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	<title>Perugia Online &#187; giornalismo</title>
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		<title>Editoria, l&#8217;Associazione Stampa Umbra al fianco dei giornalisti dell&#8217;Ansa</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 07:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> L&#8217;Associazione Stampa Umbra è al fianco del Cdr e dei giornalisti dell&#8217;Ansa in questa difficile vertenza. &#8220;Le proposte avanzate dall&#8217;azienda con la richiesta di  65 esuberi &#8211; spiega l&#8217;Asu in una nota &#8211; sono inaccettabili poiché arrivano dopo due stati di crisi che hanno già portato all&#8217;uscita dal mondo del lavoro di numerosi giornalisti e ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;Associazione Stampa Umbra è al fianco del Cdr e dei giornalisti dell&#8217;Ansa in questa difficile vertenza. &#8220;Le proposte avanzate dall&#8217;azienda con la richiesta di  65 esuberi &#8211; spiega l&#8217;Asu in una nota &#8211; sono inaccettabili poiché arrivano dopo due stati di crisi che hanno già portato all&#8217;uscita dal mondo del lavoro di numerosi giornalisti e poligrafici. Dunque, l&#8217;Azienda è tornata a chiedere nuovi sacrifici ai lavoratori, senza che nel frattempo si sia provveduto, da parte del management, al consolidamento, alla  salvaguardia e al rilancio dell&#8217;Ansa che, per la sua storia e la sua autorevolezza, rappresenta un unicum nel panorama delle Agenzie di stampa, non solo italiane&#8221;.</p>
<p><strong>I contratti di solidarietà</strong> &#8211; &#8220;In questo quadro &#8211; continuano dall&#8217;Asu &#8211; va inoltre rigettata la proposta di ricorrere ai contratti di solidarietà, poiché anch&#8217;essi andrebbero ad incidere sulle prestazioni di un organico già fortemente ridotto, con ricadute inevitabili sulla copertura e qualità del notiziario e quindi sulla informazione offerta. Ridimensionare l&#8217;Ansa significa ridimensionare l&#8217;informazione in Italia e la democrazia di questo Paese&#8221;. &#8220;È per questo &#8211; conclude l&#8217;Associazione &#8211; che come Asu riteniamo che della vertenza Ansa vada fatto un caso di valenza nazionale, aprendo se necessario una conflittualità  forte con la controparte. Evitiamo che la pelle di questi nostri colleghi sia usata dagli editori per fare le prove generali sul prossimo contratto di lavoro giornalistico&#8221;.</p>
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		<title>Esce oggi &#8220;Chi comanda Terni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2015 12:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Esce oggi nelle librerie “Chi comanda Terni”, il nuovo libro di Claudio Lattanzi. Giornalista e autore di numerose inchieste sul sistema di potere in Umbria, Lattanzi questa volta si è cimentato con un&#8217;approfondita analisi dei retroscena che hanno dominato le sorti della città delle acciaierie. L&#8217;inchiesta &#8211;  “Chi comanda e ha comandato Terni – spiega l&#8217;autore ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span>Esce oggi nelle librerie “Chi comanda Terni”, il nuovo libro di Claudio Lattanzi. Giornalista e autore di numerose inchieste sul sistema di potere in Umbria, Lattanzi questa volta si è cimentato con un&#8217;approfondita analisi dei retroscena che hanno dominato le sorti della città delle acciaierie.</p>
<p><strong>L&#8217;inchiesta</strong> &#8211;  “Chi comanda e ha comandato Terni – spiega l&#8217;autore &#8211; lo ha sempre fatto per conto di centri di potere esterni alla città. É stato così nell’economia e lo stesso accade nella politica. Nel primo caso, la legittimazione era legata alla mediazione con lo Stato e poi nel rapporto con la proprietà tedesca delle acciaierie mentre nel secondo caso, l’oligarchia ristretta che opera sotto le insegne del Pd trova la sua ragione d’essere nel rapporto di subordinazione ai vertici perugini del partito, ai cui interessi continua ad essere piegata la comunità ternana”.</p>
<p align="left"><strong>Il sistema di potere ternano</strong> &#8211; Il cerchio magico che controlla la Conca, spiega ancora l&#8217;autore, tira le fila di un sistema di potere ramificato a cui nulla è sfuggito, “dalla gestione partitocratica della sanità, alle cooperative monopoliste dei servizi sociali e assistenziali, dalla pianificazione dell’urbanistica collegata alle scelte delle cooperative rosse della grande distribuzione, fino ai rapporti opachi con la Chiesa, passando per una concezione della cultura data in appalto ai soliti noti. In una città dalla sovranità storicamente limitata, in cui la grande fabbrica ha scandito i ritmi di vita e influenzato la politica fino a oscurare con la potenza del proprio ricatto occupazionale anche un allarmante livello di inquinamento ambientale, la dimensione locale del potere si sovrappone alle dinamiche nazionali e internazionali”. Da qui la necessità di comprendere fino in fondo ciò che si muove intorno all’acciaieria, “il cui destino continua a coincidere con quello di Terni e la cui cessione alla ThyssenKrupp consente di ricostruire la vicenda della sciagurata svendita dell’industria di Stato che ha anticipato l’ingresso dell’Italia nell’Europa della moneta unica. Dalla porta di servizio.</p>
<p align="left"><strong>L&#8217;autore</strong> &#8211; Claudio Lattanzi è nato ad Orvieto nel 1970. Laureato in Scienze Politiche all’università di Perugia, giornalista, è co titolare della casa editrice e agenzia pubblicitaria Intermedia. É autore di: “Orvietopoli. La casta, gli affari, la politica all’ombra della Rupe”(2010), “Scacco al monsignore. I retroscena e gli intrighi del caso Scanavino” (con Stefania Tomba) (2011), “La mafia in Umbria. Cronaca di un assedio. La prima inchiesta sulla penetrazione delle cosche nella regione del buon vivere” (2011), “I Padrini dell’Umbria. Il sistema di potere che controlla la regione” (2013) , “La Zarina. Biografia non autorizzata di Maria Rita Lorenzetti” (2014). Claudio Lattanzi presenterà il suo nuovo libro a Terni, mercoledì 27 maggio in un incontro pubblico al Caffè del Corso, galleria Corso Tacito, con il giornalista Andrea Fabbri, candidato al consiglio regionale nella lista Ricci Presidente. Giovedì 29</p>
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		<title>Ijf15: &#8220;il giornalismo non è mai stato meglio&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2015 17:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[festival internazionale del giornalismo]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>&#8220;I giornali sono in crisi, il giornalismo non è mai stato meglio&#8221;. Così Alan Rusbridger, lo scorso anno in apertura della VIII edizione del Festival. In questa era di cambiamento profondo del mondo giornalistico, le possibilità di fare giornalismo, di fare un giornalismo migliore, sono esponenzialmente aumentate. Il Festival è diventato un appuntamento atteso da molti in tutto il mondo. Qualcuno lo ha definito &#8220;un social network live&#8221;. Ed è vero: a Perugia per 5 giorni si incontrano le mille voci, i mille colori di chi fa giornalismo, dei professionisti dell&#8217;informazione, dei cittadini che vogliono contribuire, del pubblico che vuole partecipare. L&#8217;economia del dono, la condivisione di saperi e competenze, il confronto e lo scambio sono il cuore del Festival, e spiegano gran parte del suo successo.Ecco perché lo slogan di questa edizione è: #ijf15 everybody learning from everybody else. Tutti possono imparare da tutti.</p>
<p><strong>L&#8217;Edizione</strong>&#8211; Come sempre arriveranno da tutto il mondo i volontari del Festival, studenti, aspiranti giornalisti, fotografi provenienti 26 Paesi diversi. A sostenere la IX edizione del Festival in qualità di main sponsor: Amazon e Tim e in qualità di partner istituzionale la Regione Umbria, con cui il team del Festival ha realizzato un &#8220;racconto digitale&#8221; dell&#8217;Umbria e dei luoghi del Festival per promuovere il territorio e le sue bellezze: umbria.festivaldelgiornalismo.com e umbria.journalismfestival.com Confermati gli sponsor: Google, Nestlè, Sky e in qualità di sponsor istituzionali la Commissione Europea Rappresentanza in Italia. Il loro sostegno ha permesso anche quest&#8217;anno di realizzare quello che viene considerato ormai tra i più importanti media event nel panorama europeo e non solo: 5 giorni, oltre 200 eventi, oltre 500 speaker da 34 paesi diversi, tutto rigorosamente a ingresso libero.</p>
<p><strong>Ospiti &#8211;</strong> Non solo Edward Snowden, la talpa che ha rivelato quel massiccio sistema di spionaggio messo in atto dai servizi segreti americani in collaborazione con numerose aziende. Al festival ci sarà spazio per parlare della guerra in Ucraina,  della libertà di stampa in Messico, della censura in Turchia,  del virus Ebola. E ancora tanti gli ospiti d&#8217;onore, tra cui Beppe Severgnini, Niccolò Ammaniti, Zoro, Zero Calcare, chef Rubio.</p>
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		<title>&#8220;La Francia non ha paura&#8221;, il racconto di un&#8217;italiana a Parigi</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2015 17:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucina Paternesi]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il giorno della grande marcia, il giorno in cui Parigi e l&#8217;Europa tutta sfidano il terrore e scendono in piazza per ricordare le vittime degli attentati terroristici dei giorni scorsi. Oltre un milione e mezzo di persone in queste ore sta sfilando per le strade di Parigi assieme ai grandi  leader europei e africani. Cecilia segue la grande manifestazione dal divano di casa sua. &#8220;Fa strano &#8211; dice &#8211; da qui sembra tutto così lontano&#8221;.</p>
<p>Dopo un&#8217;esperienza a New York con Rai Corporation e dopo aver frequentato la Scuola di Giornalismo di Perugia, Cecilia Andrea Bacci, 24 anni, si è trasferita nei mesi scorsi a Parigi. Collabora con cafebabel.it, un network di giornalismo partecipativo con sede a Parigi. Ogni giorno edita, traduce e sistema i pezzi che arrivano dai vari collaboratori del giornale. Anche mercoledì scorso era in redazione a Rue Saint-Denis, vicino a Place de la Republique, quando sono iniziate ad arrivare le prime notizie sull&#8217;attentato nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo. “Inizialmente nessuno ha dato peso a queste voci, sembrava impossibile che un commando di terroristi potesse entrare in una redazione e aprire il fuoco contro i giornalisti. Poi sono arrivate le prime immagini sugli schermi e siamo rimasti tutti scioccati&#8221;, racconta.</p>
<p>&#8220;Lì per lì non sapevo cosa pensare. Conosco bene la satira di Charlie Hebdo, avevo anche incontrato qualcuno dei fumettisti della redazione quando facevo l&#8217;Erasmus qui a Parigi svariati anni fa durante un incontro organizzato dall&#8217;Università. Capisco che è una satira tagliente, talvolta di cattivo gusto. Ma a me è sempre piaciuta&#8221;.</p>
<p>&#8220;In quei momenti non fai in tempo a pensare, neanche ti accorgi se hai o meno paura. Sta accadendo lì, vicino a te, ma fai fatica a capire. Sono attimi concitati, si susseguono una marea di notizie infondate, falsi allarmi e aggiornamenti sulla situazione che neanche ti accorgi che si è fatta sera ed è giunto il momento di tornare a casa&#8221;.  Cecilia abita vicino a Porte de Vincennes, il luogo dove 48 ore dopo l&#8217;attentato a Charlie Hebdo un altro terrorista si è barricato dentro un alimentari kosher e ha ucciso 4 persone prima di essere freddato dalla polizia in un blitz. &#8220;Nel mio quartiere la gendarmerie invitava tutti a non prendere la metro, ad abbassare le saracinesche dei negozi e per tutta la notte ho sentito le sirene delle macchine della polizia. Ma cosa fai? Fai vincere la paura così? Ti fai stravolgere la vita? Penso che questa sia stata la vera reazione d’orgoglio e fierezza dei francesi: continuare ad andare a lavoro, a comprare il pane, a prendere la metro. Ieri come oggi e domani. Quando mercoledì sera migliaia di giornalisti e cittadini comuni sono scesi in piazza per difendere la libertà di espressione mi sono sentita parte di una cosa grande. Un ragazzo vicino a me ha detto &#8216;questa piazza ce la ricorderemo per sempre&#8217; e per la prima volta mi sono lasciata sopraffare dalle emozioni&#8221;.</p>
<p>Quando chiedo a Cecilia se durante questa settimana ha avuto paura la risposta è che non ha avuto neanche il tempo di pensarci. &#8220;Le notizie si susseguivano, le immagini in televisione crude e violente ma io dovevo capire cosa stava accadendo, non avevo tempo di fermarmi a pensare se avevo paura o meno. Il giorno dell&#8217;assalto al supermarket ebraico ero a pranzo fuori con la redazione. E&#8217; stato il direttore ad avvisarci che Coulibaly si era barricato in un locale nella via vicino a dove abito io. Avevo lasciato il cellulare in redazione e quando sono tornata ho trovato tantissime chiamate e messaggi da amici e familiari in Italia&#8221;. I miei genitori erano tranquilli, sono rientrata in Italia ieri sera perchè domani ho un esame, ma da martedì sarò di nuovo a lavorare in redazione a Parigi&#8221;.</p>
<p>“Oggi anche io mi sento vicina a quel fiume di francesi che è sceso in piazza, nonostante mi ritrovi qui sul divano di casa a guardare queste immagini dalla televisione. C’è molta consapevolezza e responsabilità nel trovarsi lì oggi, nel testimoniare che non sarà il terrore a vincere e a stravolgere la vita dei francesi”.</p>
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		<title>Buttafuoco a Perugia, «Renzi è l’erede di Berlusconi, ma a destra il dopo cav è Matteo Salvini»</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 10:23:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Orfei]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte, Cultura e spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Circolo Lettori di Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietrangelo Buttafuoco]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Il giornalista al circolo dei lettori di Palazzo della Penna. Parla di politica, cultura e società: «Facciamo affidamento sul giornalismo, i giornali sono come le cabine telefoniche»</p>
<p><strong>Giornalismo</strong> &#8211; «I giornali sono come le cabine telefoniche, sono morti. E’ il giornalismo che c’è ancora e su cui bisogna fare affidamento». Finisce con queste parole il pomeriggio di Pietrangelo Buttafuoco al circolo dei lettori perugino di Palazzo della Penna, per presentare i suoi ultimi due libri, Buttanissima Sicilia e I cinque funerali della signora Goring.</p>
<p>Buttafuoco è giornalista e scrittore, collabora con Il Foglio, Repubblica e Il Sole 24 ore, e come lo definisce l’intervistatrice Gabriella Mecucci, è il più “politicamente scorretto”. Quindi una presentazione si trasforma in una chiacchierata sulla sua visione del mondo, dalla politica alla cultura.</p>
<p><strong>Politica</strong> &#8211; Sul fronte politico non ha problemi a dire che «l’erede di Berlusconi è Renzi. Ma a destra, dopo Berlusconi c’è solo Matteo Salvini. Renzi ha permesso alla sinistra di vincere ed è sostenuto dal conformismo. Berlusconi aveva consenso. Salvini invece parla il linguaggio della realtà – spiega Buttafuoco – e per questo prende voti. D’altronde è proprio la realtà ad essere la maggiore opposizione a Renzi». Mentre la stagione berlusconiana è ufficialmente finita, con un selfie, quello con Berlusconi, la Pascale, Dudù e Luxuria.</p>
<p>Tra i giornalisti viventi migliori Buttafuoco mette Francesco Merlo, «il mio maestro», Marco Travaglio «che ha proseguito la tradizione di Montanelli». «Grande giornalista è Giuliano Ferrara, che con Il Foglio ha creato l’elemento di disturbo per eccellenza» e Paolo Mieli.</p>
<p><strong>Le opere</strong> &#8211; Racconta della sua intervista a Bobbio e del primo incontro con Scalfari. E poi dei suoi libri. Buttanissima Sicilia, che racconta dei danni dell’autonomia e dei danni fatti dall’antimafia siciliana. «Dietro questo schermo si nasconde il solito schema di potere». Per “I cinque funerali” Buttafuoco sottolinea la veridicità della storia e un altro elemento «eccitante», «quello che è dimenticato non vuole farsi dimenticare».</p>
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		<title>Quando la lupara parla tedesco</title>
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		<pubDate>Thu, 01 May 2014 18:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Dalla Germania ad Agrigento e ritorno, sulle tracce delle cosche mafiose infiltrate in terra alemanna. Si è rivelato un perfetto esempio di collaborazione giornalistica transnazionale ma, soprattutto, tra livelli territoriali differenti il convegno &#8220;Mafia Made in Germania: inchieste transnazionali&#8221;, promosso dall&#8217;Investigative Reporting Project Italy (Irpi) nell&#8217;ambito dell&#8217;VIII Festival internazionale del giornalismo di Perugia. All&#8217;incontro, andato ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span><span style="line-height: 1.5em;"> Dalla Germania ad Agrigento e ritorno, sulle tracce delle cosche mafiose infiltrate in terra alemanna. Si è rivelato un perfetto esempio di collaborazione giornalistica transnazionale ma, soprattutto, tra livelli territoriali differenti il convegno &#8220;Mafia Made in Germania: inchieste transnazionali&#8221;, promosso dall&#8217;Investigative Reporting Project Italy (Irpi) nell&#8217;ambito dell&#8217;VIII Festival internazionale del giornalismo di Perugia. All&#8217;incontro, andato in scena oggi pomeriggio (1 maggio) nella Sala del Dottorato in piazza IV Novembre, hanno preso parte Cecilia Anesi (co-fondatrice Irpi), Anna Maria Neifer (Westdeutscher Rundfunk), Giulio Rubino (co-fondatore Irpi) e David Schraven (Funke Medien-Gruppe). L&#8217;evento ha offerto ai numerosi presenti la possibilità di assistere alla ricostruzione della piramide gerarchica della famiglia mafiosa attraverso l&#8217;attività investigativa coordinata tra polizia e giornalisti d&#8217;inchiesta. Partendo dalle debolezze della società tedesca, il cui sistema giudiziario, per esempio, non considera ancora reato l&#8217;appartenenza ad una cosca mafiosa, il viaggio ha condotto le indagini fino in Sicilia, ad Agrigento. Qui, grazie alla collaborazione con i cronisti locali di Grandangolo, per i colleghi tedeschi è stato possibile associare nomi, cognomi e nomignoli raccolti oltralpe in maniera spesso frammentaria, completando il complicato puzzle cominciato in Germania.</span></p>
<p><strong>Da arena per i regolamenti di conti&#8230; </strong>Inizialmente l&#8217;opinione pubblica tedesca era convinta che la mafia fosse un problema tutto italiano, e che gli omicidi occorsi in patria fossero sporadici regolamenti di conti tra cosche, dato che spesso mafiosi italiani riparano in Germania per via della legge impreparata nei confronti della criminalità organizzata.</p>
<p><strong>&#8230;A territorio di caccia prediletto. </strong>Tuttavia, attraverso testimonianze raccolte anche all&#8217;interno degli ambienti della malavita, è emerso chiaramente come la Germania non si limiti ad essere usata a mo&#8217; di &#8220;ufficio&#8221; dai numerosi killer italiani, ma rappresenti un vero e proprio terreno privilegiato per gli affari delle cosche siciliane, calabresi, campane e pugliesi.</p>
<p><strong>L&#8217;antistato studia sempre lo Stato che lo ospita.</strong> Pezzo dopo pezzo, dai pedoni fino alla regina, un membro di cosca ha spiegato in un filmato emblematico come la mafia ricostruisce lo Stato che la ospita, creando una struttura speculare alle istituzioni. &#8220;La regina e gli alfieri, elementi vicinissimi al re-boss, studiano le leggi che governano un determinato Stato o una certa regione di interesse. Nello Stato trovano corrispondenza nei massimi centri di potere, istituzionale e finanziario. Una volta stabilito che si può avviare il &#8220;business&#8221;, arrivano i cavalli e le torri, caporioni di livello inferiore rispetto alla cerchia ristretta della famiglia, ma che sono fondamentali per dar vita alle attività iniziali &#8211; generalmente bar, pizzerie ecc &#8211; che, oltre a ripulire i primi soldi fungono da luoghi di ritrovo e pianificazione per il boss ed i suoi. Nella vita di tutti i giorni possono essere paragonati alle grandi industrie e alle imprese. La manovalanza, vale dire i pedoni, la si trova quasi sempre all&#8217;interno del Paese ospitante. Nel caso della Germania tra i numerosi immigrati italiani, oppure fra i locali segnalati dai primi partner tedeschi. A questi corrispondono, nella legalità, le questure e i commissariati di polizia.</p>
<p><strong>Giornalismo d&#8217;inchiesta strumento di riforma.</strong> Al termine del lungo lavoro di ricostruzione, durato circa tre anni, la società civile tedesca ha acquisto la consapevolezza della presenza in pianta stabile della criminalità organizzata in Germania, attraverso numerose imprese &#8211; anche di livello nazionale &#8211; legate all&#8217;ediliza e, di conseguenza, agli appalti pubblici. Scopo sociale di questo tipo di inchiesta giornalsitica, hanno concluso gli autori del reportage, è quello di realizzare un cambiamento nella legislatura tedesca, affinché la criminalità organizzata trovi la dovuta collocazione in ambito penale.</p>
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		<title>Si è concluso il Festival Internazionale del Giornalismo 2014 e già si conoscono le date della prossima edizione</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2014 11:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> L’edizione 2014 consacra il Festival Internazionale del Giornalismo come uno tra i più importanti media event nel panorama europeo. “Il social network in carne e ossa del giornalismo”, una community internazionale &#8211; in crescita la partecipazione degli ospiti stranieri &#8211; che si incontra per confrontarsi e condividere idee, nuove proposte, metodi. Due importanti novità quest’anno ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> L’edizione 2014 consacra il <strong>Festival Internazionale del Giornalismo</strong> come uno tra i più importanti media event nel panorama europeo. “Il social network in carne e ossa del giornalismo”, una community internazionale &#8211; in crescita la partecipazione degli ospiti stranieri &#8211; che si incontra per confrontarsi e condividere idee, nuove proposte, metodi.</p>
<p>Due importanti novità quest’anno sono state la formula di organizzazione, con il modello crowdfunding + corporale sponsorship, e l’anteprima a Roma, il 28 aprile, con l’evento speciale “War on journalism. Lo scontro media e potere” con Ezio Mauro e Alan Rusbridger, direttore del neo premio Pulitzer Guardian.</p>
<p><strong>L’ottava edizione ha registrato un notevole aumento di presenze</strong> rispetto allo scorso anno (tra le 50-60mila le cifre stimate) per più di 300 eventi &#8211; tra incontri-dibattito, interviste, premiazioni, presentazioni di libri, case history, startup e nuove realtà e tendenze editoriali &#8211; dei quali almeno la metà in traduzione simultanea, con 544 relatori. Più di 2000 i giornalisti accreditati, 50 i workshop, 14 le presentazioni, oltre 140mila le visite al sito internet, 20mila gli accessi per i video della web tv, 230mila minuti in una settimana (dati aggiornati a sabato 3 maggio). Sono stati trasmessi in diretta streaming tutti gli eventi in 3 diverse sale: Sala dei Notari, Teatro della Sapienza e Sala Raffello, Hotel Brufani.</p>
<p><strong>Molto forte il coinvolgimento nei social network.</strong> Con più di 50mila tweet in 5 giorni (e oltre 10mila account unici partecipanti), 10mila in più rispetto alla scorsa edizione, il Festival ha dominato la conversazione online.<br />
Il quarto giorno &#8211; sabato 3 Maggio &#8211; si è registrato un record assoluto con 13.286 tweet.<br />
Per quanto riguarda Facebook: 414mila sono state le visualizzazioni durante la settimana della manifestazione, 6000 tra ‘mi piace’, commenti e condivisioni. La campagna istituzionale del Festival Internazionale del Giornalismo per il #pressfreedom day &#8220;We stand for the messengers&#8221;, organizzata in tempo reale a partire da una frase del keynote di Margaret Sullivan, è stato il terzo contenuto più visto su Twitter con hashtag #ijf14.</p>
<p><strong>Il centro storico della città è stato popolato da turisti</strong>, visitatori e ospiti provenienti da ogni parte del mondo che hanno contribuito ad animare le vie e il corso, anche improvvisando incontri e dibattiti all’aperto, confermando il Festival un grande evento promozionale per la città sempre più a livello internazionale, una grande occasione di networking e un patrimonio culturale da tutelare con tutte le forze.<br />
Da non dimenticare inoltre i 300 volontari, giovani aspiranti giornalisti &#8211; e non solo &#8211; arrivati da ogni parte del mondo e impegnati a pieno e con entusiasmo nella macchina organizzativa.</p>
<p><strong>L’edizione 2015 del Festival si svolgerà a Perugia dal 15 al 19 aprile 2015. L’hashtag ufficiale: #ijf15</strong></p>
<p><strong>La redazione di Perugia Online sarà presente anche il prossimo anno per seguire questo importantissimo evento.</strong></p>
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		<title>Al via domani il Festival Internazionale del Giornalismo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 13:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Al via domani, mercoledì 30 aprile, l&#8217;ottava edizione del Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, dal 30 aprile al 4 maggio). Dalla politica ai problemi dell’immigrazione, dal futuro dei media africani fino all’analisi della TV italiana oggi; l’ambiente e la sua salvaguardia, i linguaggi dei giornalismo d’inchiesta, come fare un reportage, la scuola di oggi e le ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/al-via-domani-il-festival-internazionale-del-giornalismo/">Al via domani il Festival Internazionale del Giornalismo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Al via domani, mercoledì 30 aprile, l&#8217;ottava edizione del Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, dal 30 aprile al 4 maggio). Dalla politica ai problemi dell’immigrazione, dal futuro dei media africani fino all’analisi della TV italiana oggi; l’ambiente e la sua salvaguardia, i linguaggi dei giornalismo d’inchiesta, come fare un reportage, la scuola di oggi e le nuove generazioni… questi e molti altri ancora i temi della prima giornata del Festival Internazionale del Giornalismo che prende il via, come da tradizione, con <b>Luca Bottura</b> e sua la trasmissione <i>Lateral</i>, Radio Capital, in diretta dall’Hotel Brufani alle ore 9.00.</p>
<p>Anche <b>Vittorio Zucconi</b> sarà in diretta da Perugia con il suo <i>TGZero</i>, alle ore 19.00 presso la Sala dei Notari. Il direttore di Radio Capital commenterà i temi del giorno con il pubblico accompagnato da <b>Edoardo Buffoni</b>.</p>
<p>Una intensa giornata di dibattiti, presentazioni e workshop cominciando dall’incontro con il giornalista e scrittore <b>Corrado Augias</b> interviene sul suo ultimo libro &#8220;Tra Cesare e Dio&#8221; (16.00 Sala dei Notari); si parlerà di corruzione e politica, cercando di fare il punto su ciò che è cambiato da Mani Pulite ad oggi con la serata teatrale che vede insieme<b> Luigi Ciotti</b> fondatore Gruppo Abele e <b>Gian Antonio Stella</b> <i>Corriere della Sera</i> (21.00 Sala dei Notari).</p>
<p>Entreremo nel vivo del Giornalismo d’inchiesta e dei suoi nuovi linguaggi con <b>Chiara Galeazzi</b> Vice Italia, <b>Bruno Manfellotto</b> direttore <i>l’Espresso</i>, <b>Eddy Moretti</b> CCO Vice Media, <b>Andrea Rasoli</b> fondatore Vice Italia e <b>Sarah Varetto</b> direttrice Sky TG 24 (evento a cura di Sky TG 24 HD,15.00 Sala Raffaello, Hotel Brufani).</p>
<p>I nuovi progetti editoriali e il giornalismo che spiega fenomeni e dati complessi possono essere considerati il vero strumento di divulgazione informativa applicato al web? Ne parlerà <b>Felix Salmon</b> nel suo speech: &#8220;Perchè la rivincita dei nerd fa bene al giornalismo&#8221; (18.00 Sala del Dottorato).</p>
<p>In collaborazione con Liceo scientifico Galileo Galilei di Perugia si parla di scuola, media e nuove generazioni: chi le conosce, chi le capisce, chi le racconta… con <b>Lirio Abbate </b><i>l’Espresso</i>, <b>Mauro Casciari</b> <i>Le Iene</i> Italia 1, <b>Lella Mazzoli</b> Università di Urbino, <b>Federico Taddia</b> <i>L’Altra Europa</i> Radio 24, <b>Francesca Ulivi</b> direttrice MTV NEWS (14.00 Sala dei Notari).</p>
<p>Ospite della prima giornata anche il popolare chef <b>Carlo Cracco</b> che ci farà viaggiare nella storia della tradizione della migliore cucina italiana (18.30 Sala Raffaello, Hotel Brufani); Come si indaga sulla greenicità delle imprese e dei prodotti? Come si distingue il green dal greenwashing? Ne parleremo nel panel discussion a cura di Giornalisti Nell’Erba (11.30 Sala Raffaello, Hotel Brufani); in collaborazione con <b>Fondazione Rosselli</b> un panel per discutere degli effetti di molteplici trasformazioni della tv contemporanea, dal punto di vista dei pubblici, dei broadcaster, degli investitori pubblicitari. “Cosa conta” veramente nella televisione di oggi e in quella futura? (11.30 Sala del Dottorato).</p>
<p>Moltissimi i workshop di questa prima giornata di festival, tra cui: 2 Google Masterclass, una su ‘YouTube’ (16.30 Sala Priori, Hotel Brufani) e l’altra su ‘search&amp;trends’ (12.00 Sala Perugino, Hotel Brufani) gestite da <b>Nicholas Whitaker</b> direttore media outreach Google; Individuare e prevenire la corruzione con gli open data (11.30 Hotel Sangallo); Fare reportage: tecniche e prospettive del video racconto (16.30 Hotel Sangallo); Legal Leaks: come usare il tuo diritto di accesso all’informazione con <b>Ernesto Belisario</b> presidente Ass. per Open Government e <b>Guido Romeo</b> <i>Wired Italia</i> (18.30 Sala Priori, Hotel Brufani); Giornalismo e creatività: come trovare storie originali con <b>Karel van den Berg</b> giornalista e formatore (18:00 Sala Perugino, Hotel Brufani).</p>
<p>Un confronto a più voci su come la tecnologia, Internet e la mobilità stanno trasformando la industry dei contenuti nel suo complesso: TV, libri, informazione: a cura di TIM il panel sul tema con <b>Riccardo Cavallero</b> direttore generale Edizioni Mondadori, <b>Serena Danna</b> <i>Corriere della Sera</i>, <b>Marco Patuano</b> CEO Telecom Italia, <b>Andrea Zappia</b> amministratore delegato Sky Italia e <b>Vittorio Zucconi</b> <i>la Repubblica </i>(17.00 Sala dei Notari).</p>
<p>Parleremo del futuro dei media africani: quali modelli di business e di giornalismo si stanno sviluppando nel continente a sud del Sahara? L’innovazione tecnologica può diventare uno strumento d’informazione e di fornitura di servizi efficaci per uno sviluppo sostenibile dell’Africa? (16.00 Sala Raffaello, Hotel Brufani); sarà affrontata anche la difficile situazione del Messico, della sanguinosa guerra tra Stato e cartelli della droga e i suoi legami con l’Italia (18.30 Centro Servizi G. Alessi).</p>
<p>A cura di <b>Amnesty International Italia</b> un incontro e un documentario: ore 16.30 Sala del Dottorato l’incontro “Volevamo braccia sono arrivati uomini”: accoglienza mancata e violazione dei diritti dei migranti in italia; alle 21.00 Sala Raffaello, Hotel Brufani, la proiezione del docufilm “EU 013, l’ultima frontiera: viaggio nei centri di identificazione e di espulsione italiani”.</p>
<p>Per consultare l’intero programma della giornata e del festival: <a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2014">qui</a></p>
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