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	<title>Perugia Online &#187; consigliere Carbonari</title>
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		<title>Foligno, la Carbonari (M5S) all&#8217;attacco sulla Fils: &#8220;Al momento è economicamente e finanziariamente insostenibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 May 2016 12:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Bisogna avere il coraggio di ammettere che, al momento, Fils è economicamente e finanziariamente insostenibile. Infatti, a causa di una pluriennale gestione fallimentare, attestata dai bilanci e denunciata dagli stessi amministratori attuali, si trova in una situazione disperata, che, certamente, non è stata migliorata dall’attuale governance, impegnata quasi interamente a scaricare le colpe sulle precedenti amministrazioni”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari, parlando della &#8220;Foligno Impresa Lavoro Sviluppo&#8221; (Fisl), la partecipata del Comune di Foligno che si occupa di servizi di manutenzione e gestione di risorse pubbliche.</p>
<p>&#8220;Bisogna in primo luogo – spiega Carbonari &#8211; eliminare le cattive pratiche gestionali che hanno portato al dissesto di Fils e solo allora si potranno cercare delle soluzioni, affinché Foligno non perda questa importante risorsa economico-produttiva, la quale però deve iniziare ad essere gestita nel vero interesse dei cittadini. Il Movimento 5 Stelle è pronto a fornire il proprio contributo con realismo, serietà e spirito costruttivo, senza voler strumentalizzare questa vicenda a fini politici. Ma è necessario che questo atteggiamento sia veramente condiviso anche dall’Amministrazione comunale, alla quale si chiede pari serietà e trasparenza, nell’interesse di Foligno e dei suoi cittadini”.</p>
<p>&#8220;Al 31 dicembre 2014 &#8211; continua Carbonari &#8211; il debito totale di Fils era pari a 4milioni.639mila 861 euro, di cui 3milioni 366mila 428 euro esigibili entro l’esercizio successivo. Le immobilizzazioni e le disponibilità liquide sommate sono inferiori: 4milioni 235mila 540 euro. I crediti, pari a 773mila euro sono in forte calo. Ho calcolato l’indice di Altman (che quantifica le probabilità di fallimento di un’impresa) ottenendo per il 2012, 2013 e 2014 sempre valori considerati di &#8216;non equilibrio finanziario&#8217;, in costante peggioramento. Il capitale sociale si è inesorabilmente e rapidamente prosciugato, tanto da costringere Fisl a trasformarsi da &#8216;società per azioni&#8217; a &#8216;società a responsabilità limitata&#8217;, quando è sceso al di sotto del limite di capitale imposto dalla legge: cento mila euro. Né ci è dato conoscere l’attuale stato di salute di Fisl dal momento che al 30 aprile sul sito della partecipata non v’è ancora traccia del bilancio 2015. Un elemento che la dice lunga su come la cosa pubblica viene gestita e su come la trasparenza è solo una parola di cui l’amministrazione comunale si riempie la bocca, senza però trasformarla in fatti”.</p>
<p>Per Carbonari “leggendo poi la &#8216;Relazione previsionale aziendale di Fils per gli anni 2016-2018&#8242;, peraltro elaborata con dati aggiornati al 2014, ci si rende conto che, sebbene da un lato si deve prendere atto delle tante e gravissime criticità, ci si ostina a non voler andare ad affrontare i problemi alla radice, limitandosi a fare previsioni rosee ed irrealistiche, pretendendo di ottenere altre risorse pubbliche e illudendosi di risolvere tutto con una &#8216;riorganizzazione dell&#8217;assetto delle responsabilità e funzioni&#8217;. Invece i problemi sono ben altri. In tutto questo disastro, infatti, Fils viene indirettamente foraggiata con l’assegnazione di lavori talvolta inutili, sicuramente in regime di &#8216;non economia&#8217;, senza tenere minimamente conto della qualità dei servizi erogati”.</p>
<p>“Impiegare nuove risorse pubbliche, come la relazione propone, in una imprese così organizzata – prosegue Carbonari &#8211; sarebbe come voler riempire d’acqua uno scolapasta. Ci chiediamo che senso abbia impiegare altre risorse pubbliche per prolungare l’agonia di una società oggettivamente mal gestita da amministratori che sono generalmente scelti dalla politica con mere logiche spartitorie e partitocratiche, piuttosto che in base alla capacità e competenze. Stante l’impossibilità di conoscere lo stato economico-finanziario di Fils al 2015 è per noi oggettivamente impossibile valutare qualunque soluzione o anche avanzare una qualsiasi proposta costruttiva. Dalla lettura della relazione previsionale sembra comunque prospettarsi solo l’alternativa tra ricapitalizzazione, pagata con risorse pubbliche del Comune di Foligno, o liquidazione, probabilmente con enormi perdite. Come al solito, sarebbero i più deboli e i non responsabili a dover pagare: i lavoratori di Fils e i cittadini folignati, che con le<br />
tasse pagano tutto questo disastro”.</p>
<p>“Da cittadina folignate – conclude l&#8217;esponente pentastellata &#8211; ritengo urgentissimo che l’Amministrazione comunale scopra le carte, comunicando la reale e attuale situazione economico-finanziaria di Fils, chiarendo poi, di concerto con gli amministratori della stessa, cosa intenda fare per affrontare questa gravissima crisi aziendale. Tutto nella massima trasparenza, comunicando le diverse alternative (liquidazione o ricapitalizzazione) senza nascondere ai cittadini le conseguenze a ciascuna di esse associate”.</p>
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		<title>Grave degrado nei luoghi pubblici a Foligno: la denuncia del Wwf e del M5S</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 12:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Foligno. </span> In alcuni dei parchi e dei luoghi più belli di Foligno e nei bagni pubblici nelle vicinanze di questi, luoghi che dovrebbero essere utilizzati prevalentemente dai turisti, si trovano rifiuti di ogni genere, siringhe, lampioni di illuminazione, escrementi, inquietanti scritte sui muri, alcune persino fatte con il sangue. Questa situazione è stato recentemente documentato in un video pubblicato da Sauro Presenzini, presidente del WWF locale, e riguarda numerose aree di Foligno (i bagni pubblici di via Pertichetti, il parco del Canapè, il parco fluviale Hoffman e la riserva naturale di Sassovivo).</p>
<p>“Ammetto che inizialmente, vedendo queste sconcertanti immagini &#8211; commenta il consigliere regionale del M5S Maria Grazia Carbonari &#8211; ho pensato si trattasse di un fotomontaggio, dato che un tale stato di abbandono si può vedere soltanto in luoghi che sono stati evacuati da anni, come ad esempio la cittadina ucraina di Pripyat dove avvenne il disastro della centrale nucleare di Chernobyl. Ovviamente la responsabilità di questo scempio è in primis di chi ha sporcato e vandalizzato i luoghi, ma è troppo comodo, come fa il sindaco Mismetti, limitarsi a dare la colpa a qualche sconosciuto e fare le spallucce. Dallo stato dei luoghi si evince infatti chiaramente che questi luoghi sono stati lasciati all’incuria e all’abbandono da lunghissimo tempo, senza il minimo intervento di pulizia e manutenzione da parte del Comune”.</p>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/ciuDZmrhvps?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>“A queste palesi responsabilità di negligenza coatta &#8211; incalza la folignate Carbonari &#8211; si aggiunge anche la beffa per i cittadini come me di sentirsi dire da sindaco e della Giunta che loro si stanno ‘impegnando’ (con cene e trasferte pagate con i soldi dei folignati) per la promozione turistica di Foligno e della Quintana. Ma il minimo sindacale di decenza per promuovere il turismo nazionale ed internazionale, così importante per la nostra economia, è risparmiare a chi visita Foligno questo indegno spettacolo, dato che sono proprio i turisti i primi ad aver bisogno dei bagni e dei luoghi ridotti in tale pletorico stato, considerando infine che, nell’era dei Social Network e dei siti di valutazione turistica, una impressione così negativa potrebbe innescare una reazione a catena in grado di distruggere la reputazione di Foligno”.</p>
<p>“Ma ormai &#8211; aggiunge il consigliere pentastellato &#8211; eventi mondani come cene e viaggi promozionali sono le palestre per gli esercizi di ipocrisia di cui il sindaco Mismetti è campione, alla quale si aggiunge anche arroganza e veemenza contro qualunque tipo di critica (anche costruttiva) al suo operato, negando sempre ed attaccando l’autore, senza mai scendere nel merito della questio. Un recentissimo esempio di ciò sono i consistenti premi erogati a pioggia ai dirigenti del Comune di Foligno per dei risultati raggiunti che dovrebbero essere molto superiori a quanto richiesto ad un dirigente pubblico. Distribuire indiscriminatamente lauti premi (finanziati con le  tasse prelevate ai cittadini), a fronte di una erogazione di servizi pubblici basilari scarsa o nulla, è una offesa ad ogni folignate, oltre che alla legge ed ai principi minimi di etica e decenza su cui si fonda la stessa Costituzione italiana”.</p>
<p>“Come consigliere regionale e, in primis, come cittadina, segnalerò alle autorità competenti la questione dei premi ai dirigenti del Comune di Foligno, per appropriati accertamenti circa il rispetto della legge. Risulta ormai palese che molti degli amministratori pubblici locali vivono e continuano a vivere in una bolla di privilegi e sono completamente estraniati dalla realtà, a partire dal sindaco. Per questo ennesimo scandalo e per i tanti che lo hanno preceduto chiedo le dimissioni immediate del Sindaco Nando Mismetti. In altri tempi sarebbe bastato molto meno perché un amministratore si dimettesse, o probabilmente una situazione così assurda e grave non si sarebbe neanche creata&#8221;.</p>
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		<title>Nuovo &#8220;no&#8221; della Regione contro l&#8217;inceneritore previsto in Umbria dal Governo</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 14:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Non verrà realizzato l’inceneritore previsto invece in Umbria dal Governo Renzi. A confermarlo oggi, dopo la nota diramata nei giorni scorsi, è stato l’assessore regionale Fernanda Cecchini rispondendo all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari. “Gli inceneritori incidono per l&#8217;1 per cento e quelli attuali operano per concessioni rilasciate dalle Province. Gli impianti &#8211; ha detto &#8211; debbono agire nel rispetto delle prescrizioni in essere. Noi abbiamo detto no in tutte le sedi alla previsione di ulteriori impianti. Il tema è dare piena attuazione al piano regionale rifiuti che non prevede di bruciare rifiuti in Umbria. C&#8217;è bisogno di un cambio di passo: comuni e cittadini devono fare la loro parte. Se noi rispondiamo agli obiettivi del piano saremmo assolutamente fuori scala perché l’impianto previsto dal Governo avrebbe bisogno di 130 mila tonnellate e noi arriveremmo a 60 mila tonnellate. Dobbiamo individuare azioni robuste e serie per i Comuni, per i soggetti gestori e per gli ambiti per avere le carte in regola per poter affermare che questa Regione può evitare di bruciare semplicemente dando attuazione al piano dei rifiuti che è stato aggiornato solo pochi mesi fa”.</p>
<p>L’assessore Giuseppe Chianella, dal canto suo, ha fatto il punto sul problema Pm10. “C&#8217;è stato in tutta Italia e non solo in Umbria. Da 10 anni a questa parte le emissioni sono diminuite nel nostro Paese, segno che le politiche complessive fatte in questo settore hanno ottenuto qualche risultato. Strumento fondamentale della Regione è il Piano regionale per la qualità dell&#8217;aria approvato nel 2013, che prevede misure tecniche di base per affrontare le situazioni maggiormente critiche: l’attuazione da parte dei Comuni di Perugia, Corciano, Foligno, Terni di provvedimenti per <span style="line-height: 1.5;">ridurre il traffico, la riduzione del traffico tramite potenziamento del trasporto passeggeri su ferrovia. Ci sono poi misure tecniche di indirizzo che prevedono il miglioramento del trasporto pubblico regionale, con mezzi a basse emissioni, giornate programmate di chiusura traffico, la promozione dell&#8217;utilizzo di mezzi elettrici. Grazie ad un protocollo con il Ministero nel 2012 sono stati  investiti 33 milioni di euro per la sostituzione di mezzi più inquinanti con mezzi a metano o mezzi ibridi nella provincia di Perugia e di Terni. Il piano prevede anche importi rilevanti per la mobilità alternativa come ascensori, minimetro e piastre logistiche. Quindi le iniziative e le politiche attivate in questi anni sono volti anche al contenimento di emissioni in atmosfera”.</span></p>
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		<title>M5S, terzo esposto alla magistratura: dopo i consorzi Crescendo e Tns tocca a Umbria Mobilità</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 10:31:21 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Ho provveduto in data odierna (11 gennaio 2016 n.d.r.) ad inviare alle autorità competenti una segnalazione su Umbria Mobilità, società partecipata dalla Regione Umbria che presenta, a nostro parere, degli aspetti preoccupanti”.  Così come aveva fatto la settimana scorsa per i consorzi Crescendo e Tns Maria Grazia Carbonari, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle, affida a un video pubblicato sulla sua Pagina Facebook la notizia dell’avvenuto invio dell’esposto.</p>
<p>Dalla lettura del bilancio della società , chiuso in ritardo alla fine di settembre 2015, si evince per la consigliera un ammontare complessivo di garanzie prestate a favore di terzi pari a circa 208 milioni di euro rispetto al quale gli amministratori non ritengono opportuno fornire né dati analitici né tantomeno considerazioni sui rischi di escussione e sulle presumibili conseguenza in capo a Umbria Mobilità.</p>
<p>“Una premessa come questa &#8211; afferma la portavoce dei 5 Stelle a Palazzo Cesaroni &#8211; a me fa venire i brividi ma apparentemente non sono la sola ad essere preoccupata. Anche il revisore contabile infatti nella sua relazione attesta l’impossibilità ad esprimere un giudizio sul bilancio 2014”. Più che un campanello d’allarme un’assordante scampanata. I problemi rilevati dall’organo di controllo &#8211; ricorda la Carbonari &#8211; sono molti: i notevoli crediti che la società ha nei confronti di Roma Tpl, l’escussione delle citate garanzie e, non ultima, la vicenda del contenzioso ex Fcu gli oneri del quale, nel caso la Regione Umbria fondatamente eccepisca la validità della lettera di manleva che glieli attribuisce, rimarrebbero in capo a Umbria Mobilità.</p>
<p>Una situazione pertanto molto grave e che, se possibile, si aggrava ancor di più considerando il bilancio della società Roma Tpl, della quale Umbria Mobilità deteneva un terzo del capitale ed aveva garantito con fideiussioni un numero importante di operazioni. “Anche sul bilancio di Roma Tpl, chiuso alla fine di ottobre &#8211; continua la Carbonari &#8211;  il collegio sindacale dopo aver rilevato nella propria relazione una lunga serie di eccezioni ritiene impossibile esprimere un giudizio.</p>
<p>“Alla luce di quanto emerso dall’analisi di tutto ciò &#8211; conclude la consigliera M5S &#8211; ho quindi ritenuto opportuno presentare un circostanziato esposto alle autorità perché vengano accertate pienamente le responsabilità in capo ad amministratori e/o sindaci che nel tempo si sono succeduti in Umbria Mobilità e di procedere con la massima premura a tali accertamenti, giacché la situazione potrebbe sfuggire di mano e la Regione Umbria, ossia tutti noi cittadini, trovarsi nella situazione, già vissuta altre volte, di dover tappare qualche buco&#8221;.</p>
<p><iframe width="618" height="348" src="https://www.youtube.com/embed/Y_AmU4GN8sA?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Irregolarità nei bilanci delle partecipate regionali, il M5S: &#8220;La Marini stia serena&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/irregolarita-nei-bilanci-delle-partecipate-regionali-il-m5s-la-marini-stia-serena/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2016 12:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Buon 2016 a tutti e presidente Marini&#8230; stia serena”. Con un video e il polemico hashtag  #CatiusciaSataiSerena la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari informa di aver segnalato alle autorità competenti le irregolarità riscontrate analizzando attentamente i documenti contabili dei consorzi Tns e Crescendo. “Il mio obiettivo principale di legislatura &#8211; afferma con determinazione la consigliera pentastellata che di professione fa la commercialista &#8211; è quello ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Buon 2016 a tutti e presidente Marini&#8230; stia serena”. Con un video e il polemico hashtag  #CatiusciaSataiSerena la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari informa di aver segnalato alle autorità competenti le irregolarità riscontrate analizzando attentamente i documenti contabili dei consorzi Tns e Crescendo.</p>
<p>“Il mio obiettivo principale di legislatura &#8211; afferma con determinazione la consigliera pentastellata che di professione fa la commercialista &#8211; è quello di mettere sotto la lente di ingrandimento le attività delle società partecipate, consorzi e fondazioni della Regione Umbria e, laddove vengano rilevate delle irregolarità denunciarle. Quello della denuncia &#8211; continua la Carbonari &#8211; non è solo un dovere civico ma un preciso obbligo di legge in quanto come consigliera regionale sono anche pubblico ufficiale. Non sta poi a me o al M5S accertare le responsabilità, quello è compito della magistratura, ma è mio preciso dovere segnalarle”.</p>
<p>E di segnalazioni ne sono già partite due, sulle irregolarità di due consorzi in liquidazione, Crescendo e Tns, e, promette la consigliera 5 Stelle, altre ne partiranno a giorni. Sulle presunte irregolarità contabili del Consorzio Tns la Carbonari aveva acceso i riflettori già a novembre in sede di <a href="http://www.consiglio.regione.umbria.it/informazione-e-partecipazione/2015/11/24/lavori-daula-1-assestamento-bilancio-2015-le-relazioni-di-m">assestamento di bilancio</a>, laddove si oppose fermamente alla decisione della Giunta di aumentare di 7,5 milioni di euro l&#8217;indebitamento della Regione per l&#8217;inutile acquisto di immobili dal consorzio, operazione che, con gli interessi, costerà complessivamente alla Regione circa 10 milioni di euro. “Basandoci sui documenti in nostro possesso &#8211; scriveva la Carbonari &#8211; temiamo che questa operazione non sia altro che un &#8216;salvataggio indiretto&#8217;, a spese pubbliche, che andrà a vantaggio dei creditori del Consorzio, che potranno così, a spese dei cittadini umbri, recuperare i loro crediti, dopo anni di malagestione. Ma noi indagheremo a fondo” e così è stato con l&#8217;invio alle autorità competenti degli esposti.</p>
<p>“Alla mia relazione in aula &#8211; ricorda la Carbonari nel video &#8211; la presidente Marini replicò stizzita: cosa vuole che siano 10 milioni di euro per la Regione, sono bazzecole, facciamo ridere i polli. Che 10 milioni sono quisquilie lo vada a dire &#8211; replica la Carbonari nel video &#8211; a quelli che hanno perso il lavoro e si trovano in difficoltà per il sostentamento della propria famiglia. Ci criticano aspramente quando diciamo che un milione e mezzo di euro da destinare al Reddito di Cittadinanza sono troppo pochi e allo stesso tempo affermano che 10 milioni per salvare a spese degli umbri i fallimenti della malagestione politica sono bazzecole”.</p>
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		<title>Allarme Pm10 anche in Umbria, il M5S: &#8220;A quando misure strutturali?&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2016 09:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Quali misure di carattere urgente e quali iniziative strutturali nel medio e lungo periodo la Giunta regionale intende porre in essere per potenziare il trasporto pubblico a livello regionale e locale, nonché le scelte specifiche che voglia perseguire per ridurre il traffico veicolare e l&#8217;inquinamento da PM10, comunicando, a fronte di criticità ambientali e sanitarie ormai ampiamente certificate, in che modo e entro quale termine intenda revocare le concessioni all’incenerimento dei poli Acea e Tozzi Holding di Maratta (Terni), evitando altresì l’insediamento di un terzo inceneritore in Umbria così come previsto dal Governo Renzi, informando, infine, se intenda scongiurare nuovi finanziamenti per impianti a riscaldamento a biomasse”: questa l&#8217;interrogazione a risposta urgente, in materia di qualità dell&#8217;aria e inquinamento da polveri sottili, presentata dal consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Maria Grazia Carbonari.</p>
<p>“Nell&#8217;anno 2015 – spiega Carbonari &#8211; le centraline di misurazione Arpa hanno rilevato uno sforamento dei valori limite di PM10 previsti per legge nella città di Terni per 68 giorni, a Narni Scalo per 37 giorni, a Perugia per 36 giorni, Foligno per 36 giorni, Spoleto (San Martino in Trignano) per 37 giorni. Di conseguenza, alcune Amministrazioni comunali hanno valutato o dovuto ordinare misure straordinarie atte a ridurre i livelli di inquinamento da polveri sottili quali blocchi del traffico veicolare, con gravi disagi per i cittadini. Ma oltre al disagio temporaneo – prosegue &#8211; quello che ci preoccupa è l&#8217;effetto nefasto che il peggioramento della qualità dell&#8217;aria ha sulla salute degli umbri, in particolar modo bambini, anziani e persone con patologie cardio-respiratorie”.</p>
<p>“Il traffico veicolare &#8211; continua &#8211; non è l&#8217;unico responsabile per la cattiva qualità dell&#8217;aria che respiriamo, buona parte della responsabilità è da addossare agli impianti di riscaldamento a biomasse (lungamente incentivati dalle Giunte regionali) oltre che agli impianti industriali, in primis gli inceneritori. Noi lo diciamo da tempo: se si vuole marcare una stabile inversione di tendenza sul tema dell&#8217;inquinamento atmosferico e non ricorrere a pannicelli caldi come le misure contingenti su Stop al traffico veicolare, riduzione della velocità di percorrenza o abbassamento del riscaldamento, occorre ripensare radicalmente la mobilità (disincentivando il trasporto privato e incentivando quello pubblico su ferro), la produzione di energia (premiando le fonti autenticamente rinnovabili, a impatto zero e su scale ridotte), il ciclo integrale dei rifiuti (considerandoli materia prima secondaria e non materiale da bruciare) e, più in generale, considerando prioritariamente l&#8217;impatto ambientale in qualsiasi scelta politica che riguardi incentivi (o disincentivi) a una qualsivoglia produzione. E – conclude Carbonari &#8211; talune scelte strategiche dell&#8217;Esecutivo regionale, come per esempio i piani regionali dei Trasporti e dei Rifiuti, non vanno certamente in questa direzione”.</p>
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		<title>Vitalizi consiglieri regionali, il M5S: “Fondo in rosso. Via privilegi e doppioni”.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2015 09:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “In vista della prima riunione del cosiddetto ‘fondo di previdenza e solidarietà dei consiglieri regionali’, fissata per oggi, il M5S dell’Umbria annuncia che presenterà una proposta volta al ricalcolo dei vecchi e lucrosi vitalizi col sistema contributivo, così come la politica freddamente volle sin dal 1992 per ogni cittadino italiano lavoratore”. Per Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (Movimento 5 Stelle): “basta giochini di facciata, basta riflessi da casta a detrimento della comunità: poiché il vitalizio non è un diritto acquisito, ma sembra impossibile toglierlo ai fruitori, il M5S proverà almeno a mitigarne i danni”.</p>
<p>I due consiglieri regionali pentastellati annunciano che richiederanno anche: “la cancellazione del trattamento vitalizio per i consiglieri condannati in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione o per altri gravi crimini;  la soglia dei 70 anni come età anagrafica per ottenerlo, senza anticipi di sorta, giacché oggi, in certe condizioni, si scende fino ai 60 anni con erogazioni fino a 7.500 al mese; la rinuncia obbligatoria al vitalizio, qualora si percepisca un altro stipendio pubblico o si abbia già il godimento di altri vitalizi di derivazione pubblica. Report (trasmissione di Rai Tre) ha segnalato che qualcuno in Italia oggi fruisce di ben quattro vitalizi, tra cui quello umbro. Molti sono comunque gli ex senatori, ex deputati, ex eurodeputati che godono di un molteplice trattamento previdenzial/vitalistico”.</p>
<p>Liberati e Carbonari precisano che “il vitalizio, eliminato nel corso della nona legislatura per i futuri consiglieri, sarà tuttavia garantito a quegli stessi eletti 2010-2015, con rilevanti e aggiuntivi oneri a carico di palazzo Cesaroni: il fondo è infatti già oggi gravemente in rosso. Considerando che pare comunque una missione impossibile cassare d’emblée tale medievale privilegio – concludono i due consiglieri regionali di opposizione -, il M5S proverà lo stesso a fare la sua parte con tali misure, visto che gli effetti di simili trattamenti si dispiegheranno ancora a carico dell&#8217;erario per almeno un quarantennio, reversibilità e altre eccezioni escluse”.</p>
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		<title>Acque minerali, il M5S: &#8220;La Regione le svende. Basta con l&#8217;asservimento alle multinazionali&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 09:45:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> &#8220;La Regione svende le acque minerali. Basta con l&#8217;asservimento dell&#8217;Umbria alle multinazionali&#8221;. Così i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati e  Maria Grazia Carbonari. &#8220;Questa mattina &#8211;  scrivono Liberati e Carbonari in una nota firmata anche dal consigliere comunale di Gualdo Tadino, Stefania Troiani – ci siamo presentati senza appuntamento, insieme ai rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste, dal dirigente del servizio risorse idriche della Regione Umbria per chiedere l&#8217;esibizione di documenti e per sottoporre direttamente alcune istanze di lunga data, ottenendo informazioni relativamente alle concessioni idriche a favore di Rocchetta SpA&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il quadro emerso durante l’incontro – spiegano i consiglieri del M5S &#8211; conferma l’atteggiamento subordinato e reverenziale della politica della Regione nei confronti della multinazionale che, capace di spendere in marketing e pubblicità cifre non lontane dai 50 milioni di euro ogni anno, ha versato nelle casse regionali la risibile somma di 400mila euro di canone annuo per il 2014. Ovvero un euro al metro cubo di acqua emunta. Di questo importo medio annuale, in oltre 20 anni, è stato poi investito sul territorio di Gualdo Tadino l&#8217;esiguo ammontare di 16mila euro. Nonostante la concessione scada nel 2022, l’istanza di proroga della concessione a favore di Rocchetta SpA è stata presentata da tempo: in realtà si tratta di una richiesta per ulteriori emungimenti, passando dai 16-17 litri al secondo attuali ai 40 litri al secondo, e questo nonostante la situazione delle falde in loco già sia oggettivamente molto grave&#8221;.</p>
<p>&#8220;È necessario – proseguono Carbonari e Liberati &#8211; cambiare completamente paradigma, ristabilendo le corrette priorità, dando rilievo agli aspetti etici ed ambientali rispetto a quelli economico-finanziari, che finora l’hanno fatta da padroni, mercificando la nostra risorsa, privatizzata e sfruttata in modo altamente intensivo. Il M5S non sarà complice di ulteriori saccheggi e metterà in atto tutte le iniziative possibili e previste dalla legge per contrastare l’ennesima devastazione del territorio, fermando questa logica sconsiderata di mercificazione selvaggia del bene comune per eccellenza. L&#8217;acqua – concludono &#8211; è un bene non delocalizzabile: nessuno, specie in Regione, brandisca pertanto il ricatto occupazionale a fronte del necessario e forte aumento dei canoni concessori, specie nei confronti di multinazionali capaci di spendere decine di milioni in pubblicità, senza nulla restituire al territorio, oggetto di una depredazione senza fine&#8221;.</p>
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