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	<title>Perugia Online &#187; collezionismo</title>
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		<title>Il collezionista ed il gusto per i &#8216;bei&#8217; libri</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Sep 2017 20:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span> Hanno scavato fra stampe giapponesi ottocentesche, mappe, cinquecentine, manoscritti in persiano, erbari, resoconti delle scalate contenuti in libri di montagna ottocenteschi e in manifesti di moda, quei ‘topolini’ dei collezionisti e dei bibliofili, in occasione della Mostra Mercato Nazionale del Libro Antico e della Stampa Antica, che si è tenuta a Città di Castello, nella suggestiva cornice del Loggiato Gildoni, dal 1° al 3 settembre. Hanno scavato (e scovato) anche le copertine dei numeri della prestigiosa rivista italiana «Charta», in occasione del suo 25esimo anniversario. Perché, per dirla con Giovanna Zaganelli (Zaganelli G., <em>Letteratura in copertina. Collane di narrativa in biblioteca tra il 1950 e il 1980</em>, Bologna, Lupetti, 2013), che ha partecipato, in qualità di relatrice, insieme a Giovanni Biancardi, Fabio M. Bertolo, Carlo Bodoni, Massimo Gatta, Mario A. Orefice, Giovanni Saccani, Piero Scapecchi, Alessandro Scarsella e Giovanni Solmi, il 2 settembre scorso, alla conferenza dedicata a questa rivista, fondata da Vittoria De Buzzacarini e diretta da Francesco Rapazzini, le copertine editoriali rappresentano uno spazio planare che incorpora la bi-tridimensionalità dell’oggetto-libro, trasformandosi in uno spazio a più dimensioni, in grado di accogliere aspetti plastici e narrativi dei linguaggi visivi e di stabilire un dialogo fra autore e lettore.</p>
<p>Un dialogo, che abbiamo voluto ‘reiterare’ ed estendere all’interlocutore che, più di tutti, avrebbe potuto tirare con i lettori di Perugia Online ‘le somme’ di questa edizione classe 2017: il coordinatore della Mostra del Libro Antico, Giancarlo Mezzetti, ex-funzionario perugino di una multinazionale, addetto al coordinamento commerciale, con la passione per la bibliofilia ed il collezionismo. Una passione e un impegno, questi, che gli sono valsi la nomina a consigliere della Società Bibliografica Toscana e, dal 2004, il coordinamento della Mostra del Libro Antico di Città di Castello, esposizione che, dal 2001, con la prima edizione, è derivata da un’intuizione dell’attuale sindaco del Comune tifernate, Luciano Bacchetta, volta a raccordare, da un punto di vista insieme culturale ed economico-sociale, le varie attività sviluppate nell’Alto Tevere Umbro nel settore della grafica e della carto-tecnica.</p>
<p><strong>Per prima cosa, come è nata la sua passione per la bibliofilia ed il collezionismo?</strong></p>
<p>«Innanzitutto, per il gusto estetico per i bei libri. Alla fine degli anni Sessanta ho avuto modo di rinvenire dei libri antichi, posseduti da una biblioteca privata perugina, che stavano andando al macero. Poi, si è rivelato proficuo l’incontro con il conte Lodovico Silvestri (proprietario dell&#8217;unica libreria antiquaria di Perugia, chiamata &#8216;Bianchino Da Leone&#8217;, in omaggio all&#8217;omonimo stampatore perugino attivo nella prima metà del XVI secolo), che mi ha spiegato, nello specifico, cosa fosse un libro, di cosa si componesse, e come si valutasse. Iniziai, allora, la mia attività di collezionista, sotto la guida di questo maestro, concentrando i miei studi sulla storia locale, regionale e perugina, in particolare. Al momento, possiedo, come collezionista, centinaia di libri antichi, rari e di pregio, che arrivano fino al Novecento: tutti hanno a che fare con Perugia. Il capoluogo umbro è presente, cioè, come argomento, autore legato all’antica Perusia o luogo di stampa».</p>
<p><strong>Nell&#8217;edizione classe 2017, sono stati ospitati circa 42 espositori, italiani ed esteri: cosa possiamo dire a riguardo, facendo un bilancio di questo fortunato anno per una manifestazione amata dai bibliofili di tutta Italia?</strong></p>
<p>«Potremmo suddividere gli espositori presenti, di cui tre francesi ed uno tedesco, in due categorie: quelli specializzati in stampe decorative e cartografie, e quelli che hanno proposto ai visitatori libri antichi, rari e di pregio. Molti di essi hanno una caratura internazionale. In generale, abbiamo ospitato specialisti di settore: penso, ad esempio, a quello della montagna, molto amato dai collezionisti, ma anche a quello dedicato alle guide del Touring Club, della giurisdizione, della letteratura, della scienza&#8230;».</p>
<p><strong>Potrebbe segnalarci, da collezionista qual è, alcune delle rarità presenti alla mostra?</strong></p>
<p>«Ce ne sono state molte, quest’anno, per cui è difficile scegliere. Potrei, però, focalizzare l’attenzione sull’edizione di un trattato cinquecentesco di medicina, su uno di botanica in cui si attesta che ‘fuxia’ derivi dal nome del tedesco Leonhart Fuschs (1501-1566), uno dei primi studiosi di botanica e farmaceutica, che importò una pianta dal Sud-America, proprio di questo colore. Ma potrei citare anche un Bartolo di Sassoferrato, delle stampe iconografiche della Galleria Vaticana, il primo trattato del Lombroso sulla ‘donna delinquente’, che nell’Ottocento studiava il comportamento femminile attraverso la fisiognomica, ed un trattato impresso a Foligno nel 1562, che peraltro è stato venduto».</p>
<p><strong>Cosa dire, invece, degli eventi <em>a latere</em> della mostra? Il riferimento è, in primo luogo, alle conferenze&#8230; </strong></p>
<p>«Ci sono stati molti eventi <em>a latere</em> dell’esposizione: il 25esimo anniversario di ‘Charta’, dedicato alla bibliofilia ed alla cartofilia in relazione ai 153 numeri di questa rivista; una performance in cui sono state illustrate delle storie e realizzati dei burattini con delle strisce di carta; una conferenza sulla figura di Giangirolamo De’ Rossi di San Secondo, letterato e politico gravitante attorno alla corte dei Medici, cognato di Alessandro Vitelli; un convegno, a cura della Società Bibliografica Toscana, sul convento di San Girolamo di Città di Castello, e sulla fondazione dell’Ordine dei Gesuati da parte del Beato Colombini».</p>
<p><strong>Per concludere, come si inserisce, dal 2001, questa mostra-mercato nella più ampia tradizione tipografica che, dai primi stampatori ambulanti, caratterizza Città di Castello quale punto di riferimento, oggi, nel settore della produzione grafica e cartotecnica, artigianale ed industriale? </strong></p>
<p>«Credo attraverso le testimonianze. La Mostra che coordino ne è una. Città di Castello, con le sue oltre 300 aziende nel settore della grafica e della cartotecnica, e i suoi 1500 dipendenti rappresenta un fiore all’occhiello nel panorama italiano. Nel Comune tifernate è presente un Istituto Tecnico per Grafici, tipografie e case editrici storiche, come la Pliniana, la Scipione-Lapi, la Grifani-Donati. Abbiamo una realtà fatta di storie e di testimonianze. Che abbiamo pensato di esporre. E, soprattutto, di mostrare ciò che c’è stato prima di quel ‘serbatoio’ di aziende. Sempre nel rispetto di quel binomio sul quale, nel 2001, è stata fondata: cultura ed economia».</p>
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		<title>Un foglio miniato su kashmir e la passione del bibliofilo</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Sep 2017 16:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/un-foglio-miniato-su-kashmir-e-la-passione-del-bibliofilo/">Un foglio miniato su kashmir e la passione del bibliofilo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Città di Castello. </span>
<p>Una (s)mania di cercare, nel pellegrinaggio bibliografico. Un lavor(i)o di scavo. ‘Una grande genealogia che rappresenta non un semplice dato ma un groviglio di percorsi’, nonché ‘la mappa incompleta di un luogo da esplorare’. Perché il bibliofilo ed il collezionista, appassionati degli oggetti-libro, hanno una sana attenzione anche nei confronti di chi sta nelle ‘cucine’ della bibliografia, per ricorrere ad una felice metafora di Simone Volpato.</p>
<p>Perlustrando le ‘cucine’ dei quaranta espositori, italiani ed esteri, di librerie antiquarie e venditori di stampe decorative e cartografiche, che, dal 1° al 3 settembre partecipano alla XVII edizione della Mostra Mercato Nazionale del Libro antico e della stampa antica, a Città di Castello – coordinatore dell’esposizione, Giancarlo Mezzetti; partner, il Comune di Città di Castello, che ha organizzato l’evento in linea con la tradizione nel campo grafico-cartotecnico ed editoriale del territorio tifernate, in cui sono presenti un Istituto di Istruzione Superiore di Arti Grafiche e centocinquanta aziende con oltre mille dipendenti, la Regione Umbria e l’Associazione Palazzo Vitelli a Sant’Egidio –, nella prestigiosa sede del Loggiato Gildoni (ex-Logge Bufalini), si può incappare, ad esempio, in un foglio miniato su kashmir di XVII/XVIII secolo, su cui sono intessuti versi di carattere religioso. O, ancora, in un trittico silografico a colori con più legni su carta di riso, firmato da Morikawa Chikashige e datato al 1870 circa, in un’antica carta geografica della costa della Provenza, opera del cartografo Christophe Nicholas Tassin, che la pubblicò in tre fogli nel 1638, in un libro d’ore all’uso di Roma, impresso su pergamena, a Parigi, nel 1513, e nel frammento di un antifonario di Rouen, databile al primo quarto del XVI secolo. Prime edizioni di opere letterarie italiane novecentesche corredate dell’autografo degli autori, poste accanto a manifesti futuristi e al primo libro italiano sull’agopuntura, datato al 1834, sul tavolo de ‘Il muro di Tessa’, libreria milanese specializzata nel Novecento letterario italiano. Antiche carte geografiche, mappe, incisioni giapponesi ottocentesche, eseguite con punta secca e policrome – fino a tredici colori –, libri di montagna con resoconti delle salite, da metà Ottocento ai giorni nostri, libri antichi restaurati, manoscritti miniati in arabo e persiano datati al XIII secolo, antologie poetiche Calipā, manifesti di moda, erbari, giornali otto-novecenteschi, come ‘Le cento città d’Italia’ (1892), la prima edizione della <em>Gerusalemme liberata</em> approvata dal Tasso, una cinquecentina francese dedicata alla storia degli uccelli, il cui costo si aggira attorno ai 31mila euro, l’edizione del 1564 degli Emblemi di Alciati, con raffigurazioni mitologiche per decorazioni maioliche e pitture, corredate di motti parlanti: sono solo alcuni delle stampe e dei libri antichi in mostra nei quaranta espositori, da ‘Giuseppe Solmi Studio Bibliografico’ di Osano Emilia ad ‘Antichità Il Tarlo’ di Ancona, da ‘Fortebraccio’ di Firenze a ‘Il Corniciaio’ di Napoli, da ‘Kosmos Arte’ di Perugia alla ‘Libreria Antiquaria Scripta Manent’ di Albenga, passando per la ‘Libreria Claudio Ceotto’ di Genova, la ‘Nova Charta’ di Padova e la parigina ‘Sartoni Prints’ di Jader Sartoni. «Questa particolare attenzione alle differenze tra le edizioni – per dirla con Alberto Cadioli – da un lato avrebbe portato gli editori più sensibili ai problemi testuali a compiere scelte consapevoli e motivate (e, secondo un’idea che si stava cominciando a diffondere nei primi dell’Ottocento, a dare la redazione più vicina ‘all’ultima volontà d’autore’; dall’altro avrebbe intensificato i rapporti tra i curatori dei testi in pubblicazione e i librai, i collezionisti, i bibliotecari, che potevano dare testimoni delle diverse edizioni possedute».</p>
<p>Il 2 settembre, alle 17, fra le attività collaterali, si è tenuta la conferenza dal titolo ‘La figura di Giangirolamo de’ Rossi parente dei Vitelli’, con gli interventi degli storici Guido Perra, Fabio Nisi e Pierluigi Poldi Allaj, del coordinatore della mostra, Giancarlo Mezzetti e del sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, secondo il quale l’esposizione, giunta alla sua XVII edizione, intendere mantenere viva una tradizione tipografica illustre che con il tempo è divenuta pilastro della manifattura locale. ‘Come alla fine dell’Ottocento la Tipografia Scipione Lapi ristampava, con il commento critico di Carducci, la monumentale opera dei <em>Rerum Italicarum Scriptores</em>, così oggi Città di Castello è punto di riferimento per chi cerca qualità e design in prodotti grafici e cartotecnici, artigianali ed industriali, grazie ad un sistema di aziende in grado di coprire ogni tipologia e fase del processo produttivo’. Fra le attività collaterali di domenica 3 settembre, invece, si segnala la conferenza, alle 16.30, a Palazzo Bufalini, dedicata al convento di San Girolamo a Città di Castello, a cura della Società Bibliografica Toscana, presieduta da Fabio Nisi, con interventi di Isabella Gagliardi e Francesco Rossi, e quella, tenuta da Andrea Czortek, sul beato Giovanni Colombini, fondatore dell’ordine dei Gesuati a Città di Castello. La XVII edizione, inoltre, omaggia, per il suo 25esimo anniversario, la rivista ‘Charta’, con conferenze tenute dai relatori Giovanna Zaganelli, Giovanni Biancardi, Fabio M. Bertolo, Carlo Bodoni, Massimo Gatta, Mario A. Orefice, Giovanni Saccani, Piero Scapecchi, Alessandro Scarsella e Giovanni Solmi, ed animazioni, alla presenza della fondatrice, Vittoria De Buzzacarini e del direttore responsabile, Francesco Rapazzini. In occasione della mostra, è possibile visitare il museo del Duomo, il laboratorio di restauro ‘Memorie di carta’, il museo delle arti grafiche della tipografia Grifani-Donati ed il museo storico dello stabilimento tipografico Pliniana.</p>
<p>«E così la costruzione della <em>summa</em> bibliografica alla fine è un monumento ai ridicoli sogni di poter tutto ordinare?». Non si può sapere. Ma, come scrive Simone Volpato nella prefazione a <em>La bibliografia come febbre di conoscenza</em> di Alfredo Serrai, «a Serrai questa immagine è piaciuta».</p>
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