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	<title>Perugia Online &#187; criminalit? organizzata</title>
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		<title>Infiltrazioni mafiose, &#8220;L&#8217;Umbria ha saputo reagire con vitalità&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 15:05:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[criminalit? organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Roberti]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[procuratore nazionale antimafia]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/infiltrazioni-mafiose-lumbria-ha-saputo-reagire-con-vitalita/">Infiltrazioni mafiose, &#8220;L&#8217;Umbria ha saputo reagire con vitalità&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sono trascorsi cinque anni da quando Roberto Saviano in televisione denunciò la presenza della mafia in Lombardia destando scalpore nelle mente di quanti, ancora oggi, sostengono che la criminalità organizzata sia un qualcosa di localizzabile solo nel Sud Italia. Da allora ad oggi le inchieste della magistratura hanno confermato la tesi dello scrittore, mettendo in luce quanto ogni Regione sia a rischio di infiltrazioni criminali. Anche le Procure umbre, negli ultimi tempi soprattutto, hanno fatto emergere quanto anche l&#8217;Umbria, un tempo isola felice, sia oggi terreno fertile per infiltrazioni e riciclaggio. &#8220;Ma l&#8217;Umbria ha saputo reagire&#8221;, ha affermato il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, intervenendo questa mattina in un convegno organizzato dalla Cgil sul tema &#8220;Terremoto occupazionale, serve un nuovo Durc antimafia&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;iniziativa</strong> &#8211; All&#8217;incontro, che si è svolto nel salone d&#8217;onore di Palazzo Donini, erano presenti anche la  presidente della Regione Catiuscia Marini, il segretario generale della Cgil di Perugia Vincenzo Sgalla e i vertici delle forze di polizia. Il dibattito si è concentrato soprattutto sulla questione della crisi economica che negli ultimi anni ha fortemente indebolito il tessuto imprenditoriale sano del nostro paese, favorendo l&#8217;emergere di un&#8217;economia illegale dedita alla corruzione e al riciclaggio.</p>
<p><strong>La mafia è ovunque</strong> &#8211; L&#8217;incontro a Perugia è stata anche l&#8217;occasione per il procuratore nazionale Antimafia per tornare a parlare di infiltrazioni in tutto il territorio nazionale, dopo la presentazione di ieri a Roma della relazione annuale della Direzione nazionale antimafia. &#8220;Il mafioso non è più quello con la coppola e la lupara, &#8211; ha affermato Roberti &#8211; è sempre più difficile riconoscerlo dal momento che si presenta con gli abiti dell&#8217;imprenditore, a volte come un pubblico amministratore&#8221;. Nonostante in questi mesi numerose inchieste della magistratura hanno fatto emergere la presenza di personaggi legati alla malavita calabrese ma residenti in Umbria,&#8221; la regione si presenta ancora come un territorio sano, integro. Non ci sono collusioni con la politica e neppure con la collettività&#8221;.</p>
<p><strong>Il ruolo della società civile</strong> &#8211; &#8220;Senza la collaborazione delle vittime e della società civile, le mafie non si sconfiggono. Tocca a noi uomini delle istituzioni, magistrati, poliziotti, politici meritare la fiducia dei cittadini, come diceva il giudice Falcone&#8221;, ha detto Roberti.</p>
<p><strong>Corruzione</strong> &#8211; Emilia, Piemonte, Lombardia ma anche territori un tempo isole felici come l&#8217;Umbria sono oggi terreno fertile per la criminalità organizzata soprattutto in un momento di crisi come questo in cui &#8220;la corruzione pesa come piombo sulle ali della ripresa. In questo momento le imprese ritengono convenga piu&#8217; accantonare i soldi per competere sul piano<br />
della corruzione che investire sull&#8217;innovazione. I soldi cash nella valigetta &#8211; ha aggiunto &#8211; consentono di sopravvivere&#8221;. Roberti ha quindi sottolineato che &#8220;la corruzione e&#8217; uno strumento di penetrazione tipico della mafia&#8221;. &#8220;Non lo abbiamo scoperto con Roma Capitale &#8211; ha sottolineato ancora &#8211; ma lo conosciamo da oltre trent&#8217;anni e funziona ancora in molte parti italiane&#8221;</p>
<p><strong>&#8220;Un durc della legalità&#8221;</strong> &#8211; Di fronte al grave “terremoto occupazionale” generato da una crisi senza precedenti la Cgil di Perugia, anche alla luce delle ultime operazioni di magistratura e forze dell’ordine sul territorio, ha lanciato la proposta di dotarsi di strumenti e procedure sempre più consone per contrastare il malaffare e i tentativi di penetrazione delle organizzazioni criminali, anche e soprattutto nel tessuto economico.</p>
<p><strong>Prevenzione</strong> &#8211; &#8220;Gli strumenti formali, però, non sono sufficienti&#8221;, ha affermato la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini. “Dobbiamo rafforzare la prevenzione – ha detto Marini – attraverso meccanismi di selezione e qualificazione, attraverso liste di imprese di qualità, che siano consolidate e strutturate negli anni nel sistema degli appalti pubblici e non costituite ad hoc per vincere una gara. Da questo punto di vista – ha aggiunto – certamente l’esperienza della ricostruzione post terremoto del ‘97 è stata un bagaglio importante&#8221;.</p>
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		<title>Anche questa è Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 14:02:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. Gli arresti di oggi (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span><em>Crimini vari a pagamento, traffico di droga su larga scala, omicidio. Anche questa è Umbria. <a href="http://http://www.perugiaonline.net/cronaca/ndrangheta-umbria-21-arresti-12908/">Gli arresti di oggi</a> (14 gennaio) sono il secondo, maxi capitolo della lotta alla criminalità organizzata calabrese, segno tangibile che la massiccia integrazione tra queste due regioni – l’Umbria, appunto, e la Calabria – non ha portato alla piccola regione del Centro Italia soltanto validissimi medici, professionisti, politici, imprenditori, ma anche – purtroppo – qualcos’altro di cui si farebbe volentieri a meno. Gli inquirenti sostengono che l’Umbria “non è più quell’isola felice di cui si poteva parlare fino a dieci anni fa”, ma in realtà ignorano, o dimenticano, che dieci anni fa l’Umbria aveva già cessato da tempo di essere “isola felice”. L’omicidio Provenzano, il centro storico di Perugia in mano alle gang dello spaccio, il cartello degli affitti e della movida notturna con i giri che contano: no, l’Umbria – e il capoluogo in particolare – da tempo ha smesso di essere un’isola, men che meno felice.</em></p>
<p><em>Gli inquirenti si affrettano ad aggiungere, come da copione, che politica e istituzioni sono assolutamente aliene da qualsiasi tipo di correlazione con gli indagati e i filoni di indagine: menomale. Fino a prova contraria. Di certo il tessuto sociale perugino, ma per esteso quello umbro, si presta a permeazioni di vario genere molto più di quanto si possa supporre dall’esterno. Perugia, nella sua storia più recente, conta diverse tessere pidduiste e, pur tralasciando volutamente le numerose organizzazioni che si prestano mutuo soccorso correndo sul filo della legge italiana, non si possono comunque ignorare le varie infiltrazioni camorriste, mafiose e ‘ndranghetane che hanno interessato la nostra regione a partire dalla ricostruzione post sismica del 1997. Si parte dagli appalti per finire con i compro-oro, passando per negozi di frutta e verdura e persino boutique di calzature. Racket, minacce, violenze.</em></p>
<p><em>“I tempi della giustizia italiana sono lenti”, si sente dire spesso, e a ragione. Ma se la politica, se le istituzioni umbre davvero con tutto ciò non c’entrano, allora ancora a maggior ragione dovrebbero, anzi devono, cominciare a metterci le mani seriamente, onde evitare l’ulteriore dilatarsi di tempi spesso biblici. E soprattutto per offrire ai cittadini, a tutti i cittadini, parità di trattamento, libera concorrenza e percorsi certi per il rispetto dei propri diritti.</em></p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/anche-questa-e-umbria/">Anche questa è Umbria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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