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	<title>Perugia Online &#187; extracomunitari</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>&#8220;Polizia, aprite!&#8221;. Cercano di scappare dalla finestra: denunciati 7 albanesi, nascondevano in casa della refurtiva</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2015 11:59:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Nella mattinata di ieri, venerdì 4 dicembre 2015, gli uomini della sezione criminalità organizzata della squadra Mobile hanno condotto e portato a conclusione una brillante operazione di polizia giudiziaria nell&#8217;ambito del crimine organizzato finalizzato alla realizzazione di delitti contro il patrimonio. Era da qualche tempo che gli investigatori della S.C.O. si dedicavano, giorno e notte, all&#8217;osservazione dei movimenti di un piccolo gruppo di giovani albanesi i quali, occupando un appartamento di Via Di Vittorio, effettuavano spostamenti sospetti, sempre in gruppo ed in orari notturni, utilizzando due autoveicoli di proprietà di due di essi. Il monitoraggio prende il via proprio dai due autoveicoli, segnalati alla Polizia come possibili mezzi verosimilmente utilizzati da soggetti particolarmente attivi nei furti e, eventualmente, nelle rapine in abitazione. A seguito della localizzazione delle due autovetture, i poliziotti individuano il covo dei soggetti sospetti e di conseguenza, nel corso di uno specifico e mirato servizio di osservazione, ieri mattina si decide di intervenire effettuando un accesso nell&#8217;appartamento occupato dai sospettati. Nel momento in cui la polizia suona al campanello dell&#8217;abitazione interessata, come era facilmente immaginabile, si sente un immediato gran vociare, un trambusto, rumore di apertura di porte, armadi, ma soprattutto un duplice disperato tentativo da parte degli occupanti: alcuni si sono posizionati dietro la porta di ingresso facendo una forte pressione sulla stessa affinchè non venisse forzata, mentre altri, prontamente  notati da altri agenti nel frattempo posizionati sul retro dello stabile, aprite le finestre, cercavano di saltare giù rischiando di farsi male sul serio, trattandosi di un secondo piano. A quel punto, gli agenti riuscivano a forzare la porta d&#8217;ingresso vincendo la resistenza e paralizzando il tentativo di fuga dei soggetti ivi domiciliati, che poi si accerterà, come già sospettato, essere 7 giovani extracomunitari albanesi tutti pluripregiudicati e, per la maggior parte, clandestinamente presenti sul territorio nazionale. Immediata e doverosa un&#8217;accurata perquisizione personale dei soggetti e di tutte le stanze della casa, dove non venivano rinvenute armi e stupefacenti, ma diversa refurtiva asportata probabilmente nel corso di furti in appartamento: alcune borse di marca, circa 15 orologi di diversa tipologia e valore, diversi oggetti di gioielleria e bigiotteria, soprattutto in argento, e la somma contante in Lire di circa 200mila, tutto posto sotto sequestro. I 7 albanesi venivano tutti accompagnati in Questura per il fotosegnalamento, ai fini della loro più compiuta identificazione, dalla quale si è riusciti ad accertare, di conseguenza, il novero dei  numerosi trascorsi giudiziari ed amministrativi. Tutti i soggetti in narrativa sono stati deferiti all&#8217;Autorità Giudiziaria per ricettazione in concorso, essendo stati trovati tutti nella disponibilità della refurtiva o sorpresi nel tentativo di disfarsene all&#8217;arrivo della Polizia. Essendo 4 di loro clandestini sul territorio nazionale, per essi sono state tempestivamente avviate, grazie al raccordo con il locale ufficio immigrazione, le procedure per l&#8217;espulsione dal territorio dello Stato. Per uno solo di essi, probabilmente il più pericoloso, annoverando precedenti per danneggiamento, spaccio di sostanze stupefacenti, porto abusivo di armi, furto aggravato, lesioni personali ma soprattutto tentato omicidio, non è stato possibile avviare le procedure per l&#8217;espulsione in quanto munito di regolare permesso di soggiorno rilasciato a Brescia, ma è stato colpito da un provvedimento, a firma del Questore di Perugia, dottor Carmelo Gugliotta, volto all&#8217;applicazione della misura di prevenzione del divieto di ritorno, per 3 anni, nel Comune di Perugia.</p>
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		<title>Favorisce illecitamente la permanenza a Perugia di tre extracomunitari, nei guai un impiegato</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 10:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Due mesi di indagine degli investigatori della divisione anticrimine per smascherare il comportamento illecito di un perugino 52enne che per favorire la permanenza sul territorio nazionale di tre extracomunitari aveva falsamente dichiarato di averli alle proprie dipendenze. Gli accertamenti vengono avviati quando i poliziotti  dell’ufficio immigrazione, nell’effettuare gli accertamenti sulle richieste di rinnovo di soggiorno inoltrate dai cittadini stranieri, notano una strana anomalia e cioè che un impiegato di un’azienda privata, con un reddito appena sufficiente per il sostentamento di una famiglia, ha alle proprie dipendenze ben cinque collaboratori familiari.</p>
<p>Gli agenti, coordinati dal vice questore aggiunto Maria Rosaria De Luca, decidono quindi di chiarire la vicenda e incaricano i colleghi della divisione anticrimine a fare i dovuti approfondimenti investigativi. Innanzitutto si verifica che nella famiglia dell’impiegato effettivamente si ha l’esigenza di accudire un’anziana non autosufficiente, madre dell’indagato, che, abitando in un appartamento autonomo, necessita di assistenza costante.</p>
<p>Gli appostamenti dei poliziotti su detta dimora, sita a San Sisto, evidenziano l’alternarsi di due giovani una tunisina ed una albanese; degli altri tre, due giovani marocchine ed un trentenne tunisino, nessuna traccia. Chiarito questo aspetto, diventa facile accertare tutto il resto: le due straniere effettivamente in servizio erano regolarmente assunte e le relative spese erano a carico dell’anziana signora.</p>
<p>Gli altri tre lavoratori non avevano mai effettivamente svolto tali mansioni ed  erano stati assunti dall’indagato solo per agevolarne il rilascio dei permessi e per consentire loro di permanere nel territorio nazionale. L’impiegato è stato indagato per falso e per violazione alle norme sull’immigrazione al fine di favorire illecitamente la permanenza dei tre extracomunitari; peraltro ha ammesso i fatti addebitati giustificandosi di non averlo fatto per soldi ma per “fare un favore” agli stranieri. Tutti e tre gli stranieri sono stati invece indagati per il concorso nel reato di falso: il rilascio del loro permesso di soggiorno è stato negato e dovranno lasciare il territorio nazionale.</p>
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		<title>Truffa all&#8217;Inps e immigrazione clandestina, 46 denunce</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2015 08:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Sono ben 46 le persone denunciate alla Procura di Perugia dal Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, tutte con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e truffe agli istituti previdenziali. Le indagini, condotte dal Nucleo comandato dal luogotenente Angelo Borsellini, alle dipendenze funzionali della Direzione territoriale del Lavoro dell’Umbria (diretta dal dottor Sabatino Chelli), ha portato alla luce ben 46 posizioni di finti rapporti di lavoro, finalizzati a creare false posizioni previdenziali e assicurative in favore di cittadini extracomunitari. Tutti e 46 i denunciati sono residenti nella provincia di Perugia.</p>
<p>L’indagine ha avuto spunto da una segnalazione effettuata dallo Sportello unico per l’Immigrazione presso l’Utg del capoluogo umbro, che ha rilevato alcune incongruenze sulle istanze, presentate da alcuni studenti stranieri, per ottenere la conversione del proprio permesso di soggiorno da studio a lavoro. Gli investigatori dell’Arma, di concerto con la Dtl umbra, hanno così scoperto che un cittadino marocchino trentaduenne, già titolare di una piccola impresa edile individuale, aveva utilizzato la propria ditta per simulare ben 48 rapporti di lavoro con altrettanti cittadini stranieri, tutti di origine magrebina, tranne uno di origine albanese.</p>
<p>I falsi rapporti, costituiti mediante comunicazioni telematiche alla banca dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, effettuate da professionisti risultati estranei ai fatti, sono stati poi utilizzati dai cittadini extracomunitari per ottenere fraudolentemente indennità di disoccupazione e titoli di soggiorno non dovuti. Nello specifico sono state accertate 13 truffe ai danni dell’Inps (di cui una sventata dall’intervento ispettivo), per un importo complessivo di circa 68 mila euro di indennità di disoccupazione fraudolentemente ottenuta.<br />
Sul versante dell’immigrazione clandestina, sono state accertate in Questura ben 29 pratiche di rinnovo di permessi di soggiorno, tutte fraudolentemente motivate dal finto rapporto di lavoro. Otto, invece, sono le pratiche di conversione del permesso di soggiorno da studio a lavoro, che sono state bloccate presso la medesima Questura. Da annoverare, inoltre, anche il tentativo, da parte di due falsi lavoratori, di ottenere una misura alternativa alla detenzione, a seguito delle rispettive istanze da essi presentate presso il Tribunale di Sorveglianza, proprio basate sul finto impegno lavorativo, entrambe rigettate dall’Autorità Giudiziaria, anche a seguito della tempestiva segnalazione dello stesso Nucleo dell’Arma.</p>
<p>I reati contestati vanno dalla truffa aggravata e continuata, alla contraffazione di documenti di soggiorno, favoreggiamento alla permanenza all’immigrazione clandestina al fine di lucro e falso. L’attività investigativa ha permesso di scoprire che la ditta in questione era di fatto inesistente e priva di qualsiasi bene immobile e strumentale, e che la sua attività era di fatto cessata già da diversi anni. L’impresa era stata però mantenuta formalmente attiva, solo per perseguire illeciti profitti, considerato che le indagini hanno evidenziato (almeno in un caso) un tariffario di 500 € per ogni falsa pratica di assunzione.</p>
<p>Lo specifico fenomeno della costituzione di falsi rapporti di lavoro finalizzati alla commissione di truffe ai danni dell’Inps e all’immigrazione clandestina è particolarmente seguito dallo speciale Reparto dell’Arma perugino, anche in collaborazione con la Questura, lo Sportello Unico per l’Immigrazione e le sedi Inps competenti per territorio, portando, già nel corso del primo quadrimestre del 2015, al deferimento di 59 persone.</p>
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		<title>Furto, spaccio e immigrazione clandestina, un arresto e cinque denunce durante il fine settimana</title>
		<link>http://www.perugiaonline.net/furto-spaccio-immigrazione-clandestina-arresto-denunce-durante-settimana/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2014 09:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Week-end di controlli notturni per i carabinieri di Perugia, che continuano sistematicamente i servizi straordinari nelle aree più sensibili della città sotto il profilo della microcriminalità. Anche questa volta i risultati non si sono fatti attendere. L’impiego di pattuglie delle stazioni carabinieri e delle gazzelle del radiomobile hanno consentito di arrestare un ucraino e denunciare altre ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Week-end di controlli notturni per i carabinieri di Perugia, che continuano sistematicamente i servizi straordinari nelle aree più sensibili della città sotto il profilo della microcriminalità. Anche questa volta i risultati non si sono fatti attendere. L’impiego di pattuglie delle stazioni carabinieri e delle gazzelle del radiomobile hanno consentito di arrestare un ucraino e denunciare altre 5 persone extracomunitarie, nonché sequestrare dello stupefacente del tipo hashish.</p>
<p>L’arrestato, fermato dai militari del radiomobile, era stato segnalato nell’orario di chiusura dalla vigilanza privata della Coop ubicata in Piazza V. Veneto nei pressi della stazione ferroviaria Fontivegge, dopo che aveva asportato furtivamente dei generi alimentari e scagliandosi successivamente con violenza contro i carabinieri intervenuti.</p>
<p>Sempre nel corso del servizio coordinato i carabinieri della stazione di Perugia hanno denunciato un tunisino a cui, in seguito a perquisizione personale, sono stati sequestrati 10 grammi di hashish pronti per essere spacciati.</p>
<p>Denunciati inoltre quattro soggetti responsabili rispettivamente di violazioni inerenti la normativa sull’immigrazione, per aver fornito false generalità e per evasione poiché non trovato all’interno del proprio domicilio così come imposto dall’Autorità Giudiziaria. Nel complesso del servizio sono state inoltre controllate 22 autovetture e identificate 35 persone.</p>
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		<title>La patria dell’agricoltura e del verde afflitta dal caporalato</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2014 07:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Serena Santagata]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[caporalato]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Sa quasi di termine desueto la parola caporalato, soprattutto in una Regione come l’Umbria conosciuta per le eccellenze del territorio, molte delle quali provenienti dalla una speciale tradizione fatta di terra, agricoltura e sudore contadino. Eppure, questo fenomeno che altro non è se non di adescamento illegale di manodopera a basso prezzo, sembra essere alquanto diffuso. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span>Sa quasi di termine desueto la parola caporalato, soprattutto in una Regione come l’Umbria conosciuta per le eccellenze del territorio, molte delle quali provenienti dalla una speciale tradizione fatta di terra, agricoltura e sudore contadino. Eppure, questo fenomeno che altro non è se non di adescamento illegale di manodopera a basso prezzo, sembra essere alquanto diffuso. In particolare, il segretario regionale della Cgil Mario Bravi ha segnalato, attraverso il lavoro svolto dagli uffici territoriali del sindacato, la presenza di un cospicuo numero di lavoratori stranieri – prevalentemente originari del nord Africa e del Bangladesh – impiegati a condizioni inique di lavoro, dopo essere stati reclutati nei paesi extracomunitari per la raccolta di tabacchi.</p>
<p>E’ stata di conseguenza presentata una specifica denuncia all’ispettorato del lavoro per vederci chiaro. Una denuncia dovuta, se si pensa al fatto che si parla di una paga irrisoria come 25 euro per 14 ore di lavoro nei campi, addirittura decurtati delle spese per il trasporto ai luoghi di lavoro, oltre che per l’acqua e per il cibo consumati durante i massacranti turni.</p>
<p>Una pratica infame, diffusasi certamente ancora di più dopo i massicci movimenti migratori degli ultimi anni e troppo spesso balzata agli onori della cronaca nera, come quando nel 1980 alcuni caporali tentarono di investire lavoratori e sindacalisti di <a title="Villa Castelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Castelli">Villa Castelli</a> durante una manifestazione o recentemente, nel gennaio 2010, i lavoratori extracomunitari di <a title="Rosarno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rosarno">Rosarno</a> organizzarono una serie di manifestazioni poi sfociate nella violenza contro i caporali, che li costringevano a raccogliere agrumi con turni di lavoro fino a 15 ore al giorno.</p>
<p>Non è azzardato paragonare il caporalato ad una nuova forma di schiavitù. Chissà se il nuovo reato di <i>intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro</i>, introdotto nel codice penale nel 2011, potrà  fungere da deterrente. Certo, le pene previste per i cosiddetti &#8220;caporali&#8221; sono la <a title="Reclusione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Reclusione">reclusione</a> da cinque a otto <a title="Anno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anno">anni</a> e una <a title="Multa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Multa">multa</a> da mille a 2 mila euro per ogni <a title="Lavoratore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lavoratore">lavoratore</a> coinvolto, ma molto spesso si sa che l’avidità vince anche sulla comminazione delle pene più aspre.</p>
<p>L’augurio è quindi che la mossa della Cgil sia utile per stanare e combattere questa forma di oppressione di persone, già poste ai margini di una società che – ci si auspica – non regredisca ulteriormente.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/la-patria-dellagricoltura-e-del-verde-afflitta-dal-caporalato/">La patria dell’agricoltura e del verde afflitta dal caporalato</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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