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	<title>Perugia Online &#187; discriminazione sessuale</title>
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		<title>Educare alle differenze, continua la lotta all&#8217;omofobia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2015 07:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione sessuale]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Quello dei diritti Lgbt è un tema costantemente dibattuto e ricco di ripercussioni nella vita politica (pensiamo a due fatti recenti: la proposta anti-omofobia presentata a livello regionale dal Pd e il recente rifiuto del sindaco Romizi di trascrivere un&#8217;unione omosessuale nel registro comunale). I Radicali hanno perciò pensato di organizzare un incontro incentrato su queste tematiche, svoltosi ieri (venerdì 11 settembre) presso la sala Partecipazione del Consiglio regionale, che verrà anche trasmesso in differita su Radio Radicale. Tra i relatori, Mario Albi (Radicali Italiani), Enzo Cucco (Associazione Radicale Certi Diritti), Maria Pia Serlupini (garante regionale dei diritti dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza), Roberto Mauri (Omphalos Arcigay Arcilesbica Perugia), Giacomo Leonelli (Pd, cofirmatario insieme a Chiacchieroni e Solinas della summenzionata proposta di legge, intitolata &#8220;Tutela dell&#8217;identità di genere contro la discriminazione sessuale&#8221;).</p>
<p><strong>L&#8217;analisi della proposta &#8211; </strong>La prima cosa che si nota è che il dibattito è unidirezionale, anche perché i sostenitori delle tesi per dir così più tradizionali hanno scelto di non partecipare (piccolo episodio sintomatico: quando davanti alla sala passa il consigliere Ricci una battuta -&#8220;Lo invitiamo a entrare?&#8221;- scatena l&#8217;ironia dei presenti). Comunque sia, l&#8217;analisi parte proprio dalla proposta di legge Pd, che costituisce una rivisitazione di un&#8217;altra pdl presentata da Manlio Mariotti (sempre Pd) nella scorsa legislatura, non andata a buon fine. Tutti concordi nell&#8217;affermare che è una buona proposta, sotto l&#8217;aspetto giuridico innanzitutto (resterebbe infatti ben attenta a non travalicare le prerogative della Regione, cosa che è costata una censura di incostituzionalità ad un&#8217;analoga legge promulgata nella vicina Toscana) ma anche sotto quello delle soluzioni auspicate: molte azioni positive volte a ridurre in concreto le discriminazioni legate all&#8217;orientamento sessuale e un ruolo particolarmente forte riservato all&#8217;educazione alla cultura della tolleranza e dell&#8217;apertura mentale, indirizzata a tutti ma in particolare ai più piccoli. Leonelli, nel commentare la proposta, dichiara: &#8220;È stato il primo atto presentato dal Pd nella nuova legislatura, segno che il partito ritiene il tema dei diritti civili un&#8217;assoluta priorità per la nostra regione&#8221;.</p>
<p><strong>La critica agli avversari &#8211; </strong>Non poteva mancare una serie di stoccate rivolte agli avversari politici, a cominciare dal sindaco Andrea Romizi reo, come detto sopra, di non aver consentito la trascrizione di un&#8217;unione gay: &#8220;Non è stato coraggioso &#8211; afferma Albi &#8211; ha detto che la trascrizione sarebbe stato un atto politico, ma è proprio quello che ci aspettavamo! Avevo salutato con favore la sua elezione ma questo come altri atti (la mancata partecipazione al Perugia Pride Village) segnalano l&#8217;assoluto disinteresse dell&#8217;attuale giunta verso tali questioni e la legittimazione delle spinte più intolleranti della società&#8221;. Particolarmente duro il <em>j&#8217;accuse</em> di Mauri, che paragona la situazione degli Lgbt in Italia a quella dei neri in Sudafrica durante l&#8217;apartheid e l&#8217;appigliarsi delle opposizioni all&#8217;esistenza di una &#8220;fantomatica teoria gender, che diffonderebbe idee orribili&#8221; alla scena di Colin Powell che sventola un sacchetto di (supposto) antrace di fronte al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu per giustificare l&#8217;intervento militare americano in Iraq.</p>
<p><strong>Gli spunti di riflessione &#8211; </strong>Ma sono tanti altri gli spunti che vengono fuori dalla discussione, dalla rinascita dei razzismi tradizionali tornata recentemente alla ribalta al problema dell&#8217;integrazione e dell&#8217;accoglienza (proprio ieri avveniva la &#8220;Marcia delle donne e degli uomini scalzi&#8221;), cui si lega a doppio filo quello del rapporto spesso conflittuale tra diverse concezioni della persona e dei diritti che si evidenzia in particolar modo in un periodo come questo di forti flussi migratori. Significativa poi l&#8217;analisi di alcuni dati raccolti dall&#8217;Istat relativi a come vengono viste le persone di orientamento non eterosessuale nella società italiana odierna. Tali dati si prestano infatti a una doppia lettura: se da un lato la stragrande maggioranza (75-80%) degli intervistati dichiara, ad esempio, di non avere nulla contro gli omosessuali e di non considerare l&#8217;omosessualità una malattia, segno di un cambiamento culturale che comunque c&#8217;è stato, significative minoranze (con punte del 40%) dichiarano, sempre ad esempio, che non vorrebbero un insegnante gay per i propri figli o che non voterebbero mai per un politico dichiaratamente gay. Ciò ha fatto dire a Leonelli che esiste una sindrome &#8220;Not In My Garden&#8221; (in realtà &#8220;Not In My Back Yard&#8221;, <em>ndr</em>) relativamente a questi fenomeni. Tali segnali ci mostrano quindi come probabilmente ci sia ancora molto da fare per riuscire a garantire in pieno le libertà e i diritti di tutti e di ciascuno.</p>
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		<title>Critiche di Zaffini verso la proposta di legge del Pd su violenza e discriminazione di genere</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 16:27:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Federica Nardi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazione sessuale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> “La discriminazione determinata dall&#8217;orientamento sessuale è una tematica molto complessa e delicata, che andrebbe affrontata con serietà aprendo una discussione approfondita con  tutti i soggetti coinvolti. Il clima da campagna elettorale, le facili strumentalizzazioni, l&#8217;approccio superficiale e ideologico caratterizzano ancora una volta l&#8217;approccio della sinistra alle questioni di genere”. Così il capogruppo di Fratelli d&#8217;Italia in Consiglio regionale, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “La discriminazione determinata dall&#8217;orientamento sessuale è una tematica molto complessa e delicata, che<br />
andrebbe affrontata con serietà aprendo una discussione approfondita con  tutti i soggetti coinvolti. Il clima da campagna elettorale, le facili strumentalizzazioni, l&#8217;approccio superficiale e ideologico caratterizzano ancora una volta l&#8217;approccio della sinistra alle questioni di genere”.<br />
Così il capogruppo di Fratelli d&#8217;Italia in Consiglio regionale, Franco Zaffini, attacca la proposta di legge “Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall&#8217;orientamento sessuale”, firmata dai consiglieri del Partito democratico Mariotti, Barberini e Cintioli.</p>
<p>Per l&#8217;esponente di Fratelli d&#8217;Italia “le politiche anti-discriminazione vanno sicuramente sancite e perseguite, ma non  possono rappresentare un mero veicolo di promozione di un&#8217;ideologia di genere. Le differenze vanno riconosciute e tutelate quali diritti individuali inviolabili e vanno anche tollerate nell&#8217;ambito del diritto collettivo, ma non possono essere banalmente naturalizzate”.<br />
Zaffini boccia la proposta di legge per le previsioni in materia di istruzione, “che veicolano una visione distorta e semplicistica della famiglia e dei sentimenti, imponendo in ambito scolastico un&#8217;ideologia &#8216;gender&#8217; che sovverte il ruolo paterno e materno. In questo contesto culturale sarebbe la famiglia fondata sull&#8217;unione naturale tra uomo e donna e la “normalità statistica” ad essere paradossalmente bersaglio di comportamenti discriminatori (vedi il caso di genitore 1 e genitore 2)”.</p>
<p>Il consigliere regionale promette di “ostacolare con ogni mezzo” la  previsione per cui “la Regione promuove iniziative affinché, in tutte le scuole di ogni ordine e grado, siano svolti percorsi per l&#8217;informazione e la sensibilizzazione sugli aspetti correlati all&#8217;identità di genere ed all&#8217;orientamento sessuale”, attività che invece spetta alla famiglia, come riconosciuto dalla Costituzione e dalla Dichiarazione dei Diritti Universali dell&#8217;Uomo.</p>
<p>L&#8217;ultimo “no” Zaffini lo rivolge alla “ulteriore diffusione di opuscoli demenziali (come la favola gay) nelle scuole, già oggetto di vibrate proteste da parte di genitori ed insegnati. Il diritto o capriccio di un adulto non può mai prevalere sul diritto di un fanciullo di crescere senza subire messaggi subliminali e ad alto contenuto ideologico”.</p>
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