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	<title>Perugia Online &#187; cardinale bassetti</title>
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		<title>Comune svela per la prima volta atto eroico del cardinale Bassetti, durante alluvione a Firenze nel 1966, salvò il quartiere San Salvi da esplosione</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2016 14:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ Il Comune di Firenze, in occasione dell’inaugurazione della mostra fotografica ufficiale per il 50° dell’alluvione, nel quartiere 2, altra tappa di avvicinamento, nell’ambito delle celebrazioni per il 50° anniversario dell’alluvione, promosse dall’associazione Firenze Promuove (che dal 1994 organizza le cerimonie annuali), ha svelato, assieme a Firenze Promuove, portandolo alla luce per la prima volta, in quanto non se ne trova traccia sui giornali dell’epoca, l’atto eroico del Cardinale Bassetti e di alcuni giovani del rione di San Salvi che si prodigarono per sventare l’esplosione di diversi fusti di carburo che avrebbero provocato morte e distruzione. Don Gualtiero Bassetti, curato della parrocchia di San Salvi, assieme ad Aldo Bernardini, con la fidanzata Luciana Buccioni, a Franco Toti e ad un altro paio di giovani la mattina del 4 novembre 1966 si prodigò per mettere in salvo, in via San Salvi, 60 bidoni di idrocarburo stipati illegalmente in un magazzino, decidendo di aprirli in modo che non esplodessero a contatto con l’acqua. I quattro agirono da veri eroi perché il loro pronto intervento scongiurò un’esplosione che avrebbe provocato danni ingenti, e forse anche dei morti, come avvenne invece in via Scipione Ammirato, sempre nel quartiere 2, poco distante da via San Salvi, dove era presente un deposito del genere, e dove si registrò 1 morto. Sull’episodio di San Salvi, come su quello di via Scipione Ammirato, indagò la Procura di Firenze, che affidò l’indagine al Sostituto Procuratore Vittorio La Cava. Le indagini però non portarono all’individuazione dei proprietari dei fusti stipati illegalmente in via San Salvi. Al momento dell’inchiesta ci fu anche chi propose Bernardini, Toti e Bassetti per una onorificenza al Valor Civile, ma alla fine non se ne fece niente. Una pagina come tante altre, rimasta sconosciuta per tutti questi anni fino a quando, un paio di anni fa, la signora Luciana – spinta dalla volontà di commemorare gli scomparsi e ringraziare tutte quelle persone che agirono d’istinto, salvando, oltre alla propria, anche altre vite umane – si è rivolta al giornalista Franco Mariani e all’Associazione Firenze Promuove. “Sai Franco – ha detto recentemente il Cardinale Bassetti a Mariani – è tutto vero quello che racconta la signora Luciana. Mi ero dimenticato di quell’evento, e mi ha fatto piacere riviverlo, anche se è legato a un evento tragico per noi fiorentini”. Il Cardinale Bassetti ha già confermato a Franco Mariani che il 4 novembre sarà a Firenze per ricordare quanto avvenne 50 anni fa. “Oggi siamo contenti, come Consiglio di Quartiere 2, &#8211; ha detto il Presidente Michele Pierguidi &#8211; di poter contribuire a far rivivere una pagina importante della storia del nostro quartiere legata all’alluvione. Grazie poi all’energia signora Luciana Buccioni Bernardini, e all’approfondimento del giornalista Franco Mariani – che assieme al collega Mattia Lattanzi ha curato anche la mostra fotografica – abbiamo avuto anche la gioia di venire a conoscenza di un’atto di coraggio non registrato all’epoca dalle cronache cittadini. La signora Luciana per 50 anni ha custodito gelosamente quella memoria di quanto fecero ldo Bernardini, lei stessa, Franco Toti e un altro paio di giovani residenti della zona assieme ad un giovane pretino del nostro quartiere, don Gualtiero Bassetti, oggi diventato Arcivescovo e Cardinale. All’epoca, per il loro atto eroico, che consentì di mettere in sicurezza il carburo, che se fosse esploso sicuramente avrebbe provocato morti, feriti e distrutto case e negozi, i protagonisti furono segnalati per un riconoscimento pubblico, che non arrivò; oggi a distanza di 50 anni vogliamo noi dare a loro il giusto risalto e il ringraziamento della città e dell’intero quartiere di San Salvi”. “Quella di oggi – ha evidenziato Franco Mariani, Presidente di Firenze Promuove – è una delle tante pagine di storia dell’alluvione che sono state “scritte” con la loro azione da personaggi come la signora Luciana, ma che non sono mai fissate sulla carta. In vista del 50° anniversario da qui a dicembre prossimo ne racconteremo diverse, soprattutto in occasione delle varie tappe della mostra fotografica che vi ricordo è stata inaugurata dal Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione, On. Gabriele Toccafondi e vista anche da Papa Francesco quando ha visitato la Basilica della Santissima Annunziata”. L’Associazione Firenze Promuove dal 1994 organizza le cerimonie annuali in ricordo dell’alluvione e delle 35 vittime, oltre ad avere il più grande archivio video e fotografico sull’argomento. La mostra è composta da oltre 50 pannelli, curati dal giornalista Franco Mariani, storico dell’alluvione, assieme al giornalista Mattia Lattanzi, con tanto materiale inedito, grazie anche alla collaborazione dell’Archivio Storico del Comune, con tante nuove informazioni e storie mai raccontate sul tragico evento che ha colpito la città, e buona parte del nostro quartiere, la mattina del 4 novembre 1966 e che sapientemente e pazientemente Mariani sta raccogliendo da ben 20 anni. La mostra presenta foto a colori e in bianco e nero dell’alluvione e del dopo alluvione, fino ad arrivare alla storica visita di Papa Paolo VI la notte di Natale del 1966, 50 giorni dopo l’inondazione. Tra i documenti inediti: i principali giornali nazionali dell’epoca, oltre alle pagine del quotidiano La Nazione, foto provenienti dagli archivi della Scuola Sottufficiali dei Carabinieri di Piazza Stazione, della Scuola di Guerra Aerea delle Cascine, della Comunità ebraica, oltre a foto di privati cittadini. Pannelli interessanti anche quelli dedicato ai frati del laboratorio di restauro del libro a di Grottaferrata, che recuperarono oltre un migliaio di libri della biblioteca nazionale</p>
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		<title>Domenica nuova raccolta nelle chiese umbre per il Fondo di solidarietà</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 12:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Quinta raccolta domenica prossima, nelle 598 parrocchie dell&#8217;Umbria, per il Fondo di solidarietà delle chiese umbre a favore delle famiglie in difficoltà per la perdita del lavoro a causa della crisi economica. Da quando l&#8217;iniziativa fu lanciata, il 29 marzo 2009, il Fondo ha aiutato oltre 2.300 famiglie con oltre 3 milioni e 300 mila euro complessivi, grazie alla generosità di privati benefattori, comunità parrocchiali e religiose, associazioni e gruppi, della Regione e delle realtà imprenditoriali e bancarie, in particolare le sei Fondazioni Casse di Risparmio dell&#8217;Umbria che hanno contribuito con più del 40% dell&#8217;intero importo raccolto in questi sei anni di attività.</p>
<p>&#8220;La colletta che i vescovi delle otto diocesi della nostra regione hanno indetto domenica 15 marzo &#8211; afferma il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Ceu (Conferenza episcopale umbra) &#8211; ci aiuti a vivere la Quaresima come un tempo di sobrietà e di attenzione alla sofferenza degli altri, sollecitando ogni uomo e donna a prendersi cura, con questo gesto concreto, di tante famiglie nella sofferenza per la perdita del lavoro&#8221;.</p>
<p>Rivolgendosi in particolare ai parroci dell&#8217;Umbria, il cardinale ricorda loro &#8211; riferisce una nota della Ceu &#8211; un passo significativo dell&#8217;esortazione apostolica Evangelii Gaudium: &#8220;Qualsiasi comunità della Chiesa, nella misura in cui pretenda di stare tranquilla senza occuparsi creativamente e cooperare con efficacia affinché i poveri vivano con dignità e per l&#8217;inclusione di tutti, correrà anche il rischio della dissoluzione&#8221;.</p>
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		<title>Ospedale, inaugurata la nuova mensa</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 17:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Il Cardinale Gualtiero Bassetti è arrivato al  S Maria della Misericordia per l’inaugurazione dei nuovi locali adibiti a mensa con una buona manciata di minuti di anticipo rispetto all’orario previsto, e ne ha spiegato le ragioni appena  sceso dall’auto  da lui stesso condotta: “ Qui torno sempre volentieri, perché nel tempo ho conosciuto molti operatori ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Il Cardinale Gualtiero Bassetti è arrivato al  S Maria della Misericordia per l’inaugurazione dei nuovi locali adibiti a mensa con una buona manciata di minuti di anticipo rispetto all’orario previsto, e ne ha spiegato le ragioni appena  sceso dall’auto  da lui stesso condotta: “ Qui torno sempre volentieri, perché nel tempo ho conosciuto molti operatori sanitari ai quali sono legato da vincoli di  stima ed amicizia  per  l’ impegno che mettono nel loro lavoro  e per il grande rispetto che un Ospedale suscita in ciascuna persona per il messaggio di solidarietà che si deve  portare alle persone che debbono riacquistare la salute del corpo”.</p>
<p><strong>La nuova mensa</strong> &#8211; Dall’atrio principale al piano -1 dell’Ospedale, dove ora si trova la mensa, Il Cardinale Bassetti ha stretto la mano al personale medico ed infermieristico, ai pazienti, fermandosi spesso per  trasmettere un pensiero, per inneggiare alla vita come è accaduto quando ha accarezzato un neonato e si è fermato con i genitori. Alla benedizione dei nuovi locali  ha voluto ricordare l’intera giornata dedicata alla visita delle strutture di degenza esattamente un anno fa .” Fu una giornata intesa, ma molto utile, mi permise di entrare in relazione profonda con  tanta gente, tanti  fotogrammi che restano nel mio cuore- ha ricordato -. Anche quel giorno apprezzai la buona , ma soprattutto notai il desiderio profondo che  chi si siede a tavola per una breve sosta di voler, vuole condividere un momento di serenità  con il proprio  vicino. Il fatto che ora i locali siano  più comodi e più grandi accresce questa possibilità di comunicare ”.</p>
<p><strong>Più servizi di qualità</strong> &#8211; Apprezzamenti sul nuovo servizio sono stati espressi dalla Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini e dal sindaco di Perugia Andrea Romizi. “ Con la nuova mensa prosegue il percorso di aumentare l’offerta dei  servizi di qualità  ai cittadini  e agli operatori sanitari – ha sottolineato la Presidente Marini . La nuova struttura è stata concepita con un confort che sarà  apprezzato e che garantisce un momento di aggregazione per chi opera in prima linea nell’assistenza”. Il sindaco di Perugia Andrea Romizi si è soffermato sulla raccolta differenziata dei rifiuti, che ciascun commensale effettua al termine del pasto. “ Si tratta davvero di un bell’esempio per la citta che dobbiamo portare ai migliori  livelli  di vivibilità, rispettando le norme del vivere civile. So che in ospedale la raccolta differenziata dei rifiuti ha riscosso ottimi risultati ed occorre proseguire in questa direzione”. Il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Walter Orlandi ha sottolineato come dopo l’apertura del nuovo bar interno e di una sala convegni di 150 posti sempre nella stessa area dell’Ospedale, sia stato possibile realizzare la nuova mensa, con arredi ergonomici in locali di oltre 500 mq. “Sento di ringraziare i cuochi e il personale addetto alla distribuzione del vitto, che svolgono il loro lavoro con dedizione. Anche per loro è stata una giornata di festa;  operare in ambienti moderni, dotati di nuovi frigoriferi e  nuovi banconi che contengono le pietanze,  è motivo  di soddisfazione”.</p>
<p><strong>Cento pasti in più</strong> &#8211; Nel giorno dell’ inaugurazione, rispetto alla media giornaliera, come si legge in una nota dell’ufficio stampa  dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, sono stati erogati  100 pasti  in più, per un totale di 460, numero  che vanno aggiunti a quelli dei  due pasti giornalieri per i pazienti ricoverati. In tutto, mediamente vengono serviti circa 2.200 pasti, con un menù che varia di giorno in giorno, e che per alcuni reparti prevede pietanze speciali. Il menù del primo giorno della nuova mensa prevedeva gnocchi, arrosto di tacchino, contorni di verdure cotte e purè. Il “fuori menù” , particolarmente apprezzato dal Card. Bassetti ( “ a casa mia, una fetta di torta non mancava mai, mia madre era bravissima nel prepararla”) una fetta di torcolo. Alla nuova  mensa, ora situata al piano -1 in Via della Pace, si accede dall’ingresso principale, proseguendo per via del Grifo. Il servizio è attivo dalle ore 12.45 alle 14.30 tutti i giorni con esclusione della domenica. Potranno accedervi anche i familiari dei pazienti ricoverati con un costo di 4 euro e 73 centesimi.</p>
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		<title>Madonna delle Grondici, festa per i 520 anni della Maestà</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 10:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Sabato prossimo alla Madonna delle Grondici si festeggiano i 520 anni della Maestà, la venerata immagine di un gonfalone processionale incorniciato sopra l’altare del santuario. L’opera di Gregorio Gregori, detto il Teutonico, fu conclusa il 31 gennaio del 1495 e rappresenta una Madonna in trono con Bambino, tra i santi Sebastiano e Rocco, uno dei ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/madonna-delle-grondici-festa-per-520-anni-della-maesta/">Madonna delle Grondici, festa per i 520 anni della Maestà</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Sabato prossimo alla Madonna delle Grondici si festeggiano i 520 anni della Maestà, la venerata immagine di un gonfalone processionale incorniciato sopra l’altare del santuario. L’opera di Gregorio Gregori, detto il Teutonico, fu conclusa il 31 gennaio del 1495 e rappresenta una Madonna in trono con Bambino, tra i santi Sebastiano e Rocco, uno dei tanti baluardi della fede usati dai fedeli nel XV secolo contro la peste che infestava le campagne dell’Umbria.</p>
<div><strong>Il programma</strong> &#8211; Sabato mattina è in programma un convegno di studi sul tema, promosso dall’amministrazione comunale di Panicale. Ad introdurre i lavori monsignor Paolo Giulietti, vescovo ausiliare della diocesi di Perugia-Città della Pieve. Presenti anche il  cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, don Fabrizio Fucelli, storico rettore del santuario, e il sindaco di Panicale Giulio Cherubini. All’incontro, moderato dal giornalista Federico Fioravanti, parteciperanno poi gli storici Elvio Lunghi e  Giovanni Riganelli. Monsignor Mario Sensi chiuderà la prima parte dei lavori con una relazione sulle centenarie vicende del santuario.</div>
<div>Nel pomeriggio verrà celebrata la XXXVII Giornata per la Vita. E’ previsto un intervento del giornalista e saggista Raffaelle Iannuzzi. La messa, presieduta dal cardinale Bassetti, concluderà la giornata di festa.</div>
<div></div>
<div><strong>Il santuario</strong> &#8211; Il santuario della Madonna delle Grondici sorge su una collina che si affaccia sul corso del fiume Nestore. Il luogo di culto si raggiunge dalla vicina Tavernelle. Nel Quattrocento era soltanto una semplice cappella, intitolata alla Madonna delle Grazie, costruita vicino a un’edicola campestre. La leggenda vuole che, davanti all’immagine di Maria, avvenisse il miracolo della resurrezione di un bambino in seguito alle strazianti preghiere dei suoi genitori. Così nacque il santuario, che si chiama così dal termine latino “sub grunda”. Sotto la gronda del tetto, nel “suggrundarium&#8221;, venivano infatti deposti i bambini morti senza battesimo per i quali non era possibile la sepoltura in un luogo consacrato. I genitori, perciò, portavano i bimbi moribondi non ancora battezzati al Santuario nella speranza che potessero ancora dare qualche segno di vita e ricevere il sacramento del battesimo ed una giusta sepoltura. Se ciò non accadeva, il bambino veniva sepolto sotto la gronda (sub grunda) della casa natale. Il santuario è ancora oggi meta di pellegrinaggio, soprattutto da parte di madri che pregano per la fecondità e la protezione dei figli.</div>
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