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	<title>Perugia Online &#187; gioco d&#8217;azzardo</title>
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		<title>I dati della ludopatia in Umbria: circa 10 mila le persone colpite dalla malattia del gioco</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 13:12:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Definire un piano regionale di intervento sociosanitario per  la cura e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico: con questo obiettivo la Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore regionale alla coesione sociale e al Welfare Luca Barberini, ha approvato due distinti atti volti da una parte a definire le linee di indirizzo per la realizzazione del Sistema regionale di servizi sociosanitari per l’accoglienza e la presa in carico dei giocatori d’azzardo patologici e delle loro famiglie, e dall’altra a stabilire le modalità di formazione dei gestori e del personale delle da gioco e dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito. “L’obiettivo &#8211; ha spiegato l’assessore Barberini &#8211; è quello di dare risposte organiche ed efficaci a una problematica sempre più diffusa in Umbria, che comporta gravi ripercussioni non solo nei soggetti direttamente coinvolti, ma anche nelle loro famiglie”.</p>
<p><strong>Il fenomeno in Umbria</strong> Per dare un’idea della portata del fenomeno l’assessore ricorda i dati riportati dall’Osservatorio regionale sulle dipendenze: “Si stima che in Umbria siano circa 10 mila le persone con profilo di gioco problematica, in pratica il 5,6 per cento della popolazione fra i 15 e i 74 anni, un dato in linea con la media nazionale. A giocare sono più uomini (37 per cento) che donne (18 per cento), mentre i giochi preferiti sono il gratta e vinci e il lotto istantaneo, seguiti dalle scommesse sportive e dalle carte”. L’assessore ha quindi precisato che “gli umbri dipendenti da gioco d’azzardo presi in carico dai servizi attivati nelle Usl nel 2015 sono stati 357. Gli utenti maggiormente coinvolti nei percorsi di recupero hanno tra i 45 e i 54 anni e sono soprattutto uomini (81 per cento). Negli ultimi anni, c’è stato un ricorso crescente ai servizi infatti, dal 2013 al 2015 l’utenza è quasi raddoppiata (+89per cento), passando da 199 a 357 unità”. Barberini ha inoltre evidenziato che “nel 2015, gli umbri hanno investito 1.029 milioni di euro nei giochi autorizzati dai Monopoli e il 59 per cento della raccolta è legata ad apparecchi elettronici e slot machine. Togliendo da questa somma le vincite, risulta che in Umbria una spesa di 235milioni di euro, mentre la cifra spesa pro-capite è di 263 euro, dato che colloca la nostra regione al decimo posto  in Italia. Al maggio 2016, risultavano 1.397 (1.054 nella provincia di Perugia e 343 in quella di Terni) gli esercizi commerciali autorizzati a tenere varie forme di gioco”.</p>
<p><strong>La collaborazione con il mondo del volontariato</strong> Alla luce di questi dati, ha evidenziato  Barberini, “la Regione vuole creare un modello d’intervento omogeneo, con un sistema di servizi socio-sanitari rivolti alla prevenzione, alla cura e riabilitazione del gioco d’azzardo patologico, un punto di riferimento nei territori, per lo sviluppo di azioni e progettualità integrate con le istituzioni locali, il terzo settore e il volontariato. In pratica, si vuole arrivare a definire un programma che comprenda attività di prevenzione, consolidamento degli interventi di trattamento e potenziamento delle attività di inserimento sociale e sostegno della gestione economica. Tra gli obiettivi è inserito anche la definizione di un protocollo di collaborazione regionale con le associazioni interessate al tema delle dipendenze e l’individuazione dei criteri di autorizzazione e accreditamento per le strutture residenziali in cui accogliere i soggetti con grave dipendenza”. Le azioni programmate rispondono quindi in pieno alla legge regionale per la prevenzione, il contrasto e la cura del gioco d’azzardo patologico, approvata nel novembre 2014 e al conseguente piano operativo che prevede una serie di attività mirate al contenimento del fenomeno e alla regolamentazione dell’attività dei locali con apparecchi per il gioco lecito, come ad esempio la definizione della distanza dei locali da luoghi sensibili come scuole, spazi di aggregazione giovanile e strutture sanitarie residenziali</p>
<p><strong>Il marchio No Slot</strong> A proposito l’assessore ha anche ricordato la creazione del marchio “No Slot”, l’obbligo dei corsi di formazione per i gestori e il personale  che opera nelle  sale da gioco, nonché gli sgravi fiscali a favore dei locali eticamente corretti.  Secondo Barberini “particolarmente significativa è l’attivazione del numero verde regionale per il gioco d’azzardo patologico (800 410 902), che offre gratuitamente e in forma anonima informazioni, ascolto, consulenza ed orientamento, mentre è in fase di avvio una campagna di comunicazione regionale finalizzata a sostenere gli strumenti e gli obiettivi della legge contro la ludopatia”. Infine concludendo, ha ricordato che “presso il dipartimento dipendenze della Usl Umbria 2 con sede a Foligno è stato attivato il centro di riferimento regionale per il trattamento della dipendenza da gioco d’azzardo, che sperimenta concretamente un modello d’intervento multidisciplinare e integrato, valutato positivamente e presto applicato anche nel resto della regione. Contestualmente è stato realizzato un corso di formazione rivolto agli operatori sanitari e sociali oltre che ai volontari impegnati in questo settore”.</p>
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		<title>Settantenne con i sintomi della sindrome del gioco d&#8217;azzardo compulsivo denunciato per percosse e sequestrate le armi</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2016 12:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Solo dopo alcuni mesi, dall&#8217;arrivo delle prime bollette non pagate, si sono insospettiti e hanno cominciato ad indagare scoprendo una realtà impressionate: in pochi mesi aveva dilapidato un patrimonio con il gioco d&#8217;azzardo, specie con le videolottery. A questo punto è nata la sincera preoccupazione per la sua passione per le armi che da tempo deteneva per la caccia. Inevitabile una segnalazione in Questura ove sono stati denunciati anche gli episodi violenti che l&#8217;uomo, inspiegabilmente, aveva iniziato a compiere nei confronti dei familiari che tentavano di ricondurlo alla retta via. Mentre nei suoi confronti veniva presa denuncia per percosse, minacce in danno dei familiari, in tutta fretta, i poliziotti sono andati nella sua abitazione a prelevare quelle armi che i familiari avevano segnalato essere in possesso dell&#8217;uomo. La perquisizione ha consentito di prelevare i due fucili, i sette coltelli, l&#8217;ascia e 300 cartucce legittimamente detenuti; è stata rinvenuta anche una pistola e un fucile mai segnalati all&#8217;autorità di P.S. : per queste è stato denunciato anche per detenzione abusiva di armi.</p>
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		<title>Gioco d&#8217;azzardo patologico, Barberini: &#8220;Predisposto il marchio &#8216;No Slot&#8217; e attivato un apposito numero verde&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2015 15:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> “La legge regionale contro il gioco patologico è entrata in vigore nel dicembre 2014, per affrontare il grave problema della ludopatia nella nostra regione. Ma la norma che mirava a contrastare il gioco patologico prevedeva alcune scadenze precise, che l&#8217;esecutivo di Palazzo Donini non ha rispettato. L&#8217;unico atto adottato risale a 5 mesi dall&#8217;approvazione e riguarda soltanto la costituzione di un gruppo di lavoro”. Lo ha detto, illustrando la propria interrogazione a risposta immediata durante la seduta di question time dell&#8217;assemblea legislativa dell&#8217;Umbria, il consigliere regionale Marco Squarta (Fratelli d&#8217;Italia).</p>
<p>Squarta ha poi sottolineato che “la Giunta ha omesso di predisporre il marchio ‘No Slot’ (era previsto entro 60 giorni dall&#8217;entrata in vigore), che attesta appunto l’assenza di apparecchi per il gioco lecito all’interno degli esercizi, impedendo di fatto ai Comuni di rilasciare il marchio agli esercenti, che avrebbero auto diritto ad una riduzione dell’aliquota Irap. Non è stata effettuata la rilevazione delle sale da gioco e dei locali in cui ci siano strumenti per il gioco lecito, il termine era di 30 giorni. Infine non sono state disciplinate le modalità dei corsi per i gestori delle sale da giochi. La legge dunque non è stata attuata, solo chiacchiere e nessun fatto concreto”.</p>
<p>L&#8217;assessore Luca Barberini ha risposto spiegando che “tra l&#8217;entrata in vigore della legge e i tempi previsti per gli atti attuativi ci sono stati in mezzo le elezioni e la nuova legislatura. La Giunta regionale, con delibera dell’11 maggio, ha costituito un gruppo di lavoro che vede la collaborazione non solo delle diverse direzioni, ma anche delle Asl, delle forze di polizia e dei Comuni. I risultati del gruppo di lavoro sono stati approvati dalla Giunta il 29 ottobre 2015. E’ stato attivato il numero verde regionale per il gioco d’azzardo patologico. E’ stata progettata e si darà corso nei prossimi mesi alla campagna di comunicazione &#8216;Umbria No Slot&#8217;, per sensibilizzare i cittadini riguardo al rischio da dipendenza da gioco d’azzardo. E’ stato adottato il marchio ‘No Slot’, per rendere visibili in modo immediato quegli esercizi che non utilizzano apparecchi per il gioco. E’ stato avviato un corso di formazione sul tema del gioco d’azzardo patologico rivolto agli operatori sanitari e al mondo del volontariato. Ci sarà un consolidamento del sistema di intervento sociosanitario della dipendenza da gioco d’azzardo. Dovranno essere sottoscritti anche i protocolli per la valorizzazione del volontariato per lottare contro questo fenomeno”.</p>
<p>Inoltre è stato definito uno schema di protocollo operativo che coinvolge Regione, Prefetture, Forze dell&#8217;ordine, Anci, Fondazione Umbra contro l’Usura, Corecom e Monopoli di Stato. “L’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha messo in rete tutti i luoghi dove sono installate macchine per il gioco lecito. Sono emerse alcune criticità della legge, che richiederanno una modifica del testo: alcuni Comuni hanno rappresentato la necessità di intervenire giuridicamente per definire esattamente la distanza da punti sensibili per installare sale giochi. Inoltre l&#8217;agevolazione sull&#8217;aliquota Irap riguarderebbe anche gli esercizi che non hanno mai installate le macchine da gioco e non solo chi le ha tolte”.</p>
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		<title>Gioco d&#8217;azzardo, il Movimento 5 Stelle attacca: ritardi nell&#8217;applicazione della legge regionale</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 10:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Gioco d&#8217;azzardo, parola al Movimento 5 Stelle dell&#8217;Umbria che si rivolge alla Regione per chiedere conto del &#8220;mancato&#8221; monitoraggio delle sale da gioco presenti sul territorio sancito dalla legge regionale approvata a fine 2014. &#8220;La Legge Regionale Umbra 21/2014 per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico &#8211; spiegano i ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/gioco-dazzardo-il-movimento-5-stelle-attacca-ritardi-nellapplicazione-della-legge-regionale/">Gioco d&#8217;azzardo, il Movimento 5 Stelle attacca: ritardi nell&#8217;applicazione della legge regionale</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Gioco d&#8217;azzardo, parola al Movimento 5 Stelle dell&#8217;Umbria che si rivolge alla Regione per chiedere conto del &#8220;mancato&#8221; monitoraggio delle sale da gioco presenti sul territorio sancito dalla legge regionale approvata a fine 2014. &#8220;La Legge Regionale Umbra 21/2014 per la prevenzione, il contrasto e la riduzione del rischio della dipendenza da gioco d’azzardo patologico &#8211; spiegano i 5Stelle in una nota &#8211; , entrata in vigore a dicembre 2014, prevede la rilevazione della presenza delle sale da gioco e dei locali in cui vi sia offerta di gioco lecito con vincite in denaro sul territorio regionale, in collaborazione con i comuni. Il sistema di rilevazione avrebbe dovuto essere effettuato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, ovvero, l’11 gennaio. A distanza di oltre un mese dalla scadenza dei termini previsti dalla legge in questione, tutto tace&#8221;.</p>
<p><strong>La richiesta alla Regione</strong> &#8211; &#8220;Il silenzio della Regione Umbria &#8211; continuano dal Movimento &#8211; diventa ancor più assordante alla luce delle norme in favore delle Videolottery contenute nel decreto che riordina il settore dei giochi d&#8217;azzardo in discussione al prossimo Consiglio dei Ministri. Sul decreto in questione, i Parlamentari del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato hanno chiesto chiarezza. La Regione Umbria , dal canto suo, avrebbe dovuto promuovere campagne di informazione rivolte alla cittadinanza sulla presenza e collocazione dei locali in possesso del marchio regionale &#8216;No slot'&#8221;. &#8220;L’inerzia della Regione Umbria sul tema &#8211; concludono i grillini -, unita ai provvedimenti in corso di emanazione a livello nazionale, sono sintomo di un’inaccettabile deriva delle istituzioni che, anziché proteggere i propri cittadini, contribuiscono ad aumentare il degrado sociale, oltreche le tasche delle potenti lobbies del gioco d’azzardo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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