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	<title>Perugia Online &#187; commercianti</title>
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		<title>Lotta all&#8217;abusivismo commerciale, tutelare lavoratori e attività</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 13:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “L’illegalità derivata dal commercio abusivo arreca danni non solo ad un settore produttivo, ma all’intera collettività; bisogna offrire ai consumatori gli strumenti informativi per difendersi dai rischi dei prodotti non sicuri e contraffatti ed alle imprese tutte le azioni a nostra disposizione per tutelare che lavora nel rispetto delle regole.” Questa la riflessione del consigliere di Fdi-An Stefano Mignini dopo l’approvazione nella commissione di ieri della sua proposta incentrata sulla lotta al commercio illegale, in cui “assieme ai vertici delle Associazioni di categoria e alle Associazioni in difesa dei consumatori, è emerso come il fenomeno della contraffazione negli ultimi anni si sia espanso e i danni per il nostro tessuto produttivo siano ingenti, con ripercussioni dirette sulle nostre famiglie. E’ indispensabile che tutti i soggetti,” dichiara Mignini “dalla politica alle categorie del commercio, fino ai cittadini, prendano coscienza che la lotta all’illegalità è un dovere cui non ci si può sottrarre, per tutelare la qualità dei nostri prodotti, la salute dei consumatori e per rafforzare il contrasto all’evasione fiscale, che fa registrare cifre sempre più ingenti e danneggia le imprese oneste. L’educazione al rispetto delle regole va fatta a partire dalle scuole, dai bambini che saranno i cittadini consapevoli di domani, ai turisti, che devono poter acquistare ed apprezzare la vera qualità delle nostre filiere e ai nostri cittadini, che nella quotidianità possono fare la differenza con le loro scelte. L’auspicio” conclude il consigliere “ è che, come emerso nella discussione, non si abbassi la guardia sul fronte sia della prevenzione che della repressione del reato, in collaborazione con la nostra polizia municipale e con gli altri organi di pubblica sicurezza e che si avvii una efficiente campagna di informazione a tutela delle imprese del territorio e dei cittadini”.</p>
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		<title>Dalla grande distribuzione alla &#8216;grande distruzione&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 13:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>È una “generazione di fenomeni” quella dei lavoratori del commercio in questa fase storica. La fase della “grande distruzione”, come la definisce la Filcams Cgil di Perugia, cancellando due lettere dalla definizione di “grande distribuzione”. Un gioco di parole che descrive però un quadro molto serio e preoccupante, come hanno ribadito i rappresentanti sindacali e i numerosi lavoratori intervenuti oggi, 26 giugno, nell’iniziativa che si è svolta presso la Camera del Lavoro di Perugia con la partecipazione di circa 70 lavoratrici e lavoratori del commercio, rappresentanti sindacali nelle rispettive aziende, e conclusa dal segretario nazionale della Filcams Cgil, Fabrizio Russo.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Grande distruzione</strong> &#8211; Si parla di “grande distruzione” perché negli ultimi anni, anche in Umbria, si sono perse migliaia di posti di lavoro (da circa 80mila del 2011 ai 72mila del 2014) e perché i diritti di chi lavora nel commercio, specie nelle nuove grandi strutture che sono spuntate come funghi sul territorio (spesso a poche centinaia di metri le une dalle altre), vengono progressivamente abbattuti. Nelle loro relazioni, Enrico Bruschi e Riccardo Giulivi, della segreteria Filcams Cgil, hanno descritto con dovizia di particolari la gravità della situazione. Intanto, c’è il crollo dei consumi e delle vendite: nel 2014 quelle di prodotti alimentari sono calate del 5,8%, quelle dei non alimentari addirittura dell’8,1%, mentre la grande distribuzione, unico settore che aveva finora retto, a discapito dei piccoli esercizi, ha invertito il trend (-1,1%). E poi, c’è la massiccia diffusione del franchising, con gravissimo danno per diritti e salari dei lavoratori e delle lavoratrici (queste ultime sono la maggioranza nel settore). Ne consegue che fianco a fianco, dentro i grandi centri commerciali, ci sono addetti ancora tutelati dal contratto nazionale e altri completamente privi di diritti, spesso sottoposti a turni massacranti, orari spezzettati, falsi part-time, con il sistematico utilizzo del lavoro festivo e domenicale, ormai senza alcun limite, anche contro ogni logica economica di mercato, visto che i consumi continuano appunto a crollare.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Generazione di fenomeni</strong> &#8211; Situazioni da “generazione di fenomeni” appunto, che in certi casi arrivano a conseguenze estreme: “In importanti realtà del territorio – hanno riferito i rappresentanti della Filcams &#8211; ci vengono segnalati anche casi di svenimento per lo sforzo a cui lavoratrici e lavoratori sono sottoposti, con orari infernali e una forte pressione esercitata dalle aziende, anche per non far avvicinare i lavoratori stessi al sindacato”. In questo quadro la Filcams Cgil si pone un obiettivo ambizioso: uscire dall’emergenza e dall’attività di tamponamento quotidiano delle crisi (che pure deve necessariamente continuare) e cominciare ad impostare una strategia di “ricostruzione”. “Dalla distruzione dobbiamo passare alla ricostruzione – ha detto nelle sue conclusioni Fabrizio Russo, segretario nazionale Filcams Cgil – ma la situazione attuale è davvero critica, con tre contratti nazionali su quattro non rinnovati (Federdistribuzione, distribuzione cooperativa e Confesercenti), gli integrativi che vengono sistematicamente disdettati e i grandi gruppi commerciali che presentano crisi senza precedenti, annunciando migliaia di licenziamenti”. Nonostante queste difficoltà, la Filcams dell’Umbria vuole porre con forza la questione alla nuova giunta regionale e alle associazioni datoriali, nella convinzione che senza un ripensamento dell’intero sistema, a partire anche dagli orientamenti al consumo e dagli stili di vita, non ci sia possibilità di fermare la “grande distruzione” in atto.</p>
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		<title>Mercato coperto, i dubbi dei commercianti sul progetto</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2014 17:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="618" height="348" src="http://www.youtube.com/embed/ku8gpouZDYs?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<strong>Video e interviste di Lucina Paternesi</strong></p>
<span id="areaSingle">Perugia. </span>Un tavolo aperto quello che, in queste settimane, si sta tenendo tra l&#8217;Amministrazione e i commercianti del Mercato coperto. Finalmente, la sottile nebbia che avvolge il futuro della storica struttura del centro, si sta diradando. Nei giorni scorsi, dopo un incontro ufficiale che si è tenuto a palazzo dei Ppriori tra funzionari comunali, assessori Casaioli e Fioroni e gli operatori del Mercato, le proposte di riqualifica stanno venendo fuori. Sembra essersi instaurata una nuova forma di collaborazione tra Amministrazione e commercianti verso la direzione del bene della città e dei suoi abitanti. Dopo le prime proposte che vedevano il trasloco definitivo di tutte le attività commerciali del Mercato coperto, ora la Giunta, sembrerebbe voler compiere un nuovo passo. Spostamenti temporanei per alcuni, con successiva postazione privilegiata al piano della terrazza mentre per altri, una diversa posizione ma sempre nella zona adiacente al Mercato. Soddisfazioni certo, ma i commercianti hanno ancora qualche dubbio da sciogliere. Alcuni dei venditori hanno detto la loro altri, invece, preferiscono non prendere posizioni prima del &#8220;verdetto&#8221; finale. </p>
<p><strong>Via Fratti &#8211;</strong> A parlare alle telecamere di PerugiaOnline è Patrizia, una commerciante del piano inferiore. &#8220;L&#8217;incontro è avvenuto nella sala Alessi del Comune, nella massima tranquillità da ambo le parti. C&#8217;é stato mostrato il progetto dell&#8217;edificio e ci hanno fatto vedere quello che diventerà. Il Mercato coperto sara costituito da due piani privati, mentre il piano della terrazza rimarrà comunale. In pratica è qui che si svolgerà il mercato popolare. Oltre a noi (macelleria, pescheria, frutta e verdura) il piano superiore ospiterà altri operatori con altri prodotti. I commercianti che attualmente invece stanno alla terrazza, verrano trasferiti in piazza della Rupe all&#8217;interno di nuovi box&#8221;.<br />
La soddisfazione sin qui raggiunta, grazie anche alla disponibilità che l&#8217;Amministrazione ha avuto per stabilire un dialogo, è notevole. Ma alcuni dubbi ci sono.<br />
&#8220;Non ci convince il fatto &#8211; continua Patrizia &#8211; di essere spostati per due o tre anni in via Fratti. Non credo che resisteremo tutto quel tempo in una zona che non è commerciale. Ecco perché, la prospettiva di fare ritorno al Mercato coperto una volta finiti i lavori, è inutile se non sopravviveremo a questi due o tre anni&#8221; i problemi sono quelli legati alla praticità del luogo. &#8220;Con i furgoni è un problema perché la mattina non abbiamo parcheggio. Per scaricare dovremmo arrivare uno per volta, la mattina presto, per scaricare la merce e non più tutti insieme. Insomma, una confusione totale. L&#8217;edizione in via Fratti, bellissimo e antico, con volte e pietra. Per accogliere la nostra attività dovrebbe avere, ad esempio, mattonelle lavabili. Chi farà questi lavori necessari per aprire le attività commerciali?&#8221;.</p>
<p><strong>Piazza della Rupe </strong>&#8211; A dire la sua anche Domenico, operatore commerciale al momento ospitato al piano superiore, alla terrazza. &#8220;La soluzione trovsta sino ad ora è quello di spostare noi in piazza della Rupe che verrà liberata dal vecchio ascensore. Lì, il Comune, farà dei box adeguati alle nostre esigenze. Il piano della terrazza rimarrà demanio pubblico a differenza di quello inferiore che sarà per i privati. Come mai noi, che siamo comunque operatori storici del Mercato coperto, non possiamo convivere con quelli alimentari? Piazza della Rupe è un posto bellissimo e che potrebbe rivelarsi ottimale per le nostre attività ma, a breve, si trasformerà in un cantiere per iniziare i lavori della biblioteca degli Arconi. I lavori degli Arconi e della chiusura del vecchio ascensore, sarà not eroina ti prima del nostro trasloco nei nuovi box?&#8221;.</p>
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		<title>Mercato coperto, i commercianti nell&#8217;incertezza</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 16:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[centro storico]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In bilico ci sarebbero le concessioni mercatali del Mercato coperto. Un trasferimento in via definitiva che sarebbe però necessario per attuare i lavori di riqualifica dell&#8217;edificio, una volta approvato il progetto. Tre i luoghi proposti dall&#8217;Amministrazione, ma i commercianti non ci stanno. I commercianti &#8211; Tre i luoghi che il Comune di Perugia avrebbe individuato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> In bilico ci sarebbero le concessioni mercatali del Mercato coperto. Un trasferimento in via definitiva che sarebbe però necessario per attuare i lavori di riqualifica dell&#8217;edificio, una volta approvato il progetto. Tre i luoghi proposti dall&#8217;Amministrazione, ma i commercianti non ci stanno. </p>
<p><strong>I commercianti &#8211;</strong> Tre i luoghi che il Comune di Perugia avrebbe individuato come possibili alternative al Mercato coperto: il rinnovato complesso di via Fratti, viale Pellini adiacente alle scale mobili e, infine, la zona di piazza Partigiani. Ma, cosa non ancora chiara ai commercianti, sarebbero i termini dello spostamento, ovvero lo stato effettivo degli spazi da occupare. A chi spetterebbero gli eventuali costi dei lavori necessari per poter occupare gli spazi e, quindi, iniziare l&#8217;attività commerciale? Inoltre un cambio di luogo significherebbe una modifica di clientela, punto interrogativo importante sopratutto in tempo di crisi. </p>
<p><strong>Progettazione dell&#8217;edificio &#8211;</strong> Per ora, la Giunta non ha comunicato alcun tipo di informazione riguardo al futuro del Mercato anche se si parla di un luogo in cui esporre prodotti Doc. Di questo progetto però non farebbero parte la pescheria, la macelleria, l&#8217;ortofrutta e i venditori di abbigliamento e accessori al momento presenti tra le file del Mercato coperto, visto la richiesta di attivazione di revoca delle concessioni a mercatali. Il loro trasferimento in uno di luoghi proposti dal Comune, sarebbe quindi definitivo e non solo temporaneo per permettere i lavori.<br />
Ma nonostante nessun progetto sia ancora stato approvato, la pianificazione dei lavori dovrà avvenire entro primavera 2015, pena la perdita di  5 milioni di euro.<br />
Infatti, la Regione, a suo tempo stanziò un fondo per la riqualifica dell’area. Fondi che però, andrebbero perduti senza l’approvazione del progetto esecutivo di riqualifica in tempi brevi. </p>
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		<title>Mercato coperto, revoca delle concessioni commerciali</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2014 10:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Un incontro a palazzo dei Priori con i commercianti del Mercato coperto di Perugia. In una riunione del tutto informale, la settimana scorsa, alcuni funzionari comunali insieme all&#8217;assessore allo sviluppo economico Fioroni (e non la Casaioli), avrebbero incontrato tre degli imprenditori che &#8220;sopravvivono&#8221; con la loro attività al Mercato coperto per discutere del futuro. In ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Un incontro a palazzo dei Priori con i commercianti del Mercato coperto di Perugia. In una riunione del tutto informale, la settimana scorsa, alcuni funzionari comunali insieme all&#8217;assessore allo sviluppo economico Fioroni (e non la Casaioli), avrebbero incontrato tre degli imprenditori che &#8220;sopravvivono&#8221; con la loro attività al Mercato coperto per discutere del futuro. In ballo ci sarebbe l&#8217;attivazione di una procedura per la revoca delle concessioni commerciali all&#8217;interno della struttura mercatale. A quanto pare, le condizioni proposte dal Comune ai commercianti sarebbero quelle di &#8220;traslocare&#8221; definitivamente per consentire l&#8217;avvio dei lavori di ristrutturazione della struttura in piena Acropoli senza mai farvi più ritorno.</p>
<p><strong>La proposta del Comune &#8211;</strong> Le attività commerciali sopravvissute alle vicende del Mercato coperto, al momento sono 7; 4 al piano superiore della terrazza (borse, oggettistica e abbigliamento) e 3 a quello inferiore (macelleria, pescheria e fruttivendolo). Tra le condizioni offerte dall&#8217;amministrazione, la cui volontà è proprio quella di spostare tutte le attività commerciali che da animi provano a sopravvivere in una realtà difficile, ci sarebbe il trasloco in tre potenziali aree. Il rinnovato complesso di via Fratti, su cui la vecchia amministrazione, insieme alla Regione, ha fortemente investito per riqualificazione della struttura in 12 appartamenti per 12 giovani coppie e, appunto,con 3 spazi dedicati alle attività commerciali. La seconda scelta potrebbe invece ricadere  su viale Pellini, a ridosso del parcheggio gestito dalla Sipa. Infine, il Comune starebbe ragionando sul campo di bocce presente in zona piazza Partigiani, adiacente al terminal dei bus. Le 7 attività esistenti, quindi, sarebbero divise e non più concepite come una forza unica. </p>
<p><strong>Revoca delle concessioni &#8211;</strong> Ai commercianti ora il compito di valutare sulle proposte fatte dal Comune, con la consapevolezza che non faranno più ritorno al Mercato coperto. Una revoca delle concessioni quindi, che arriva come una secchiate d&#8217;acqua ghiacciata. La motivazione di questa azione? Probabilmente perché l&#8217;Amministrazione ha deciso di accelerare lo spostamento delle attività per concretizzare in tempi brevi la progettazione, ancora in bilico, della struttura. </p>
<p><strong>A rischio 5 milioni di euro &#8211;</strong>  Infatti, la Regione, a suo tempo stanziò un fondo di circa 5 milioni di euro per la riqualifica dell&#8217;area. Fondi che però, andrebbero perduti senza l&#8217;approvazione del progetto esecutivo di riqualifica in tempi brevi, probabilmente entro primavera. Il ritardo, quindi, costerebbe al Comune il disimpegno di 5 milioni di euro al momento già  garantiti. </p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/mercato-coperto-revoca-delle-concessioni-commerciali/">Mercato coperto, revoca delle concessioni commerciali</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Serie B, a rischio il mercato del sabato a Pian di Massiano</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jul 2014 19:17:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Scoop]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>“Qui si mette a rischio la sopravvivenza economica di circa 170 venditori ambulanti. Così ci massacrate”.Parole dure quelle di Massimiliano Baccari, presidente della Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti e su aree pubbliche) che questa mattina, sabato 19 luglio, ha indetto un’assemblea pubblica assieme a Confcommercio e Confesercenti. La polemica &#8211; Al centro della polemica c’è ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/partite-serie-b-rischio-mercato-sabato-pian-massiano/">Serie B, a rischio il mercato del sabato a Pian di Massiano</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>“Qui si mette a rischio la sopravvivenza economica di circa 170 venditori ambulanti. Così ci massacrate”.Parole dure quelle di Massimiliano Baccari, presidente della Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti e su aree pubbliche) che questa mattina, sabato 19 luglio, ha indetto un’assemblea pubblica assieme a Confcommercio e Confesercenti.</p>
<p><strong>La polemica</strong> &#8211; Al centro della polemica c’è la pubblicazione del calendario del campionato di calcio di Serie B e la concomitanza, non ammessa, delle partite del Perugia Calcio con il mercato del sabato a Pian di Massiano.  Il 17 giugno, infatti, il Comune di Perugia ha comunicato alla Fiva che “<em>vista la necessità di accogliere i tifosi del Perugia, piazzale Umbria Jazz non potrà essere disponibile per ospitare il mercato del sabato</em>”.  Ad essere a rischio ci sono ben 15 edizioni del mercato settimanale che andrebbero a coincidere ed interferire con la sicurezza necessaria per far svolgere la partita del Perugia Calcio.</p>
<p><strong>La posizione del Comune<em> &#8211;</em></strong><em> &#8220;Per il Comune</em> – continua la nota inviata da Palazzo dei Priori &#8211; <em>, quindi, la soluzione meno penalizzante per le aziende è quella di far svolgere il mercato nella mattinata della domenica, con orario 8 –14, secondo il calendario che a breve dovrebbe essere formalizzato e reso noto per il campionato 2014/2015</em>”. Una bella secchiata d’acqua ghiacciata per gli oltre 170 venditori ambulanti che considerano il mercato di Pian di Massiano una delle piazze più importanti e redditizie. Ecco perché, terminata la giornata lavorativa, gli ambulanti si sono riuniti all’ombra del camper di Confcommercio parcheggiato nel piazzale di Pian di Massiano, per manifestare il proprio disagio verso una situazione molto critica che coinvolge l’Amministrazione, la società calcistica e, ovviamente, gli operatori addetti alla sicurezza.</p>
<p><strong>&#8220;Il mercato non si tocca&#8221;</strong> &#8211; Il punto di vista di Confcommercio e Fiva sembra chiaro: continuare questa battaglia e cercare una maggiore collaborazione da parte del Comune a cui ogni anno gli ambulanti versano, per poter esercitare a Pian di Massiano, mille euro a banco per un totale di circa 170mila euro.“Il mercato settimanale di Pian di Massiano – spiega Massimiliano Baccari della Fiva &#8211; è un appuntamento di riferimento non solo della comunità di Perugia, ma di tutta la provincia. La messa in discussione di un appuntamento come quello del sabato rischia di compromettere il già precario stato di salute di queste aziende. All’amministrazione, ai tifosi e alla società calcistica chiediamo massima disponibilità e collaborazione perché la soluzione sin qui proposta è fortemente a nostro svantaggio”.</p>
<p><strong>La soluzione di Verona</strong> &#8211; In merito esiste anche un precedente. A Verona, per evitare la concomitanza del mercato con lo svolgimento della partita, il primo cittadino ha accolto la richiesta degli ambulanti e ha posticipato le partite di calcio della squadra locale di circa un paio di ore.</p>
<p><strong>Ambulanti preoccupati</strong> &#8211; Sui volti dei presenti all’assemblea c’è preoccupazione nei confronti di un futuro incerto, già messo in bilico dal morso della crisi economica.  “Spostare per un anno intero l’appuntamento dal sabato alla domenica – aggiunge un altro commerciante fisso di piazzale Umbria Jazz – significherebbe snaturare il mercato stesso e interrompere quella consuetudine, costante e perenne, che abbiamo da tantissimi anni con i nostri clienti. Perché rischiare di compromettere quel rapporto fiduciario instaurato e che rende la piazza di Pian di Massiano un momento di aggregazione sociale e di servizio?”.</p>
<p>“Il mercato da sabato a domenica? Per molti di noi è impossibile – continua una ambulante di Pian di Massiano – perché abbiamo un’agenda da rispettare: ogni giorno corrisponde ad una diversa piazza della città o della provincia e la domenica ci dedichiamo alle fiere. Si tratterebbe quindi di fare, ogni volta, una scelta che per noi rappresenterebbe comunque una rimessa”.</p>
<p>E intanto i commercianti già si sono organizzati con una raccolta firme fra i propri clienti, da presentare a sindaco e assessore al Commercio, a sostengo della loro personale battaglia. Entro martedì gli ambulanti dovranno inviare una risposta al Comune. Verranno ascoltati da sindaco e Giunta?</p>
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		<title>Il comitato Filosofi&#8230;Amo incontra il sindaco Boccali</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 12:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[commercianti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Residenti e commercianti uniti per difendere i diritti civici di un quartiere troppo spesso dimenticato. Un quartiere che ha voglia di esistere. Un quartiere che non vuole sopravvivere ma vivere. Dalla nascita del comitato “Filosofi…Amo” all’incontro con il sindaco Boccali il passo è stato breve. Infatti, ieri 28 aprile, alcuni rappresentanti del comitato, Presidente, vicepresidente ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Residenti e commercianti uniti per difendere i diritti civici di un quartiere troppo spesso dimenticato. Un quartiere che ha voglia di esistere. Un quartiere che non vuole sopravvivere ma vivere. Dalla nascita del comitato “Filosofi…Amo” all’incontro con il sindaco Boccali il passo è stato breve.</p>
<p>Infatti, ieri 28 aprile, alcuni rappresentanti del comitato, Presidente, vicepresidente e alcuni commercianti hanno incontrato il sindaco di Perugia con altri funzionari amministrativi durante un sopralluogo nei punti “caldi” del quartiere in seguito alle segnalazioni degli stessi residenti che hanno indicato le zone che “creano disagio” ai residenti.</p>
<p>Strisce blu, penalizzanti per commercianti e fruitori degli esercizi. Marciapiedi dissestati, poca illuminazione in alcune zone del quartiere e aree verdi poco sicure sono i problemi evidenziati dalla maggior parte dei commercianti e residenti presenti all’incontro.</p>
<p>Dopo il sopralluogo Boccali si dimostra interessato e consapevole delle problematiche del quartiere e si inizia così, di comune accordo, a trovare delle possibili soluzioni.</p>
<p>I rappresentanti del comitato hanno chiesto la realizzazione di un parcheggio a strisce bianche, dunque a “lunga sosta” per i commercianti in via Silvio Pellico così da non dover pagare per tutto il giorno il parcheggio e in modo da liberare posti auto per i clienti. Di conseguenza, un accortezza del genere, secondo il comitato, risolverebbe un altro annoso problema, quello del parchetto ad esso adiacente che risulta mal frequentato. L&#8217;area potrebbe con facilità diventare un parcheggio perché è di proprietà del Comune di Perugia.</p>
<p>I parcheggi restano in ogni caso una priorità per la zona. I residenti chiedono la possibilità di creare un parcheggio a disco orario alternato alle strisce blu lungo via dei Filosofi per permettere a residenti e acquirenti di trovare sempre posto sottolineando comunque la priorità del parcheggio per i clienti rispetto ai commercianti.</p>
<p>Ma non solo parcheggi. Sicurezza e vivibilità sono all’ordine del giorno. I rappresentanti del comitato si sono detti disponibili ad una riqualificazione delle aree verdi, ripulendole dal degrado in cui versano da tempo. Ma servono manutenzione e presidio a carico del comune per fermare lo spaccio, &#8220;avvistato&#8221; e segnalato da molti residenti.</p>
<p>Un altro piccolo passo per il comitato “Filosofi…Amo” un quartiere che ha le idee chiare e che non vuole essere contro l’amministrazione, ma combattere con essa le proprie battaglie in modo costruttivo e propositivo. Una goccia in un oceano. Ma pur sempre un passo avanti. Chissà, magari a breve si risolveranno anche questi piccoli problemi che stanno a cuore ai residenti e del quartiere.</p>
<p>Armando Allegretti</p>
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