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	<title>Perugia Online &#187; chef</title>
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		<title>La cultura del tartufo in un &#8220;culinary contest&#8221; in memoria di Paolo Urbani</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2015 20:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Valnerina. </span> Ci sono progetti e progetti che marcano filosofie di vita. Per realizzare i primi &#8220;bastano&#8221;, si fa per dire, abnegazione, passione, lavoro costante e quotidiano. Per i secondi è obbligatorio sognare. Sognare prima di tutto. Sarà molto più di un&#8217;esperienza indimenticabile, per le sette squadre che saranno selezionate dalla giuria del primo &#8220;Culinary Contest in memoria di Paolo Urbani&#8221;, fortemente voluto dalla Fondazione Paolo Urbani, realizzato in collaborazione con l&#8217;Università dei sapori e presentato ieri mattina (29 settembre) nel cuore dell&#8217;Accademia del tartufo, presso la sede centrale del Gruppo Urbani Tartufi, di fronte ad un parterre composto da direttori di college statunitensi e canadesi. Dopo il saluto dell&#8217;amministratore del Gruppo Bruno Urbani, fratello di Paolo cui è dedicato il Contest, a fare gli onori di casa è stata una Olga Urbani visibilmente &#8211; e comprensibilmente &#8211; emozionata. La Top Manager del Gruppo, figlia del cavalier Paolo Urbani, ha ringraziato tutti i presenti con la voce assottigliata dall&#8217;emozione, fiera e al tempo stesso commossa per aver realizzato un sogno che è anche un tributo, doveroso, a colui che ha speso l&#8217;intera sua esistenza per la diffusione della cultura del tartufo nel mondo. &#8220;La nostra speranza è che questo Contest &#8211; ha detto Olga Urbani &#8211; possa rivelarsi il primo passo verso numerose altre attività da portare avanti insieme all&#8217;Università dei Sapori, in collaborazione con i college. Allo stesso modo &#8211; ha concluso &#8211; sarebbe bello che questa iniziativa fosse fonte di ispirazione per altre realtà economiche della nostra regione&#8221;. La senatrice Anna Rita Fioroni, presidente dell&#8217;Università dei Sapori, ha sottolineato l&#8217;originalità dell&#8217;idea e la capacità operativa della &#8220;macchina&#8221; Urbani, che ha realizzato uno spettacolare veicolo di promozione del made in Italy attraverso un percorso di formazione per studenti di oltreoceano. Ed eccolo, allora, il Contest: 50 squadre ammesse, tutte composte da due studenti iscritti a programmi di cucina dell&#8217;Art Institute, prestigioso gruppo di college con circa 50 sedi tra Stati Uniti e Canada. I concorrenti invieranno una proposta culinaria con tanto di foto e ricetta, che dovrà svilupparsi in due piatti: una serie di assaggi dolci o salati (Chef&#8217;s tasting) e una portata principale (Main Course), che potrà essere un primo o un secondo piatto. Ovviamente il tutto dovrà avere come protagonista indiscutibile sua maestà il tartufo, e non dovrà mancare &#8211; oltre all&#8217;originalità e allo spirito di innovazione &#8211; un sottile filo rosso ad unire le due portate. Una giuria composta da un membro dell&#8217;Ufficio Ricerca e sviluppo della Urbani Tartufi e da uno chef dell&#8217;Università dei sapori selezioneranno le migliori 7 proposte culinarie, sulla base di alcuni parametri rigorosi fra i quali la presentazione dei piatti, l&#8217;uso degli ingredienti e la corretta scelta degli abbinamenti. I risultati saranno visibili sui siti ufficiali di Urbani Tartufi (www.urbani.it) e dell&#8217;Università dei sapori (www.udsworld.com), a partire da metà febbraio 2016. Le 7 squadre selezionate, dunque i 14 ragazzi finalisti, potranno seguire un corso di formazione sul tartufo della durata di 15 giorni presso l&#8217;Università dei sapori. Corso e soggiorno saranno offerti dalla Fondazione Paolo Urbani come borse di studio per tutti e 14 gli aspiranti chef. Momento topico del corso sarà l&#8217;indimenticabile &#8220;Truffle Experience&#8221;, direttamente alla Urbani Tartufi: gli studenti andranno nelle tartufaie ad apprendere come viene ricercato ed estratto dalla terra il tartufo (Truffle safari), visiteranno il Museo del tartufo per conoscere a fondo le radici di una cultura ultrasecolare e concluderanno la loro esperienza nell&#8217;Accademia del tartufo, dove si tramandano le conoscenze specialistiche inerenti l&#8217;arte del cucinare il prezioso tubero. Sarà per loro un viaggio unico, un&#8217;immersione completa nella filosofia di vita Urbani, che partendo dalla terra estrae oro nero o bianco, prodotto inaccessibile ai più, e lo trasforma in un qualcosa di prelibato e al tempo stesso alla portata di tutti. Una filosofia che, mai come altrove, trova sintonia nel &#8220;way of living&#8221; americano, pur con tutti i limiti culturali e storici da superare con il lavoro costante e con un&#8217;opera di divulgazione culturale che trova esempi di altissimo livello in iniziative come questo Contest. Tornando al soggiorno in Umbria, le squadre finaliste saranno chiamate a realizzare le rispettive proposte culinarie: una giuria speciale selezionerà i primi tre classificati, che riceveranno premi unici. Infine, previsto anche un possibile premio speciale per l&#8217;eventuale proposta culinaria da cui dovesse risultare possibile, per la Urbani Tartufi, realizzare prodotto da immettere sul mercato. Il premio consiste nella garanzia, da parte di Urbani, che sull&#8217;etichetta del nuovo prodotto campeggeranno i nomi degli studenti che lo hanno ideato e del rispettivo college di appartenenza&#8230; Insomma, gli stimoli certo non mancheranno per gli aspiranti chef americani, e neanche per i loro insegnanti. L&#8217;iniziativa ha ottenuto l&#8217;immediato ed entusiasta riscontro da parte dell&#8217;Art Institute: il general manager David W. Hendricksen ha espresso parole di elogio per l&#8217;idea e anche per l&#8217;ospitalità ricevuta in Italia e in Umbria in particolare. &#8220;Il nostro impegno &#8211; ha detto Hendricksen &#8211; sarà volto affinché un&#8217;iniziativa così importante abbia un seguito presso i nostri allievi, che certamente parteciperanno in gran numero&#8221;. Un ringraziamento particolare, infine, è stato più volte rivolto a due persone senza il cui impegno non sarebbe stato possibile realizzare il Contest: La Responsabile dell&#8217;Area internazionale dell&#8217;Università dei sapori Marilena Liccardo e Irene Gualfetti, Strategy Creative Director della Urbani Tartufi.</p>
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