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	<title>Perugia Online &#187; lavoratori</title>
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		<title>Vertenza Colussi, il Partito Comunista a fianco dei lavoratori</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 11:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Assisi. </span>“Tradendo le precedenti promesse di investimenti nello stabilimento di Petrignano a fronte di pochi e ‘marginali’ esuberi, il Gruppo Colussi opta per una scelta drastica che, fra ammortizzatori sociali e piani di ricollocazione, andrà certamente a distrarre risorse importanti a livello locale e nazionale”. È quanto dichiara il Partito comunista dell’Umbria a seguito della notizia dell’avvio delle procedure per il licenziamento collettivo di 125 lavoratori dello stabilimento Colussi di Petrignano di Assisi, di cui 115 operai, 5 impiegati e 5 addetti ai servizi della Sogesti.</p>
<p>“Vale la pena ribadire ancora una volta – prosegue il Pc Umbria – che gli ammortizzatori sociali, i contratti di solidarietà, gli incentivi al ricollocamento o alla fuoriuscita volontaria degli operai non sono e non possono essere strumenti per la risoluzione di una crisi lavorativa in cui i padroni decidono le sorti degli operai. Nel frattempo, i sindacati confederali non solo non riescono a opporsi a tali smantellamenti produttivi, ma si impegnano in scontri di facciata con le dirigenze aziendali per ottenere al massimo risultati risibili come le riassunzioni (comunque in sottonumero) in regime di Jobs Act. Alla fine, rimangono soltanto i lavoratori e le loro famiglie a pagare il prezzo più alto. Ci schieriamo ancora una volta a fianco dei lavoratori – conclude il Partito comunista Umbria –, garantendo non solo solidarietà a loro e alle loro famiglie, ma anche un concreto appoggio a ogni azione che questi intenderanno compiere in risposta a queste scelte univoche, dettate esclusivamente da logiche padronali. Questa e le altre vertenze regionali sono, come già ribadito più volte, lotte comuni e contigue, da affrontare insieme, uniti e organizzati contro le minacce dei padroni e le logiche di profitto che le guidano”.</p>
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		<title>Perugina: domani sindacati a Roma per la richiesta della cassa integrazione</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2017 16:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Si terrà domani (11) nella sede del Ministero del Lavoro a Roma l’incontro per richiedere la Cassa integrazione guadagni straordinaria per i dipendenti del Gruppo Nestlè, prevista dall’intesa raggiunta tra le parti in sede di coordinamento nazionale delle Rsu a Milano. Per quanto concerne lo stabilimento di San Sisto, fa sapere la Rsu della Perugina, “questo non è altro che il proseguo del percorso avviato nella scorsa primavera, quando fu firmato l’accordo che prevede un investimento totale sulla fabbrica perugina di 60 milioni di euro. Già in quella sede fu definito il percorso per il biennio 2017-2018, che prevede appunto da un lato gli investimenti, al fine di rendere lo stabilimento sempre più performante e supportare i marchi Perugina nel mondo, dall’altro, appunto, la richiesta della cassa integrazione, come strumento per la gestione della forza lavoro in questo biennio di attuazione del Piano”.</p>
<p><strong>Investimenti ok</strong> Nel frattempo quanto è stato stabilito in sede di accordo nello scorso mese di aprile si sta attuando nei tempi e nelle forme previste. “La Commissione bilaterale, composta dal management aziendale e dalla Rsu, con l’obiettivo di giungere a scelte condivise per il modello attuativo del piano di investimenti, in questo anno ha lavorato intensamente e, appunto, gli investimenti si stanno attuando nei modi prestabiliti, Ora ci attendiamo che le importanti risorse messe in campo da Nestlé per supportare i nostri marchi soprattutto attraverso l’export diano quelle risposte positive. Dai primi risultati sembrerebbe appunto che ci siano segnali incoraggianti in questa direzione. Il nostro ruolo, da oggi in poi, sarà fondamentale in tre direzioni: per l’attuazione del Piano, per la ‘gestione’ della Cassa integrazione e per un ruolo di stimolo e pungolo costante rispetto all’area ‘business’, affinché appunto i risultati che noi ci attendiamo si concretizzino”.</p>
<p><strong>Monitoraggio continuo</strong> Inoltre grazie al lavoro della Rsu i lavoratori in cassa integrazione avranno dei meccanismi che permetteranno loro di avere un salario maggiorato di circa il 20% rispetto a quanto previsto dalla norma. “Quando si apre un ammortizzatore sociale non è mai una vittoria e questo lo sappiamo. Sappiamo però che questo è uno sforzo necessario che le lavoratrici e i lavoratori della Perugina sono disposti a fare in questo biennio. Lo facciamo perché appunto abbiamo visto finalmente dopo molti anni di silenzio una strategia di Nestlé e la voglia di valorizzare il brand Perugina. Ci diciamo soddisfatti del lavoro svolto fin qui, che ha appunto portato investimenti, ma allo stesso tempo siamo preoccupati per il domani. Ecco perché è nostra intenzione monitorare continuamente l’operato di Nestlé, onde evitare che gli sforzi che stiamo facendo possano poi risultare vani. Ci sono davvero le condizioni per un rilancio della Perugina, serve però un impegno continuo e costante. Impegno che da parte nostra c’è e ci sarà”.</p>
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		<title>In sciopero i lavoratori del settore legno: presidi davanti alle principali aziende e blocco delle attività</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 09:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Dopo la rottura delle trattative con Federlegno arredo, avvenuta il 3 ottobre scorso, le categorie nazionali Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil hanno proclamato 8 ore di sciopero per domani 28 e il blocco delle ore di flessibilità e straordinario, “come risposta alle proposte indecenti avanzate dalla controparte secondo la quale i dipendenti del legno dovrebbero lavorare concedendo il massimo della flessibilità, lavorando anche il sabato e la domenica, con un aumento della quota di lavoratori precari con contratti a termine e in somministrazione, il tutto deciso a livello nazionale vanificando così la contrattazione di secondo livello”.</p>
<p><strong>La protesta</strong> Inoltre, secondo le sigle sindacali, “Federlegno propone un aumento salariale praticamente pari a zero euro e meccanismi annuali di verifica e restituzione. Ciò vuol dire che, qualora a livello nazionale il tasso di inflazione fosse inferiore a quello previsto dagli indicatori, i lavoratori si vedrebbero decurtare una somma dalla tranche di aumento programmata per l’anno successivo. Il fatto che i lavoratori debbano restituire una parte dello stipendio è una follia senza precedenti”. A Federlegno i sindacati intendono quindi ricordare “che nei recenti rinnovi dei contratti di due settori simili, il cemento e il lapideo, gli aumenti sono stati rispettivamente di 90 e di 103 euro. Le condizioni del settore legno-arredo sono positive, è quindi impensabile avere aumenti al di sotto di queste cifre. Infine, è da irresponsabili – concludono &#8211; tenere da più di 6 mesi tutti i lavoratori senza contratto, dopo oltre 15 incontri e nonostante la piattaforma sindacale sia stata inviata alla controparte nei tempi previsti, vale a dire nel settembre 2015, quando mancavano ben sei mesi alla scadenza del contratto”.</p>
<p>In Umbria sono stati organizzati dei presidi che avranno luogo davanti alla Margaritelli Miralduolo di Torgiano (dalle ore 9 alle 10), alla Isa di Bastia Umbra (10 – 11) e alla Knoll di Foligno (11 – 12).</p>
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		<title>Coop e il Trasimeno: &#8220;Dopo l&#8217;accordo deve partire un nuovo percorso di crescita&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2016 08:15:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Trasimeno. </span> Dall’accordo tra Coop Centro Italia e organizzazioni sindacali, che assicura la permanenza e il radicamento del gruppo in Umbria e in particolare nell’area del Trasimeno, può partire un ulteriore percorso comune per favorire lo sviluppo della cooperativa e quindi dell’occupazione, nel rispetto dei diritti dei lavoratori. È questo l’impegno emerso nel corso dell’iniziativa “La Coop e il Trasimeno, un accordo per guardare al futuro” che si è tenuta ieri, lunedì 6 giugno, presso il Comune di Castiglione del Lago. Un confronto a più voci tra l’azienda, rappresentata dal presidente Giorgio Raggi, le istituzioni, con il sindaco di Castiglione del Lago Sergio Batino e quello di Città della Pieve Fausto Scricciolo (che è anche presidente della conferenza dei sindaci del Trasimeno) e la Cgil, rappresentata dalla Rsu Coop Simona Rombi e dai segretari generali della Camera del Lavoro di Perugia, Filippo Ciavaglia, e della Cgil Umbria, Vincenzo Sgalla.</p>
<p align="JUSTIFY">In apertura, Francesco Bartoli, segretario della Filcams Cgil di Perugia, ha spiegato il senso dell’iniziativa: “Siamo qui oggi per rendere pubblici gli impegni che con l’accordo di aprile, anche grazie ai sacrifici sopportati dai lavoratori, Coop ha preso con questo territorio e per fare un passo in più, cominciando a ragionare sulle azioni da mettere in campo nell’immediato futuro”. Ad esempio – ha spiegato il segretario Filcams – “un integrativo di gruppo che preveda strumenti innovativi di welfare aziendale”, così come “il mantenimento dell’accordo avanzato che abbiamo in Coop sul lavoro domenicale”, ma più in generale la richiesta di “tornare allo spirito originario dell’impresa cooperativa, nel rapporto con i clienti e in quello con i lavoratori”.</p>
<p align="JUSTIFY">Da parte istituzionale, i sindaci di Castiglione del Lago e di Città della Pieve hanno sottolineato l’importanza del gruppo Coop per il territorio: 400 lavoratori diretti, più tutto l’indotto non sono una realtà di cui si può fare a meno e per questo l’ipotesi di un disimpegno dell’azienda rispetto alla realtà di Castiglione del Lago ha destato subito grandi preoccupazioni nelle amministrazioni locali. Preoccupazioni non del tutto svanite – hanno specificato i sindaci – ma che grazie al confronto avviato tra l’azienda e le organizzazioni sindacali sono rientrate in un percorso controllato, nel quale le amministrazioni sono oggi parte attiva.</p>
<p align="JUSTIFY">Ed è insieme alle amministrazioni del Trasimeno che la Cgil propone a Coop di costruire un protocollo territoriale: “Che tenga insieme – ha spiegato Filippo Ciavaglia, segretario della Cgil di Perugia – gli interessi e le risorse del territorio, con l’apporto importante che una realtà come Coop può assicurare anche per il futuro”.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma in questo percorso, naturalmente, i principali protagonisti sono i lavoratori e le lavoratrici: “Questa vertenza ha rappresentato all’inizio per noi un vero sconvolgimento – ha spiegato Simona Rombi, rsu Coop Centro Italia – perché molte cose sono cambiate e molte certezze e abitudini sono venute meno. Ma se abbiamo accettato di fare dei sacrifici non indifferenti oggi, lo abbiamo fatto nella consapevolezza che questo deve essere non un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di crescita”.</p>
<p align="JUSTIFY">“Gli impegni che abbiamo sottoscritto li confermiamo tutti – ha detto nel suo intervento il presidente di Coop Centro Italia, Giorgio Raggi – ma vogliamo andare oltre e vi chiediamo una mano per proseguire nello sviluppo del gruppo in Umbria e nel centro Italia”. Il presidente di Coop ha quindi proposto alla Cgil, al sindacato, di fare fronte comune contro fenomeni di scarsa trasparenza, per non dire di vera e propria illegalità, ad esempio nella catena dell’agroalimentare, soprattutto rispetto ai diritti dei lavoratori, così come ha mostrato disponibilità a una battaglia comune contro le aperture domenicali, coinvolgendo anche le istituzioni ecclesiastiche, “per far sì che in Umbria la domenica i supermercati restino chiusi”. Infine, Raggi si è detto pronto a sperimentare forme di partecipazione diretta dei lavoratori e dei loro rappresentanti nel Cda della cooperativa, accogliendo così la proposta avanzata da Cgil, Cisl e Uil nel documento sul nuovo modello contrattuale.</p>
<p align="JUSTIFY">“Credo che dall’incontro di oggi emergano presupposti importanti per un’azione concreta comune – ha detto nelle sue conclusioni Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria – ma dobbiamo passare dalla fase in cui ognuno chiede all’altro di fare qualcosa per lui, a quella in cui si fa qualcosa insieme. E allora propongo che i soggetti seduti oggi a questo tavolo, i sindaci, la Coop e la Cgil, chiedano un incontro alla presidente della Regione per evidenziarle le tante criticità che esistono nel settore, a partire dai fenomeni di illegalità e di mancato rispetto dei contratti, per chiedere insieme un intervento che possa davvero portare un cambiamento”.</p>
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		<title>Perugia, in centinaia in piazza per chiedere il &#8220;contratto subito&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 10:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Ci sono i lavoratori della polizia provinciale, le educatrici degli asili nido, gli addetti della sanità pubblica e privata, del terzo settore, quelli del Corpo Forestale dello Stato, i precari dei centri per l’impiego, i lavoratori di ministeri, agenzie fiscali, ex comunità montane e tante altre categorie di quel grande universo che racchiude il lavoro ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Ci sono i lavoratori della polizia provinciale, le educatrici degli asili nido, gli addetti della sanità pubblica e privata, del terzo settore, quelli del Corpo Forestale dello Stato, i precari dei centri per l’impiego, i lavoratori di ministeri, agenzie fiscali, ex comunità montane e tante altre categorie di quel grande universo che racchiude il lavoro dei servizi pubblici. Tutti in piazza a Perugia, in occasione dello sciopero generale proclamato da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uilpa, per chiedere il #ContrattoSubito per tutti, un sacrosanto diritto atteso ormai da 7 anni.</p>
<p>In centinaia – oltre ai lavoratori anche rappresentanti degli studenti, comitati dei genitori e dei cittadini in difesa del corpo forestale &#8211; hanno sfilato da piazza Italia a piazza della Repubblica dove dal palco si sono alternate le voci delle tante realtà coinvolte dallo sciopero, tutte unite da una richiesta precisa: ottenere il proprio contratto, senza distinzioni, difendendo il grande patrimonio che i servizi pubblici rappresentano in Italia e in Umbria. “Sblocchiamo il futuro”: questo il messaggio lanciato dalla piazza di Perugia, un futuro che non può portare allo “smantellamento dei servizi pubblici”, che invece si sta realizzando in Italia e in Umbria.</p>
<p>“Oggi qui a Perugia, come a Napoli e a Roma, i lavoratori dei servizi pubblici mandano un messaggio chiaro al governo – ha detto nel suo intervento conclusivo Rossana Dettori, segretaria generale della Fp Cgil nazionale – noi non ci stiamo allo smantellamento dei servizi pubblici. Non ci stiamo alla militarizzazione del corpo forestale dello Stato, alla chiusura delle Camere di Commercio, non ci stiamo alle privatizzazioni che cancellano spazi pubblici in sanità. Non ci stiamo all’attacco agli asili nido pubblici, luoghi in cui si formano i cittadini del domani”.</p>
<p>Dal palco è partito poi un appello anche alla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini: “Oggi deve dirci da che parte sta, dalla parte dei lavoratori e dei cittadini che chiedono il rispetto di un loro sacrosanto diritto, o con il Governo che quel diritto continua a negarlo?”. “Questo governo – ha concluso Dettori –, che nessuno ha eletto, a differenza di noi che ogni tre anni ci sottoponiamo al voto dei lavoratori, ha cancellato la parola lavoro dal proprio vocabolario. Ma deve essere chiaro che la nostra mobilitazione non si fermerà finché non porteremo a casa il risultato: ovvero un giusto contratto per tutte e per tutti”.</p>
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		<title>Mercoledì 25/05 i dipendenti pubblici in sciopero: &#8220;Dopo 7 anni di attesa chiediamo il rinnovo del contratto&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2016 11:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> La mobilitazione dei lavoratori pubblici, in attesa da sette anni del rinnovo del contratto nazionale, arriva in Umbria: mercoledì 25 maggio Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uil Pa hanno infatti proclamato lo sciopero generale regionale dei servizi pubblici nei comparti sanità, enti locali, Regione, ministeri, enti pubblici non economici e servizi socio-sanitari privati. A ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> La mobilitazione dei lavoratori pubblici, in attesa da sette anni del rinnovo del contratto nazionale, arriva in Umbria: mercoledì 25 maggio Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Uil Pa hanno infatti proclamato lo sciopero generale regionale dei servizi pubblici nei comparti sanità, enti locali, Regione, ministeri, enti pubblici non economici e servizi socio-sanitari privati. A Perugia è anche prevista una manifestazione che si svolgerà in piazza Italia e in piazza della Repubblica, con flash-mob e interventi di lavoratrici e lavoratori dei servizi pubblici coinvolti dalla protesta e impegnati nelle principali vertenze regionali (polizia provinciale, centri per l’impiego, comunità montane, operatori sanitari, cooperazione sociale, agenzia di forestazione, educatrici dell’infanzia, Camera di commercio). In piazza con loro ci sarà anche la segretaria generale della Fp Cgil nazionale, Rossana Dettori.</p>
<p align="JUSTIFY">Oggi, 23 maggio, i segretari generali di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl regionali, Fabrizio Fratini, Ubaldo Pascolini e Maurizio Molinari, hanno illustrato le ragioni della protesta ad una delegazione di parlamentari eletti in Umbria. Erano presenti Tiziana Ciprini per il Movimento 5 Stelle, Valeria Cardinali, Giampiero Giulietti e Antonella Venti (assistente di Marina Sereni) per il Pd. “Li abbiamo voluti incontrare – spiegano i tre segretari – perché portino in Parlamento anche la voce dei lavoratori pubblici dell’Umbria, che rivendicano il loro sacrosanto diritto al rinnovo del contratto e si battono per la tutela dei servizi pubblici per garantire i diritti fondamentali ai cittadini della nostra regione”.</p>
<p align="JUSTIFY">Per la manifestazione di Perugia i sindacati hanno previsto autobus in partenza da tutta l’Umbria. In particolare da: Castiglione del Lago, Passignano, Magione, Gubbio, Branca, Gualdo Tadino, Terni, Spoleto, Marsciano, Orvieto, Città di Castello e Umbertide. “Facciamo appello a tutti i lavoratori dei servizi pubblici dell’Umbria perché aderiscano allo sciopero di mercoledì 25 e partecipino alla manifestazione di Perugia – concludono Fratini, Pascolini e Molinari &#8211; un appuntamento fondamentale per sbloccare questa vertenza infinita e dare il giusto riconoscimento a decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori umbri”.</p>
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		<title>Grave incidente sul lavoro a Umbertide: operaio rischia l&#8217;amputazione di un piede</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 11:21:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Grave incidente sul lavoro questa mattina alla Proma di Umbertide. Poco dopo l&#8217;inizio del primo turno (intorno alle ore 5.30), un lavoratore è rimasto gravemente ferito ad una gamba, con il rischio di amputazione di un piede, a causa dello schiacciamento per la caduta di un rotolo di lamiera di acciaio del peso di oltre una tonnellata. ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Grave incidente sul lavoro questa mattina alla Proma di Umbertide. Poco dopo l&#8217;inizio del primo turno (intorno alle ore 5.30), un lavoratore è rimasto gravemente ferito ad una gamba, con il rischio di amputazione di un piede, a causa dello schiacciamento per la caduta di un rotolo di lamiera di acciaio del peso di oltre una tonnellata. I lavoratori si sono quindi subito fermati, riunendosi in assemblea con Fiom Cgil e Fim Cisl, al termine della quale è stato proclamato uno sciopero di 8 ore su ogni turno per la giornata odierna. Le organizzazioni sindacali e i lavoratori, pur riconoscendo gli investimenti fatti in materia di sicurezza e ambiente di lavoro nello stabilimento di Umbertide, chiedono a questo punto, &#8220;una maggiore attenzione e uno sforzo ulteriore per ridurre a zero i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, puntando in particolare sulla formazione, per la cultura della sicurezza sul lavoro. Un impegno importante per impedire il ripetersi di questi incidenti&#8221;.</p>
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		<title>Ufficiale: le &#8220;Ore Liete&#8221; restano in Umbria</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2016 10:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> Ora è ufficiale: le “Ore Liete” rimangono in Umbria. Il noto marchio di proprietà della Nestlé è stato infatti acquistato dalla Tedesco Srl (ex Piselli). Lo ha annunciato la direzione aziendale della multinazionale, nel corso dell’incontro avuto con la segreteria regionale Flai Cgil e le Rsu. “Salutiamo con grande soddisfazione ed orgoglio questa operazione – ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Ora è ufficiale: le “Ore Liete” rimangono in Umbria. Il noto marchio di proprietà della Nestlé è stato infatti acquistato dalla Tedesco Srl (ex Piselli). Lo ha annunciato la direzione aziendale della multinazionale, nel corso dell’incontro avuto con la segreteria regionale Flai Cgil e le Rsu. “Salutiamo con grande soddisfazione ed orgoglio questa operazione – hanno spiegato i sindacati &#8211; perché ha un duplice significato: mantenere sul territorio un marchio storico di alta pasticceria, affidandolo ad un gruppo specializzato nella produzione di prodotti da forno e biscotti e garantire crescita occupazionale e sviluppo dell’azienda ex Piselli, dopo la conferma di tutti i livelli occupazionali ereditati dalla vecchia gestione. Si tratta di un primo importante risultato frutto dell’impegno dei lavoratori e della strategia sindacale che abbiamo portato avanti nella vertenza Perugina – ha poi affermato Michele Greco, segretario generale della Flai Cgil dell’Umbria – con l’obiettivo di mantenere produzioni e occupazione in Umbria. Tra l’altro, il passaggio alla Tedesco contribuisce allo sviluppo di un’azienda che fino a poco tempo fa rischiava di scomparire dal territorio. Ora, l’impegno dovrà proseguire con il sostegno concreto di tutti gli attori locali, a partire da quelli istituzionali”.</p>
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		<title>Il piano industriale di Coop centro Italia penalizza il Trasimeno</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2016 13:13:55 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Trasimeno. </span> La decisione della direzione di Coop Centro Italia di chiudere i reparti di ortofrutta e dei salumi e latticini e di terziarizzare il reparto generi vari del magazzino di Castiglione del Lago, comunicata ai sindacati di categoria in un recente incontro, è un’altra tegola che cade sulla già debole economia del Trasimeno.<br />
L’insediamento produttivo di Coop Centro Italia a Castiglione del Lago – probabilmente il più importante del territorio per numero di addetti – ha rappresentato in questi anni una risorsa decisiva per la zona, sia in termini di occupazione diretta che di indotto. Per anni le forze politiche e sociali locali si sono adoperate affinché si realizzasse il reparto ortofrutta, che si immaginava potesse essere da traino anche per uno sviluppo dell’agricoltura in questo settore; e a questo scopo sono state realizzate anche le opportune scelte urbanistiche. Oggi stupisce che proprio Coop Centro Italia &#8211; azienda da sempre attenta all’integrazione tra sistema economico, sociale, ambientale e alla valorizzazione delle proprie relazioni con i dipendenti, con le parti sociali, con le amministrazioni locali, con la comunità locale, con i consumatori &#8211; decida di operare una scelta così pesante per tutto il territorio del Trasimeno. Inoltre, la terziarizzazione del magazzino generi vari rappresenterebbe un altro colpo non solo per le condizioni materiali dei lavoratori coinvolti ma, anche qui, per l’economia complessiva del territorio avvalorando l’idea, sbagliata, che il recupero di competitività e redditività dell’impresa possa essere fatto tutto sulle spalle dei lavoratori (agendo sul salario e sulle condizioni di lavoro) e di un territorio. Auspicando che l’impresa, anche attraverso un confronto con le amministrazioni locali, possa riconsiderare queste scelte &#8211; assumendo quella responsabilità sociale per la quale, trattandosi di una cooperativa, dovrebbe essere superfluo richiamare l’art. 41 della costituzione – esprimiamo pieno sostegno a tutte le iniziative che RSU e sindacati di categoria metteranno in piedi a sostegno di questa difficile vertenza.</p>
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		<title>Dopo Expo un dolce futuro per 48 lavoratori  del Cluster Cacao e Cioccolato</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 10:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sulla scia dell&#8217;esperienza fatta a Expo Milano 2015, hanno trovato lavoro 48 delle 168 persone impegnate nel Cluster Cacao e Cioccolato, che ha visto Eurochocolate protagonista con il ruolo di Official Content Provider. Di queste, 21 sono state assunte a tempo indeterminato, mentre 27 hanno avuto un contratto a tempo determinato. Dei restanti lavoratori, al termine dell&#8217;Esposizione Universale, 36 hanno trovato impieghi saltuari.</p>
<p>Le cifre sono state rese note da Eugenio Guarducci, Presidente di Eurochocolate. &#8220;In molti casi &#8211; commenta &#8211; si tratta di opportunità lavorative colte grazie alle competenze e alla rete di contatti maturati in Expo. Siamo lieti che l&#8217;esperienza nel nostro Cluster si sia tradotta in una concreta  possibilità d&#8217;inserimento occupazionale per molti dei nostri ragazzi e ragazze&#8221;.</p>
<p>Grazie all&#8217;accordo con i Sindacati di Categoria, le maestranze che fino al 31 Ottobre 2015 hanno lavorato nel Cluster Cacao e Cioccolato hanno già ricevuto un premio di produttività pari all&#8217;8% della retribuzione lorda totale. Le stesse possono inoltre beneficiare dell&#8217;Azione di Rete per il lavoro finanziata dalla Regione Lombardia e condotta insieme al Consorzio Light di Milano per favorire la continuità occupazionale dopo Expo Milano 2015.</p>
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		<title>Giornata della Memoria: studenti, lavoratori pensionati a confronto con la Cgil a Perugia</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 12:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Lavoratori, pensionati e studenti insieme per non dimenticare e per riflettere sull’oggi e sui segnali preoccupanti che attraversano l’Europa: crisi economica e povertà, venti di xenofobia, costruzioni di muri e steccati. La Cgil di Perugia, insieme allo Spi Cgil provinciale, il sindacato dei pensionati, ha scelto di legare la memoria all’attualità, a partire dalla situazione economica e sociale dell’Europa di oggi, nell’iniziativa organizzata nel capoluogo umbro per la Giornata della Memoria, 27 gennaio, invitando gli studenti del liceo Alessi e dell’istituto Marconi a confrontarsi con Riccardo Sanna, economista della Cgil nazionale e curatore del libro “Riforma del capitalismo e democrazia economica”, e con Mimmo Carrieri, ordinario di sociologia economica all’Università la Sapienza di Roma. Il dibattito, coordinato da Elvia Ricci, segretaria dello Spi Cgil Perugia, e Patrizia Venturini segretaria della Camera del Lavoro di Perugia, con i contributi di Erica Borghesi per la Provincia di Perugia e Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia, è partito da una breve ricostruzione storica delle grandi persecuzioni del passato per affrontare poi la domanda centrale: “Può succedere ancora?”.<br />
Il ragionamento è quindi ruotato intorno alle cause, di carattere sociologico ed economico, che hanno determinato una delle pagine più nere della storia dell’umanità, tanto atroce da essere (almeno questa è la speranza comune) irripetibile nelle stesse forme. Il professor Carrieri ha quindi indicato gli attuali elementi evidenti di indebolimento della democrazia occidentale: l’eclissi dei soggetti collettivi, la fatica della rappresentanza, la mancanza di partecipazione, il declino dei partiti di massa, la stessa democrazia messa sotto attacco. Riccardo Sanna ha invece focalizzato l’attenzione sulle distorsioni del capitalismo, sull’esplosione delle diseguaglianze e sulle analogie tra la crisi degli anni ‘30 e quella attuale. “Ma cosa c’entra tutto questo con l’olocausto e la Shoah?”, è stata la domanda, più che legittima, degli studenti presenti nella sala del consiglio provinciale, che ha ospitato l’iniziativa. Il nesso – è stata la risposta – è dato dal fatto che “solo capendo come nascono le cicatrici si può capire come evitare nuove ferite, anche mortali”. “La guerra, l’attacco nazista e fascista – ha sottolineato Riccardo Sanna &#8211; è iniziata con un intervento pubblico, volto a rispondere a una grave crisi economica e sociale, attraverso un attacco al diverso”. “E anche oggi – hanno concluso Carrieri e Sanna &#8211; parliamo del vuoto che c’è in Europa, e quando c’è un vuoto qualcuno lo riempie sempre”.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/giornata-della-memoria-studenti-lavoratori-pensionati-a-confronto-con-la-cgil-a-perugia/">Giornata della Memoria: studenti, lavoratori pensionati a confronto con la Cgil a Perugia</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Trafomec: continua il silenzio sul futuro della fabbrica, delle condizioni di lavoro dei dipendenti e di tutta la Valnestore</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 17:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p> I lavoratori non hanno intenzione di piangersi addosso &#8211; hanno ribadito attraverso i numerosi interventi in assemblea &#8211; ma esigono sapere se le Istituzioni locali e regionali si ricordano ancora che esiste la Valnestore e la Trafomec. La Trafomec resta un’azienda con molteplici difficoltà, in termini produttivi, di crediti verso i dipendenti non onorati, di stipendi ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/trafomec-continua-il-silenzio-sul-futuro-della-fabbrica-delle-condizioni-di-lavoro-dei-dipendenti-e-di-tutta-la-valnestore/">Trafomec: continua il silenzio sul futuro della fabbrica, delle condizioni di lavoro dei dipendenti e di tutta la Valnestore</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> I lavoratori non hanno intenzione di piangersi addosso &#8211; hanno ribadito attraverso i numerosi interventi in assemblea &#8211; ma esigono sapere se le Istituzioni locali e regionali si ricordano ancora che esiste la Valnestore e la Trafomec. La Trafomec resta un’azienda con molteplici difficoltà, in termini produttivi, di crediti verso i dipendenti non onorati, di stipendi ricevuti in due tranche e via dicendo.<br />
Riteniamo non rinviabile un nuovo appuntamento con la Regione dell’Umbria, non accettando l’atteggiamento che percepiamo, quello cioè di attendere passivamente che qualcuno ci avvisi dei possibili cambiamenti.<br />
Una politica di rilievo non può e non deve allontanarsi dai problemi dei cittadini, in particolare modo dal mondo del lavoro. La percezione che i lavoratori denunciano è invece quella di non rispondere più agli interessi degli stessi lavoratori, ma ad altre forme di richiamo. Noi possiamo, vogliamo e dobbiamo incidere sul nostro futuro lavorativo e la politica non ne può essere una forma passiva.<br />
Con questo comunicato stampa, a cui seguirà una richiesta di convocazione ufficiale, intendiamo nuovamente sollecitare la politica a sostenere e supportare i lavoratori, per ricercare quelle soluzioni e quei percorsi atti a tracciare un futuro di certezze, di sviluppo, di stabilità che i dipendenti Trafomec hanno pagato a suo tempo con un prezzo carissimo e che, a tutt’oggi, non ha prodotto alcun beneficio.</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/trafomec-continua-il-silenzio-sul-futuro-della-fabbrica-delle-condizioni-di-lavoro-dei-dipendenti-e-di-tutta-la-valnestore/">Trafomec: continua il silenzio sul futuro della fabbrica, delle condizioni di lavoro dei dipendenti e di tutta la Valnestore</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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		<title>Giornale dell’Umbria: Cajarelli (Cgil),  gravi responsabilità della precedente proprietà</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2016 15:57:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Non è accettabile che un’azienda importante come il Giornale dell’Umbria, ad appena quattro mesi dal passaggio societario, sia stata messa in liquidazione, con conseguenze drammatiche per i dipendenti e con un’evidente ferita al pluralismo dell’informazione per l’Umbria. Questa vicenda è l’ennesimo segnale allarmante di un declino economico e culturale della regione&#8221;. Ad affermarlo è Vasco ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> &#8220;Non è accettabile che un’azienda importante come il Giornale dell’Umbria, ad appena quattro mesi dal passaggio societario, sia stata messa in liquidazione, con conseguenze drammatiche per i dipendenti e con un’evidente ferita al pluralismo dell’informazione per l’Umbria. Questa vicenda è l’ennesimo segnale allarmante di un declino economico e culturale della regione&#8221;. Ad affermarlo è Vasco Cajarelli, segretario regionale Cgil, che sta seguendo in prima persona la vertenza. &#8220;Oltre alle colpe palesi della nuova gestione, rappresentata da Giuseppe Incarnato &#8211; prosegue Cajarelli &#8211; non si può tacere la responsabilità della precedente proprietà, costituita da imprenditori umbri, tra i quali il gruppo Colaiacovo e il presidente di Confindustria Umbria Ernesto Cesaretti, che si è liberata, apparentemente senza alcuna garanzia industriale e occupazionale, di una così importante realtà dell’informazione locale. È la prima volta nella mia attività sindacale – sottolinea Cajarelli – che un’azienda viene venduta e liquidata appena quattro mesi più tardi. Allora, mi rivolgo alla vecchia proprietà: è possibile che chi ha creato e costruito questa importante realtà possa assistere in silenzio e a un epilogo così drammatico? E all’insieme dell’imprenditoria locale umbra chiedo: ci sono soggetti che, anche nell’ottica di un interesse comune, sono interessati a rilevare la testata? Perché oggi ci sono le condizioni giuridiche per una discontinuità aziendale e quindi la possibilità di riavviare un progetto industriale credibile e salvare una voce importante del pluralismo dell’informazione per l’Umbria&#8221;.</p>
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		<title>Vertenza Thyssen -Ast, spuntano documenti segreti</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jan 2016 11:14:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Grazie a nuovi documenti oggi scopriamo che nella vertenza Thyssen-Ast di Terni 300 del 2014 persone dovevano uscire con l&#8217;amianto, non la mobilità incentivata. Ma i sindacati si opposero. Ci chiediamo il perché”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati. Liberati spiega che “è pervenuto al gruppo regionale M5S un rilevante documento di fonte governativa ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Terni. </span> &#8220;Grazie a nuovi documenti oggi scopriamo<br />
che nella vertenza Thyssen-Ast di Terni 300 del 2014 persone dovevano uscire con l&#8217;amianto, non la mobilità incentivata. Ma i sindacati si opposero. Ci chiediamo il perché”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati. Liberati spiega che “è pervenuto al gruppo regionale M5S un rilevante documento di fonte governativa e non anonimo. Alla luce di tale scritto, e stando a conferme ricevute da interlocuzioni di alto livello, la storia della<br />
vertenza Thyssen-AST di Terni dovrebbe esser parzialmente riscritta: infatti il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, fece sorprendentemente marcia indietro dopo aver già firmato l’atto con cui il Governo concedeva obbligatori benefici di legge a circa 300 lavoratori Thyssen-AST esposti<br />
all’amianto, già precedentemente accordati ai lavoratori Ilva di Genova e Taranto. Benefici allora puntualmente richiesti da una mozione parlamentare a prima firma del senatore Stefano Lucidi del M5S”. “L’iniziativa ministeriale – continua Liberati – avrebbe chiuso anticipatamente la drammatica vertenza. Ma fu totalmente sgradita ai vertici<br />
nazionali di alcuni sindacati. Costoro, venuti a conoscenza della misura adottata, si mobilitarono impetuosamente, ma senza far chiasso. Tanto che veniamo a conoscenza di certe minuzie soltanto oggi. Quei documenti, ancorché sottoscritti, furono quindi strappati e le cose ripresero poi<br />
secondo i consueti parametri italici: quelli dello stucchevole teatrino parolaio che non sembra portare grandi fortune al Paese e alla sua manifattura. Il resto della storia è noto: molti giovani dipendenti Thyssen si licenziarono con l’incentivo, tanti dei quali senza mai più ritrovare lavoro e, in assenza di cultura finanziaria, bruciando rapidamente ingenti<br />
risorse. Tra le memorabilia ricorderemo le posizioni di sindacalisti fuoriusciti con decine e decine di migliaia di euro”. “L’esito – prosegue Andrea Liberati &#8211; è che i meno giovani, quelle centinaia di lavoratori che per legge potevano e dovevano andare in pensione anticipatamente, perché per lungo tempo esposti alle fibre di amianto, sono<br />
per lo più costretti a restare, in condizioni di salute non di rado precarie e comunque a rischio, come dimostreremo presto. È giusto? Su questa vicenda – conclude &#8211; il M5S chiederà chiarezza a tutte le istituzioni che hanno<br />
recitato ruoli da protagonista nella drammatica vertenza Thyssen-AST.</p>
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		<title>Umbria Tpl e Mobilità Spa, permane il clima d&#8217;incertezza</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 13:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[carenza d'organico]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Negli incontri avuti con la dirigenza aziendale nelle scorse settimane le Organizzazioni Sindacali, pur apprezzando la disponibilità al dialogo e, soprattutto, la disponibilità dell’azienda ad apprezzare economicamente sia la perdita di alcuni benefit dopo lo scorporo dall’Esercizio, quali i titoli di viaggio, sia il forte recupero di produttività legato alla carenza di organico e la ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Regione Umbria. </span> Negli incontri avuti con la dirigenza aziendale nelle scorse settimane le Organizzazioni Sindacali, pur apprezzando la disponibilità al dialogo e, soprattutto, la disponibilità dell’azienda ad apprezzare economicamente sia la perdita di alcuni benefit dopo lo scorporo dall’Esercizio, quali i titoli di viaggio, sia il forte recupero di produttività legato alla carenza di organico e la grande disponibilità dimostrata in tal senso dal personale, hanno ribadito l’importanza e l’urgenza di avere un confronto con gli Enti proprietari circa le prospettive dell’azienda, in quanto qualsiasi tipo di intervento non può prescindere dalla sussistenza delle opportune garanzie economico-finanziarie e occupazionali. Tali garanzie devono riguardare, innanzitutto, la gestione dell’infrastruttura ferroviaria, che necessita di un forte piano di investimenti sia in termini di manutenzione straordinaria, sia in termini di organico del personale addetto. Le Organizzazioni Sindacali e le maestranze hanno la necessità di sapere, una volta per tutte, se la gestione della stessa è destinata a rimanere nell’ambito dell’attuale azienda, e quindi indirettamente della Regione, oppure se è necessario ricorrere ad un soggetto terzo; in tal caso, non è indifferente se il soggetto terzo, comunque nell’ambito del Gruppo Ferrovie dello Stato, è destinato ad essere Rete Ferroviaria Italiana  oppure Busitalia. In tal senso le Organizzazioni Sindacali ritengo urgente avviare un confronto in merito. Inoltre, le Organizzazioni Sindacali ritengono che il “forte” ritardo accumulato nella costituzione dell’Agenzia Regionale destinata a gestire il Fondo Regionale del Trasporto Pubblico Regionale e Locale, rischia di pregiudicare sia le prospettive di rilancio dell’azienda stessa, sia la possibilità di conseguire delle economie rispetto alla risicata dotazione del fondo stesso. Rispetto a tali problematiche, le Organizzazioni Sindacali, assumendo il mandato dell’assemblea, si accingevano a proclamare lo stato di agitazione del personale per arrivare ad una mobilitazione nelle prime settimane del nuovo anno. La convocazione di un incontro, pervenuta venerdì 18 alle Organizzazioni Sindacali da parte dell’Assessore competente Giuseppe Chianella, previsto  per il prossimo 14 gennaio 2016, se da un lato induce a sospendere, anche per correttezza istituzionale, l’avvio della mobilitazione del personale, dall’altro deve necessariamente rappresentare l’inizio di un confronto serio e costruttivo, con tutti i soggetti interessati, cioè con tutti i soci dell’azienda che, si ricorda, sono la Regione, la Provincia di Perugia, i Comuni di Perugia e Spoleto e, per tramite di ATC Spa, la Provincia di Terni nonché il Comune di Terni insieme ad altri comuni del ternano. A tale proposito, le Organizzazioni Sindacali, ritengono opportuno ricordare il ruolo fondamentale che hanno già avuto nella gestione della crisi aziendale del 2012, che ha consentito, con dimostrazione di un grande senso di responsabilità, di procedere con lo scorporo e la “privatizzazione” del ramo Esercizio senza scioperi e interruzioni del servizio. Pertanto, le Organizzazioni Sindacali si riservano di valutare l’esito dell’incontro del prossimo 14 gennaio 2016, auspicando che, successivamente, vi potranno essere le condizioni per riprendere con l’azienda un confronto serio sia in merito agli organici, sia in merito alla partita economica già sostanzialmente discussa e condivisa.</p>
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