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	<title>Perugia Online &#187; inceneritore</title>
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		<title>Decreto Sblocca Italia, Liberati M5S: &#8220;L&#8217;Umbria è passata in pochi anni da cuore verde d’Italia a regione-discarica&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 07:45:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati interviene sulla questione relativa alla ripercussione degli effetti del decreto “Sblocca Italia” sulla gestione dei rifiuti in Umbria. Con il placet della presidente Marini allo &#8220;Sblocca Italia&#8221; si va però in direzione opposta, aprendo a fantomatici accordi interregionali di cui chiederemo presto conto in aula. Quella che si delinea – spiega -, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Il capogruppo regionale del M5S, Andrea<br />
Liberati interviene sulla questione relativa alla ripercussione degli effetti del decreto “Sblocca Italia” sulla gestione dei rifiuti in Umbria. Con il placet della presidente Marini allo &#8220;Sblocca Italia&#8221; si va però in direzione opposta, aprendo a<br />
fantomatici accordi interregionali di cui chiederemo presto conto in aula. Quella che si delinea – spiega -, è una situazione come e peggio di quanto accaduto finora. Infatti non si parla minimamente di ripubblicizzazione del<br />
servizio, ma si offrono semplicemente nuove chances a soggetti privati che rappresentano non di rado la porta girevole della politica, con tutte le collusioni del caso”.<br />
Secondo il capogruppo pentastellato, l&#8217;Umbria è frattanto “sempre più vaso di coccio tra vasi di ferro, senza una nomenclatura autorevole e in grado di farsi sentire dagli stessi vicini e, a maggior ragione, dal livello<br />
nazionale. Catiuscia Marini – dice Liberati &#8211; ha così preferito per l’ennesima volta la via per lei più comoda, assecondando inceneritoristi e monnezzari vari, pur di non mettersi contro Matteo Renzi e interessi economici che hanno molto a che fare col partito degli affaristi”. Il consigliere Liberati sostiene poi che “le cooperative che volteggiano sul sistema rifiuti rappresentano il suggello dell’intreccio incestuoso tra<br />
affari e politica in Umbria. Un sistema da spazzar via grazie all’irruzione della migliore, sana e più libera politica. Dovremo invece attendere  ancora – aggiunge &#8211; altrui interdittive antimafia e procedimenti giudiziari<br />
per iniziare a parlare, spesso sottovoce, del cancro che da tempo infesta le nostre comunità. Un male che mina non soltanto la sicurezza ambientale e sanitaria, ma anche la credibilità di un’intera classe dirigente, con un<br />
altissimo prezzo da pagare per famiglie e imprese umbre, a dispetto di una differenziata ancora al palo. Se, infatti – conclude Liberati &#8211; l’Ati2 dal 2013 si attesta vicino o attorno al 60 per cento, come oggi ricorda il capogruppo PD, Chiacchieroni, è bene sapere che, in realtà, l’effettivo<br />
riciclato a Perugia è persino inferiore al 40 per cento (fonte Arpa 2013). Il tutto a costi crescenti, a dispetto del presunto miglioramento della differenziata. Un servizio dunque scadente, come il resto del baraccone<br />
umbro, al netto della propaganda”.</p>
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		<title>Nuovo inceneritore: Umbria ribadisce no a piano governo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 18:40:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> La Regione Umbria ha riconfermato in sede di Conferenza delle Regioni e Conferenza Stato-Regioni la sua contrarietà allo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell&#8217;Ambiente, recante norme per individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ La Regione Umbria ha riconfermato in sede di Conferenza delle Regioni e Conferenza Stato-Regioni la sua contrarietà allo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministero dell&#8217;Ambiente, recante norme per individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale, esprimendo il proprio parere negativo. L&#8217;atto è stato comunque rinviato alla prossima seduta della Conferenza Stato-Regioni per consentire ulteriori approfondimenti, come richiesto dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.<br />
La contrarietà della Regione Umbria, rappresentata oggi dalla presidente Catiuscia Marini e dall&#8217;assessore regionale Antonio Bartolini, mentre nella seduta del coordinamento degli assessori regionali all&#8217;ambiente riunitasi ieri era presente l&#8217;assessore regionale Fernanda Cecchini, è motivata dal fatto che il piano predisposto dal Governo non tiene conto del Piano regionale umbro per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che prevede una precisa scelta in direzione della raccolta differenziata al 68,6 per cento ed il collocamento sul mercato di combustibile solido secondario (CSS) per 58 mila tonnellate all&#8217;anno, portando così il fabbisogno di trattamento termico a 72 mila tonnellate all&#8217;anno. Fattori questi che rendono oltretutto economicamente non sostenibile la realizzazione di Umbria di un impianto di termovalorizzazione.</p>
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		<title>Nuovo &#8220;no&#8221; della Regione contro l&#8217;inceneritore previsto in Umbria dal Governo</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 14:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/nuovo-no-della-regione-contro-linceneritore-previsto-in-umbria-dal-governo/">Nuovo &#8220;no&#8221; della Regione contro l&#8217;inceneritore previsto in Umbria dal Governo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Non verrà realizzato l’inceneritore previsto invece in Umbria dal Governo Renzi. A confermarlo oggi, dopo la nota diramata nei giorni scorsi, è stato l’assessore regionale Fernanda Cecchini rispondendo all’interrogazione del consigliere del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari. “Gli inceneritori incidono per l&#8217;1 per cento e quelli attuali operano per concessioni rilasciate dalle Province. Gli impianti &#8211; ha detto &#8211; debbono agire nel rispetto delle prescrizioni in essere. Noi abbiamo detto no in tutte le sedi alla previsione di ulteriori impianti. Il tema è dare piena attuazione al piano regionale rifiuti che non prevede di bruciare rifiuti in Umbria. C&#8217;è bisogno di un cambio di passo: comuni e cittadini devono fare la loro parte. Se noi rispondiamo agli obiettivi del piano saremmo assolutamente fuori scala perché l’impianto previsto dal Governo avrebbe bisogno di 130 mila tonnellate e noi arriveremmo a 60 mila tonnellate. Dobbiamo individuare azioni robuste e serie per i Comuni, per i soggetti gestori e per gli ambiti per avere le carte in regola per poter affermare che questa Regione può evitare di bruciare semplicemente dando attuazione al piano dei rifiuti che è stato aggiornato solo pochi mesi fa”.</p>
<p>L’assessore Giuseppe Chianella, dal canto suo, ha fatto il punto sul problema Pm10. “C&#8217;è stato in tutta Italia e non solo in Umbria. Da 10 anni a questa parte le emissioni sono diminuite nel nostro Paese, segno che le politiche complessive fatte in questo settore hanno ottenuto qualche risultato. Strumento fondamentale della Regione è il Piano regionale per la qualità dell&#8217;aria approvato nel 2013, che prevede misure tecniche di base per affrontare le situazioni maggiormente critiche: l’attuazione da parte dei Comuni di Perugia, Corciano, Foligno, Terni di provvedimenti per <span style="line-height: 1.5;">ridurre il traffico, la riduzione del traffico tramite potenziamento del trasporto passeggeri su ferrovia. Ci sono poi misure tecniche di indirizzo che prevedono il miglioramento del trasporto pubblico regionale, con mezzi a basse emissioni, giornate programmate di chiusura traffico, la promozione dell&#8217;utilizzo di mezzi elettrici. Grazie ad un protocollo con il Ministero nel 2012 sono stati  investiti 33 milioni di euro per la sostituzione di mezzi più inquinanti con mezzi a metano o mezzi ibridi nella provincia di Perugia e di Terni. Il piano prevede anche importi rilevanti per la mobilità alternativa come ascensori, minimetro e piastre logistiche. Quindi le iniziative e le politiche attivate in questi anni sono volti anche al contenimento di emissioni in atmosfera”.</span></p>
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