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	<title>Perugia Online &#187; ciavaglia</title>
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		<title>Infrastrutture, Ciavaglia (Cgil Perugia): &#8220;Finalmente qualcosa si muove&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jul 2017 14:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Cogliamo segnali positivi dal Governo e dalla Regione rispetto alle rivendicazioni che da tempo avanziamo come Cgil di Perugia sul nodo infrastrutture. L&#8217;annuncio di una prossima ripartenza dei lavori della Tre Valli va in questa direzione. Come Cgil, anche insieme a Cisl e Uil, abbiamo indicato da tempo &#8211; ad esempio nell’importante iniziativa &#8216;Infrastrutture e Sviluppo&#8217; che abbiamo organizzato il 28 aprile 2016 a Spoleto  &#8211; questa opera come fondamentale, non solo per il territorio di Spoleto, che certamente ne trarrebbe grande vantaggio, ma per tutta l’Umbria e l’Italia di Mezzo&#8221;. A parlare è il segretario generale della Cgil Perugia Filippo Ciavaglia.</p>
<p>&#8220;C’è poi la partita decisiva dell’alta velocità ferroviaria, che potrebbe finalmente trovare una soluzione nello snodo di Orte. Ma qui si innesta l’annosa questione del raddoppio della Orte-Falconara, rispetto alla quale però notiamo che qualcosa si muove, visto che in provincia di Ancona è stato inaugurato nei giorni scorsi un nuovo tratto a doppio binario. Infine, di grande importanza è il collegamento tra i porti di Civitavecchia e Civitanova, un’operazione in grado di garantire “un accesso al mare” ad una regione che il mare non ce l’ha. Insomma, la Cgil continua a credere fortemente che il rilancio dell’Umbria passa anche per un grande sforzo di investimento e rinnovamento delle sue infrastrutture strategiche, in una logica di rete tra diversi vettori, nella quale rientra naturalmente anche il potenziamento dell’aeroporto di Perugia&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;allarme della Cgil di Perugia: &#8220;Il welfare non regge più, c&#8217;è bisogno di un piano di investimenti per rilanciare l&#8217;occupazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 10:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “C’era un cartello sostenuto da due donne al presidio dei lavoratori ex Merloni che lunedì hanno manifestato la propria rabbia e le proprie preoccupazioni davanti alle telecamere di Rai1, un cartello con una scritta molto semplice: ‘Il welfare è finito’. Credo che in quelle poche parole sia descritto alla perfezione quello che sta avvenendo sul nostro territorio: la drammatica crisi economica che si trasforma in crisi sociale”. Parte da qui l’analisi di Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia, che pone l’accento su alcuni dati a suo avviso particolarmente allarmanti. “Intanto abbiamo un welfare familiare che non regge più – osserva Ciavaglia – dopo anni in cui la famiglia ha rappresentato il primo vero ammortizzatore, oggi ci sono segnali inequivocabili di grande difficoltà, a partire dai dati sull’andamento dei consumi, anche quelli alimentari, che nel 2016 continuano a calare (commercio al dettaglio -2,6% nel I trimestre) dopo essere diminuiti di oltre il 15% negli anni della crisi”. Un dato che, secondo Ciavaglia, testimonia come la riduzione del reddito disponibile abbia indotto le famiglie a tagliare tutte le spese non essenziali, per continuare a sostenere il costo di quelle meno comprimibili.</p>
<p><strong>La crisi del welfare pubblico</strong> Alla crisi del cosiddetto “welfare familiare” si affianca poi, secondo la Cgil, un chiaro indebolimento degli strumenti di welfare pubblico: “La riforma degli ammortizzatori sociali, ad esempio, andrà a limitare fortemente la risposta alle tante crisi ancora aperte anche nella nostra regione, crisi che – osserva Ciavaglia – interessano trasversalmente tutti i settori, fatta eccezione per quelle realtà in cui si è investito nell’innovazione, nel lavoro e in buone relazioni sindacali”. Dunque, secondo il segretario della Camera del Lavoro, ci sono forti preoccupazioni per la tenuta sociale di alcuni territori in particolare: “Penso non solo alla fascia appenninica, dove la ferita della ex Merloni è ancora pulsante, ma anche allo Spoletino dove l’industria è in ginocchio e alla Valnerina, che risentirà inevitabilmente degli effetti del terremoto”.</p>
<p><strong>Il terremoto</strong> E proprio sul terremoto Ciavaglia manda un messaggio chiaro alle istituzioni, Regione in primis: “È grave che a ormai quasi un mese dal sisma – dice – i sindacati non siano stati ancora convocati per affrontare insieme le tante questioni che interessano lavoratori e cittadini delle aree colpite. Eppure – continua – il modello del ‘97, che oggi tutti richiamano come vincente, era proprio basato sulla collaborazione tra istituzioni e forze sociali”. Intanto, la Cgil, insieme a Cisl e Uil prosegue con l’elaborazione di proposte che possano fermare il declino e far ripartire davvero l’economia: “A livello nazionale abbiamo presentato proprio in questi giorni come Cgil un Piano per l’occupazione giovanile e femminile – sottolinea Ciavaglia – che punta alla creazione diretta di lavoro a partire da settori strategici come la prevenzione antisismica, la manutenzione del territorio e le bonifiche. Ma anche a livello locale è in corso l’elaborazione di una piattaforma regionale dei sindacati per l’Umbria, una piattaforma che parta dalle esigenze dei singoli territori, di lavoratori e cittadini, per costruire un’idea organica di rilancio per l’Umbria”.</p>
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		<title>Cgil Perugia: senza lavoro non si interrompe il declino</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 22:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Senza lavoro, stabile e di qualità, non può esserci ripresa. Per questo anche in provincia di Perugia vanno messi da parte entusiasmi, quantomeno prematuri e avventati, per alcuni dati economici con il segno più, che sono senz’altro positivi, ma che non portano certo a dire che la crisi è alle spalle. È molto cauto e ancora preoccupato il giudizio della Cgil di Perugia sul quadro economico e sociale della provincia, proprio oggi che dal Sole24Ore arriva una sonora bocciatura (30 posizioni perse in un anno) sul fronte della qualità della vita. “Il nodo centrale resta l’occupazione – ha spiegato Filippo Ciavaglia, segretario generale della Camera del Lavoro, in una conferenza stampa tenuta insieme a tutto il gruppo dirigente della Cgil di Perugia – perché dopo qualche piccolo avanzamento nei primi trimestri, ora stiamo di nuovo tornando indietro, come è emerso dagli ultimi dati della Camera di Commercio e soprattutto come verifichiamo noi quotidianamente stando sul territorio”. Le oltre 100 vertenze aperte, censite dalla Cgil in estate su tutto il territorio provinciale, sono infatti in aumento, mentre non si trova soluzione a situazioni ormai “antiche” come quella dei “precari del secolo scorso”, lavoratrici e lavoratori assunti dai Comuni della fascia appenninica dopo il sisma del 1997 e oggi ancora costretti a presidiare la Regione per chiedere una stabilizzazione “che non sembra rientrare nelle priorità delle nostre istituzioni”. Se a questo aggiungiamo i “danni della legge Finanziaria”, ha aggiunto Ciavaglia, il quadro è davvero desolate e il 2016 si presenta come un anno ancora più difficile di quello che sta per chiudersi. “Da parte nostra – ha detto il segretario – l’impegno sarà rivolto sempre di più al territorio, concentrando sforzi e risorse &#8211; in calo, nonostante una sostanziale tenuta del numero degli iscritti (-3% al 30 novembre, rispetto al 2014) &#8211; nelle Camere del Lavoro e nel sistema servizi, tartassato dai tagli del governo che mettono a rischio i diritti e le tutele di cittadini, lavoratori e pensionati”. Un impegno che sarà sostenuto anche dalla consapevolezza di avere un largo consenso nei luoghi di lavoro, “come testimoniano i numerosi risultati estremamente positivi che la nostra organizzazione ha ottenuto nelle votazioni per i rinnovi della Rsu”. E proprio dai luoghi di lavoro ripartirà subito nel 2016 l’impegno della Cgil con una campagna di assemblee, dal 18 gennaio al 30 marzo, in tutta la provincia per presentare la proposta di un “nuovo Statuto dei lavoratori”. “Una Carta dei diritti – ha aggiunto Ciavaglia &#8211; che punta a bloccare l’arretramento in atto delle condizioni del lavoro e ad includere chi oggi è fuori da ogni tipo di tutela e garanzia. Accanto a questo – ha concluso il segretario – saremo fortemente impegnati, insieme a Cisl e Uil, in una campagna per cambiare la legge Fornero sulle pensioni e in una forte mobilitazione per aprire il confronto con la Regione su una piattaforma per il lavoro in Umbria. Perché è solo con il lavoro che si può interrompere il declino”.  Intanto, domani il direttivo provinciale dell’organizzazione che sarà concluso dal segretario nazionale Franco Martini.</p>
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		<title>“La pace si costruisce dai territori e con la giustizia sociale”  Ciavaglia lancia l’appello per una Marcia della Pace straordinaria</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 17:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> L’Europa è fatta di territori ed è proprio a partire dai territori che si possono costruire politiche, esperienze, relazioni e iniziative capaci di incidere su grandi fenomeni di carattere internazionale, come la gestione dei flussi migratori, il contrasto al terrorismo e la pace. In quest’ottica, il sindacato, a livello europeo, nazionale e locale, può e deve giocare un ruolo importante, così come è accaduto in Tunisia, dove il sindacato Ugtt ha guidato, insieme ad altri soggetti della rappresentanza e della società civile, un percorso partecipato di transizione democratica in un paese che era sull’orlo della guerra, ricevendo proprio ieri ad Oslo, il premio Nobel per la Pace. È stato questo il filo conduttore della discussione che si è tenuta stamattina (11 dicembre) in una gremitissima Sala dei Notari a Perugia, dove la Cgil provinciale ha organizzato l’iniziativa “L’Europa e il territorio, per costruire un futuro di Pace”. Tantissimi gli ospiti intervenuti, a partire da una delegazione dell’Union générale tunisienne du travail, che ha portato il suo saluto alla Cgil, nella persona del segretario generale della Cgil nazionale, Susanna Camusso, alla città di Perugia e all’Italia tutta, paese con il quale “condividiamo lo stesso mare e quindi molte responsabilità”. “Ricordando l’esempio di unione fornito da Aldo Capitini, spero che possa essere accolto l’appello per una Marcia della Pace straordinaria, che raccolga tutti i rappresentanti dei Paesi vittime delle stragi, come risposta al terrorismo che in queste settimane abbiamo visto in azione”: questa la proposta lanciata nel suo intervento da Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia, che ha anche insistito sulla necessità di coinvolgere e ascoltare i giovani, le nuove generazioni: “Abbiamo bisogno di loro, delle loro menti aperte, fuori dagli schemi corrotti dal tempo, perché sapranno portare semi d’innovazione e di sviluppo sulle rovine che gli stiamo lasciando”. A Perugia, come detto, anche il segretario generale della Cgil nazionale, Susanna Camusso, che ha preso parte ad una tavola rotonda con Massimo Moretti, consulente di imprese internazionali, Roberto Parrillo, presidente del sindacato europeo del trasporto su gomma e Samir Aita, economista Siriano e fondatore del circolo degli economisti arabi. “Un Europa in cui crescono le diseguaglianze e tornano ad alzarsi muri non è in grado di dare speranze alle nuove generazioni – ha detto Camusso – per questo servono politiche economiche e sociali, sia all’interno del continente, che verso i paesi dell’altra sponda del Mediterraneo che puntino a ridurre le disuguaglianze”. In particolare, in riferimento al dramma delle morti in mare, il segretario Cgil ha chiesto che l’immigrazione venga “liberata dai connotati della tragedia” che attualmente la caratterizzano, mettendo subito in campo azioni concrete, come l’apertura di corridoi umanitari dalla Libia. Ma il nodo di fondo, se si vuole uscire dalla continua emergenza, secondo Camusso, è sempre la giustizia sociale. “Negli ultimi 20-30 anni – ha osservato il segretario Cgil –  si è abbandonato il modello sociale che era alla base del processo di costruzione dell’Europa in favore di una totale libertà del mercato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ebbene, è tempo di tracciare una riga e cominciare un altro percorso, che punti a ridurre le diseguaglianze, perché è solo così che si possono sconfiggere terrorismo e paura”.</p>
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