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	<title>Perugia Online &#187; criminalit</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Progetto Wanted conlcuso: 17 latitanti catturati a Perugia in un mese</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2016 12:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è svolta ieri mattina a Roma, presso una delle aule dell’Istituto Superiore di Polizia, la conferenza stampa di chiusura del progetto “WANTED”, un’operazione ideata dal Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Prefetto Vittorio RIZZI e dal Direttore del Servizio Centrale Operativo Dott. Renato CORTESE (che ha illustrato i risultati nella conferenza), con la collaborazione di tutte le Squadra Mobili della Polizia di Stato, volta alla localizzazione, su tutto il territorio nazionale ed anche all’estero, dei “ricercati” di tutta Italia. Si tratta di una serie di soggetti, inseriti in apposite liste suddivise territorialmente per competenza, colpiti da provvedimenti definitivi diretti all’espiazione di una condanna, per le quali risultano “catturandi”, ovvero da ordinanze di custodia cautelare alla cui esecuzione si sono volontariamente sottratti, rendendosi latitanti. All’esito della fase di “pianificazione” del progetto, curata dal Servizio Centrale Operativo e disseminata a tutte le Squadre Mobili presenti sul territorio, questa Squadra Mobile si è immediatamente messa al lavoro per la successiva fase attuativa. Va precisato che quest’Ufficio investigativo, da sempre, ma in maniere particolare già dai tempi del precedente progetto “GRIFO” di due anni fà, volto alla riqualificazione urbana del centro storico di Perugia attraverso una massiccia azione di contrasto al crimine diffuso, allo spaccio di droga al dettaglio ed all’immigrazione clandestina, svolge questo genere di attività. L’attuazione di “WANTED”, poi, è stata un’utile occasione per intensificare tale attività, concentrandola nell’ultimo mese: all’attuazione del progetto, ovviamente, hanno partecipato tutte le altre Sezioni della Squadra Mobile, ciascuna delle quali si è messa in azione, con estenuanti ricerche eseguite in interminabili turni di servizio sul territorio, volte alla localizzazione dei soggetti suddivisi per etnie e per tipologia dei reati contestati. La Squadra Mobile di Perugia che, come anticipato, ha svolto un lavoro estenuante ma di grande efficacia, è riuscita ad assicurare alla giustizia ben 17 soggetti inseriti nelle liste dei “ricercati.</p>
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		<title>Legalità, firmato a Magione un protocollo tra Comune e Prefettura</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 14:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Prevenire e contrastare possibili infiltrazioni criminali e mafiose nell&#8217;economia, non solo nei settori degli appalti e contratti pubblici ma anche nel commercio, nell&#8217;urbanistica e nell&#8217;edilizia, anche privata. Questo è lo scopo del protocollo di legalità firmato questa mattina dal prefetto di Perugia, Antonella De Miro e dal sindaco di Magione, Giacomo Chiodini, alla presenza del ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Magione. </span> Prevenire e contrastare possibili infiltrazioni criminali e mafiose nell&#8217;economia, non solo nei settori degli appalti e contratti pubblici ma anche nel commercio, nell&#8217;urbanistica e nell&#8217;edilizia, anche privata. Questo è lo scopo del protocollo di legalità firmato questa mattina dal prefetto di Perugia, Antonella De Miro e dal sindaco di Magione, Giacomo Chiodini, alla presenza del sottosegretario del Ministero dellInterno, Gianpiero Bocci. All&#8217;interno del protocollo si sottolinea la necessità di impedire che organizzazioni criminali, pur estranee al contesto umbro ed operanti in altre aree territoriali del paese, possano rinvestire i propri illeciti profitti nel territorio, anche attraverso l&#8217;infiltrazione in specifici settori dell&#8217;economia locale. Che non si tratti solo di ipotesi, si spiega nel protocollo, lo dimostrano le recenti attività d&#8217;indagine e provvedimenti giudiziari che hanno evidenziato, anche in Umbria, infiltrazioni della malavita organizzata mafiosa in diverse attività. Oltre all&#8217;edilizia, da sempre tra i settori più a rischio, sono state riscontrate infiltrazioni mafiose anche nel commercio e nelle attività che si occupano di intrattenimento. Nel ringraziare il prefetto per la disponibilità e l&#8217;attenzione alla definizione del protocollo, il sindaco ha voluto sottolineare &#8220;l&#8217;importante lavoro che sta facendo la prefettura nell&#8217;affrontare la complessa vicenda Gesenu in cui le problematiche affrontate nel protocollo dimostrano tutto il loro valore&#8221;. Il protocollo, ha spiegato il prefetto De Miro, &#8220;rappresenta un importante strumento di prevenzione e lotta all&#8217;illegalità come dimostrato nella positiva esperienza in Emilia. Prevede, oltre a collaudate forme di controllo, che consentono a prefetto e organi di polizia di fare una radiografia molto attenta dell&#8217;impresa, con verifiche e scambi informativi riguardanti non solo tutte le figure professionali coinvolte ma, anche, eventuali legami familiari&#8221;. Il forte valore del protocollo per la lotta e la prevenzione alla criminalità organizzata è stato riconosciuto anche dal sottosegretario Bocci: &#8220;non esistano più isole felici e non sono accettabili situazioni di mezzo  ha dichiarato Bocci  è indispensabile che ognuno prenda una posizione netta contro l&#8217;illegalità&#8221;. Alla firma erano presenti rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine  finanza, carabinieri, polizia di stato e locale  e delle associazioni di categoria, amministratori e dipendenti comunali.</p>
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		<title>Ponte San Giovanni, ladri &#8220;a cronometro&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2015 08:23:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>di Gino Goti  La notizia di apertura della cronaca è, ormai, riservata alle rapine, allo spaccio, agli scippi. Addirittura la “notizia” di apertura non fa più notizia.  E i delinquenti sono sempre più organizzati. A Ponte San Giovanni, dopo l&#8217;accorato appello della signora Fernanda, derubata due volte sotto il passaggio pedonale tra via Pieve di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Gino Goti</strong></p>
<span id="areaSingle">Perugia. </span> La notizia di apertura della cronaca è, ormai, riservata alle rapine, allo spaccio, agli scippi. Addirittura la “notizia” di apertura non fa più notizia.  E i delinquenti sono sempre più organizzati. A Ponte San Giovanni, dopo <a href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/ponte-san-giovanni-assalti-e-aggressioni-nel-sottopasso-pedonale-25375/">l&#8217;accorato appello della signora Fernanda</a>, derubata due volte sotto il passaggio pedonale tra via Pieve di Campo e via Manzoni, sono all&#8217;ordine del giorno rapine, furti, atti di vandalismo. Addirittura una “banda” si è organizzata, cronometro alla mano, per effettuare un furto in una abitazione.</p>
<p><strong>Il furto &#8211;</strong> I ladri hanno atteso che i proprietari uscissero, di sera, con i cani per la consueta passeggiata nei dintorni della propria abitazione, hanno forzato la robusta porta finestra di ingresso (in acciaio), sono penetrati all&#8217;interno e hanno asportato, addirittura, tutto il cassetto dei preziosi. Un bel bottino, oltre al danno ingente procurato alla porta di ingresso.</p>
<p><strong>Il malcontento dei residenti &#8211;</strong> Spesso si legge “rimpatriato dopo 42 rapine”, “rimpatriato spacciatore finito 15 volte in carcere”, “rimpatriato per la 15^ volta”: ma a che serve “rimpatriare”, magari con voli “statali”, se il giorno dopo questi malviventi riescono a rientrare in Italia e magari li andiamo a prendere, a recuperare poco fuori delle acque territoriali della Libia, mischiati con i profughi dei barconi? Sono queste le voci che si sentono per strada, al mercato, dal barbiere, al bar, dal tabaccaio, alle edicole di fronte alle locandine dei giornali esposte in bella vista con titoli cubitali. Le risposte, si legge, si attendono dal sindaco e dal questore! Certo le attenzioni e le precauzioni non sono mai sufficienti a contrastare la “genialità” dei delinquenti, ma ci vorrebbe, e sono anche le forze dell&#8217;ordine a richiederlo, un occhio più vigile di tutti i cittadini e un telefono pronto a chiamare i numeri di carabinieri e polizia per segnalare movimenti strani o ripetuti di gente che non ha altro da fare, tutto il giorno, che individuare obiettivi e poi mettere a segno “colpi” che, purtroppo e sfacciatamente, vanno a segno anche di giorno.</p>
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		<title>Perugia, controlli a tappeto su tutto il territorio</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Mar 2015 18:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Controlli a tappeto su tutta la provincia. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo dei carabinieri della Compagnia di Perugia impegnati nel servizio preventivo voluto dal comandante provinciale Cosimo Fiore che ha disposto l&#8217;intensificazione delle misure di sicurezza in tutta la città. La scorsa notte i militari dell&#8217;Arma sono stati coadiuvati dalle unità di rinforzo del 4° battaglione Veneto: ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Controlli a tappeto su tutta la provincia. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo dei carabinieri della Compagnia di Perugia impegnati nel servizio preventivo voluto dal comandante provinciale Cosimo Fiore che ha disposto l&#8217;intensificazione delle misure di sicurezza in tutta la città. La scorsa notte i militari dell&#8217;Arma sono stati coadiuvati dalle unità di rinforzo del 4° battaglione Veneto: posti di controllo e pattugliamenti aumentati, dunque, nei luoghi e nelle fasce orarie in cui vengono maggiormente commessi reati che destano particolare allarme sociale.</p>
<p><strong>I controlli</strong> &#8211; Durante la scorsa notte, i militari  hanno pattugliato numerose aree del centro storico e le zone più sensibili della periferia del capoluogo umbro, effettuando posti di controllo alla circolazione stradale, anche con l’impiego dell’etilometro, lungo le principali reti urbane, residenziali e periferiche. Nel corso del servizio coordinato sono state identificate complessivamente 165 persone e controllati 142 mezzi.</p>
<p><strong>Tre denunciati</strong> &#8211; In particolare un romeno di 20 anni, domiciliato a Perugia, nullafacente e irregolare, privo di precedenti penali, è stato denunciato per i reati di violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Il giovane, nel corso degli accertamenti volti alla sua identificazione, ha opposto resistenza sferrando calci e spruzzando lo spray antiaggressione al peperoncino contro i carabinieri che sono comunque riusciti a bloccarlo. Un 31enne marocchino, senza fissa dimora, nullafacente ed irregolare sul territorio nazionale, già noto alle cronache giudiziarie locali, è stato invece denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’ Autorià giudiziaria e per porto abusivo di armi. L’uomo, infatti, fermato in centro storico, è stato trovato in possesso di un coltello in acciaio. Accompagnato in caserma, da accertamenti più approfonditi è risultato, altresì, inottemperante ad un provvedimento del Tribunale di Perugia che disponeva nei suoi confronti il divieto di dimora in Umbria. Un 20enne studente, originario del capoluogo umbro, infine, è stato deferito in stato di libertà perché sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore alla norma. La patente di guida gli è stata ritirata mentre il veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo. E’ stata, inoltre, segnalata alla Prefettura di Perugia una 28enne perugina, impiegata e priva di precedenti penali, per uso personale di sostanze stupefacenti, trovata in possesso di un grammo di cocaina.</p>
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		<title>Sicurezza: tre arresti, denunce e segnalazioni amministrive in periferia e in centro</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2015 08:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Continua la lotta al consumo e allo smercio di sostanze stupefacenti, l’immigrazione clandestina, i reati predatori da parte dei Carabinieri della Compagnia di Perugia. Un battaglione di rinforzo. A tal fine, proprio per fronteggiare la delicata situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nel capoluogo, l’Arma di Perugia si sta avvalendo di unità di rinforzo del ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/sicurezza-tre-arresti-denunce-e-segnalazioni-amministrive-periferia-e-centro/">Sicurezza: tre arresti, denunce e segnalazioni amministrive in periferia e in centro</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Continua la lotta al consumo e allo smercio di sostanze stupefacenti, l’immigrazione clandestina, i reati predatori da parte dei  Carabinieri della Compagnia di Perugia. </p>
<p><strong>Un battaglione di rinforzo.</strong> A tal fine, proprio per fronteggiare la delicata situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nel capoluogo, l’Arma di Perugia  si sta avvalendo di unità di rinforzo del 4^ Battaglione Carabinieri Veneto di Mestre richieste dal Comando Provinciale ed inviate dai vertici istituzionali, per una più incisiva azione di contrasto alla criminalità comune. In quest’ottica, nel corso di mirati servizi espletati  negli ultimi giorni, a  finire nei  guai  questa volta sono stati arrestati due cittadini tunisini irregolari, rispettivamente di 44 e 35 anni, senza fissa mora sul territorio nazionale, nullafacenti, con una fedina penale particolarmente nutrita di precedenti, sono stati arrestati con l’accusa di detenzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti in concorso. Durante un servizio straordinario di controllo del territorio attuato nel quartiere di Fontivegge, i due venivano sorpresi  all’interno di un’area verde intenti a confezionare stupefacente. Immediato l’intervento dei Carabinieri del Radiomobile che, entrati in azione, bloccavano i due “venditori di morte” che ancora tenevano in mano gli involucri di droga, rendendo vano ogni loro tentativo di reazione. La successiva perquisizione personale ha consentito di recuperare un cospicuo bottino: sei involucri termosaldati contenenti 10 grammi di eroina; otto stecche già confezionate contenenti 25 grammi di hashish; un taglierino utilizzato per suddividere le dosi di hashish; tre telefoni cellulari e la somma di 200 euro quale provento dell’attività delittuosa, tutto sequestrato ai fini probatori. Al termine delle formalità di rito, dopo aver anche registrato a loro carico una denuncia per il porto abusivo di strumenti atti ad offendere in relazione al possesso del taglierino, i due venivano associati presso la locale casa circondariale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.<br />
Un arresto anche nei confronti di un algerino di 27 anni, domiciliato a Perugia, nullafacente, regolare, già detenuto agli arresti domiciliari per reati in materia di droga, è stato arrestato poiché destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso dall’Autorità Giudiziaria a seguito delle ripetute violazioni alla misura cui era in precedenza sottoposto. Infatti l’uomo durante la permanenza coercitiva domiciliare si era reso responsabile di uscite arbitrarie e non autorizzate, puntualmente segnalate dai Carabinieri  alla magistratura mandante che, non ritenendolo più meritevole di alcun beneficio, ripristinava nei suoi confronti il carcere.</p>
<p><strong>Denunce.</strong> Per quanto riguarda le denuncie, invece, l&#8217;Arma segnala quella nei confronti di un cittadino marocchino, classe 1985, nullafacente, regolare, tossicodipendente, con l’accusa di evasione. Infatti nel corso del controllo non veniva trovato all’interno della propria abitazione, sebbene sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per reati inerenti alla droga.<br />
Gli uomini dell&#8217;Arma hanno inoltre denunciato una 18enne, senza fissa dimora, nota alle forze dell’ordine ed alle cronache giudiziarie, è stata denunciata per il possesso ingiustificato di grimaldelli. Controllata in questo centro storico, seguito perquisizione personale, è stata trovata in possesso di una chiave inglese e di un paio di forbici di genere proibito, sequestrati. Le abitazioni della zona questa volta sono rimaste indenni da visite altrui indesiderate, grazie proprio all’intervento tempestivo dei militari che hanno scongiurato più gravi conseguenze in danno dei residenti.</p>
<p><strong>La lotta contro il lavoro in nero. </strong> In aggiunta ai risultati operativi sopra esposti, sono stati parallelamente eseguiti, su in-put del  Comandante Provinciale, con il significativo contributo degli uomini dei Reparti Speciali dell’Arma (Nuclei Carabinieri Ispettorato del Lavoro e del Nas), mirati controlli  alle attività commerciali del centro storico, finalizzati al contrasto del lavoro nero ed alla verifica del rispetto delle normative in materia di sicurezza del lavoro e di tutela della salute. Ispezionate quattro attività commerciali ed a carico dei rispettivi titolari sono state elevate infrazioni amministrative, per un totale di 7mila euro, sia per lavoro irregolare che per carenze igienico sanitarie, strutturali e gestionali.</p>
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		<title>Perugia, una &#8220;multilevel security&#8221; contro infiltrazioni e criminalità</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/perugia-una-multilevel-security-contro-infiltrazioni-e-criminalita/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 20:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Mirella Damiani]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Segatori]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Educare alla legalità e coinvolgere tutto il tessuto sociale nella lotta alle infiltrazioni e alla criminalità. Si prefigge questi obiettivi il progetto &#8220;multilevel security&#8221; presentato stamattina dalla task-force di docenti dell&#8217;Università degli studi di Perugia durante un incontro con la Commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose e le tossicodipendenze. La task-force &#8211; Dopo un&#8217;audizione tra la ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-una-multilevel-security-contro-infiltrazioni-e-criminalita/">Perugia, una &#8220;multilevel security&#8221; contro infiltrazioni e criminalità</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Educare alla legalità e coinvolgere tutto il tessuto sociale nella lotta alle infiltrazioni e alla criminalità. Si prefigge questi obiettivi il progetto &#8220;multilevel security&#8221; presentato stamattina dalla task-force di docenti dell&#8217;Università degli studi di Perugia durante un incontro con la Commissione regionale sulle infiltrazioni mafiose e le tossicodipendenze.</p>
<p><strong>La task-force</strong> &#8211; Dopo un&#8217;audizione tra la Commissione regionale e l&#8217;Università, è stato proprio il Rettore Moriconi a nominare cinque docenti incaricati di elaborare proposte per coinvolgere i giovani studenti dell&#8217;Ateneo perugino. Sono così entrati a far parte del gruppo di studio e lavoro Roberto Segatori, docente di Sociologia dei fenomeni Politici, Carlo Fiorio, professore di diritto processuale penale a Giurisprudenza e Garante dei detenuti dell&#8217;Umbria, Gaetano Mollo, professore di Pedagogia generale, Mauro Bacci, docente di medicina legale, coordinati dalla Professoressa Mirella Damiani, che insegna Economia internazionale.</p>
<p><strong>Il progetto &#8211; </strong>Il progetto muove le basi dal presupposto che anche l&#8217;Umbria, ormai, è diventata terra di infiltrazioni e vuole superare il criterio della &#8220;delega&#8221; ai soggetti istituzionalmente preposti il compito di prevenire e contrastare questi fenomeni. Da qui l&#8217;idea di una &#8220;multilevel security&#8221;, una sicurezza multilivello in cui ciascuno può, e deve, fare la sua parte. In particolare il modello prevede l&#8217;individuazione di aree a rischio come appalti pubblici, trasferimenti di soldi, concessioni edilizie, gestione di locali notturni o sale giochi, prostituzione e spaccio, attentati o incendi dolosi e la condivisione di informazioni con le forze dell&#8217;ordine e le istituzioni.</p>
<p><strong>&#8216;Eventi sentinella&#8217;</strong> &#8211; Particolare attenzione andrebbe dedicata all&#8217;attività di segnalazione degli &#8216;eventi sentinella&#8217;, che consentono di capire, anche alla magistratura, dove intervenire. L&#8217;offerta didattica, secondo la professoressa Damiani, deve coinvolgere gli studenti in modo concreto, facendo loro esempi reali e vicini alle loro esperienze. Soprattutto in considerazione della recente correzione del Pil fatta dall&#8217;Istat per cui droga, gioco d&#8217;azzardo e prostituzione valgono in Italia dieci volte più che in Germania. Un&#8217;economia illegale che, come ha ricordato la Professoressa Damiani, viene quantificata nell&#8217;11% del Pil.</p>
<p><strong>Dissonanza comportamentale</strong> &#8211; L&#8217;obiettivo, secondo il sociologo Roberto Segatori, è di riuscire a superare la cosiddetta dissonanza comportamentale o percettiva. &#8220;Organizzo spesso per i miei studenti convegni e conferenze con Procuratori o testimoni di giustizia, &#8211; ricorda il Professor Segatori &#8211; ho invitato all&#8217;Università Piero Grasso, quando era a capo della Direzione nazionale antimafia e Rita Borsellino. Gli studenti partecipano sempre con entusiasmo a questo tipo di incontri, si appassionano, applaudono. Poi, però, non si rendono conto che acquistare droga dietro alle scalette del Duomo significa finanziare la mafia. E allora dico sempre loro: non vi limitate a battere le mani, servono comportamenti coerenti&#8221;.</p>
<p><strong>Il progetto in Aula</strong> &#8211; Dopo aver illustrato il progetto il presidente della Commissione regionale Brutti  si è impegnato affinché il “progetto venga portato in Aula e votato dal Consiglio regionale prima della fine della legislatura”. Brutti ha inoltre proposto il coinvolgimento delle Prefetture affinché il “lavoro fatto non venga disperso visto che il progetto è a media e lunga scadenza. Chiederò un impegno istituzionale su questi temi anche in futuro perché il fenomeno dell&#8217;infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio è di estrema gravità e in via di allargamento”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Perugia, Confesercenti e &#8220;Fontivegge Insieme&#8221; per combattere criminalità e degrado</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 08:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ Per vincere una guerra, ci vogliono tanti alleati. Nella sua &#8220;lotta bianca&#8221; in favore della riqualificazione e della rinascita del territorio, l&#8217;associazione &#8220;Fontivegge Insieme&#8221; ne ha trovato uno importante: la Confesercenti di Perugia. Insieme, le due realtà vogliono lavorare per sensibilizzare le persone a riappropriarsi degli spazi comuni, dando  il via ad un percorso di sostentamento e solidarietà nei confronti di tutte le associazioni territoriali che si occupano di promozione e utilità sociale.</p>
<p>L&#8217;associazione &#8220;Fontivegge Insieme&#8221; nasce, infatti, dall&#8217;esigenza di promuovere la riqualificazione del quartiere di Fontivegge, divenendo un punto d’integrazione sociale e d’incontro per tutti i cittadini della zona che vogliono riappropriarsi delle aree oggi degradate a causa della criminalità diffusa ed in stato di abbandono. “Realizzare eventi socio-culturali, sportivi ed aggregativi, incontri e convegni, per permettere a tutti i residenti della zona di Fontivegge di tornare a frequentare le piazze e le strade del quartiere, per sentirsi parte attiva di una comunità coesa, sicura e solidale– dichiara la presidente Debora Narducci –  sono solo alcuni degli obiettivi dell’associazione, che ha istituito un ufficio “anti-degrado” per affrontare fattivamente ogni problema lamentato dai cittadini e offrirgli qualsiasi tipo di assistenza. A nome di tutti gli associati, del vice presidente Attilio La Rotonda e del tesoriere Francesco Guido, parti attive, insieme a me, per il bene della cittadinanza, ringrazio il Coordinatore Comprensoriale della Confesercenti, Federico Lupatelli, per essersi allineato con noi, ed aver appoggiato e sostenuto, fin da subito, la nostra iniziativa”.</p>
<p>“Il progetto della Confesercenti di Perugia &#8211; sottolinea il coordinatore Lupatelli –  di prestare la massima attenzione al problema della sicurezza, oltre che nei centri storici, anche nelle altre zone urbane della città  ed extra urbane, ha lo scopo di aiutare la ripresa delle attività commerciali che rappresentano l’asse portante della nostra economia impegnandoci per  tutelare e garantire l’evoluzione di questa parte fondamentale del mondo produttivo, che si trova in queste aree soggette a frequenti fenomeni di criminalità. Sarà nostro compito fornire informazioni e svolgere attività di sostegno  e di coordinamento tra i cittadini, gli Enti locali e le Amministrazioni Pubbliche e portare all&#8217;attenzione delle Istituzioni il problema della sicurezza a Perugia, auspicando così l’avvio di una azione determinata attraverso interventi tempestivi e risolutivi. Per questo, invitiamo tutte le associazioni territoriali ad aderire a questo progetto di riqualificazione e promozione culturale&#8221;.</p>
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		<title>Sicurezza, reati contro patrimonio 71% di quelli denunciati</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Nov 2014 16:32:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Reati denunciati, in Umbria il 71% riguarda quelli contro il patrimonio, mentre quelli relativi alle sostanze stupefacenti ammontano ad appena l&#8217;un percento del totale. E&#8217; quanto emerge dai dati statistici relativi alla criminalita&#8217; in Umbria, raccolti nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Criminalita&#8217; e sicurezza&#8221; del dipartimento di Giurisprudenza dell&#8217;Universita&#8217; degli studi di Perugia e relativi al periodo 2011/2013, presentati oggi alla ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Reati denunciati, in Umbria il 71% riguarda quelli contro il patrimonio, mentre quelli relativi alle sostanze stupefacenti ammontano ad appena l&#8217;un percento del totale. E&#8217; quanto emerge dai dati statistici relativi alla criminalita&#8217; in Umbria, raccolti nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Criminalita&#8217; e sicurezza&#8221; del dipartimento di Giurisprudenza dell&#8217;Universita&#8217; degli studi di Perugia e relativi al periodo 2011/2013, presentati oggi alla prima commissione consiliare dall&#8217;assessore regionale Fabio Paparelli.</p>
<p><strong>Il documento</strong> &#8211; Nel triennio si registra un forte incremento delle segnalazioni all&#8217;autorita&#8217; giudiziaria, come pure e&#8217; in aumento il numero delle denunce alle forze dell&#8217;ordine. Il documento &#8211; riferisce una nota della Regione &#8211; verra&#8217;presentato durante i lavori del convegno internazionale &#8220;Quali politiche per la sicurezza?&#8221;, organizzato dall&#8217;universita&#8217; di Perugia, che si svolgera&#8217; nel capoluogo regionale il 14 e 15 novembre. L&#8217;atto &#8220;solo esame&#8221;, che quindi non prevede un voto finale, verra&#8217; illustrato in Aula dal presidente della commissione, Oliviero Dottorini.</p>
<p><strong>La ricerca</strong> &#8211; L&#8217;assessore Paparelli ha spiegato che i dati, aggiornati al 31 dicembre 2013, sono il frutto di una convenzione con il ministero dell&#8217;Interno, che permette di avere un quadro aggiornato e verificato dei reati denunciati alle forze dell&#8217;ordine e di quelli poi segnalati da queste alla magistratura. Con questo aggiornamento, la rilevazione copre un periodo che va dal 2007 al 2013. Nel periodo considerato &#8211; ha spiegato &#8211; le denunce di reati sono leggermente aumentate (del 4,16 per cento) e gran parte delle denunce prestate in Umbria nel 2013 sono relative a reati contro il patrimonio, tra cui furti, rapine, ricettazioni, estorsioni, danneggiamenti. Nel triennio 2011-2013 le segnalazioni all&#8217;autorita&#8217;giudiziaria da parte delle forze dell&#8217;ordine sono aumentate sensibilmente: una tendenza recente, che supera percentualmente il contemporaneo aumento delle denunce. E, sempre nel periodo considerato, quelle relative alla violazione di leggi sugli stupefacenti diminuiscono.</p>
<p><strong>Le reazioni</strong> &#8211; Dopo l&#8217;illustrazione fa parte dell&#8217;assessore, Sandra Monacelli (Udc) &#8211; prosegue la nota &#8211; ha rilevato che i dati del rapporto &#8220;sembrano divergere sensibilmente non solo dalla percezione dei cittadini sulla sicurezza in Umbria ma anche dai risultati dell&#8217;attivita&#8217; della commissione di inchiesta del consiglio regionale su droga e criminalita&#8217; organizzata. Ci troviamo cosi&#8217; di fronte a due documenti della Regione che sostengono tesi opposte, almeno per quanto riguarda la droga&#8221;.   Manlio Mariotti (Pd) ha rilevato che &#8220;il documento fa riferimento a denunce e segnalazioni all&#8217;autorita&#8217; giudiziaria.Il quadro che emerge appare effettivamente discordante da quanto risulta nella nostra percezione. E&#8217; necessario trovare il modo di incrociare i dati e di confrontarli&#8221;. Per Andrea Lignani Marchesani (Fdi), &#8220;benche&#8217; la sicurezza non sia una delle sue competenze specifiche, la Regione deve porsi come soggetto centrale. Anche per quanto riguarda divise e dotazioni, bisogna sollecitare una uniformita&#8217; di funzioni e azioni, tra prevenzione e repressione, che preveda anche una omogenea dotazione di armi&#8221;.</p>
<p><strong>I dati</strong> &#8211; Renato Locchi (Pd) ha detto di riconoscersi nel rapporto presentato: &#8220;Sono dati &#8211; ha affermato &#8211; che non sorprendono e coincidono con quelli presentati, negli ultimi dieci anni, alle inaugurazioni degli anni giudiziari. Dovremmo valutare il potere di condizionamento dei media: le cronache locali rappresentano una realta&#8217; che prescinde dai dati e ora non si curano piu&#8217; di spacciatori e frane. Esiste in effetti una discrasia tra questo rapporto e i risultati della commissione di inchiesta presieduta da Paolo Brutti, ma sono le risultanze di quest&#8217;ultima che non condivido, dato che si basano su sensazioni piu&#8217; che sulla situazione reale. Ricordo il caso degli appartamenti di Ponte San Giovanni a Perugia: i palazzi sequestrati non sono stati confiscati ma anzi restituiti al proprietario che li sta ora completando. Non esisteva alcun insediamento mafioso e la rappresentazione che e&#8217; stata data era semplicemente falsa&#8221;.</p>
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		<title>Perugia, smantellata base di spaccio in zona Fontivegge</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2014 10:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gli Agenti della Squadra Mobile, delle Volanti e dei Poliziotti di Quartiere ieri mattina hanno smantellato una base dello spaccio di stupefacenti in Zona Fontivegge. I poliziotti, dai servizi di pattugliamento nel quartiere, avevano notato un andirivieni sospetto di maghrebini in un appartamento della zona, confinante con l’area ferroviaria. Ieri mattina sono intervenuti nell’immobile che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Gli Agenti della Squadra Mobile, delle Volanti e dei Poliziotti di Quartiere ieri mattina hanno smantellato una base dello spaccio di stupefacenti in Zona Fontivegge. I poliziotti, dai servizi di pattugliamento nel quartiere, avevano notato un andirivieni sospetto di maghrebini in un appartamento della zona, confinante con l’area ferroviaria. Ieri mattina sono intervenuti nell’immobile che si presentava in condizioni igieniche critiche: all’interno sono stati individuati quattro tunisini, tutti già noti alle forze di polizia.<br />
Dopo i primi controlli, è stato rinvenuto e sequestrato tutto l’occorrente per confezionare dosi di stupefacenti da smerciare al minuto. Nell’intercapedine di un cuscino di un divano, abilmente occultate, ritrovate quattro dosi di cocaina. Sequestrato anche un martelletto frangivetro del tipo di quelli utilizzati per i furti su auto in sosta. I quattro stranieri, condotti in Questura, venivano indagati per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Dai riscontri delle impronte digitali KETHIRI BASSEM, 34enne, tunisino, è risultato essere destinatario di un provvedimento di cattura emesso nel luglio dal Tribunale di Perugia nei suoi confronti perché deve ancora scontare un anno e mezzo di carcere per una precedente condanna per stupefacenti; è stato quindi tratto in arresto e condotto in carcere.</p>
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		<title>Piazza del Bacio, uniti contro la criminalità</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Aug 2014 09:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Continuano gli appuntamenti di Farenight, ecco il programma di oggi. Tra gli eventi da segnalare, quello in piazza del Bacio di Perugia, il Dance music festival old style 70/80 che, come dice il sindaco Romizi in una nota &#8220;rappresentano un modo per togliere l’humus ai malviventi. L’invito che rivolgo ai cittadini di Perugia e alle ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/farenight-programma-oggi/">Piazza del Bacio, uniti contro la criminalità</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="three_fifth"></div>Continuano gli appuntamenti di Farenight, ecco il programma di oggi. Tra gli eventi da segnalare, quello in piazza del Bacio di Perugia, il Dance music festival old style 70/80 che, come dice il sindaco Romizi in una nota &#8220;rappresentano un modo per togliere l’humus ai malviventi. L’invito che rivolgo ai cittadini di Perugia e alle famiglie è quello di partecipare numerosi: più siamo più diamo fastidio ai traffici illeciti e ai delinquenti che li gestiscono. Aiutateci a riprendere in mano Perugia, è la nostra città, non di chi delinque”.<br />
Non solo il sindaco, ma a piazza del Bacio ci sarà anche il presidente del Perucia Calcio Massimiliano Santopadre, presente lanciare un messaggio di collaborazione verso una riqualificazioni delle aree critiche della città.</p>
<p>Biblioteca Villa Urbani, via Pennacchi 19 ore 17<br />
GIOVEDÌ DA FAVOLA<br />
Storie e libri da scoprire insieme, letti ad alta voce da volontari esperti, per coltivare il piacere della lettura sin dalla prima infanzia info Biblioteca Villa Urbani 075.5772960,biblio.villaurbani@comune.perugia.it<mailto:biblio.villaurbani@comune.perugia.it></p>
<p>Terrazza del Mercato Coperto, piazza Matteotti<br />
ore 18 &#8211; 24<br />
TERRAZZA D’ESTATE<br />
Summer Panoramic Sound – Goo Bee/ Lanzi<br />
info FB La Terrazza del Mercato<br />
Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, piazza IV Novembre dalle ore 19<br />
VISITE GUIDATE SERALI E APERICENA NEL CHIOSTRO<br />
Visite guidate serali nella zona archeologica sotterranea e a seguire apericena nel chiostro<br />
partenza dal chiostro della Cattedrale ore 19.00<br />
prenotazione obbligatoria 075.5724835, € 20,00 a persona</p>
<p>Terrazza del Cinema Lilli, via Fiume 3<br />
ore 21.30<br />
VOCI ‘E NOTTI<br />
Attori improbabili in cerca di pubblico<br />
Letture semiserie proposte da personaggi inattesi della nostra città<br />
Selezione dei brani a cura di Alberto Mori<br />
in caso di maltempo lo spettacolo si svolgerà presso Palazzo della Penna<br />
Centro di Cultura Contemporanea, via Podiani 11</p>
<p>Piazza del Bacio<br />
dalle ore 21.30<br />
PERUGIA DANCE MUSIC FESTIVAL &#8211; OLD STYLE- 70/80<br />
Serata dedicata ai ritmi tribali africani, alle melodie brasiliane e quelle jamaicane (afro, brasilian reggae) Dj Pery from Melody Mecca Rimini e Dj Antonio Lusi from Quasar e Dejavù<br />
info 342.7476348, 340.6672269, 334.7357548</p>
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		<title>Vita da poliziotto di quartiere</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/vita-poliziotto-quartiere/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 16:08:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un assegno di funzione dopo 17 anni di servizio mai visto. Un contratto non rinnovato da sei anni. Attrezzature non sempre funzionanti e pantaloni di qualche taglia più grande fatti stringere dal sarto. Percorrono il centro storico di Perugia in lungo e in largo, conoscono a memoria ogni strada, ogni vicolo. Sono Barbara e Gabriele, due poliziotti ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Un assegno di funzione dopo 17 anni di servizio mai visto. Un contratto non rinnovato da sei anni. Attrezzature non sempre funzionanti e pantaloni di qualche taglia più grande fatti stringere dal sarto. Percorrono il centro storico di Perugia in lungo e in largo, conoscono a memoria ogni strada, ogni vicolo. Sono Barbara e Gabriele, due poliziotti di quartiere. Li abbiamo seguiti in un turno di pattugliamento del centro cittadino, in una normale giornata lavorativa.</p>
<p style="color: #222222;">“Dopo la sparatoria in centro dell&#8217;8 maggio 2011 – racconta Barbara, assistente capo – la Questura ha deciso di intensificare la presenza della polizia di prossimità tutta nel centro storico. Giriamo a piedi, facciamo i turni con i carabinieri. Il nostro mestiere è avvicinare i cittadini, farli sentire più sicuri, ascoltarli e parlare con loro”.</p>
<p style="color: #222222;">Bionda e sorridente Barbara trasmette sicurezza nonostante la sua figura esile. Ama il suo lavoro, ama la sua città nonostante tutte le difficoltà. E&#8217; famosa perché non si lascia mai intimorire, tutti si fermano a salutarla e a scambiare due chiacchiere con lei. Si confidano, anche. “Molte volte è proprio dal rapporto col cittadino che un&#8217;azione va a buon fine. Partiamo dai loro racconti per sventare traffici di droga, ripulire una strada o una zona, segnalare casi sospetti agli altri colleghi. Anche noi diamo il nostro contributo”.</p>
<p style="color: #222222;">In coppia con Gabriele, anche lui assistente capo, percorre ogni giorno tutto il centro storico di Perugia. Dai giardini Carducci fino a Corso Garibaldi, Corso Cavour e le zone limitrofe. Pattugliano anche i vicoli più bui, quelli dove è più facile per uno spacciatore riuscire a nascondersi o a dileguarsi. &#8220;La zona di nostra competenza è molto ampia &#8211; dice &#8211; facciamo quello che si può con i mezzi a nostra disposizione&#8221;.</p>
<p style="color: #222222;">“Il problema è che spesso danno la colpa a noi – racconta Gabriele – se i pusher hanno preso possesso del centro storico. Noi li arrestiamo, anche due o tre volte. Ma spesso ritornano. Ho fatto un sacco di viaggi scortando in macchina tunisini o marocchini col foglio di via, fino a Ponte Galeria a Roma o al centro di accoglienza di Trapani. Da lì scappano e tornano a Perugia. Spesso si ricordano anche di noi, ci raccontano dell&#8217;ultima volta che li abbiamo arrestati”.</p>
<p style="color: #222222;">Sì perché non è sempre facile per il cittadino residente capire le dinamiche che hanno portato un centro storico a svuotarsi. Quali politiche possono aver spinto famiglie e cittadini ad abbandonare il centro per spostarsi in periferia. “Noi siamo i primi a volere che ogni perugino possa sentirsi libero di passeggiare per le strade della  città in tutta tranquillità. Ma quello che accade dopo che abbiamo arrestato un malvivente, non dipende più da noi. Il nostro mestiere lo facciamo e anche con coraggio. E non è bello, poi, vedere che i cittadini o la stampa sono i primi a puntare il dito proprio contro di noi”.</p>
<p style="color: #222222;">Una ztl inaccessibile, parcheggi troppo costosi, il minimetrò con orari proibitivi ed ecco che è più comodo per tutti andare a cena o al cinema fuori dal centro storico, dove parcheggiare è più semplice oltre che gratis. Quindi le saracinesche dei negozi si abbassano e i residenti in centro sono sempre meno, lasciando spazio a un vuoto che diventa sempre più difficile colmare. Terreno fertile ad alimentare criminalità, spaccio e consumo di droga.</p>
<p style="color: #222222;">Quello di Gabriele è lo sfogo di chi fa il proprio mestiere con coraggio e passione, ma spesso viene additato tra i responsabili della situazione di degrado in cui versa il centro storico di Perugia. “Di questi tempi, posso solo sentirmi privilegiato se prendo, tutti i mesi, 1300 euro”. Ma lavorare per garantire l&#8217;ordine e la sicurezza non ha un prezzo, soprattutto se da tempo il ministero taglia i fondi. “Questi guanti me li sono comprati da solo. Non mi lamento, ci mancherebbe. Chiedo solo un po&#8217; più di rispetto per il nostro lavoro”.</p>
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		<title>Il lento declino di via Ulisse Rocchi, anche il Settimo Sigillo minaccia di chiudere</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Aug 2014 08:48:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Romizi]]></category>
		<category><![CDATA[criminalit]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[il settimo sigillo]]></category>
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		<category><![CDATA[Pizzeria Etrusca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>C’è qualcosa che non va in città. C’è qualcosa che non funziona in via Ulisse Rocchi. Dopo che sulle colonne di Perugiaonline.net abbiamo raccontato, in esclusiva, come la microcriminalità, le spese esorbitanti e il declino del centro storico abbiano costretto attività storiche come il ristorante Vecchia Perusia prima, e la Pizzeria Etrusca poi, a chiudere, oggi ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> C’è qualcosa che non va in città. C’è qualcosa che non funziona in via Ulisse Rocchi. Dopo che sulle colonne di Perugiaonline.net abbiamo raccontato, in esclusiva, come la microcriminalità, le spese esorbitanti e il declino del centro storico abbiano costretto attività storiche come il ristorante <strong><a title="L’ultimo round di Frankie Banana. Chiude il ristorante “Vecchia Perusia”" href="http://www.perugiaonline.net/cronaca/lultimo-round-frankie-banana-chiude-ristorante-vecchia-perusia-2965/">Vecchia Perusia</a></strong> prima, e la<strong> <a title="Se ne va un altro pezzo di Perugia, chiude la Pizzeria Etrusca" href="http://www.perugiaonline.net/senza-categoria/se-ne-pezzo-perugia-chiude-pizzeria-etrusca-4131/">Pizzeria Etrusca</a></strong> poi, a chiudere, oggi ci troviamo, purtroppo a riportare l’ennesimo grido d’aiuto di un commerciante della zona.</p>
<p><strong>Stavolta, sempre con una lettera</strong> aperta indirizzata al sindaco Andrea Romizi, è il proprietario del ristorante Il Settimo Sigillo che chiede all’amministrazione di alzare la guardia e di non abbandonarlo.</p>
<p><strong>Nella lettera, pubblicata su Facebook</strong>, nel ricordare i sacrifici fatti dai negozianti della zona per tener viva via Ulisse Rocchi, in pieno centro, a due passi da corso Vannucci, ipotizza anche lui di trasferirsi proprio perché la situazione sta diventando insostenibile e sempre più pericolosa per lui e per la sua famiglia.</p>
<p>Di seguito la lettera integrale pubblicata sul social network</p>
<blockquote><p>Spettabile Signor Sindaco,</p>
<p>Le darò del Lei, per la prima volta in molti anni, poiché oggi mi rivolgo a Lei come rappresentante eletto dagli abitanti di questa città a dirigere e riportare la stessa sulla strada di una necessaria e vitale ripresa.</p>
<p>Il mio esercizio commerciale, aperto da 15 anni, si trova in cima a via Ulisse Rocchi, proprio dietro al Duomo di San Lorenzo, in pieno centro storico, in quello che dovremmo poter definire il cuore pulsante della città di Perugia, in quello che, fino a qualche anno fa, lo era davvero. Questa seppur ripidissima salita, che collega direttamente, ricordiamolo, il decantato salotto buono di Corso Vannucci col fiore all’occhiello perugino dell’Università per Stranieri, nonché l’adiacente piazza Morlacchi, il suo Teatro e la sua Facoltà di Lettere, Filosofia e Lingue,  era, ancora cinque anni fa, luogo di un allegro via vai di studenti di ogni regione e nazionalità, di residenti e professionisti, di turisti incantati e di Perugini a spasso. Almeno dieci, faccio un rapido conto a memoria, le attività di ristorazione, pizzeria, pub, che vi  convivevano, alcune da svariati decenni; attività di qualità, che davano il loro contributo alla valorizzazione ed alla vivacità della città attraverso la cucina, i prodotti della nostra Terra, favorendo quella socializzazione dal sapore internazionale unica nel paese che faceva il fascino di Perugia.</p>
<p>Come sia andata poi Glielo ripeto per amor di cronaca,  Lei ha visto come me chiudere una ad una le piccole imprese familiari, chi sfrattato per non essere più riuscito a pagare affitti rimasti alle stelle in un centro oramai disertato dai Perugini e via via abbandonato anche dagli studenti. Prontamente rimpiazzati da attività che di perugino hanno ben poco, e che raccolgono il fior fiore dell’organizzazione a delinquere di stampo mafioso volta allo spaccio che ha oramai preso piede in tutto il centro cittadino.</p>
<p>Io ho un attività vitale, ho ancora una clientela locale fedele, anche se sempre più restia a recarsi in centro, tengo dei prezzi popolari e dei prodotti di qualità, i turisti apprezzano e spesso ritornano regolarmente a trovarci. Ritengo di fare la mia parte nel cercare di difendere e salvare questa realtà perugina, sorveglio il mio angolo di città, cerco di tener lontani gli spacciatori dal vicoletto che ho di fronte e di tutelare il decoro urbano e la sicurezza dei miei clienti e dei miei vicini. Non sono uno che si arrende, faccio esposti perché venga pulito adeguatamente il suolo pubblico dallo scempio urinario quotidiano, pulisco io stesso di persona più volte al giorno a mie spese, redarguisco chi dà sollievo alla vescica sui portoni dei residenti, e per ciò mi sento rispondere, in Italiano oramai quasi perfetto, da chi si sente ed evidentemente è a tutti gli effetti il vero padrone di questa città, in puro stile mafioso e tono strafottentemente minaccioso, un ghignoso “Non lo sai chi sono io? Vai a lavorare, o ti mando mio zio lì dentro!”.</p>
<p>No, non sono al dentro del <em>Who’sWho</em> delle associazioni di categoria tunisine, moldave od albanesi all’opera nel settore, non so né voglio immaginare quale importante carica ricopra il parente dello spregevole individuo, uno dei tanti, col quale ho avuto il dispiacere di interagire ieri sera<strong>. Dovevo forse reagire, beccarmi qualche bella coltellata dalla mezza dozzina di accoliti pronti a prestargli man forte, lasciare due orfani e una vedova, fare ulteriori titoli sulle testate nazionali, dovevo fare questo ulteriore sacrificio per dare una svegliata reale alle Autorità?</strong> Per far sì che invece che passeggiare di mattina quando tutto è tranquillo le varie Forze dell’Ordine si adoperassero ad assicurare una presenza costante, capillare ed attiva contro questo fenomeno? Il posto di Polizia di Piazza Danti si trova ad esattamente dieci metri dal luogo di ritrovo fisso di questi pericolosi, strafottenti ed impuniti delinquenti, ed io non mi sento preso in giro dalle istituzioni. Io lo sono, preso in giro.</p>
<p>Quindi non faccio l’eroe, lo lascio andare, torno a lavorare, per inciso 18 ore al giorno senza un giorno di riposo da anni. A casa m’aspettano tasse e cartelle esattoriali rateizzate ed arretrate, perché gli stipendi al personale, per quanto mi riguarda, si pagano per prima cosa, e il resto aspetterà tempi migliori, m’aspettano anche due figli piccoli, per i quali si fanno sacrifici di lavoro e di fatica che però sembrano destinati a fare la stessa fine di quelli dei colleghi “storici”, di Frankie o del Baffo che sono rimasti con in mano un pugno di mosche ed un cuore infranto, con la paura di lasciare ai figli, invece che un lavoro avviato, un bel mucchio di debiti.</p>
<p>Ed inizio a pensare, anch’io, a trasferirmi, a scappare finché sono in tempo, ad abbandonare la città che mi ha visto nascere e alla quale credo di aver dato tanto, che ricambia impegno e lavoro con tasse abnormi, regolamenti che sembrano studiati ad hoc per intralciare al massimo l’onesto imprenditore, tariffe esose e multe indiscriminate, che però lascia i tutori dell’ordine chiudere gli occhi davanti ai traffici ed alle prepotenze dei delinquenti. Sono loro i cittadini di primo ordine, pare.</p>
<p>Signor Sindaco, caro Andrea, se vuole gustarsi un’altra tagliata di vitellone faccia presto, ora è anche stagione di tartufo fresco ed è, come sempre, il benvenuto. Perché da qui a gennaio se nulla cambia io vendo, e mi costruisco un futuro un po’ più in là, in una realtà dove la incolumità mia e dei miei clienti venga realmente tutelata, chessò, a Santa Maria degli Angeli, perché no?  Via Ulisse Rocchi chiude i battenti. Infatti ieri sera era anche, come troppo spesso capita, al buio.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Con stima, affetto, rabbia e delusione,</strong></em></p>
<p><em><strong>Francesco Bartoloni, Perugino di nascita, proprietario del Ristorante Il Settimo Sigillo, in via Ulisse Rocchi.</strong></em></p>
<p><em><strong>Con Séverine Marlier, Perugina per scelta, moglie e socia del sottoscritto.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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