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	<title>Perugia Online &#187; cooperative</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Confcooperative Umbria, Candiani e Mancini: &#8220;Questa è buona cooperazione, nulla a che vedere con i furbetti che vanno a braccetto con la sinistra&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 13:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Questa è la buona cooperazione che va preservata e che non ha nulla a che fare rispetto ai &#8220;furbetti&#8221; che vanno a braccetto con la politica di sinistra e che in Umbria conosciamo bene. È l&#8217;intervento congiunto del Senatore Stefano Candiani (segretario Lega Nord Umbria) e del VicePresidente del Consiglio Regionale Valerio Mancini (Lega Nord Umbria). Sul piano nazionale proseguono Candiani e Mancini la Lega Nord ha già raccolto l&#8217;allarme lanciato dalla Cooperazione sullo scandaloso tentativo di &#8220;esproprio&#8221; del patrimonio generazionale rappresentato dalle Banche di Credito Cooperativo che il Governo Renzi sta portando avanti per favorire &#8220;gli amici degli amici&#8221;. Sul Piano Regionale, dalle parole del Presidente Fora, emerge il quadro di una comunità che potrebbe trovare in sé le energie e le risorse per superare la crisi e rilanciarsi. Se questo non accade è per l&#8217;incapacità della politica di fornire risposte e strumenti. Particolare attenzione concludono meritano le proposte concrete presentate in particolare per il comparto agricolo, per la sanità e per il sociale. La Giunta Marini ha dimostrato ampiamente di non essere in grado di fornire risposta, ora si è trasformata a tutti gli effetti in una zavorra che sta trascinando a fondo tutta l&#8217;Umbria.</p>
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		<title>Cooperative: lavoratori sottopagati e nuovo caporalato in Umbria. Milioni di euro sottratti allo Stato, ispettorato del lavoro e finanza si sveglino</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 13:59:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Secondo Liberati, in Umbria “presumibilmente, ci sono migliaia di persone sottopagate, nei più diversi settori economici cooperativistici. Un nuovo e immenso caporalato di cui nessuno parla, perché gestito direttamente<br />
dall’esteso cortocircuito tra politica e affari che in Umbria vede le aziende cooperativistiche usate come il giardino di casa dei vecchi partiti. Partiti – sottolinea &#8211; che ivi ingrossano le fila del sistema clientelare grazie a cui sopravvivono, mentre la guida delle cooperative è sempre più<br />
in mano a ristrette oligarchie politicizzate, ormai a dismisura rigonfie come rospi”. Liberati ricorda poi che la legge “142/2001” (‘Revisione della legislazione in materia cooperativistica, con particolare riferimento alla<br />
posizione del socio lavoratore’) “stabilisce regole certe: al socio lavoratore subordinato &#8211; spiega &#8211; deve essere garantita una retribuzione non inferiore ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di settore o categoria affine. Non solo: il regolamento della cooperativa non<br />
può ammettere deroghe in pejus rispetto a tale trattamento economico. Occorre allora – suggerisce Liberati &#8211; che gli ispettorati del lavoro e la guardia di Finanza si sveglino da un torpore che, nel corso di circa 15 anni, ha condotto alla situazione che ben conosciamo”. Tra gli effetti del “circuito vizioso” denunciato da Liberati c&#8217;è “il costo dei servizi pubblici affidati quasi esclusivamente a cooperative e<br />
l&#8217;abbassamento precipitoso del livello qualitativo degli stessi.<br />
“Scende soprattutto ai minimi termini – sostiene Liberati &#8211; la libertà economica dell’Umbria, regione opaca e poco trasparente sin dalla sua presidente, più volte sottrattasi a interrogazioni del M5S sullo scivoloso connubio tra politica e affari. Intanto – aggiunge l&#8217;esponente pentastellato &#8211; chi lavora sottopagato nelle coop non può certo alzare la<br />
testa, perché consapevole non soltanto dell’ancor salda cappa<br />
politico-giudiziaria chiusa sopra le loro teste, ma anche perché edotto del fatto che, al di fuori di tale opprimente circuito economico semilegale, difficilmente riuscirà a trovare la minima opportunità. Infatti è stato<br />
desertificato quasi tutto: decine e decine di imprese regolari falliscono ogni mese in Umbria, portato non soltanto della persistente crisi, ma di un’economia in cui vengono tuttora scientemente fatti figli (le cooperative) e figliastri (tutti gli altri). È nei fatti una gigantesca truffa allo Stato – conclude Liberati -, perché tali imprese, pur non esercitando più alcuna funzione sociale e mutualistica, concorrono viceversa<br />
nel libero mercato totalmente agevolate da un trattamento fiscale di favore. Un’autentica vergogna!”.</p>
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		<title>Economia, in salute le cooperative aderenti a Legacoop Umbria</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 13:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> I dati di bilancio delle cooperative associate a Legacoop Umbria descrivono un sistema di imprese che, anche considerando la congiuntura economica e sociale, è in salute, è cresciuto nel corso degli ultimi anni e ha importanti potenzialità per il futuro. Questo il commento del presidente di Legacoop Umbria Dino Ricci in occasione dellincontro di presentazione del report 2015, relativo ai dati del 2014, che si è svolto a palazzo Donini di Perugia, e in cui è stato accompagnato da Alessandro Meozzi e Andrea Bernardoni, rispettivamente direttore e responsabile ufficio economico e finanziario della lega delle cooperative umbre. Appuntamento che ha permesso anche di anticipare alcuni dettagli dell&#8217;assemblea annuale di Legacoop Umbria che si terrà venerdì 4 dicembre, alle 15, nell&#8217;Auditorium di Santa Cecilia, in via Fratti 2 nel centro storico di Perugia. I dati dei bilanci delle cooperative al 31 dicembre 2014 rilevano per le imprese associate a Legacoop Umbria un valore della produzione aggregato di quasi 4 miliardi di euro (3,982 miliardi) cresciuto del 32,6 per cento rispetto al 2007, ultimo anno di riferimento precedente alla crisi economica e finanziaria, con oltre 562 mila soci, la maggior parte dei quali concentrati nelle cooperative di consumo. Particolarmente rilevante  ha aggiunto Bernardoni  è anche il dato relativo agli occupati. A fine 2014 infatti gli addetti delle cooperative associate ha superato la soglia delle 15mila unità, per la precisione 15.313 persone con un incremento del 10,3 per cento rispetto al 2007. Nel 2014 i nuovi occupati  rispetto al 2013 sono stati 344 concentrati nelle cooperative di servizi, culturali, turistiche e sociali. Il risultato di esercizio del 2014  ha commentato Ricci  è complessivamente positivo con un utile netto aggregato di 26,7 milioni di euro, confermando il dato relativo al 2013 che si era chiuso con un utile aggregato di 65 milioni di euro. Significativo, poi, è landamento della situazione patrimoniale delle cooperative associate negli anni della crisi (2007-2014). Il patrimonio netto aggregato delle cooperative associate, indicatore che descrive, anche se in modo incompleto, il livello di solidità delle imprese, si attesta, al 31  dicembre 2014, sui 934 milioni di euro con un incremento del 41,5 per cento rispetto al 2007. Gli andamenti settoriali  ha dichiarato ancora Ricci  ci permettono di osservare come in alcuni settori, per esempio il dettaglio e le cooperative di produzione e lavoro, il patrimonio netto è più che raddoppiato nella crisi. Importanti anche le performance delle cooperative di servizi e sociali che hanno incrementato il patrimonio netto aggregato rispettivamente del 60 per cento e del 30 per cento nel periodo 2007-2014. Partendo dal quadro economico e sociale in cui si trova a operare il mondo della cooperazione anche in Umbria  ha concluso Meozzi  lassemblea annuale sarà unoccasione di confronto sullo sviluppo della cooperazione fondato su comunità e legalità, su un nuovo rapporto con il mercato e su un ritrovato protagonismo della cooperazione. Alla tavola rotonda, a partire dalle 17, insieme a Dino Ricci, siederanno Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria, Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop, Gianpiero Bocci, sottosegretario del Ministero dell&#8217;Interno, Carlo Borzaga, presidente Euricse. A moderare l&#8217;incontro sarà il giornalista Luca Telese.</p>
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		<title>Protocollo d&#8217;Intesa tra Molini popolari, Consorzio agrario e Gruppo Grifo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2015 15:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Un confronto storico che guarda al futuro. Tre grandi cooperative umbre dell&#8217;agroalimentare, Molini Popolari Riuniti, Consorzio Agrario di Perugia e Gruppo Grifo Agroalimentare, aprono il dialogo e firmano un protocollo di intesa, finalizzato a verificare la fattibilità concreta per un progetto umbro della cooperazione nel settore dei servizi e dell&#8217;agroalimentare. Giornata importante quella di venerdì 25 settembre che potrebbe segnare un passo epocale per lagricoltura dellUmbria. I Consigli di amministrazione delle tre cooperative, riuniti in orari diversi ma nella stessa giornata, hanno dato il via a un confronto per verificare quali possibili sinergie possano riscontrarsi nello svolgimento delle rispettive attività considerando che sono quasi sempre complementari e quasi mai sovrapponibili. Gli amministratori delle tre società hanno condiviso la proposta dei presidenti Dino Ricci e Carlo Catanossi di sottoscrivere un protocollo dintesa che dia il via a questo  confronto.  Verrà, inoltre, dato incarico a tre studi professionali per analizzare ciascuna società e conseguentemente indicare quali possibili forme di sinergia possano essere percorse. Piena condivisione  commentano i soggetti coinvolti  si è riscontrata negli organi amministrativi delle cooperative segno di una grande maturità nella lettura della congiuntura sociale ed economica che si sta vivendo in agricoltura e nell&#8217;agroalimentare anche nel nostro territorio regionale. Apprezzamento per il percorso che si vuole intraprendere è stato espresso dalla Coldiretti e dalla Lega delle cooperative, che sono le associazioni di rappresentanza a cui le tre cooperative fanno riferimento, attraverso il presidente di Legacoop agroalimentare Umbria Graziano Pedetti e il presidente regionale di Coldiretti Albano Agabiti. Le tre realtà raggruppano migliaia di soci agricoltori, possono vantare decine di punti di riferimento sul territorio regionale per la fornitura di mezzi tecnici e lo stoccaggio di cereali, trasformano le più importanti produzioni dellagricoltura umbra con gli impianti del lattiero caseario della Grifo, con due strutture per la lavorazione dellolio, due cantine, due panifici, un impianto di lavorazione di legumi tipici, una gastronomia, un mangimificio, un molino a grano tenero per la produzione di farina e realizzano complessivamente circa 170 milioni di euro di fatturato occupando direttamente oltre 500 persone in Umbria. Fin da subito  hanno sostenuto Ricci e Catanossi , saranno informate le istituzioni regionali e le rappresentanze sindacali nella logica della trasparenza e della correttezza e nella convinzione di una forte e forse irripetibile occasione di sviluppo e crescita per tutte le istanze coinvolte.</p>
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		<title>&#8220;Empatic&#8221;, un nuovo progetto per promuovere il dialogo interculturale</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Feb 2015 18:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Promuovere il dialogo interculturale tra società di accoglienza e comunità straniere. È l’obiettivo del progetto ‘Empatic: Empowerment associazioni e volontari immigrati per la comunità’ pensato per favorire l’integrazione tra immigrati e cittadini umbri attraverso momenti di condivisione, partecipazione e progettazione di attività nei quartieri in cui convivono. Il progetto, finanziato dal Ministero dell’Interno con il Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi terzi, è stato messo in campo dal’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) dell’Umbria in partenariato con le cooperative sociali Asad, Nuova dimensione, Polis e l’associazione di cooperative Noità e ha visto l’adesione dei Comuni di Perugia, Terni, Corciano e Torgiano.</p>
<p><strong>Dialogo tra culture</strong> &#8211; Il lavoro, già avviato nei territori coinvolti, è stato presentato nel capoluogo umbro oggi, martedì 10 febbraio, da Edi Cicchi e Francesca Malafoglia, assessori alle politiche sociali rispettivamente del Comune di Perugia e di Terni. “È necessario sempre di più – ha detto Edi Cicchi – che si crei quel dialogo tra culture senza rinunciare alla propria. Si tratta di una forma di integrazione che può consentire di parlare con cittadini italiani e stranieri per la costruzione della città che ognuno immagina”. Empatic parte, dunque, da un coinvolgimento attivo e ha interessato, nei due capoluoghi di provincia, i quartieri a più alta incidenza di cittadini stranieri. A Perugia quelli di Pallotta e fonti, Fontivegge Ottagono Madonna Alta, Ponte Felcino e in parte Ponte San Giovanni e Castel del Piano, a Terni il quartiere Villaggio Italia.</p>
<p><strong>Le aree di intervento</strong> &#8211; Quatto le macro azioni previste delle quali, mentre la prima ha comportato l’individuazione delle aree di attività, le altre riguardano interventi di mediazione, gestione dei conflitti interculturali con approccio peer to peer e partecipazione attiva alla vita pubblica locale. “Ci aspettiamo – ha aggiunto Cicchi – che le persone si conoscano e imparino ad apprezzarsi. La non conoscenza porta spesso a fare valutazioni che sono non reali”. In ogni quartiere è nato un tavolo di coordinamento che si riunisce periodicamente e nel quale siedono insieme italiani e stranieri per partecipare con la rete territoriale coinvolta (istituzioni, associazioni di immigrati, di quartiere, di commercianti) alle decisioni sulle attività da svolgere, partendo da progettazione e programmazione fino alla loro realizzazione. Laboratori, momenti di scambio, feste etnico culturali, cene di quartiere, mercatini del baratto, animazione, giochi, eventi sportivi alcune delle iniziative. Tra le altre, l’organizzazione di eventi, già sperimentata a Ponte Felcino e prossimamente prevista a Terni, con la metodologia dell’open space che permette di strutturare l’incontro in modo che i partecipanti si sentano liberi di proporre argomenti da trattare. “Empatic – ha detto Malafoglia – è una grandissima occasione perché ci dà modo di ragionare sul tema dell’immigrazione e per il metodo strategico che ha assunto. Infatti quello del confronto partecipato nella gestione e nella discussione è fondamentale per le politiche di integrazione. Cuore centrale del progetto da cui ci attendiamo grandissimi risultati è quello dell’open space scelto come metodo di lavoro così che tutti possano avere un’evidenza immediata del loro senso di partecipazione”. Con Empatic si prevede di riuscire a coinvolgere circa 5mila immigrati tra stranieri regolarmente soggiornanti sul territorio umbro e titolari di permesso di soggiorno per motivi umanitari e non rientranti nel Fondo europeo rifugiati. Il progetto sta anche consentendo di fare una mappatura delle associazioni di stranieri presenti nei territorio coinvolti.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/empatic-un-nuovo-progetto-per-promuovere-il-dialogo-interculturale/">&#8220;Empatic&#8221;, un nuovo progetto per promuovere il dialogo interculturale</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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