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	<title>Perugia Online &#187; Export</title>
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		<title>Umbria, bene le esportazioni nel primo semestre 2016</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 17:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;Umbria piace, soprattutto all&#8217;estero. E dato che le esportazioni sono il sale dell&#8217;economia di un paese, ecco che questo inizio 2016 ha fatto registrare dati davvero incoraggianti in merito al comparto dell&#8217;export, soprattutto se parliamo della suddetta regione. Secondo i dati relativi a questo primo semestre del 2016, le esportazioni umbre hanno letteralmente spazzato via i numeri raccolti nel 2015, a loro volta molto positivi. E come se non bastasse ciò, l&#8217;export umbro si dimostra anche di molto superiore alle media nazionale.</p>
<p><strong>Esportazioni: un inizio 2016 da record per l&#8217;Umbria</strong></p>
<p>Secondo quanto riportato dall&#8217;indagine della Regione Umbria, questo inizio 2016 ha portato in dote dati davvero interessanti. Nello specifico, l&#8217;export umbro è in crescita del +5,4%: una notizia che va un po&#8217; contro corrente, considerando che la media nazionale relativa alle esportazioni ha registrato un calo generale del -0,4%. Ma il positivo stato di salute delle esportazioni delle aziende umbre non è certo una novità: lo stesso 2015 aveva registrato un aumento complessivo dell&#8217;export pari al +6,4%. Sia i dati relativi allo scorso anno che quelli di questi mesi del 2016, risaltano se paragonati alla media nazionale delle esportazioni, pari al +3,8%.</p>
<p>Le esportazioni crescono e con esse crescono anche le possibilità per le imprese, che oggi hanno l&#8217;occasione per espandere ancor di più il proprio business all&#8217;estero. Questo, in altre parole, è il momento più adatto per cavalcare l&#8217;onda dell&#8217;export: una missione che, comunque, non si presenta priva di difficoltà. Eppure, per superare tutti i problemi logistici legati all&#8217;internazionalizzazione, ecco che intervengono progetti innovativi come “Mestiere Impresa” di BNL. Grazie a questo progetto, <a href="https://mestiereimpresa.bnl.it/it/consulenza-pmi/internazionalizzazione/">le imprese interessate possono richiedere una consulenza per l&#8217;internazionalizzazione</a>, accedere ad una banca dati vastissima, ricercare il paese di destinazione ed analizzare i diversi mercati. In questo modo, dunque, sarà molto più semplice reperire informazioni sulle varie attività e, di conseguenza, espandere il loro giro d&#8217;affari.</p>
<p><strong>Export: Perugia regina dell&#8217;Umbria</strong></p>
<p>Stando ai dati raccolti, è la città di Perugia ad aver fatto registrare i dati più interessanti relativi al giro d&#8217;affari legato all&#8217;estero: si parla, nello specifico, di ben 642 milioni di euro derivati dalle esportazioni delle aziende perugine all&#8217;estero, con un incremento rispetto al 2015 pari al +2,6%. Da sottolineare anche l&#8217;annata <a href="http://www.ansa.it/umbria/notizie/2016/08/08/export-umbro-in-crescita-nel-2015_cb5026f4-8f0e-4410-a23d-c69e712c1c4a.html">particolarmente positiva di Terni</a>: secondo i dati comunicati dalla Regione Umbria, la provincia ha incrementato del 12% i suoi proventi relativi alle esportazioni. Questi numeri sono anche frutto dell&#8217;impegno della stessa regione, sempre più spesso dedita alla promozione di numerosi progetti e iniziative.</p>
<p><strong>Umbria nel mondo: i mercati più interessanti</strong></p>
<p>Ma quali sono i mercati ed i paesi che hanno rappresentato, in questi mesi, un vero e proprio porto sicuro per le esportazioni umbre? Innanzitutto va sottolineato il successo del comparto della meccanica e della metallurgia, soprattutto se si considerano paesi di destinazione come la Germania e gli Stati Uniti. Stando poi agli ultimi trend, non è scorretto pensare che il futuro possa riservare altre sorprese positive.</p>
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		<title>Economia, vola l&#8217;export umbro: +5,4% rispetto alla media nazionale (0,4%)</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2016 08:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Dopo un 2015 che ha segnato un dato estremamente positivo, con l’export umbro caratterizzato da un tasso di crescita ben superiore alla media nazionale 6,4 contro il 3,8%, anche il primo trimestre del 2016 consegna all’Umbria un dato molto positivo con le esportazioni in crescita del 5,4% a fronte di un dato nazionale che ha segnato una pausa di riflessione (-0,4%).  “Tornano a crescere in maniera consistente settori come quello della meccanica (+11,4%) e della metallurgia (+5,2) –commenta il vicepresidente della Giunta regionale con delega allo sviluppo economico Fabio Paparelli – e questo ci conforta rispetto al consolidamento ed alle prospettive di sviluppo di due comparti chiave dell’economia umbra, in grado di trascinare l’export umbro a quota 918 milioni di euro, ad un passo dal record storico per questo periodo dell’anno”.</p>
<p><strong>La situazione a Perugia e Terni</strong> L’export della provincia di Perugia si è posizionato a 641,6 milioni di euro rispetto ai 625 dell’anno precedente con un incremento del 2,6%, mentre quello della provincia di Terni ha registrato un dato pari a 276,2 milioni rispetto ai 245,6 del primo trimestre del 2015 con un incremento di oltre il 12%.  “Anche la destinazione territoriale dei prodotti regionali – continua Paparelli &#8211; trova nei dati positivi che provengono dai grandi mercati di sbocco, Europa con la Germania e gli Usa, la conferma che la crescita potrebbe assumere caratteri di tipo strutturale. Certamente le vicende del secondo trimestre con l’aumento delle tensioni internazionali e il referendum inglese sull’uscita dall’euro potrebbero incidere sui dati complessivi. Tuttavia – rileva &#8211; le conferme sui partner commerciali più importanti segnano l’acquisizione di un dato strutturale: quello della competitività sul versante della tecnologia incorporata nelle produzione e nella conseguente rispondenza a parametri di qualità, organizzazione e sostenibilità, che sembrano essere un dato acquisito rispetto ai dati che ci consolidano sui mercati di sbocco più importanti”.</p>
<p><strong>Le iniziative regionali</strong> Paparelli ha poi fatto un primo bilancio delle iniziative assunte dalla Regione tra cui il bando finalizzato al supporto delle reti di impresa finalizzate all’internazionalizzazione l, che ha visto 26 progetti finanziati con 92 imprese partecipanti che stanno realizzando programmi di promozione dell’export per un valore di oltre 4.185.000 euro, con il supporto della Regione che ha concesso contributi per 2.023.000 euro. Accanto a questa iniziativa “si colloca il supporto alla partecipazione ad iniziative fieristiche nell’ambito della procedura  a sportello prevista dal programma di promozione dell’internazionalizzazione che sta realizzando Sviluppumbria Spa che ha visto la presentazione di progetti di partecipazione di 91 imprese con uno stanziamento complessivo pari ad oltre 900.000 euro”.</p>
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		<title>Made in Italy, in crescita le esportazioni</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 16:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Tre miliardi e mezzo di euro. A tanto ammonta il valore dell’export delle imprese manifatturiere umbre, di cui circa il 70% è costituito dai settori del “made in Italy”, per la gran parte (84%) rappresentati da imprese al di sotto dei 10 addetti. &#8220;Le politiche regionali &#8211; afferma Francesco Vestrelli, responsabile regionale di Cna Produzione &#8211; ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Tre miliardi e mezzo di euro. A tanto ammonta il valore dell’export delle imprese manifatturiere umbre, di cui circa il 70% è costituito dai settori del “made in Italy”, per la gran parte (84%) rappresentati da imprese al di sotto dei 10 addetti.<br />
&#8220;Le politiche regionali &#8211; afferma Francesco Vestrelli, responsabile regionale di Cna Produzione &#8211; devono essere indirizzate a sostenere e riqualificare le piccole imprese manifatturiere, in particolare quelle artigiane, che ancora oggi rappresentano una componente fondamentale del sistema manifatturiero umbro&#8221;. Cna Umbria ha presentato i risultati dell’indagine, condotta insieme al centro studi Sintesi, sulla relazione tra l’evoluzione delle imprese manifatturiere umbre negli anni della crisi e l’andamento delle esportazioni.<br />
&#8220;Numeri alla mano – continua Roberta Datteri, imprenditrice e dirigente di Cna &#8211; mentre tra il 2009 e il 2015 il Pil regionale precipitava del 5%, l’export aumentava del 28% (+ 38% a prezzi correnti). Un export che è da attribuire quasi per intero alle imprese manifatturiere (3,5 miliardi di euro sui 3,6 totali delle esportazioni). Tra queste 7.800 imprese la parte del gigante la fanno i settori specializzati nel made in Italy, mentre emerge un forte ridimensionamento del peso della metallurgia. E se andiamo a spacchettare le aziende per numero di occupati vediamo che la maggior parte di esse sono micro imprese (da zero a 9 addetti), che da sole esprimono circa il 30% dell’occupazione in questi settori&#8221;.<br />
La ricerca ha preso in esame l’agroalimentare, la moda, il sistema casa, i macchinari, i mezzi di trasporto e la carta-stampa, andando a verificare il rapporto tra imprese, addetti, mercati di riferimento e andamento delle esportazioni negli ultimi sei anni.<br />
&#8220;I maggiori mercati di riferimento &#8211; afferma Alberto Cestari, del centro studi Sintesi &#8211; continuano a essere quelli dei Paesi dell’Unione europea (62% del totale) e l’America (13%), seguiti dai Paesi europei extra Ue (10%) e dall’Asia. Più distaccati ci sono l’Africa (3%), il Medio Oriente (3%) e l’Oceania (1%). Un aspetto molto interessante riguarda l’evoluzione delle imprese, che nel complesso sono diminuite di numero rispetto all’inizio della crisi, mentre il valore dell’export è aumentato: è così per il sistema moda (-10% di imprese, + 74% export), per i mezzi di trasporto (- 18% di imprese, + 140% export), per il sistema casa (-17% di imprese, +22% export), per i macchinari (-14% di imprese, +18% export). Fanno eccezione le imprese dell’agroalimentare, cresciute sia come numero (+5%) che come export (+59%)&#8221;.<br />
“Nonostante si sia verificata una diminuzione del numero delle imprese – prosegue Vestrelli &#8211; il peso percentuale dell’artigianato all’interno del “made in Italy” nel 2015 è pressoché analogo a quello del 2009, ìndice di una “crescita” delle imprese artigiane e di una rispecializzazione dei settori verso produzioni a maggior valore aggiunto. Lo dicevo in apertura: numeri alla mano, è chiaro che le piccole imprese ricoprono un ruolo fondamentale nelle produzioni del “made in Italy” dirette all’estero. Ecco perché chiediamo alla Regione che le risorse dei fondi strutturali e per le politiche di innovazione vengano destinate in misura consistente a questi settori, favorendo gli investimenti volti all’ammodernamento del patrimonio produttivo, alla digitalizzazione delle imprese artigiane, alla valorizzazione dei mestieri quale mezzo per creare occupazione, e infine all’internazionalizzazione. A quest’ultimo proposito lamentiamo difficoltà nell’accesso a strumenti che pure avevamo concordato con la Regione. Non ha senso mettere in campo misure che poi vengono sistematicamente vanificate dalla burocrazia. Crediamo sia opportuno un ripensamento o un riallineamento tra strumenti ed esigenze delle imprese – conclude Francesco Vestrelli –, anche per non vanificare l’ottimo lavoro fatto in questi ultimi anni&#8221;.<br />
La conferenza stampa è stata conclusa dall’assessore Fabio Paparelli, che nel ricordare come la Regione Umbria stia scommettendo sugli assi strategici dell’internazionalizzazione, della ricerca, dell’innovazione e della sostenibilità territoriale, ha riconosciuto il ruolo svolto in questi anni dalla Cna nell’affiancare e sostenere le imprese nei loro processi di apertura verso i mercati esteri.</p>
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		<title>Economia: vicepresidente Paparelli, economia regionale in ripresa incrementi nell&#8217;occupazione, export, credito e turismo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2016 16:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Gli indicatori economici relativi allanno 2015 sono tutti convergenti nell&#8217;indicare in Umbria un&#8217;inversione di tendenza rispetto al ciclo economico del passato, con importanti segnali positivi dal punto di vista dell&#8217;occupazione, dell&#8217;export, dell&#8217;industria, del credito alle imprese e alle famiglie, del turismo: lo comunica il vicepresidente della Regione Umbria con delega allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Gli indicatori economici relativi allanno 2015 sono tutti convergenti nell&#8217;indicare in Umbria un&#8217;inversione di tendenza rispetto al ciclo economico del passato, con importanti segnali positivi dal punto di vista dell&#8217;occupazione, dell&#8217;export, dell&#8217;industria, del credito alle imprese e alle famiglie, del turismo: lo comunica il vicepresidente della Regione Umbria con delega allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli.<br />
L&#8217;assessore innanzi tutto precisa che negli anni precedenti al 2015, il dato Eurostatat 2008-2014 (-6,26%) relativo al Pil regionale ai prezzi mercato, va letto ricordando che è composto di un -6,13% concentrato tra il 2008 e il 2009, mentre negli anni seguenti il calo in Umbria è stato appena dello 0,14%, fino a registrare un segno positivo dal 2012 in poi (+0,19). Nel 2015 invece ribadisce &#8211; tutti gli indicatori segnano una significativa ripresa che certamente si tradurrà, quando nel 2017 Eurostat pubblicherà i dati del Pil umbro 2015, in segno positivo per il Pil stesso.<br />
Dall&#8217;analisi dei vari settori emerge come nel corso del 2015 siano stati raggiunti risultati importanti che consolidano i trend di rilancio dell&#8217;economia umbra con una ripresa della domanda interna a cui si è accompagnato un incremento delle esportazioni.<br />
Occupazione: in particolare dopo lo stallo fatto registrare nel 2014, dal 2015 in poi è iniziata una fase di crescita importante dell&#8217;occupazione che riporta l&#8217;Umbria ai livelli delle regioni del Centro-Nord. Ciò risulta anche dagli ultimi dati Istat in cui emerge che l&#8217;occupazione umbra, nel IV trimestre, ha toccato quota 368.000, ben 13.000 unità al disopra del livello dell&#8217;analogo trimestre del 2014, con una crescita di 7.000 unità rispetto al precedente trimestre. L&#8217;Umbria con un +3,6 per cento, ha registrato la crescita più elevata del Paese subito dopo la Sicilia (+3,7%) ben superiore alla media nazionale (+0,8%), nonché delle regioni centrali (+0,8%) e del nord del Paese (+0,6%). Tale aumento è stata prodotto per 2/3 dal settore terziario (+9.000), con un significativo incremento occupazionale dell&#8217;industria manifatturiera (+4.000). Export: sul fonte dell&#8217;export l&#8217;Umbria consolida il trend di crescita registrato durante tutto l&#8217;arco del 2015 e chiudendo l&#8217;anno con una crescita del 6,4 per cento ben superiore all&#8217;incremento nazionale che registra un incremento del 3,8 per cento. Altro elemento rilevato riguarda la ripresa dell&#8217;export con riferimento ad alcuni comparti delle industrie di base e delle prime trasformazioni ad esse connesse che ci rafforzano nella convinzione della necessità di politiche industriali di infrastruttura cioè in grado di rafforzare i fattori di radicamento sul territorio. Da ultimo la constatazione che il trend positivo si colloca in un contesto in cui la Regione con i propri strumenti sta rafforzando le politiche per l&#8217;internazionalizzazione del sistema produttivo sia in termini di risorse sia in termini di strumentazione disponibile grazie.<br />
Le esportazioni regionali per il 2015 sono state pari a 3.645.710.000 a fronte di 3.427.488.000 del 2014. Il dato della provincia di Perugia ammonta a 2.583.000.000 di euro a fronte di 2.479.000.000 riferiti al 2014. Per la provincia di Terni i 2015 si chiude con un dato pari a 1.062.000.000 di euro a fronte dei 948.000.000 di euro del 2014.<br />
Industria: sul fronte dell&#8217;industria il miglioramento sta interessando sia la domanda interna, tornata a crescere dopo un triennio di marcata flessione, che quella estera. Secondo i dati del sondaggio svolto tra settembre e ottobre dalla Banca d&#8217;Italia, su un campione di 133 imprese industriali umbre, il 49 per cento degli intervistati hanno segnalato un aumento del fatturato nei primi nove mesi del 2015 a dispetto del 20per cento che ha indicato una riduzione con un terzo che ha fatto registrare aumenti superiori al 4%. Imprese, però, ancora poco propense a investimenti, data ancora la grande percentuale di inutilizzo degli impianti. Il migliorato clima di fiducia e il basso costo dell&#8217;indebitamento aumenterebbero la propensione delle imprese regionali a investire; infatti circa il 25% di un campione intervistato da Banca Italia di composto da 133 aziende, pianifica un incremento della spesa per il 2016 a fronte del 16% che prevede una diminuzione. La crescita delle vendite, in un contesto di favorevole dinamica dei costi delle materie prime, si è riflessa positivamente sulla redditività: il 55% delle imprese prevede di chiudere il bilancio corrente in utile mentre il 18% si attende una perdita.<br />
Crediti alle imprese: Il core dell&#8217;attività creditizia ovvero l&#8217;erogazione di prestiti al mondo produttivo (società non finanziarie e famiglie produttrici fino a 5 dipendenti, nellaccezione della Banca dItalia) a giugno 2015 in Umbria registra una variazione percentuale annua positiva e precisamente +1,1%, mentre a livello nazionale si nota ancora un calo, seppur più contenuto rispetto al triennio precedente. (Tabella 5). Più che credit crunch, si tratta di riposizionamento della clientela da parte degli istituti bancari. Il dato umbro è molto significativo, vista la propensione storica dell&#8217;imprenditoria umbra a ricorrere alla banca come fonte primaria di finanziamento. La ripresa ha riguardato in particolare le attività manifatturiere e i servizi (3,0% e 2,3% rispettivamente), a fronte di una flessione ancora sostenuta nell&#8217;edilizia (-3,2%). Il trend del secondo semestre 2015 sembra confermare le tendenze di cauta ripresa dei flussi di credito e di riduzione del costo dei prestiti. Prestiti alle famiglie: nel caso del prestito alle famiglie consumatrici si può parlare di ripresa in fase di consolidamento. A livello nazionale si riscontra un aumento percentuale del 2%, in Umbria addirittura del 3%. A queste performance hanno contribuito in particolar modo le concessioni di mutuo per l&#8217;acquisto della prima casa.<br />
Turismo: secondo i dati pubblicati dall&#8217;Osservatorio regionale sul turismo abbiamo assistito ad un dicembre da record con un + 13% rispetto all&#8217;anno scorso. Il dato di gennaio è allo stesso modo molto buono anche nelle settimane fuori dal periodo delle feste con un +10 sugli arrivi e addirittura un + 15,4 sulle presenze. Complessivamente I dati registrati nel 2015 sono buoni, con 2 milioni 394 mila 771 arrivi e 5 milioni 910 mila 632 presenze e una variazione del +3.19% negli arrivi e +0.88% nelle presenze rispetto all&#8217;anno passato. A livello regionale, si registra un incremento degli arrivi superiore al 3% sia dei turisti italiani che stranieri e una sostanziale stabilità rispetto al 2014 delle presenze dei turisti italiani (+0.29%), a fronte di un aumento più consistente dei pernottamenti degli stranieri (+1.92%). Nel complesso degli esercizi alberghieri il 2015 si chiude positivamente, con un aumento dei flussi del +2.29% negli arrivi e +3.04% nelle presenze.</p>
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		<title>Export, un altro milione di euro stanziato dalla Regione per le aziende umbre</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 16:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Un ulteriore milione di euro va ad integrare le risorse del  bando  2015 per le reti di imprese per l’internazionalizzazione, portando così la dotazione finanziaria a complessivi  2 milioni di euro”: lo ha  annunciato il vice presidente e assessore allo sviluppo economico Fabio Paparelli, a seguito dell’approvazione da parte della Giunta regionale dell’Umbria di un apposito provvedimento.</p>
<p>“L’incremento delle risorse, a valere sul Por Fesr 2014-2020 e relative  ai progetti di promozione dell’export per  imprese e loro forme aggregate – ha aggiunto Paparelli –,  ci consentirà di rispondere in maniera più adeguata alle numerose richieste di finanziamento presentate dai diversi soggetti a seguito del bando. Si tratta di una misura – ha ricordato l’assessore – finalizzata a superare quegli ostacoli strutturali che limitano l’internazionalizzazione delle imprese umbre, spingendole quindi all’aggregazione, sia  su base territoriale che settoriale, e  ad innovarsi. Il  perdurare della crisi economica globale dagli sbocchi tuttora aperti e incerti – ha evidenziato -, richiede a tutti i soggetti,  pubblici e privati, di individuare interventi in grado di rilanciare la crescita economica e favorire la ripresa occupazionale, anche  attraverso  una più incisiva politica economica e industriale. E’ dunque necessaria una strategia  di ampio respiro – ha concluso Paparelli- , per creare le condizioni di ripresa economica e occupazionale, guardando anche ai mercati esteri e impiegando al meglio  i diversi strumenti a disposizione e risorse proprie e della programmazione europea”.</p>
<p>Le agevolazioni sono rivolte alle Pmi, regolarmente costituite in forma associata mediante Ats, Ati, Reti di imprese, Consorzi e Società Consortili con l’obiettivo valorizzarne il potenziale di sviluppo e di rafforzare l’export regionale e il grado di internazionalizzazione,  in coerenza con la strategia di “smart specialization”. Nel bando particolare rilevanza è stata data alla qualità dei  progetti, soprattutto relativamente alla  messa a punto e commercializzazione di nuovi prodotti e di servizi innovativi in stretta collaborazione con un cliente o partner estero, premiando le imprese che puntano a partnership con imprese estere. Allo stesso modo rilevante è stata ritenuta la stabilizzazione delle imprese sul mercato estero prescelto,  l’incremento occupazionale debitamente documentato a conclusione del progetto, la coerenza dei contenuti del progetto con la strategia di specializzazione intelligente (RIS3), la capacità progettuale innovativa e  di aggregazione fra imprese. E’ previsto un contributo massimo erogabile alle micro e piccole imprese pari  al 50% e alle medie imprese pari  al 40% delle spese ammesse, in regime  “de minimis”.</p>
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		<title>Export, ottimi dati in Umbria nel primo trimestre del 2015</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 09:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nel corso del primo trimestre 2015 si conferma il trend positivo per l&#8217;export dell&#8217;Umbria. Si tratta di “un segnale positivo – afferma la Presidente della Giunta Regionale Catiuscia Marini &#8211; che si sostanzia in una crescita superiore a quella della media nazionale pari al 3,5%, mentre in Umbria se si considerano i dati al netto dello specifico settore della siderurgia che come noto risente della specificità di AST-TK, la crescita è pari al 5,2%.” “Per la regione si tratta in questa fase di contribuire a consolidare i segnali positivi sul piano dell’internazionalizzazione del sistema produttivo ed al tempo stesso rafforzare i segnali di ripresa che si evidenziano in termini di dati relativi alla crescita del PIL oltre che sul mercato del lavoro con riferimento alla crescita dei contratti a tempo indeterminato.”</p>
<p><strong>7 milioni in più rispetto al 2014.</strong> Il primo trimestre 2015 si è chiuso con un livello di esportazioni pari a 870 milioni di euro a fronte degli 877 del primo trimestre 2014. Se a questo dato si considera al netto delle esportazioni nel settore della siderurgia il complesso delle esportazioni si attesta a 724,7 milioni di euro rispetto ai 688,9 del primo trimestre 2015. Su base provinciale la Provincia di Perugia registra una crescita del 2,7% con un valore assoluto delle esportazioni pari a 625,4 milioni di euro. La provincia di Terni registra un valore assoluto dell’export che si riconducono a 100 milioni, sempre al netto del dato relativo alla siderurgia, con un incremento di oltre 21 milioni di euro rispetto al primo trimestre 2014.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Economia, il 2014 è stato un anno di &#8216;fragile assestamento&#8217;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 13:13:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[Il 2014 è stato per l’economia umbra un anno di “fragile assestamento”. È questa la definizione scelta dall’Ires Cgil Toscana che, in collaborazione con la Cgil Umbria, ha pubblicato il suo nuovo Focus economico riferito all’ultimo trimestre 2014. “L’economia umbra – scrivono nel rapporto i ricercatori Franco Bortolotti e Marco Batazzi &#8211; si è instradata lungo una fase che possiamo considerare di ‘assestamento’ nell’ambito di un contesto ciclico ancora non esente da criticità che possono rallentare il cammino verso la normalizzazione del ciclo”.</p>
<p><strong>Il rapporto</strong> &#8211; Come di consueto, il rapporto dell’Ires analizza tutti gli aspetti dell’andamento economico della regione: pil, reddito, produzione industriale, occupazione, consumi, demografia d’impresa, export, credito, etc. Il quadro che ne emerge, come detto, è assolutamente interlocutorio (“Se la ripresa si affaccerà occorrerà attendere almeno la metà del 2015 per capirne l’intensità”, scrive l’Ires), ma ancora caratterizzato da alcuni elementi di criticità preoccupanti.</p>
<p><strong>L&#8217;occupazione</strong> &#8211; In primo luogo l’occupazione, seppure in leggera ripresa rispetto all’andamento estremamente negativo del 2013, resta su livelli lontanissimi da quelli raggiunti prima della crisi, con una perdita di circa 20mila occupati rispetto al 2008. Continua a crescere invece la disoccupazione, che nell’ultimo trimestre del 2014 si colloca al 12,2%, 1,5 punti in più rispetto al dato dello stesso periodo dell’anno precedente. Ma a preoccupare di più, secondo i ricercatori dell’Ires Toscana, sono i dati sulla disoccupazione giovanile (che nel 2014 è salita al 42,5% dal 37,2% del 2013) e sulla disoccupazione di lunga durata (coloro che sono alla ricerca attiva di un lavoro da 12 mesi o più), con un indicatore che si porta dal 4,9% al 5,7%, evidenziando “la presenza di una quota di disoccupati di difficile assorbimento da parte della domanda di lavoro”. Continua inoltre ad aumentare la quota di popolazione tra i 15 e i 29 anni che non studia, non lavora e che non sta neanche facendo uno stage (i cosiddetti NEET), che sale dal 18,9% al 23% raggiungendo un livello pari a circa 29mila unità in termini assoluti (+20,7% sull’anno precedente). Per la produzione industriale “il miraggio è ancora la crescita zero”, sottolineano i ricercatori dell’Ires, osservando che “il dato medio annuo vede una diminuzione dell’1,8% che costituisce comunque una dinamica migliore del &#8211; 2,6% medio registrato nel 2013”.</p>
<p><strong>Export</strong> &#8211; Un altro campanello d’allarme, messo in evidenza dall’Ires, è quello relativo all’andamento delle esportazioni: “Alla chiusura del 2014 – si legge nel Focus &#8211; il valore esportato non va oltre i 3,4 miliardi di euro, 206 milioni in meno rispetto al 2013 (-5,7%)”. Un dato che sconta fortemente il crollo delle vendite estere del comparto “metalli” (-34%), ma che anche depurato da questo fattore resta comunque stagnante (+0%) evidenziando, sottolinea l’Ires, “una difficoltà delle imprese locali nel riuscire modulare la produzione rispetto alle mutate condizioni esterne e al generale riequilibrio della domanda internazionale, nascondendo anche criticità sul piano delle specificità e specializzazioni locali”.</p>
<p><strong>I consumi</strong> &#8211; Infine, i consumi restano fortemente negativi. Nel 2014 il calo è stato del 4,1%: “Ciò riflette – spiega l’Ires &#8211; una domanda interna ancora in condizioni difficili, in quanto il livello ancora elevato della disoccupazione, che richiederà del tempo per essere riassorbita, imprime un condizionamento non indifferente sulle reali intenzioni di spesa delle famiglie, il cui margine di incertezza rimane elevato, con comportamenti di acquisto caratterizzati da una forte cautela”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Export: risultati lievemente positivi per i distretti dell&#8217;Umbria</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 11:27:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nel terzo trimestre del 2014 l&#8217;export dei distretti umbri rimane lievemente in territorio positivo (+0,8%) dopo il rallentamento del trimestre precedente. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine realizzata dal servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Casse di risparmio dell&#8217;Umbria. Il contributo maggiore alla crescita dei distretti umbri è venuto principalmente da Paesi quali Francia, Germania, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nel terzo trimestre del 2014 l&#8217;export dei distretti umbri rimane lievemente in territorio positivo (+0,8%) dopo il rallentamento del trimestre precedente. E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine realizzata dal servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Casse di risparmio dell&#8217;Umbria. Il contributo maggiore alla crescita dei distretti umbri è venuto principalmente da Paesi quali Francia, Germania, Federazione Russa, Giappone, Regno Unito, Canada, Belgio, Polonia.</p>
<p>Subiscono invece un ulteriore arretramento &#8211; si legge in una nota delle Casse dell&#8217;Umbria &#8211; le esportazioni verso la Svizzera, seconda meta commerciale dei distretti umbri. Nel terzo trimestre dell&#8217;anno spicca l&#8217;olio umbro con una crescita dell&#8217;11,9%, evidenziando risultati ritenuti ben superiori rispetto all&#8217;andamento dei distretti italiani del comparto alimentare grazie alle &#8220;ottime performance&#8221; conseguite soprattutto su alcuni importanti mercati emergenti (Polonia +18,3% e Federazione Russa +56,5%) e in Germania (+40,7%). Un trimestre in cui l&#8217;olio umbro ha toccato livelli di massimo storico, portando le esportazioni a 49,4 milioni di euro e registrando il miglior terzo trimestre di sempre.</p>
<p>Dopo la corsa degli anni precedenti, registra invece ancora una dinamica lievemente negativa la maglieria e abbigliamento di Perugia (-0,8%), dove segna il passo l&#8217;export verso la Svizzera (-34,8%, seconda meta commerciale) e i Paesi Bassi (-37,3%). La maglieria risulta essere in controtendenza rispetto all&#8217;andamento dei distretti italiani del sistema moda, tuttavia nell&#8217;indagine si sottolinea che il distretto si mantiene a livelli &#8220;vicini&#8221; al massimo storico realizzato negli ultimi anni.</p>
<p>Il mobile dell&#8217;Alta Valle del Tevere registra tuttavia un pesante arretramento (-20,6%) penalizzato dai pesanti cali subiti in due mercati emergenti (Guinea equatoriale -92,4% e Federazione Russa). L&#8217;analisi dei dati sugli ammortizzatori sociali presenta un quadro definito abbastanza positivo. Si assiste infatti a un consistente calo complessivo delle ore di cassa integrazione autorizzate nei distretti della regione, quasi interamente spiegata dal calo di quella in deroga e dalla contrazione delle ore di straordinaria nella maglieria, nell&#8217;abbigliamento di Perugia e nel mobile dell&#8217;Alta Valle del Tevere.</p>
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		<title>Unioncamere, ripresa dell&#8217;economia umbra</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 10:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nel buio della crisi arrivano segnali di vitalità per l’economia umbra. Soprattutto sul fronte delle esportazioni, a partire dall’aumento degli ordinativi in vista del 2015. Vanno molto meglio le esportazioni nel settore dell’Agricoltura che, in termini di incidenza % sul totale nazionale, sono quasi raddoppiate negli ultimi tre anni (dall’1,3% al 2,4%) e dove la ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Nel buio della crisi arrivano segnali di vitalità per l’economia umbra. Soprattutto sul fronte delle esportazioni, a partire dall’aumento degli ordinativi in vista del 2015. Vanno molto meglio le esportazioni nel settore dell’Agricoltura che, in termini di incidenza % sul totale nazionale, sono quasi raddoppiate negli ultimi tre anni (dall’1,3% al 2,4%) e dove la quota di mercato della piccola Umbria nell’Italia centrale pesa ormai quasi per il 20 per cento (19,4%) a fronte di regioni a forte vocazione agricola come la Toscana, il Lazio e le Marche.<br />
<strong>Dati servizi di Informazione e Comunicazione &#8211;</strong> Colpisce, in particolare, il dato che riguarda i Servizi di Informazione e Comunicazione nel quale la quota delle esportazioni è triplicata rispetto al dato italiano e dove rispetto alle altre regioni dell’Italia centrale, l’Umbria è passata dall’1,6% del 2007 all’11,4% del 2013. Un balzo significativo, anche se i volumi complessivi sono ancora modesti. Il settore comprende un ambito molto ampio di attività, dall’editoria elettronica alle edizioni di software, dalla produzione cinematografica a quella televisiva, fino alla elaborazione dati, all’hosting e ai portali web.<br />
I dati arrivano dall’analisi dell’Osservatorio economico di Unioncamere Umbria sui caratteri e le dinamiche delle importazioni e delle esportazioni dal 2008 al 2014. Numeri importanti quindi, proprio perché misurano la risposta del tessuto imprenditoriale umbro negli anni della grave crisi economica che coinvolge tutto il Paese.<br />
<strong>Dati Import-Export &#8211;</strong> Molto interessanti i dati sulle sulle attività di import/export delle imprese umbre verso i paesi extra-UE, desunti da elaborazioni statistiche dell’Agenzia delle Dogane e dal Registro Imprese delle Camere di Commercio.I numeri consentono di ricavare informazioni basilari per effettuare analisi di mercato. Dove esportano, Unione Europea a parte, le aziende dell’Umbria? I primi 10 paesi extra UE che in base al numero delle imprese sono i principali destinatari delle merci regionali risultano nell’ordine: Stati Uniti; Svizzera; Giappone; Russia; Cina; Canada; Hong Kong; Australia; Corea e Emirati Arabi Uniti. Salta agli occhi il dato relativo alla Svizzera che si posiziona al secondo posto, subito dietro agli Stati Uniti. Sono oltre 300 le imprese umbre che hanno effettuato operazioni di export verso il paese elvetico. Una possibile spiegazione del fenomeno si può desumere dall’esame dello stato di nascita dei manager che lavorano nelle sedi d’impresa o unità locali: ben 685 sono di nazionalità svizzera. Il 20% delle persone di nazionalità svizzera opera nelle attività commerciali, il 16% nelle costruzioni, il 13% nel manifatturiero, il 9,5% nei servizi di alloggio e ristorazione e il 9,3% in agricoltura. Sono 1.176 le imprese umbre che nel primo trimestre del 2014 hanno effettuato attività di export verso i paesi extra-europei. Le operazioni praticate sono state 28.153. La metà delle imprese esportatrici opera nel settore manifatturiero.<br />
Proprio il Manifatturiero è il settore in cui si registra la quota più elevata di operazioni di esportazione: 81%.<br />
Il 12,3% delle imprese che esportano viene dal Commercio, che totalizza il 26% delle operazioni di esportazioni. Più distanziato il settore agricolo, con 108 imprese, pari al 9,2% del totale, e con una quota del 2,4% delle operazioni.<br />
Seguono, con quote nettamente più basse gli altri settori di attività.<br />
Spicca l’elevato numero di operazioni (685) fatto registrare dalla sezione delle attività professionali a fronte di sole 21 imprese attive in questo settore.<br />
Il 60% delle imprese esportatrici umbre per i paesi extracomunitari è costituito da società di capitale, il 18,5% da società di persone, il 20% da ditte individuali ed il rimanente 2% dalle cooperative e da altre forme giuridiche.<br />
Per quanto riguarda il numero delle operazioni di export, oltre il 92% è stato effettuato dalle società di capitale, il 3,9% dalle società di persone, il 3,4% da imprese individuali e lo 0,4% dalle cooperative e altre forme. Nei primi sei mesi del 2014 le esportazioni dell’Umbria verso i Paesi extra- Ue, sono diminuite in valore del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a fronte di un incremento medio nazionale del1’1,1% e di una più modesta crescita dell’Italia centrale dello 0,5%. La contrazione è molto più contenuta rispetto al 2013 quando il calo era stato del -5,7%. Una dinamica contrapposta ha invece caratterizzato l’andamento delle importazioni che fanno segnare un aumento del 2,3% rispetto al primo semestre 2013, in controtendenza rispetto alle dinamiche regressive registrate per l’Italia (-2,0%) e per le altre regioni del centro della penisola nel loro complesso (-1,0%).<br />
Secondo l’Istat, i paesi in cui l’Umbria ha esportato il numero maggiore di merci nei primi 6 mesi del 2014, sono stati nell’ordine: Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e Belgio. A seguire, Spagna, Paesi Bassi, Svizzera, Cina e Austria.<br />
Nello stesso periodo (gennaio &#8211; giugno 2014) i principali paesi per ordine di importanza nell’interscambio commerciale dell’Umbria sono stati: Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna e Paesi Bassi. La classifica delle importazioni, nello stesso periodo, vede in testa la Germania, seguita da Spagna, Paesi Bassi, Francia, Cina, Belgio, Brasile, Grecia, Regno Unito e Stati Uniti.</p>
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		<title>Umbria, export rallenta ma dato sempre positivo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2014 10:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Un rallentamento dell&#8217;export dei distretti umbri nel secondo trimestre 2014, pur rimanendo in territorio positivo (+0,9%). E&#8217; quanto emerge dal monitor realizzato dal servizio Studi e ricerche di Intesa San Paolo per Casse di risparmio dell&#8217;Umbria. Sulla base dei dati fino al 30 giugno, nella seconda parte dell&#8217;anno sia l&#8217;olio umbro che il mobile dell&#8217;Alta ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Un rallentamento dell&#8217;export dei distretti umbri nel secondo trimestre 2014, pur rimanendo in territorio positivo (+0,9%). E&#8217; quanto emerge dal monitor realizzato dal servizio Studi e ricerche di Intesa San Paolo per Casse di risparmio dell&#8217;Umbria. Sulla base dei dati fino al 30 giugno, nella seconda parte dell&#8217;anno sia l&#8217;olio umbro che il mobile dell&#8217;Alta Valle del Tevere, hanno chiuso il trimestre con rispettivamente +2,1% e +4%, con risultati superiori rispetto all&#8217;andamento dei distretti italiani dei<br />
rispettivi comparti. Non migliora invece la maglieria e il settore dell&#8217;abbigliamento di Perugia (-0,3%) in controtendenza rispetto al complesso del sistema moda. Ciononostante, il distretto si mantiene vicino a livelli di massimo storico. Grazie alle &#8220;buone performance&#8221; realizzate nel secondo trimestre del 2014 l&#8217;olio umbro ha toccato livelli di massimo<br />
storico, portando le esportazioni a 46,5 milioni di euro e registrando il miglior secondo trimestre di sempre. Il mobile dell&#8217;Alta Valle del Tevere si riporta invece a livelli pre-crisi con 18,4 milioni di valori esportati. Ma il contributo maggiore alla crescita dei distretti umbri è rappresentato da Paesi quali Federazione russa,<br />
Svizzera, Regno Unito, Canada, Belgio, Spagna. Subiscono invece un ulteriore arretramento le esportazioni negli Stati Uniti, prima meta commerciale dei distretti umbri. L&#8217;analisi dei dati sugli ammortizzatori sociali presenta poi<br />
un quadro positivo. Si assiste infatti a un consistente calo complessivo delle ore di cassa integrazione guadagni autorizzate nei distretti della regione.</p>
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		<title>Export: Umbria in crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2014 17:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Assessore Vincenzo Riommi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Le esportazioni estere dell&#8217;Umbria nel primo trimestre del 2014 continuano a registrare segnali di crescita e, a detta dell&#8217;assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, questo &#8220;rafforza le aspettative di una positiva uscita dalla crisi specie per quella parte del sistema produttivo che si colloca sui mercati internazionali&#8220;. Crescita del 7,6% nella provincia di Perugia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Le esportazioni estere dell&#8217;Umbria nel primo trimestre del 2014 continuano a registrare segnali di crescita e, a detta dell&#8217;assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Riommi, questo &#8220;<em>rafforza le aspettative di una positiva uscita dalla crisi specie per quella parte del sistema produttivo che si colloca sui mercati internazionali</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Crescita del 7,6% nella provincia di Perugia &#8211;</strong> &#8220;L<em>e migliori performance le facciamo registrare come sistema regionale proprio in quei settori in cui possiamo identificare la nostra matrice e soprattutto le prospettive di specializzazione produttiva</em>”<em>&#8211; aggiunge l&#8217;assessore</em> <em>Riommi &#8211; </em>commentando i dati diffusi che indicano come nei primi tre mesi del 2014 le esportazioni italiane sono state pari a 96 miliardi di euro, con una caduta rispetto allo stesso periodo del 2013, del -1,5 per cento mentre in Umbria tale dato, al netto della siderurgia, segna un valore positivo pari a 3,1% con un trend di crescita che in Provincia di Perugia fa registrare una crescita del 7,6%. “D’altra parte, ha proseguito Riommi, le politiche regionali in materia di sostegno allo sviluppo economico e a favore dell’export si caratterizzano per il forte impulso all’aggregazione, anche mediante la costituzione di reti di imprese, e alle agevolazioni per l’accesso al credito nella consapevolezza che un mercato interno ancora asfittico non riesce ancora a mostrare segnali di una crescita effettivamente apprezzabile. Le stesse politiche comunitarie, sottolinea l’assessore, tendono a promuovere e incentivare le aggregazioni che, lasciando sostanzialmente intatto il livello di autonomia di ciascuna impresa, accrescono la capacità innovativa e favoriscono una maggiore competitività delle stesse imprese. Con la strumentazione comunitaria per il periodo 2014 – 2020 porremo quindi particolare attenzione alla promozione e al supporto all’internazionalizzazione con misure concrete, in grado di consolidare quanto fino a oggi realizzato e favorire il processo di crescita e sviluppo in termini con politiche a favore dell’internazionalizzazione articolate su due direttrici: la diffusione di servizi che favoriscano l’accesso delle imprese ai mercati internazionali anche attraverso gli strumenti di ICT; la promozione e il sostegno di cluster e reti di impresa su cui stiamo investendo e che pensiamo rappresentino anche per le imprese più strutturate le modalità ideali per affrontare nuovi mercati.</p>
<p><strong>Esportazione settore macchinari</strong> <strong>&#8211;</strong> Con circa 162 milioni di euro esportati, il trend è particolarmente positivo (+22,5 percento rispetto al primo trimestre 2013), trainato dai comparti delle “Altre macchine di impiego generale” (83,7 milioni esportati, con un +39,3 percento) e dalle “Macchine per l&#8217;agricoltura” (20,4 milioni esportati, con un +28,7 per cento).</p>
<p><strong>Esportazioni nel tessile/abbigliamento &#8211; </strong>Questo settore ha raggiunto, nel primo trimestre 2014, esportazioni per oltre 149 milioni di euro, registrando un +6,8 percento rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. A fronte di un sostanziale pareggio del comparto di maggior peso del settore, quello degli “Articoli di abbigliamento” (con oltre 65 milioni esportati), sono da segnalare le performance degli “Altri prodotti tessili” (con 27,4 milioni esportati e un +42,6 percento). Solido come di consueto il comparto che maggiormente caratterizza il settore tessile/abbigliamento regionale, quello della maglieria in cashmere (27,8 milioni esportati, +4,3 sul primo trimestre 2013).</p>
<p><strong>Esportazioni nel settore agroalimentare &#8211;</strong> Le esportazioni di &#8220;Oli e grassi vegetali&#8221; rappresentano la quarta voce regionale per volume di esportazioni, e con 47,2 milioni di euro esportati (+14,6 percento sul 2013), proseguono anche nel primo trimestre 2014 il trend positivo registrato negli anni precedenti. Gli &#8220;Altri prodotti alimentari&#8221; si attestano su un +5,1 percento rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, con esportazioni per quasi 21 milioni. Infine vanno segnalati anche i dati positivi dei &#8220;Prodotti da forno e farinacei&#8221; (12 milioni, +9,7 percento). In controtendenza le “Bevande”, che registrano nel primo trimestre 2014 un brusco rallentamento (-10,4 percento).</p>
<p><strong>Esportazioni settore arredo &#8211;</strong> Leggera flessione per quanto riguarda i &#8220;Mobili&#8221; che registrano esportazioni per 15,8 milioni di euro e un -1,1 percento rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.</p>
<p><strong>Esportazione settore ceramica artistica</strong> <strong>&#8211;</strong> con 11,3 milioni esportati, registra nel terzo trimestre 2013 un +11,2 percento rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno precedente. Va registrata tuttavia una buona performance del comparto degli “Altri prodotti in porcellana e in ceramica”, che nel primo trimestre 2014 con oltre 3,3 milioni di euro esportati registra un +1,7 percento rispetto al 2013.</p>
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