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	<title>Perugia Online &#187; consigliere Mirabassi</title>
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		<title>Mirabassi (Pd) denuncia: &#8220;Ancora disagi sul raccordo, il Comune intervenga per tutelare la sicurezza stradale&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 10:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> È stato discusso ieri in commissione urbanistica l’ordine del giorno presentato dal consigliere comunale del Pd Alvaro Mirabassi che riguardava gli “Interventi di regolamentazione del traffico lungo la strada Pila &#8211; San Martino in Colle e altre intersezioni lungo la SS 317” . Con il documento l’esponente dell’opposizione ha chiesto di “attuare tutte le misure preventive necessarie al fine di risolvere le problematiche relative alla viabilità interna di San Martino in Colle, che i cittadini/residenti sono costretti a sopportare, e di utilizzare in modo strategico la polizia municipale per operazioni di cautela e non meramente sanzionatorie. Appare evidente, infatti, come sia necessario ristabilire la sicurezza stradale e migliorare la situazione del traffico con interventi al servizio delle vere esigenze dei cittadini, senza procurare ad essi anche un ulteriore carico economico, e programmare tali interventi anche in prossimità delle intersezioni che insistono lungo la SS 317 da San Martino in Colle &#8211; Colonnetta fino alla rotonda di via Tuderte”.</p>
<p>L’intento di Mirabassi è inoltre quella di “richiamare l’attenzione su tutte quelle aree che, a causa dei lavori sul raccordo autostradale, sono caricate da un traffico straordinario che crea disagi quotidiani ai cittadini di Perugia (e non solo) e innalza altresì il livello di inquinamento della città”. Ma la proposta non ha incontrato il sostegno della maggioranza.  “Con questa bocciatura si dimostra ancora una volta insensibile ai disagi dei cittadini che ogni giorno si devono spostare all’interno della città. Per quello che mi riguarda la battaglia continuerà, anche perché questi problemi si riproporranno in maniera sempre più gravosa con la riapertura delle scuole in settembre. Per il futuro quindi sarà inevitabile coinvolgere anche i cittadini per protestare contro un’amministrazione sorda ai problemi della comunità locale e per manifestare in maniera democratica tutto il loro disappunto nei confronti di una mancanza di attenzione da parte dell’amministrazione su temi tanto rilevanti”.</p>
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		<title>Riqualificazione dell&#8217;ex penitenziario, il Pd: &#8220;A che punto è il progetto?&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 09:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “A che punto è il progetto di riqualificazione dell’ex penitenziario di Perugia?”. A chiederlo attraverso un ordine del giorno sono i consiglieri del Pd Erika Borghesi e Alvaro Mirabassi. “Questo odg &#8211; hanno spiegato &#8211; pone l’attenzione sulla questione, che tutte le città europee stanno affrontando, del recupero dei vuoti urbani: grandi spazi dismessi, che hanno perso la loro primaria funzione e che si candidano a diventare perno per la rigenerazione di un lacerato tessuto economico e sociale. Perugia, città universitaria e della cultura, risente degli effetti di un centro storico in condizioni di sofferenza, che ha assunto paradossalmente un ruolo “periferico” dal punto di vista economico e sociale; la rigenerazione urbana passa attraverso la promozione di nuove funzioni culturali e l’insediamento di attività economiche che possono ivi trovare anche vantaggi localizzativi”.</p>
<p>Date queste premesse, secondo i due consiglieri il recupero dell’ex carcere ha per Perugia un’importanza fondamentale: “scatola vuota” dal 2005, con il trasferimento definitivo al penitenziario di Capanne “potrà essere l’emblema di una città che prova a trasformarsi e già esiste un valido progetto, nato all’interno di “Perugia2019”, che attraverso la previsione di un mix funzionale, anche residenziale, sarà in grado di dare nuova vita alla città. L’ordine del giorno chiede all’amministrazione del nostro capoluogo di non accantonare la necessità del recupero della struttura e della sua trasformazione, di adoperarsi per verificare la disponibilità dei fondi messi a disposizione dal decreto “sblocca Italia” per la ripresa di opere ferme finanche a valutare la possibilità di una procedura di acquisizione, nonché di intervenire presso il ministero di Grazia e Giustizia per sollecitare le azioni necessarie di competenza dello Stato”.</p>
<p>Questo il testo dell’odg presentato:</p>
<p><strong>Premesso che</strong></p>
<p>Perugia, fin dal Medioevo rappresenta una realtà, un comune, di rilevanza europea; da settecento anni è città universitaria e della cultura, da sempre identificata come internazionale, aperta agli stranieri; resta però una città, come altre, il cui centro storico versa in condizioni di sofferenza, bisognosa di ricostruire un tessuto economico e sociale lacerato, di risolvere le questioni legate alla microcriminalità e al recupero dei “vuoti urbani”;</p>
<p>la deriva dei centri storici, nonostante l’attuazione nell’ultimo decennio di politiche mirate, è un fenomeno che tende a non arrestarsi e di cui resta prioritario il contrasto: abbandonati da attività commerciali, artigianali e da molte funzioni dirigenziali, e quindi dalla popolazione, i centri storici hanno di fatto paradossalmente assunto un ruolo “periferico” dal punto di vista economico e sociale;</p>
<p>la rigenerazione urbana di Perugia, come quella di città simili, passa attraverso la promozione di nuove funzioni culturali e l’insediamento nel centro storico di attività economiche che possono ivi trovare persino dei vantaggi localizzativi: tra i grandi contenitori urbani, maggiormente presenti nei centri storici, vi sono gli edifici delle ex carceri, spesso allocati in posizioni strategiche, dominanti e panoramici se si vuole considerare un punto di vista nuovo come quello turistico;</p>
<p>l’ex carcere di piazza Partigiani, costruito nel 1870, “scatola vuota” dal 2005 a conclusione del trasferimento nel nuovo penitenziario di Capanne, è uno dei siti simbolo del capoluogo ed esempio di un patrimonio immobiliare che si sta sgretolando sotto i nostri occhi: luogo di reclusione, spazio segnato dal peso delle esistenze che vi sono passate, è l’emblema di una città che prova a trasformarsi;</p>
<p><strong>Considerato che</strong></p>
<p>il recupero dell’ ex carcere, sezione maschile e femminile, in step e modalità differenti per il notevole divario di investimento previsto (20 milioni di euro per il recupero della sezione maschile che diventano 100 se si include anche quella femminile), è un progetto non nuovo per la città di Perugia, pensato attraverso la formula delle start up e sviluppato all’interno del progetto “Perugia 2019”;</p>
<p>esiste infatti un piano di recupero, denominato “EV@SIONE”, mix funzionale che prevede anche una parte residenziale, presentato dall’università di Camerino, vincitrice di un concorso di idee che ha coinvolto sedici prestigiose università italiane e i loro laboratori di idee;</p>
<p>si era presunto di intercettare risorse nell’ambito della programmazione europea 2014-2020 e di coinvolgere imprenditori privati ai quali si chiedeva, e contestualmente si offriva, non solo di ristrutturare i grandi contenitori urbani, ma anche di insediarvi le proprie attività creando reali e concreti poli aggregativi e opportunità di lavoro, specialmente per i giovani ad elevata qualificazione che non trovano adeguate opportunità nella nostra regione;</p>
<p><strong>Evidenziato che</strong></p>
<p>il recupero delle ex carceri rappresenta il massimo esempio delle nuove “Fabbriche” del XXI° secolo: l’impotenza spettrale degli edifici murari a netto contrasto con il potenziale insito nei laboratori di innovazione urbana, agglomerati di attività artistiche e tecnico-scientifiche;</p>
<p>la perdita della originaria funzione storica è un’occasione irripetibile per creare nuovi luoghi collettivi e multifunzionali nel cuore vivo e pulsante della città: da luoghi di esclusione a sistemi aperti, ideali spazi per le giovani aziende del territorio in cerca di una sede di produzione, luoghi di vita e di cultura in grado di riprodurre la complessità urbana pur mantenendo memoria del ruolo avuto;</p>
<p>tutto ciò premesso e considerato, il consiglio comunale su istanza dei presentatori del presente ordine del giorno impegna il sindaco e la giunta</p>
<ul>
<li>a relazionare alla commissione competente lo stato di avanzamento del progetto e le modifiche strategiche che si è eventualmente ritenuto di dover apportare per non perdere la finalità ultima che è il recupero della struttura e la sua trasformazione;</li>
<li>a riferire circa la sussistenza di una procedura di acquisizione dal Demanio o, comunque, di quanto messo in atto per la verifica dell’attuale disponibilità, e quindi del conseguente accesso, dei fondi dedicati alla ripresa di opere ferme, messi a disposizione dal decreto “sblocca Italia”;</li>
<li>ad attivarsi presso il Ministero di Grazia e Giustizia per sollecitare le azioni necessarie di competenza dello stesso</li>
</ul>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/riqualificazione-dellex-penitenziario-il-pd-a-che-punto-e-il-progetto/">Riqualificazione dell&#8217;ex penitenziario, il Pd: &#8220;A che punto è il progetto?&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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