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	<title>Perugia Online &#187; latitante</title>
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		<title>Fine della corsa per un latitante di origine albanese: era indagato per traffico di droga</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 14:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Nel corso della notte, al termine di specifica attività investigativa, i carabinieri del nucleo investigativo di Perugia hanno localizzato ed arrestato un pregiudicato albanese, ricercato dal novembre 2014, in quanto destinatario di una misura cautelare per traffico di sostanze stupefacenti. Si tratta dell’operazione convenzionalmente denominata “Piccolo Principe”, culminata con l’emissione della misura cautelare a carico di un gruppo di soggetti ritenuti responsabili di traffico di cocaina nella città di Perugia.</p>
<p>L’arrestato, albanese di 25 anni, riuscì a sfuggire alla cattura e fece perdere le proprie tracce, rientrando nel paese d’origine, per poi ritornare a Perugia, dove in passato aveva soggiornato per le predette finalità illecite. Le successive ricerche avviate sin da subito e proseguite nei mesi successivi non consentirono di localizzarlo, quindi fu dichiarato latitante. Ciò nonostante le ricerche sono proseguite con sempre maggiore impulso soprattutto dopo l’arresto dell’ulteriore ricercato nell’ambito dell’operazione “Piccolo Principe”, avvenuto nel mese di agosto del 2015 all’interno di un noto night della zona.</p>
<p>Specifici servizi eseguiti dai militari che investigarono sul traffico di sostanze stupefacenti, condotti attraverso pedinamenti di soggetti noti e vicini al catturando, nonché ulteriori attività finalizzate alla sua localizzazione, si è giunti ad un complesso residenziale alla periferia di Perugia. Più approfonditi accertamenti hanno poi consentito di individuare l’appartamento dove la notte scorsa è stato eseguito l’intervenuto. Alla vista dei militari l’albanese si è dimostrato stupito e deluso al tempo stesso, probabilmente per non essere riuscito a sottrarsi alle maglie della giustizia nonostante avesse individuato un “covo” insolito per proseguire la propria latitanza, nella speranza di farla franca. All’esito degli accertamenti di rito che hanno confermato la sua identità, per l’albanese, a cui è stato notificato il provvedimento, si sono aperte le porte del carcere di Perugia Capanne, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.</p>
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		<title>Fontivegge, arrestato latitante tunisino, uno degli spacciatori più attivi della città</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 09:58:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> H.B.S., tunisino del 1987, pluripregiudicato, irregolare sul territorio nazionale ed a Perugia senza fissa dimora, nel febbraio 2015 è stato colpito da un provvedimento restrittivo che ne disponeva l&#8217;immediata cattura in quanto, a seguito del cumulo giuridico di numerose sentenze di condanna comminate a suo carico, doveva essere carcerato per scontare una pena, ormai residua ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> H.B.S., tunisino del 1987, pluripregiudicato, irregolare sul territorio nazionale ed a Perugia senza fissa dimora, nel febbraio 2015 è stato colpito da un provvedimento restrittivo che ne disponeva l&#8217;immediata cattura in quanto, a seguito del cumulo giuridico di numerose sentenze di condanna comminate a suo carico, doveva essere carcerato per scontare una pena, ormai residua al netto dei periodi trascorsi già in regime cautelare, pari a più di 5 anni di reclusione ed a 21mila Euro di multa.<br />
Le condanne che hanno originato tale dispositivo sono tutte passate in giudicato e relative a procedimenti penali per diverse violazioni della normativa sull&#8217;immigrazione clandestina (Dlgs. 286 del 1998), e per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 del DPR. 309 del 1990). Nella ricerca del catturando, che non poteva che essere rivolta soprattutto alle zone maggiormente frequentate dai soggetti di etnia tunisina particolarmente inseriti nel mondo dello spaccio di droga al dettaglio, gli agenti della Mobile non potevano non passare letteralmente al setaccio diverse abitazioni, parchi, luoghi ed esercizi pubblici di interesse investigativo in tale settore, anche a Fontivegge. Infatti, nel corso di uno specifico servizio di appostamento e osservazione, di pomeriggio, lo hanno notato fare ingresso, cosa che prima o poi ci si aspettava, all&#8217;interno di un noto internet point della zona. Immediato il blitz: gli agenti hanno fatto irruzione nel locale, immobilizzando il tunisino e accompagnandolo in Questura per la formalizzazione della cattura. Il soggetto, fotosegnalato e informato circa il contenuto del provvedimento emesso a suo carico, che con ogni probabilità già conosceva, avendo fatto perdere ogni traccia di sé in città, è stato poi accompagnato a Capanne, dove dovrà scontare la sua pena.<br />
Numerosi i trascorsi del catturato: oltre ai provvedimenti di espulsione del Questore di Perugia, annualmente emessi, eseguiti e puntualmente disattesi, risale al dicembre 2008 la sua prima segnalazione per ingresso illegale sul territorio dello Stato a Lampedusa, un anno dopo viene denunciato a Perugia per lo stesso reato, arrestato qualche mese dopo dai varabinieri di Perugia sempre per tale reato, arrestato per motivi di droga nel gennaio 2010 e nel febbraio dello stesso anno sempre ai sensi della legge sugli stranieri, nuovamente arrestato un mese dopo (3 arresti in 3 mesi), poi nuovamente nel 2011 e nel settembre 2013 arrestato per droga da questa Squadra Mobile. Nella circostanza, l&#8217;uomo venne sorpreso, all&#8217;interno del parco denominato Chico Mendez, mentre recuperava dello stupefacente (circa 15 grammi di eroina) in un anfratto, accuratamente occultato; nella circostanza, per evitare sorprese, girava con un grosso cane, pitbull, ma ciò nonostante gli agenti riuscirono a bloccare lo spacciatore ed a trarlo in arresto in flagranza di reato.  L&#8217;operazione descritta venne eseguita sempre dalla sezione antidgroga: è per questo che il ricercato, appena ha visto gli agenti dentro l&#8217;internet point, ha subito perso ogni speranza di farla franca e si è immediatamente arreso mettendo fine alla sua latitanza.</p>
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		<title>In manette latitante albanese che aveva messo in piedi un giro di spaccio</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 14:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Todi. </span> I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Todi, dopo mesi di indagini, hanno messo fine alla fuga di un cittadino albanese, clandestino, che durante la scorsa estate aveva spacciato cocaina a numerosi assuntori della provincia di Perugia e segnatamente della Media Valle del Tevere. Sulla base delle prove raccolte dagli investigatori del Norm, C.D. (di ventuno anni) era giunto in Italia clandestinamente e fin da subito aveva avviato una redditizia attività di spaccio di cocaina. In breve tempo, il giro d’affari si era ingrandito, tanto che i Carabinieri hanno stabilito che, in alcuni fine settimana, piazzava quasi un etto di droga. Durante il corso dell’estate, i carabinieri, in diverse circostanze, riuscivano a recuperare numerosi dosi di cocaina appena acquistate da vari tossicodipendenti. L’albanese, sentendosi quindi braccato, decise di scappare nel Paese d’origine non prima però di aver ceduto il suo telefono cellulare ad un connazionale, consentendogli così disporre di un “portafoglio clienti” e continuare l’attività di spaccio, fino a quando non veniva arrestato anche costui dai carabinieri di Todi.  Alla fine di agosto, la Procura della Repubblica di Perugia, condividendo esattamente le risultanze investigative, emetteva un decreto di fermo nei confronti di C.D., non eseguito poiché questi si era dato alla fuga. I Carabinieri del Norm non desistevano dalla loro attività di ricerca del latitante, monitorando i diversi soggetti albanesi gravitanti nell’ambiente frequentato dallo stesso ricercato. Ieri sera, la tenacia dei carabinieri veniva ripagata. Infatti, il latitante veniva individuato nella zona di Perugia di San Martino in Campo. Alla vista dei militari, C.D. scappava velocemente, cercando di nascondersi in zone di campagna assolutamente impervie. La determinazione dei carabinieri, però, non gli lasciava scampo alla cattura. Infatti, il Comandante del NORM,  che coordinava l’operazione, requisiva un trattore da un coltivatore della zona, riuscendo a raggiungere così il fuggito e ad ammanettarlo.  Dopo le formalità di  rito, l’arrestato  veniva associato nel carcere di Perugia a disposizione dell’autorità giudiziaria, alla quale dovrà rispondere delle accuse di detenzione e spaccio continuati di sostanze stupefacenti. Diversi assuntori di Todi, Collazzone, Marsciano, Fratta Todina, Magione, Gualdo Cattaneo, Corciano e Baschi verranno segnalati alla Prefettura per uso personale di stupefacenti.</p>
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		<title>Catturato dalla polizia pregiudicato romeno</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2015 09:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>I poliziotti  della sezione antidroga della Squadra Mobile di Perugia, diretti dal dottor Marco Chiacchiera e con il coordinamento operativo dellIspettore Superiore Rita Ficarra,  hanno eseguito la cattura di un pregiudicato romeno sul quale pendeva un provvedimento esecutivo di condanna. L&#8217;interessato, N.G., rumeno del 1983, dopo aver commesso una serie di reati in Italia, si era ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> I poliziotti  della sezione antidroga della Squadra Mobile di Perugia, diretti dal dottor Marco Chiacchiera e con il coordinamento operativo dellIspettore Superiore Rita Ficarra,  hanno eseguito la cattura di un pregiudicato romeno sul quale pendeva un provvedimento esecutivo di condanna. L&#8217;interessato, N.G., rumeno del 1983, dopo aver commesso una serie di reati in Italia, si era poi allontanato dal territorio nazionale rifugiandosi in Romania e permanendovi a lungo. Nel corso della sua latitanza, vani furono i diversi tentativi, da parte degli investigatori della Polizia, di individuarlo: nessuna traccia del ricercato neanche presso la sua abitazione perugina, dove la stessa moglie, rimasta in Italia, non si rivelava disponibile a fornire indicazioni utili al rintraccio del marito. Una volta rientrato in Italia, tuttavia, essendo venuto a conoscenza dell&#8217;avvenuta condanna a suo carico, ha mostrato un diverso atteggiamento nei confronti della legge, presentandosi in Questura pronto a pagare il suo debito con la giustizia italiana. I poliziotti della Mobile, una volta identificato compiutamente il soggetto, hanno provveduto ad accertare la sua posizione giudiziaria e ad acquisire il provvedimento di condanna emesso a suo carico. Nello specifico, si tratta di un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dall&#8217;Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Arezzo: i fatti per i quali il romeno è stato condannato, infatti, sono riferiti ad una sua precedente permanenza nel capoluogo aretino e risalgono al marzo del 2008, allorquando il pregiudicato si rendeva responsabile del delitto punito dallart. 2 della Legge 1423 del 1956, ovvero per la violazione della misura di prevenzione del cosiddetto foglio di via obbligatorio, in quel caso dal Comune di Arezzo. In base a tale dispositivo, il giovane dovrà scontare 3 mesi di reclusione e sarà inoltre sottoposto, dopo il carcere, alla misura di sicurezza dell&#8217;espulsione dal territorio dello Stato Italiano. Diversi per natura e localizzazione i precedenti ed i trascorsi giudiziari dell&#8217;arrestato, che vanno dalla semplice violazione delle norme sull&#8217;immigrazione alla ricettazione, dalla rapina alla resistenza a pubblico ufficiale, nonché possesso ingiustificato di armi, lesioni personali e falso, tra Perugia, Roma, Macerata, Asti, Arezzo e la provincia di Forlì-Cesena.</p>
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		<title>Arrestato latitante 47enne, deve scontare una pena per reati contro il patrimonio</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 11:48:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Nelle scorse ore, il lavoro congiunto degli agenti della Divisione Anticrimine, agli ordini del Primo Dirigente Valeria Pagano, e di quelli della Squadra Volante, diretta dal Commissario Capo Adriano Felici, ha consentito il rintraccio e l’arresto di un perugino di 47 anni che risultava latitante. In Questura nei giorni scorsi è arrivato l’ordine di arresto dell’uomo, ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Nelle scorse ore, il lavoro congiunto degli agenti della Divisione Anticrimine, agli ordini del Primo Dirigente Valeria Pagano, e di quelli della Squadra Volante, diretta dal Commissario Capo Adriano Felici, ha consentito il rintraccio e l’arresto di un perugino di 47 anni che risultava latitante. In Questura nei giorni scorsi è arrivato l’ordine di arresto dell’uomo,  gravato da numerosi precedenti penali, che deve andare in carcere per scontare una condanna a due anni e tre mesi di reclusione, inflittagli dal Tribunale di Perugia a seguito della commissione di una serie di reati contro il patrimonio. Le sue ricerche ad opera della polizia hanno portato dapprima ad individuare il suo attuale luogo di dimora, un appartamento di Ponte Valleceppi. Successivamente è stato dato ordine alle Volanti di zona di pattugliare l’area attorno la sua abitazione per il suo effettivo rintraccio. Ecco che gli agenti hanno lo hanno notato transitare a piedi dalle parti di casa; appena gli agenti ne hanno verificato l’identità, accertando che si trattava  davvero del latitante ricercato, lo hanno ammanettato, per poi accompagnarlo al carcere di Capanne, dove il 47enne è destinato ad un lungo soggiorno.</p>
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		<title>Arrestata una latitante 53enne: deve scontare quasi due anni di reclusione per rapina</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 11:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[carcere di Capanne]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Ieri pomeriggio gli uomini della squadra volante e del posto di polizia di “Centro Storico”, hanno effettuato, sotto la direzione del commissario capo Adriano Felici, un blitz presso un appartamento di Ponte San Giovanni, dove era stata segnalata la possibile presenza di una persona latitante. Si trattava di una donna cui circa due anni fa ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ieri pomeriggio gli uomini della squadra volante e del posto di polizia di “Centro Storico”, hanno effettuato, sotto la direzione del commissario capo Adriano Felici, un blitz presso un appartamento di Ponte San Giovanni, dove era stata segnalata la possibile presenza di una persona latitante. Si trattava di una donna cui circa due anni fa era stata inflitta una condanna ad un anno e undici mesi di reclusione per rapina aggravata.</p>
<p>Sinora la persona era riuscita a sfuggire all’esecuzione della pena in quanto non ha mantenuto uno stabile domicilio, il che ha naturalmente reso più complesse le sue ricerche da parte delle forze dell’ordine. Tuttavia, nel momento in cui sono state acquisite notizie utili sul suo probabile luogo di attuale dimora, la polizia non si è lasciata sfuggire l’occasione.</p>
<p>Gli agenti si sono dunque presentati a casa della donna, che è apparsa piuttosto sorpresa della loro visita e che comunque non ha neppure tentato di opporre resistenza. Successivamente, al termine degli accertamenti di rito, i poliziotti l’hanno condotta a Capanne, dove è destinata a trascorrere i prossimi mesi.</p>
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		<title>Perugia, arrestato un pericoloso latitante</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Oct 2015 10:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Ieri sera gli uomini del posto di polizia “Centro Storico”, diretti dal commissario capo Adriano Felici, hanno effettuato dei controlli mirati nella zona della Pallotta, con lo specifico obiettivo di contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Così, proprio mentre pattugliavano via della Pallotta, si sono imbattuti in un tunisino, del tutto sprovvisto di documenti. Alla richiesta ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ieri sera gli uomini del posto di polizia “Centro Storico”, diretti dal commissario capo Adriano Felici, hanno effettuato dei controlli mirati nella zona della Pallotta, con lo specifico obiettivo di contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Così, proprio mentre pattugliavano via della Pallotta, si sono imbattuti in un tunisino, del tutto sprovvisto di documenti.</p>
<p>Alla richiesta di specificare chi fosse, egli ha indicato il proprio nome e cognome, ma naturalmente gli agenti hanno voluto verificare la correttezza di tali affermazioni, sicché hanno condotto il maghrebino in Questura. E qui, ben presto, è venuta fuori la sorpresa. E’ infatti risultato non solo che le autentiche generalità del nordafricano erano ben diverse da quelle da lui dichiarate, ma soprattutto che il soggetto era ricercato dal 2014.</p>
<p>In particolare, pendeva sul suo capo un ordine di carcerazione, relativo ad una pena di quasi tre anni che gli era stata inflitta per reati concernenti gli stupefacenti, nonché per un grave episodio di danneggiamento. Non solo: a carico del 35enne tunisino vi era inoltre un provvedimento di custodia cautelare in carcere relativo ad un distinto procedimento penale, che attendeva solo di essere eseguito.</p>
<p>Ed in effetti il nordafricano è persona di elevato spessore criminale, che durante la sua permanenza a Perugia ha collezionato precedenti non solo per reati di droga ed in materia di immigrazione clandestina, ma anche per vari reati contro la persona e persino per tentato omicidio. Pertanto gli agenti, ultimati gli accertamenti di rito, hanno condotto il tunisino a Capanne, dove l’uomo è destinato ad un lungo soggiorno.</p>
<p>Inoltre, visto che il 35enne aveva tentato di fare di fare il furbo indicando un nome e un cognome falsi, la polizia lo ha anche indagato per il reato di falsa dichiarazione delle proprie generalità a pubblico ufficiale.</p>
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		<title>Latitante da quasi 10 anni arrestato a Bettona</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2015 13:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Una brillante quanto delicata operazione di polizia ha assicurato alla giustizia un pluripregiudicato, latitante fin dal lontano 2006. Alle prime luci dell’alba di ieri, sabato 16 maggio 2015,  gli uomini della Squadra Mobile di Perugia, diretti da Chiacchiera, grazie alla collaborazione dei colleghi della Squadra Mobile di Roma, hanno rintracciato l&#8217;uomo, già colpito da numerose condanne, che aveva ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Una brillante quanto delicata operazione di polizia ha assicurato alla giustizia un pluripregiudicato, latitante fin dal lontano 2006. Alle prime luci dell’alba di ieri, sabato 16 maggio 2015,  gli uomini della Squadra Mobile di Perugia, diretti da Chiacchiera, grazie alla collaborazione dei colleghi della Squadra Mobile di Roma, hanno rintracciato l&#8217;uomo, già colpito da numerose condanne, che aveva fatto perdere ogni traccia di sé da quasi dieci anni.</p>
<p align="justify"><strong>Il latitante</strong> &#8211; Si tratta di O.G., romano del 1948 il quale, secondo un provvedimento emesso nel gennaio dello scorso anno dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma, è stato condannato ad una significativa pena restrittiva in base al cumulo di diverse sentenze di condanna emesse a suo carico per vari reati. Una lunga ed inquietante sfilza di reati, tutti commessi nell’ambito domestico tra il 1998 ed il 2001, tra Roma e Casagiove (Ce), e che denotano un passato di particolare violenza e sopraffazione nell’ambito familiare: lesioni personali aggravate, minaccia, violenza o minaccia per costringere qualcuno a commettere un reato, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, sequestro di persona, violenza privata. Un vero e proprio curriculum criminale culminato, all’esito di vari procedimenti penali a suo carico, nella condanna definitiva a 9 anni di reclusione ed alle sanzioni accessorie dell’interdizione perpetua dai Pubblici Uffici e dall’esercizio della tutela e della curatela, il tutto ridotto ad anni 4 e 10 mesi, detratto il periodo “presofferto” in custodia cautelare prima dell’esito del processo. Risulta che il condannato, latitante ormai da diversi anni, abbia avuto l’ultimo contatto con le Forze dell’Ordine nel lontano 2002, data del suo ultimo fotosegnalamento a Roma, e che sia latitante dal 2006: in tutti questi anni, ben consapevole dell’esistenza di una serie di condanne a suo carico, ha fatto perdere ogni traccia di sé rifugiandosi, almeno nell’ultimo periodo, in Umbria, e precisamente in un’anonima abitazione di Bettona, ospite dell’attuale convivente.</p>
<p align="justify"><strong>Il blitz</strong> &#8211; L’attuale nascondiglio del ricercato, individuato dai colleghi della Squadra Mobile di Roma a seguito di una meticolosa e paziente ricostruzione investigativa, è stato monitorato per diverse ore dagli uomini della Mobile perugina, Sezione “Criminalità Organizzata”, diretti dal Dottor Corona e coordinati dal Sostituto Commissario Bigini: una squadra scelta e guidata sul campo dall’Ispettore Capo Finzi, all’alba di ieri, ha circondato l’abitazione ed ha fermato un uomo molto somigliante al latitante. Lo stesso, in evidente imbarazzo e con grande sorpresa, inizialmente ha cercato di confondere gli operatori dichiarando di chiamarsi genericamente “Franco” e di non avere documenti di identità al seguito, ma dopo una iniziale esitazione, vistosi costretto ad ulteriori accertamenti sulla sua identità, si è arreso ed ha ammesso quella vera, poi confermata grazie al sistema di fotosegnalamento ed ai suoi pesanti trascorsi giudiziari e di polizia.</p>
<p align="justify"><strong>I precedenti</strong> &#8211; Il passato criminale di O.G. è di tutto rispetto ma di diverso genere: anche in base a quanto da lui stesso rivelato agli agenti che lo hanno catturato, i suoi trascorsi a Roma sono tutti collocabili in un contesto di truffe e raggiri; annovera, infatti, precedenti per furto, falso, falsa attestazione delle proprie generalità, sostituzione di persona. Le condanne che hanno concorso alla definizione della pena appena eseguita, invece, sono relative più che altro ad un episodio di violenza nel quale, secondo il suo stesso racconto, per motivi sentimentali, colpì con violenza la ex compagna provocandole addirittura la perdita della funzionalità della milza.</p>
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		<title>Perugia, rintracciato pericoloso latitante: era ricercato da 4 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2015 10:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> D.M.C., rumeno del 1981, era, fino a 48 ore fa, uno dei latitanti ancora in circolazione a Perugia. Nella sua carriera criminale, ove trovano posto anche arresti e denunce per reati di particolare allarme sociale quali l’associazione per delinquere e lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, ad occupare il maggiore spazio sono senza dubbio i ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> D.M.C., rumeno del 1981, era, fino a 48 ore fa, uno dei latitanti ancora in circolazione a Perugia. Nella sua carriera criminale, ove trovano posto anche arresti e denunce per reati di particolare allarme sociale quali l’associazione per delinquere e lo sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, ad occupare il maggiore spazio sono senza dubbio i reati contro il patrimonio.</p>
<p>Il 34enne infatti, durante la sua lunga permanenza in Italia, ha commesso diverse decine di furti, per lo più ai danni di attività commerciali, e in questo modo &#8211; come lui stesso ha confidato, vantandosene, agli agenti che lo hanno arrestato &#8211; ha accumulato un significativo patrimonio personale. Ed è proprio in relazione ad uno dei tanti furti commessi che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia, nel 2011, ha emesso nei suoi confronti un ordine di esecuzione per la carcerazione, dovendo il soggetto scontare la bellezza di 5 anni, 3 mesi e 15 giorni di reclusione.</p>
<p>Così si è arrivati alla sua cattura. E’ la sera dell’8 maggio quando il Posto di Polizia presso l’Aeroporto effettua controlli nei confronti di un cittadino romeno in partenza da Perugia per Bucarest con volo Wizzair. Insospettisce il suo curriculum criminale e le sue continue denunce per reati contro il patrimonio; si decide  per una perquisizione nei suoi confronti presso un appartamento di via Settevalli.</p>
<p>L’atto non produce granché nei confronti di tale soggetto, tuttavia, nel corso del controllo, emerge un particolare che risulterà decisivo. Infatti, benché all’interno dell’immobile non sembri esservi nessun altra persona, gli agenti notano inequivocabili segni di qualcun altro che aveva appena consumato un pasto.</p>
<p>Alla conseguente richiesta di spiegazioni, il romeno risponde dicendo che non vi era nessuno e che vi aveva soggiornato un connazionale tornato in patria da molti mesi. Tuttavia, la sua versione non convince sino in fondo la Polizia. Così, gli uomini della Squadra Volante, diretta dal commissario capo Adriano Felici,  decidono di verificare se davvero in quell’appartamento non via sia qualcun altro.</p>
<p>Così, in breve tempo, viene pianificato dalla squadra volante un vero e proprio blitz, col contributo anche di un paio di equipaggi del reparto prevenzione crimine. L’occasione migliore appare alle prime ore di  domenica mattina: gli  agenti circondano l’immobile di via Settevalli, posizionati in modo tale da ostruire ogni possibile via di fuga. I poliziotti bussano alla porta, nessuno apre, ma si odono alcuni rumori provenire dall’interno.</p>
<p>Capiscono allora di essere sulla buona strada ed allertano anche i vigili del fuoco, in modo da poter entrare nello stabile, con le buone o con le cattive. Finalmente lo straniero, rendendosi conto che le forze dell’ordine stanno per procedere coattivamente, apre e si consegna agli agenti. Nell’appartamento si procede alla verifica delle sue generalità e si scopre che quell’uomo è proprio D.M.C.. La Polizia, d’intesa col P.M. Mara Pucci, provvede ad associarlo presso la locale casa circondariale ; per il 34enne, si prospetta dunque un lungo soggiorno a Capanne.</p>
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		<title>Todi, intercettato un latitante già condannato dalla Procura di Verona</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 10:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Todi. </span> Il comando della compagnia dei carabinieri di Todi, nell’ambito di un  quadro strategico messo in atto dal comando provinciale di Perugia, ha intensificato i servizi di controllo del territorio lungo le principali arterie stradali e durante gli orari notturni, allo scopo di contrastare i delitti contro il patrimonio. In tale contesto operativo, una pattuglia dell’aliquota radiomobile, la notte scorsa, intercettava lungo la E/45  un’autovettura Mercedes che procedeva in direzione sud.</p>
<p>A termine di tali accertamenti, emergeva che uno dei tre fermati, I.C.M di 38 anni, era latitante, essendo stato colpito fin dal 2010 da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Verona. Il provvedimento restrittivo veniva adottato allorquando diveniva definitiva la sentenza con la quale il Tribunale di Verona condannava I.C.M. alla pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione e 60.000 euro di multa, avendolo riconosciuto colpevole dei gravi delitti di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile, reclutamento di persone al fine di farle esercitare la prostituzione, induzione alla prostituzione, induzione a recarsi nel territorio di altro Stato al fine di esercitavi la prostituzione ed altri della stessa specie, commessi tra il 2003 ed il 2007, a Peschiera del Garda.</p>
<p>L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva tradotto presso la Casa di Reclusione di Spoleto, per espiare la lunga pena.</p>
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		<title>Atterra a Fiumicino e viene arrestato, catturato un latitante tunisino</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2015 11:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Faceva parte della fazione perugina di un vasto sodalizio criminale, aveva tentato di nascondersi prima a Livorno e poi a Monaco, in Germania. Pensando che gli investigatori non fossero più sulle sue tracce, aveva quindi deciso di fare ritorno in Italia. Ma ad attenderlo ha trovato la polizia. Grazie alla collaborazione tra la polizia di ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Faceva parte della fazione perugina di un vasto sodalizio criminale, aveva tentato di nascondersi prima a Livorno e poi a Monaco, in Germania. Pensando che gli investigatori non fossero più sulle sue tracce, aveva quindi deciso di fare ritorno in Italia. Ma ad attenderlo ha trovato la polizia. Grazie alla collaborazione tra la polizia di Perugia e quella di Frontiera di Roma, l&#8217;uomo Mssakni Mohamed Amine, detto “Kamel”, è stato arrestato e portato in carcere a Civitavecchia.</p>
<p><strong>Il latitante</strong> &#8211; Nato in Tunisia nel 1986, in Italia senza fissa dimora e pluripregiudicato, alle ore 1025 dello scorso giovedì 8 gennaio 2015 è atterrato a Fiumicino, su un volo “Lufthansa” proveniente da Monaco di Baviera: dopo aver fatto perdere le sue tracce in occasione dell’operazione “Show must go on&#8221;, con cui la polizia aveva stroncato un pericoloso sodalizio criminale dedito al traffico di droga. L&#8217;uomo con ogni probabilità, voleva rientrare a Perugia o a Livorno, le sue precedenti “sedi operative”, per regolare alcuni conti oppure per reinserirsi nel “commercio” di eroina e cocaina.Kamel, all’interno del gruppo criminale, era uno dei più affidabili e scaltri spacciatori al dettaglio della compagine di Ponte San Giovanni, fidato e diretto collaboratore di  uno dei boss del gruppo perugino, Berkane Krachai Karim.</p>
<p><strong>Spacciatore accorto</strong> &#8211; Oltre all’attività di diffusione al dettaglio di eroina e cocaina a Perugia, era anche un importante punto di contatto tra il gruppo perugino e quello di Livorno, dove aveva stretto consolidati rapporti di collaborazione per il rifornimento, sempre curato e studiato nei minimi dettagli con la predisposizione di “staffette” e “vedette” con il compito di segnalare, all’occorrenza, eventuali anomalie e decidere repentini mutamenti di programma al fine di vanificare l’intervento delle forze di polizia. Nelle sue comunicazioni telefoniche, Kamel era solito utilizzare schede sempre diverse e scambiandole continuamente con gli altri spacciatori, ed il linguaggio era sempre abilmente dissimulato, ma comunque agevolmente comprensi<wbr />bile alla Polizia: era solito riferirsi agli incontri con i clienti parlando di ipotetici &#8220;inviti a cena”, ed alla droga parlando di “spesa”.</p>
<p><strong>L&#8217;operazione</strong> &#8211; L’operazione “Show must go on” era partita da una capillare analisi dei dati emersi dalla quotidiana attività investigativa e di indagine della Sezione Criminalità Diffusa della Squadra Mobile, diretta da Marco Chiacchiera e coordinata da Roberto Roscioli, volta a ricostruire nel dettaglio varie dinamiche relative al fenomeno dello spaccio a Perugia. In particolare, il primo arresto di un giovane pusher tunisino, particolarmente attivo nell’illecita attività di spaccio di cocaina ed eroina sulla “piazza” del centro città, aveva consentito di isolare un importante canale internazionale di spaccio che aveva di fatto alimentato, negli anni e per larga parte, i gruppi che gestivano l’attività di vendita al minuto delle predette sostanze stupefacenti. Su iniziativa della Procura della Repubblica, DDA, p.m. Dr.ssa Manuela Comodi, veniva svolta un’attività di intercettazione telefonica che consentiva di focalizzare, in modo chiaro, alcuni dei suddetti gruppi, non senza fornire, peraltro, ulteriori elementi per la ricostruzione dell’intera rete di spaccio locale, in continua evoluzione. Procedendo nell’ascolto delle migliaia di telefonate, aumentavano progressivamente le utenze sottoposte ad intercettazione e, conseguentemente, si delineava, con progressiva evidenza, la presenza di una sempre più nitidamente delineata organizzazione criminale, dedita alla costante distribuzione, in questo territorio, di eroina e cocaina.</p>
<p><strong>Tre gruppi di spacciatori</strong> &#8211; L’indagine aveva permesso di individuare tre gruppi operativi nel perugino: un primo gruppo attivo nella zona di Via Cortonese, un secondo gruppo attivo nelle zone di Ponte San Giovanni e Ponte Felcino e un terzo gruppo attivo nella zona dell’Alto Tevere nonché, in Perugia, nelle zona di Madonna Alta e Fontivegge. Nel corso delle indagini, veniva eseguita la necessaria attività sul territorio, che riscontrava pienamente il contenuto delle numerose conversazioni intercettate e permetteva di operare numerosi arresti in flagranza di reato e diversi sequestri di eroina e cocaina. L’aspetto di maggiore interesse investigativo dell’indagine, è risultato certamente quello dell’esistenza di una vera e propria rete di ramificazioni che l’organizzazione investigata aveva su tutto il territorio nazionale: sono stati dimostrati, infatti, collegamenti tra soggetti magrebini stanziali in Como, Varese, Genova, Grosseto e Livorno.</p>
<p><strong>Gli esiti </strong>&#8211; Con l’operazione conclusiva sono state emesse 36 misure di custodia cautelare a carico di altrettanti soggetti, ai quali sono stati contestati i reati previsti e puniti dal Testo Unico sugli Stupefacenti: associazione per delinquere finalizzata alla importazione, trasporto, raffinazione e commercio di stupefacente del tipo eroina e cocaina. Le misure vennero eseguite a Perugia, Città di Castello (Pg), Spoleto (Pg), Arezzo, Anghiari (Ar), Badia Tedalda (Ar), Empoli (Fi), Como, Barcellona Pozzo di Gotto (Me) e Roma. Nel corso dell’intera attività investigativa, complessivamente, erano stati sequestrati oltre 9,00 Kilogrammi di droga tra “eroina” e “cocaina”.</p>
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