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	<title>Perugia Online &#187; economia</title>
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		<title>Per una storia imprenditoriale in piena pandemia</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 13:05:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Pazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[centro storico]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Oltre duemila positivi al Covid (2089): con questa incidenza Perugia ha raggiunto, il 17 febbraio scorso, il picco della terza ondata, poco dopo che, con l’Ordinanza regionale n. 14 del 6 febbraio, la provincia di Perugia entrava ufficialmente in ‘fascia rossa’. A distanza di un mese e mezzo la situazione è decisamente migliorata. Gli attualmente positivi sono, infatti, 483. Si registra, pertanto, una contrazione di almeno quattro volte rispetto ai dati di febbraio.</p>
<p>Ma non è di dati che intendiamo parlare. Oggi raccontiamo la storia di una imprenditrice quarantenne, Simona Giurgila, che, nel pieno della terza ondata di pandemia, ha deciso di trasferire il suo negozio di abbigliamento da via Baglioni, a Perugia, in via Mazzini, nel cuore del capoluogo umbro.</p>
<p>Lo ha fatto, ricalibrando gli spazi di un negozio chiuso, in pieno centro, come molti altri. Lo ha fatto, studiando gli interni, distribuendo i capi di abbigliamento su due livelli, impreziosendo le pareti di specchi che dilatano l’ambiente, di accessori, di cornici. Lo ha fatto, non da ultimo, seguendo il know-how dei negozi Dándara in tutta Europa: ricreare, attraverso il sapiente uso dello spazio, un ambiente confortevole e intimo, in cui le clienti possano prendersi cura di sé. Un brand spagnolo, questo, leader nel settore della moda e destinato a donne dalla visione indipendente, che amano le collezioni al contempo <em>à la page</em> e connotate da una bellezza fuori dal tempo. Un brand che crede nel ‘ben vestire’, nel potere del segno e del disegno, della qualità e della versatilità. Un brand che utilizza le migliori materie prime per la confezione degli indumenti, che avviene direttamente in Spagna, senza il decentramento delle attività produttive.</p>
<p>La storia di Simona Giurgila, però, parte da più lontano. Precisamente da una città del nord della Romania, Adjudeni, nel 2001, quando l’imprenditrice, allora ventenne, decide di partire alla volta dell’Italia per mettersi in gioco. Approda dapprima a Verona, dove per dieci anni lavora nel settore della moda: durante questo periodo continua a dividersi tra Italia e Romania – che, nel frattempo, nel 2007 era entrata a far parte dell’UE – e qui, nella sua terra natìa, consegue anche la laurea in <em>Scienze sociali e politiche</em>.</p>
<p>A Perugia la conduce l’amore, ma anche una mai sopita passione per il suo lavoro e una fede assoluta nelle sue capacità aziendali e imprenditoriali. Un messaggio forte, il suo, e destinato a tutti i commercianti del centro storico perugino, e non solo. Una storia degna di nota e intrisa di coraggio, passione e dedizione, che abbiamo deciso di raccontare, cedendo direttamente la parola alla nostra intervistata.</p>
<p><strong>Nel pieno della terza ondata di pandemia, e, più precisamente, nel periodo in cui la provincia di Perugia si trovava in ‘fascia rossa’, decidi di trasferire il tuo negozio di abbigliamento da via Baglioni, a Perugia, in via Mazzini, in una sede ancora più centrale, a due passi dal corso principale del capoluogo umbro, corso Vannucci. Cosa ti ha indotto a prendere una decisione così coraggiosa in un momento di emergenza sanitaria come questo? </strong><strong> </strong></p>
<p>«L’idea nasce dalle difficoltà dipese dalla situazione difficile che stiamo attraversando in questo particolare periodo storico, situazione che a me, personalmente, ha portato a rimettermi in discussione. Non potevo, infatti, stare ad attendere che un mio sogno imprenditoriale potesse finire senza essere prima realizzato.</p>
<p>Per questo, ho cercato di rivedere tutte le mie possibilità per far fronte a questa crisi economica e al contempo sociale. Così ho deciso di puntare, per il mio negozio di abbigliamento, su una posizione centrale, con una vetrina molto preziosa come poteva essere quella di via Mazzini. Ho trovato in questo mio spostamento nuovi stimoli, nuovi orizzonti, consapevole che tutto questo disagio legato alla pandemia prima o poi finirà, che ci sarà un periodo di assestamento, come ci insegna la storia. Periodo di assestamento cui seguirà un ritorno alla vita, durante il quale tutti torneremo a colmare le mancanze, forse più motivati rispetto a prima. In questo periodo abbiamo certamente capito quanto possiamo diventare vulnerabili e che nulla ci appartiene veramente: tutto ciò che abbiamo è solo un dono da coltivare. Per me è importante dare un contributo alla ‘mia’ città di Perugia, proprio fondando questo piccolo angolo di bellezza, un angolo che possa donare sorrisi e felicità alle mie clienti e alla loro femminilità e che possa in futuro creare nuove proposte di lavoro. Sono stata coraggiosa, sì, ma anche consapevole che non dipende tutto da me. Nonostante io sappia che con le azioni e la costanza le cose e le situazioni possono cambiare. Per questo il 1^ marzo scorso ho aperto al pubblico il nuovo locale Dándara. Desidero festeggiare insieme alle clienti in futuro, magari con una inaugurazione del negozio, chiaramente aspettando che il nuovo DPCM lo consenta».</p>
<p><strong>Nel 2013, quando ti eri da poco trasferita, per amore, a Perugia da Verona e dopo aver dato alla luce tuo figlio, Enrico, decidi, da mamma imprenditrice, di prendere un volo per Madrid per conoscere da vicino, in esclusiva in Italia, un brand spagnolo, Dándara, la cui etichetta, unica, è stata approvata dalla Confederación Moda España. Raccontaci questo segmento della tua storia imprenditoriale e spiegaci le ragioni che ti hanno persuasa di scegliere proprio questo marchio di abbigliamento, aprendo, nel mese di giugno del 2017, il primo negozio Dándara in Italia… </strong><strong> </strong></p>
<p>«Dándara è stata una sorpresa per me: è stato amore a prima vista. Mi sono innamorata di questo brand e del prodotto, perché rispecchia molto la mia persona e anche per la creatività dei tessuti e per il loro taglio sartoriale. Questi capi d’abbigliamento mi hanno fatto pensare a mia madre, una sarta certosina, attenta. appassionata, e alla cura particolare per i dettagli. Ho deciso, così, di immettere nel mercato italiano un prodotto di qualità a prezzo giusto per tutte le tasche e per tutte le taglie: Dándara, infatti, veste la donna in tutte le sue forme, dalle taglie piccole a quelle più grandi. E questa per me ha rappresentato un’ottima motivazione per iniziare questa nuova avventura…».</p>
<p><strong>La tua propensione all’imprenditorialità si origina, però, anni prima, quando hai avuto la fortuna e la tenacia, la determinazione di lavorare nel settore della moda a Verona per un brand affermato e ricoprendo un incarico manageriale. Hai vissuto e lavorato nella città di Romeo e Giulietta per circa dieci anni prima di trasferirti a Perugia. Verona, la città dove hai scoperto la tua vocazione per il commercio nel settore dell’abbigliamento, e Perugia, la città dove ti sei rimessa in gioco, scommettendo di nuovo sulle tue qualità aziendali: mettiamo a confronto questi due luoghi per quanto concerne il tuo lavoro… </strong></p>
<p>«La scelta di lavorare in proprio, diventando così imprenditrice, nasce da un forte desiderio di creare un qualcosa che rispecchiasse il mio modo di essere, dandomi così la possibilità di mettere in pratica l’esperienza da me acquisita in passato, quando lavoravo nel settore della moda per un’importante azienda veronese, a cui devo molto dal punto di vista sia della mia formazione che lavorativo. Ho avuto modo di scoprire, infatti, qualità di me che non pensavo di avere: riconoscere le opportunità e mettere a fuoco elementi quali coraggio, ricerca, impegno, costanza e dedizione. Nasce così il mio progetto, da una ricerca dettagliata e da un incontro, a Madrid, con la casa-madre: ho ideato insieme a loro un piano d’azione e poi fondato il primo punto vendita Dándara in Italia, in esclusiva a Perugia, nel 2017, gettando le basi per uno sviluppo futuro nell’alveo di una catena di negozi in franchising. Se a Verona ho posto le prime basi della mia formazione professionale, a Perugia continuo a farlo mettendo in pratica le mie conoscenze. Incredibile come il pensiero crei azioni e come le azioni, a loro volta, creino poi concretezza…».</p>
<p><strong>In fondo, in Umbria ti senti a casa, e, quando avverti un po’ di nostalgia per la tua terra natìa, ti basta andare in Valnerina, dove puoi ‘ritrovare’ i tuoi amati Carpazi, raffigurandoteli nei rilievi di questa porzione di terra immersa nel cuore verde d’Italia. Prima di arrivare a Perugia, infatti, e ancora prima di approdare a Verona, il tuo viaggio, insieme fisico e paradigmatico, parte dalla Romania, e più precisamente dal Nord della Romania, da Adjudeni, tua città d’origine. Parti, quindi, dalla Romania nel 2001, con le idee poco chiare di una ventenne che aveva, però, voglia di mettersi in gioco. Di uscire fuori dal guscio e da un sistema autoritario nel quale questa giovane era cresciuta, ma di cui non conosceva l’alternativa, la possibilità <em>altra</em>. Torni, poi, in Romania dopo il 2007, quando questo Stato è entrato a far parte dell’Unione Europea e qui consegui la laurea in <em>Scienze sociali e politiche</em>, proprio mentre continui a lavorare a Verona: ti dividi, per questo, tra il tuo lavoro in Italia, e gli esami da sostenere nel tuo Paese natale, dove intendi inizialmente rimanere. Cos’è cambiato, poi?  </strong><strong> </strong></p>
<p>«Sì, posso dire che a Perugia ho trovato un punto fermo: qui ho scelto di vivere, qui mi sento a casa, qui ho vicino a me le persone che mi scaldano il cuore, come la mia famiglia, composta da mio marito e da mio figlio. Sto bene qui: ho percepito accoglienza e affetto anche da parte della comunità, ho conosciuto persone speciali, stretto amicizie importanti… Come si fa a non amare una terra così piena di tradizioni e di cultura? Paragono sempre la Valnerina ai miei amati Carpazi: provengo da una terra molto simile, da un paese di campagna che si chiama Adjudeni e che si trova nel nord della Romania. Certo in questo angolino di mondo ho coltivato i miei valori: è da qui che ho avuto la spinta per poi intraprendere un volo così importante lontano dalla mia terra. Ho conseguito la laurea in Romania mentre lavoravo in Italia. Poi è cambiato tutto: sono nuovamente tornata in Italia, ma, stavolta, con le idee chiare e con la voglia di rimanerci…».</p>
<p><strong>Qual è, in chiusa, il messaggio che vuoi trasmettere ai piccoli imprenditori e ai tuoi colleghi commercianti del centro storico perugino, anche grazie alla testimonianza della tua storia e alla metafora del tuo viaggio? </strong></p>
<p>«Il mio messaggio è semplice, ma sentito: vorrei dire a tutti i miei colleghi commercianti di tenere duro. Le cose belle accadono sempre. E questa pandemia finirà. Ho deciso di dare la mia testimonianza per dare un segno di solidarietà ai miei colleghi di avventura, commercianti come me: il centro storico di Perugia tornerà a splendere. Da parte mia, farò la mia parte e darò il mio contributo: questo lo devo a mio figlio, che è nato proprio a Perugia».</p>
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		<title>L&#8217;allarme della Cna: &#8220;Negli ultimi dieci anni l’Umbria ha perso il 14,6% del Pil&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 13:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[CNA]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Un patto per l’innovazione e la giustizia sociale in Umbria, perché se è vero che la ripresa è in atto, per tornare ai livelli pre-crisi ci vorranno anni. Troppi se pensiamo che in gioco c’è la tenuta sociale della regione&#8221;. Renato Cesca, presidente di Cna Umbria, commenta così il quadro emerso dall’indagine presentata questa mattina alla stampa. La ricerca, condotta in collaborazione con il centro studi Sintesi, ha indagato gli effetti di 10 anni di crisi in Umbria.</p>
<p>“I risultati dello studio – ha proseguito Cesca -, con la consueta crudezza dei numeri, ci dicono che è il momento per provare a riannodare i fili di una società completamente trasformata, cercando di creare un nuovo senso di comunità, un primo passo per ridefinire una nuova identità della nostra regione quale passaggio imprescindibile per creare un nuovo modello di sviluppo. Ecco perché secondo noi occorre un patto per l’innovazione e la giustizia sociale in Umbria, puntando sull’innovazione delle imprese, sulle competenze professionali, sulle infrastrutture, creando opportunità per i giovani e portando avanti la lotta alle povertà, perché le eccessive disuguaglianze possono facilmente trasformarsi in ingiustizie sociali. Non tutti i problemi si possono risolvere a livello locale, ma molto spesso le soluzioni arrivano dal territorio” partendo dal basso, dai problemi reali delle imprese, dei lavoratori, dei giovani e delle famiglie”.</p>
<p>La ricerca, illustrata da Alberto Cestari del centro studi Sintesi, ha messo in evidenza che negli ultimi dieci anni l’Umbria ha perso il 14,6% del PIL, il 35% degli investimenti e l’8% dei consumi. Sul fronte occupazionale si devono recuperare ancora circa 7mila posti di lavoro, anche se la disoccupazione è aumentata di oltre 24mila unità essendosi aggiunte le persone in cerca di lavoro, soprattutto donne. “Tuttavia – ha commentato Cestari &#8211; i dati alla fine del 2014 erano molto più drammatici. A partire dal 2015 l’economia è tornata a crescere: il Pil è aumentato del 3,2% in due anni, l’occupazione ha ricominciato a salire, soprattutto lavoratori dipendenti a tempo indeterminato, il cui numero complessivo è tornato ai livelli del 2007. Riduzioni sensibili si sono registrate invece tra gli occupati a tempo determinato e soprattutto tra i lavoratori autonomi. Ciò che preoccupa di più è che negli anni della crisi l’Umbria ha perso più della media nazionale ed ora cresce meno dell’Italia”.</p>
<p>Sul versante delle imprese si sono perse oltre 3mila unità, passando dalle oltre 83mila  del 2007 alle attuali 80mila. Sono diminuite soprattutto le imprese della manifattura, delle costruzioni e dei trasporti, mentre sono aumentate sensibilmente quelle che operano nei servizi tradizionali e innovativi. Il settore più sofferente è stato quello dell’artigianato, ma in termini percentuali le imprese di grandi dimensioni sono diminuire maggiormente, registrando una riduzione del 6,8%. Infatti, dopo questo decennio terribile, le micro e piccole imprese continuano a rappresentare il 95,4% dell’imprenditoria umbra.</p>
<p>L’unico settore in cui il Pil è cresciuto costantemente è stato il turismo, che ha registrato  un +8%, facendo da volano all’aumento delle imprese di alloggio e ristorazione. Risultati eccellenti si sono avuti anche nelle esportazioni, cresciute del 38%, specialmente nei settori Made in Italy (meccanica, agroalimentare, moda e arredo casa). “Nell’economia del futuro – ha affermato Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria -, a fare la differenza saranno i saperi e l’innovazione e questi non dipendono dalla dimensione d’impresa ma dalla qualità delle persone che vi lavorano. Ecco perché secondo noi si deve puntare sulle piccole imprese, al cui interno si trovano competenze enormi. Non siamo all’anno zero, diverse cose sono state fatte bene, ma le sfide che ci attendono sono molte, a cominciare dall’integrazione tra manifattura tradizionale e digitale per riavvicinare le piccole imprese al mercato globale, dall’internazionalizzazione del territorio per incrementare il turismo, dalla velocizzazione della ricostruzione post sisma per fare ripartire l’area del cratere al più presto, senza dimenticare la creazione di nuove infrastrutture, tra cui il nodo di Perugia e il collegamento con l’alta velocità. Tante piccole imprese stanno tornando a fare investimenti &#8211; ha continuato Giannangeli -: si usino le risorse dei fondi europei per creare strumenti ad hoc per queste aziende, per troppo tempo messe in difficoltà anche dal razionamento del credito bancario. Così come per valorizzare le risorse umane riteniamo opportuno rivedere l’organizzazione e le azioni dedicate alla formazione professionale”.</p>
<p>“In questi anni &#8211; ha concluso Cesca &#8211; i piccoli imprenditori insieme ai lavoratori hanno sofferto pesantemente gli effetti di una crisi provocata da altri. Ciò nonostante l’imprenditoria diffusa è ancora un punto di forza del sistema economico regionale: basterebbe prenderne atto e fare scelte consequenziali. Purtroppo non è sempre stato così”.</p>
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		<title>La Perugina vola nel mercato italiano e nell&#8217;export</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 09:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Si è svolto ieri 22 febbraio un incontro in Confindustria a Perugia tra la RSU, le organizzazioni sindacali regionali di Flai, Fai e Uila e il management Nestlé. Erano presenti fra gli altri l’executive manager della Divisione Dolciari italiana Bruno Emmeegher e Valeria Norreri responsabile della Confectionery International Unit Buniness. La riunione era prevista dal ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Si è svolto ieri 22 febbraio un incontro in Confindustria a Perugia tra la RSU, le organizzazioni sindacali regionali di Flai, Fai e Uila e il management Nestlé. Erano presenti fra gli altri l’executive manager della Divisione Dolciari italiana Bruno Emmeegher e Valeria Norreri responsabile della Confectionery International Unit Buniness. La riunione era prevista dal Piano di Sviluppo sottoscritto lo scorso anno dove le parti hanno fissato degli appuntamenti con cadenza trimestrale al fine di analizzare l’andamento del business. Da quello che è emerso, sia in chiave italiana che per quanto concerne l’export, il 2016 ha segnato decisamente un’inversione di tendenza per quanto riguarda Perugina, anche se con tante sfaccettature.</p>
<p><strong>La crescita</strong> Dopo anni il mercato italiano, nonostante continui ad essere in perdita, registra una chiusura positiva sia in termini di crescita reale che crescita organica. La strategia per quanto riguarda i prossimi mesi è in linea con il Piano di Sviluppo: investimenti in marketing, comunicazione pubblicitaria (in queste ore sta andando in onda nuovamente la pubblicità televisiva del Tablò Perugina), passaggio di alcuni prodotti da marchio Nestlé a marchio Perugina. E quando prodotti di qualità, come quelli Perugina, sono supportati da un minimo di pubblicità si vedono i risultati: il fatturato del Tablò è cresciuto del 40%.</p>
<p><strong>L’export</strong> Per quanto riguarda l’export, la crescita è ancora più marcata, anche se parliamo di un settore in cui ancora i volumi sono ridotti. Baci Perugina, che è il brand leader per quanto riguarda l’export, è già presente in molti paesi europei ed extraeuropei, ma la concentrazione massima riguarda 5 aree strategiche: Usa, Canada (che rappresentano per il momento i due mercati principali), Brasile, Cina ed Australia. Gli investimenti in marketing pubblicitario in questi paesi sono importanti e molto forte è il richiamo che viene dato al made in Italy. In tutti questi paesi la crescita è a doppia cifra, Canada e Cina hanno registrato addirittura una crescita 2016 sul 2015 del +60%. La Rsu ha dato un giudizio positivo per quanto riguarda complessivamente l’andamento del Piano. “Ai primi investimenti a supporto dei nostri brand si evidenziano delle risposte positive. L’Italia è un mercato meno dinamico, forse anche più complesso sotto certi aspetti e aver invertito la tendenza è un segnale importante. L’export sta dando risposte eccellenti”.</p>
<p><strong>Le ore di lavoro</strong> Affrontato anche l’argomento relativo alle ore di lavoro. Così come previsto dal Piano di Sviluppo in fabbrica è partita la cassa integrazione da circa un mese. Ecco perché la Rsu tiene a ribadire che “vanno sicuramente nella direzione giusta le previsioni e le politiche che sta mettendo in campo Nestlé, ma che ora come lavoratrici e lavoratori della Perugina ci attendiamo di vedere maggiori ore di lavoro per gli oltre 800 dipendenti della fabbrica che per 18 mesi sono appunto soggetti alla cassa integrazione. Fino ad ora il Piano ha impattato molto poco sulle ore lavorate, ma siamo appena all’inizio. Ecco perché è necessario che Nestlé faccia in pieno la sua parte, non accontentandosi magari di qualche segnale positivo, ma anzi aggredendo i mercati sempre con più determinazione e cercando tutte le soluzioni possibile che permettano di avere più ore di lavoro in fabbrica”. La Rsu ha chiesto poi informazioni in merito alla nuova Confiserie (il nuovo reparto “core”) e le parti si sono date un nuovo appuntamento dove appunto verrà fatto un focus in merito. In conclusione, per i sindacati la strategia “è quella giusta, la strada imboccata è corretta, ma su questa strada non possiamo camminare a piccoli passi. Bisogna correre, senza mai inciampare, perché dietro a questo piano c’è il futuro di oltre 800 lavoratrici e lavoratori e di una delle fabbriche più importanti della regione”.</p>
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		<title>Umbria, bene le esportazioni nel primo semestre 2016</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/umbria-bene-le-esportazioni-nel-primo-semestre-2016/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 17:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Export]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;Umbria piace, soprattutto all&#8217;estero. E dato che le esportazioni sono il sale dell&#8217;economia di un paese, ecco che questo inizio 2016 ha fatto registrare dati davvero incoraggianti in merito al comparto dell&#8217;export, soprattutto se parliamo della suddetta regione. Secondo i dati relativi a questo primo semestre del 2016, le esportazioni umbre hanno letteralmente spazzato via i numeri raccolti nel 2015, a loro volta molto positivi. E come se non bastasse ciò, l&#8217;export umbro si dimostra anche di molto superiore alle media nazionale.</p>
<p><strong>Esportazioni: un inizio 2016 da record per l&#8217;Umbria</strong></p>
<p>Secondo quanto riportato dall&#8217;indagine della Regione Umbria, questo inizio 2016 ha portato in dote dati davvero interessanti. Nello specifico, l&#8217;export umbro è in crescita del +5,4%: una notizia che va un po&#8217; contro corrente, considerando che la media nazionale relativa alle esportazioni ha registrato un calo generale del -0,4%. Ma il positivo stato di salute delle esportazioni delle aziende umbre non è certo una novità: lo stesso 2015 aveva registrato un aumento complessivo dell&#8217;export pari al +6,4%. Sia i dati relativi allo scorso anno che quelli di questi mesi del 2016, risaltano se paragonati alla media nazionale delle esportazioni, pari al +3,8%.</p>
<p>Le esportazioni crescono e con esse crescono anche le possibilità per le imprese, che oggi hanno l&#8217;occasione per espandere ancor di più il proprio business all&#8217;estero. Questo, in altre parole, è il momento più adatto per cavalcare l&#8217;onda dell&#8217;export: una missione che, comunque, non si presenta priva di difficoltà. Eppure, per superare tutti i problemi logistici legati all&#8217;internazionalizzazione, ecco che intervengono progetti innovativi come “Mestiere Impresa” di BNL. Grazie a questo progetto, <a href="https://mestiereimpresa.bnl.it/it/consulenza-pmi/internazionalizzazione/">le imprese interessate possono richiedere una consulenza per l&#8217;internazionalizzazione</a>, accedere ad una banca dati vastissima, ricercare il paese di destinazione ed analizzare i diversi mercati. In questo modo, dunque, sarà molto più semplice reperire informazioni sulle varie attività e, di conseguenza, espandere il loro giro d&#8217;affari.</p>
<p><strong>Export: Perugia regina dell&#8217;Umbria</strong></p>
<p>Stando ai dati raccolti, è la città di Perugia ad aver fatto registrare i dati più interessanti relativi al giro d&#8217;affari legato all&#8217;estero: si parla, nello specifico, di ben 642 milioni di euro derivati dalle esportazioni delle aziende perugine all&#8217;estero, con un incremento rispetto al 2015 pari al +2,6%. Da sottolineare anche l&#8217;annata <a href="http://www.ansa.it/umbria/notizie/2016/08/08/export-umbro-in-crescita-nel-2015_cb5026f4-8f0e-4410-a23d-c69e712c1c4a.html">particolarmente positiva di Terni</a>: secondo i dati comunicati dalla Regione Umbria, la provincia ha incrementato del 12% i suoi proventi relativi alle esportazioni. Questi numeri sono anche frutto dell&#8217;impegno della stessa regione, sempre più spesso dedita alla promozione di numerosi progetti e iniziative.</p>
<p><strong>Umbria nel mondo: i mercati più interessanti</strong></p>
<p>Ma quali sono i mercati ed i paesi che hanno rappresentato, in questi mesi, un vero e proprio porto sicuro per le esportazioni umbre? Innanzitutto va sottolineato il successo del comparto della meccanica e della metallurgia, soprattutto se si considerano paesi di destinazione come la Germania e gli Stati Uniti. Stando poi agli ultimi trend, non è scorretto pensare che il futuro possa riservare altre sorprese positive.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/umbria-bene-le-esportazioni-nel-primo-semestre-2016/">Umbria, bene le esportazioni nel primo semestre 2016</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Il polo aerospaziale dell’Umbria al Farnborouh International air show</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 13:38:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Con il sostegno della Regione Umbria anche quest’anno, per la quarta volta consecutiva, Umbria Aerospace Cluster parteciperà con uno stand regionale al Farnborough International Air Show di Londra, uno dei due appuntamenti espositivi più importanti livello globale, insieme a quello di Parigi-Le Bourget che si svolge negli anni dispari. L’Umbria vola quindi a FIA 2016 ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-polo-aerospaziale-dellumbria-al-farnborouh-international-air-show/">Il polo aerospaziale dell’Umbria al Farnborouh International air show</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Con il sostegno della Regione Umbria anche quest’anno, per la quarta volta consecutiva, Umbria Aerospace Cluster parteciperà con uno stand regionale al Farnborough International Air Show di Londra, uno dei due appuntamenti espositivi più importanti livello globale, insieme a quello di Parigi-Le Bourget che si svolge negli anni dispari. L’Umbria vola quindi a FIA 2016 dove, dall’11 al 15 luglio, sono previsti numerosi incontri commerciali ed appuntamenti con operatori internazionali di settore, per ampliare i rapporti di collaborazione e di fornitura con i committenti più importanti del settore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le aziende del Polo che parteciperanno a Farnborough 2016 – C.B.L. Electronics, Comear, Fucine Umbre, NCM, OMA, Skyrobotic, Umbra Cuscinetti &#8211; potranno così rappresentare direttamente ai maggiori player di settore le proprie competenze industriali in uno scenario dove &#8211; tradizionalmente &#8211; avvengono conoscenze e trattative fondamentali per lo sviluppo commerciale, ma anche per sancire collaborazioni produttive ad ampio spettro.</p>
<p style="text-align: justify;">Umbria Aerospace Cluster, di cui è presidente l’imprenditore Antonio Alunni, è l’Associazione delle imprese del settore promossa da Confindustria Umbria nel 2008.  Le imprese socie operano infatti nel comparto dell’aerospazio e della difesa, ad oggi sono 28 ed aggregano complessivamente 2.900 addetti, con un fatturato consolidato di quasi 335 milioni di euro. Quello dell’industria aerospaziale è uno dei comparti che in Umbria, negli ultimi anni di crisi generale, ha mantenuto una costante crescita dei livelli di fatturato (+20%), di investimenti e di occupazione.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/il-polo-aerospaziale-dellumbria-al-farnborouh-international-air-show/">Il polo aerospaziale dell’Umbria al Farnborouh International air show</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Rilancio area ex “Antonio Merloni”: dall’attivazione del programma importanti risultati per reindustrializzazione fascia appenninica</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 09:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Sono questi i numeri al momento conseguiti attraverso l’attivazione del progetto di rilancio dell’area di crisi industriale complessa ex “Antonio Merloni” e relativa ai 17 comuni umbri della fascia appenninica. “Si tratta di un risultato importante, unico in Italia – sottolinea il vice presidente e assessore allo Sviluppo economico Fabio Paparelli &#8211; che è stato generato attraverso un processo di animazione territoriale messo in campo attraverso importanti risorse ministeriali e regionali”.</p>
<p style="text-align: justify;">All’esito del bando gestito da Invitalia, chiuso lo scorso 30 giugno hanno aderito 8 imprese del settore manufatturiero, una nell’ambito della fornitura dei servizi e una nel campo turistico. In particolare nell’ambito della manifattura sono state richieste agevolazioni per oltre 22 milioni di euro capaci di generare quasi 38 milioni di euro di investimenti e 178 nuovi occupati. Particolarmente interessanti anche le risposte in ambito turistico, con 16 milioni di investimenti da realizzare e 32 nuovi occupati così come nel settore dei servizi con oltre 5 milioni e mezzo di investimenti e 6 nuove assunzioni. “Ciò che auspicavamo potesse rappresentare un’opportunità di rilancio del territorio – ha concluso il Vice presidente Paparelli &#8211; si sta trasformando in una realtà capace di riattivare il tessuto economico di un’area fortemente provata, ma ancora viva e produttiva”.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Economia: monete complementari, a Paciano parte la compagna pro “scec”</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2016 12:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Paciano si lascia accarezzare dall’idea di “scardinare” il sistema economico basato sulla moneta. E’ una proposta dirompente quella lanciata dalla Pro Loco alla comunità del piccolo borgo umbro e dei territori limitrofi: avventurarsi nella strada del cambiamento rappresentata dal sistema degli “Scec”. Acronimo di “solidarietà che cammina”, lo scec è una cosiddetta moneta complementare o ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Paciano si lascia accarezzare dall’idea di “scardinare” il sistema economico basato sulla moneta. E’ una proposta dirompente quella lanciata dalla Pro Loco alla comunità del piccolo borgo umbro e dei territori limitrofi: avventurarsi nella strada del cambiamento rappresentata dal sistema degli “Scec”. Acronimo di “solidarietà che cammina”, lo scec è una cosiddetta moneta complementare o sociale, un “buono locale” consistente nella riduzione di prezzo di un prodotto o servizio offerta agli associati.</p>
<p style="text-align: justify;">Un sistema collaudato e già funzionante in altre zone d’Italia, come ha spiegato qualche giorno fa in un incontro pubblico a Palazzo Baldeschi il presidente della Pro loco Luca Dini, che a suo giudizio porta vantaggio a tutti: consumatori, turisti, negozianti, operatori turistici, ristoratori, persino enti pubblici e associazioni di volontariato. Ad illustrare al pubblico pacianese il meccanismo di questo “rivoluzionario” sistema economico è stato l’esperto piemontese in monete complementari Alberto Gallo che ha sottolineato come con gli scec si metta in discussione un’intera cultura basata sulla moneta tradizionale. “L’esperienza degli scec – ha sostenuto – è un tentativo di mettersi d’accordo su altri valori che non siano quelli monetari”.</p>
<p style="text-align: justify;">Solidarietà fra le persone e le diverse realtà, promozione dei consumi a km zero, sostegno al territorio, nuova coesione sociale, aumento del potere d&#8217;acquisto delle famiglie sono solo alcuni degli ideali ispiratori di questo innovativo sistema “basato sulla fiducia”, che cambia le prospettive più diffuse e scardina le convenzioni. In concreto per <strong>scec</strong> si intende la riduzione di prezzo che gli associati al circuito nazionale (“Arcipelago SCEC”) decidono di riconoscersi reciprocamente e liberamente. All’atto dell’associazione il socio ordinario, colui che offre beni o servizi, comunica la percentuale di riduzione che offrirà nell’esercizio della propria attività. Lo scec ha un rapporto di 1:1 con l’euro, ma non è convertibile, rappresentando solo la riduzione di prezzo offerta agli associati. I titolari di queste attività riceveranno a loro volta in cambio dei buoni sconti che possono utilizzare all’interno delle attività associate al circuito. “In questa maniera – ha fatto notare Dini – l’attività non ‘perde’ il corrispettivo dello sconto applicato perché questo viene recuperato attraverso un buono da utilizzare altrove”. Negli scambi tra privati, dove il fisco non ha interesse a raccogliere IVA e altre tasse, gli scec possono addirittura fungere come mezzo di scambio per l&#8217;intero importo. Anche il sindaco di Paciano Riccardo Bardelli si è detto interessato al tema. A suo parere il progetto potrebbe aiutare a trattenere più risorse sul territorio e potrebbe essere esso stesso veicolo di promozione. L’incontro di Palazzo Baldeschi si è concluso con l’impegno da parte della Pro loco di continuare a sensibilizzare il territorio e verificare con gli interessati la reale fattibilità del progetto.</p>
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		<title>Trevi, tutti a lezione di economia a Villa Fabri</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 11:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Saranno i temi economici i protagonisti del ciclo di conferenze che si terrà a partire da lunedì 4 aprile alle ore 21 nella splendida cornice di Villa Fabri a Trevi. Tre incontri di natura divulgativa e insieme didattica promossi dal Comune di Trevi, insieme all&#8217;associazione Memmt con il patrocinio dell&#8217;Università degli Studi di Perugia e il coinvolgimento diretto di professori della stessa Università. ...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[ Saranno i temi economici i protagonisti del ciclo di conferenze che si terrà a partire da lunedì 4 aprile alle ore 21 nella splendida cornice di Villa Fabri a Trevi. Tre incontri di natura divulgativa e insieme didattica promossi dal Comune di Trevi, insieme all&#8217;associazione Memmt con il patrocinio dell&#8217;Università degli Studi di Perugia e il coinvolgimento diretto di professori della stessa Università.</p>
<p>L&#8217;evento, spiega l&#8217;assessore al bilancio Roberto Venturini, ha lo scopo di far conoscere ai cittadini le attuali dinamiche di natura monetaria e fiscale che incidono nella vita di tutti i giorni. La prima conferenza introduttiva di lunedì prossimo 4 aprile verterà sul ruolo della moneta e del debito pubblico, la seconda in programma  lunedi 11 aprile sempre alle ore 21tratterà le politiche monetarie e fiscali attualmente vigenti. La terza e ultima sarà domenica 17 aprile alle ore 17, e sarà concentrata sulle possibili soluzioni che gli economisti indicano per uscire dalla crisi. Al termine di ogni conferenza i cittadini potranno rivolgere le proprie domande agli economisti presenti.</p>
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		<title>Ancora lontana la ripresa del mercato immobiliare a Perugia</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2016 09:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> “Nel 2015 il mercato immobiliare perugino ha evidenziato una debolezza diffusa, anche se alcuni indicatori, soprattutto nel comparto residenziale, stanno volgendo verso una stabilizzazione. La domanda non è ancora sufficientemente dinamica per poter assorbire un’offerta che continua ad accumularsi, soprattutto per quanto concerne gli immobili di impresa. Il volume delle transazioni risulta comunque in aumento ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ancora-lontana-la-ripresa-del-mercato-immobiliare-a-perugia/">Ancora lontana la ripresa del mercato immobiliare a Perugia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Nel 2015 il mercato immobiliare perugino ha evidenziato una debolezza diffusa, anche se alcuni indicatori, soprattutto nel comparto residenziale, stanno volgendo verso una stabilizzazione. La domanda non è ancora sufficientemente dinamica per poter assorbire un’offerta che continua ad accumularsi, soprattutto per quanto concerne gli immobili di impresa. Il volume delle transazioni risulta comunque in aumento sia nel comparto residenziale, sia in quello non residenziale, mentre rimane stabile il segmento delle locazioni”. È quanto emerge dall’analisi del primo<strong> osservatorio immobiliare 2016 di Nomisma.</strong></p>
<p>Il <strong>mercato residenziale</strong> perugino è stato caratterizzato nel 2015 da una domanda e un numero di transazioni sempre più stabili, sia in acquisto sia in locazione. Si sta delineando un trend di recupero, seppur lento, che trova conferma anche nel numero di compravendite concluse (+10% annuo). La ritrovata praticabilità del canale creditizio rappresenta il principale <em>driver</em> alla base delle ottimistiche aspettative di rilancio (nell’ultimo anno le compravendite di abitazioni finanziate da mutuo sono state circa il 72%). I tempi di vendita e di locazione risultano stabili e si attestano rispettivamente su 8,5 mesi e 4 mesi. Prezzi e canoni di abitazioni usate registrano ancora lievi flessioni annue (rispettivamente -0,2% e -1%), ma di entità decisamente più contenuta rispetto al passato. I rendimenti lordi annui da locazione oscillano tra il 5,2% del centro e il 5,9% della periferia.</p>
<p>Il <strong>mercato dei box e garage</strong> non ha evidenziato nell’ultimo anno variazioni rilevanti per quanto concerne domanda e offerta. Prezzi e canoni continuano a registrare flessioni simili (-1,5% su base annua), che hanno mantenuto inalterati i rendimenti lordi da locazione (in media 6,6%). Lo sconto medio praticato sul prezzo è tornato ai livelli record di due anni fa (14,5%), così come i tempi medi per la locazione (5,5 mesi).</p>
<p>Il <strong>comparto direzionale </strong>continua ad essere in sofferenza, soprattutto nel segmento della compravendita, dove la domanda è in continua diminuzione e le transazioni fanno segnare un -30% annuo (secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate). La criticità del settore trova conferma dagli alti sconti praticati sul prezzo di vendita (20%) e dai tempi medi di vendita che raggiungono i 10,5 mesi. I prezzi registrano un calo medio annuo del 2,3%. I tempi medi di locazione sono invariati, mentre i canoni diminuiscono del 3,4%.</p>
<p>Il <strong>mercato retail</strong> presenta una situazione complessivamente negativa, sia per la compravendita sia per la locazione. Prezzi e canoni registrano ulteriori flessioni (rispettivamente -2,2% e -3,7% su base annua), mentre si allungano leggermente i tempi medi di vendita e di locazione (10 e 6 mesi).</p>
<p>Il <strong>comparto dei capannoni industriali</strong> ha mostrato una contrazione della domanda che ha indebolito ulteriormente gli scambi, generando un’offerta in aumento. Lo sconto medio praticato sul prezzo aumenta e raggiunge il 23,5%, i tempi medi di vendita rimangono stabili (11,5 mesi), mentre si allungano quelli di locazione (8,5 mesi). I rendimenti potenziali lordi si attestano attorno all’8%.</p>
<p><strong>Le previsioni per il 2016,</strong> secondo il giudizio degli operatori, sono all’insegna di un’ulteriore generale contrazione dei valori. Siamo, quindi, ancora ben lontani da una vera e propria ripresa del mercato.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/ancora-lontana-la-ripresa-del-mercato-immobiliare-a-perugia/">Ancora lontana la ripresa del mercato immobiliare a Perugia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>L&#8217;annuncio della Regione: &#8220;Un milione di euro a tasso zero per l&#8217;autoimprenditorialità giovanile&#8221;</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/lannuncio-della-regione-un-milione-di-euro-a-tasso-zero-per-lautoimprenditorialita-giovanile/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 10:37:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> “Un ulteriore passo avanti verso l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità giovanile”: così il vice presidente della giunta regionale dell’Umbria e assessore allo sviluppo economico,  Fabio Paparelli,  ha commentato l’atto con cui  l’esecutivo ha definito il  percorso di accesso al fondo microcredito per i giovani che, nell’ambito del piano di attuazione nazionale di “Garanzia Giovani”, hanno completato l’iter ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/lannuncio-della-regione-un-milione-di-euro-a-tasso-zero-per-lautoimprenditorialita-giovanile/">L&#8217;annuncio della Regione: &#8220;Un milione di euro a tasso zero per l&#8217;autoimprenditorialità giovanile&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Un ulteriore passo avanti verso l’autoimpiego e l’autoimprenditorialità giovanile”: così il vice presidente della giunta regionale dell’Umbria e assessore allo sviluppo economico,  Fabio Paparelli,  ha commentato l’atto con cui  l’esecutivo ha definito il  percorso di accesso al fondo microcredito per i giovani che, nell’ambito del piano di attuazione nazionale di “Garanzia Giovani”, hanno completato l’iter di supporto per l’avvio di una attività. Tra le azioni è infatti prevista l’offerta di servizi all’autoimpiego e all’autoimprenditorialità finalizzati a  supportare lo start-up ed il consolidamento della attività di Business attraverso l’erogazione integrata e mirata di formazione, consulenza, servizi ed accompagnamento all’accesso al credito ed alla finanziabilità.</p>
<p>“Il  provvedimento – ha spiegato Paparelli &#8211;  affida e Sviluppumbria il servizio per la costituzione e gestione del Fondo microcredito a cui seguirà  uno specifico accordo di finanziamento con la Regione e,  successivamente,  l’avviso a sportello per l’erogazione dei finanziamenti&#8221;. Al credito agevolato potranno accedere  solo coloro che hanno completato il percorso previsto dalla misura 7.1 per la creazione d’impresa.  Sul piatto ci sono 900 mila euro netti per sostenere piccole iniziative imprenditoriali, promosse da giovani tra i 18 e i 29 anni, non impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un corso scolastico o formativo, attraverso la concessione di finanziamenti agevolati a tasso zero, da un minimo di 5 mila fino ad un massimo di  25 mila euro, non supportati da garanzie personali e patrimoniali. &#8220;Si tratta di una forma importante di sostegno economico – ha concluso l’assessore &#8211; nei confronti di soggetti definiti ‘non bancabili’ e che,  alla luce dei nuovi parametri di gestione utilizzati dal sistema bancario,  non potrebbero accedere ad alcun credito”.</p>
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		<title>All&#8217;Umbria la &#8220;maglia nera&#8221; dell&#8217;Eurostat: in sei anni il Pil è sceso dell&#8217;8,37%</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2016 13:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014 il Pil pro capite della regione è sceso dell’8,37% passando da 26.300 euro a 24.100. A rivelarlo sono i dati resi noti oggi dall&#8217;Istituto di statistica della Commissione europe, che ha assegnato all’Umbria la “maglia nera” di questa speciale classifica: ogni cittadino, infatti, in questo lasso ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Nel periodo compreso tra il 2008 e il 2014 il Pil pro capite della regione è sceso dell’8,37% passando da 26.300 euro a 24.100. A rivelarlo sono i dati resi noti oggi dall&#8217;Istituto di statistica della Commissione europe, che ha assegnato all’Umbria la “maglia nera” di questa speciale classifica: ogni cittadino, infatti, in questo lasso di tempo ha perso mediamente 2.200 euro. “Sono numeri &#8211; hanno spiegato i consiglieri regionali della Lega Nord Valerio Mancini e Emanuele Fiorini – che certificano ufficialmente quello che famiglie e imprese umbre già sapevano: nonostante i proclami della presidente della Giunta, Catiuscia Marini, il sistema economico e sociale dell&#8217;Umbria è ancora in piena crisi. In sei anni il Pil regionale registra un – 8,37 per cento, a dimostrazione che la presidente Marini ed il Pd non sono stati capaci di affrontare e risolvere la situazione e nemmeno di invertire la rotta. Di fronte al già pesante -4 per cento nazionale, l&#8217;Umbria è stata capace di fare ancora peggio. Non solo a distanza dall&#8217;Europa e dal centro nord aumenta, ora l&#8217;Umbria perde terreno anche rispetto alle regioni del sud d&#8217;Italia”.</p>
<p>I due esponenti del Carroccio evidenziano che “la produttività umbra resta al di sotto della media nazionale e permane una debolezza cronica in campi fondamentali come quelli dell&#8217;innovazione e della ricerca. Mentre la &#8216;guerra di potere&#8217; prosegue bloccando completamente la macchina regionale – concludono -, i contorni del fallimento della presidente Marini si allargano giorno per giorno, toccando ormai ogni aspetto dell&#8217;azione di governo: dopo i rifiuti, la sanità e i trasporti, ora è la volta dell&#8217;economia. Il tutto sulla pelle dei cittadini”</p>
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		<title>Documento di economia e finanza 2016-2018 della Regione. Presidente Marini: &#8220;Bilancio in equilibrio e tasse invariate&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 17:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Coerenza programmatica delle scelte effettuate e stretto collegamento tra le attività previste e le risorse finanziarie necessarie alla loro realizzazione: sono queste le linee che definiscono il primo Documento di economia e finanza regionale (Defr) della Regione Umbria 2016/2018, che andrà a sostituire il Documento Annuale di Programmazione (DAP) e che è stato presentato questa ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/documento-di-economia-e-finanza-2016-2018-della-regione-presidente-marini-bilancio-in-equilibrio-e-tasse-invariate/">Documento di economia e finanza 2016-2018 della Regione. Presidente Marini: &#8220;Bilancio in equilibrio e tasse invariate&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Coerenza programmatica delle scelte effettuate e stretto collegamento tra le attività previste e le risorse finanziarie necessarie alla loro realizzazione: sono queste le linee che definiscono il primo Documento di economia e finanza regionale (Defr) della Regione Umbria 2016/2018, che andrà a sostituire il Documento Annuale di Programmazione (DAP) e che è stato presentato questa mattina, venerdì 5 febbraio, nella Sala Giunta di Palazzo Donini a Perugia, nell&#8217;ambito della riunione di concertazione dei soggetti socioeconomici e istituzionali, alla presenza della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e degli assessori regionali Luca Barberini, Fernanda Cecchini e Giuseppe Chianella. Il documento individua le priorità secondo  in missioni e programmi imposta ai bilanci regionali dallo Dlgs. 118/2011, raggruppandole in cinque aree di intervento: istituzionale, economica, culturale, territoriale, sanità e sociale allo scopo di comunicare la visione strategica e le priorità alla base dell&#8217;azione della Regione.<br />
Questo Documento ha affermato la presidente Marini nella sua illustrazione è chiaramente il cardine dell&#8217;azione programmatica e politica della Regione per il 2016 e per il prossimo triennio. Partiamo da una base positiva che riguarda proprio la situazione solida e consolidata del bilancio regionale, tendenzialmente sotto controllo ed in equilibrio, nonostante le ripercussioni negative dovute ai continui tagli di risorse e alle manovre correttive succedutesi a livello nazionale, oltre ai vincoli imposti da recenti provvedimenti normativi. Anche per il 2016 vogliano procedere ad un ulteriore riorientamento e razionalizzazione della spesa ma confermando l&#8217;invarianza dei tributi di nostra competenza e delle agevolazioni fiscali già previste in precedenti esercizi finanziari. L&#8217;Umbria ha dichiarato la presidente &#8211; affronta l&#8217;inizio di legislatura registrando segnali di ripresa del sistema socio economico. Le sfide che aspettano la regione dovranno tuttavia tradursi in una strategia di attacco che, attraverso coerenti politiche pubbliche regionali, rafforzi i deboli segnali positivi che vengono dall&#8217;economia e dalla società regionale. Ci troviamo difronte però ad una realtà che ancora mostra segnali discordanti. Da una parte a giudizio della presidente Marini &#8211; cè una serie di imprese che si sono rafforzate ed sono a pieno titolo nel mercato e che dunque costituiscono un motore di sviluppo dell&#8217;economia regionale e dall&#8217;altra parte però siamo ancora alle prese con segnali di difficoltà che ci arrivano da imprese in crisi. Dovremo agire insomma con una duplice capacità per gestire al meglio le due situazioni, con politiche mirate allo sviluppo ed alla crescita e con politiche invece mirate alla gestione delle crisi ancora esistenti e dunque al sostegno delle imprese che stentano a restare sul mercato. E tutto ciò ovviamente con grande attenzione ai lavoratori coinvolti. La Regione ha proseguito la presidente lavorerà per rafforzare i segni di ripresa economica, sia sul versante della competitività delle imprese che della creazione di posti di lavoro, per portare avanti una nuova fase delle riforme finalizzate ad una pubblica amministrazione più efficiente e qualificata e per realizzare azioni che salvaguardino la coesione sociale e il servizio sanitario regionale. Sul versante delle riforme la presidente Marini ha annunciato che fin dalle prossime settimane si inizierà a lavorare su un progetto strategico che riguarderà le Società partecipate ed i servizi pubblici locali (con particolare attenzione al tema dei rifiuti) anche per dare attuazione ai recenti provvedimenti del Governo tesi alla razionalizzazione di questi settori. Lo faremo con la consueta e doverosa attenzione ai conti pubblici ma anche alla qualità dei servizi. Un atteggiamento che ci ha già premiato nella sanità dove, proprio grazie alla gestione attenta delle spese e dei servizi offerti ai cittadini, siamo stati premiati nel recente Accordo per la ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale che ha portato oltre dodici milioni in più a disposizione della nostra Regione. Dalla presidente infine una sottolineatura sul versante delle infrastrutture stradali perchè ci è stato assicurato che entro il prossimo mese di giugno saranno conclusi i lavori, nel versante umbro, della Perugia-Ancona e Foligno-Civitanova. Per quanto riguarda invece la E45 Orte-Mestre abbiamo accolto molto positivamente la scelta annunciata nei giorni scorsi a Terni dal Ministro Del Rio di superare l&#8217;idea di una autostrada ma di destinare risorse per 1 miliardo e 600 milioni alla manutenzione, messa in sicurezza e anche realizzazione di nuovi tratti stradali dell&#8217;arteria esistente. In questo contesto &#8211; ha concluso la presidente nelle prossime settimane, insieme al sindaco di Perugia, avvieremo un confronto con lo stesso ministro Del Rio per iniziare a ragionare su un primo intervento possibile per il Nodo di Perugia. Per quanto riguarda l&#8217;area istituzionale si confermano come priorità la ridefinizione degli assetti istituzionali e il funzionamento della pubblica amministrazione. In merito alla riorganizzazione degli assetti regionali e istituzionali si punta sulla modernizzazione della pubblica amministrazione, la trasparenza, le riforme, la semplificazione. Nel 2016 si lavorerà alla riforma delle agenzie regionali, delle società partecipate e degli enti di diritto privato del sistema pararegionale, secondo il principio della semplificazione ed il criterio dell&#8217;omogeneità delle materie, concentrando in un unico soggetto competenze e responsabilità. Verrà attuata la riforma endoregionale, sia con la riorganizzazione della Regione a seguito dell&#8217;attribuzione delle funzioni e del relativo personale proveniente dalle Province, sia con l&#8217;accompagnamento degli Enti di Area vasta nellassumere il ruolo di centri di servizi per gli Enti locali (centrale unica di committenza, ufficio unico degli espropri,). Sarà approvata il Piano triennale di semplificazione 2016-2018, fortemente integrato con le azioni dell&#8217;Agenda digitale e con le azioni in materia di trasparenza ed anticorruzione, anche al fine di favorire un più diffuso controllo sociale di cittadini ed imprese &#8216; pubblica. Per l&#8217;area economica la priorità è individuare e agganciare, a seguito dei timidi segnali registrati, un percorso di crescita, solido e duraturo, capace di portare l&#8217;Umbria fuori dalla fase di stallo. Si punterà su: innovazione, ricerca, green e smart economy, qualità della formazione, dai talenti dei giovani, anche attraverso la contaminazione tra imprese, università, centri di ricerca, eccellenze della pubblica amministrazione, fino ad oggi rimasti distanti. Sarà la Strategia di Ricerca e Innovazione per la Specializzazione Intelligente dell&#8217;Umbria (RIS3) a guidare le azioni pubbliche nell&#8217;Area economica nei prossimi anni, con particolare riferimento al settennio di programmazione comunitaria 2014-2020. In particolare, con le risorse del POR Fesr 2014-2020, si sosterranno interventi in favore delle imprese, principalmente sui temi dell&#8217;internazionalizzazione; dell&#8217;innovazione (lintero Asse 1 del POR Fesr per il settennio 2014-2020 prevede finanziamenti pari a 101,8 milioni di euro, a cui aggiungere ulteriori risorse provenienti dallAsse 3 che finanzierà forme di innovazione più tradizionali, legate principalmente alla tecnologia dei cicli produttivi con una dotazione di 85,5 milioni di euro); dell&#8217;efficientamento energetico (con risorse provenienti dal POR Fesr da mettere a sistema con specifici finanziamenti statali legati principalmente agli audit energetici nelle imprese); della reindustrializzazione aree di crisi (con particolare attenzione all&#8217;attuazione dell&#8217;accordo sulla Merloni e all&#8217;attivazione di uno strumento di programmazione integrata nazionale e regionale per il rilancio dell&#8217;industria nell&#8217;area ternano-narnese).<br />
Sono inoltre previsti interventi di sistema relativi alla governance delle politiche per la competitività e alla strumentazione da utilizzare, con particolare riferimento alla gestione delle risorse finanziari, anche prevedendo, al posto dei bandi, procedure a sportello per erogare le risorse, più veloci, semplici, trasparenti e meno onerose per le imprese e per la Regione.<br />
Relativamente al settore commerciale si continuerà a lavorare sui temi della competitività e innovazione attraverso lo strumento dei centri commerciali naturali, sviluppando le realtà di Perugia e Terni e favorendo la nascita di nuovi centri commerciali naturali in altri centri storici dell&#8217;Umbria.  In tema di Agenda digitale, strumento fondamentale sia per le nuove relazioni tra PA e cittadini che per la modernizzazione del sistema economico umbro, le priorità di intervento si concentreranno su: infrastrutture fisiche (rete e datacenter previste dal Piano telematico); piattaforme, servizi ed app dell&#8217;ecosistema pubblico (in coerenza con il Piano di semplificazione); ed ecosistemi digitali, prioritariamente di scuola-università, imprese, sanità-sociale. Relativamente al turismo, una delle principali leve su cui investire per sostenere lo sviluppo del sistema economico e produttivo umbro, nel 2016 l&#8217;Umbria si farà promotrice degli Stati generali del turismo dell&#8217;Italia centrale, per confrontarsi e mettere a sistema esperienze già in atto assieme alle regioni limitrofe. Si lavorerà inoltre alla semplificazione e razionalizzazione della strumentazione normativa e programmatica in materia di turismo; verranno ridefiniti ruoli e competenze di Regione e Comuni per superare frammentazioni e dispersione di risorse; accoglienza, offerta e promozione sono le priorità individuate su cui far convergere le risorse della nuova programmazione comunitaria 2014-2020. E prevista una nuova segnaletica turistica in una logica smart e valorizzando funzioni web e mobile, verrà ridefinito il sistema degli IAT (uffici per lInformazione e lAccoglienza Turistica) e prenderà avvio dell&#8217;attività di progettazione di una card regionale che faccia riferimento al settore turistico. L&#8217;offerta turistica regionale sarà riaggregata su tre prodotti che dovranno identificare l&#8217;Umbria: Natura/paesaggio, Cultura/eventi e Spiritualità, da esprimere attraverso un marchio e di un claim coerenti. Per la gestione del Giubileo è stato predisposto uno specifico Protocollo di intesa tra Regione e Conferenza Episcopale Umbra per azioni di valorizzazione del patrimonio culturale, storico, religioso e ambientale nel territorio regionale, a partire dal tematismo dei Cammini, con particolare riferimento alla Via di Francesco, alla Via di Benedetto e ai cammini connessi. Per l&#8217;agricoltura umbra la nuova stagione di fondi comunitari si concentrerà sul fabbisogno di innovazione per realizzare nuove economie di scala da parte delle singole imprese e delle diverse filiere di qualità. Sarà ampliata la possibilità di realizzare innovazioni da parte di partenariati, reti e cluster di imprese o gruppi operativi di nuova costituzione. Sarà attuato un nuovo progetto speciale per l&#8217;olio e l&#8217;olivicoltura umbra, lavorando alla candidatura della fascia olivicola compresa fra Assisi e Spoleto a patrimonio immateriale dell&#8217;umanità Unesco. Per quel che riguarda il tabacco, la filiera va accompagnata verso nuovi traguardi di competitività, qualità, innovazione e sostenibilità ambientale, anche aprendo una approfondita discussione con la Commissione Europea. Per la zootecnia le politiche saranno orientate dal sostegno agli investimenti, alla sostenibilità ambientale, fino alla sperimentazione di innovazioni di filiera. In materia di occupazione, anche se si registrano primi segnali di ripresa il lavoro rappresenta ancora una criticità. Attraverso le risorse del POR Fse 2014-2020 la Regione opererà secondo le direttrici dell&#8217;Agenda di Lisbona e della Strategia Europea per l&#8217;Occupazione (SEO): occupabilità (migliorare le capacità di un individuo di inserirsi nel mercato del lavoro), adattabilità (aggiornare le conoscenze individuali per renderle compatibili con le esigenze del mercato), imprenditorialità (sviluppare qualità e spirito imprenditoriali per favorire lautonomia e la nascita di nuove aziende), pari opportunità (favorire politiche di uguaglianza per aumentare i tassi di occupazione). Gli specifici strumenti di politiche attive del lavoro che verranno messi in campo nel corso del 2016 sono: Garanzia giovani regionale; lotta alla disoccupazione di lunga durata attraverso l&#8217;utilizzo di modelli che fanno riferimento al contratto di ricollocazione; sostegno alle assunzioni a tempo indeterminato, anche finalizzati alle fasce deboli del mercato del lavoro; interventi a favore dei lavoratori coinvolti in situazioni di crisi; azioni per la crescita delle competenze del capitale umano, in particolare nei settori strategici individuati dalla RIS3 e in coerenza con la programmazione del POR Fesr 2014-2020.  Particolare attenzione verrà riservata all&#8217;innalzamento della qualità del sistema di formazione regionale. Sarà sottoscritto con le Università dell&#8217;Umbria un Accordo di programma con lobiettivo di integrare e coordinare programmazione e risorse per innalzare il livello complessivo dell&#8217;offerta universitaria e dei relativi servizi. Temi centrali saranno gli assegni di ricerca, l&#8217;innovazione, l&#8217;orientamento, l&#8217;alternanza scuola lavoro, l&#8217;internazionalizzazione, l&#8217;edilizia universitaria. Nell&#8217;area culturale si intende confermare il posizionamento dell&#8217;Umbria per ricchezza e qualità dell&#8217;offerta culturale, nonostante un quadro finanziario prospettico drammatico. Si lavorerà a una legge quadro regionale in materia di cultura e della sua valorizzazione al fine di riaggregare l&#8217;offerta culturale e raggiungere dimensioni ed economie di scala significative.  Nell&#8217;mbito dell&#8217;area territoriale è prevista la preadozione del Piano Paesaggistico Regionale e l&#8217;avvio di una proposta di legge regionale in materia di consumo di suolo, allo scopo di individuare modalità di regolazione delluso del territorio che superi il tradizionale dualismo tra tutela ambientale e crescita economica.<br />
Sulla gestione dei rifiuti si continuerà a lavorare per l&#8217;incremento della raccolta differenziata e l&#8217;adeguamento impiantistico, in particolare connesso al trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani. Sarà forte il richiamo della Regione ai Comuni sia per il raggiungimento degli obiettivi quantitativi di RD sia per la qualità della raccolta differenziata e per adottare soluzioni che, in attesa della piena operatività dell&#8217;Auri, assicurino lo sviluppo di un sistema impiantistico regionale integrato di recupero e smaltimento dei rifiuti. Saranno promossi progetti e iniziative di buone pratiche di prevenzione/riduzione e assicurato sostegno allattivazione di sistemi di tariffazione puntuale che consentano di commisurare la tariffa a carico del cittadino con il grado di utilizzo del servizio prestato.<br />
Per quel che riguarda la qualità dell&#8217;aria si lavorerà, anche in coordinamento con il Ministero dell&#8217;Ambienrte, per dare concreta attuazione alle misure previste nel Piano Regionale per la Qualità dellAria. I Comuni interessati saranno richiamati ad una rapida approvazione dei Piani di limitazione del traffico leggero e pesante allinterno delle aree urbanizzate; verrà approvato il Piano regionale per le infrastrutture di ricarica la mobilità elettrica e proseguirà la campagna di comunicazione sul corretto utilizzo delle biomasse legnose, promuovendo la sostituzione dei sistemi di riscaldamento domestico tradizionali con sistemi ad alta efficienza.  In merito all&#8217;agenda urbana nella prima metà del 2016 si intende concludere il percorso di co-progettazione dei programmi di intervento delle città coinvolte &#8211; Perugia, Terni, Foligno, Spoleto e Città di Castello per poi così avviare lattuazione dei primi interventi. Il 2016 è il primo anno di operatività del nuovo Piano Regionale dei Trasporti (PRT) e dell&#8217;annesso Piano di Bacino Unico Regionale. Saranno definite le procedure di gara ad evidenza pubblica per l&#8217;affidamento del servizio di trasporto nella regione e, prima dell&#8217;espletamento della gara, si lavorerà per realizzare nell&#8217;ambito dei nuovi contratti di servizio ferroviari una più forte integrazione dei vettori dei servizi su ferro &#8211; Umbria Mobilità settore ferroviario e Trenitalia , sia per la mobilità all&#8217;interno dei confini regionali, sia per i collegamenti con Roma, Firenze e Ancona.  Sarà inoltre approvata la strategia energetica ambientale regionale 2014-2020 (SEAR14-20) e si lavorerà prioritariamente alla realizzazione di diagnosi e certificazioni energetiche degli immobili di proprietà degli Enti pubblici e destinati ad uso pubblico necessarie per accedere al finanziamento di interventi di efficientamento del patrimonio edilizio esistente.<br />
Per Area sanità e sociale, il 2016 vedrà lapprovazione del nuovo Piano Sanitario Regionale e il nuovo Piano Sociale Regionale, con lobiettivo di salvaguardare il sistema sanitario pubblico ed universalistico dell&#8217;Umbria. Nonostante uno scenario nazionale complesso e difficile, grazie alle scelte compiute e allattenta programmazione, l&#8217;Umbria è riuscita a rafforzare la capacità di risposta ai bisogni di salute mantenendo l&#8217;equilibrio economico-finanziario del sistema senza dover prevedere costi aggiuntivi a carico dei cittadini, adempiendo i Livelli Essenziali di Assistenza e restando Regione benchmark per costi e appropriatezza dei servizi. Si continuerà a lavorare prioritariamente sulle macroaree della prevenzione, dell&#8217;assistenza distrettuale e dell&#8217;assistenza ospedaliera, nonché su alcune importanti azioni trasversali di sistema. Si continuerà a dare attuazione al Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 ed al Programma degli investimenti in sanità .Per quanto riguarda infine le cosiddette azioni di sistema, nel corso del 2016 si lavorerà prioritariamente su tre fronti: acquisti e logistica, sanità digitale e portale unico sanità, regolamentazione dell&#8217;accreditamento, con l&#8217;espletamento delle gare centralizzate regionali mediante ricorso alla Centrale Regionale per gli Acquisti in Sanità (CRAS), l&#8217;istituzione di un magazzino unico per la logistica del farmaco e dei dispositivi medici, l&#8217;implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e lestensione della prenotazione on line. Piano sociale, Piani di zona e accreditamento dei servizi sociali e messa a regime del Sistema di monitoraggio della spesa e dei sevizi sociali sono i cardini dell&#8217;azione sul sistema del welfare regionale. Nel corso dell&#8217;anno verranno però anche attivati interventi diretti in favore dei cittadini utilizzando le risorse finanziarie del POR Fse 2014-2020. Saranno promossi percorsi per il superamento della condizione di povertà estrema e di emarginazione dei singoli e delle famiglie a forte disagio economico e sociale o a rischio di impoverimento e, in attuazione del Piano Regionale Integrato per la Non Autosufficienza (PRINA), si lavorerà per il sostegno delle persone non autosufficienti disabili e anziani &#8211; e le loro famiglie. Nell&#8217;ambito delle politiche per le famiglie, l&#8217;attenzione sarà rivolta in particolare alle famiglie giovani, a quelle con bambini piccoli o con persone non autosufficienti. Anche l&#8217;inclusione sociale interculturale sarà una priorità per il 2016, con una particolare attenzione all&#8217;occupabilità dei migranti, all&#8217;accoglienza dei profughi e alle pari opportunità per le seconde generazioni: sfide cruciali della futura sostenibilità della nuova società multietnica. Ci si concentrerà principalmente sull&#8217;apprendimento della lingua e sullo sviluppo della rete territoriale di servizi per i migranti. Infine, sempre grazie alle risorse del POR Fse, saranno finanziati interventi nel campo dell&#8217;innovazione sociale sperimentando modelli innovativi di contrasto alle povertà e all&#8217;esclusione sociale e di utilizzo sociale del patrimonio pubblico ai fini del riuso e della rivitalizzazione urbana e sociale.<br />
Per quanto riguarda le questioni di natura finanziaria e gli indirizzi di bilancio si conferma una situazione, tendenzialmente, sotto controllo ed in equilibrio, anche se permangono criticità generate dai tagli operati a livello nazionale che riducono i margini di autonomia di spesa per le Regioni e che impongono una attenta politica di gestione delle risorse. A ciò si aggiungono i vincoli costituiti dall&#8217;introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione, dall&#8217;applicazione della nuova normativa in materia di armonizzazione contabile (Dlgs. 118/2011) e dalle manovre correttive dei saldi di finanza pubblica succedutisi negli anni. In questo contesto la definizione del quadro programmatico delle risorse regionali per il periodo 2016-2018 appare difficoltosa e caratterizzata da incertezza. La manovra di bilancio regionale per il prossimo triennio 2016-2018 dovrà dunque esplicarsi attraverso unattenta valutazione delle entrate ed un necessario ulteriore riorientamento e razionalizzazione delle spese. In materia di entrate, la Regione, come ricordato dall&#8217;Agenzia Standard and Poors, ha conservato intatti quasi tutti i margini di manovra fiscale a disposizione (una consistente riserva di fondi) non avendo attivato, a differenza della stragrande maggioranza delle altre regioni, se non in minima parte, la propria tastiera fiscale. Anche se in attenuazione le conseguenze della situazione economica regionale e la crisi occupazionale sono ancora molto forti e la Regione Umbria vuole continuare a preservare per le imposte di propria competenza il reddito disponibile delle famiglie ed i margini di competitività delle imprese. Da qui la decisione, in linea con quanto previsto con la legge di stabilità 2016, la Regione Umbria intende mantenere anche nel 2016 invariati i tributi di propria competenza, quantificando i gettiti in base degli andamenti storici (compresa anche la prosecuzione della lotta allevasione) e confermando inoltre anche per il 2016 le agevolazioni fiscali già previste nei precedenti esercizi finanziari. In termini di indebitamento, a differenza di quanto avviene in altre Regioni, in Umbria non si rilevano particolari criticità, con livelli stabili nel tempo e con unincidenza media del 16% rispetto al totale delle entrate e del 17% rispetto al totale delle entrate correnti degli ultimi cinque anni. Restano le preoccupazioni legate all&#8217;interazione delle nuove normative sul pareggio di bilancio che avranno un forte impatto sulle possibilità di realizzare future spese di investimento.<br />
Per quanto riguarda le spese prossima manovra di bilancio affronterà una serie di questioni importanti e complesse: la riforma delle Province (legge 56/2014); il cofinanziamento della nuova programmazione comunitaria; le società partecipate regionali; il livello di finanziamento del sistema sanitario regionale.<br />
Il riordino delle funzioni esercitate dalle Province, rappresenta un ulteriore elemento di criticità poiché la correlazione fra risorse e funzioni è venuta meno con i tagli alle risorse regionali e provinciali della legge di stabilità 2015 (e con la successiva 2016). Per la copertura degli oneri derivanti dal processo di riordino, la Regione provvederà razionalizzando ulteriormente gli interventi finanziati con le proprie risorse per le politiche settoriali, nonostante esse siano già state fortemente colpite dai tagli sulla finanza regionale operati dal governo. Nel periodo 2014-2020 i piani finanziari della nuova programmazione comunitaria (FSE, FESR, PSR) prevedono un ammontare totale di risorse di circa 1,47 miliardi, di cui 238,7 milioni a carico della Regione a titolo di cofinanziamento. Il cofinanziamento della nuova programmazione comunitaria 2014-2020 impone alla nostra regione un impegno annuale di circa 34 milioni. La futura manovra di bilancio, al fine di rispettare gli impegni a livello europeo, ricercherà ulteriori margini di flessibilità sufficienti per garantire il finanziamento necessario.<br />
La Giunta regionale ha attivato da alcuni anni un ampio processo di razionalizzazione e risparmio sul versante degli enti strumentali e delle società controllate e partecipate dalla Regione. Questa azione proseguirà, ma non esclude l&#8217;opportunità di rivedere e rivalutare opportunamente l&#8217;impegno della Regione.<br />
Infine, la positiva situazione finanziaria della sanità regionale conferma l&#8217;attenzione posta, sia a livello regionale che aziendale, alla spesa che ha contribuito a determinare la contrazione della dinamica dei costi. La legge di stabilità 2016 ridetermina l&#8217;ammontare del fabbisogno sanitario nazionale standard in 111 miliardi di euro (nel 2015 è stato di 109,715 miliardi). La Regione garantirà anche per il 2016 le risorse che saranno assegnate al Fondo Sanitario Regionale in base ai criteri di riparto stabiliti a livello nazionale.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/documento-di-economia-e-finanza-2016-2018-della-regione-presidente-marini-bilancio-in-equilibrio-e-tasse-invariate/">Documento di economia e finanza 2016-2018 della Regione. Presidente Marini: &#8220;Bilancio in equilibrio e tasse invariate&#8221;</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Turismo sommerso, l&#8217;allarme di Federalberghi Umbria</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 17:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Lavoro nero, evasione fiscale e contributiva, mancata tutela dei consumatori: queste le preoccupanti conseguenze del turismo sommerso che anche in Umbria sta raggiungendo alti livelli di guardia. Se ne è discusso nella mattinata del 15 gennaio a Palazzo Donini alla presenza del presidente Federalberghi dell’Umbria Giorgio Mencaroni, il vice presidente Federalberghi della provincia di Perugia ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/turismo-sommerso-lallarme-di-federalberghi-umbria/">Turismo sommerso, l&#8217;allarme di Federalberghi Umbria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Lavoro nero, evasione fiscale e contributiva, mancata tutela dei consumatori: queste le preoccupanti conseguenze del turismo sommerso che anche in Umbria sta raggiungendo alti livelli di guardia. Se ne è discusso nella mattinata del 15 gennaio a Palazzo Donini alla presenza del presidente Federalberghi dell’Umbria Giorgio Mencaroni, il vice presidente Federalberghi della provincia di Perugia Andrea Barberi e Maria Stella Minuti di Incipit Consulting.</p>
<p><strong>Come nasce il turismo sommerso &#8211;</strong> Sull’onda della Sharing Economy, il sommerso nel turismo sta apparendo invece come Shadow Economy, sfuggendo così a qualsiasi registrazione e controllo. Nel corso della conferenza stampa, Federalberghi Umbria ha presentato l’indagine condotta da Incipit Consulting, che per la prima volta fotografa il fenomeno in ambito regionale. “Di fronte a dati così eclatanti &#8211; solo il portale Airbnb offre in Umbria quasi 4.200 alloggi – occorre intervenire subito sia sul fronte normativo che su quello dei controlli, per ristabilire certezza e parità di condizioni”, sostengono i rappresentanti di Federalberghi Confcommercio. “Tocca alla Regione Umbria &#8211; hanno aggiunto &#8211; dare un primo segnale importante, dettando regole ed istituendo controlli volti ad arginare l’illegalità e la concorrenza sleale in uno dei settori tra i più importanti per l’economia nella regione. Ma i soggetti interessati a questo fenomeno sono tanti:  Guardia di Finanza, Questura, Comuni, associazioni dei consumatori.</p>
<p><strong>Cosa dice la legge &#8211;</strong> Dal 2013, il Testo Unico del Turismo, per esigenze di semplificazione amministrativa, ha eliminato la tipologia “case/appartamenti locati ad uso turistico” i cui dati non vengono più rilevati. L’Umbria, al momento, non ha dunque una normativa che inquadri il fenomeno delle locazioni turistiche brevi. Questa carenza determina conseguenze pesanti: crea nuovi soggetti imprenditoriali che sfuggono ad ogni controllo, e gestiscono gli affitti a nome degli host, attraverso le piattaforme peer to peer, e che si occupano di offrire la gamma completa di attività di un host: gestione degli immobili, negoziazione del prezzo, consegna delle chiavi, pulizia, informazioni di carattere locale ed altri servizi; sottrae una parte del sistema di offerta turistica alle politiche dirette ad assicurare qualità, trasparenza delle informazioni, sicurezza e salute del consumatore e a quelle di prodotto e di promozione turistica. Incide negativamente, quindi, anche sulla capacità di governance della destinazione Umbria; impatta negativamente sull’applicazione dell’imposta di soggiorno e, soprattutto, di tutti gli altri obblighi fiscali a cui sono soggette le imprese ricettive, riduce l’efficacia delle rilevazioni statistiche su arrivi e presenze.</p>
<p><strong>Ospitalità alternativa &#8211;</strong> L’ospitalità alternativa, fornita in alloggi non rilevati dalle statistiche ufficiali e, dunque, non registrata e quantificata, è un fenomeno sempre più diffuso anche grazie alla condivisione facile di annunci online. Molte delle offerte attualmente in rete si configurano, spesso, come attività imprenditoriali vere e proprie, quantitativamente rilevanti e capillarmente diffuse, che sfuggono ai controlli delle Regioni, competenti in materia di attività turistiche e di garanzia della trasparenza e qualità dell’offerta, e del Fisco, sottraendo risorse economiche sia alla fiscalità generale che a quella turistica (imposta di soggiorno). Dato il loro ruolo preminente nel processo di diffusione dell’affitto temporaneo a fini turistici, l’indagine analizza l’offerta ricettiva in Umbria presente nelle principali piattaforme di prenotazione online, focalizzandosi in particolare sull’analisi di Airbnb che, detenendo la quota più rilevante del mercato dell’affitto turistico in rete, è il portale che consente di intercettare questo fenomeno in maniera più completa, seppure non esaustiva.</p>
<p><strong>I dati &#8211;</strong> I dati del portale Airbnb per l’Italia evidenziano, più di altri, lo scarto esistente tra il numero di esercizi ricettivi rilevati dall’Istat e quello degli alloggi privati offerti in locazione turistica via web: a fine ottobre 2015 il numero di inserzioni su Airbnb ammontava a circa 178.000.  In Umbria, la maggior parte degli annunci su Airbnb si riferisce ad appartamenti interi che sono, per la quasi totalità (88,9%), disponibili per oltre sei mesi all’anno per l’affitto turistico, andando ben oltre la media italiana (81,5%). Più della metà degli annunci su Airbnb (58%) sono pubblicati da inserzionisti (host) che gestiscono più alloggi: una inserzione su cinque è riconducibile a host con più di 5 alloggi in gestione. La dimensione media degli alloggi Airbnb in Umbria è di 4,9 posti letto. A livello territoriale disaggregato, la distribuzione  degli alloggi posti in locazione su Airbnb si caratterizza per una maggiore concentrazione nei comprensori del Perugino e dell’Assisano, dove i due comuni capoluogo detengono un ruolo di assoluto primo piano. Seguono, sempre in rapporto all’ampiezza territoriale, i comprensori dello Spoletino e del Tuderte, con gli alloggi concentrati, anche in questi casi, nei due comuni capoluogo, e il Trasimeno, dove invece si riscontra una maggiore distribuzione tra i vari comuni.  Vengono poi due comprensori della provincia di Terni, Orvietano e Amerino, con Orvieto e Amelia che ospitano circa il 50% degli alloggi dei loro comprensori.</p>
<p><strong>Misure di tutela &#8211;</strong> Sono dieci le misure proposte da HOTREC per affrontare il fenomeno del turismo sommerso:<br />
1) istituire un registro ufficiale degli alloggi turistici offerti da privati<br />
2) definire procedure per l&#8217;autorizzazione all&#8217;esercizio di tali attività<br />
3) censire il movimento dei turisti nelle private abitazioni<br />
4) garantire requisiti minimi a tutela della salute e della sicurezza dei clienti<br />
5) rispettare la legislazione fiscale<br />
6) identificare i viaggiatori, nel rispetto della convenzione di Schengen<br />
7) tutelare i diritti dei lavoratori<br />
8) proteggere la qualità della vita dei vicini di casa<br />
9) monitorare e controllare il rispetto delle regole e l&#8217;impatto del fenomeno<br />
10) sanzionare la violazione delle regole</p>
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		<title>&#8220;Umbria ancora lontana dalla ripresa&#8221;: l&#8217;allarme lanciato da Ricci</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 10:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/umbria-ancora-lontana-dalla-ripresa-lallarme-lanciato-da-ricci/">&#8220;Umbria ancora lontana dalla ripresa&#8221;: l&#8217;allarme lanciato da Ricci</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “Uno studio pubblicato dal Sole 24 Ore indica che l&#8217;Umbria, prendendo in considerazione il Pil a persona, è solo al 13° posto fra le regioni italiane confermando la stagnazione economica, senza ripresa. Situazione che, peraltro, vede bloccato il Pil annuale al -0,4 per cento, senza miglioramenti, come sta avvenendo in altre regioni italiane”. Lo scrive il portavoce del centrodestra e liste civiche in Assemblea legislativa, Claudio Ricci che evidenzia anche il “dato relativo alle oltre 30mila famiglie povere in Umbria”.</p>
<p>Per l’esponente dell’opposizione in assemblea legislativa “i numeri sono concreti e non lasciano spazio a interpretazioni. Il governo regionale – commenta &#8211; deve avere più slancio imprenditoriale, innovazione e cambiamento, andando a ridurre sprechi e inefficienze per investire più risorse in sviluppo economico. Così da creare nuovi posti di lavoro, diminuire le tasse e predisporre più sostegni alle famiglie povere”. Ricci sottolinea quindi, “come indicato, molte volte, dal gruppo di centro destra e liste civiche” la necessità di “un piano di marketing operativo, indicando azioni prioritarie chiare, che mettano insieme le risorse pubbliche con quelle private e delle associazioni, premiando il merito e la qualità. Ma anche cercando di attrarre più opportunità in Umbria, semplificando e riducendo i tempi di rilascio delle autorizzazioni”.</p>
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		<title>Export, un altro milione di euro stanziato dalla Regione per le aziende umbre</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 16:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Un ulteriore milione di euro va ad integrare le risorse del  bando  2015 per le reti di imprese per l’internazionalizzazione, portando così la dotazione finanziaria a complessivi  2 milioni di euro”: lo ha  annunciato il vice presidente e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli, a seguito dell’approvazione da parte della Giunta regionale dell’Umbria di un apposito provvedimento.</p>
<p>“L’incremento delle risorse, a valere sul Por Fesr 2014-2020 e relative  ai progetti di promozione dell’export per  imprese e loro forme aggregate – ha aggiunto Paparelli –,  ci consentirà di rispondere in maniera più adeguata alle numerose richieste di finanziamento presentate dai diversi soggetti a seguito del bando. Si tratta di una misura – ha ricordato l’assessore – finalizzata a superare quegli ostacoli strutturali che limitano l’internazionalizzazione delle imprese umbre, spingendole quindi all’aggregazione, sia  su base territoriale che settoriale, e  ad innovarsi. Il  perdurare della crisi economica globale dagli sbocchi tuttora aperti e incerti – ha evidenziato -, richiede a tutti i soggetti,  pubblici e privati, di individuare interventi in grado di rilanciare la crescita economica e favorire la ripresa occupazionale, anche  attraverso  una più incisiva politica economica e industriale. E’ dunque necessaria una strategia  di ampio respiro – ha concluso Paparelli- , per creare le condizioni di ripresa economica e occupazionale, guardando anche ai mercati esteri e impiegando al meglio  i diversi strumenti a disposizione e risorse proprie e della programmazione europea”.</p>
<p>Le agevolazioni sono rivolte alle Pmi, regolarmente costituite in forma associata mediante Ats, Ati, Reti di imprese, Consorzi e Società Consortili con l’obiettivo valorizzarne il potenziale di sviluppo e di rafforzare l’export regionale e il grado di internazionalizzazione,  in coerenza con la strategia di “smart specialization”. Nel bando particolare rilevanza è stata data alla qualità dei  progetti, soprattutto relativamente alla  messa a punto e commercializzazione di nuovi prodotti e di servizi innovativi in stretta collaborazione con un cliente o partner estero, premiando le imprese che puntano a partnership con imprese estere. Allo stesso modo rilevante è stata ritenuta la stabilizzazione delle imprese sul mercato estero prescelto,  l’incremento occupazionale debitamente documentato a conclusione del progetto, la coerenza dei contenuti del progetto con la strategia di specializzazione intelligente (RIS3), la capacità progettuale innovativa e  di aggregazione fra imprese. E’ previsto un contributo massimo erogabile alle micro e piccole imprese pari  al 50% e alle medie imprese pari  al 40% delle spese ammesse, in regime  “de minimis”.</p>
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