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	<title>Perugia Online &#187; ferrovie</title>
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		<title>Ferrovia centrale umbra, situazione attuale e prospettive future</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 08:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[Mobilit? Spa]]></category>
		<category><![CDATA[Umbria Tpl]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quest’anno si celebra il 100° anniversario della nascita della Ferrovia Centrale Umbra. Questo evento, purtroppo, ricorre nel momento peggiore della Ferrovia Centrale Umbra, sia rispetto alle condizioni in cui versa l’infrastruttura ferroviaria, gestita da Umbria Tpl e Mobilità Spa, sia rispetto alla situazione del materiale rotabile di proprietà di Umbria Mobilità Esercizio Srl (società detenuta al 100% da Busitalia ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Quest’anno si celebra il 100° anniversario della nascita della Ferrovia Centrale Umbra. Questo evento, purtroppo, ricorre nel momento peggiore della Ferrovia Centrale Umbra, sia rispetto alle condizioni in cui versa l’infrastruttura ferroviaria, gestita da Umbria Tpl e Mobilità Spa, sia rispetto alla situazione del materiale rotabile di proprietà di Umbria Mobilità Esercizio Srl (società detenuta al 100% da Busitalia – Gruppo Ferrovie dello Stato).</p>
<p><strong>I disagi &#8211;</strong> Infatti, sono visibili a tutti i disagi che la situazione sopra descritta sta cagionando agli utenti a seguito delle interruzioni e dei rallentamenti presenti nella linea, nonché a seguito della soppressione di alcune corse treno, sostituite da autobus, dovute alla scarsa disponibilità di materiale rotabile. Disagi che, parimenti, si riversano pesantemente anche sul personale addetto delle due aziende. E’ evidente che tale grave situazione, oltre a risultare estremamente penalizzante, nell’immediato, per gli utenti e i dipendenti, rischia anche di pregiudicare parzialmente l’attuabilità del futuro Piano Regionale dei Trasporti, ancora in via di approvazione. Le Segreterie Regionali dell’Umbria di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal e Ugl-Fna ritengono che non sia più rinviabile l’apertura, da parte della Regione Umbria, di un tavolo istituzionale di confronto sulla questione che, insieme alle Organizzazioni Sindacali, coinvolga le due aziende.</p>
<p><strong>Il rilancio del servizio &#8211;</strong> Il rilancio del servizio ferroviario in questa regione passa attraverso un robusto piani di investimenti che garantisca: gli interventi di manutenzione straordinaria della linea ferroviaria; l’acquisto in tempi brevi (visti i tempi lunghi previsti per le consegne) di nuovo materiale rotabile; il rilancio della manutenzione del materiale rotabile esistente. A tale proposito, le Organizzazioni Sindacali si sarebbero aspettate da Busitalia (e dalla Regione) qualche parola in più rispetto agli investimenti su nuovo materiale rotabile, visto l’elevato livello di vetustà dell’esistente, nonché rispetto alla manutenzione dello stesso; l’officina di Umbertide andrebbe rilanciata e vista anche come possibile volano occupazionale.</p>
<p><strong>Quale futuro? &#8211;</strong> Infine, è doveroso aprire una parentesi su Umbria Tpl e Mobilità Spa, rispetto alla quale, aldilà delle problematiche inerenti l’infrastruttura ferroviaria, è non più rinviabile la riapertura di un confronto sulla situazione attuale e sulle sue prospettive future. Per questo, le Organizzazioni Sindacali auspicano che la Presidente Marini e il nuovo Assessore Chianella, ai quali vanno i migliori auguri di buon lavoro, diano un riscontro immediato attivandosi per l’apertura del tavolo di confronto richiesto.</p>
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		<title>Oltre 19 milioni di euro per il raddoppio ferroviario da Perugia Ponte San Giovanni a Perugia Sant’Anna</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2015 09:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Viabilità e Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[Rometti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p> “Gli oltre 19 milioni e mezzo di euro destinati al raddoppio selettivo della tratta ferroviaria della Fcu da Perugia Ponte San Giovanni a Perugia Sant’Anna, a valere sulla Legge 211/92,  sono vincolati a tale intervento e non rappresentano risorse aggiuntive”: lo ha detto l’assessore regionale ai trasporti, Silvano Rometti, in risposta alla richiesta di chiarimento ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> “Gli oltre 19 milioni e mezzo di euro destinati al raddoppio selettivo della tratta ferroviaria della Fcu da Perugia Ponte San Giovanni a Perugia Sant’Anna, a valere sulla Legge 211/92,  sono vincolati a tale intervento e non rappresentano risorse aggiuntive”: lo ha detto l’assessore regionale ai trasporti, Silvano Rometti, in risposta alla richiesta di chiarimento avanzata sulla questione dal consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (FI).</p>
<p>“L&#8217;intervento di raddoppio inizialmente previsto non si è potuto realizzare perché  avrebbe comportato un aumento considerevole dei costi, superiore alle risorse rese disponibili con il  finanziamento statale. Da qui – ha spiegato Rometti – la decisione di optare per  una soluzione progettuale, quella del raddoppio selettivo, meno onerosa, ma comunque capace di assicurare la piena funzionalità dell’infrastruttura.<br />
L’opera, che completa e integra i lavori ultimati nel 2004 sulla tratta Perugia Sant’Anna – Pallotta, è stata condivisa con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha poi  confermato la messa a disposizione alla Regione delle risorse necessarie. Si tratta di finanziamenti che la Giunta regionale è riuscita a sbloccare dopo molto tempo, per un intervento decisamente  atteso – ha sottolineato Rometti &#8211; perché incide positivamente sull’intera diramazione della linea da Ponte San Giovanni, dove sono in corso i lavori per il completo rifacimento della stazione:  binari, scambi, marciapiedi, pensiline, sottopassaggio pedonale. L’opera garantirà  inoltre una migliore accessibilità all’acropoli di Perugia,  importante  punto di arrivo dell’intera rete FCU, in sintonia con quanto previsto dal Piano regionale dei trasporti e contribuirà al miglioramento generale della qualità ambientale del capoluogo, grazie al minore traffico veicolare, e ciò in coerenza con il Piano regionale della qualità dell’aria”.</p>
<p>“Con altre tipologie di finanziamento – ha concluso Rometti &#8211; sarà possibile in futuro, e come indicato nella stessa proposta di nuovo Piano regionale dei Trasporti, intervenire su altre tratte della linea FCU che necessitano di interventi di rinnovo e manutenzioni straordinarie, come quelle</p>
<p>da Todi a Terni e da Umbertide a Sansepolcro”.</p>
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		<title>Legambiente presenta #sbloccafuturo. Ecco le opere incompiute in Umbria</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jul 2014 21:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[autostrade]]></category>
		<category><![CDATA[censimento]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Sblocca Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ferrovie]]></category>
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		<category><![CDATA[opere incompiute]]></category>
		<category><![CDATA[strade]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il dossier si chiama #sbloccafuturo. All’interno sono state raccolte 101 opere incompiute in tutta Italia. È la risposta di Legambiente alla sfida lanciata Matteo Renzi ai sindaci d’Italia, in vista del decreto Sblocca Italia, per censire i procedimenti fermi da anni, a causa di ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica Amministrazione. Sotto il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il dossier si chiama #sbloccafuturo. All’interno sono state raccolte 101 opere incompiute in tutta Italia. È la risposta di Legambiente alla sfida lanciata Matteo Renzi ai sindaci d’Italia, in vista del decreto Sblocca Italia, per censire i procedimenti fermi da anni, a causa di ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica Amministrazione.</p>
<p><strong>Sotto il titolo di “inadempienze”</strong> della pubblica amministrazione si nascondono molteplici tipologie di blocco. Spesso, secondo Legambiente, è proprio l’inerzia<strong> </strong>degli enti locali che dovrebbero progettare, coordinarsi, impegnare i fondi, la causa del ritardo nella costruzione di queste opere.</p>
<p><strong>Tra le opere in compiute</strong>, tante a dire il vero, la voce più consistente nel rapporto presentato da Legambiente riguarda i trasporti, intesi come ferrovie, trasporti urbani, mobilità dolce. A seguire ci sono bonifiche, depurazione, riqualificazione urbana, sicurezza sismica, abbattimento di manufatti abusivi, impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti.</p>
<p><strong>Ed ecco che da Nord a Sud comincia il viaggio nell’Italia bloccata</strong>, attraverso piccole e grandi opere incompiute che sarebbero di grande aiuto al territorio e ai cittadini. Opere che andrebbero terminate, sottolinea Legambiente “se vogliamo un Paese sicuro, dinamico, moderno le opere da sbloccare devono essere coerenti con questa idea di Paese, non basta fare ‘tana libera tutti’ contro i lacci e lacciuoli, che imbriglierebbero il sistema. Perché alcuni di quei lacci hanno salvato l’Italia da ulteriori e più gravi disastri. Si deve semplificare ma serve un sistema di controlli efficace, consolidato e di pari prestazioni su tutto il territorio. Bisogna assumersi allora la responsabilità di selezionare e scegliere quali siano i vincoli necessari e le semplificazioni utili a rilanciare il Paese”.</p>
<p><strong>Anche l’Umbria,</strong> purtroppo, non è immune al censimento delle opere incompiute. Ed ecco che Legambiente chiede la conclusione dei lavori per il raddoppio della ferrovia Orte-Falconara con il completamento dei tratti Foligno-Falconara e Spoleto–Terni.</p>
<p>​<strong>L&#8217;opera è considerata strategica</strong> per il sistema ferroviario del paese e per i collegamenti tra la dorsale Milano Roma e la direttrice adriatica, sicuramente lo è ancora di più per i centinaia di pendolari che ogni giorno si spostano dall&#8217;Umbria verso Roma o Ancona. I lavori, iniziati nel 2001 sono proseguiti a singhiozzo nel corso degli anni. Attualmente sono ripresi soltanto nel tratto Campello sul Clitunno Spoleto e pare che del completamento dell’opera nessuno si preoccupi più.</p>
<p>“<strong>L&#8217;Umbria non ha bisogno di  più strade e autostrade</strong> – è il commento, invece, di Legambiente Umbria – ​occorre puntare sulla ​riqualificazione della rete ferroviaria cominciando appunto dal completamento dei lavori per il raddoppio della ferrovia Orte ​Falconara. I Sindaci e la Regione poi non dovrebbero dimenticare  gli interventi necessari per la riqualificazione funzionale della FCU, ​un’opera fondamentale per la mobilità locale una volta riqualificati i servizi (tecnologicamente e come orari), migliorato il raccordo alla rete Trenitalia e la penetrazione nelle aree urbane di Terni e Perugia”.</p>
<p><strong>Ecco nello specifico, per l’Umbria, gli interventi che Legambiente ha inserito nel proprio dossier.</strong></p>
<p><strong>Per il raddoppio Foligno – Fabriano</strong> l’intervento consiste in una tratta dello stesso, già in parte attuato, della intera linea Orte-Falconara, il cui progetto complessivo si articola in 5 interventi. La tratta Foligno-Fabriano è prevista prevalentemente in variante di tracciato e in galleria, per una estesa complessiva di 54 km, di cui solo circa 6 km nel territorio della Regione Marche, dal confine con l’Umbria, situato nella galleria di Fossato di Vico, fino alla stazione di Fabriano. Sono previsti 10 viadotti, per circa 6 km, 9 gallerie naturali per uno sviluppo complessivo di circa 30 km e 2 gallerie artificiali per 4 m. Il costo stimato è di 1.9 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Invece per il raddoppio della tratta ferroviaria Spoleto-Terni</strong> l’intervento consiste nella realizzazione di una nuova linea ferroviaria a semplice binario con tracciato diverso da quello della linea attuale, che costituisce un collegamento “diretto”, quasi interamente in galleria, tra le stazioni di Terni e Spoleto, di lunghezza pari a circa 22 km. La galleria principale, di 19 km circa, è dotata di un “posto di servizio” intermedio ed è affiancata da una galleria di soccorso. Sono previste inoltre 2 gallerie lato Spoleto, di cui una artificiale, un viadotto di 65 m e “opere d’arte” per la risoluzione di interferenze con la rete di viabilità e la rete idrografica. Il costo stimato è di 514 milioni di euro.</p>
<p><strong>Di strada, è il caso di dirlo, c’è ne tanta da fare.</strong> Ma la programmazione delle risorse europee per il 2014-2020 è una grande occasione, e sarà la cartina di tornasole per misurare la volontà di cambiare il paese facendolo entrare nella modernità.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/legambiente-presenta-sbloccafuturo-opere-incompiute-in-umbria/">Legambiente presenta #sbloccafuturo. Ecco le opere incompiute in Umbria</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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