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	<title>Perugia Online &#187; libert</title>
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	<description>Scomoda, Libera, Indipendente.</description>
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		<title>Il mostro di Foligno ha scontato la sua pena, ma non torna libero</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 17:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pamela Bevilacqua]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[libert]]></category>
		<category><![CDATA[luigi chiatti]]></category>
		<category><![CDATA[Mostro di Foligno]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, oggi ha lasciato il carcere di Prato alla volta della Sardegna, dove sarà trasferito in una Rems, residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, dove rimarrà per altri 3 anni, così come previsto dalle misure di sicurezze della sentenza della Corte d’Assise d’appello di Perugia che, lo condannò ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[ Luigi Chiatti, il mostro di Foligno, oggi ha lasciato il carcere di Prato alla volta della Sardegna, dove sarà trasferito in una Rems, residenze per l’esecuzione della misura di sicurezza sanitaria, dove rimarrà per altri 3 anni, così come previsto dalle misure di sicurezze della sentenza della Corte d’Assise d’appello di Perugia che, lo condannò a 30 anni di reclusione  riconoscendogli la seminfermità mentale e la pericolosità sociale. La destinazione del 47enne era rimasta segreta e sconosciuta persino al suo avvocato, il legale Guido Bacino e alla famiglia dello stesso ex geometra, che come riportato dall&#8217;Ansa, non conoscevano nemmeno la regione dove si trovava la struttura pronta ad accogliere Chiatti. Una volta che l&#8217;ex geometra avrà trascorso tre anni nell’ospedale psichiatrico, la sua pericolosità sociale dovrà essere nuovamente valutata e se accertata la custodia verrà prorogata. Potrebbe succedere anche a vita. Un mese e mezzo fa, il tribunale di sorveglianza fiorentino, aveva reso esecutiva la misura dopo che i periti nominati dai giudici avevano affermato che in Chiatti &#8220;non è stato riscontrato alcun minimo atteggiamento di rimorso o di dolore per i fatti commessi&#8221;, sottolineando come &#8220;il quadro psicopatologico presenti aspetti di particolare gravità che inducono a ritenerlo persona socialmente pericolosa&#8221;. Di fatto dunque, Luigi Chiatti, oggi venerdi 4 settembre, finisce di scontare la sua pena per gli omicidi di Lorenzo e Simone, ma niente libertà per lui. Si chiudono le porte del carcere e si spalancano quelle di una struttura per criminali psichiatrici, dove potrebbe anche passarvi tutto il resto della sua vita.</p>
<p><span style="font-size: 16px; line-height: 1.5;"> </span></p>
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		<title>Il ritardo sulla legge elettorale nuoce gravemente agli umbri</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 17:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Perugia Online]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Democratico]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>A meno di quattro mesi dalle elezioni regionali in Umbria non si conosce ancora quale sarà la formula elettorale per l’elezione dei consiglieri che guideranno la regione per i prossimi cinque anni. Questo nuoce gravemente ai cittadini della nostra regione che non potranno conoscere per tempo i candidati al consiglio regionale, approfondire le loro opinioni ...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> A meno di quattro mesi dalle elezioni regionali in Umbria non si conosce ancora quale sarà la formula elettorale per l’elezione dei consiglieri che guideranno la regione per i prossimi cinque anni. Questo nuoce gravemente ai cittadini della nostra regione che non potranno conoscere per tempo i candidati al consiglio regionale, approfondire le loro opinioni e conoscerne i programmi.</p>
<p><strong>Legge elettorale</strong> &#8211; En passe politico forzato e voluto per così presentare a pochi giorni dalle elezioni regionali candidati ben confezionati per il voto dei cittadini umbri. Per il bene dei cittadini umbri bisogna promulgare bene e subito una legge elettorale che permetta ai corregionali di scegliere serenamente il proprio candidato ed il programma elettorale. Le cittadine ed i cittadini Umbri non meritano, in questo momento di estrema crisi economica, il tergiversare politico ed i rinvii di tali argomentazioni.</p>
<p><strong>Vicino ai cittadini</strong> &#8211; Il Centro Democratico vigilerà attentamente sulla tempistica di formulazione ed approvazione della legge elettorale e qualora taluni passaggi risulteranno incostituzionali si farà portavoce con i cittadini di ricorrere in Corte Costituzionale.</p>
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		<title>Record a Perugia: lo stesso ladro arrestato tre volte in meno di 24 ore</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 11:53:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ubaldi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span>Quando si dice “la sfiga”. Ma anche “mancanza di professionalità”. Ovverosia: “A ciascuno il proprio mestiere”. E se gli uomini della Questura di Perugia sono stati bravi e fortunati a cogliere con le mani nel sacco la stessa persona nel giro di poche ore, lo stesso non può certo dirsi per il 31enne tunisino che, con le “performance” tra martedì e mercoledì (1 e 2 luglio) si è guadagnato di diritto l’accesso al libro dei record. Ai lettori la scelta se inserirlo nella categoria “iellati professionisti” oppure “ladri incapaci”.</p>
<p>Ironia a parte, quel che è accaduto a Perugia a cavallo tra il primo e il 2 luglio non solo ha dell’incredibile, ma è un perfetto esempio di quanto il sistema giudiziario italiano sia lacunoso e oltremodo permissivo, garantendo oltremodo chi delinque rispetto a chi si guarda bene dall’infrangere la legge.</p>
<p>I fatti. Martedì notte la polizia di Perugia sorprende ed arresta un giovane magrebino, B.F., classe ’83, mentre sta rubando all’interno dei garage di un condominio, nella zona di San Galigano. Grazie al sonno leggero di un residente, la volante riesce ad intervenire in tempo cogliendo il ladruncolo sul fatto. Il tunisino è già noto alla polizia per episodi simili. Al momento dell’arrivo degli agenti, porta sottobraccio un casco da motociclista, appena sottratto da uno dei garage. Come da prassi, poco dopo il fermo il giovane viene rilasciato con denuncia a piede libero, visto anche il valore esiguo della refurtiva, peraltro ottenuta senza alcuna effrazione dato che la porta del garage era stata lasciata aperta.</p>
<p>Tornato libero alle 7 del mattino, due ore dopo lo ritroviamo a Madonna Alta, mentre tenta di introdursi in un’autovettura in sosta, una Volvo per l’esattezza. Su segnalazione di un residente, la volante si reca sul posto e sorprende il nordafricano all’interno della macchina, precedentemente scassinata. Addosso al giovane, che in un primo momento tenta – senza successo – di divincolarsi e di aggredirli, gli agenti trovano il frontalino dell’autoradio e un caricabatteria, appena prelevati dall’abitacolo. Il tempo di riconsegnare la refurtiva al proprietario e di condurre il tunisino in Questura, e si apprende che è lo stesso giovane arrestato nella notte per il furto nei garage di San Galiano.</p>
<p>Stavolta non c’è denuncia che tenga: arresto, processo per direttissima e relativo patteggiamento della pena, che prevede un periodo di detenzione talmente esiguo da far rimettere subito in libertà il ladro. Avrà imparato qualcosa da questa esperienza? Ma figurarsi. Passando dalle parti di Via Gallenga, il tunisino nota una succulenta Mercedes parcheggiata, e pensa bene di completare il proprio trittico di opere pie (nel senso di “pigliare”, ovviamente) forzando la chiusura dell’auto e rubando un telefono cellulare e un timbro da ufficio, ovviamente appartenenti al proprietario della macchina. Il quale, tuttavia, si accorge di quanto sta avvenendo e chiama il 113. Sirene al vento e lucine blu, poi una breve corsa a piedi e infine, di nuovo, i braccialetti metallici che scattano ai polsi del 31enne. E’ la terza volta nel giro di 16 ore. Domani mattina andrà in scena un altro processo per direttissima. Chissà se B.F. potrà ancora patteggiare e tornare in libertà, per compiere magari nuove, mirabolanti gesta?</p>
<p>Al di là della cronaca spicciola, imbastita in questo casi di imbarazzante ilarità, resta il fatto che ogni giorno, in tutta Italia, migliaia di agenti sono costretti a rischiare personalmente, a perdere il proprio tempo – e con esso le risorse economiche dei cittadini – per catturare personaggi che, nel giro di poche ore, tornano liberi di delinquere senza neanche aver scontato un’ammenda, in termini economici oppure di ore di servizi socialmente utili. A voler ragionare in maniera cinica, quanto costano le cancellerie dei tribunali, le ore di lavoro e il rischio corso dagli agenti, le spese processuali, gli stipendi dei magistrati? A fronte di tutte queste spese, chi delinque difficilmente paga qualcosa. E soprattutto, quasi sempre, torna in libertà entro breve, senza alcun piano di reinserimento e senza altro da fare che tornare a delinquere.</p>
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		<title>Perugia e il XXV Aprile</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Apr 2014 16:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Armando Allegretti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p> Sessantanove anni fa Sandro Pertini annunciava alla radio l’insurrezione generale con queste parole: “Cittadini, lavoratori. Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”. Oggi, come allora, non c&#8217;è città, nel nostro Paese, ...</p>
<p>Il post <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net/perugia-e-il-xxv-aprile/">Perugia e il XXV Aprile</a> apparso prima su  <a rel="nofollow" href="http://www.perugiaonline.net">Perugia Online</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<span id="areaSingle">Perugia. </span> Sessantanove anni fa Sandro Pertini annunciava alla radio l’insurrezione generale con queste parole: “Cittadini, lavoratori. Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”. Oggi, come allora, non c&#8217;è città, nel nostro Paese, in cui non sia presente almeno una via, una piazza, un quartiere che ci ricordi la data del 25 aprile, l&#8217;anniversario della Liberazione l’inizio di un percorso che portò alla nascita della Repubblica.</p>
<p>A Perugia le celebrazioni che contribuiscono a rendere vivo quel ricordo sono iniziate alle 10:30 al Civico Cimitero con la deposizione di corone di alloro al Sacello dei Caduti e sulle tombe delle medaglie d&#8217;oro alla resistenza., per poi continuare in Borgo XX Giugno con la commemorazione e la deposizione di corone di alloro sulla lapide in ricordo dei Patrioti fucilati dai nazi fascisti. Infine le autorità si sono spostate in Via L. Masi per concludere la cerimonia con la deposizione di corone di alloro al monumento dell&#8217;Ara Pacis.</p>
<p>Oggi, come ogni anno, da 69 anni, Perugia ha ricordato i suoi caduti. I caduti di tutte le guerre che hanno liberato il nostro Paese dall’oppressione del nazifascismo prospettandoci un mondo di dignità, giustizia sociale e democrazia. Perugia in ricordo dei “molti, soprattutto giovani, che sacrificarono la vita per l’onore dell’Italia e la riconquista della libertà – come ha sottolineato dal palco allestito in Borgo XX giugno il sindaco Boccali – per poter vivere da uomini e donne libere in un’Italia democratica. In un’Italia che si mettesse alle spalle la dittatura che si era resa responsabile di tante vergogne, a partire dalle leggi razziale e dall’alleanza con il nazi fascismo”.</p>
<p>“La resistenza – ha continuato – è intesa anche oggi da molti come epilogo del risorgimento che mise in scena con il ruolo di protagonista la parte migliore dell’Italia che si ritrovò compatta e solidale per ricostruire il futuro. La Resistenza è stata ed è una lezione di assunzione di responsabilità. Un popolo che si fa carico della sua libertà.”</p>
<p>Per non dimenticare. “Ed è questa – conclude Boccali – una lezione da non dimenticare, perché la libertà e con essa la democrazia non è un bene che si conquista per tutte le volte. Al contrario è qualcosa da tutelare ogni giorno. Dobbiamo conservare la memoria del 25 aprile ma allo stesso tempo guardare al futuro, perché nella Liberazione stessa c’è fortissima l’idea di futuro”.</p>
<p>Anche quest’anno il ricordo del 25 aprile del 1945 è servito a dare la possibilità a chi non c’era, a chi non l’ha vissuto, di conoscere il giorno in cui l’Italia ha riconquistato la libertà. Il giorno che i più fortunati hanno potuto conoscere nei racconti dei propri padri e dei propri nonni. Il giorno in cui l’Italia e gli italiani riconquistarono la democrazia, la libertà e l’uguaglianza che avevano perso con il fascismo.</p>

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