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	<title>Perugia Online &#187; incremento</title>
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		<title>Rifiuti, misure per accelerare incremento raccolta differenziata; Marini e Cecchini: &#8220;Porta a porta in tutti i Comuni, obiettivo 60% entro 2016&#8243;</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 18:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> L&#8217;obbligo per tutti i Comuni umbri di adottare il metodo di raccolta porta a porta, come previsto dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, per accelerare lincremento della raccolta differenziata con l&#8217;obiettivo del 60% entro il 2016. Un obiettivo raggiungibile, come dimostrano i risultati conseguiti già oggi in Comuni anche di grandi dimensioni e la media regionale che già supera il 50 per cento ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, illustrando insieme all&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente, Fernanda Cecchini i contenuti della delibera approvata dalla Giunta regionale &#8211; per il quale abbiamo fissato precise scadenze: entro la fine di marzo in tutti e 92 Comuni umbri dovrà essere effettuata la raccolta differenziata domiciliare. Altrimenti sarà la Regione, anche attraverso commissari ad acta, a provvedere per arrivare a un risultato omogeneo su tutto il territorio regionale.<br />
Altro obiettivo è quello della sperimentazione della tariffa puntuale: attendiamo la normativa nazionale in materia, ma poiché potrà consentire anche una migliore qualità della raccolta differenziata l&#8217;accompagneremo ha detto la presidente &#8211; con un sostegno finanziario per gli investimenti dei Comuni per la realizzazione dei sistemi che consentano l&#8217;identificazione dei cittadini e la quantificazione dei rifiuti differenziati. Attualmente si è circa al 50%, ma anche attraverso questa delibera contiamo di abbattere la quantità al 25% dei rifiuti prodotti.<br />
La presidente Marini ha ricordato che la Regione Umbria ha riconfermato anche ieri in sede di Conferenza Stato-Regioni la sua contrarietà alla realizzazione in Umbria di un impianto di termovalorizzazione perché non economicamente sostenibile sulla base dei dati certificati della produzione dei rifiuti e degli obiettivi del Piano regionale. Vogliamo imprimere un&#8217;accelerazione all&#8217;attuazione delle previsioni contenute nel Piano regionale ha sottolineato l&#8217;assessore Cecchini ed ognuno è chiamato a fare la sua parte, dai Comuni ai cittadini. Un percorso che sarà integrato dalle disposizioni sull&#8217;impiantistica contenute in un atto che a breve sarà approvato dalla Giunta regionale, sul quale gli uffici regionali stanno lavorando con il coinvolgimento di Arpa, Comuni e soggetti gestori, e che assegnerà obiettivi per ogni impianto e soggetto gestore.<br />
In questo percorso è molto importante che si arrivi alla costituzione dell&#8217;Auri, l&#8217;autorità umbra per i rifiuti e l&#8217;idrico, costituita dai Comuni e alla quale spetta anche predisporre il piano di ambito regionale: la riforma è già stata fatta ha ricordato la presidente ma ancora non si è provveduto all&#8217;insediamento. Per questo abbiamo fissato un termine di tempo, trascorso il quale sarà la Regione a insediare l&#8217;assemblea dell&#8217;Auri. Ai Comuni ha detto rivolgiamo un invito pressante anche perché si riapproprino della governance sui rifiuti, nell&#8217;ottica di una semplificazione e del superamento della frammentazione attuale, con una quindicina di società di gestione dei rifiuti.<br />
La scheda. Accelerare l&#8217;incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, uniformandola su tutto il territorio regionale: ogni Comune dovrà riorganizzare i servizi di raccolta domiciliare in modo da raggiungere i livelli previsti dal Piano regionale di gestione dei rifiuti, altrimenti scatteranno i poteri sostitutivi della Regione anche con la nomina di un commissario ad acta. È una delle misure contenute nella delibera approvata dalla Giunta regionale nella sua ultima seduta. I dati certificati dalla Giunta regionale attestano, infatti, un incremento progressivo della media regionale di raccolta differenziata passata dal 31,3% del 2009 al 50,6% del 2014 e che si accompagna a un sensibile calo della produzione di rifiuti pro capite (da 556 kg/abitante nel 2009 a 508 kg/abitante nel 2014) ma il trend di crescita della raccolta differenziata non è stato in linea con le previsioni del Piano regionale. In particolare, i dati certificati della raccolta differenziata relativi al 2014 evidenziano una situazione disomogenea sul territorio regionale, con scostamenti fra i 4 Ati-Ambiti territoriali integrati: Ati 1: 51,4%; Ati 2: 60,0%; Ati 3: 43,4%; Ati 4: 39,4%. Questi ultimi due, in cui più che altrove permangono servizi di raccolta prevalentemente stradali, restano considerevolmente al di sotto della media regionale.<br />
Una estrema variabilità che riflette quella fra i singoli comuni: il capoluogo regionale ha superato il 60%, mentre Terni si è attestata al 43,2 per cento arretrando rispetto allanno precedente. Quattro Comuni sopra i 10mila abitanti hanno superato l&#8217;obiettivo del 65% fissato dal Piano: Umbertide (71,9%); Bastia Umbra (69,6%); Marsciano (66,9%) e Todi (66,6%). Altri Comuni più piccoli (Bettona, Torgiano, Lisciano Niccone, Giano dellUmbria) hanno raggiunto risultati di rilievo a livello nazionale, con percentuali vicine o addirittura superiori al 70%. Per contro ci sono Comuni come Assisi, Spoleto, Amelia e Orvieto che si sono attestati sotto il 40 per cento. Un ritardo nello sviluppo della raccolta differenziata di cui la Giunta regionale ha preso atto nell&#8217;adeguamento del Piano regionale approvato nel marzo 2015 che ha confermato l&#8217;obiettivo di diffusione del sistema di raccolta domiciliare su tutto il territorio.<br />
La Giunta regionale, con questa delibera, ha pertanto disposto che i Comuni, entro il 31 marzo 2016, dovranno approvare le modalità organizzative che assicurino entro il 30 giugno 2016 il completamento della riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare dei rifiuti.<br />
Entro il secondo semestre 2016 si dovrà arrivare in ogni Comune a una raccolta differenziata non inferiore al 60%, che salga ad almeno il 65% nel 2017 fino a raggiungere nel 2018 una quota non inferiore al 72,3 per cento.<br />
In caso di inadempienza, la Regione eserciterà i poteri sostitutivi anche con la nomina di un commissario ad acta.<br />
Al fine di aumentare la quota dei rifiuti indifferenziati da avviare a processi di recupero/riciclaggio così da ridurre le quantità di rifiuti indifferenziati da smaltire in discarica, viene sostenuto il passaggio a sistemi di tariffazione puntuale che consentano il riconoscimento dell&#8217;utenza, la quantificazione dei rifiuti effettivamente conferiti e la modulazione della tariffa per la gestione dei rifiuti in forma differenziata. Con un successivo atto, nei limiti delle risorse disponibili, verranno stabiliti i criteri per la concessione di contributi a favore dei Comuni che abbiano conseguito l&#8217;obiettivo del 65% di raccolta differenziata.<br />
Si accelera inoltre la riorganizzazione della governance in materia di rifiuti e servizio idrico: al Presidente del Consiglio delle autonomie locali viene assegnato il termine di 15 giorni dalla data di ricevimento dell&#8217;atto regionale per convocare e insediare l&#8217;assemblea dei sindaci dell&#8217;Auri, l&#8217;autorità umbra per i rifiuti e lidrico (istituita con decreto della Presidente della Regione nel settembre 2015 in base alla legge regionale 11/2013), forma speciale di cooperazione tra i Comuni, cui sono conferite le funzioni in materia di servizio idrico integrato e servizio di gestione integrata dei rifiuti già esercitata dagli Ati (soppressi con la stessa legge regionale).</p>
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