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	<title>Perugia Online &#187; carcere</title>
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		<title>Sevizia e maltratta un anziano di Perugia, etiope arrestato dai carabinieri</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2017 14:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Era stato accudito negli ultimi vent’anni come fosse un familiare, come un figlio adottivo, a tal punto da sostenerlo economicamente, concedendogli illimitate risorse finanziare per sostenere gli studi, per l’acquisto di auto e moto nonché la possibilità di aprire una società. Ma quando le richieste di ulteriori risorse economiche non sono più potute essere sostenute lui, un etiope, oggi di 40 anni, ha incominciato a vessare, seviziare e maltrattare colui che nel 1997 lo aveva accolto nella propria vita. E’ una raccapricciante storia che è emersa a Perugia da un contesto familiare in conseguenza della quale la vittima, un anziano perugino, ha chiesto aiuto ai carabinieri della compagnia di Perugia che, dopo un’attenta indagine condotta dalla stazione di Castel del Piano hanno posto fine ad una storia fatta di violenze, sevizie, lesioni, minacce ed estorsioni. Ma ripercorriamo la vicenda.</p>
<p>Siamo a cavallo tra la fine degli anni 90 e gli inizi del 2000, quando un ragazzo di origine etiope, all’epoca quasi 18enne, dopo essere stato seguito dai servizi sociali viene accolto da un uomo che per tutti i gli anni successivi non solo lo ospiterà in una mansarda della propria villetta, ma lo sostenterà economicamente per tutte le sue esigenze, non facendogli mai mancare nulla. Ma dopo un periodo di serenità il comportamento del ragazzo è diventato sempre più aggressivo e violento, probabilmente causato anche dall’abuso di alcol. Le insistenti richieste economiche, non più sostenibili, sono divenute presto minacce di morte e percosse a tal punto da costringere la vittima a recarsi in tre occasioni, accertate nel corso dell’indagine dai carabinieri, al pronto soccorso. Fratture al naso, ferite al volto, fratture al costato, ferite agli arti: tutte lesioni giustificate all’epoca come cadute accidentali. Ancora non soddisfatto,  il ragazzo è riuscito anche a far modificare il testamento dell’anziano, costringendolo a designarlo come unico erede dei propri beni mobili e immobili. L’ultimo episodio di violenza risale allo scorso dicembre, allorquando l’etiope dopo aver schiaffeggiato alla testa l’anziano e dopo averlo colpito ripetutamente con un mestolo sulle mani, è riuscito ad estorcergli 10.000 euro per l’acquisto di una moto.</p>
<p>Da qui l’indagine dei carabinieri della stazione di Castel del Piano che, con un’attenta indagine, hanno ricostruito il passato e fatto luce sul presente, acquisendo le testimonianza dei familiari nonché la documentazione sanitaria presso il pronto soccorso dell’ospedale. Proprio a seguito dell’attività investigativa il Gip di Perugia, su proposta del Pubblico Ministero, qualche giorno addietro, ha emesso la misura cautelare in carcere nei confronti dell’etiope, evidenziando l’esigenza cautelare del pericolo di ulteriore protrazione delle vessazioni e delle violenze ai danni della persona offesa, ovvero ai familiari di costui, avvalorato dall’esistenza del testamento che potrebbe addirittura spingerlo a gesti di violenza estrema. Qualche mattina fa i militari hanno fatto scattare le manette ai polsi dell’uomo, portandolo presso il carcere di Capanne.</p>
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		<title>Intensificate le espulsioni: rimpatriato uno spacciatore tunisino dopo una fuga disperata tra le vie di Roma</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 10:11:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si intensificano, su disposizione del Questore Francesco Messina, i servizi di rimpatrio degli stranieri che delinquono. Ieri è stato faticosamente riportato in Tunisia uno spacciatore che in mattinata aveva finito di scontare la sua pena presso il carcere di Perugia. E’ un 42enne, in Italia dal 2003, da anni residente a Ponte San Giovanni, molto attivo in quel quartiere e nella zona dei “Ponti” ove è stato arrestato più volte per spaccio di stupefacenti. Lo straniero in passato più volte si era opposto alla sua espulsione e pertanto ieri erano state predisposte tutte le cautele per procedere con la forza per l’esecuzione del provvedimento, con poliziotti di scorta sino in aeroporto e altri a bordo dell’aereo sino in Tunisia.</p>
<p>L’uomo, vista la situazione, ha tentato la mossa della disperazione pur di evitare il rimpatrio: dopo che i poliziotti avevano completato tutte le complesse procedure e ritirato dal competente ufficio consolare di Roma il suo passaporto, ha attuato anche un disperato tentativo di fuga per le affollate vie della Capitale. Ha finto un malessere e ha iniziato a “dare di stomaco” costringendo gli agenti a fermare l’auto per soccorrerlo quindi, approfittando del momento, si è dato alla fuga travolgendo quello che incontrava. Non è stato semplice per gli agenti rincorrerlo, ma dopo 500 metri lo hanno raggiunto, bloccato e fermato; a questo punto ha tentato di ferirli per farsi arrestare e ritornare in carcere, ma anche questo tentativo è andato a vuoto. Lo hanno regolarmente accompagnato all’aeroporto e consegnato a chi lo ha scortato sino a destinazione, ove in serata è stato preso in consegna dalla polizia tunisina.</p>
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		<title>Per un mese non è andato a firmare: il giudice dispone che ritorni in carcere</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 10:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ieri pomeriggio gli agenti delle Volanti hanno tatto in arresto a Castel del Piano un 21enne romeno, pregiudicato, in esecuzione di una misura cautelare in carcere.L’ordine di ripristino della detenzione in carcere è stata emessa dallo stesso giudice che due mesi fa aveva disposto la scarcerazione dello straniero e l’obbligo per lui di recarsi quotidianamente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Perugia. </span>Ieri pomeriggio gli agenti delle Volanti hanno tatto in arresto a Castel del Piano un 21enne romeno, pregiudicato, in esecuzione di una misura cautelare in carcere.L’ordine di ripristino della detenzione in carcere è stata emessa dallo stesso giudice che due mesi fa aveva disposto la scarcerazione dello straniero e l’obbligo per lui di recarsi quotidianamente in Questura per firmare e quindi rendersi reperibile alla giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’uomo, guadagnata la libertà, ha pensato bene di sottrarsi a tale obbligo e non si è fatto vedere in questura nell’ultimo mese. In ragione del suo curriculum criminale, fatto di una serie di rapine e furti, i poliziotti della Divisione Anticrimine hanno con urgenza richiesto per lui una misura afflittiva che è stata disposta. E’ stato rintracciato nel quartiere dove vive e condotto immediatamente in carcere.</p>
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		<title>Perugia, consiglieri comunali e detenuti in campo per un amichevole all&#8217;insegna della solidarietà</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2016 15:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Questa mattina, nel campo di calcio del carcere di Capanne, si è svolta una partita di solidarietà tra una selezione di detenuti, ognuno dei quali ha indossato una  maglietta propria non potendo contare invece su una divisa della squadra, e una rappresentativa composta da consiglieri comunali (Varasano, Miccioni, Mignini), personale di segreteria dei gruppi consiliari ed esponenti dell&#8217;associazione Green Heart, guidata dall&#8217;ex consigliere comunale Antonio Chifari. Per la cronaca la partita è finita 3-2 per la selezione di detenuti.</p>
<p>&#8220;È stata un&#8217;esperienza forte e significativa. L&#8217;intento di questo Consiglio comunale &#8211; spiega Varasano &#8211; è quello di fare uscire il più possibile la politica dal palazzo. Lo si è fatto con i consigli aperti e grandi, lo si è fatto con la donazione del sangue dello scorso ottobre, lo si è fatto oggi con questa partita di solidarietà che vuole andare nel senso suggerito da Papa Francesco: arginare la cultura dello scarto, tendere la mano a chi è nella prova e nella difficoltà. Sono solo piccoli gesti, ma dimostrano come anche la politica, al di là di banalizzazioni e luoghi comuni, possa dare un proprio contributo di solidarietà teso ad alleviare le tanti e gravi necessità sociali. Un sentito ringraziamento per la collaborazione fattiva e partecipe &#8211; aggiunge Varasano &#8211; va alla direttrice del carcere Bernardina Di Mario, e al personale di polizia penitenziaria&#8221;. A quello di Capanne seguiranno altri eventi che Consiglio comunale e Green Heart dedicheranno al tema del sociale e della solidarietà.</p>
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		<title>Perugia 1416, accordo tra il Comune e il carcere di Capanne per coinvolgere le detenute</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 10:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Con l’obiettivo di fare di Perugia 1416 un’opportunità di coesione sociale per l’intero territorio, il Comune, secondo quanto ha deliberato ieri pomeriggio la Giunta, si avvia a firmare un protocollo d’intesa con l’istituto penitenziario di Capanne finalizzato al coinvolgimento nell’organizzazione della manifestazione dell’11 e 12 giugno di alcune detenute dello stesso carcere. Le detenute saranno coinvolte, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Con l’obiettivo di fare di Perugia 1416 un’opportunità di coesione sociale per l’intero territorio, il Comune, secondo quanto ha deliberato ieri pomeriggio la Giunta, si avvia a firmare un protocollo d’intesa con l’istituto penitenziario di Capanne finalizzato al coinvolgimento nell’organizzazione della manifestazione dell’11 e 12 giugno di alcune detenute dello stesso carcere. Le detenute saranno coinvolte, in particolare, nella realizzazione di alcuni prodotti del merchandising di Perugia 1416 e in attività di sartoria per i costumi d’epoca, al fine di fornire loro un’esperienza e una competenza professionale spendibili una volta terminata la pena.</p>
<p>Il Comune, in particolare, realizzerà all’interno del carcere anche alcune iniziative ricreativo-culturali, in collaborazione con l’istituto stesso, nell’ambito di una sinergia tra le istituzioni, finalizzata al reinserimento dei detenuti nella società. Come sottolinea l&#8217;assessore alla Cultura, Teresa Severini “si tratta di un&#8217;iniziativa che andrà al di là della mera pratica sartoriale e, quindi, di lavoro meccanico. L&#8217;obiettivo primario è quello di creare anche un&#8217;occasione di creatività, di partecipazione sociale, di inclusione, di momenti emotivamente coinvolgenti. L&#8217;idea è di mettere in piedi una serie di incontri formativi, di laboratori che potranno essere realizzati anche dopo le date clou dell&#8217;11-12 giugno. Un percorso di iniziative costruttive, una interessante fucina che possa dare un contributo concreto alla manifestazione che, non dimentichiamo, oltre che momento di riflessione storica, vuole porsi come ponte di coesione sociale, di coinvolgimento effettivo del territorio”.</p>
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		<title>Schede telefoniche e droga in carcere 14 persone indagate. Perquisizioni anche nel penitenziario di Spoleto</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 09:23:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Dall&#8217;alba di venerdì 4 marzo i carabinieri stanno dando esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di 14 persone, nelle province di Roma e Latina. Secondo chi indaga i fermati permettevano l’introduzione all’interno del carcere di Velletri di sostanze stupefacenti, telefoni cellulari e schede telefoniche in uso ai detenuti, eludendo i controlli. In collaborazione con ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/schede-telefoniche-e-droga-nei-carceri-14-persone-indagate-perquisizioni-anche-nel-penitenziario-di-spoleto/">Schede telefoniche e droga in carcere 14 persone indagate. Perquisizioni anche nel penitenziario di Spoleto</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[ Dall&#8217;alba di venerdì 4 marzo i carabinieri stanno dando esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di 14 persone, nelle province di Roma e Latina. Secondo chi indaga i fermati permettevano l’introduzione all’interno del carcere di Velletri di sostanze stupefacenti, telefoni cellulari e schede telefoniche in uso ai detenuti, eludendo i controlli. In collaborazione con il Nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria sono in corso le perquisizioni di alcune celle negli istituti di pena di Civitavecchia, Frosinone, Roma Rebibbia, Roma Regina Coeli, Campobasso, Viterbo e Spoleto. Nelle indagini, dirette dalla procura della Repubblica di Velletri, sono coinvolti un agente di polizia penitenziaria e un infermiere, entrambi in servizio nel carcere di Velletri, i quali sembrano permettessero l&#8217;elusione dei controlli per introdurre droga e schede telefoniche.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/schede-telefoniche-e-droga-nei-carceri-14-persone-indagate-perquisizioni-anche-nel-penitenziario-di-spoleto/">Schede telefoniche e droga in carcere 14 persone indagate. Perquisizioni anche nel penitenziario di Spoleto</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Tunisino spacciatore rimpatriato. Lo scorso 13 novembre, dopo attentato di Parigi, dalla sua cella esultò per il massacro</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2015 11:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La polizia, ha scortato fino a Tunisi un pluripregiudicato tunisino, detenuto presso il Carcere di Spoleto, destinatario del provvedimento di espulsione dal territorio nazionale del Prefetto di Perugia per mancanza dei requisiti per la sua permanenza nel Territorio Nazionale. Il tunisino, 30enne, con analoghi precedenti penali commessi in Liguria ed in Emilia,   non aveva mai ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ La polizia, ha scortato fino a Tunisi un pluripregiudicato tunisino, detenuto presso il Carcere di Spoleto, destinatario del provvedimento di espulsione dal territorio nazionale del Prefetto di Perugia per mancanza dei requisiti per la sua permanenza nel Territorio Nazionale. Il tunisino, 30enne, con analoghi precedenti penali commessi in Liguria ed in Emilia,   non aveva mai soggiornato in Umbria; vi è arrivato dopo il suo arresto attraverso il circuito carcerario ed era precedentemente gravato da un provvedimento di Espulsione, non eseguito, del Prefetto di Ferrara. La sua espulsione dal Territorio nazionale è stata pianificata dall&#8217;Ufficio Immigrazione con il contributo della Polizia Penitenziaria e dei competenti uffici del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell&#8217;Interno. Lo straniero ieri ha finito di scontare la condanna a 5 anni e 10 mesi di reclusione, emessa dalla Corte di Appello di Bologna per violazioni alla normativa sugli stupefacenti commesse a Ferrara. Gli agenti dell&#8217;Ufficio Immigrazione lo hanno prelevato dal Carcere in prima mattinata e, dopo gli atti di rito, lo hanno scortato presso l&#8217;Aeroporto di Roma  Fiumicino per lesecuzione, con la forza, del provvedimento di immediato allontanamento dal territorio nazionale disposto dal Questore Carmelo Gugliotta. A bordo del velivolo lo straniero è stato scortato fino a destinazione da personale dell&#8217;ufficio immigrazione della Questura di Perugia e della Direzione Centrale delle Frontiere e dell&#8217;immigrazione, abilitati per le scorte all&#8217;estero. Il tunisino, lo scorso 13 novembre, all&#8217;interno della struttura carceraria, appena appresa la notizia delle stragi di Parigi, aveva più volte esultato festeggiando l&#8217;esito funesto degli attentati.</p>
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		<title>Rapinatrice in permesso premio trovata con dosi di eroina, di nuovo carcere</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 11:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La Divisione Anticrimine ha effettuato controlli specifici nei confronti di chi lascia il carcere per scontare la propria pena in abitazione, beneficiando di specifiche autorizzazioni. Gli agenti si sono recati a “fare visita” ad una detenuta in permesso in una abitazione di San Sisto; rapinatrice, 30enne,  a Capanne da tempo, ha beneficiato di un permesso premio ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Divisione Anticrimine ha effettuato controlli specifici nei confronti di chi lascia il carcere per scontare la propria pena in abitazione, beneficiando di specifiche autorizzazioni. Gli agenti si sono recati a “fare visita” ad una detenuta in permesso in una abitazione di San Sisto; rapinatrice, 30enne,  a Capanne da tempo, ha beneficiato di un permesso premio di tre giorni; aveva l’obbligo di una condotta irreprensibile. Gli agenti arrivati nell’appartamento a lei in uso, si sono insospettiti; hanno quindi deciso di fare dei controlli ed hanno trovato conferma ai loro sospetti: due dosi di eroina e cinque di cannabis. Per lei una denuncia per possesso di stupefacenti; immediatamente è stato revocato il permesso e la detenuta è stata immediatamente riportata in carcere.</p>
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		<title>Perugia, allontanati dalla polizia altri due spacciatori</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 13:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Effettuato  ieri  dal personale dell’ufficio immigrazione un altro rimpatrio e dal carcere  di Perugia un detenuto ha raggiunto direttamente l’Albania. Lo straniero, K.O. albanese di 30anni, era detenuto nel carcere di Capanne perché condannato alla pena di 2 anni, 11 mesi e 10 giorni per reati inerenti alla violazione della legge sugli stupefacenti, non in ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Effettuato  ieri  dal personale dell’ufficio immigrazione un altro rimpatrio e dal carcere  di Perugia un detenuto ha raggiunto direttamente l’Albania. Lo straniero, K.O. albanese di 30anni, era detenuto nel carcere di Capanne perché condannato alla pena di 2 anni, 11 mesi e 10 giorni per reati inerenti alla violazione della legge sugli stupefacenti, non in regola con le norme che regolano il soggiorno sul territorio nazionale.</p>
<p>Ieri pomeriggio in esecuzione al provvedimento emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Perugia con il quale ha disposto l’espulsione in alternativa alla detenzione, il detenuto è stato prelevato direttamente dal carcere, accompagnato alla frontiera dello scalo aereo di San Francesco di Assisi ed imbarcato sul volo diretto per Tirana. Lo stesso non potrà rientrare in Italia per 10 anni.</p>
<p>Sempre ieri pomeriggio il personale dell’ufficio immigrazione ha prelevato dal carcere di Spoleto il cittadino tunisino A. C., di 40 anni, scarcerato per fine pena. Era in carcere  dal 19 marzo scorso  per reati contro il patrimonio e sprovvisto di regolare permesso di soggiorno. Nei suoi confronti è stato quindi emesso dal Prefetto di Perugia  un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. Ad attenderlo fuori dal carcere c’erano gli agenti di Polizia che lo hanno accompagnato presso il Cie di Roma Ponte Galeria, in attesa di rimpatrio.</p>
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		<title>Città di Castello, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza arrestato dai carabinieri</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2015 15:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span> Un pregiudicato italiano di 40 anni, da tempo residente a Città di Castello, è stato arrestato due giorni fa dai carabinieri della locale stazione. Nella notte tra sabato e domenica i militari sono intervenuti in una strada del centro poiché era stato segnalato un uomo a terra. Giunti sul posto insieme al 118,  i militari hanno accertato che l’uomo da soccorrere era per l’appunto il 40enne, ben noto alle forze dell’ordine per i suoi trascorsi penali. Proprio per i suoi precedenti il Tribunale di Perugia aveva emesso a suo carico la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Tra le prescrizioni imposte dalla misura vi è quella di non poter uscire di casa in orario serale e notturno.</p>
<p>I carabinieri, anche grazie alla testimonianza di alcuni passanti, hanno accertato che il 40enne era stato poco prima avvicinato in strada e colpito con alcuni pugni da un altro uomo, anch’egli subito identificato dai militari. Trasportato presso il locale pronto soccorso, il sorvegliato speciale è stato ricoverato in osservazione con una prognosi di 15 giorni.</p>
<p>Per la violazione agli obblighi imposti dalla misura di prevenzione l’uomo è stato arrestato e, una volta dimesso, trasferito in camera di sicurezza. Questa mattina, presso il Tribunale di Perugia, il giudice ha convalidato l’arresto ed ha disposto, in attesa del processo, la misura cautelare della custodia in carcere. Il 40enne, tra l’altro arrestato meno di un mese fa, sempre dai carabinieri e sempre per il medesimo reato, è stato tradotto presso il carcere di Perugia.</p>
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		<title>Carcere di Capanne, la sfida per il cambiamento</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2015 14:54:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un carcere che &#8220;ha raccolto le sfide del cambiamento per superare un modello di detenzione sostanzialmente caratterizzata da passivita&#8217; e segregazione, in favore di nuovi percorsi di rieducazione e reinserimento sociale&#8221;. Lo ha sottolineato il direttore della struttura di Capanne, Bernardina Di Mario, in occasione delle celebrazioni per la fondazione della polizia penitenziaria.</p>
<p><strong>Le trasformazioni</strong> &#8211; Nel corso della cerimonia e&#8217; stato spiegato che e&#8217; diminuito,rispetto agli anni precedenti, il numero di detenuti, ora 315 mentre nel 2013 erano 560 (439 nel 2014). &#8220;La popolazione detenuta in questo istituto &#8211; ha detto la Di Mario &#8211; e&#8217; progressivamente diminuita per effetto degli interventi normativi. Gli stessi hanno determinato anche una radicale trasformazione: su 315 detenuti 211 sono condannati con sentenza definitiva&#8221;.Parlando dei cambiamenti del modello di detenzione, il direttore di Capanne ha spiegato che la cella e&#8217; il &#8220;luogo del pernottamento&#8221; in quanto le giornate sono impegnate da progetti ed attivita&#8217; sociali. &#8220;La recente cena Golose evasioni – ha aggiunto &#8211; e&#8217; la prova di integrazione e coesione nel tessuto cittadino&#8221;.</p>
<p><strong>Il cambiamento</strong> &#8211; &#8220;Determinante &#8211; ha sottolineato la Di Mario – l&#8217;intervento ella magistratura di sorveglianza che ha sempre ampiamente condiviso e sostenuto i tanti progetti che hanno portato ad una diminuzione nelle richieste di farmaci ansiolitici da parte di detenuti, riduzione dei fenomeni di autolesionismo, aggressioni e scioperi della fame&#8221;.&#8221;Il personale di questo istituto &#8211; ha sottolineato infine Bernardina Di Mario &#8211; ha dimostrato concretamente di essere consapevole che il cambiamento poteva passare solo attraverso le loro azioni, comportamenti, professionalita&#8217; e umanita&#8217;, ancor prima dell&#8217;intervenuta sentenza della Corte europea&#8221;.</p>
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		<title>Assisi, sorvegliati speciali rapinano un&#8217;azienda agricola: 4 arresti</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 08:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> E’ iniziata alle prime luci dell’alba di ieri la brillante operazione di servizio che ha visto impegnati gli uomini del nucleo operativo assisano eugubino diretti rispettivamente dal Maggiore Marco Sivori e dal Capitano Piergiuseppe Zago. Secondo le prime dichiarazioni rilasciate dai vertici della Benemerita, i quattro rom finiti in manette con l’accusa di furto e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span> E’ iniziata alle prime luci dell’alba di ieri la brillante operazione di servizio che ha visto impegnati gli uomini del nucleo operativo assisano eugubino diretti rispettivamente dal Maggiore Marco Sivori e dal Capitano Piergiuseppe Zago.</p>
<p>Secondo le prime dichiarazioni rilasciate dai vertici della Benemerita, i quattro rom finiti in manette con l’accusa di furto e delle violazioni agli obblighi della sorveglia speciale appartenenti a famiglie di zingari dislocate nel comprensorio assisano. Sono stati arrestati nell’ambito di una operazione coordinata dalle due compagnie dei carabinieri all’insegna di una proficua collaborazione tra i due reparti dell’Arma nel quadro più generale di lotta alla microcriminalità intrapreso dal comando provinciale di Perugia.</p>
<p>Immortalati da un impianto di videosorveglianza mentre commettevano il furto in danno di una azienda agricola, i quattro sono stati identificati grazie ad un lavoro certosino effettuato dai militari dell’Arma di Assisi e Gubbio che non hanno faticato molto a capire che i quattro soggetti, tutti con numerosissimi precedenti penali alle spalle per reati contro il patrimonio, dopo avere ottemperato agli obblighi di firma cui erano sottoposti, si sono recati a Gubbio la mattina del 24 aprile per consumare almeno il furto. Stando alle riprese video acquisite è emerso che i quattro, tutti travisati, in poco meno di cinque minuti  hanno trafugato all’azienda oltre duecento litri gasolio e attrezzi di vario genere.</p>
<p>Il blitz dell’Arma è scattato alle prime ore dell’alba: una ventina di uomini, quelli impiegati nelle perquisizioni domiciliari e negli arresti dei quattro sorvegliati speciali. Cinque invece sono le persone denunciate per furto aggravato che hanno concorso nella commissione del reato il giorno 24 aprile in Gubbio. Le perquisizioni effettuate presso gli autoveicoli e le abitazioni in uso ai componenti della banda consentono di rinvenire e sequestrare telefoni cellulari, guanti e l’abbigliamento usato dai malviventi per commettere il furto, corrispondente a quello immortalato dalle videocamere di sorveglianza la mattina del 24 aprile 2015. La risposta data dai militari dell’Arma al preoccupante fenomeno dei furti  e dei reati contro il patrimonio è stata caratterizzata da schiaccianti indizi a carico di tutti gli arrestati, che, posti di fronte alla realtà non hanno potuto fare altro che ammettere l’evidenza dei fatti.</p>
<p>Sempre nella giornata di ieri i militari della compagnia di Assisi hanno eseguito con l’ausilio di personale della divisione anticrimine della Questura di Perugia anche il sequestro di due autovetture usate da alcuni esponenti di una famiglia rom del comprensorio per consumare altri furti. Il provvedimento emesso dal Tribunale  di Perugia costituisce un esempio di misura di prevenzione che consente alle Forze dell’Ordine di aggredire il patrimonio di soggetti  sospettati di vivere grazie ai proventi degli illeciti commessi. E’ un passo importante e molto significativo per chi giornalmente è impegnato nella lotta e nel contrasto alla criminalità del luogo.</p>
<p>I quattro, tutti associati presso la casa circondariale di Perugia “Capanne” forniranno al Magistrato la loro versione dei fatti nei prossimi giorni. Gli interrogatori dell’Autorità Giudiziaria perugina sono previsti infatti per le giornate di domani e dopo domani.</p>
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		<title>Carcere, la nuova stagione di Capanne</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 13:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Solo nell’ultimo anno 13 detenuti del carcere di Capanne sono stati inseriti nel mondo del lavoro. Merito del Progetto “Intra” che, gestito dalla Cooperativa sociale “Frontiera Lavoro”, ha coinvolto una novantina di detenuti in quattro diversi corsi di riqualificazione professionale (per addetti alla cucina, alla piccola manutenzione, alla conduzione di imprese agricole e all’abbigliamento). Fattoria ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Solo nell’ultimo anno 13 detenuti del carcere di Capanne sono stati inseriti nel mondo del lavoro. Merito del Progetto “Intra” che, gestito dalla Cooperativa sociale “Frontiera Lavoro”, ha coinvolto una novantina di detenuti in quattro diversi corsi di riqualificazione professionale (per addetti alla cucina, alla piccola manutenzione, alla conduzione di imprese agricole e all’abbigliamento).</p>
<p><strong>Fattoria Capanne</strong> &#8211; Da questo tipo di esperienze è stato possibile anche implementare le attività produttive dell’azienda, la “Fattoria Capanne”, i cui prodotti agricoli possono essere acquistati ogni settimana al Mercato Coperto o a quello di Pian di Massiano. I percorsi di crescita personale e professionale sono solo uno degli aspetti più significativi della nuova, positiva stagione che stanno vivendo i carceri italiani, tra cui quello perugino.</p>
<p><strong>L&#8217;incontro a scuola</strong> &#8211; Una fotografia della realtà detentiva nazionale e locale è stata fornita questa mattina a Castiglione del Lago, in un incontro che gli studenti dell’Istituto superiore “Rosselli” hanno avuto con il direttore della Casa circondariale di Capanne, Bernardina Di Mario, con il commissario di Polizia penitenziaria Andrea Tosoni e tre detenuti. Hanno partecipato anche Clara Salvi dell’Associazione perugina Volontariato e Luca Verdolini e Paola Bonelli di “Frontiera Lavoro”. Trattamenti personalizzati, esperienze formative ed istruttive, percorsi di reinserimento lavorativo: le carceri italiane, secondo le informazioni fornite dai diretti interessati, si stanno sempre più orientando verso nuove modalità di detenzione. Dopo un periodo critico, conosciuto tra il 2009 e il 2012, che ha creato un inarginabile afflusso di soggetti (69.000 detenuti sul territorio nazionale, a fronte di una capienza di 45.000 unità), tanto da procurare al nostro paese nel 2013 la condanna della Corte Europea dei diritti umani, l’Italia ha iniziato a ripensare la funzione della pena, in termini di reinserimento e rispetto della dignità umana.</p>
<p><strong>Politiche di inclusione</strong> &#8211; Questo anche a Perugia, dove si è passati da una situazione incandescente, che ha avuto il suo apice nel 2012 con 630 detenuti (a fronte di una capienza tra i 450 e i 480 posti), agli attuali 350 ospiti. “Oggi stiamo vivendo una situazione ottimale e di fermento”, ha commentato la direttrice dell’Istituto di Capanne Di Mario. “Frutto di un percorso che ha visto l’Amministrazione penitenziaria mettere al centro dell’attenzione il “reinserimento”, ovvero la rimozione dei fattori che sono stati ostacolo alla crescita della persona spingendola a commettere il reato. E’ cambiato il nostro modo di agire – ha proseguito Di Mario -; abbiamo messo in atto percorsi trattamentali differienziati sulla base di una approfondita conoscenza della persona. Abbiamo aperto gli spazi in maniera proporzionale al grado di affidabilità del detenuto”. Così facendo sono diminuite le tensioni tra gli ospiti e tra loro e il personale, tanto che i rapporti disciplinari sono stati abbattuti dell’80%. In questo percorso, a detta della direttrice Di Mario, si sono rivelati di fondamentale importanza gli interventi delle Istituzioni esterne (Regione, Provincia e Comune di Perugia) “che hanno riempito di contenuti il tempo della detenzione”. Ora la città tutta collabora con il carcere, e questo è diventato parte integrante della stessa. “La strada imboccata è quella giusta – sono ancora le parole della direttrice -: ogni politica di segregazione crea caos, e il caos crea insicurezza. Le politiche di inclusione al contrario creano ordine e l’ordine crea sicurezza”.</p>
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		<title>Todi, intercettato un latitante già condannato dalla Procura di Verona</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 10:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Todi. </span> Il comando della compagnia dei carabinieri di Todi, nell’ambito di un  quadro strategico messo in atto dal comando provinciale di Perugia, ha intensificato i servizi di controllo del territorio lungo le principali arterie stradali e durante gli orari notturni, allo scopo di contrastare i delitti contro il patrimonio. In tale contesto operativo, una pattuglia dell’aliquota radiomobile, la notte scorsa, intercettava lungo la E/45  un’autovettura Mercedes che procedeva in direzione sud.</p>
<p>A termine di tali accertamenti, emergeva che uno dei tre fermati, I.C.M di 38 anni, era latitante, essendo stato colpito fin dal 2010 da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Verona. Il provvedimento restrittivo veniva adottato allorquando diveniva definitiva la sentenza con la quale il Tribunale di Verona condannava I.C.M. alla pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione e 60.000 euro di multa, avendolo riconosciuto colpevole dei gravi delitti di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile, reclutamento di persone al fine di farle esercitare la prostituzione, induzione alla prostituzione, induzione a recarsi nel territorio di altro Stato al fine di esercitavi la prostituzione ed altri della stessa specie, commessi tra il 2003 ed il 2007, a Peschiera del Garda.</p>
<p>L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa di Reclusione di Spoleto, per espiare la lunga pena.</p>
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		<title>Cocaina, in manette coppia albanese a Collestrada</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 12:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Prosegue la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio perugino. Nel tardo pomeriggio di ieri, al termine di un&#8217;indagine articolata, i carabinieri del reparto operativo di Perugia hanno tratto in arresto due albanesi sessantenni, marito e moglie, residenti in una altra regione ma domiciliati a Perugia. Come si legge nella nota diramata dai militari, durante un servizio di osservazione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Prosegue la lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio perugino. Nel tardo pomeriggio di ieri, al termine di un&#8217;indagine articolata, i carabinieri del reparto operativo di Perugia hanno tratto in arresto due albanesi sessantenni, marito e moglie, residenti in una altra regione ma domiciliati a Perugia. Come si legge nella nota diramata dai militari, durante un servizio di osservazione hanno sorpreso la donna appena dopo che questa aveva venduto, per la somma di 100 euro, alcune dosi di coca purissima ad un incensurato di Perugia. Immediatamente è scattata la perquisizione personale e dell&#8217;abitazione dell&#8217;albanese. In particolare, all&#8217;interno della casa nella quale è domiciliata insieme a suo marito, i carabinieri hanno scoperto in vari nascondigli &#8211; tra i quali un involucro infilato dietro la lavatrice e un&#8217;intercapedine nel muro &#8211; ben 74 confezioni di cocaina, del peso complessivo di circa 80 grammi, pronte per essere immesse nel mercato al dettaglio del capoluogo. Da quanto si apprende dagli inquirenti, pare che la coppia di extracomunitari sia attualmente monopolista del mercato dello spaccio nella zona di Collestrada, piazza della droga molto frequentata da numerosi, assidui clienti. I quali adesso, per rifornirsi dai due albanesi, dovranno andare a trovarli nel carcere di Capanne.</p>
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