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	<title>Perugia Online &#187; fisascat cisl</title>
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		<title>Magione: siglato l’accordo sindacale, riapre l’ex Despar DueGi</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 11:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[ Riapre il supermercato ex Despar DueGi di Magione. La buona notizia è arrivata ieri al termine di un serrato incontro tra il gruppo Gmf Fioroni di Perugia e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil nazionali e territoriali, che si è concluso con la sottoscrizione di un accordo che prevede l’acquisizione da parte di Gmf di tutti i 15 negozi ex Despar DueGi di Umbria, Toscana e Lazio, con riapertura in tempi celeri e riassorbimento immediato del 60% della forza lavoro, mentre il restante 40% avrà un diritto di priorità in caso di future assunzioni in tutti i punti vendita.</p>
<p>&#8220;Siamo soddisfatti per la riapertura dei negozi, tra cui quello di Magione – afferma Riccardo Giulivi della segretaria Filcams Cgil di Perugia – perché la chiusura di un presidio commerciale storico per il comune lacustre era stata un durissimo colpo per un territorio già fortemente colpito dalla crisi economica. In questo quadro difendere ogni singolo posto di lavoro diventa fondamentale e con l’accordo di ieri abbiamo portato a casa un risultato significativo&#8221;.</p>
<p><strong>La soddisfazione del sindaco Chiodini </strong>&#8220;Si risolve positivamente una vicenda molto complessa che, inizialmente, aveva visto il negozio escluso dalle varie opzioni di acquisto maturate in seguito alle difficoltà del gruppo Eurospar. Accogliamo positivamente l’accordo concluso ieri tra i nuovi proprietari dell’immobile, Gfm gruppo Unicomm, e i sindacati: un presupposto che apre alla riassunzione di larga parte del personale attualmente in cassa integrazione&#8221;. Giacomo Chiodini, sindaco di Magione, commenta con soddisfazione il subentro di una nuova sigla commerciale nell’immobile di Bacanella, vuoto da ormai un anno.</p>
<p>La soluzione trovata per i 13 dipendenti Eurospar ancora in cassa integrazione, inizialmente si trattava di 19 persone, prevede – grazie alla firma sindacati/proprietà di ieri a Roma – la riassunzione, da parte di Gfm gruppo Unicomm, del 60 per cento della forza lavoro e il diritto di prelazione per il restante 40 per cento: una prospettiva che porterà, con grandi probabilità, al recupero di quasi tutti i posti ancora in essere. L’apertura del supermercato, sotto uno dei diversi marchi del gruppo, avverrà nei prossimi mesi, dopo alcuni interventi di ristrutturazione sull’immobile.</p>
<p>&#8220;Un ringraziamento ed un plauso – sottolinea il sindaco – va alla Filcams Cgil Umbria, ed in particolare al suo rappresentante Riccardo Giulivi, che ha seguito l’evolversi della vertenza tenendo sempre al centro i diritti dei lavoratori di Magione. Questi infatti – conclude – hanno a lungo rischiato un diverso trattamento rispetto ai colleghi degli altri negozi Eurospar della regione&#8221;.</p>
<p>La crisi del gruppo Eurospar aveva coinvolto fin dall’inizio anche i negozi della catena in Umbria. Tra questi, dopo diversi tentativi di acquisto falliti, era rimasto escluso solamente quello di Magione. A marzo 2015 un bando dei commissari nominati dal tribunale per la gestione del concordato preventivo ha individuato in Gmf gruppo Unicomm come acquirente dei restanti negozi non ancora oggetto di compravendita, tra cui quello di Bacanella.</p>
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		<title>Vertenza Liomatic, in Umbria a rischio 60 posti di lavoro. L&#8217;allarme della Fisascat Cisl</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2015 11:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[fisascat cisl]]></category>
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		<category><![CDATA[san giustino]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Dalla settimana scorsa la società Liomatic ha iniziato a consegnare le lettere di licenziamento: i primi a ricevere la comunicazione sono stati i dipendenti di San Giustino, a seguire quelli di Terni ed in fine è toccato a quelli di Perugia. Una vertenza iniziata nel mese di settembre che si è conclusa il 19 novembre a Roma presso la sede del ministero del lavoro senza accordo che potrebbe portare a 151 licenziamenti su tutto il territorio nazionale, ma è l&#8217;Umbria che pagherà il prezzo maggiore.</p>
<p>La Fisascat Cisl Umbria manifesta tutta la sua preoccupazione per come si sia conclusa la vertenza, “per come si sia voluto a tutti i costi portare a casa un risultato che l&#8217;azienda aveva già determinato in partenza e che avrebbe dovuto vedere il sindacato nella parte di colui che doveva semplicemente certificare una decisione aziendale. Dopo aver preso atto dell&#8217;impossibilità di utilizzare gli ammortizzatori sociali, in virtù di un inquadramento presso l&#8217;Inps che equipara una azienda commerciale di 650 dipendenti alla figura del venditore ambulante (determinando un risparmio economico di oltre 20 euro al mese per ogni dipendente ) e dopo aver tentato di utilizzare la cassa integrazione in deroga, che la dirigenza Liomatic ha fatto pesare come una concessione a suo carico alle Organizzazioni sindacali, la trattativa è naufragata a seguito di un cavillo giuridico che l&#8217;azienda avrebbe potuto agilmente sanare ma che alla prova dei fatti ha dimostrato che non c&#8217;era alcuna intenzione di raggiungere un&#8217;intesa con le rappresentanze dei lavoratori”.</p>
<p>Dopo aver svolto numerosi incontri sia in sede di trattativa che in sede ministeriale, nel corso delle quali è emerso che l&#8217;azienda chiuderà il bilancio in attivo anche per l&#8217;anno 2014 ed aver preso atto delle prossime strategie per gli anni a venire, la Fisascat Cisl Umbria ha percepito che “dietro alla scelta di procedere ai licenziamenti non ci fosse una effettiva necessità di adeguare l&#8217;azienda al mercato, ma forse molto più probabilmente l&#8217;interesse a creare le condizioni per rendere il prodotto Liomatic più appetibile, in un mercato ( quello del vending ) caratterizzato da continue acquisizioni, dismissioni e fusioni. In questi mesi di trattativa abbiamo verificato come, l&#8217;atteggiamento aziendale fosse più predisposto a monetizzare le disponibilità dei singoli lavoratori a &#8221; fuoriuscire in forma volontaria &#8221; che non ad intavolare un percorso di relazioni sindacali  basate sul reciproco riconoscimento e finalizzate a mantenere il più possibile i livelli occupazionali, oggi, dopo aver tentato tutte le strade per evitare i licenziamenti dobbiamo prendere atto di aver fallito nel nostro obiettivo, di non essere riusciti a creare quelle condizioni necessarie per un accordo, ma siamo anche convinti che per raggiungere un accordo e&#8217; necessario che 2 volontà perseguano lo stesso obiettivo, cosa che in questa trattativa non abbiamo mai percepito”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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