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	<title>Perugia Online &#187; Emanuele scarponi</title>
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		<title>Locazioni in centro: ecco quanto pagano i negozi al Comune di Perugia</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Feb 2015 09:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cristiana Mapelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[affitti agevolati]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Bertineli]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuele scarponi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><strong>PERUGIA –</strong> Una mappatura migliore e l’effettiva verifica di tutte le locazioni del Comune ad affitto agevolato concesse alle attività commerciali. Questa la richiesta del consigliere Ncd Emanuele Scarponi approvata in Commissione qualche giorno fa, accolta positivamente dai colleghi ma anche dalla cittadinanza. “Il Comune &#8211; questa in sintesi la richiesta del consigliere di maggioranza &#8211; dovrebbe mandare le lettere di disdetta a fine contratto per non dare per certo il rinnovo automatico” . Ma se da una parte l’assessore al bilancio Cristina Bertinelli assicura un’attenta valutazione, caso per caso, di ogni locazione comunale, dall’altra vedere quale sia la somma che annualmente queste attività pagano per avere vetrine in corso Vannucci, sorprende. </p>
<p><strong>Affitti sfitti &#8211;</strong> L’Acropoli, il centro commerciale naturale della città dove, a causa dei costi troppo alti delle locazioni, i negozi restano sfitti. Un fenomeno diffuso, in particolar modo nelle zone più prestigiose della città, dove per una mensilità di pochi metri quadrati si arriva a pagare anche oltre i 2mila euro al mese. Poi ci sono delle locazioni di proprietà del Comune di Perugia, un centinaio in tutta la città, con affitti agevolati. Tra queste, 43 sono spalmate sui punti strategici dell’Acropoli: corso Vannucci, la rinnovata piazza Matteotti, via Oberdan e Sant’Ercolano. In un momento di crisi profonda e in cui investire nel centro storico non sembra essere sempre la migliore tra le scelte, scoprire che alcune attività pagano affitti irrisori sorprende.</p>
<p><strong>Piazza Matteotti – </strong>Piccole cifre se paragonate a dove si affacciano le vetrine di queste attività commerciali. Scopriamo così che, per la locazione mensile di un punto vendita in piena piazza Matteotti, una panetteria spende circa 580 euro. Di poco superiore il prezzo pagato da un altro negozio di alimentari nella stessa piazza, che ogni mese versa nelle casse del Comune poco più di 600 euro o  i 700 euro che impegna la locazione di un negozio di dolciumi nella stessa piazza. E ancora, facciamo parlare i numeri. Due attività di vendita di accessori e calzature spendono mensilmente 1110 euro l’una e 1615 euro ogni trenta giorni mentre uno dei bar storici di piazza Matteotti si impegna a pagare mensilmente circa 1400 euro.</p>
<p><strong>Via Oberdan &#8211;</strong>  Posizione strategica quella di via Oberdan che ora più che mai, è alla riscoperta di nuovi target commerciali. Ecco che, un negozio di abbigliamento nella via, paga al Comune circa 750 euro mensili mentre a Sant’Ercolano, quindi poco lontano, una bar deve versare solo 811 euro al mese. </p>
<p><strong>Corso Vannucci &#8211;</strong> Ma lo stupore cresce quando esaminiamo le locazioni concordate per le attività commerciali lungo corso Vannucci, arteria principale dell’Acropoli. Un’attività di vendita di prodotti tipici con le sue vetrine proprio lungo il corso principale del centro storico, spende 915 euro mensili mentre un bar nella stessa posizione dovrebbe alle casse comunali 933 euro. Un altro bar a pochissimi passi dalla Fontana Maggiore spende 1391 euro ogni mese. La legge del mercato degli immobili ci insegna che, la quotazione di un locale commerciale, dovrebbe basarsi sul numero e sulla posizione delle sue vetrine e fa sorridere notare come, due tra i principali negozi di abbigliamento di prodotti di lusso del centro storico, spendono rispettivamente circa 1450 euro e poco più di 1600 euro mensili.</p>
<p><strong>Corso Vannucci, locazioni annuali</strong><br />
Petrini Graziella 10.980 con una seconda locazione a 11.202; caffè del Banco 1698,48; Ricci Lino 17.461,44 ; gioiello Idea  4087,44; Ricci Paris 19.444,80; </p>
<p><strong>Piazza Matteotti, locazioni annuali</strong><br />
Co.fo.pa 7043,52; Gerbi Rinaldo 7.270;  Coop Umbria 50,940; Di Esse Duranti 19.387,20;  Società Ima srl 19.800; Massaroni 27mila; Grifolatte 31mila; bar Oscar 186.963; Sodalizio S. Martino 37.121,55;  sdg Giuli M. Snc 19.387,20 e il secondo immobile a 13.328,70; Bavicchi 12.780; Galli Fabrizio 8.603.07; Peltristo Isabella 33.600; Geos venfind 17.001 e un altro immobile a 60.973; Bindocci casa bomboniera 35.791,21; </p>
<p><strong>Oberdan-Rupe-Sant&#8217;Ercolano</strong><br />
Mondi Edoardo 12.821,60; Bartolucci Raffaella 1938,72; Ottica Caso 19.140 con un secondo affitto a 5600; Righi abbigliamento 8.995,48; Soc. Emme Retail 67.080; Deutsch Bank 19.130,46; Le Cre Fatnastiques 9.738; Migliorati san 13.077,64; Nanni Letizia 14.280 con una seconda locazione a 1.944,54; Barola Angela 6.308; officina sociale umbra società cooperativa srl 54.924 e per un secondo spazio a 5.328; </p>
<p><strong><br />
Via dei Priori, locazioni annuali</strong><br />
Botteghe artigiane 3.841;  Profumeria Rossi san 15.752,16; antica drogheria Bavicchi 9.814,80</p>
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		<title>Locazioni comunali attività commerciali, Scarponi chiede chiarezza</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 17:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Perugia]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>
Un ordine del giorno interessante. Durante la II commissione consiliare permanente di mercoledi 12 febbraio, il consigliere di Ncd Emanuele Scarponi propone di fare chiarezza e una revisione delle locazioni affittuarie da parte del Comune alle attività commerciali. In sede di discussione, hanno partecipato anche l&#8217;assessore Bertinelli e il dottor Zepparelli. Sei i voti a favore dell&#8217;odg della maggioranza che passa alla valutazione del Consiglio comunale. </p>
<p>L&#8217;odg &#8211; &#8220;È una tematica che ho avuto difficoltà a ricostruire &#8211; commenta Scarponi- : alcuni immobili ricadono sotto all assessorato al Bilancio, altri sotto la Cultura. In merito esiste una tabella che divide i mq di questi affitti non tenendo conto della zona: un locale in corso Vannucci ha locazione uguale o simile ad un locale in via della Pallotta&#8221;.<br />
Una documentazione vasta e poco cara, spiega il consigliere di Ncd, che considererebbe circa un centinaio di immobili.<br />
scarponi punta il dito sugli affitti concessi a canoni agevolati non in linea con i parametri di mercato.<br />
&#8220;Il Comune &#8211; continua Scarponi con la sua proposta &#8211; dovrebbe capire qual è l entità del problema, verificando quanti sono questi negozi e le scadenze dei vari contratti e successivamente cercare di adeguarli ad una linea comune ma, allo stesso tempo, differenziandoli per area e settore. Il Comune dovrebbe mandare le lettere di disdetta a fine contratto per non dare per certo il rinnovo automatico. È impensabile che il Comune dia in affitto un locale in piazza Matteotti a ad una locazione ridicola e poi debba pagare tanti soldi per uno spazio in cui inserire un info Point&#8221;.</p>
<p><strong>La catalogazione &#8211;</strong> Un dossier ricco, senza dubbio, ma forse caotico. &#8220;È un argomento giustissimo &#8211; spiega l&#8217;assessore Bertinelli &#8211; ma abbiamo un problema: una massa di dati così elevata che fatichiamo a dare immediate risposte. Procederemo ad una mappatura delle locazioni comunali e daremo linee guida sulla catalogazione e sui termini di analisi, come ad esempio il numero totale di immobili o le condizioni diverse&#8221;. Ad oggi l&#8217;assessorato si è limitato a vedere gli affitti attivi, le concessioni di spazi a imprese commerciali o a privati, lasciando fuori le o associazioni no profit.<br />
&#8220;Basti pensare &#8211; continua la Bertinelli &#8211; che i canoni delle locazioni sono stabiliti in base ad una delibera comunale del 1982, rivalutata in base all&#8217;Istat. Servirebbero sopralluoghi e controlli ma ogni contratto andrebbe approfondito perché costituisce una cosa a se. Un primo step, potrebbe essere quello di partire da una revisione sugli affitti commerciali per poi, in seconda battuta, affrontare anche il discorso delle locazioni alle associazioni no profit.</p>
<p><strong>Le normative &#8211;</strong> Il dirigente comunale Zepparelli prova ad illustrare le specifiche normative delle locazioni: &#8220;Tutto ciò che precede il 2010 era normato dalla legge 392/78 e disciplina le locazione di tipo commerciale. Tutti quei contratti normati da regolamento, sono stati adeguati riallineandoli ai parametri del mercato. Dal 2010 alcuni immobili sono rientrati all&#8217;Amministrazione e sono stati riaffittati secondo procedure di evidenza pubblica&#8221;.<br />
Questi contratti di concessione disciplinati da questo regolamento, prevedono la formula 6+6, dove l&#8217;Amministrazione può rinnovare il contratto solo se i pagamenti sono in regola e se il canone è allineato al momento storico attuale. Al termine dei 12 anni l&#8217;immobile viene poi rimesso sul mercato con un&#8217;assegnazione mediante gara&#8221;. Non c&#8217;è quindi un tacito accordo ma manca un controllo caso per caso. L&#8217;Amministrazione quindi si impegnerà a riclassificare le varie concessioni ed offrire quindi una mappatura migliore delle locazioni attive. </p>
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		<title>Perugina, a palazzo dei Priori un odg sulla situazione dell&#8217;azienda</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 17:43:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Diego Mencaroni]]></category>
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		<category><![CDATA[Stefano Giaffreda]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Bori]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Un occhio  attento sulle sorti della Nestlè &#8211; Perugina. Durante il consiglio comunale di lunedì si è voluto puntare una bella lente di ingrandimento su quella che è la situazione, già piuttosto critica, dell&#8217;azienda con sede a San Sisto. L&#8217;obiettivo è quello di capire, in termini di strategie industriali, su quale direzione l&#8217;azienda intenda muoversi.</p>
<p><strong>Lo stabilimento di San Sisto &#8211;</strong> Il consigliere del Pd Tommaso Bori ha presentato due odg per chiedere alla Giunta di attivarsi rispetto alla situazione d&#8217;emergenza che si registra allo stabilimento della Nestlé-Perugina di San Sisto contro il ridimensionamento ed i licenziamenti, il secondo (un&#8217;interrogazione) per avere chiarimenti sulle motivazioni del licenziamento di una lavoratrice disabile e sindacalista alla Nestlé &#8211; Perugina e sulla volontà di prendere posizione rispetto alla complessa situazione della storica azienda della nostra città&#8221;.<br />
&#8220;L&#8217;azienda Nestlè &#8211; Perugina &#8211; commenta Bori  in consiglio &#8211; riveste per Perugia la stessa importanza simbolica, economica e sociale che le acciaierie da sempre hanno per la città di Terni, come si è visto nei medi passati con la mobilitazione popolare ed istituzionale che ha coinvolto tutta la cittadinanza&#8221;. Una richiesta a sindaco e Giunta affinché prenda una posizione in merito al ridimensionamento all&#8217;interno dell&#8217;azienda. A dar man forte al giovane consigliere comunale, anche il capogruppo del Pd Diego Mencaroni e il pentastellato. Stefano Giaffreda. Il consigliere di maggioranza Emanuele Scarponi, invece, mostra una qualche perplessità. &#8220;All&#8217;interno di Expo Milano ci sarà lo stand della Nestlè nel cluster gestito da Eugenio Guarducci ma è fatto gravissimo che non compaia il brand della Perugina. Non potrebbe invece essere un segnale forte puntare proprio sul brand di San Sisto durante un evento di tale importanza?&#8221;.</p>
<p><strong>La Giunta &#8211;</strong> Sensibilità che l&#8217;Amministrazione comunale sembra dimostrare, come l&#8217;assessore Michele Fioroni conferma con un intervento: &#8220;Propio in questi giorni, anche grazie a dei rapporti personali  sto sollecitando un incontro con Nestlè Italia proprio perché la Giunta riconosce la centralità del ruolo dell&#8217;azienda. Dobbiamo inoltre tenere conto che Perugina sarà presente all&#8217;interno del cluster dedicato al cacao durante <a href="http://www.perugiaonline.net/senza-categoria/guarducci-vi-racconto-il-nostro-eurochocolate-expo-2015-milano-12747/" title="Guarducci: “Vi racconto il nostro Eurochocolate a Expo 2015 Milano”" target="_blank">Expo 2015 a Milano</a> con uno stand nei &#8220;distretti del cioccolato&#8221;. Secondo l&#8217;assessore Fioroni, inoltre, provo come fatto con le acciaierie di Terni, bisogna intervenire a tempo debito. &#8220;Purtroppo &#8211; continua Fioroni- fino ad ora, forse, non si è mai investito abbastanza nel rendere Perugia la città del cioccolato, sia dal punto di vista  artigianale che da quello industriale. Diventa fondamentale, in questo momento, sedersi al tavolo con Nestlè in nome della comprensione e capire quali sono le strategie industriali e prendere in considerazione una gestione forte del brand con, perché no, negozi monomarca. Dal consiglio comunale, la pratica è stata approvata all&#8217;unanimità.</p>
<p><strong>La situazione Nestlé &#8211; Perugina &#8211;</strong> Negli ultimi anni la situazione è diventata molto complessa, soprattutto per la precarizzazione del personale e, nell&#8217;ultimo periodo, vi è stato un aumento della tensione tra lavoratori, sindacati e vertici aziendali per il continuo ricorso ad ammortizzatori sociali, precarizzazione del personale, paventati licenziamenti e riduzione della produzione. Già dal 2013 con i contratti di solidarietà, dunque con sacrificio dei lavoratori che rinunciano a parte dello stipendio per evitare il licenziamento dei colleghi, si è cercato di mettere in sicurezza l&#8217;impianto della fabbrica di San Sisto. È stato fatto dopo le occasioni perse nella campagna 2013/14 per ricreare le condizioni di competitività ed efficienza utili a riposizionare la Perugina nel sistema Nestlé Europa. Nonostante i sacrifici dei lavoratori la Nestlé ha continuato a ridimensionare lo stabilimento della Perugina dismettendo produzioni perché fuori mercato e delocalizzando molte commesse. </p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/peruginanestle/">Perugina, a palazzo dei Priori un odg sulla situazione dell&#8217;azienda</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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