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	<title>Perugia Online &#187; La Nation</title>
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		<title>All-digital a Perugia: un dibattito sul futuro del giornalismo</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2014 15:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Andrea Petrini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/digital-perugia-un-dibattito-sul-futuro-del-giornalismo/">All-digital a Perugia: un dibattito sul futuro del giornalismo</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ieri 1° maggio, presso la sala San Raffaello dell&#8217;Hotel Brufani a Perugia, in occasione del Festival Internazionale del giornalismo 2014, si è tenuto il panel &#8220;<a href="http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2014/the-future-of-all-digital-journalism">Il futuro del giornalismo all-digital &#8211; parte I</a>&#8220;. Ha partecipato  Steve Buttry (editor Digital First Media), Mathew Ingram (Gigaom), Luke Lewis (direttore Buzzfeed UK), Angelica Peralta Ramos (La Nacion).</p>
<div id="attachment_2568" style="width: 559px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-2568" alt="All digital - Foto by Giovanni Culmone" src="http://www.perugiaonline.net/wp-content/uploads/2014/05/alldigital_giovanni_culmone.jpg" width="549" height="366" /><p class="wp-caption-text">All digital &#8211; Foto by Giovanni Culmone</p></div>
<p>Il dibattito è stato introdotto e coordinato da Andrea Iannuzzi. Quest&#8217;ultimo, direttore AGL, ha iniziato spiegando le caratteristiche che deve avere una testata moderna e pronta ad affrontare la sfida del digitale, attraverso la ricerca e l&#8217;assunzione di una &#8220;cultura digitale&#8221;.<br />
Il contenuto unito al contesto, i giornalisti professionisti uniti ai dilettanti, il &#8220;mainstream&#8221; unito ai social media, sono tutti gli elementi che, attraverso le piattaforme di condivisione, servono a &#8220;<em>fare giornalismo, il che è ben diverso dall&#8217;essere giornalisti, un concetto ormai totalmente superato</em>&#8220;.<br />
Un progetto editoriale digitale deve:</p>
<ul>
<li><strong>pensare mobile</strong>: il dato di un miliardo di smartphone che sono stati distribuiti nel mondo nel 2014 parla da solo;</li>
<li><strong>rendere le notizie fruibili</strong>: &#8220;come degli snack&#8221;, in ogni luogo e in ogni momento;</li>
<li><strong>permettere alle notizie di essere indossate</strong>: ci stiamo avvicinando sempre più alla realtà aumentata, in cui emerge l&#8217;arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente;</li>
<li><strong>contaminarsi con i linguaggi</strong>: imparare a programmare (almeno a livello base ndr) è ormai necessario per fare giornalismo;</li>
<li><strong>inquadrare reader &amp; data</strong>: i sovrani sono i lettori e i dati. E&#8217; di fondamentale importanza osservare la pietra miliare della raccolta delle notizie, la quale si basa sulle cinque &#8220;C&#8221;: contesto, conversazione, cura, comunità e collaborazione, alle quali Iannuzzi aggiunge &#8220;customizzazione&#8221;;</li>
<li><strong>engage or die</strong>: non pensare alla quantità ma considerare l&#8217;impatto;</li>
<li><strong>UGC gold</strong>: portare qualità alle notizie con contenuti verificati;</li>
<li><strong>coadiuvare app e open web</strong>: rappresentando rispettivamente un mondo &#8220;chiuso&#8221; e &#8220;aperto&#8221;. Va valutata un&#8217;eventuale ipotesi di convivenza tra questi due mondi;</li>
<li><strong>brand yourself</strong>: il brand personale è il bit del momento.</li>
<li><strong>global(s)ize</strong>: pensare in grande, dove per globale non si intende la dimensione ma l&#8217;obiettivo. L&#8217;opensource dimostra che anche le nicchie possono essere globali.</li>
</ul>
<p>Il dibattito si concentra, pertanto, affrontando questi temi e gli speaker intervengono ad esempio mettendo il luce il nuovo rapporto che ha il giornalista con il pubblico rispetto al passato. Un rapporto quasi diretto, soprattutto attraverso i social media attraverso i quali viene condivisa non solo l&#8217;informazione ma anche gli stati d&#8217;animo ed altre considerazioni che non hanno impatto giornalistico.</p>
<p>Viene anche evidenziato l&#8217;aspetto pericoloso dei social, cioè il potere di amplificare, senza opportuna verifica, notizie errate dapprima diffuse attraverso i sistemi radio televisivi.</p>
<p>Si è parlato anche di <a href="http://www.buzzfeed.com">BuzzFeed</a>, un sito americano molto popolare di social news e intrattenimento, i cui accessi maggiori derivano dai contenuti condivisi su facebook e de &#8220;<a href="http://www.lanacion.com.ar">La Nation</a>&#8220;, tra i principali quotidiani dell&#8217;argentina, il quale ha messo in piedi iniziative volte al coinvolgimento sociale, al crowdsourcing e al data-journalism.</p>
<p><a href="http://magazine.journalismfestival.com">Pubblicato anche nel Web magazine del Festival Internazionale del Giornalismo 2014</a>.</p>
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