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	<title>Perugia Online &#187; Fotografia</title>
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		<title>Al Museo della Pesca il primo workshop internazionale di fotografia</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2016 11:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span id="areaSingle">Magione. </span>Il Museo della Pesca a San Feliciano ha ospitato un workshop di fotografia organizzato dalla Fondazione culturale Luciano Boccardini, in collaborazione con il Comune di Magione. Il corso tenuto da Khaled Abul-Dahab, fotografo professionista riconosciuto a livello internazionale che vive e lavora a Dubai (United Arab Emirates), è stato seguito da fotografi professionisti umbri. Il tema scelto era quello della contestualizzazione degli scatti per la moda ambientati nel paesaggio naturalistico del lago Trasimeno. A fine workshop è stato fatto un resoconto di quanto svolto alla presenza del sindaco di Magione Giacomo Chiodini. All’iniziativa ha partecipato anche il presidente della Fondazione, il maestro Luciano Boccardini, che ha voluto seguire il corso per evidenziare quanto l’arte si avvicini agli scatti fotografici. La direttrice della Fondazione, Marinella Ambrogi, ha sottolineato che la presenza di Khaled Abul-Dahab è stata fondamentale perché è riuscito a coinvolgere anche turisti nazionali ed internazionali durante le giornate di formazione. Per il corso sono stati scelti tre giovanissimi modelli locali, Simone Mattioli, Edoardo Croci e Carolina Mari, il primo di Perugia, il secondo di Castiglione del Lago e la terza di Chianciano Terme (Siena). Per i tre ragazzi, modelli non professionisti, si aprono ora nuovi scenari in quanto saranno promossi a livello internazionale da Khaled Abul-Dahab. Il workshop di fotografia è stato uno dei momenti del progetto ‘L’Umbria e le Arti Contemporanee”, ideato dalla Fondazione Boccardini come luogo d’incontro tra diversi soggetti pubblici o privati, che ha l’intento di attivare iniziative nell’ambito delle arti. Nell’attività di quest’anno della Fondazione, inoltre, è stata inserita anche la prima Biennale d’Arte Contemporanea di Perugia che si svolgerà presso il Centro Espositivo della Rocca Paolina, in collaborazione con la Provincia di Perugia e varie associazioni del territorio umbro. E sarà proprio Khaled Abul-Dahab a ricoprire il ruolo di presidente della Biennale che si svolgerà dal 1° al 16 ottobre 2016.</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina un anno dopo piazza Maidan, &#8220;qui si continua a combattere&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2015 08:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Appena arrivati qui a Donetsk, al check point, ci hanno controllato i documenti e ci hanno avvertito. Ragazzi ma voi lo sapete che quello che dicono in occidente non è vero. Non è vero niente, qui non c’è mai stata la tregua, la tregua non esiste abbiamo sempre continuato a combattere”. Ok, perfetto, abbiamo pensato, siamo arrivati nel posto giusto. Stanco dopo il lungo viaggio, capelli e barba più lunghi del solito Luca ci racconta com’è la situazione in Ucraina un anno dopo le manifestazioni di piazza Maidan a Kiev. Luca è un giovane fotografo freelance. Nato e cresciuto a Perugia, dove si è laureato in Scienze Politiche, da un paio d’anni vive in Spagna a Madrid. Ha già collaborato con le più importanti testate internazionali, dal New York Times a El Pais all’agenzia di stampa spagnola Efe.</p>
<p><strong>Un anno dopo, a Donetsk</strong> &#8211; “Siamo arrivati qui da pochi giorni – racconta. Ci sono ancora molte cose da capire, la questione è più complicata di quello che sembra da fuori, guardando il telegiornale”. Assieme a tre giornalisti spagnoli che stanno lavorando a un documentario, Luca è partito alla volta di Donetsk dove, a dispetto della tregua annunciata, si continua ancora a combattere. Più che cercare di raccontare la verità, una delle tante possibili in un paese in guerra, Luca è alla ricerca di storie. “Stiamo cercando di entrare in contatto con qualche battaglione per arrivare alla zona dell’aeroporto, uno dei luoghi dove ci sono stati gli scontri più duri, una delle zone più colpite dalla guerra. Dicevano che il cessate il fuoco era entrato in vigore in realtà ci sono ancora uomini dell’esercito ucraino nascosti nei bunker dell’epoca sovietica. Al centro della città la situazione è tranquilla, i negozi sono aperti, i mezzi di trasporto funzionano, non c’è molta gente ma comunque si vede movimento. Donetsk è una città da più di un milione di abitanti, ma hanno calcolato che circa la metà della popolazione, chi aveva la possibilità, se n’è andata. Chi non aveva soldi è dovuto restare, così come è rimasto chi voleva difendere la propria città”.</p>
<p><strong>Propaganda e verità</strong> &#8211; &#8220;Dal centro città si sentono continuamente esplosioni, la tregua non c’è, non c’è mai stata. Quanto è difficile capire dove sta la verità. La verità qui non c’è, c’è solo propaganda, da un lato e dall’altro ognuno ti racconta la sua verità. E’ tutto molto ideologico: a Kiev ti dicono  i filorussi sono terroristi che hanno invaso il loro paese. Qui invece ti dicono che sono gli Stati uniti che hanno finanziato la rivolta, terrorista è il governo di Kiev che bombarda la popolazione civile&#8221;. Se una verità non c&#8217;è, l&#8217;unica cosa certa è la difficoltà in cui versa la popolazione. &#8220;Oggi ho incontrato una signora che dallo scorso maggio vive in un rifugio sotterraneo senza elettricità, con poco cibo, senza possibilità di scaldarsi. Qui è inverno pieno, in Ucraina fa freddo. L&#8217;unica verità è nella sofferenza della gente che incontro per strada, come in quella dei familiari dei soldati che ritornano a Kiev nelle bare. Qualche giorno fa c’è stata una manifestazione a Kiev dei familiari dei soldati al fronte, per chiedere al governo che tornino a casa. La verità è che quando c’è una guerra c’è molta propaganda, riuscire  a capire chi ha ragione è complicato.</p>
<p><strong>Le brigate internazionali</strong> &#8211;  Come tutti i conflitti di epoca recente, anche quello in Ucraina ha richiamato persone provenienti da altri paesi a combattere. &#8220;Arrivano qui combattenti di ideologia fascista o nazista, che combattono contro quello che loro chiamano l&#8217;invasione del comunismo russo&#8221;. Dall&#8217;altra parte invece c&#8217;è chi è venuto a combattere contro l&#8217;occidente, contro l&#8217;Europa. Uno di loro è un ragazzo di Bergamo, nome di battaglia Spartacus. &#8220;L&#8217;ho incontrato oggi, mi ha raccontato che aveva già combattuto come volontario in Jugoslavia. Non gli piace l&#8217;Italia, non gli piace l&#8217;Europa ed è venuto a Donetsk per combattere questo sistema economico sbagliato, dal suo punto di vista. Angelo viene invece da Milano.  Non aveva nessuna formazione militare, è arrivato dalla Russia con un taxi. Non aveva nessuna formazione militare, l&#8217;hanno tenuto due giorni rinchiuso in una caserma in attesa che verificassero le sue generalità. Poi gli hanno dato un&#8217;arma, l&#8217;hanno mandato vicino all&#8217;aeroporto per vedere come reagiva allo stress dei bombardamenti continui. Quando hanno visto che non era crollato, l&#8217;hanno mandato a combattere al fronte, con meno venti gradi, fermo immobile per ore e ore nella stessa posizione per non essere visto e ucciso. Dice che non se ne andrà finché non avranno vinto la guerra. Qui a Donetsk la gente è convinta che vinceranno, sono molto motivati e questa forse è la cosa che manca a Kiev, dove a combattere sono tutti giovanissimi e sono stati chiamati già 3 o 4 volte, ma vogliono tornare a casa. Ecco perché i separatisti filorussi hanno avuto vittorie importanti contro l’esercito di Kiev, loro sono motivati&#8221;.</p>
<p><strong>L&#8217;economia</strong> &#8211; Dall&#8217;inizio degli scontri, ormai un anno fa, questa guerra ha fatto oltre cinquemila vittime. &#8220;Nessuno, prima di piazza Maidan, si era mai chiesto se si sentiva più filorusso o filoeuropeo. Erano ucraini e basta. Quello che è successo poi è molto difficile da spiegare, l&#8217;unica cosa certa è che l&#8217;economia ucraina è stata devastata da questo conflitto. L&#8217;anno scorso il cambio Euro/Grivna, la moneta locale, era 1/12, oggi è 1/30. I negozi chiudono, le imprese anche. Come l&#8217;aeroporto qui è crollato tutto. Questa era una zona ricca, il Donbass, con le sue miniere di carbone, era uno dei punti strategici per l&#8217;intero paese. Oggi non c&#8217;è più niente&#8221;.</p>
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		<title>Inaugurata ‘Passionate Umbria ceraioli of Gubbio’, la mostra fotografica di Steve Mccurry al Palazzo dei Consoli</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2014 09:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gubbio.</strong> Le foto della Festa dei Ceri, allestite su istallazioni luminose al plasma bifacciali, pendono dalla volta in pietra della Sala dell’Arengo del Palazzo dei Consoli in piazza Grande, creando un effetto di grande fascino e suggestione. Sono i 18 scatti della mostra ‘Passionate Umbria ceraioli of Gubbio’, con i quali il celebre fotografo americano Steve McCurry ha immortalato il 15 maggio scorso i Ceri di S. Ubaldo, S. Giorgio, S. Antonio, conquistato e rapito dalla bellezza, dall’esultanza e dalla passione travolgente della città intera.</p>
<p><strong>L&#8217;inaugurazione &#8211;</strong> Ad inaugurarla, tra gli altri, il sindaco Filippo Mario Stirati, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, l’assessore Fabrizio Bracco, presente anche il consigliere regionale Andrea Smacchi. « Questa mostra è un evento di valenza internazionale – ha commentato il sindaco Stirati nel ringraziare la Regione per averla voluta e finanziata – e davvero <strong>McCurry</strong> è riuscito a cogliere lo spirito più profondo, emozionale, drammatico, esaltante della Festa e dei suoi interpreti. Egli stesso ne è stato conquistato e oltre ad aver promesso di tornare, non manca di parlare di Gubbio nei suoi viaggi intorno al Mondo, spendendo parole a beneficio della città. »</p>
<p>L’assessore Bracco ha sottolineato l’emozione incredibile dell’esposizione, con foto capaci di esprimere intensità e bellezza. « Vogliamo ribadire l’importanza di questo progetto, che si collega alla mostra ‘SENSATIONAL UMBRIA’ allestita a Perugia – ha dichiarato Bracco &#8211; non solo per lo spessore culturale e mediatico, ma soprattutto perché la Festa dei Ceri è identità dell’Umbria intera e non solo della città di <strong>Gubbio.</strong> Il 15 maggio esprime un valore unitario per l’intera Regione, che   ha scelto i Ceri a simbolo ed emblema. » Dal canto suo, la presidente Marini ha sottolineato come la mostra abbia un valore reciproco, dono dell’Umbria a Gubbio e di Gubbio all’intera Regione. « Una Festa magnifica – ha commentato la presidente &#8211; che trova oggi coronamento in questi scatti capaci di portare l’immagine dei Ceri nel mondo. Memoria e tradizione si fondono in un unico messaggio, condensato in quell’aggettivo ‘passionate’ e nella plurima gamma di significati, pertinenti allo spirito di Gubbio e dell’Umbria. Il 15 Maggio segna il calendario della Regione come un appuntamento a cui nessuno di noi può mancare. Scegliere più di quaranta anni fa i Ceri di Gubbio come lo stemma della Regione <strong>Umbria</strong> fu una decisione felice che ci ha consegnato il simbolo di un’identità partecipata, di cui ci sentiamo gelosi custodi. Il nostro obiettivo è quello di trasmettere alle nuove generazioni il valore di questo patrimonio. Ci sentiamo davvero “appassionati d’Umbria”, con la stessa forza e determinazione dei “ceraioli of Gubbio”, per lavorare al futuro della nostra Regione. »</p>
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		<title>‘Colori d’autunno, il foliage della vite del Sagrantino’ per appassionati di fotografia e vino</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 15:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Fotografia, natura e vino. Sono ben chiari, a chi sta partecipando, gli elementi alla base di ‘Colori d’autunno. Il foliage della vite del Sagrantino’  il challenge fotografico che entro domenica 21 dicembre arriverà alla scelta di tre vincitori. Accanto al concorso vero e proprio, nel cartellone promosso dall’associazione Strada del Sagrantino, proseguono una serie di iniziative. In particolare, domenica 7 dicembre, si svolgeranno il secondo workshop fotografico e una degustazione di vini guidata.</p>
<p><strong>Corso di fotografia &#8211;</strong> La cantina Moretti Omero a Giano dell’Umbria ospiterà il corso, di livello base, a cura del fotografo Giovanni Galardini, che avrà inizio alle 10.30 con visita in cantina al mattino. Seguiranno light lunch con degustazione di vini di produzione e, nel pomeriggio, una passeggiata in vigna con il controllo delle foto. Il costo dell’iniziativa è di 30 euro.</p>
<p><strong>La degustazione guidata &#8211;</strong> Con un esperto sommelier, la degustazione si terrà al Mercato coperto di Bevagna, in piazza Filippo Silvestri, alle 17, e proporrà l’assaggio di Montefalco Sagrantino Docg abbinato ai salumi. Il costo di partecipazione è di 7 euro.</p>
<p><strong>Il concorso &#8211;</strong> Al centro dell’iniziativa ‘Colori d’autunno. Il foliage della vite del Sagrantino’, per gli amanti della fotografia analogica e digitale, rimane comunque il concorso, alla sua terza edizione. Si può partecipare fino a sabato 20 dicembre con la pubblicazione degli scatti, realizzati anche con telefoni cellulari di ultima generazione, su Instagram, Facebook e Twitter. I soggetti da immortalare sono i caratteristici vigneti di Sagrantino, tra Montefalco, Bevagna, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo e Castel Ritaldi. Tre le fotografie che saranno decretate vincitrici al termine della sfida, in base al numero di voti ottenuti sul web, i cui autori diventeranno fotoreporter della Strada del Sagrantino potendo partecipare gratuitamente a degustazioni ed eventi promossi dall’associazione nel 2015. Al momento della pubblicazione delle fotografie sui social network è obbligatorio inserire l’hashtag #stradadelsagrantino secondo le modalità riportate nel regolamento pubblicato sul sito <a href="http://www.stradadelsagrantino.it/eventi-comprensorio.php">www.stradadelsagrantino.it.</a></p>
<p>Per informazioni e prenotazioni: <a href="mailto:info@stradadelsagrantino.it">info@stradadelsagrantino.it</a>, 0742.378490</p>
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		<title>50 giorni insieme, mostra fotografica di Armando Allegretti</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2014 13:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>50 giorni insieme è il titolo della mostra fotografica di Armando Allegretti che sarà inaugurata, con un aperitivo di vernissage, domenica 19 ottobre 2014 alle ore 18:00 presso la sala ristorante de &#8220;I Mattarelli&#8221; in via XX Settembre, 92 &#8211; Perugia. Introduce Sabrina Pugliese 50 giorni insieme nasce dal progetto fotografico &#8220;50 foto per 50 ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <em>50 giorni insieme</em> è il titolo della mostra fotografica di Armando Allegretti che sarà inaugurata, con un aperitivo di vernissage, domenica 19 ottobre 2014 alle ore 18:00 presso la sala ristorante de &#8220;I Mattarelli&#8221; in via XX Settembre, 92 &#8211; Perugia. Introduce Sabrina Pugliese</p>
<p><strong><em>50 giorni insieme</em></strong> nasce dal progetto fotografico &#8220;50 foto per 50 giorni con un obiettivo 50mm&#8221;. Parte da un concetto piuttosto semplice, ma la sua realizzazione ha richiesto tanta dedizione, motivazione personale, complicità di amici e conoscenti. Armando Allegretti ha portato avanti il progetto semplicemente per il gusto di farlo e sottolinea che la sua importanza va ben oltre la qualità fotografica o la bellezza degli scatti, che restano certamente soggettivi. Il valore del progetto è proprio nell’atto di farlo, nella quotidianità che Allegretti ha avuto con la sua reflex, nella perseveranza di scattare una foto, ogni giorno, per 50 giorni.</p>
<p><strong>La mostra</strong> è a cura di Sabrina Pugliese in collaborazione con I Mattarelli, un ristorante che vanta non solo un&#8217;ottima cucina, ma anche uno spazio che mette a disposizione per l&#8217;arte. I Mattarelli ospitano, infatti, a scadenza bimestrale, mostre di pittura, scultura, fotografia e installazioni con l&#8217;idea e il desiderio di promuovere le opere di giovani artisti, locali e non, dando loro la possibilità di farsi conoscere e di esporre il proprio lavoro a Perugia.</p>
<p><strong>Orari &#8211;</strong> La mostra resterà esposta per 50 giorni, fino al 2 dicembre 2014, osservando i seguenti orari di apertura: martedì-domenica, 18:00 &#8211; 21:30<br />
Ingresso libero</p>
<p>Per info: sabripugliese@yahoo.it</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/10/Locandina_Armando_Allegretti1.jpg" rel="prettyPhoto"><img class="size-thumbnail wp-image-8044 alignleft" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/10/Locandina_Armando_Allegretti1-150x150.jpg" alt="Locandina_Mostra_Armando_Allegretti" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Perugia Social Photo Fest, quando la cultura sposa il sociale</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Oct 2014 14:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Perugia Social Photo Fest è il primo festival europeo di fotografia sociale e terapeutica giunto alla sua terza edizione. Si terrà a Perugia dal 14 al 23 novembre 2014 nel museo civico Centro di Cultura Contemporanea Palazzo Penna. Resisto &#8211; Questo il concept su cui ruota il Perugia Social Photo Fest 2014. Una parola semplice ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Perugia Social Photo Fest è il primo festival europeo di fotografia sociale e terapeutica giunto alla sua terza edizione. Si terrà a Perugia dal 14 al 23 novembre 2014 nel museo civico Centro di Cultura Contemporanea Palazzo Penna.</p>
<p><strong>Resisto &#8211;</strong> Questo il concept su cui ruota il Perugia Social Photo Fest 2014. Una parola semplice ma di forte impatto che si basa sul concetto psico-sociale della “resistenza”, vista come la capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di sopravvivere e ristrutturarsi, per poi superarle e uscirne rinforzato e trasformato, restando così pronto ad accogliere le opportunità positive. Proprio quello che vogliono provare a fare gli organizzatori dell’associazione LuceGrigia che hanno deciso di “resistere” alle difficoltà economiche per vari motivi: perché il Perugia Social Photo Fest è una realtà che per la prima volta tenta di unire la cultura al sociale, perché il Perugia Social Photo Fest ha generato nuove progettualità e perché rappresenta per molti il luogo di scambio di buone pratiche. Per questo motivo è stato lanciato per la raccolta anche l’appello, “Insieme R.Esistiamo”.</p>
<p><strong>Campagna di crowdfunding &#8211;</strong> Nonostante il grande impegno degli organizzatori (il festival non si limita a una esposizione fotografica fine a se stessa, ma include una serie di attività che ruotano comunque intorno alla fotografia sociale e alla fotografia terapeutica da realizzarsi nell’arco dell’anno e non solo nel periodo strettamente legato alla manifestazione) ci sono difficoltà finanziarie dovute anche all&#8217;attuale situazione economica, politica e sociale. Proprio per questo l’associazione LuceGrigia è stata costretta a lanciare una campagna di crowdfunding con la piattaforma “Produzioni dal basso”. Si può contribuire liberamente, ognuno è libero di donare qualsiasi cifra, e il nome di chi “supporta” il progetto sarà inserito nella pagina dei ringraziamenti del festival. Non sono previste ricompense perché l’obiettivo è quello di investire tutto nelle mostre che saranno ospitate, scelta dettata dal fatto che il festival deve resistere all’assenza di sostegni economici da parte di soggetti pubblici e privati. Volendo, si possono anche acquistare due tipologie di quote: da 50 euro (a disposizione ce ne sono 100), in tal caso il biglietto di ingresso sarà in omaggio, oppure da 250 euro (a disposizione ce ne sono 3) e la ricompensa è un pernottamento gratuito (per una persona) in uno dei più suggestivi B&amp;B di Perugia (www.bb7baci.com). La disponibilità è per sabato 15 o 22 novembre.</p>
<p><strong>Non solo mostre &#8211;</strong> Anche per la sua terza edizione, il Perugia Social Photo Fest non sarà solo mostre e il calendario degli eventi è sempre più ricco di eventi, incontri, dibattiti, workshop e molto altro ancora. Inoltre, come importante coda del festival, dal 24 al 29 novembre è in programma il primo workshop italiano intensivo formativo sulle tecniche di fototerapia di Judy Weiser considerata la massima esponente mondiale in questo ambito. Una novità assoluta nel panorama nazionale. La Weiser è psicologa, arte terapeuta fondatrice e direttrice del PhotoTherapy Centre di Vancouver in Canada, partner del festival.</p>
<p><strong>Sostienici &#8211;</strong> Affinché si possa realizzare al meglio tutto questo, dal festival ai vari progetti collegati, è pertanto fondamentale il sostegno di molte persone. Per partecipare c’è ancora tempo fino al 10 ottobre prossimo. Per la piattaforma di raccolta fondi, clicca <a href="https://www.produzionidalbasso.com/pdb_3999.html">produzioni dal basso</a></p>
<p>Per info sul festival: info@perugiasocialphotofest.org<br />
<a href="http://www.perugiasocialphotofest.org/">www.perugiasocialphotofest.org</a></p>
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		<title>Prorogata la mostra &#8220;Sensational Umbria by Steve McCurry&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 16:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Prorogata di tre mesi la mostra &#8221; Sensational Umbria&#8221;. Dopo il grande successo dell&#8217;esposizione e in vista anche dei passaggi cruciali per la candidatura di Perugia, con i luoghi di San Francesco d&#8217;Assisi e dell&#8217;Umbria a capitale europea della cultura, la mostra di Steve McCurry&#8221; allestita all&#8217;ex-&#8220;Fatebenefratelli&#8221; e al Museo di Palazzo Penna resterà aperta ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> <span style="color: #000000; font-family: Calibri; font-size: medium;">Prorogata di tre mesi la mostra &#8221; Sensational Umbria&#8221;. Dopo il grande successo dell&#8217;esposizione e in vista anche dei passaggi cruciali per la candidatura di Perugia, con i luoghi di San Francesco d&#8217;Assisi e dell&#8217;Umbria a capitale europea della cultura, la mostra di Steve McCurry&#8221; allestita all&#8217;ex-&#8220;Fatebenefratelli&#8221; e al Museo di Palazzo Penna resterà aperta fino all&#8217;11 gennaio 2015. La mostra racconta, in cento scatti, il viaggio del grande fotografo americano per il progetto &#8220;Sensational Umbria&#8221; della Regione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>&#8220;Trasimeno curry free. Sorry Steve&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 09:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>MAGIONE. Non solo Steve McCurry. A fare concorrenza al grande fotografo di fama internazionale con i colori e le luci del Trasimeno ci provano gli allievi del corso di fotografia digitale di Lorenzo e Riccardo Dogana che domani, sabato 9 agosto, inaugurano la mostra &#8220;Trasimeno curry free. Sorry Steve&#8221;. Gli scatti &#8211; La mostra, organizzata nell&#8217;ambito ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MAGIONE</strong>. Non solo Steve McCurry. A fare concorrenza al grande fotografo di fama internazionale con i colori e le luci del Trasimeno ci provano gli allievi del corso di fotografia digitale di Lorenzo e Riccardo Dogana che domani, sabato 9 agosto, inaugurano la mostra &#8220;Trasimeno curry free. Sorry Steve&#8221;.</p>
<p><strong>Gli scatti</strong> &#8211; La mostra, organizzata nell&#8217;ambito della XXXV edizione della Settimana Magione, organizzata dalla Pro Loco, inaugura lo spazio allestito in corso Marchesi 27 con scatti realizzati nei luoghi più caratteristici e suggestivi del lago Trasimeno. I luoghi scelti per le uscite sono stati l’Oasi La Valle di San Savino e l’azienda di lavorazione della canna palustre Zoppitelli. «Due luoghi molto suggestivi, ricchi di stimoli che hanno dato origine a visioni completamente diverse – spiegano i fratelli Dogana – con risultati fotografici molto interessanti, considerando che si trattava di un primo corso che vedeva tra i partecipanti anche alcuni principianti».</p>
<p><strong>Non solo McCurry</strong> &#8211; «Abbiamo giocato con il nome, cercando assonanze con il fotografo Steve McCurry che, in questo momento, rappresenta l’immagine fotografica dell’Umbria – spiegano gli organizzatori – e, nelle foto, abbiamo cercato una personalissima modalità di raccontare le tante sfaccettature del Trasimeno. Curry è il nostro rimando al fotografo, ma free è la volontà di farlo in modo libero, giocoso, come è stato tutto il corso, che ha permesso di raccontare le storie di grandi fotografi e di sperimentare cosa significa fare una fotografia all’aperto».</p>
<p><strong>Gli allievi</strong> &#8211; Le foto esposte sono state realizzate da Michele Benemio, Daniela Bevagna, Lavinia Bottini, Jessica Burioli, Luciano Calvani, Andrea Martini, Luigina Miccio, MariaCarla Pagani, Marco Raspati, Fabiana Strappaghetti e Barbara Verducci. I corsi riprendono nel mese di settembre, con un corso di primo livello e uno di secondo, presso lo studio di fotografia DiFoto</p>
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		<title>&#8220;Resisto&#8221;, quando la fotografia è sociale e terapeutica</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2014 09:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Più di 117 progetti fotografici da ogni parte dal mondo. Si è conclusa con un enorme e inaspettato successo la &#8220;call for entry&#8221; del Perugia Social Photo Fest, il primo festival internazionale dedicato alla fotografia sociale e terapeutica che si svolgerà dal 14 al 23 novembre prossimi a Palazzo della Penna. Foto da tutto il ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Più di 117 progetti fotografici da ogni parte dal mondo. Si è conclusa con un enorme e inaspettato successo la &#8220;call for entry&#8221; del Perugia Social Photo Fest, il primo festival internazionale dedicato alla fotografia sociale e terapeutica che si svolgerà dal 14 al 23 novembre prossimi a Palazzo della Penna.</p>
<p><strong>Foto da tutto il mondo</strong> &#8211; Oltre che dall&#8217;Italia, i progetti fotografici provengono da Australia, Malesia, India, Sudafrica, Canada, America e Argentina per un totale di 84 nella categoria fotografia sociale e 33 per la sezione fotografia terapeutica.</p>
<p><strong>&#8220;Resisto&#8221;</strong> &#8211; Parte col piede giusto, quindi, la terza edizione della manifestazione che, alla sue terza edizione, si attesta sempre di più come una realtà con una forte impronta internazionale. Il tema scelto quest&#8217;anno è &#8220;Resisto&#8221; e ruota attorno al concetto psico-sociale della resilienza.Saranno come sempre due le declinazioni di fotografia alla base della manifestazione: “fotografia sociale”, di denuncia e riflessione, di riscatto di identità individuali e collettive, mezzo per dar voce agli ‘esclusi’ (chi spesso viene dimenticato dalla nostra società) e quindi strumento di inclusione sociale, e “fotografia terapeutica” intesa come mezzo di riattivazione della percezione e di uno stimolo interiore personale soprattutto laddove c’è una difficoltà di comunicazione per attivare quindi un processo di autocoscienza e di esplorazione del sé.</p>
<p><strong>Fotografia sociale</strong> &#8211; Il Perugia Social Photo Fest nasce quindi come manifestazione socio-culturale centrata sul ruolo sociale e terapeutico della fotografia e che annualmente presenta al pubblico italiano ed internazionale progetti che si sviluppano nell’ambito della fototerapia. Il festival, arricchito oltre che da mostre anche da incontri, laboratori e conferenze, vuole in questo modo favorire la diffusione delle esperienze italiane ed internazionali facendole dialogare e creando così una rete di contatti da cui far nascere collaborazioni progettuali</p>
<p><strong>Progetti</strong> &#8211; La commissione composta da Antonello Turchetti, direttore artistico del festival in rappresentanza dell’associazione organizzatrice ‘LuceGrigia’, dal fotografo Fausto Podavini (vincitore del word press foto 2013) e da Loredana De Pace, giornalista specializzata in fotografia, selezionerà fino ad un massimo di 6 progetti (complessivamente tra quelli presentati nelle due sezioni). La scelta dei progetti avverrà entro il 15 di agosto. Questi saranno poi esposti in occasione della terza edizione del festival che si svolgerà a Perugia, presso il Museo Civico Centro di Cultura Contemporanea Palazzo Penna, dal 14 al 23 novembre prossimi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La storia in una foto</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 18:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sabrina Pugliese]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Un viaggio nel tempo quello che Mario Calabresi ha fatto fare al suo pubblico di Perugia, durante il Festival Internazionale del Giornalismo 2014. Una successione di scatti e le testimonianze di fotografi e fotoreporter per presentare il suo libro &#8220;<strong>A occhi aperti</strong>&#8220;, un libro che &#8211; come lui stesso lo definisce &#8211; non tratta di fotografia, ma di giornalismo nella sua essenza.</p>
<p>I fotografi non possono mentire: per raccontare i fatti, devono esserci e viverli. Alla discussione hanno contribuito i fotoreporter Pietro Mastrurzo, Riccardo Venturi e il fotografo Davide Monteleone. Esserci a tutti i costi e raccontare come nessun altro è l&#8217;ambizione di ogni fotografo, ma c&#8217;è chi, lontano da estremismi di successo, empatizza con i suoi soggetti e, in alcuni casi, abbandona l&#8217;obiettivo per salvare la vita di un uomo. È emerso, inoltre, che la fotografia può trasformarsi anche in strumento di elaborazione dei propri lutti attraverso i volti catturati durante i conflitti della guerra.</p>
<p>Nel periodo storico in cui tutto si brucia velocemente in 140 caratteri, è bello poter immortalare storie, approfondirle e raccontarle anche dopo il fragore del momento e a riflettori spenti. A tale proposito è stata ricordata l&#8217;esperienza di Paul Fusco, le cui immagini scattate dopo il funerale di Robert Kennedy sono diventate famose solo dopo molti anni. Fusco sale sul treno che trasporta la salma di Kennedy a Washington e mentre i ferrovieri decidono di alzare la bara sui sedili in modo che la folla sui binari possa dargli l&#8217;ultimo saluto, capisce che la storia non è sul treno e mette insieme un reportage fatto di foto di famiglie sui binari, neri e bianchi, bambini, giovani e anziani che condividono questo momento. Uno spaccato storico raccontato da una prospettiva differente che, dopo un&#8217;incubazione di trenta anni ha avuto il suo giusto riconoscimento. Questa storia è stata di certo incoraggiante per tutti quei fotografi e giornalisti che vedono rifiutare il proprio lavoro: perseverate e conservate i vostri lavori migliori. Il suggerimento è, dunque, di conservare quello che adesso appare di poca importanza; fra trenta o quaranta anni potrebbe rivivere di nuova luce.</p>
<p>Anche Mario Calabresi, dietro consiglio di Fusco, ha iniziato a conservare tutti i suoi taccuini.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/mario-calabresi-la-storia-in-una-foto/">La storia in una foto</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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