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	<title>Perugia Online &#187; corriere della sera</title>
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		<title>Regionali, la legge elettorale diventa un caso nazionale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 18:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il caso Umbria finisce sulle pagine del Corriere della Sera. Un articolo uscito oggi 9 marzo e firmato dal professore Giovanni Belardelli, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Perugia, definisce la legge elettorale regionale, approvata appena tre settimane fa una &#8220;trovata fatta su misura per il Pd&#8221;. L&#8217;accusa &#8211; &#8220;È proprio quel che sembra essere successo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il caso Umbria finisce sulle pagine del Corriere della Sera. Un articolo uscito oggi 9 marzo e firmato dal professore Giovanni Belardelli, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Perugia, definisce la legge elettorale regionale, approvata appena tre settimane fa una &#8220;trovata fatta su misura per il Pd&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;accusa</strong> &#8211; &#8220;È proprio quel che sembra essere successo in Umbria dove il Pd &#8211; si legge nell&#8217;articolo &#8211; a meno di tre mesi dalle elezioni regionali del prossimo maggio (e ancora sotto lo shock della sconfitta a Perugia nelle comunali 2014), ha appena approvato una nuova legge che assegna il 60 per cento dei seggi alla lista vincente ma senza alcuna soglia minima di voti. E questo pur sapendo che, dopo la sentenza della Consulta del 2014 sulla legge elettorale nazionale, un premio di maggioranza che non preveda una soglia è probabilmente incostituzionale. Di sicuro politicamente indifendibile. Intanto vinciamo le elezioni e garantiamoci il seggio, si devono essere detti gli artefici della nuova legge, poi si vedrà&#8221;. Secondo il professor Belardelli, una legge elettorale come quella approvata in Umbria &#8220;segnala la difficoltà o l’incertezza del nuovo corso renziano, saldamente installatosi a Palazzo Chigi, a separarsi da vecchi potentati locali, soprattutto se e quando questi si sono proclamati renziani. Per questo se il governo — che ha 60 giorni di tempo per impugnare o meno la nuova legge umbra — scegliesse di non vederne l’incostituzionalità, non sarebbe un buon segno.</p>
<p><strong>La replica</strong> &#8211; Come era prevedibile, l&#8217;articolo ha suscitato numerose polemiche. Così non si è fatta attendere la replica dei &#8220;diretti interessati&#8221;. Come, per cultura, siamo abituati a rispettare i pareri di tutti, a cominciare da quelli di autorevoli costituzionalisti, rispettiamo oggi le opinioni del professor Belardelli, laureato in Lettere e docente di Storia, che dopo essersi speso nella sua carriera nello scrivere riguardo al ventennio, a Mazzini e al Risorgimento oggi si riscopre esperto di diritto costituzionale e leggi elettorali regionali”, risponde in una nota il segretario regionale del Pd Umbria Giacomo Leonelli. “Prendo atto – sottolinea &#8211; della sicurezza con la quale affronta la questione relativa al profilo di costituzionalità della legge elettorale così come modificata dal consiglio qualche settimana fa, tema non scontato nemmeno per chi, come me, è chiamato, per curriculum di studi e professione privata, a occuparsi di leggi e della loro applicazione. Mi siano consentiti alcuni chiarimenti. Il ministro Boschi si è recentemente pronunciata, in parte, nel merito, sgombrando il campo da ‘opinioni’ di manifesta incostituzionalità rispetto al testo, tutte politicamente legittime ma che devono pur sempre confrontarsi con la realtà. La realtà è che le modifiche alla legge elettorale umbra, con in primo luogo l’abolizione del listino e l’introduzione della doppia preferenze di genere, sono di fatto migliorative rispetto all’impianto precedente e hanno il merito di parificare il sistema elettorale umbro a quello di tutte le altre regioni d’Italia, fatta eccezione per la Toscana. E la realtà è che a pronunciarsi, eventualmente, sulla rispondenza ai precetti costituzionali della nuova legge ci penseranno gli organismi e gli esperti preposti”. “Per quello che ci riguarda continuiamo con entusiasmo a partecipare il nostro progetto per l’Umbria, sulla scorta del grande successo di #UmbriaVerso, sabato al Lyrick, quando abbiamo toccato con mano la voglia di futuro che c’è nel nuovo Pd e la fiducia che la comunità regionale ripone nel nostro percorso”.</p>
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		<title>Perugia spendacciona sul Corsera, una &#8220;bufala&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2014 12:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[corriere della sera]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Bori]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>La &#8220;non notizia&#8221; del Corriere della Sera del 4 ottobre &#8220;smontata&#8221; da una nota stampa del consigliere del Pd Tommaso Bori. Nelle pagine del quotidiano milanese, vengono pubblicati i dati raccolti da Sose, una società per l’89% del Tesoro e per l’11% della Banca d’Italia, fondata nel 2010 con l&#8217;intento di fornire uno strumento adatto alla comprensione delle fasi del Progetto Fabbisogni Standard e del Progetto Ricognizione. La domanda che c&#8217;è alla base della raccolta dati è quanto spendono i Comuni d&#8217;Italia. Andando a leggere l&#8217;articolo, l&#8217;inchiesta metterebbe in luce alcune spese effettuate dalle precedenti Amministrazioni e definite eccessive. Il consigliere Bori cerca di fare chiarezza proprio in un momento in cui è facile strumentalizzare notizie e notiziole.</p>
<p><strong>I dati &#8211;</strong> Dai dati pubblicati dal Corsera sembrerebbe che Perugia sia riuscita nel 2010 a spendere il 31% in più rispetto al fabbisogno standard. Per il Corsera sarebbe quindi una colpa quella di aver investito cifre sul fronte dell&#8217;ambiente e dello smaltimento dei rifiuti (Perugia è diventata uno dei Comuni più virtuosi in questo campo, toccando il 61% con la raccolta differenziata).<br />
&#8220;Già dalle prime righe &#8211; spiega la nota stampa del consigliere Bori del Pd &#8211; sono snocciolati dati elementari sbagliati: Perugia avrebbe 70 mila abitanti invece che 170 mila più gli studenti non residenti, esaltando il risparmio di alcuni Comuni del sud Italia (come Lamezia Terme) e additando come sprecone città del centro Italia (come Perugia). Il merito delle prime sarebbe di spendere pochissimo per funzioni essenziali quali la riscossione dei tributi (35 mila euro contro un fabbisogno di 446 mila), gli asili nido (641 mila euro contro 930 mila) e il sociale: 2 milioni e 522 mila contro 7 milioni e 439 mila. Scelte imposte dal peso esorbitante di servizi burocratici come l’anagrafe, lo stato civile e il servizio elettorale: 162 mila euro contro un fabbisogno tre volte più basso, 468 mila&#8221;.</p>
<p><strong>Perugia parsimoniosa &#8211;</strong> In sintesi Perugia sarebbe più parsimoniosa nelle spese per la burocrazia ma assai più esposta sul fronte dell’ambiente (36,2 milioni contro i 6,2 stimati come fabbisogno standard), dello smaltimento dei rifiuti (31,7 milioni contro 22,5) e dei trasporti pubblici (25,3 milioni contro 4).</p>
<p><strong>Burocrazia Vs servizi al cittadino &#8211;</strong> &#8220;Quindi sarebbe giusto &#8211; si domanda Bori &#8211; o quanto meno accettabile elevare a modello nazionale un&#8217;amministrazione pubblica che spende tantissimo in burocrazia e quasi nulla in servizi al cittadino? La qualità della vita sarebbe migliore in una città che risparmia su asili nido, assistenza agli anziani, cura dei disabili, raccolta differenziata, smaltimento dei rifiuti, energie rinnovabili e politiche ambientali per spendere nel funzionamento degli uffici e dei servizi burocratici, come scrivono Rizzo e Stella? Mi sembra solo assurdo pensarlo. Questa è una non-notizia, o meglio una bufala. Ripresa a livello locale da alcuni in funzione di una campagna elettorale permanente che alimenta in città un clima preoccupante. I cittadini attendono risposte ai loro problemi &#8211; conclude il consigliere del Pd &#8211; non continui spot elettorali&#8221;.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-spendacciona-corsera-bufala/">Perugia spendacciona sul Corsera, una &#8220;bufala&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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