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	<title>Perugia Online &#187; disoccupazione</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Sale l&#8217;occupazione in Umbria: nel primo trimestre registrato un aumento del 1% rispetto al 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 13:49:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “La crescita dell’occupazione in Umbria continua il suo trend positivo anche nel primo trimestre dell’anno in corso”. Lo afferma il vice presidente e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli sulla base del recente rapporto Istat da cui emerge che l’occupazione umbra, nel primo trimestre, ha toccato quota 355.000 con 3.000 unità in più rispetto all’analogo ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “La crescita dell’occupazione in Umbria continua il suo trend positivo anche nel primo trimestre dell’anno in corso”. Lo afferma il vice presidente e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli sulla base del recente rapporto Istat da cui emerge che l’occupazione umbra, nel primo trimestre, ha toccato quota 355.000 con 3.000 unità in più rispetto all’analogo trimestre del 2015. “L’incremento fatto registrare in Umbria con un più 1% è un ulteriore segnale incoraggiante – sottolinea Paparelli &#8211; sostanzialmente in linea con la media nazionale (+1,1%), nonché delle regioni centrali (+1%) e del Nord del Paese (+1,2%). La Regione sta lavorando costantemente per consolidare la crescita e aumentare l’occupazione attraverso nuove politiche industriali e una legge per il lavoro che risponda in maniera puntuale ai fabbisogni di lavoratori e imprese oltre che alla qualificazione delle competenze professionali spendibili sul territorio”.</p>
<p><strong>Gli strumenti adottati</strong> L’incremento percentuale è stato ottenuto, ha spiegato l’assessore, “attraverso processi di miglioramento dell’efficacia e della qualità dei servizi per il lavoro, sostenendo l’incontro tra domanda e offerta di professionalità, per offrire alle persone disoccupate iscritte ai Centri per l’impiego regionali strumenti di politiche attive del lavoro per accrescere le loro competenze in linea con le esigenze del sistema produttivo locale e favorire l’ingresso stabile nel mondo del lavoro. Non da ultimo – ricorda &#8211; il recente bando ‘Cresco’ è in grado di promuovere e sostenere finanziariamente meccanismi virtuosi in cui un’impresa che intende assumere seleziona in collaborazione con i Centri per l’impiego i candidati disoccupati in base al merito, poi attiva percorsi formativi brevi e tirocini con incentivi ad assumere sommabili a quelli del Job-Act attraverso un bonus regionale a fondo perduto che può variare da 5 mila a 10 mila euro”.</p>
<p><strong>Le cifre</strong> Secondo i dati Istat, la crescita ha riguardato principalmente l’occupazione alle dipendenze (262.000, + 4.000 unità); di contro è rimasta invariata la componente autonoma (93.000). A generare la crescita occupazionale sono stati i servizi (179.000, +8.000) e l’agricoltura (11.000, +3.000), in calo il comparto del commercio e ricettività (69.000, -7.000, dovuto anche alla stagionalità) e quello delle costruzioni (25.000, -1.000); stabile l’occupazione del manifatturiero (71.000). Più in particolare la crescita dei servizi ha riguardato unicamente la componente alle dipendenze; quella dell’agricoltura è il risultato di una crescita di entrambe le componenti.                                         Nel commercio il calo è presente principalmente per i dipendenti mentre nelle costruzioni al calo dei dipendenti corrisponde una lieve crescita dell’occupazione autonoma. A seguito di tali dinamiche, il tasso di occupazione umbro è salito al 62,5% (+1 punto) risultando superiore oltre che al dato medio nazionale (56,3%) e anche a quello delle regioni centrali (61,2%); il gap verso il Nord si conferma posizionandosi però a 2,5 punti (65%).</p>
<p><strong>Disoccupazione </strong>“La flessione della disoccupazione inoltre appare alquanto più marcata del 2015 &#8211; spiega il vicepresidente &#8211; è infatti scesa a quota 40.000, ben 10.000 in meno rispetto al primo trimestre del 2015. E ad aver prodotto metà del calo sono stati gli ex occupati (21.000, -5.000) seguiti da coloro che sono alla ricerca di un primo impiego (9.000, -3.000) e in ultimo dagli ex inattivi. A seguito di ciò il tasso di disoccupazione è passato dal 12,5% del primo trimestre 2015 al 10,2% &#8211; conclude Paparelli &#8211;  un valore ancora distante dai valori precrisi ma inferiore alla media della ripartizione di appartenenza (10,7%); anche il gap verso il dato medio del Nord del paese (8,1%) si è notevolmente ridotto”. Secondo i dati Istat la crescita dell’occupazione ha interessato sia gli uomini (198.000, +2.000) che le donne (157.000, +1.000): per entrambi è stata prodotta unicamente dalla componente alle dipendenze (139.000 per gli uomini e 123.000 per le donne, +3.000 per i primi e +1.000 per le seconde); di contro la componente autonoma è rimasta stabile a quota 60.000 per gli uomini e 33.000 per le donne. Il calo della disoccupazione ha riguardato sia uomini sia donne e risulta particolarmente rilevante per le donne (18.000, -7.000 le donne e 22.000, -4.000 gli uomini).</p>
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		<title>L’Umbria si sta avvitando sempre più nella crisi: l’assessore regionale Paparelli evoca un Jobs Act in salsa umbra.</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2016 11:08:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Purtroppo il 2016 è iniziato male per l’economia dell’Umbria e nubi si addensano sulle prospettive dell’Ast di Terni e sul rispetto dell’accordo del dicembre 2014, dopo le grandi lotte dei lavoratori, per quanto riguarda i volumi produttivi e non solo. Nella fascia appenninica la crisi è diventata drammatica e non basta ad attenuarla la notizia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>
<p>Purtroppo il 2016 è iniziato male per l’economia dell’Umbria e nubi si addensano sulle prospettive dell’Ast di Terni e sul rispetto dell’accordo del dicembre 2014, dopo le grandi lotte dei lavoratori, per quanto riguarda i volumi produttivi e non solo.</p>
<p>Nella fascia appenninica la crisi è diventata drammatica e non basta ad attenuarla la notizia di questi giorni dell’approvazione della cassa integrazione per i 700 lavoratori della J.P. Industries.</p>
<p>Spostandoci più a sud la situazione non è migliore, infatti, l’intesa tra sindacati e vertici aziendali alla Nestlè-Perugina, seppur importante, non ha sciolto tutti i dubbi sul futuro dello stabilimento di San Sisto.</p>
<p>L&#8217;osservatorio nazionale sul precariato dell&#8217;Inps ci dice che nei primi due mesi del 2016 in Umbria i voucher sono arrivati a quota 322.000 con un aumento del 44,9% rispetto allo stesso periodo del 2015.</p>
<p>Sempre a gennaio-febbraio di quest&#8217;anno le assunzioni con contratto a tutele crescenti sono diminuite del 46%. Il dato nazionale è del 35%, quindi in Umbria il crollo è stato ancora più forte, conferma evidente, come avevamo previsto, che nel 2015 nella regione più che altrove le assunzioni erano solo il frutto dopante della decontribuzione a favore delle imprese.</p>
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		<title>Centrale di Gualdo Cattaneo, i sindacati denunciano il disinteresse delle istituzioni locali:“Le principali aziende se ne vanno lasciando disoccupazione e nessun futuro per i giovani”</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 13:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Con Enel che dichiara il proprio disimpegno dalla produzione di energia elettrica nel territorio regionale, continua il processo di depauperamento delle attività produttive in Umbria senza che le amministrazioni regionale e locali si impegnino per fare qualcosa e invertire la tendenza”. &#160; Questa è la denuncia che muovono le segreterie territoriali e regionali dell’Umbria di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>
<p>“Con Enel che dichiara il proprio disimpegno dalla produzione di energia elettrica nel territorio regionale, continua il processo di depauperamento delle attività produttive in Umbria senza che le amministrazioni regionale e locali si impegnino per fare qualcosa e invertire la tendenza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa è la denuncia che muovono le segreterie territoriali e regionali dell’Umbria di Filate-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil e i lavoratori della centrale termoelettrica ‘Pietro Vannucci’ di Gualdo Cattaneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Enel, infatti, dopo aver annunciato l’intenzione di ridurre gli organici della centrale di Pietrafitta ufficializza la volontà di anticipare di ben tre anni, al 31 dicembre 2016, il piano di chiusura della centrale di Gualdo Cattaneo. L’azienda elettrica non ha, infatti, ottenuto per il sito in questione alcuna apertura dalle istituzioni locali, su possibili scenari di trasformazione dell’impianto che potessero garantire a Enel la remuneratività e al territorio l’eco-sostenibilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I sindacati accusano la politica ‘non politica’ umbra di non essere interessata a mantenere siti produttivi nel proprio territorio e il caso della centrale Vannucci sembra esserne un’ulteriore riprova. Da metà degli anni Novanta a oggi, si è assistito alla dipartita dall’Umbria delle più importanti aziende nazionali e internazionali con conseguente perdita di occupazione dei lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Siamo preoccupati per i nostri posti di lavoro e – sottolineano sindacati e dipendenti Enel della centrale ‘Pietro Vannucci’ – soprattutto, per i giovani. Le forze produttive e i cittadini umbri devono essere consapevoli della situazione per attivare nell’immediato futuro scelte di rappresentanza politica oculate in grado di assicurare politiche programmatiche di benessere a beneficio dell’intero tessuto  sociale e a svantaggio di scelte di mero interesse lobbistico o, peggio, personale”.</p>
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		<title>Disoccupazione, Ricci chiede un piano per i giovani</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2016 09:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>“Occorre un piano di sviluppo socio economico e turistico culturale per dare una speranza autentica per le nuove attività e le prospettive di vita dei giovani. Sono oltre 9 mila, infatti, le persone fra 25 e 40 anni che hanno abbandonato la Regione (fonte Istat) negli ultimi tre anni: un&#8217;emigrazione ben più forte di quella media nazionale, il -5.3 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>“Occorre un piano di sviluppo socio economico e turistico culturale per dare una speranza autentica per le nuove attività e le prospettive di vita dei giovani. Sono oltre 9 mila, infatti, le persone fra 25 e 40 anni che hanno abbandonato la Regione (fonte Istat) negli ultimi tre anni: un&#8217;emigrazione ben più forte di quella media nazionale, il<br />
-5.3 per cento rispetto al -4 per cento dell&#8217;Italia”: lo afferma il consigliere regionale Claudio Ricci (RP), parlando della disoccupazione giovanile.</p>
<p>“Dati preoccupanti – sostiene Ricci &#8211; che dovrebbero sollecitare il governo regionale a definire un &#8216;piano operativo di marketing&#8217;, concordato con le categorie, al fine di individuare (anche utilizzando le risorse europee disponibili sino al 2020) azioni prioritarie di sviluppo socio-economico e turistico cultuale nonché iniziative per attrarre, in Umbria,</p>
<p>opportunità e investimenti che producano posti di lavoro, a partire da un distretto per il nuovo manifatturiero: oggetti legati a ologrammi, stampanti tridimensionali, televisioni innovative, tecnologie per il risparmio energetico e droni, solo per fare qualche esempio”.</p>
<p>“Ovviamente – prosegue &#8211; il sistema dei trasporti, l&#8217;innovazione tecnologica (legata alla possibilità di utilizzare Internet veloce senza fili gratuito) e la semplificazione (ridurre i tempi di rilascio delle autorizzazioni) sono aspetti prioritari. Torniamo a ribadire – conclude &#8211; come lo sviluppo dell&#8217;aeroporto, la connessione di esso con le linee ferroviarie a media/alta velocità e il raccordo con le strade della quadrilatero che collegano l&#8217;Umbria con le Marche e il mare, siano da considerare come un progetto strategico e decisivo per il nostro futuro”.</p>
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		<title>Politiche attive lavoro, Paparelli: &#8220;Dalla Regione in arrivo 60 milioni di euro&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 14:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Catanzaro]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>In una conferenza tenuta stamattina (lunedì 8 febbraio) presso il salone d&#8217;Onore di palazzo Donini, l&#8217;assessore al Lavoro Fabio Paparelli, coadiuvato dai dirigenti Luigi Rossetti e Lucio Caporizzi, ha indicato le misure che la Regione intende prendere in tema di politiche attive per l’occupazione. La situazione del lavoro in Umbria &#8211; L’incontro si è aperto ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>In una conferenza tenuta stamattina (lunedì 8 febbraio) presso il salone d&#8217;Onore di palazzo Donini, l&#8217;assessore al Lavoro Fabio Paparelli, coadiuvato dai dirigenti Luigi Rossetti e Lucio Caporizzi, ha indicato le misure che la Regione intende prendere in tema di politiche attive per l’occupazione.</p>
<p><b>La situazione del lavoro in Umbria &#8211; </b>L’incontro si è aperto con un’analisi sullo stato dell’occupazione in Umbria. Si comincia a cogliere, finalmente dopo anni, qualche segnale di ripresa: nei primi nove mesi del 2015 infatti il numero degli occupati è aumentato di circa 9.000 unità (per un totale di 357.000) con un tasso di occupazione regionale del 62,7%, un dato superiore sia rispetto a quello nazionale (56,2%) che a quello del Centro Italia (61,3%). Rispetto al passato, in fatto di disoccupazione la crisi ha livellato le differenze di genere ed ha inciso in maniera più forte sui meno scolarizzati; continuano ad essere colpiti prevalentemente i giovani, ma le cifre sono tuttora preoccupanti anche per gli adulti. Ecco quindi il varo di una serie di misure atte a rafforzare le ultime tendenze positive.</p>
<p><b>60 milioni in arrivo &#8211; </b>Ammonta a 60 milioni di euro il finanziamento complessivo del Programma delle politiche attive del lavoro della Regione per il biennio 2016/2017 (di cui 56 milioni circa dedicati a interventi specifici e 4 milioni circa rivolti ad azioni di sistema). Tale somma servirà a sostenere quattro pacchetti di interventi: 24 milioni andranno al Programma Garanzia Giovani (finanziato tramite risorse del Fondo Sociale Europeo 2014-2020, con la novità che d’ora in poi vi potranno attingere solamente i disoccupati iscritti negli elenchi dei Centri per l&#8217;impiego umbri); 16 ad attività di orientamento e formazione per il reinserimento rivolte a disoccupati adulti e ai percettori di ammortizzatori sociali in termini di assegno di ricollocazione (in attuazione del decreto legislativo 150/2015) ; 8 milioni saranno destinati a finanziare iniziative per l&#8217;innovazione e la ricerca nonché una riqualificazione complessiva del sistema delle agenzie formative, che possa portare ad un processo integrato comprendente formazione ed assunzioni; altri 8 alle imprese che intendano realizzare programmi di sviluppo o riconversione per incrementare il proprio organico e che necessitano di figure <em>ad hoc</em> da formare all&#8217;interno dell&#8217;azienda, anche attraverso tirocini che si concludano con un&#8217;assunzione stabile. Paparelli ha poi evidenziato che il Programma regionale prevede un miglioramento del sistema dei finanziamenti, con misure ove possibile a sportello e non più attraverso bandi, annunciando inoltre che nei prossimi mesi si procederà alla stesura di un disegno di legge regionale di sistema sulle politiche attive del lavoro.</p>
<p><b>No al reddito di cittadinanza &#8211; </b>L&#8217;assessore spiega anche la scelta di non includere nel programma una qualche forma di reddito di cittadinanza, nonostante tale ipotesi fosse stata paventata nei mesi scorsi: &#8220;Il cosiddetto reddito di cittadinanza, termine che alcuni utilizzano come slogan, è una spesa generalizzata e passiva, slegata dalla concreta attitudine dei beneficiari al lavoro. Abbiamo perciò scelto di privilegiare un sostegno attivo rivolto a quei soggetti bisognosi (ad esempio chi ha figli a carico) che, diversamente, dimostrano una reale volontà nella ricerca dell’occupazione&#8221;.</p>
<p><b>Una “rivoluzione copernicana” &#8211; </b>Lo stesso assessore si preoccupa poi di descrivere le novità portate dalla riforma, a cominciare da quelle riguardanti i Centri per l’impiego: “Si tratterà di un sistema maggiormente innovativo, anche da un punto di vista della strumentazione tecnologica, e più orientato al mondo delle imprese. Intendiamo superare definitivamente un modello datato e inefficace che risale agli anni Novanta”. Inoltre la riqualificazione delle agenzie formative, la lotta alla dispersione scolastica, l’adozione di misure regionali per l’inserimento attivo in stretta integrazione con quelle previste dal Ministero del Lavoro sono tutti strumenti che secondo il vice presidente della Giunta porteranno ad una vera e propria &#8220;rivoluzione copernicana&#8221; delle politiche attive del lavoro in Umbria.</p>
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		<title>Regione, presidente Marini e assessori illustrano risultati e impegni: dal 2015 segnali di fiducia</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 16:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;anno che si chiude mostra finalmente segni evidenti di ripresa dell&#8217;economia nella nostra regione. Ora siamo chiamati ad un impegno forte affinché questa crescita si rafforzi, soprattutto in direzione di nuovo lavoro e per il calo della disoccupazione. È quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno, svoltasi nella sala Giunta di Palazzo Donini, a Perugia, presenti il vice presidente dell&#8217;esecutivo, Fabio Paparelli, e gli assessori regionali Fernanda Cecchini, Luca Barberini, Antonio Bartolini e Giuseppe Chianella. Nell&#8217;illustrare l&#8217;attività di governo svolta dalla Giunta regionale, la presidente Marini ha ricordato come questo esecutivo sia stato in parte rinnovato in occasione delle elezioni regionali dello scorso mese di maggio.  Il 2015  ha affermato Marini  ci consegna segnali di fiducia. Per quanto riguarda l&#8217;azione di governo della Giunta regionale, l&#8217;obiettivo principale che vogliamo perseguire è determinare le condizioni affinché i cittadini, i lavoratori, le imprese possano tornare a vivere un clima di maggiore serenità. Resta, inoltre, il nostro impegno  come è avvenuto in tutti gli anni della precedente legislatura  a non agire sulla leva fiscale regionale, pur continuando a garantire un sistema di welfare elevato e di qualità.</p>
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		<title>Rapporto Ires: In Umbria cala la disoccupazione del 10 per cento, ma la Cgil frena, una ripresa solo sulla carta</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Nov 2015 00:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La ripresa che i numeri contenuti nel rapporto Ires descrivono è purtroppo una ripresa più visibile sulla carta che nella realtà. Realtà che è ancora fatta di quasi 200 aziende umbre in crisi, come descritte nella nostra mappa  e di 80mila persone che rientrano, a vario titolo, tra coloro che hanno bisogno di un lavoro. Inoltre, anche gli stessi dati positivi rilevati nello studio dimostrano come gli elementi di crescita siano dovuti a fattori esogeni, quali il basso costo del petrolio, i bassi tassi di interesse e gli incentivi alle assunzioni elargiti dal governo nazionale. Incentivi che peraltro, già dal prossimo anno saranno ridotti del 50% per poi cessare completamente. Per questo serve ora e subito un intervento delle politiche regionali in grado di sfruttare questi fattori esterni, avendo come obiettivo fondamentale una vera e strutturata ripresa dell’occupazione, che sia però occupazione di qualità. Per questo la nostra azione, a partire dall’iniziativa del 27 novembre nella quale insieme a Cisl e Uil e ai tre segretari nazionali incontreremo centinaia di lavoratrici e lavoratori al centro congressi Capitini di Perugia &#8211; mirerà alla costruzione di una proposta per l’Umbria che parta da due capisaldi: sicurezza sul lavoro e legalità. Siamo ancora tra le prime regioni in Italia per mortalità sul lavoro e siamo una regione che in questi lunghi anni di crisi ha subito un’aggressione da parte di soggetti portatori di economia illegale e mafiosa. La vicenda Gesenu è solo la punta dell’iceberg di una situazione che da tempo come Cgil denunciamo e sulla quale è indispensabile rapidamente costruire un fronte comune di Resistenza civile nel rispetto dei valori fondanti della nostra regione.</p>
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		<title>Migranti e famiglie in difficoltà, due pesi e due misure</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2015 14:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “L&#8217;Umbria si sta preparando ad accogliere altri 30 migranti, in obbedienza alle disposizioni del ministro dell&#8217;Interno. Altri 30 profughi per lo più eritrei, marocchini e sudanesi, con il seguito che tutto ciò comporta: usufruiranno di agevolazioni e di servizi gratuiti che invece ai nostri concittadini sono negati o a pagamento.Come è nella politica del Governo centrale si utilizzeranno, ancora una volta, due pesi e due misure, in pieno rispetto della &#8216;politica dell&#8217;invasione&#8217;”. Lo rilevano i consiglieri regionali della Lega Nord Emanuele Fiorini e Valerio Mancini. “Purtroppo – sottolineano &#8211; le favole raccontate dal presidente del Consiglio Matteo Renzi non producono posti di lavoro, anzi la crisi economica in Umbria è sempre più forte. Nei giorni scorsi la stampa locale ha puntato l&#8217;attenzione su 200 famiglie tuderti che vivono in piena emergenza povertà. A tal proposito ci domandiamo se viene attuato lo stesso sforzo economico e la stessa solidarietà nei confronti delle famiglie di Todi e di tutti quei cittadini italiani in difficoltà. La risposta – continuano Fiorini e Mancini &#8211; tutti la sanno e nessuno la vuol dire perché è scomoda. Siamo alla follìa, molti Comuni italiani non riescono a garantire i diritti minimi alle fasce deboli a causa dei tagli da Roma che scaricano la spending review sui territori e spesso l&#8217;unico pensiero del ministro dell&#8217;Interno e dell&#8217;invasione Angelino Alfano è quello di non far mancare sussidi alle cooperative che si occupano di accoglienza. Ancora una volta, e non ci stancheremo mai di dirlo, la Lega Nord chiede ed esige un&#8217;equa ripartizione delle risorse. Anche le famiglie italiane hanno le loro emergenze: si chiamano disoccupazione e precarietà”.</p>
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		<title>Istat, disoccupazione in Umbria sotto il 10% </title>
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		<pubDate>Tue, 01 Sep 2015 18:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> In Umbria il tasso di disoccupazione torna ad essere ad una cifra e va sotto il 10 per cento. Io ho avuto sempre fiducia sulla capacità dell&#8217;Umbria, e del sistema delle imprese, di tornare a crescere. Ora occorre proseguire con azioni che aiutino il consolidamento ed il potenziamento della ripresa. È quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, oggi a Lussemburgo con una delegazione del Comitato delle Regioni dell&#8217;Unione Europea alla BEI (Banca europea degli investimenti) per un confronto sulle opportunità di finanza per gli investimenti locali e regionali, con particolare riferimento sia agli investimenti pubblici sia a quelli privati delle imprese. Questi dati  afferma Marini  non solo ci indicano che c&#8217;è una inversione di tendenza per il Paese, ma testimoniano come vi siano anche per l&#8217;Umbria effetti positivi che fanno scendere il tasso di disoccupazione al 9,8 per cento, mentre aumenta al 63 per cento (rispetto al 60,3 per cento dell&#8217;anno precedente) il tasso di occupazione. Dati che dimostrano, inoltre, come l&#8217;Umbria resti agganciata alle Regioni del Centro-nord tantè che la crescita registrata nella regione, + 2,7 per cento, è la più marcata del Paese e ben superiore alla media nazionale. Ho sempre avuto fiducia  ha aggiunto la presidente &#8211; soprattutto nello sforzo delle imprese umbre che in questi anni hanno investito in innovazione e ricerca, e anche negli effetti positivi delle nuove regole del mercato del lavoro. Fattori che avrebbero contribuito significativamente nel determinare una inversione della tendenza negativa che vi è stata invece negli ultimi anni. E continuo ad aver fiducia perché in Umbria cè un sistema di imprese dinamico e al tempo stesso siamo una regione con i conti pubblici in ordine e spesa sotto controllo, come in sanità e nella gestione delle risorse comunitarie. Ora occorre irrobustire questa ripresa, potenziarla e consolidarla. E in questa direzione stanno già andando le misure della nuova programmazione comunitaria 2014-2020. Personalmente, insieme alla Giunta regionale, mi sento fortemente impegnata per azioni che favoriscano il più possibile loccupazione giovanile, a favore della quale  ha concluso Marini &#8211; adotteremo delle misure straordinarie di carattere regionale.</p>
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		<title>Centri per l&#8217;impiego presi d&#8217;assalto dai precari della scuola</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 13:53:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>  Una lunga fila, formata perlopiù da precari della scuola, sta attendendo il proprio turno davanti ai Centri per l&#8217;impiego della Provincia di Perugia per presentare la domanda Naspi 2015, il sussidio di disoccupazione universale che ha sostituito dal 1° maggio 2015 l&#8217;assegno unico di disoccupazione introdotto dalla Riforma Fornero. A Perugia alle ore 11.00 i numeri distribuiti avevano raggiunto quota 250, tanto che gli operatori sono stati costretti a chiudere l’accesso per evadere le richieste. Questa situazione si ripeterà nei prossimi due giorni e per una sola categoria di lavoratori. Tale afflusso, sebbene eccezionale, in realtà non si discosta molto da quanto abitualmente si verifica nei Centri per l’Impiego di Perugia, Foligno e Città di Castello, e negli Sportelli provinciali decentrati del lavoro. Nel solo Centro per l’Impiego del capoluogo umbro sono infatti duecento gli utenti mediamente accolti ogni giorno dagli operatori provinciali. Se si sommano i servizi amministrativi, l&#8217;orientamento, la mediazione e il sostegno alle fasce deboli nel solo 2014 gli uffici del lavoro della Provincia di Perugia hanno erogato complessivamente 133.570 servizi. Senza tener conto del progetto “Garanzia Giovani” che da un anno a questa parte vede impegnato il personale addetto.</p>
<p><strong>Un anno di servizi.</strong> A tal riguardo sono stati appena resi noti i numeri relativi ai primi dodici mesi di attivazione del progetto. In questo arco temporale gli Sportelli di Perugia, Foligno, Città di Castello, Gubbio e Gualdo Tadino hanno fissato oltre 10.000 appuntamenti, ai quali si sono presentati 6.804 soggetti, 6.393 dei quali sono stati presi in carico. Tradotto in misure assegnate, si tratta di 2.411 tirocini, 2.511 voucher, 409 servizi civili, 406 reinserimenti in percorsi formativi per giovani tra i 15 e i 18 anni, 62 accompagnamenti al lavoro (destinati a salire al termine dei tirocini e dei voucher), 21 sostegni all&#8217;autoimprenditorialità e 33 progetti Eures. Per un totale di 5.853 misure complessivamente messe in atto. Parallelamente a tutto ciò, si ricorda, che presso i servizi per il lavoro della Provincia di Perugia è in atto uno stato di agitazione dei dipendenti, in attesa di “una convocazione immediata da parte della Regione” per affrontare la situazione di incertezza che interessa il settore.</p>
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		<title>Truffa all&#8217;Inps e immigrazione clandestina, 46 denunce</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2015 08:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sono ben 46 le persone denunciate alla Procura di Perugia dal Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, tutte con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e truffe agli istituti previdenziali. Le indagini, condotte dal Nucleo comandato dal luogotenente Angelo Borsellini, alle dipendenze funzionali della Direzione territoriale del Lavoro dell’Umbria (diretta dal dottor Sabatino Chelli), ha portato alla ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/truffa-allinps-e-immigrazione-clandestina-46-denunce/">Truffa all&#8217;Inps e immigrazione clandestina, 46 denunce</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Sono ben 46 le persone denunciate alla Procura di Perugia dal Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, tutte con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e truffe agli istituti previdenziali. Le indagini, condotte dal Nucleo comandato dal luogotenente Angelo Borsellini, alle dipendenze funzionali della Direzione territoriale del Lavoro dell’Umbria (diretta dal dottor Sabatino Chelli), ha portato alla luce ben 46 posizioni di finti rapporti di lavoro, finalizzati a creare false posizioni previdenziali e assicurative in favore di cittadini extracomunitari. Tutti e 46 i denunciati sono residenti nella provincia di Perugia.</p>
<p>L’indagine ha avuto spunto da una segnalazione effettuata dallo Sportello unico per l’Immigrazione presso l’Utg del capoluogo umbro, che ha rilevato alcune incongruenze sulle istanze, presentate da alcuni studenti stranieri, per ottenere la conversione del proprio permesso di soggiorno da studio a lavoro. Gli investigatori dell’Arma, di concerto con la Dtl umbra, hanno così scoperto che un cittadino marocchino trentaduenne, già titolare di una piccola impresa edile individuale, aveva utilizzato la propria ditta per simulare ben 48 rapporti di lavoro con altrettanti cittadini stranieri, tutti di origine magrebina, tranne uno di origine albanese.</p>
<p>I falsi rapporti, costituiti mediante comunicazioni telematiche alla banca dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, effettuate da professionisti risultati estranei ai fatti, sono stati poi utilizzati dai cittadini extracomunitari per ottenere fraudolentemente indennità di disoccupazione e titoli di soggiorno non dovuti. Nello specifico sono state accertate 13 truffe ai danni dell’Inps (di cui una sventata dall’intervento ispettivo), per un importo complessivo di circa 68 mila euro di indennità di disoccupazione fraudolentemente ottenuta.<br />
Sul versante dell’immigrazione clandestina, sono state accertate in Questura ben 29 pratiche di rinnovo di permessi di soggiorno, tutte fraudolentemente motivate dal finto rapporto di lavoro. Otto, invece, sono le pratiche di conversione del permesso di soggiorno da studio a lavoro, che sono state bloccate presso la medesima Questura. Da annoverare, inoltre, anche il tentativo, da parte di due falsi lavoratori, di ottenere una misura alternativa alla detenzione, a seguito delle rispettive istanze da essi presentate presso il Tribunale di Sorveglianza, proprio basate sul finto impegno lavorativo, entrambe rigettate dall’Autorità Giudiziaria, anche a seguito della tempestiva segnalazione dello stesso Nucleo dell’Arma.</p>
<p>I reati contestati vanno dalla truffa aggravata e continuata, alla contraffazione di documenti di soggiorno, favoreggiamento alla permanenza all’immigrazione clandestina al fine di lucro e falso. L’attività investigativa ha permesso di scoprire che la ditta in questione era di fatto inesistente e priva di qualsiasi bene immobile e strumentale, e che la sua attività era di fatto cessata già da diversi anni. L’impresa era stata però mantenuta formalmente attiva, solo per perseguire illeciti profitti, considerato che le indagini hanno evidenziato (almeno in un caso) un tariffario di 500 € per ogni falsa pratica di assunzione.</p>
<p>Lo specifico fenomeno della costituzione di falsi rapporti di lavoro finalizzati alla commissione di truffe ai danni dell’Inps e all’immigrazione clandestina è particolarmente seguito dallo speciale Reparto dell’Arma perugino, anche in collaborazione con la Questura, lo Sportello Unico per l’Immigrazione e le sedi Inps competenti per territorio, portando, già nel corso del primo quadrimestre del 2015, al deferimento di 59 persone.</p>
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		<title>Giovani e lavoro, finanziati oltre 800 tirocini per laureati</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 10:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, ha incrementato di ulteriori 3 milioni di euro la dotazione finanziaria del bando “Well 30”, Work Experience Laureate e Laureati, finalizzato alla realizzazione di tirocini formativi per l’inserimento o il reinserimento lavorativo di laureati/e disoccupati, residenti in Umbria, che hanno compiuto 30 anni di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, ha incrementato di ulteriori 3 milioni di euro la dotazione finanziaria del bando “Well 30”, Work Experience Laureate e Laureati, finalizzato alla realizzazione di tirocini formativi per l’inserimento o il reinserimento lavorativo di laureati/e disoccupati, residenti in Umbria, che hanno compiuto 30 anni di età.</p>
<p><strong>L&#8217;intervento</strong> &#8211; “Le risorse aggiuntive, che portano la dotazione complessiva dell’intervento a 4 milioni di euro – ha spiegato Riommi -, consentono di finanziare tutte le domande ammesse a contributo.   Saranno oltre 800 i laureati che svolgeranno un tirocinio della durata di sei mesi presso un soggetto ospitante privato, percependo una indennità di partecipazione di 800 euro mensili. Al termine dell’esperienza formativa, se l’impresa è interessata, potrà procedere all’assunzione beneficiando di un incentivo fino a 6 mila euro. L’alto numero di domande presentate testimonia il forte interesse per questa misura che si propone di ridurre la disoccupazione e di promuovere la qualificazione dell’occupazione di laureati e laureate, innalzando al contempo la qualità dell’inserimento lavorativo.</p>
<p><strong>Laureati e disoccupati</strong> &#8211; L’intervento  ha un notevole impatto strategico sul sistema occupazionale umbro – ha aggiunto l’assessore, anche in considerazione dell’elevato livello di istruzione posseduto dai beneficiari e dei positivi esiti occupazionali registrati al termine della precedente edizione di Well. Il provvedimento – ha concluso Riommi &#8211;  è rivolto a quei giovani disoccupati che, per cause anagrafiche, sono esclusi  dal campo di intervento della Garanzia Giovani”.</p>
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		<title>Cesare Damiano a Perugia: “Il Jobs Act nuovo paradigma”</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Mar 2015 17:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Cala la disoccupazione in Italia: il tasso scende al 12,6% nel mese di gennaio. Si tratta di un dato positivo visto che l&#8217;Italia era reduce da un tasso di disoccupazione del 12,9% nell’ultimo mese dello scorso anno. Commenti positivi arrivano, per la nostra regione anche da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, che ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
Cala la disoccupazione in Italia: il tasso scende al 12,6% nel mese di gennaio. Si tratta di un dato positivo visto che l&#8217;Italia era reduce da un tasso di disoccupazione del 12,9% nell’ultimo mese dello scorso anno. Commenti positivi arrivano, per la nostra regione anche da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, che ha incontrato, insieme alla vicepresidente  Renata Polverini la presidente Catiuscia Marini e i membri di Giunta.</p>
<p><strong>Una svolta.</strong> “Segnali incoraggianti – ha detto” dai dati odierni dell’Istat sul calo della disoccupazione speriamo in “una svolta: ci aspettiamo che il 2015 dia un po&#8217; di speranza. Per avere più occupazione bisogna avere più sviluppo e investimenti: c’è una parte che compete allo Stato e all’Europa, una parte che compete alle imprese”.</p>
<p><strong>Jobs Act.</strong> Damiano è tornato anche sui temi del Jobs act, definendolo “un nuovo paradigma: diminuiamo le tutele nel posto di lavoro, il vecchio articolo 18 non c’è più se non per rari casi di reintegro. Allora bisogna che come compenso ci sia una protezione vera nel momento della disoccupazione e un vero disboscamento delle forme di lavoro più precarie. Inoltre, quando scommettiamo sul contratto a tutele crescenti, giustamente lo incentiviamo. Non va bene &#8211; ha però osservato &#8211; che l’incentivo duri solo per gli assunti nel 2015: bisogna che duri anche negli anni successivi”.<br />
La Polverini e la manifestazione di Roma. “Non ci riconosciamo in ciò che abbiamo visto sabato scorso a Piazza del Popolo – ha detto &#8211; : un linguaggio troppo duro, un comportamento troppo estremo. Mi pare che la Lega stia andando ad una deriva eccessivamente a destra, e quindi è la Lega che deve ritrovare se stessa”. Inoltre Polverini ha sottolineato che “Berlusconi anche ieri ha ribadito la necessità di ritrovare una comunità d&#8217;intenti con tutti coloro che hanno fatto parte del Pdl, e quindi certamente anche con il Nuovo centrodestra di Alfano”.</p>
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		<title>Umbria: la ripresa non c&#8217;è, le condizioni peggiorano</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 15:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Anche in Umbria gli effetti della crisi continuano a dispiegarsi i tutta la loro virulenza: aumento dei disoccupati, rilevanza più consistente del precariato e calo dei consumi.</p>
<p><strong>I dati</strong> &#8211; L’ultima conferma ci viene dal rapporto Istat che ha analizzato il II trimestre 2014 confrontato con il II del 2013: nella nostra regione il tasso di disoccupazione passa dal 10,1 al 10,7 %. Le persone in cerca di occupazione passano da 40.000 a 43.000.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>La Cgil</strong> &#8211; &#8220;Se pensiamo al fatto che tradizionalmente il II trimestre dell’anno è quello nel quale l’occupazione è più alta &#8211; dicono Mario Bravi e Giuliana Renelli di Cgil Umbria &#8211; soprattutto in relazione alla stagionalità in agricoltura e non solo, siamo in grado di affermare che già oggi l’Umbria ha un tasso di disoccupazione attorno al 12% , basta pensare che solo in un giorno (il 12 di ottobre) 600 lavoratori ex Merloni sono passati da occupati a disoccupati&#8221;.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Drastica riduzione ammortizzatori social</strong>i &#8211; Il rapporto Istat conferma le valutazioni della CGIL Umbria sul fatto che non c’è un pavimento certo dal quale ripartire, si sprofonda sempre di più nella precarietà e nell’incertezza. &#8220;Nel momento in cui occorrerebbe un aumento delle protezioni sociali &#8211; continuano dal sindacato &#8211;  ci troviamo, al contrario, di fronte ad una drastica riduzione dei periodi di copertura degli ammortizzatori sociali, con la conseguenza di migliaia di licenziamenti dietro l’angolo. Lanciamo l’allarme: mancano almeno 20.000.000 di euro per garantire la continuità dei rapporti di lavoro. Se vogliamo evitare che nei prossimi rapporti Istat il numero dei disoccupati schizzi ancora più in alto occorre finalizzare le risorse pubbliche agli investimenti e alla creazione di lavoro&#8221;.</p>
<p class="western" align="justify"><strong>Verso lo sciopero</strong> &#8211; Per questo la Cgil chiede risposte urgenti alla vertenza Umbria con oltre 160 crisi aziendali, una modifica profonda delle politiche economico-sociali e risposte, certe, al Piano Lavoro della Cgil. Questi i motivi che vedranno scendere in piazza Cgil e Uil il prossimo 12 dicembre.</p>
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		<title>L&#8217;Umbria senza lavoro, ad ottobre oltre 25 mila cassintegrati</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Nov 2014 17:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[cassintegrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> I dati dell’osservatorio nazionale della CGIL relativi al mese di ottobre confermano che la crisi si allarga e si approfondisce con l’aumento delle richieste di cassa integrazione (+13%) e con la diminuzione drastica delle risorse a disposizione. Diminuisce la produzione industriale (-2%) senza che questo Governo e i suoi Ministri siano in grado di mettere in ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/lumbria-senza-lavoro-ad-ottobre-oltre-25-mila-cassintegrati/">L&#8217;Umbria senza lavoro, ad ottobre oltre 25 mila cassintegrati</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> I dati dell’osservatorio nazionale della CGIL relativi al mese di ottobre confermano che la crisi si allarga e si approfondisce con l’aumento delle richieste di cassa integrazione (+13%) e con la diminuzione drastica delle risorse a disposizione. Diminuisce la produzione industriale (-2%) senza che questo Governo e i suoi Ministri siano in grado di mettere in campo una politica industriale degna di questo nome, come dimostrano le vertenze AST, Merloni e Polo chimico.</p>
<p><strong>Situazione insostenibile</strong> &#8211; &#8220;Quindi non c’è da meravigliarsi &#8211; scrive in una nota la Cgil &#8211; nonostante il profluvio di tweet per attaccare il sindacato, se anche in Umbria il governo Renzi non ha il consenso della maggioranza delle persone che lavorano, mentre di giorno in giorno crescono i consensi allo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil per il 12 dicembre. Abbiamo un Governo prono ai voleri di Confindustria e sordo alle esigenze e ai problemi dei lavoratori. La vicenda della cassa integrazione e degli ammortizzatori sociali ne è un’ulteriore dimostrazione. In Umbria i cassintegrati ad ottobre sono 25.139, dei quali 14.157 nella cassa in deroga, e con oltre 13mila lavoratori senza coperture e ritardi nei pagamenti che ormai superano i 7 mesi. E’ una situazione insostenibile&#8221;.</p>
<p><strong>I dati</strong> &#8211; &#8220;Ed è un’ulteriore dimostrazione della latitanza di questo Governo, di fronte ad una crisi che non vede una via d’uscita. In Umbria ce lo dicono anche i dati relativi alle aziende coinvolte ai processi di CIG che passano in un anno da 80 a 83, con 56 aziende coinvolte in crisi aziendali e con i concordati preventivi che passano da 7 a 9, i contratti di solidarietà da 9 a 13, e le aziende coinvolte in processi di ristrutturazione del settore editoriale che passano da 0 a 2. Tutto questo esige un cambiamento vero che presuppone mobilitazione, lotta e proposta. E quindi è centrale lo sciopero del 12 dicembre e l’esigenza di ripartire il confronto per realizzare una politica economica e sociale alternativa basata su un piano del lavoro per l’Umbria e per l’Italia&#8221;.</p>
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