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	<title>Perugia Online &#187; Gruppo Grifo</title>
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		<title>Settore agroalimentare umbro in crisi, l&#8217;allarme lanciato dalla Uila Uil</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 13:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> A meno di 150 giorni dall’apertura dell’Expo 2015, il segretario territoriale di Perugia di Uila-Uil (comparto agroalimentare) Daniele Marcaccioli lancia il suo allarme per la ripresa del settore. Tre, in particolare, le questioni da osservare e al momento aperte per i lavoratori del comparto nel capoluogo del cuore verde dell’Italia: Nestlè Perugina, Colussi e Gruppo Grifo Agroalimentare. In attesa del risultato del confronto con le istituzioni in merito alla cooperativa al cui interno Grifo Latte, Marcaccioli ha parlato delle altre due realtà produttive.</p>
<p>Per Nestlè Perugina i tre sindacati (Uila-Uil, Flai-Cgil, Fai-Cisl), dopo il coordinamento di Milano della scorsa settimana, hanno messo in agenda un percorso di confronto con i lavoratori e cittadinanza, coinvolgendo segreterie nazionali e istituzioni. Si sta inoltre già programmando un iniziativa nazionale che, per l’inizio del 2015, potrebbe portare anche una delegazione di lavoratori, direttamente a Vevey, in Svizzera. “Intanto &#8211; ha detto Marcaccioli – lo stabilimento di San Sisto, a Perugia, vive una situazione mai vista prima. Il messaggio che vogliamo lanciare all’azienda è di individuare il più possibile prodotti, anche contro stagionali, come proposto precedentemente con il caffè, e riportare dentro la fabbrica nel capoluogo umbro tutta la produzione a marchio Perugina, dai cioccolatini, alle tavolette fino alle confezioni, oggi, invece, prodotte in giro per l’Italia. Un impegno, questo, che Nestlè aveva già assunto al momento della firma del contratto di solidarietà dei suoi lavoratori. La reinternalizzazione non solo non è stata fatta, ma addirittura, oggi, l’azienda depenna commesse ritenendole di poco valore aggiunto o non convenienti per quantitativo minimo”. Con la richiesta del rispetto di questi impegni, i delegati italiani dei lavoratori, la prossima settimana, saranno al coordinamento europeo a Ginevra.</p>
<p>In seconda battuta, ma non meno importante, la questione di Colussi, i cui lavoratori, poche settimane fa, hanno firmato l’attuazione della cassa integrazione. “Anche in questo caso &#8211; ha detto il segretario di Uila Umbria &#8211; avremo un confronto con i sindacati nazionali, il 14 novembre, a Roma, un coordinamento sindacale nazionale per stabilire come procedere. Non è ipotesi remota, se i confronti regionali o nazionali non fossero abbastanza incisivi, inoltre, di spostare l’attenzione al Ministero che già conosce la situazione del gruppo, oggi minorato dello stabilimento di Imperia, produttore, fra l’altro, della pasta Agnesi. Se la situazione, poi, peggiorasse ancor più, anche nello stabilimento di Petrignano di Assisi saremo costretti ad alzare il tiro”.</p>
<p>Con i dati e le situazioni limitate alle tre realtà produttive del territorio, poi, anche il più grande discorso relativo all’attuale situazione del settore. “Il food e l’alimentare, italiano e umbro, avranno una grande chance con l’expo di Milano &#8211; ha concluso Marcaccioli &#8211; ma il &#8216;made in Italy’ dovrà tornare a farla da padrone. In questo momento di deflazione, dove la concorrenza è soprattutto legata al prezzo, a discapito della qualità, per riemergere serve una nuova certificazione del ‘fatto in Italia’. Non basta più l’etichetta, occorre un marchio che assicuri contemporaneamente qualità del prodotto e della produzione, con il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle norme di sicurezza. Questa è la nuova sfida che il settore deve lanciare a imprese e mondo dell’alimentazione industriale ed agricola, a livello regionale, nazionale e internazionale. Nestlè, Colussi e Gruppo Grifo Agroalimentare potrebbero fare da capofila in questo importante cambio di rotta e nuova sfida, che deve essere intrapreso prima possibile così da tornare a crescere, produrre e lavorare”.</p>
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		<title>Trecento cinesi in visita alla sede del Gruppo Grifo agroalimentare</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jul 2014 14:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> La conoscenza del belpaese passa certamente per la tavola e per i prodotti tipici dei territori. Lo sanno bene 300 ragazzi cinesi che per il progetto &#8220;Giallo grano&#8221;, promosso da Coldiretti Umbria e Università per stranieri di Perugia, hanno fatto visita a tre aziende umbre, chiudendo la giornata, martedì 8 luglio, nella sede del Gruppo Grifo agroalimentare a Ponte San Giovanni di Perugia. “Annualmente ospitiamo scolaresche provenienti da tutta l’Umbria e dai territori limitrofi – ha detto Carlo Baccarelli, responsabile marketing del gruppo – e avere qui una folta rappresentanza di ragazzi asiatici è importante, anche, certo, in un’ottica futura. Il consumo di formaggio e di prodotti lattiero-caseario in Cina sta crescendo: parliamo di un aumento del 37 per cento di formaggio di latte vaccino acquistato nel solo primo semestre del 2014”.</p>
<p>Una percentuale, quella riportata da Baccarelli, ancor più importante se si considera la tradizione alimentare cinese. “Visto che il paniere cinese – ha continuato Baccarelli – conosce solo il latte di soya e i formaggi derivati dal mondo vegetale, assistiamo ad un vero e proprio spostamento dei gusti. L’Italia in Cina è rappresentata, in questo settore, da Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Asiago, ma speriamo che questi ragazzi siano gli importatori del futuro. Speriamo di trasferire, anche in questa occasione di oggi, i nostri valori e, anche se siamo particolarmente legati al nostro territorio, di guardare alla Cina come un’opportunità futura”. Gli studenti, a Perugia per imparare la lingua italiana, con un corso di otto mesi precedente all’iscrizione al prossimo anno accademico in diverse università d’Italia, fra cui l’ateneo perugino per stranieri, hanno fatto il giro della fabbrica e appreso le modalità di produzione da Marco Pippi dell’ufficio marketing del Gruppo Grifo agroalimentare.</p>
<p>Successivamente, nel punto vendita del gruppo, hanno preso visione dei prodotti dell’azienda che accorpa ben sei divisioni produttive fra latte e derivati, legumi e cereali, vini della Cantina dei Colli Amerini e prodotti di gastronomia &#8220;Corradi Umbria e Sapori&#8221;. “Gli studenti cinesi, già inseriti nel progetto ‘Marco Polo Turandot’ – ha detto Erica Cecchetti dell’Ufficio relazioni internazionali dell’Università per stranieri di Perugia – hanno partecipato ad una giornata dedicata a loro durante la quale hanno potuto visitare Granarium a Bevagna, la cantina Goretti e l’ultima tappa qui alla ‘Grifo latte’. L’agroalimentare è un settore che in Cina sta sempre più coinvolgendo l’attenzione del governo, in particolar modo quella dei coltivatori, sempre più rivolti alla scoperta dei prodotti tipici, come quelli italiani”. “La conoscenza dei nostri sistemi produttivi – ha concluso Alberto Frau, responsabile dei servizi economici di Coldiretti Umbria – è importante soprattutto per chi per la prima volta, come questi studenti, si affaccia alla nostra regione. L’Umbria ha prodotti di grande qualità, come quelli del Gruppo Grifo, azienda in cui, più di tutto, i ragazzi hanno potuto imparare l’importanza della formula ‘Chilometro zero’”. L’evento si è concluso con un momento di degustazione nel portico antistante il punto vendita.</p>
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