagranza di reato un affiliato,responsabile di detenzione illegale di armi e ricettazione, e sottoposta a sequestro una pisola clandestina. A partire dal <span style="text-decoration: underline;">09.2013, </span>su un sito individuato a Casal di Principe, veniva coordinata un’attività di scavo che portava ad individuare rifiuti interrati negli anni precedenti dal medesimo sodalizio criminale.   Dall’esito delle analisi di laboratorio sin diversi campioni di rifiuto prelevati emergeva la presenza di contaminazione a van livelli di pericolosita, che investiva anche la falda acquifera; grazie a tale attività veniva vietato in tutto il comune l’utilizzo dell’acqua dei pozzi contaminati, salvaguardando cosi la salute e l’incolumità di diverse migliaia di cittadini. Per tali fatti venivano deferiti all’A.G. quattro personale affiliate alla fazione Schiavone. A ottobre 2013 veniva eseguito un decreto di fermo nei confronti di 3 affiliati al clan <strong><em>“</em></strong>dei casalesi — fazione Schiavone”<strong><em>, </em></strong>tra i quali CORVINO Romolo, reggente del gruppo criminale subentrato a SCHIAVONE Carmine, ritenuti responsabili dei reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il provvedimento</strong> &#8211; Secondo ii provvedimento cautelare<strong><em>, </em></strong>Carmine SCHIAVONE, reggente del gruppo criminale, aveva un controllo, con referenti locali, su tutto ii territorio dell’agro aversano, informazioni che gli consentivano cli individuare gli imprenditori  / commercianti  da estorcere. Oltre al controllo sul territorio ii reggente del clan esercitava un vero e proprio comando su tutti gli affiliati, intervenendo nei loro confronti non solo per questioni relative alle dinamiche criminali, ma anche per aspetti legati alla vita privata ritenuti disdicevoli con lo status di appartenente al sodalizio (per esempio in un’attivitã di intercettazione ambientale Carmine Schiavone non esitava, unitamente ad altri affiliati, a pestare selvaggiamente un soggetto contiguo al clan, che intratteneva una relazione con una donna, nonostante il suo divieto di frequentarla). I 42 provvedimenti restrittivi  eseguiti consistono in 39 custodie cautelari in carcere e in 3 arresti domiciliari.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Al via maxi operazione anti camorra, coinvolta Perugia</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/al-via-maxi-operazione-anti-camorra-anche-perugia-coinvolta/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 08:37:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> In corso una vasta operazione dei carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Caserta coordinati dalla Dda di Napoli, nelle provincie di Caserta, Napoli, Avellino, Frosinone, Alessandria, Perugia e Pordenone. Venti le misure di custodia cautelare notificate ad affiliati alle fazioni &#8220;Bifone&#8221; e &#8220;Petruolo&#8221; del clan Belfortedi Marcianise. Tra i reati contestati, l&#8217;associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> In corso una vasta operazione dei carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Caserta coordinati dalla Dda di Napoli, nelle provincie di Caserta, Napoli, Avellino, Frosinone, Alessandria, Perugia e Pordenone. Venti le misure di custodia cautelare notificate ad affiliati alle fazioni &#8220;Bifone&#8221; e &#8220;Petruolo&#8221; del clan Belfortedi Marcianise. Tra i reati contestati, l&#8217;associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, incendio doloso,porto abusivo di armi, usura, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti, tutti commessi con l&#8217;aggravante del metodo mafioso. Tra gli arrestati ci sono anche alcune persone ritenute responsabili di aver commesso atti intimidatori tra il 2004 e il 2005 nei confronti di due carabinieri di Caserta, un brigadiere e di un maresciallo.</p>
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		<title>Operazione anticamorra, arresti e perquisizioni anche a Perugia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 09:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>C&#8217;è anche Perugia tra le città interessate questa mattina da arresti e perquisizioni ad opera dei carabinieri di Roma in una maxi operazione anticamorra. Oltre al capoluogo umbro, ci sono poi Roma e provincia, Frosinone, Viterbo, L&#8217;Aquila, Ascoli Piceno, Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Bari, Reggio Calabria, Catania e Nuoro. Le accuse &#8211; Gli indagati sono accusati a vario ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> C&#8217;è anche Perugia tra le città interessate questa mattina da arresti e perquisizioni ad opera dei carabinieri di Roma in una maxi operazione anticamorra. Oltre al capoluogo umbro, ci sono poi Roma e provincia, Frosinone, Viterbo, L&#8217;Aquila, Ascoli Piceno, Napoli, Caserta, Benevento, Avellino, Bari, Reggio Calabria, Catania e Nuoro.</p>
<p><strong>Le accuse</strong> &#8211; Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, estorsioni, usura, reati contro la persona, riciclaggio, reimpiego di denaro di provenienza illecita, fittizia intestazione di beni, illecita detenzione di armi, illecita concorrenza con violenza e minacce, commessi con l&#8217;aggravante delle modalità mafiose e per essere l&#8217;associazione armata.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione</strong> &#8211; I carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Roma hanno individuato, a conclusione di un&#8217;indagine, un&#8217;organizzazione per delinquere di matrice camorristica operante nella zona sudest di Roma in varie attività illecite, capeggiata, fino al suo arresto per associazione mafiosa e omicidio, da Domenico Pagnozzi, attualmente detenuto in regime di 41 bis. L&#8217;operazione è eseguita dai carabinieri del Comando provinciale di Roma e dei comandi dell&#8217;Arma territorialmente competenti. L&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma &#8211; Direzione distrettuale antimafia.</p>
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		<title>Anche questa è Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 14:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. Gli arresti di oggi (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/anche-questa-e-umbria/">Anche questa è Umbria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><em>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. <a href="http://http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-umbria-21-arresti-12908/">Gli arresti di oggi</a> (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione del Centro Italia soltanto validissimi medici, professionisti, politici, imprenditori, ma anche – purtroppo – qualcos’altro di cui si farebbe volentieri a meno. Gli inquirenti sostengono che l’Umbria “non è più quell’isola felice di cui si poteva parlare fino a dieci anni fa”, ma in realtà ignorano, o dimenticano, che dieci anni fa l’Umbria aveva già cessato da tempo di essere “isola felice”. L’omicidio Provenzano, il centro storico di Perugia in mano alle gang dello spaccio, il cartello degli affitti e della movida notturna con i giri che contano: no, l’Umbria – e il capoluogo in particolare – da tempo ha smesso di essere un’isola, men che meno felice.</em></p>
<p><em>Gli inquirenti si affrettano ad aggiungere, come da copione, che politica e istituzioni sono assolutamente aliene da qualsiasi tipo di correlazione con gli indagati e i filoni di indagine: menomale. Fino a prova contraria. Di certo il tessuto sociale perugino, ma per esteso quello umbro, si presta a permeazioni di vario genere molto più di quanto si possa supporre dall’esterno. Perugia, nella sua storia più recente, conta diverse tessere pidduiste e, pur tralasciando volutamente le numerose organizzazioni che si prestano mutuo soccorso correndo sul filo della legge italiana, non si possono comunque ignorare le varie infiltrazioni camorriste, mafiose e ‘ndranghetane che hanno interessato la nostra regione a partire dalla ricostruzione post sismica del 1997. Si parte dagli appalti per finire con i compro-oro, passando per negozi di frutta e verdura e persino boutique di calzature. Racket, minacce, violenze.</em></p>
<p><em>“I tempi della giustizia italiana sono lenti”, si sente dire spesso, e a ragione. Ma se la politica, se le istituzioni umbre davvero con tutto ciò non c’entrano, allora ancora a maggior ragione dovrebbero, anzi devono, cominciare a metterci le mani seriamente, onde evitare l’ulteriore dilatarsi di tempi spesso biblici. E soprattutto per offrire ai cittadini, a tutti i cittadini, parità di trattamento, libera concorrenza e percorsi certi per il rispetto dei propri diritti.</em></p>
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