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	<title>Perugia Online &#187; costruzioni</title>
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		<title>Cna Costruzioni: &#8220;Maggior ricorso alle procedure negoziate&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 10:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perugia</strong> &#8211; Occorre un maggior ricorso alle procedure negoziate per lavori fino a un milione di euro, semplificare le normative e stop al criterio del massimo ribasso. A chiederlo è Cna Costruzioni, che in una lettera inviata a tutti i Comuni umbri avanza diverse proposte, presentando un vero e proprio decalogo per facilitare l’accesso delle piccole imprese alle gare di appalto pubbliche.</p>
<p><strong>Il presidente</strong> &#8211; “È inutile farsi illusioni – afferma Mario Riccioni, presidente regionale di Cna Costruzioni -, senza un rilancio del settore delle costruzioni non ci sarà alcuna vera ripresa. Ma per ridare fiato al comparto, oggi in forte sofferenza, occorre rilanciare gli investimenti pubblici e semplificare le procedure, a cominciare da quelle per l’accesso agli appalti. E questo vale soprattutto per le piccole imprese, che pur rappresentando oltre il 70 % di quelle operanti a livello regionale, oggi devono accontentarsi delle briciole, quando ci sono! Ecco perché bisogna cambiare regole e prassi. Innanzitutto chiediamo che si ricorra maggiormente alla procedura negoziata per i lavori fino a un milione di euro, nonché alla suddivisione in lotti funzionali degli appalti superiori ai cinque milioni. Altro aspetto di vitale importanza è che si limiti l’aggiudicazione delle gare secondo il principio del massimo ribasso. L’esperienza ci ha ampiamente dimostrato che non solo non si risparmia, ma non si garantiscono nemmeno la qualità e l’effettiva realizzazione delle opere. Occorre invece adottare, specie per gli appalti più importanti, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, prendendo in esame anche fattori di tipo qualitativo e progettuale e favorendo forme di partenariato pubblico-privato”.</p>
<p><strong>Le richieste ai Comuni</strong> &#8211; “Ai Comuni chiediamo anche – aggiunge Pasquale Trottolini, responsabile della categoria – di ridurre gli oneri amministrativi, prevedendo un maggior ricorso a procedure semplificate e proporzionali all’entità dei lavori (anche per quanto riguarda la pubblicità delle gare) e incentivando l’utilizzo delle autocertificazioni, almeno nelle fasi preliminari. Sarebbe inoltre molto importante istituire un elenco di imprese fiduciarie da consultare e invitare alle gare, tenendo conto anche di criteri reputazionali legati, ad esempio, all’utilizzo di manodopera interna, alla dotazione tecnica, al rispetto delle normative sulla sicurezza e sull’ambiente, valorizzando le imprese serie e affidabili del territorio. Badando a garantire – specifica Trottolini &#8211; anche il rispetto del principio di rotazione delle imprese da invitare”. Su alcuni punti servirebbe una riforma nazionale.</p>
<p><strong>Il decalogo di Cna Costruzioni</strong> &#8211; Secondo Cna Costruzioni andrebbe adottata la procedura negoziata per l’affidamento di lavori fino a 1 milione/€; servirebbe la suddivisione in lotti funzionali per i lavori superiori ai 5 milioni/€; Stop all’aggiudicazione delle gare con il criterio del massimo ribasso; Aggiudicazione delle gare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa; Semplificazione e autocertificazione; Istituzione elenco di imprese fiduciarie da consultare e invitare alle gare con principio di rotazione; Introduzione di criteri reputazionali e territoriali; Pubblicità proporzionale all’entità dei lavori; Obbligo sopralluogo e presa visione documenti all’atto della formulazione dell’offerta; Quota di riserva (almeno il 30%) per le piccole imprese nell’affidamento dei lavori pubblici.</p>
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