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	<title>Perugia Online &#187; clan</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Polizia smantella clan tunisino dedito allo spaccio a domicilio</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 14:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ieri pomeriggio un casuale controllo delle Volanti ad una vettura in transito consente alla Polizia di smantellare una organizzazione “tunisina”  che  smerciava  “a domicilio” in tutta la città tre differenti tipologie di stupefacenti. Verso le 15 gli agenti, mentre pattugliavano la zona di Prepo, si imbattono in una VW Polo grigia a bordo della quale stavano viaggiando due magrebini; vista la Polizia i due iniziavano a mantenere un comportamento sospetto che si concretizzava nella continua osservazione dei movimenti della “Pantera” attraverso gli specchietti retrovisori. Gli agenti decidevamo quindi di procedere al loro controllo; la Polo svoltava al fine di eludere i controlli della Polizia che, dava il segnale di alt; a questo punto il passeggero si dava alla fuga a piedi. Un poliziotto si metteva al suo inseguimento; lo straniero, per rallentarne la corsa,  estraeva dai pantaloni alcuni oggetti e alcune banconote che lanciava in aria. Dopo aver ben osservato dove erano caduti gli oggetti l’operatore raggiungeva lo straniero che opponeva viva resistenza all’immobilizzazione; veniva quindi assicurato con le manette di sicurezza e mantenuto a terra fino all’arrivo di un altro equipaggio. Venivano quindi recuperati gli oggetti lanciati: un pacchetto di sigarette bianco e blu  contenente della carta stagnola al cui interno vi erano tre stecche di sostanza marrone verde. Un pacchetto di sigarette bianco e rosso contenente numerosissimi involucri termosaldati di vario colore, tutti contenenti polveri di vario colore; tre telefoni cellulari; la somma di 135 euro. Nel frattempo si procedeva al controllo dell’altro soggetto che era alla guida del veicolo e  anche lui veniva immobilizzato. Successivamente la Polizia Scientifica accertava che negli involucri erano custoditi <b>7 </b>grammi di cocaina, 7 grammi di hashish, e 7 grammi di eroina. Considerata la situazione si provvedeva ad eseguire una perquisizione domiciliare a carico dei due, che fornivano volutamente due falsi indirizzi; veniva individuata la loro abitazione effettiva ove veniva rintracciato un terzo straniero. I poliziotti vi rinvenivano sotto una poltrona, occultato sotto effetti personali, un bilancino elettronico sporco di polvere bianca, circa  mezzo chilogrammo di hashish, 15 grammi di eroina e 15 grammi di cocaina; si rinveniva denaro contante per più di 5300 euro . Durante lo svolgimento della perquisizione si rivenivano tre telefoni cellulari, due macchine fotografiche  e documenti di identità, rivelati sottratti in due furti in appartamenti di Umbertide. Dai fatti accertati emerge chiaramente che i tre avevano instaurato una fattiva ripartizione di compiti all’interno dell’associazione:  uno offriva efficace base logistica dalla quale si muovevano anche grazie all’autovettura di sua proprietà e da lui condotta. Peraltro il tunisino  risulta essere in regola con il permesso di soggiorno e non risulta essere gravato da precedenti di Polizia<b><i>. </i></b>Uno aveva il compito di intrattenere rapporti diretti con acquirenti di vario tipo e di varie sostanze stupefacenti, nonché provvedere allo smercio. E’ un tunisino presenta a Perugia dal 2000; ad oggi ha declinato ben 7 diverse identità commettendo analoghi reati a Perugia, Rieti , Bologna e Orvieto. Il terzo, custode dei soldi, della droga e della refurtiva, molto probabilmente ricettata  dagli acquirenti che la pagavano con materiale elettronico rubato. Tunisino,  clandestino dal 1987, annovera precedenti di Polizia in materia di sostanze stupefacenti in Perugia, l’Aquila e  Roma. Erano organizzati per rifornire su strada quantitativi variabili  di tre tipi di sostanze diverse quali cociana hashish ed eroina;  da stanotte sono a Capanne, a disposizione del pm di turno.</p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta in Umbria, 21 arresti</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 12:28:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Antonella duchini]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
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		<category><![CDATA[cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[cosca Farao-Marincola]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ad appena un mese di distanza dall&#8217;operazione &#8220;Quarto Passo&#8221;, con 60 ordinanze di custodia cautelare, si torna a parlare di cosche e di &#8216;Ndrangheta in Umbria. La scorsa notte i carabinieri del Ros, insieme ai comandi territorialmente competenti, hanno eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Direzione distrettuale antimafia guidata dal Pm Antonella ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ad appena un mese di distanza dall&#8217;operazione &#8220;Quarto Passo&#8221;, con 60 ordinanze di custodia cautelare, si torna a parlare di cosche e di &#8216;Ndrangheta in Umbria. La scorsa notte i carabinieri del Ros, insieme ai comandi territorialmente competenti, hanno eseguito 21 ordinanze di custodia cautelare su richiesta della Direzione distrettuale antimafia guidata dal Pm Antonella Duchini. Due diversi filoni di inchiesta, stessi protagonisti, tutti affiliati alla cosca calabrese dei Farao-Marincola.</p>
<p><strong>I dettagli</strong> &#8211; I dettagli delle due operazioni &#8220;Trolley-Sotto Traccia&#8221; sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa in cui erano presenti il colonnello Cosimo Fiore, il generale Roberto Boccaccio e il generale Parente nonchè il pm Antonella Duchini. Oltre 150 i carabinieri impegnati nelle due operazioni, gli interventi hanno interessato anche le province di Catanzaro, Crotone, Terni, Prato, Roma oltre che Perugia. Quindici sono finiti in manette per traffico di droga, sei per l&#8217;omicidio, avvenuto nel 2005 a Ponte Felcino, di Roberto Provenzano. Molti dei nomi dei protagonisti, la provenienza, le modalità con cui agivano, si ricollegano alla presenza della cosca in Umbria e sono legati, a vario titolo, anche all&#8217;operazione Quarto Passo dello scorso dicembre.</p>
<p><strong>Il prezzario delle intimidazioni</strong> &#8211; Omicidio, spaccio di droga ma anche azioni intimidatorie. Il sodalizio criminale aveva istituito un vero e proprio prezzario per questo genere di azioni: con 500 euro incendiavano attività commerciali, 3 mila euro era invece il prezzo per &#8220;spezzare le gambe a qualcuno&#8221;. Con sei mila euro invece si usava la pistola per intimidire o ferire chi sgarrava.</p>
<p><strong>L&#8217;omicidio Provenzano</strong> &#8211; La notte tra il 28 e il 29 maggio 2005 in via Monte Fumaiolo, a Ponte Felcino, Roberto Provenzano viene raggiunto da un colpo di pistola alla testa. Nei giorni precedenti aveva espresso timore perché sapeva che qualcuno gliel&#8217;avrebbe fatta pagare per dei debiti di droga contratti. Unico imputato per il suo omicidio è stato Gregorio Procopio, ora in attesa della pronuncia della Cassazione dopo l&#8217;assoluzione in appello. Grazie a queste nuove indagini, come ha ricordato questa mattina il Pm Duchini, hanno permesso di rivisitare alcune intercettazioni relative all&#8217;omicidio. E&#8217; stato quindi possibile individuare i mandanti, Salvatore Papaianni, Vincenzo Bartolo e Giuseppe Affatato, e gli altri esecutori oltre a a Gregorio Procopio, Antonio Procopio, Francesco Elia e Platon Guasi. &#8220;Lo dobbiamo tummare,lo ha detto Salvatore Papaianni&#8221;, si ascolta nelle intercettazioni. L&#8217;ordine di uccidere, dunque, era partito direttamente dalla Calabria.</p>
<p><iframe width="618" height="348" src="http://www.youtube.com/embed/VV72lfSY4tk?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>La droga</strong> &#8211; La cosca riforniva l&#8217;intera regione con partite di droga che arrivavano direttamente a piazza Partigiani con autobus di linea provenienti dalla Calabria. Arrivava nascosta dentro ai trolley, ogni 15 giorni, 7-10 chili per volta di cocaina. Sempre dalle intercettazioni è emerso come gli affiliati alla cosca andavano a ritirare la droga mettendosi daccordo al telefono e riferendosi a &#8220;dobbiamo andare dal dottore&#8221; o &#8220;sono pronte le patate rosse&#8221;. Dopo aver ritirato la droga una fidata rete di spacciatori la distribuiva in entrambe le province di Perugia e Terni.</p>
<p><strong>Umbria covo di &#8216;Ndrangheta</strong> &#8211; &#8220;L&#8217;Umbria non è più quell&#8217;isola felice di cui si poteva parlare fino a 10 anni fa&#8221;, ha detto il Pm Antonella Duchini e le operazioni di questi mesi lo confermano. I clan della &#8216;Ndrangheta penetrano nella nostra regione con il traffico di droga e con attività economiche illecite. &#8220;Le modalità sono le stesse dei clan di riferimento &#8211; ha spiegato il generale Parente &#8211; c&#8217;è una stretta dipendenza con le cosche d&#8217;origine e si utilizzano gli stessi modi intimidatori&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ma &#8211; ha escluso la Duchini &#8211; non c&#8217;è alcun tipo di correlazione con personaggi politici e istituzionali&#8221;.</p>
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